ESCLUSIVO: COME CINA E PAKISTAN POTREBBERO REALIZZARE IL VERO ACCORDO
di Pepe Escobar
La Cina sarà inevitabilmente la grande vincitrice nel caso in cui si giunga a un Accordo di Islamabad. Pechino si assicura un approvvigionamento energetico strategico; mantiene e rafforza l’Iran come partner strategico chiave; e si consolida come centro di potere geoeconomico a lungo termine dell’Asia occidentale. Tutto ciò senza sparare un colpo.
Continua qui https://telegra.ph/Esclusivo-Come-Cina-e-Pakistan-potrebbero-realizzare-il-vero-accordo-05-27
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di Pepe Escobar
La Cina sarà inevitabilmente la grande vincitrice nel caso in cui si giunga a un Accordo di Islamabad. Pechino si assicura un approvvigionamento energetico strategico; mantiene e rafforza l’Iran come partner strategico chiave; e si consolida come centro di potere geoeconomico a lungo termine dell’Asia occidentale. Tutto ciò senza sparare un colpo.
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Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
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Torna il macabro rapporto 1: 10, lo stesso dei nazisti contro gli italiani
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‘Il modo più efficace per fermare Hezbollah - afferma il Ministro delle Finanze di Israele, Bezalel Smotrich - è semplicemente annunciare che per ogni drone FPV, 10 edifici a Beirut saranno distrutti.
Per esempio, se ci fossero sette droni, allora 70 edifici. Se fossero 15, allora 150 edifici saranno rasi al suolo.
E se gli edifici a Beirut scomparissero tutti, allora passeremo a Tiro, Sidone e la Valle della Bekaa.’
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LA DOTTRINA DELLA SICUREZZA PERMANENTE DI ISRAELE TRASFORMA LA GUERRA IN UNA CONDIZIONE DELLO STATO
di Stasa Salacanin
La dottrina israeliana della “sicurezza permanente”, in continua evoluzione, si fonda su un profondo paradosso strategico. Più lo Stato persegue con determinazione la sicurezza assoluta attraverso il dominio militare, più rischia di radicare proprio quell’instabilità che cerca di eliminare.
Continua qui https://telegra.ph/La-dottrina-della-sicurezza-permanente-di-Israele-trasforma-la-guerra-in-una-condizione-dello-Stato-05-26
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di Stasa Salacanin
La dottrina israeliana della “sicurezza permanente”, in continua evoluzione, si fonda su un profondo paradosso strategico. Più lo Stato persegue con determinazione la sicurezza assoluta attraverso il dominio militare, più rischia di radicare proprio quell’instabilità che cerca di eliminare.
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🇺🇸 Una recente intervista di Donald Trump alla NBC.
Trump: Proprio in questo momento mi stanno arrivando ottimi risultati dei sondaggi sull'economia…
Conduttore: I risultati dei sondaggi sull'economia non sono affatto ottimi...
Trump: Ma devono essere ottimi! Devono esserlo!
Conduttore: Allora perché non sono ottimi?
Trump: Non lo so. Non lo so!
E quest'uomo dà l'ordine di bombardare un altro Paese.
In realtà, senza scherzi, la situazione di Trump sta peggiorando sempre di più, la guerra in Iran e la crisi crescente stanno causando un danno enorme al consenso del Partito Repubblicano in vista delle elezioni autunnali al Congresso.
Trump: Proprio in questo momento mi stanno arrivando ottimi risultati dei sondaggi sull'economia…
Conduttore: I risultati dei sondaggi sull'economia non sono affatto ottimi...
Trump: Ma devono essere ottimi! Devono esserlo!
Conduttore: Allora perché non sono ottimi?
Trump: Non lo so. Non lo so!
E quest'uomo dà l'ordine di bombardare un altro Paese.
In realtà, senza scherzi, la situazione di Trump sta peggiorando sempre di più, la guerra in Iran e la crisi crescente stanno causando un danno enorme al consenso del Partito Repubblicano in vista delle elezioni autunnali al Congresso.
