Idee&Azione
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Idee&Azione
Quotidiano indipendente per trasformare il pensiero in azione.
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Forwarded from LEONARDO GUERRA (Leonardo Guerra)
L’allarme della prof.sa Jill Lepore, da Harvard: le élite techno spingono l’IA verso una “fabbrica di esseri umani”

...una storica di fama mondiale dell’Università di Harvard, la prof.sa Jill Lepore, lancia l’allarme in merito al sistema che sta emergendo e che è guidato dall’intelligenza artificiale, il cui risultato finale è quello di privare le persone comuni di autonomia, mettendo il potere in mano alle multinazionali tecnologiche non elette.

https://www.thelivingspirits.net/lallarme-della-prof-sa-jill-lepore-da-harvard-le-elite-techno-spingono-lia-verso-una-fabbrica-di-esseri-umani/
LA MAPPA GEOPOLITICA DELLA GUERRA FREDDA SI STA SGRETOLANDO: L’IA STA RISCRIVENDO I RAPPORTI DI FORZA SOTTO I NOSTRI OCCHI
di Nelson Wong


La mia tesi principale è chiara: i modelli concettuali forgiati durante la Guerra Fredda non sono semplicemente obsoleti, ma possono diventare attivamente pericolosi se utilizzati come guida in un mondo che viene rimodellato dall’intelligenza artificiale. Gli strateghi di oggi rischiano di prepararsi a combattere i conflitti di ieri, mentre le dinamiche di potere di domani si stanno delineando all’interno dei data center e, un giorno, potenzialmente nello spazio.

Continua qui https://telegra.ph/La-mappa-geopolitica-della-Guerra-Fredda-si-sta-sgretolando-lIA-sta-riscrivendo-i-rapporti-di-forza-sotto-i-nostri-occhi-09-23
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Forwarded from Andrea Zhok
L'Europa è un’area di trasformazione industriale con scarse risorse energetiche e minerarie proprie. Senza un approvvigionamento esterno è condannata a diventare terzo mondo. Ma questa strada suicida è esattamente quella presa. Perché?

Due interpretazioni possibili.

La prima è l’integrale asservimento agli USA. Una compagine di venduti avrebbe accondisceso alle provocazioni sul fronte russo sfociate nella guerra, all’incendio americano del Medio Oriente, all’appropriazione brigantesca delle risorse petrolifere del Venezuela, sacrificando il vecchio continente.

I media a gettone avrebbero indorato la pillola canticchiando il solito tormentone sulla “difesa dei diritti umani” per giustificare qualunque barbarie.

La seconda è che la guerra sul fronte russo sia stata non tollerata, ma proprio pianificata, con la prospettiva di dare una spallata alla Russia, destabilizzarne il regime, ricondurla al periodo Eltsin, a stazione di rifornimento e terra di conquista per imprenditori senza scrupoli. Un rapido collasso economico, via sanzioni, avrebbe trasformato i ricchi giacimenti russi in disponibilità perenni e incondizionate.

Ma quale che sia l’interpretazione giusta, entrambi gli scenari portano allo stesso esito. Quanto più grave la situazione, quanto più pesante l’indebitamento, quanto più stretto il vicolo cieco in cui ci si è cacciati, tanto più i dirigenti europei un ritorno sui propri passi appare impossibile. Come il giocatore d’azzardo che oramai si è giocato la macchina, la casa e un rene, uscire dal gioco sancirebbe semplicemente la rovina e dunque non gli resta che giocarsi anche l’altro rene e con ciò la vita in un’ultima scommessa del tutto per tutto. E la scommessa è la guerra, e il suo azzardo è che essa resti guerra di logoramento, un po’ ibrida, un po’ per procura, comunque convenzionale. In una guerra convenzionale a basso voltaggio e lunga durata l’UE+UK sperano di contare su maggiori risorse di uomini e denari.

