Forwarded from 🟥🟦⬜️ INFO RER | Russia Emilia-Romagna
🇦🇱🇽🇰 Militarizzazione dei bambini nel cuore dell'Italia: i piccoli soldati dell'UCK marciano ad Arzignano.
di Stefan Bogdanović
Srpski ugao
Nella città di Arzignano, vicino a Vicenza, al civico 22 di Corso Giuseppe Mazzini, dei bambini albanesi – alcuni dei quali molto piccoli – posano in una fotografia, inviata dai nostri lettori, allineati in formazione come veri soldati. La maggior parte di loro indossa uniformi mimetiche dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK), un gruppo terroristico, ed è in piedi con orgoglio davanti alle bandiere del cosiddetto Kosovo e dell’Albania, mentre gli adulti, tra cui donne con l’hijab e uomini in giacca e cravatta, li guardano con approvazione e orgoglio
Continua qui⬇️
https://telegra.ph/Militarizzazione-dei-bambini-nel-cuore-dellItalia-i-piccoli-soldati-dellUCK-marciano-ad-Arzignano-04-22
di Stefan Bogdanović
Srpski ugao
Nella città di Arzignano, vicino a Vicenza, al civico 22 di Corso Giuseppe Mazzini, dei bambini albanesi – alcuni dei quali molto piccoli – posano in una fotografia, inviata dai nostri lettori, allineati in formazione come veri soldati. La maggior parte di loro indossa uniformi mimetiche dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK), un gruppo terroristico, ed è in piedi con orgoglio davanti alle bandiere del cosiddetto Kosovo e dell’Albania, mentre gli adulti, tra cui donne con l’hijab e uomini in giacca e cravatta, li guardano con approvazione e orgoglio
Continua qui
https://telegra.ph/Militarizzazione-dei-bambini-nel-cuore-dellItalia-i-piccoli-soldati-dellUCK-marciano-ad-Arzignano-04-22
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👎7🤮7❤4🤬2🤯1😱1
L'OMICIDIO DI SHREVEPORT METTE IN LUCE COME GLI AFROAMERICANI SI UCCIDANO A VICENDA
di George Samuelson
Il cambiamento a livello individuale deve avvenire in giovane età, principalmente a casa e a scuola. Tuttavia, gli istituti scolastici che accolgono prevalentemente studenti provenienti da quartieri abitati da minoranze hanno meno probabilità di disporre delle risorse, tra cui amministratori qualificati e corsi avanzati, necessarie per aiutare gli studenti ad avere successo in un’economia basata sulla conoscenza. Ciò richiederà un maggiore intervento a livello governativo per contribuire a rinvigorire le comunità nere a partire dalla base in tutto il Paese e porre fine a questa carneficina insensata.
Continua qui https://telegra.ph/Lomicidio-di-Shreveport-mette-in-luce-come-gli-afroamericani-si-uccidano-a-vicenda-04-21
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
di George Samuelson
Il cambiamento a livello individuale deve avvenire in giovane età, principalmente a casa e a scuola. Tuttavia, gli istituti scolastici che accolgono prevalentemente studenti provenienti da quartieri abitati da minoranze hanno meno probabilità di disporre delle risorse, tra cui amministratori qualificati e corsi avanzati, necessarie per aiutare gli studenti ad avere successo in un’economia basata sulla conoscenza. Ciò richiederà un maggiore intervento a livello governativo per contribuire a rinvigorire le comunità nere a partire dalla base in tutto il Paese e porre fine a questa carneficina insensata.