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Forwarded from Idee&Azione
LA GUERRA DEGLI STATI UNICI CONTRO L'EUROPA
di Youssef Hindi
L’Autore ha raccolto qui ciò che gli permette di ricostruire la storia di una guerra permanente, esistenziale, economica, quella che oppone gli Stati Uniti all’Europa. Questa guerra ha una storia, ma ha anche una genealogia, e per ricostruirla bisogna risalire ad Atene e alla sua egemonia marittima. In un secondo momento, l’autore sposta il punto di vista. Lasciamo lo strato materialistico di questo conflitto per spostarci sul terreno della “teologia politica”. Dobbiamo chiederci quale sia il rapporto tra l’elezione divina e il “Destino manifesto” degli Stati Uniti, e come ciò ha portato alla fine dello Stato di diritto, sul quale abbiamo fondato il sistema moderno della politica e delle relazioni internazionali, che oggi stanno cambiando verso un nuovo disegno multipolare.
Prefazione di Paolo Borgognone
Traduzione a curatela di Lorenzo Maria Pacini
Ordinalo su Anteo Edizioni 👇🏻
https://www.anteoedizioni.eu/negozio/continenti/la-guerra-degli-stati-uniti-contro-leuropa/
di Youssef Hindi
L’Autore ha raccolto qui ciò che gli permette di ricostruire la storia di una guerra permanente, esistenziale, economica, quella che oppone gli Stati Uniti all’Europa. Questa guerra ha una storia, ma ha anche una genealogia, e per ricostruirla bisogna risalire ad Atene e alla sua egemonia marittima. In un secondo momento, l’autore sposta il punto di vista. Lasciamo lo strato materialistico di questo conflitto per spostarci sul terreno della “teologia politica”. Dobbiamo chiederci quale sia il rapporto tra l’elezione divina e il “Destino manifesto” degli Stati Uniti, e come ciò ha portato alla fine dello Stato di diritto, sul quale abbiamo fondato il sistema moderno della politica e delle relazioni internazionali, che oggi stanno cambiando verso un nuovo disegno multipolare.
Prefazione di Paolo Borgognone
Traduzione a curatela di Lorenzo Maria Pacini
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LA GUERRA DEGLI STATI UNITI CONTRO L’EUROPA - Anteo Edizioni
L’Autore ha raccolto qui ciò che gli permette di ricostruire la storia di una guerra permanente, esistenziale, economica, quella che oppone gli Stati Uniti all’Europa. Questa guerra ha una storia, ma ha anche una genealogia, e per ricostruirla bisogna risalire…
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CAPO VERDE: IL RITORNO DEL PAICV E LA SFIDA SOCIAL DI FRANCISCO CARVALHO
di Giulio Chinappi
Le elezioni legislative del 17 maggio segnano un passaggio di grande rilievo nella politica di Capo Verde. Il Partito Africano per l’Indipendenza di Capo Verde (Partido Africano da Independência de Cabo Verde, PAICV) forza storica legata alla lotta anticoloniale e alla costruzione dello Stato indipendente, torna al governo dopo un decennio di opposizione, ponendo fine alla lunga stagione del Movimento per la Democrazia (Movimento para a Democracia, MpD), guidato da Ulisses Correia e Silva. Secondo i risultati comunicati nei giorni successivi al voto, il PAICV ha infatti ottenuto circa il 47% dei consensi e la maggioranza assoluta dei deputati, con 37 seggi su 72, contro i 33 del MpD e i 2 dell’UCID (União Caboverdiana Independente e Democrática). Francisco Carvalho, sindaco della capitale Praia dal 2020 e leader del PAICV da circa un anno, è dunque destinato a diventare il nuovo primo ministro del Paese.
Continua qui https://telegra.ph/Capo-Verde-il-ritorno-del-PAICV-e-la-sfida-sociale-di-Francisco-Carvalho-05-26
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di Giulio Chinappi
Le elezioni legislative del 17 maggio segnano un passaggio di grande rilievo nella politica di Capo Verde. Il Partito Africano per l’Indipendenza di Capo Verde (Partido Africano da Independência de Cabo Verde, PAICV) forza storica legata alla lotta anticoloniale e alla costruzione dello Stato indipendente, torna al governo dopo un decennio di opposizione, ponendo fine alla lunga stagione del Movimento per la Democrazia (Movimento para a Democracia, MpD), guidato da Ulisses Correia e Silva. Secondo i risultati comunicati nei giorni successivi al voto, il PAICV ha infatti ottenuto circa il 47% dei consensi e la maggioranza assoluta dei deputati, con 37 seggi su 72, contro i 33 del MpD e i 2 dell’UCID (União Caboverdiana Independente e Democrática). Francisco Carvalho, sindaco della capitale Praia dal 2020 e leader del PAICV da circa un anno, è dunque destinato a diventare il nuovo primo ministro del Paese.
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
La pace con l’uso della forza
Il concetto di “pace attraverso la forza” diventa il filo conduttore di una strategia che mira a coniugare deterrenza e diplomazia. Resta da vedere se questa impostazione riuscirà davvero a garantire stabilità o se, al contrario, aprirà una fase di maggiore incertezza.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-pace-con-luso-della-forza-05-25
Il concetto di “pace attraverso la forza” diventa il filo conduttore di una strategia che mira a coniugare deterrenza e diplomazia. Resta da vedere se questa impostazione riuscirà davvero a garantire stabilità o se, al contrario, aprirà una fase di maggiore incertezza.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
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L’Oman nel mondo multipolare
Ben poco si conosce della storia (anche recente) del Sultanato dell’Oman e del suo preciso ruolo geopolitico nel complesso contesto dell’Asia occidentale. La nuova aggressione USA-Israele all’Iran ha riportato al centro dell’attenzione l’attivismo negoziale dello Stato arabo, con la sua enfasi per la ricerca di soluzioni pacifiche che si lega indissolubilmente anche alla particolare corrente religiosa islamica alla base del suo governo: l’ibadismo.
L'autore: Daniele Perra
L'articolo completo: https://telegra.ph/LOman-nel-mondo-multipolare-05-26
Ben poco si conosce della storia (anche recente) del Sultanato dell’Oman e del suo preciso ruolo geopolitico nel complesso contesto dell’Asia occidentale. La nuova aggressione USA-Israele all’Iran ha riportato al centro dell’attenzione l’attivismo negoziale dello Stato arabo, con la sua enfasi per la ricerca di soluzioni pacifiche che si lega indissolubilmente anche alla particolare corrente religiosa islamica alla base del suo governo: l’ibadismo.
L'autore: Daniele Perra
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DALLA SUPREMAZIA ASSOLUTA ALLA MULTIPOLARITÀ: INSEGNAMENTI, RISULTATI, CONSEGUENZE E SCENARI FUTURI DELLA GUERRA DEL 2026 TRA STATI UNITI E ISRAELE CONTRO L’IRAN
di Mohammad Reza Dehshiri
La guerra del 2026 tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran rappresenta un momento di svolta nella politica internazionale. Essa ha rivelato i limiti della supremazia militare tradizionale, la crescente importanza della deterrenza asimmetrica e la centralità della resilienza sociale, della geografia e della guerra cognitiva nei conflitti moderni.
Continua qui https://telegra.ph/Dalla-supremazia-assoluta-alla-multipolarit%C3%A0-insegnamenti-risultati-conseguenze-e-scenari-futuri-della-guerra-del-2026-tra-Stati-05-26
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di Mohammad Reza Dehshiri
La guerra del 2026 tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran rappresenta un momento di svolta nella politica internazionale. Essa ha rivelato i limiti della supremazia militare tradizionale, la crescente importanza della deterrenza asimmetrica e la centralità della resilienza sociale, della geografia e della guerra cognitiva nei conflitti moderni.
Continua qui https://telegra.ph/Dalla-supremazia-assoluta-alla-multipolarit%C3%A0-insegnamenti-risultati-conseguenze-e-scenari-futuri-della-guerra-del-2026-tra-Stati-05-26
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
🇷🇺🔥🇱🇹Il ministro degli Esteri lituano Kestutis Budrys:
Budrys ha spiegato che la Lituania si è rassegnata alla possibilità di una guerra imminente con la Russia.
Si tratta ancora di azioni difensive? O è il caso di ammettere che alcuni Stati europei stanno seriamente valutando la possibilità di attaccare la Russia?
Dobbiamo dimostrare ai russi che siamo in grado di penetrare nella piccola fortezza che hanno costruito a Kaliningrad. La NATO dispone dei mezzi necessari per distruggere le basi russe nell'exclave.