Continua qui https://telegra.ph/Lomicidio-di-Shreveport-mette-in-luce-come-gli-afroamericani-si-uccidano-a-vicenda-04-21
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
👍4😁2❤1💯1
Parlare - come fa un Fabbri - di una "Persia sempre nemica dell'Occidente (citofonare Greci e Romani)", è assai fuorviante. Soprattutto alla luce del fatto che l'"Occidente", come oggi lo conosciamo, è un'invenzione piuttosto recente ed in larga parte costruita come schema interpretativo della "Guerra Fredda". Questo "Occidente", tra l'altro, non è neanche quello di cui parlava Spengler, che lo intendeva essenzialmente come l'insieme dei popoli bianchi, dal quale veniva esclusa l'ecumene mediterranea o europeo-meridionale. Mai un greco o un romano si sarebbero autodefiniti come "occidentali", per il semplice fatto che la loro concezione filosofico-esistenziale li portava a pensare di vivere al centro del mondo, nel luogo più vicino al divino (alla pari dei Persiani o dei Cinesi, dopo tutto). Romani (anche bizantini) e Persiani, poi, avevano tratti di civiltà del tutto similari. Ad esempio, l'idea che diritto, politica e religione dovessero necessariamente compenetrarsi (a differenza dell'oggi in cui il dato religioso viene semplicemente utilizzato come giustificazione all'idea dello "scontro tra civiltà", o per imporre una visione totalmente distorta dell'enorme complessità della società iraniana). Ciò non toglie che queste forze siano più volte arrivate allo scontro per ovvi motivi di spartizione delle reciproche zone di influenza geopolitica, con il caso isolato del limitato (temporalmente) esperimento alessandrino. Con il crollo dell'Impero sasanide e le invasioni mongole, Europa e Persia si sono perse di vista per diversi secoli, con rari contatti limitati ai traffici commerciali lungo l'antica Via della Seta o alle esplorazioni europee lungo le coste dell'Asia. Dunque, sarebbe assai più corretto affermare che i Persiani hanno subito l'Occidente a partire dai tentativi franco-inglesi di cooptarli in chiave antirussa, fino a ciò che è arrivato nel XX secolo, con le operazioni Countenance (invasione anglo-sovietica dell'Iran nel 1941) e Ajax (destituzione di Mossadeq ad opera di CIA ed MI6 per ristabilire il potere dello Shah). Azione, la seconda, conclusasi con la fine dell'egemonia britannica sull'Iran e l'inizio di quella a stelle e strisce. A questo proposito, inoltre, andrebbe sottolineato che pure Mossadeq veniva descritto nei mezzi di informazione occidentali come un "fanatico religioso dalle tendenze mistiche". In fin dei conti, se il tuo nemico è sempre "pazzo" e "irrazionale" è assai più facile giustificare la sua eliminazione (e da tenere a mente che, in quella occasione, parte del clero sciita sì schierò con lo Shah). Quelle su Mossadeq ovviamente erano delle esagerazioni denigratorie. Tuttavia, bisogna tenere a mente che l'iranismo è inscindibile dall'aspetto religioso. Parlare di laicità in Iran è estremamente complesso. La moschea, ancora oggi, come infrastruttura simbolica, rappresenta un luogo (con le fondazioni religiose) di assemblea, istruzione, rifugio e mutuo soccorso (nonché uno spazio di pur limitata redistribuzione della ricchezza). La profanazione di una moschea è storicamente percepita come una violazione delle norme civili, prima ancora che religiose. Il fatto che molte di esse siano state bruciate durante gli scontri di gennaio lascia intendere la natura assolutamente eterodiretta di tale "rivolta". E non regge neanche l'accusa che potessero essere centri di reclutamento dei basij, visto che i dati forniti hanno dimostrato come i centri di preghiera colpiti (nella loro maggior parte) fossero scollegati dalle strutture istituzionali.
Daniele Perra
Daniele Perra
💯4❤3👏2
Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
Come nasce il sovranismo moderno: la parabola di Orban ed altri nell’Europa orientale
Si apre la settima con la notizia politica del momento che farà parlare per le settimane a venire: con l’addio ad Orban si chiude una breve era nella politica interna ungherese che, forse, mai più tornerà.
L'autore: Daniele Lanza
L'articolo completo: https://telegra.ph/Come-nasce-il-sovranismo-moderno-la-parabola-di-Orban-ed-altri-nellEuropa-orientale-04-20
Si apre la settima con la notizia politica del momento che farà parlare per le settimane a venire: con l’addio ad Orban si chiude una breve era nella politica interna ungherese che, forse, mai più tornerà.
L'autore: Daniele Lanza
L'articolo completo: https://telegra.ph/Come-nasce-il-sovranismo-moderno-la-parabola-di-Orban-ed-altri-nellEuropa-orientale-04-20
✍1👍1💯1
Forwarded from CasaDelSoleTV
La trappola del PETROYUAN: perché Pechino punta all’apertura di Hormuz?