Budrys ha spiegato che la Lituania si è rassegnata alla possibilità di una guerra imminente con la Russia.
Si tratta ancora di azioni difensive? O è il caso di ammettere che alcuni Stati europei stanno seriamente valutando la possibilità di attaccare la Russia?
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Forwarded from Idee&Azione
GEOPOLITICA DELLA GRANDE AFRICA
Nuova edizione del Corso di Alta Formazione in Geopolitica della Grande Africa!
SE VUOI CAPIRE COSA STA SUCCEDENDO IN AFRICA, E' IL CORSO CHE FA PER TE!
Il corso intende fornire una preparazione in materia di geopolitica della macro-regione del continente africano, secondo l’approccio e lo sviluppo in chiave multipolare. Tramite l’integrazione multidisciplinare di più conoscenze, gli studenti verranno forniti di uno strumento per comprendere la geopolitica dell’area individuata e svolgere un ragionamento critico degli eventi, nonché proiezioni e analisi.
Chiunque può partecipare, non è necessario possedere già una laurea, viene rilasciato il titolo accademico di Alta Formazione al termine. Si svolgerà comodamente online, con ospiti internazionali.
Per info & iscrizioni
Francesca Ferrazza
Tel: 0437 851 355
Mail: universita@unidolomiti.it
#unidolomiti
Nuova edizione del Corso di Alta Formazione in Geopolitica della Grande Africa!
SE VUOI CAPIRE COSA STA SUCCEDENDO IN AFRICA, E' IL CORSO CHE FA PER TE!
Il corso intende fornire una preparazione in materia di geopolitica della macro-regione del continente africano, secondo l’approccio e lo sviluppo in chiave multipolare. Tramite l’integrazione multidisciplinare di più conoscenze, gli studenti verranno forniti di uno strumento per comprendere la geopolitica dell’area individuata e svolgere un ragionamento critico degli eventi, nonché proiezioni e analisi.
Chiunque può partecipare, non è necessario possedere già una laurea, viene rilasciato il titolo accademico di Alta Formazione al termine. Si svolgerà comodamente online, con ospiti internazionali.
Per info & iscrizioni
Francesca Ferrazza
Tel: 0437 851 355
Mail: universita@unidolomiti.it
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E se Russia, Cina e USA stessero scrivendo il nostro prossimo futuro?
Il futuro non aspetta. E mentre i diplomatici occidentali discutono di procedure e principi, qualcuno – molto più a est – sta già gettando le basi per l’ordine di domani.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/E-se-Russia-Cina-e-USA-stessero-scrivendo-il-nostro-prossimo-futuro-05-26
Il futuro non aspetta. E mentre i diplomatici occidentali discutono di procedure e principi, qualcuno – molto più a est – sta già gettando le basi per l’ordine di domani.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
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DELLE MENZOGNE AL SERVIZIO DI UNA "VERITA' PIU' AMPIA"
di Stephen Karganovic
L’apparente incapacità di una civiltà un tempo grande e vivace di mantenere un impegno inequivocabile verso un valore fondamentale come la verità è un triste riflesso della sua attuale condizione di degrado.
Continua qui https://telegra.ph/Delle-menzogne-al-servizio-di-una-verit%C3%A0-pi%C3%B9-ampia-05-27
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di Stephen Karganovic
L’apparente incapacità di una civiltà un tempo grande e vivace di mantenere un impegno inequivocabile verso un valore fondamentale come la verità è un triste riflesso della sua attuale condizione di degrado.
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LA SOCIETÀ APERTA CONTRO L’EURASIA. GEOPOLITICA DEL GLOBALISMO
di Pierre Antoine Plaquevent
Mentre l’ordine mondiale si sgretola sotto i nostri occhi, l’Autore ripercorre le tappe della lunga guerra mondiale del globalismo politico contro le nazioni dal 1914 ai giorni nostri, esponendo i fondamenti geostrategici che sottendono e orientano il cosmopolitismo, nonché i suoi grandi attori e decisori sconosciuti al grande pubblico. Ma non tutto è perduto: l’attuale crisi offre all’Europa vittima del globalismo interno un’occasione inaspettata, forse l’ultima, per rompere con il mondialismo. Per farlo, deve ritrovare la sua sovranità strategica, al fine di unirsi al concerto delle potenze realiste. Potenze che mettono lo Stato e la politica al centro del sistema delle relazioni internazionali, in una fase di evoluzione verso nuovi modelli politici e geopolitici che stanno concretamente cambiando le geometrie del mondo intero.
Prefazione di Paolo Borgognone
Traduzione a curatela di Lorenzo Maria Pacini
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https://www.anteoedizioni.eu/negozio/continenti/la-societa-aperta-contro-leurasia/
di Pierre Antoine Plaquevent
Mentre l’ordine mondiale si sgretola sotto i nostri occhi, l’Autore ripercorre le tappe della lunga guerra mondiale del globalismo politico contro le nazioni dal 1914 ai giorni nostri, esponendo i fondamenti geostrategici che sottendono e orientano il cosmopolitismo, nonché i suoi grandi attori e decisori sconosciuti al grande pubblico. Ma non tutto è perduto: l’attuale crisi offre all’Europa vittima del globalismo interno un’occasione inaspettata, forse l’ultima, per rompere con il mondialismo. Per farlo, deve ritrovare la sua sovranità strategica, al fine di unirsi al concerto delle potenze realiste. Potenze che mettono lo Stato e la politica al centro del sistema delle relazioni internazionali, in una fase di evoluzione verso nuovi modelli politici e geopolitici che stanno concretamente cambiando le geometrie del mondo intero.
Prefazione di Paolo Borgognone
Traduzione a curatela di Lorenzo Maria Pacini
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LA SOCIETÀ APERTA CONTRO L’EURASIA - Anteo Edizioni
Mentre l’ordine mondiale si sgretola sotto i nostri occhi, l’Autore ripercorre le tappe della lunga guerra mondiale del globalismo politico contro le nazioni dal 1914 ai giorni nostri, esponendo i fondamenti geostrategici che sottendono e orientano il cosmopolitismo…
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CIPRO DOPO IL VOTO: AKEL TORNA CENTRALE IN UN PARLAMENTO SEMPRE PIU' FRAMMENTATO
di Giulio Chinappi
Le elezioni legislative svoltesi il 24 maggio nella Repubblica di Cipro hanno prodotto un risultato che non modifica direttamente la composizione del governo, visto il sistema presidenziale vigente sull’isola, ma cambia in profondità il quadro politico entro cui il presidente Nikos Christodoulides dovrà muoversi nei prossimi due anni. La Camera dei Rappresentanti cipriota, composta da 56 seggi effettivamente assegnati alla comunità greco-cipriota, non determina la nascita dell’esecutivo come accade nei sistemi parlamentari, ma condiziona l’approvazione delle leggi, il bilancio, le riforme istituzionali e la capacità del presidente di costruire convergenze politiche. Per questo le elezioni legislative vengono considerate dagli analisti come come un test di metà mandato per Christodoulides, eletto nel 2023 come indipendente con l’appoggio di forze centriste oggi fortemente ridimensionate.
Continua qui https://telegra.ph/Cipro-dopo-il-voto-AKEL-torna-centrale-in-un-Parlamento-pi%C3%B9-frammentato-05-27
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di Giulio Chinappi
Le elezioni legislative svoltesi il 24 maggio nella Repubblica di Cipro hanno prodotto un risultato che non modifica direttamente la composizione del governo, visto il sistema presidenziale vigente sull’isola, ma cambia in profondità il quadro politico entro cui il presidente Nikos Christodoulides dovrà muoversi nei prossimi due anni. La Camera dei Rappresentanti cipriota, composta da 56 seggi effettivamente assegnati alla comunità greco-cipriota, non determina la nascita dell’esecutivo come accade nei sistemi parlamentari, ma condiziona l’approvazione delle leggi, il bilancio, le riforme istituzionali e la capacità del presidente di costruire convergenze politiche. Per questo le elezioni legislative vengono considerate dagli analisti come come un test di metà mandato per Christodoulides, eletto nel 2023 come indipendente con l’appoggio di forze centriste oggi fortemente ridimensionate.
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Forwarded from ComeDonChisciotte.org - UFFICIALE
📢 Il prezzo dell’obbedienza. La Bielorussia è l’ultima chance europea?
🔍
Di Massimiliano Bonavoglia
Costi e ricavi: chi incrementa guadagni netti e chi perde in UE?