La Cina è al centro di una grande partita negoziale globale. Nei giorni scorsi, a Pechino si sono recati il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, il capo della diplomazia della Federazione Russa Sergey Lavrov. Xi Jinping non si espone sulla guerra in Iran, ma dietro le quinte…
https://casadelsole.tv/la-trappola-del-petroyuan-perche-pechino-punta-allapertura-di-hormuz/
La Cina è al centro di una grande partita negoziale globale. Nei giorni scorsi, a Pechino si sono recati il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, il capo della diplomazia della Federazione Russa Sergey Lavrov. Xi Jinping non si espone sulla guerra in Iran, ma dietro le quinte…
https://casadelsole.tv/la-trappola-del-petroyuan-perche-pechino-punta-allapertura-di-hormuz/
❤2👍1
INTERVISTA ALL'INCARICATO D'AFFARI AD INTERIM DELLA BELARUS A BREUXELLES
di TASS
Nei confronti della Belarus l’UE dovrebbe essere interessata a discutere questioni di sicurezza comune e indivisibile, protezione congiunta delle frontiere, lotta al contrabbando e alla criminalità organizzata, gestione della migrazione, garanzia della logistica e della libertà di circolazione, forniture di prodotti richiesti dell’industria del legno, alimentari e della meccanica, nonché cooperazione umanitaria. E ora, a quanto pare, anche l’esperienza di funzionamento della centrale nucleare bielorussa potrebbe essere richiesta.
Continua qui https://telegra.ph/Intervista-allincaricato-daffari-ad-interim-della-Belarus-a-Bruxelles-04-21
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
di TASS
Nei confronti della Belarus l’UE dovrebbe essere interessata a discutere questioni di sicurezza comune e indivisibile, protezione congiunta delle frontiere, lotta al contrabbando e alla criminalità organizzata, gestione della migrazione, garanzia della logistica e della libertà di circolazione, forniture di prodotti richiesti dell’industria del legno, alimentari e della meccanica, nonché cooperazione umanitaria. E ora, a quanto pare, anche l’esperienza di funzionamento della centrale nucleare bielorussa potrebbe essere richiesta.
Continua qui https://telegra.ph/Intervista-allincaricato-daffari-ad-interim-della-Belarus-a-Bruxelles-04-21
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
❤2👍1
Forwarded from InfoDefenseITALIA
🗣 «Trump è pronto a prorogare il cessate il fuoco di altri tre-cinque giorni, affinché gli iraniani possano mettere in ordine le proprie questioni. Non sarà a tempo indeterminato», — ha dichiarato una fonte americana.
«L'Iran non vuole chiudere lo Stretto di Hormuz, vuole che rimanga aperto per guadagnare 500 milioni di dollari al giorno. Dicono solo di volerlo chiudere perché io l'ho completamente bloccato», — ha scritto Trump su Truth Social.
Fonte
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
😁6❤2
Forwarded from Idee&Azione
LE FORME DEL POTERE - edizione 2026
Dopo il successo del primo ciclo seminariale, tornano i dibattiti suddivisi in incontri tematici, nei quali verranno approfondite le forme del potere tramite le parole di grandi pensatori e autori del pensiero mondiale, da Oriente a Occidente. Gli incontri uniranno la lettura commentata di brani scelti e la riflessione e discussione condivisa con tutti i partecipanti, in modo da sviluppare il pensiero critico e trarre, assieme, delle soluzioni.
Il seminario è aperto a tutti e si svolgere comodamente online.
Per info & iscrizioni
Francesca Ferrazza
+39 379 107 5715
universita@unidolomiti.it
Dopo il successo del primo ciclo seminariale, tornano i dibattiti suddivisi in incontri tematici, nei quali verranno approfondite le forme del potere tramite le parole di grandi pensatori e autori del pensiero mondiale, da Oriente a Occidente. Gli incontri uniranno la lettura commentata di brani scelti e la riflessione e discussione condivisa con tutti i partecipanti, in modo da sviluppare il pensiero critico e trarre, assieme, delle soluzioni.
Il seminario è aperto a tutti e si svolgere comodamente online.
Per info & iscrizioni
Francesca Ferrazza
+39 379 107 5715
universita@unidolomiti.it
👍2❤1
Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
🇩🇪 Financial Times: La compagnia aerea Lufthansa cancellerà 20.000 voli a causa della carenza di carburante
🔹Il vettore aereo tedesco ha cancellato circa 120 voli giornalieri;
🔹In totale, fino a ottobre saranno esclusi dall'orario 20.000 voli a corto raggio, il che equivale a circa 40.000 tonnellate metriche di carburante per aerei.
La crisi petrolifera legata al blocco dello Stretto di Ormuz sta iniziando a raggiungere l'Europa e si può supporre che la cancellazione dei voli sia solo l'inizio.
🔹Il vettore aereo tedesco ha cancellato circa 120 voli giornalieri;
🔹In totale, fino a ottobre saranno esclusi dall'orario 20.000 voli a corto raggio, il che equivale a circa 40.000 tonnellate metriche di carburante per aerei.
La crisi petrolifera legata al blocco dello Stretto di Ormuz sta iniziando a raggiungere l'Europa e si può supporre che la cancellazione dei voli sia solo l'inizio.