Come appare il sogno europeo, se viene applicato ai conteggi economici?
L’Unione europea ha una cassa,…
👉 https://comedonchisciotte.org/il-prezzo-dellobbedienza-la-bielorussia-e-lultima-chance-europea/
Come Don Chisciotte - Informazione Indipendente dal 2003
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Costi e ricavi: chi incrementa guadagni netti e chi perde in UE?
Come appare il sogno europeo, se viene applicato ai conteggi economici?
L’Unione europea ha una cassa,…
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LA LOTTA ALLA CORRUZIONE IN VIETNAM
di Mehmet Enes Beşer
Il movimento popolare di lotta alla corruzione in Vietnam — comunemente noto come «campagna della fornace ardente» — ha riscosso un enorme successo sia nel Paese che all’estero. Lanciata dal segretario generale del Partito comunista, Nguyễn Phú Trọng, questa campagna ha portato alla caduta di decine di alti funzionari, tra cui ministri, governatori provinciali e dirigenti di aziende pubbliche, sin dal suo avvio. Questa campagna si basa su una volontà politica, e il suo slogan — «nessuno è al di sopra della legge» — trova un’eco particolarmente forte in un Paese in cui l’indignazione per l’impunità dei funzionari si accumula da anni.
Continua qui https://telegra.ph/La-lotta-alla-corruzione-in-Vietnam-05-27
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di Mehmet Enes Beşer
Il movimento popolare di lotta alla corruzione in Vietnam — comunemente noto come «campagna della fornace ardente» — ha riscosso un enorme successo sia nel Paese che all’estero. Lanciata dal segretario generale del Partito comunista, Nguyễn Phú Trọng, questa campagna ha portato alla caduta di decine di alti funzionari, tra cui ministri, governatori provinciali e dirigenti di aziende pubbliche, sin dal suo avvio. Questa campagna si basa su una volontà politica, e il suo slogan — «nessuno è al di sopra della legge» — trova un’eco particolarmente forte in un Paese in cui l’indignazione per l’impunità dei funzionari si accumula da anni.
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Forwarded from SOCIT - Socialismo Italico & Artverkaro
Il 22 maggio come il 28 febbraio: c’è un filo rosso, rosso sangue, che lega le città iraniane di Minab e Lamerd a quella russa di Starobelsk.
Perché, dunque, l’infanticidio? Accanirsi su donne e bambini significa estinguere chi la vita la dà e chi la riceve, portando invariabilmente avanti il lascito delle generazioni precedenti e quindi, a livello “macro-sociale”, la continuità vitale di una nazione. L’infanticidio femminile, concentrando in un soggetto solo (la bambina e la donna, futura procreatrice) il bersaglio, si configura come la nuova frontiera del genocidio. Più mirato, più micidiale, più efficace. L’obiettivo è sempre lo stesso: l’eliminazione di un popolo alla radice.
Niente di tutto ciò, naturalmente, passa sulle televisioni europee e americane: ai giornalisti italiani fatti venire appositamente a Starobelsk dal governo russo affinché potessero vedere coi propri occhi quanto era successo (no, non c’è mai stato nessun “quartier generale militare” russo nella zona) è stato vietato, dal regime di Roma, di parlare e raccontare in patria la propria esperienza e le testimonianze raccolte: solo alla TASS ha potuto farlo. Ai giornalisti giapponesi l’amministrazione Takaichi ha proibito persino di partire da Tokyo, la BBC ha apertamente rifiutato di prendere parte all’indagine (che ha coinvolto 50 colleghi da 19 Paesi) e la CNN ha fatto lo stesso adducendo però la ridicola scusa delle “ferie”.
https://www.socialismoitalico.it/2026/05/28/da-minab-a-starobelsk-linfanticidio-come-arma-di-guerra/
Perché, dunque, l’infanticidio? Accanirsi su donne e bambini significa estinguere chi la vita la dà e chi la riceve, portando invariabilmente avanti il lascito delle generazioni precedenti e quindi, a livello “macro-sociale”, la continuità vitale di una nazione. L’infanticidio femminile, concentrando in un soggetto solo (la bambina e la donna, futura procreatrice) il bersaglio, si configura come la nuova frontiera del genocidio. Più mirato, più micidiale, più efficace. L’obiettivo è sempre lo stesso: l’eliminazione di un popolo alla radice.
Niente di tutto ciò, naturalmente, passa sulle televisioni europee e americane: ai giornalisti italiani fatti venire appositamente a Starobelsk dal governo russo affinché potessero vedere coi propri occhi quanto era successo (no, non c’è mai stato nessun “quartier generale militare” russo nella zona) è stato vietato, dal regime di Roma, di parlare e raccontare in patria la propria esperienza e le testimonianze raccolte: solo alla TASS ha potuto farlo. Ai giornalisti giapponesi l’amministrazione Takaichi ha proibito persino di partire da Tokyo, la BBC ha apertamente rifiutato di prendere parte all’indagine (che ha coinvolto 50 colleghi da 19 Paesi) e la CNN ha fatto lo stesso adducendo però la ridicola scusa delle “ferie”.
https://www.socialismoitalico.it/2026/05/28/da-minab-a-starobelsk-linfanticidio-come-arma-di-guerra/
SOCIT - Socialismo Italico
Da Minab a Starobelsk: l'infanticidio come arma di guerra - SOCIT - Socialismo Italico
Perché, dunque, l’infanticidio? Accanirsi su donne e bambini significa estinguere chi la vita la dà
Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Argomentazioni giuridiche a sostegno della posizione dell'Iran sullo Stretto di Hormuz (prima parte)
Reza Nasri, avvocato iraniano esperto di diritto internazionale:
Ecco un riepilogo delle argomentazioni giuridiche a sostegno della posizione dell'Iran sullo Stretto di Hormuz:
1) Il quadro giuridico applicabile deve rispettare la gerarchia delle norme del diritto internazionale: le norme imperative (jus cogens) e i principi cardine della Carta delle Nazioni Unite – tra cui il divieto di aggressione, il divieto di minaccia o uso della forza (art. 2(4)) e il diritto intrinseco all'autodifesa (art. 51) – si trovano al vertice e prevalgono sulle norme specialistiche di diritto del mare di grado inferiore.
2) Il diritto del mare non può essere applicato in modo astratto o come scudo per giustificare l'aggressione o la presenza militare extraregionale; deve essere interpretato alla luce delle cause profonde, quali l'aggressione in corso, le minacce militari e l'incapacità del Consiglio di Sicurezza di ristabilire la pace.
3) A seguito di ripetuti atti di aggressione contro l'Iran (anche da parte di Stati Uniti, Israele e Paesi vicini complici), si è verificato un cambiamento fondamentale delle circostanze (rebus sic stantibus), che ha distrutto il precedente contesto di sicurezza che sosteneva il passaggio volontario basato sulla cordialità e ha reso insostenibile la facilitazione incondizionata del passaggio.
4) La presenza di numerose basi militari statunitensi e alleate nella regione (Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait) ha trasformato lo Stretto in una componente di un teatro di guerra ostile piuttosto che in un corridoio internazionale neutrale, privandolo della neutralità necessaria per qualsiasi regime di transito e passaggio incondizionato; questa situazione è incompatibile con i presupposti giuridici di tale regime e trova riscontro nella giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia, come nel caso del Nicaragua relativo alle minacce di uso della forza.
5) L'Iran non è parte della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982 e, sin dalla firma, si è costantemente opposto al regime di transito e passaggio (articoli 37-44), come formalmente dichiarato e ribadito attraverso una continua prassi legislativa e diplomatica; pertanto, anche se il transito e il passaggio fossero consuetudinari, l'Iran non vi è vincolato.
6) In assenza di un obbligo vincolante di transito e passaggio, il regime applicabile ritorna al diritto consuetudinario di passaggio inoffensivo (come riconosciuto dalla Corte Internazionale di Giustizia nel caso del Canale di Corfù del 1949 e nelle precedenti Regole di Ginevra del 1958), che è più restrittivo e consente espressamente allo Stato costiero di regolamentare, condizionare o impedire il passaggio non inoffensivo, in particolare per navi da guerra, sottomarini o imbarcazioni che rappresentino un rischio per la sicurezza o l'ambiente.