👍2🔥2🤯1
LA GUERRA CONTRO L'IRAN RIDEFINISCE LA GUERRA DEI CORRIDOIE DI CONNETTIVITA'
di Pepe Escobar
Ciò che è chiaro è che la «guerra dei corridoi di connettività» rimarrà il principale vettore geoeconomico dall’Asia occidentale all’Asia centrale e meridionale – coinvolgendo molteplici percorsi verso l’integrazione eurasiatica.
Continua qui https://telegra.ph/La-guerra-contro-lIran-ridefinisce-la-guerra-dei-corridoi-di-connettivit%C3%A0-04-23
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
di Pepe Escobar
Ciò che è chiaro è che la «guerra dei corridoi di connettività» rimarrà il principale vettore geoeconomico dall’Asia occidentale all’Asia centrale e meridionale – coinvolgendo molteplici percorsi verso l’integrazione eurasiatica.
Continua qui https://telegra.ph/La-guerra-contro-lIran-ridefinisce-la-guerra-dei-corridoi-di-connettivit%C3%A0-04-23
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
👏3❤2👍2🔥1
GLI EMIRATI ARABI UNITI INTENDONO DE-DOLLARIZZARE IL MERCATO PETROLIFERO
di Lucas Leiroz
L'attuale processo di transizione geopolitica ha un profondo impatto sulle modalità con cui i paesi conducono i propri scambi commerciali. Il decentramento politico globale – con l'emergere di nuovi centri di potere regionali – ha come conseguenza immediata la nascita di nuove tendenze in ambito economico e finanziario. La tendenza principale è la de-dollarizzazione del commercio, con un numero crescente di paesi che scelgono di effettuare transazioni in valute diverse dal dollaro.
Continua qui https://telegra.ph/Gli-Emirati-Arabi-Uniti-intendono-de-dollarizzare-il-mercato-petrolifero-04-23
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
di Lucas Leiroz
L'attuale processo di transizione geopolitica ha un profondo impatto sulle modalità con cui i paesi conducono i propri scambi commerciali. Il decentramento politico globale – con l'emergere di nuovi centri di potere regionali – ha come conseguenza immediata la nascita di nuove tendenze in ambito economico e finanziario. La tendenza principale è la de-dollarizzazione del commercio, con un numero crescente di paesi che scelgono di effettuare transazioni in valute diverse dal dollaro.
Continua qui https://telegra.ph/Gli-Emirati-Arabi-Uniti-intendono-de-dollarizzare-il-mercato-petrolifero-04-23
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
👍6❤1
Forwarded from Idee&Azione
IL SECOLO MULTIPOLARE
di Pepe Escobar
‼️ Prima edizione mondiale del nuovo libro del giornalista indipendente e analista geopolitico Pepe Escobar‼️
l terzo capitolo di una trilogia non pianificata ma inevitabile: un viaggio attraverso la decadenza dell’Occidente e l’ascesa dell’Oriente, tra le macerie del vecchio ordine e la nascita di un mondo nuovo. Con la sua consueta lucidità e visione globale, Pepe Escobar guida il lettore tra le trasformazioni geopolitiche, culturali e spirituali che definiscono il nostro tempo: la fine dell’egemonia occidentale, l’emergere del Sud globale, la riscoperta degli Stati-Civiltà e il sorgere di un nuovo equilibrio planetario.
In queste pagine si racconta la fine della “fine della Storia” e l’inizio di un’epoca multipolare, in cui l’umanità si trova a scegliere se restare ancorata al passato o aprirsi a un futuro fondato su cooperazione, pluralità e rispetto delle differenze.
Un’analisi tagliente e visionaria che intreccia geopolitica e filosofia, tecnologia e cultura, per descrivere il cammino verso il nuovo ordine mondiale multipolare che già si annuncia all’orizzonte. Un libro che invita a guardare il mondo con occhi diversi, oltre i confini dell’Occidente, e a riconoscere che il cambiamento non è più un’ipotesi, ma una realtà in atto.
Ordinalo su Anteo Edizioni👇🏻
https://www.anteoedizioni.eu/negozio/continenti/il-secolo-multipolare/
di Pepe Escobar
l terzo capitolo di una trilogia non pianificata ma inevitabile: un viaggio attraverso la decadenza dell’Occidente e l’ascesa dell’Oriente, tra le macerie del vecchio ordine e la nascita di un mondo nuovo. Con la sua consueta lucidità e visione globale, Pepe Escobar guida il lettore tra le trasformazioni geopolitiche, culturali e spirituali che definiscono il nostro tempo: la fine dell’egemonia occidentale, l’emergere del Sud globale, la riscoperta degli Stati-Civiltà e il sorgere di un nuovo equilibrio planetario.
In queste pagine si racconta la fine della “fine della Storia” e l’inizio di un’epoca multipolare, in cui l’umanità si trova a scegliere se restare ancorata al passato o aprirsi a un futuro fondato su cooperazione, pluralità e rispetto delle differenze.
Un’analisi tagliente e visionaria che intreccia geopolitica e filosofia, tecnologia e cultura, per descrivere il cammino verso il nuovo ordine mondiale multipolare che già si annuncia all’orizzonte. Un libro che invita a guardare il mondo con occhi diversi, oltre i confini dell’Occidente, e a riconoscere che il cambiamento non è più un’ipotesi, ma una realtà in atto.
Ordinalo su Anteo Edizioni👇🏻
https://www.anteoedizioni.eu/negozio/continenti/il-secolo-multipolare/
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Anteo Edizioni
IL SECOLO MULTIPOLARE - Anteo Edizioni
l terzo capitolo di una trilogia non pianificata ma inevitabile: un viaggio attraverso la decadenza dell’Occidente e l’ascesa dell’Oriente, tra le macerie del vecchio ordine e la nascita di un mondo nuovo. Con la sua consueta lucidità e visione globale, Pepe…
🔥2❤1🙏1💯1
SVELARE LA COSPIRAZIONE SISTEMICA DEL "NEO-MILITARISMO" GIAPPONESE
di Redazione del Global Times
Il Giappone sta perseguendo una strategia sistematica tanto sul piano geopolitico quanto su quello dell’ordine internazionale. Il suo obiettivo non è più semplicemente adeguare la politica di difesa, ma ridefinire fondamentalmente l’architettura di sicurezza dell’Asia orientale nel dopoguerra.
Continua qui https://telegra.ph/Svelare-la-cospirazione-sistemica-del-neo-militarismo-giapponese-04-23
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
di Redazione del Global Times
Il Giappone sta perseguendo una strategia sistematica tanto sul piano geopolitico quanto su quello dell’ordine internazionale. Il suo obiettivo non è più semplicemente adeguare la politica di difesa, ma ridefinire fondamentalmente l’architettura di sicurezza dell’Asia orientale nel dopoguerra.
Continua qui https://telegra.ph/Svelare-la-cospirazione-sistemica-del-neo-militarismo-giapponese-04-23
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
💯2👍1🏆1
Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Il Presidente del Parlamento iraniano Mohammed Baqer Qalibaf:
“Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dal blocco marittimo e dal sequestro dell'economia mondiale, e se si ferma la politica bellicista sionista su tutti i fronti; riaprire lo Stretto di Hormuz è impossibile con una violazione così flagrante del cessate il fuoco.
Non hanno raggiunto i loro obiettivi con l'aggressione militare, né li raggiungeranno con la prepotenza. L'unica via da seguire è riconoscere i diritti della nazione iraniana”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
“Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dal blocco marittimo e dal sequestro dell'economia mondiale, e se si ferma la politica bellicista sionista su tutti i fronti; riaprire lo Stretto di Hormuz è impossibile con una violazione così flagrante del cessate il fuoco.
Non hanno raggiunto i loro obiettivi con l'aggressione militare, né li raggiungeranno con la prepotenza. L'unica via da seguire è riconoscere i diritti della nazione iraniana”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
❤6👏5
Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Gli Emirati festeggiano la Nakba palestinese!
L'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti nella Palestina occupata, Mohamed Mahmoud Al Khaja, ha ringraziato il presidente del regime genocida israeliano Isaac Herzog per averlo ospitato alle celebrazioni del Giorno della cosiddetta “indipendenza dello Stato d'Israele”, ovvero il giorno che nel 1948 sancì la pulizia etnica compiuta dai terroristi sionisti nei confronti della popolazione autoctona palestinese.
L'entità sionista che occupa la Palestina nacque infatti dopo che i sionisti, con attentati terroristi, stragi e stupri, cacciarono con la forza oltre 700.000 palestinesi e distrussero oltre 500 villaggi arabi.
L'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti, sulla sua pagina su X, ha scritto: "È un onore per me partecipare a queste celebrazioni per la sesta volta. Buon 78° Giorno dell'Indipendenza allo Stato di Israele!"
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
L'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti nella Palestina occupata, Mohamed Mahmoud Al Khaja, ha ringraziato il presidente del regime genocida israeliano Isaac Herzog per averlo ospitato alle celebrazioni del Giorno della cosiddetta “indipendenza dello Stato d'Israele”, ovvero il giorno che nel 1948 sancì la pulizia etnica compiuta dai terroristi sionisti nei confronti della popolazione autoctona palestinese.