7) La sovranità dello Stato costiero sul mare territoriale rimane completa e fondamentale, anche all'interno di uno stretto internazionale; ciò include il diritto di adottare leggi e misure necessarie a proteggere la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, l'ambiente e la sicurezza della navigazione, come affermato dal diritto consuetudinario, dal riconoscimento dei diritti storici nei mari semichiusi da parte delle convenzioni del 1958/1982 e dalla prassi della Corte Internazionale di Giustizia (ad esempio, Qatar contro Bahrein sul titolo storico).
8) L'Iran e l'Oman detengono da secoli un titolo storico sullo Stretto di Hormuz, frutto di un esercizio pacifico e continuo della sovranità, il che rafforza ulteriormente l'autorità degli Stati costieri nella gestione e nella regolamentazione del passaggio.
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Reza Nasri, avvocato iraniano esperto di diritto internazionale:
Ecco un riepilogo delle argomentazioni giuridiche a sostegno della posizione dell'Iran sullo Stretto di Hormuz:
1) Il quadro giuridico applicabile deve rispettare la gerarchia delle norme del diritto internazionale: le norme imperative (jus cogens) e i principi cardine della Carta delle Nazioni Unite – tra cui il divieto di aggressione, il divieto di minaccia o uso della forza (art. 2(4)) e il diritto intrinseco all'autodifesa (art. 51) – si trovano al vertice e prevalgono sulle norme specialistiche di diritto del mare di grado inferiore.
2) Il diritto del mare non può essere applicato in modo astratto o come scudo per giustificare l'aggressione o la presenza militare extraregionale; deve essere interpretato alla luce delle cause profonde, quali l'aggressione in corso, le minacce militari e l'incapacità del Consiglio di Sicurezza di ristabilire la pace.
3) A seguito di ripetuti atti di aggressione contro l'Iran (anche da parte di Stati Uniti, Israele e Paesi vicini complici), si è verificato un cambiamento fondamentale delle circostanze (rebus sic stantibus), che ha distrutto il precedente contesto di sicurezza che sosteneva il passaggio volontario basato sulla cordialità e ha reso insostenibile la facilitazione incondizionata del passaggio.
4) La presenza di numerose basi militari statunitensi e alleate nella regione (Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait) ha trasformato lo Stretto in una componente di un teatro di guerra ostile piuttosto che in un corridoio internazionale neutrale, privandolo della neutralità necessaria per qualsiasi regime di transito e passaggio incondizionato; questa situazione è incompatibile con i presupposti giuridici di tale regime e trova riscontro nella giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia, come nel caso del Nicaragua relativo alle minacce di uso della forza.
5) L'Iran non è parte della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982 e, sin dalla firma, si è costantemente opposto al regime di transito e passaggio (articoli 37-44), come formalmente dichiarato e ribadito attraverso una continua prassi legislativa e diplomatica; pertanto, anche se il transito e il passaggio fossero consuetudinari, l'Iran non vi è vincolato.
6) In assenza di un obbligo vincolante di transito e passaggio, il regime applicabile ritorna al diritto consuetudinario di passaggio inoffensivo (come riconosciuto dalla Corte Internazionale di Giustizia nel caso del Canale di Corfù del 1949 e nelle precedenti Regole di Ginevra del 1958), che è più restrittivo e consente espressamente allo Stato costiero di regolamentare, condizionare o impedire il passaggio non inoffensivo, in particolare per navi da guerra, sottomarini o imbarcazioni che rappresentino un rischio per la sicurezza o l'ambiente.
7) La sovranità dello Stato costiero sul mare territoriale rimane completa e fondamentale, anche all'interno di uno stretto internazionale; ciò include il diritto di adottare leggi e misure necessarie a proteggere la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, l'ambiente e la sicurezza della navigazione, come affermato dal diritto consuetudinario, dal riconoscimento dei diritti storici nei mari semichiusi da parte delle convenzioni del 1958/1982 e dalla prassi della Corte Internazionale di Giustizia (ad esempio, Qatar contro Bahrein sul titolo storico).
8) L'Iran e l'Oman detengono da secoli un titolo storico sullo Stretto di Hormuz, frutto di un esercizio pacifico e continuo della sovranità, il che rafforza ulteriormente l'autorità degli Stati costieri nella gestione e nella regolamentazione del passaggio.
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