L'entità sionista che occupa la Palestina nacque infatti dopo che i sionisti, con attentati terroristi, stragi e stupri, cacciarono con la forza oltre 700.000 palestinesi e distrussero oltre 500 villaggi arabi.
L'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti, sulla sua pagina su X, ha scritto: "È un onore per me partecipare a queste celebrazioni per la sesta volta. Buon 78° Giorno dell'Indipendenza allo Stato di Israele!"
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
🤮16❤1
QUANDO I DEPRAVATI DIVENTANO EROI
di José Goulão
E improvvisamente, il marciume che era stato brevemente portato alla luce da quel poco che si sa ancora dei cosiddetti «documenti Epstein» è scomparso dalla scena. I depravati, i corrotti e i predatori sessuali elencati in essi hanno ora assunto il loro nuovo ruolo di eroici salvatori dell’umanità, intraprendendo l’ennesima crociata per purificare il pianeta dagli eretici e difendere gli indiscutibili «valori occidentali». Soprattutto, se possibile, per garantire il possesso eterno e completo delle terre e della ricchezza globale che si suppone siano state loro concesse per mandato divino.
Continua qui https://telegra.ph/Quando-i-depravati-diventano-eroi-04-23
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
di José Goulão
E improvvisamente, il marciume che era stato brevemente portato alla luce da quel poco che si sa ancora dei cosiddetti «documenti Epstein» è scomparso dalla scena. I depravati, i corrotti e i predatori sessuali elencati in essi hanno ora assunto il loro nuovo ruolo di eroici salvatori dell’umanità, intraprendendo l’ennesima crociata per purificare il pianeta dagli eretici e difendere gli indiscutibili «valori occidentali». Soprattutto, se possibile, per garantire il possesso eterno e completo delle terre e della ricchezza globale che si suppone siano state loro concesse per mandato divino.
Continua qui https://telegra.ph/Quando-i-depravati-diventano-eroi-04-23
—
Seguici su https://t.me/ideeazione
#ideeazione
💯4❤1
Le guerre di Palantir
In diverse occasioni, qui compreso, si è parlato del ruolo della tecnologia IA di Palantir nella scelta degli obiettivi da colpire sia a Gaza, sia nell'attuale nuova fase conflittuale con l'Iran (senza considerare il ruolo esercitato nelle retate dell'ICE sul territorio statunitense).
Tuttavia, ciò su chi sarebbe necessario attirare l'attenzione è la progressiva trasformazione di Palantir da azienda privata a Moloch tecnologico con più di un'aspirazione al controllo diretto del sistema politico statunitense. In questo senso, sono emblematici i 22 punti per la costruzione di una “Repubblica tecnologica” che l'attuale CEO e cofondatore di Palantir (insieme a Peter Thiel), Alexander Karp, ha recentemente pubblicato sulla piattaforma X, riprendendo tra l'altro un suo libro dal titolo medesimo (“The technological republic”).
Karp, padre ebreo e madre afro-americana, al contrario del suo socio Thiel (portavoce dell'idea secondo cui Trump sarebbe il Katechon che frena il regno anticristico globalista che avrebbe nella Cina il suo promotore), è stato per lungo tempo un sostenitore del Partito democratico e solo in tempi più recenti è progressivamente scivolato verso posizioni trumpiste. Di Trump, in particolar modo, ha apprezzato la sua vicinanza ad Israele e la sua politica aggressiva nei confronti dell'Iran. Nei suoi 22 punti traspaiono quelle che sono le sue idee sul futuro dell'ordine globale ed il preciso ruolo che in esso dovrebbero ricoprire gli stessi Stati Uniti. In primo luogo, Karp (anche a ragione, bisogna riconoscerlo) afferma che le aziende della Silicon Valley abbiano un debito enorme nei confronti del Paese che ha permesso loro di arricchirsi in modo smisurato. Di conseguenza, dovrebbero restituire qualcosa in cambio. Un qualcosa che lui identifica nello sforzo per realizzare un programma militare (e politico) interamente fondato sull'intelligenza artificiale. Karp è molto chiaro. L'era delle armi nucleari è ormai alla fine. Cosa che, già di suo, dovrebbe rendere bene l'idea sul fatto che le motivazioni sulle quali sono state costruite le due aggressioni all'Iran (il rischio dello sviluppo di un'arma atomica da parte di Teheran), in realtà, nascondano qualcosa di ben più profondo.
Dunque, il futuro degli armamenti è la tecnologia IA e gli Stati Uniti, in questo campo, devono essere capaci di mantenere un primato sui diretti avversari (Cina, in primo luogo). Per frenare la Cina nella sua crescita tecnologica è fondamentale tagliare le sue catene di approvvigionamento energetico (Iran, Nigeria, Venezuela). Per valutare l'efficacia di nuovi sistemi d'arma è necessario sperimentarli direttamente sul campo di battaglia, valutando anche la loro resa di fronte a materiale fornito dal diretto rivale (ciò che la Cina garantisce all'Iran) e perfezionandoli di conseguenza.
In questo senso, la follemente costosa guerra all'Iran si riduce ad un gigantesco esperimento sullo sviluppo di nuove capacità militare e sulla capacità statunitense (reale o presunta) di mantenere inalterata la propria capacità di proiezione di potenza.
Ma il pensiero di Karp non si esaurisce qui. Questi appare come un convinto sostenitore di un Huntigtoniano scontro tra civiltà declinato in modo decisamente più aggressivo. Karp afferma che esistano civiltà votate a valori progressivi, ed altre a valori regressivi. Nel confronto con esse il soft power e l'appeal dei valori democratici si è dimostrato inconcludente: serve l'hard power come forza di persuasione/costrizione. Per mantenere la propria superiorità egemonica progressista globale, l'Occidente (che lui, più correttamente, indica quasi esclusivamente come i soli Stati Uniti) dovrebbe essere capace di mantenere il primato nell'uso della violenza organizzata; una violenza organizzata esportabile e, dunque, funzionale a nuove forme di colonialismo (Israele nei territori occupati, ad esempio) e di imperialismo verso l'esterno.
In diverse occasioni, qui compreso, si è parlato del ruolo della tecnologia IA di Palantir nella scelta degli obiettivi da colpire sia a Gaza, sia nell'attuale nuova fase conflittuale con l'Iran (senza considerare il ruolo esercitato nelle retate dell'ICE sul territorio statunitense).
Tuttavia, ciò su chi sarebbe necessario attirare l'attenzione è la progressiva trasformazione di Palantir da azienda privata a Moloch tecnologico con più di un'aspirazione al controllo diretto del sistema politico statunitense. In questo senso, sono emblematici i 22 punti per la costruzione di una “Repubblica tecnologica” che l'attuale CEO e cofondatore di Palantir (insieme a Peter Thiel), Alexander Karp, ha recentemente pubblicato sulla piattaforma X, riprendendo tra l'altro un suo libro dal titolo medesimo (“The technological republic”).
Karp, padre ebreo e madre afro-americana, al contrario del suo socio Thiel (portavoce dell'idea secondo cui Trump sarebbe il Katechon che frena il regno anticristico globalista che avrebbe nella Cina il suo promotore), è stato per lungo tempo un sostenitore del Partito democratico e solo in tempi più recenti è progressivamente scivolato verso posizioni trumpiste. Di Trump, in particolar modo, ha apprezzato la sua vicinanza ad Israele e la sua politica aggressiva nei confronti dell'Iran. Nei suoi 22 punti traspaiono quelle che sono le sue idee sul futuro dell'ordine globale ed il preciso ruolo che in esso dovrebbero ricoprire gli stessi Stati Uniti. In primo luogo, Karp (anche a ragione, bisogna riconoscerlo) afferma che le aziende della Silicon Valley abbiano un debito enorme nei confronti del Paese che ha permesso loro di arricchirsi in modo smisurato. Di conseguenza, dovrebbero restituire qualcosa in cambio. Un qualcosa che lui identifica nello sforzo per realizzare un programma militare (e politico) interamente fondato sull'intelligenza artificiale. Karp è molto chiaro. L'era delle armi nucleari è ormai alla fine. Cosa che, già di suo, dovrebbe rendere bene l'idea sul fatto che le motivazioni sulle quali sono state costruite le due aggressioni all'Iran (il rischio dello sviluppo di un'arma atomica da parte di Teheran), in realtà, nascondano qualcosa di ben più profondo.
Dunque, il futuro degli armamenti è la tecnologia IA e gli Stati Uniti, in questo campo, devono essere capaci di mantenere un primato sui diretti avversari (Cina, in primo luogo). Per frenare la Cina nella sua crescita tecnologica è fondamentale tagliare le sue catene di approvvigionamento energetico (Iran, Nigeria, Venezuela). Per valutare l'efficacia di nuovi sistemi d'arma è necessario sperimentarli direttamente sul campo di battaglia, valutando anche la loro resa di fronte a materiale fornito dal diretto rivale (ciò che la Cina garantisce all'Iran) e perfezionandoli di conseguenza.
In questo senso, la follemente costosa guerra all'Iran si riduce ad un gigantesco esperimento sullo sviluppo di nuove capacità militare e sulla capacità statunitense (reale o presunta) di mantenere inalterata la propria capacità di proiezione di potenza.
Ma il pensiero di Karp non si esaurisce qui. Questi appare come un convinto sostenitore di un Huntigtoniano scontro tra civiltà declinato in modo decisamente più aggressivo. Karp afferma che esistano civiltà votate a valori progressivi, ed altre a valori regressivi. Nel confronto con esse il soft power e l'appeal dei valori democratici si è dimostrato inconcludente: serve l'hard power come forza di persuasione/costrizione. Per mantenere la propria superiorità egemonica progressista globale, l'Occidente (che lui, più correttamente, indica quasi esclusivamente come i soli Stati Uniti) dovrebbe essere capace di mantenere il primato nell'uso della violenza organizzata; una violenza organizzata esportabile e, dunque, funzionale a nuove forme di colonialismo (Israele nei territori occupati, ad esempio) e di imperialismo verso l'esterno.
❤2
Hobson prima e Lenin poi avevano descritto l'imperialismo come lo sfruttamento del sistema militare statale da parte di privati per assicurarsi lucrosi profitti economici all'infuori dei confini dello Stato: ovvero, per dare sfogo verso l'esterno agli appetiti economici delle classi più alte. Qui, invece, lo Stato viene direttamente cooptato all'interno di un meccanismo tecno-economico che lo sovrasta; mentre i funzionari pubblici o gli uomini di governo, secondo Karp, diventano semplicemente dei meri “missionari evangelizzatori” della nuova religione laica tecnologica. Un'idea presente anche nelle teorizzazioni di un altro ideologo proveniente dalla Silicon Valley: quel Curtis Yarvin che si augura per gli Stati Uniti una “dittatura aziendale”, guidata da un “monarca” che riveste il ruolo di vero e proprio CEO di Stato.
Allo stesso tempo, Karp non è estraneo alla tradizionale furbizia geopolitica che ha spesso contraddistinto molti strateghi USA (da Kissinger a Brzezinski). Il vertice di Palantir, infatti, riconosce la necessità di arrivare al riarmo di Germania e Giappone per porli come diretto ostacolo ad un eccessivo rafforzamento, rispettivamente, di Russia e Cina. I due, in altri termini (sebbene Karp non lo dica espressamente), dovrebbero essere pronti a combattere delle guerre per procura per conto del conglomerato tecno-economico USA. Le fortune di questo, infatti, dipendono anche dalla decrescita europea e nipponica (dalla loro deindustrializzazione) e dalla conseguente re-industrializzazione del territorio nordamericano. Solo in questo modo si può evitare un fastidioso pluralismo di potenze.
Daniele Perra
Allo stesso tempo, Karp non è estraneo alla tradizionale furbizia geopolitica che ha spesso contraddistinto molti strateghi USA (da Kissinger a Brzezinski). Il vertice di Palantir, infatti, riconosce la necessità di arrivare al riarmo di Germania e Giappone per porli come diretto ostacolo ad un eccessivo rafforzamento, rispettivamente, di Russia e Cina. I due, in altri termini (sebbene Karp non lo dica espressamente), dovrebbero essere pronti a combattere delle guerre per procura per conto del conglomerato tecno-economico USA. Le fortune di questo, infatti, dipendono anche dalla decrescita europea e nipponica (dalla loro deindustrializzazione) e dalla conseguente re-industrializzazione del territorio nordamericano. Solo in questo modo si può evitare un fastidioso pluralismo di potenze.
Daniele Perra
❤2
Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
Il piano strategico del Pakistan potrebbe ridefinire il futuro multipolare della regione
Il successo della sua mediazione tra Stati Uniti, Israele e Iran consentirebbe al Pakistan di affermarsi come potenza stabilizzatrice e regolatrice.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-piano-strategico-del-Pakistan-potrebbe-ridefinire-il-futuro-multipolare-della-regione-04-21
Il successo della sua mediazione tra Stati Uniti, Israele e Iran consentirebbe al Pakistan di affermarsi come potenza stabilizzatrice e regolatrice.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-piano-strategico-del-Pakistan-potrebbe-ridefinire-il-futuro-multipolare-della-regione-04-21
🤡6👍2🔥2🤬1
Forwarded from Lettera da Mosca
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
IMPERATORI - Il presidente bielorusso LUKASHENKO all'intervistatore: "Io non sono un imperatore come Vladimir Putin o Donald Trump".
❤6👏1