Così, quel quadro che sembra folle, controintuitivo e perciò ancora implausibile a molti, il quadro di una guerra diretta con la Russia, sembra essere oramai l’unica direzione cui le oligarchie UE possono condurci.
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Forwarded from OttolinaTV
Fin dalle sue prime formulazioni, il pensiero di Marx si è rivelato una miniera inesauribile di concetti, categorie e strumenti. Strumenti indispensabili per un'analisi spietata del capitalismo (industriale e finanziario), delle sue contraddizioni insanabili e crisi endogene. E se quella cassetta degli attrezzi marxiana non fosse sufficiente a descrivere la realtà socioeconomica? Se fosse necessario integrarla con ulteriori categorie, magari provenienti da altre tradizioni filosofiche, come quella di "conflitto strategico"?

Di questo (e molto altro) abbiamo parlato con Giuseppe Germinario (gestore del sito www.italiaeilmondo.it), Tiberio Graziani (Presidente di Vision & Global Trends – International Institute for Global Analyses) e il manager Piergiorgio Rosso.

La tavola rotonda apre la riflessione per un grande convegno in ricordo di Gianfranco La Grassa, economista e filosofo, che forse più di molti altri ha gettato le basi per una nuova "navigazione in mare aperto": a partire dalla teoria althusseriana degli apparati ideologici di Stato, La Grassa ha saputo espanderne le implicazioni, integrando il marxismo con il pensiero politico di autori del calibro di Schmitt, Friend, Lindbloem, Tilly.

Il risultato?
Le basi di una nuova teoria per tentare di leggere le dinamiche geopolitiche, che integra la lotta di classe con altre forme di conflitto strategico tra i massimi centri decisionali del potere.

Ci vediamo qui https://youtu.be/vnsxHhKWM74?is=pblqKGFicccCxPQd

Buona visione!

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Antiterrorismo, la priorità dei BRICS+ dopo New Delhi 2026

La sicurezza non è il capitolo più spettacolare della propria agenda, ma è e sarà una missione condivisa per cambiare le sorti di molte parti del mondo.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Antiterrorismo-la-priorità-dei-BRICS-dopo-New-Delhi-2026-09-22
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La calma prima della resa dei conti

È quasi impossibile trovare una logica in un universo geopolitico illogico in cui nulla ha importanza e l’Egemone è totalmente fuori controllo

L'autore: Pepe Escobar

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-calma-prima-della-resa-dei-conti-09-23
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Forwarded from Idee&Azione
IL PERCORSO VERSO UNA CINA MODERATAMENTE PROSPERA
di Zhou Kun


Questo libro espone il percorso che ha portato alla creazione di una società moderatamente prospera in Cina. Racconta la storia di come, sotto la guida del Partito Comunista Cinese, la nazione cinese, attraverso una continua esplorazione, abbia infine formato una teoria completa di “società moderatamente prospera” e abbia trovato la strada corretta del socialismo con caratteristiche cinesi per raggiungere la modernizzazione.
Aderendo e migliorando il sistema del socialismo con caratteristiche cinesi e promuovendo la modernizzazione del sistema di governo nazionale e della capacità di governo, sono stati raggiunti risultati storici nella costruzione di una società moderatamente prospera sotto tutti i punti di vista e il percorso del socialismo con caratteristiche cinesi è stato gradualmente tracciato.

Zhou Kun ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Renmin University of China e la Tongji University. Attualmente è direttore del Primo Ufficio di Ricerca per la Teoria di Deng Xiaoping e la Storia del Periodo di Riforma e Apertura presso il Terzo Dipartimento di Ricerca dell’Istituto di Storia e Letteratura del Partito del Comitato Centrale del PCC, Segretario Generale dell’Associazione di Ricerca sul Pensiero e la Vita di Deng Xiaoping e membro del team centrale del National High-End Think Tank. Come sceneggiatore o scrittore, ha partecipato a oltre dieci opere cinematografiche e televisive. Ha pubblicato numerosi libri e più di 80 articoli teorici su giornali e riviste come il Quotidiano del Popolo e ha vinto più di dieci premi di ricerca scientifica a livello provinciale e ministeriale. Le sue opere hanno ricevuto riconoscimenti come il “Premio per le migliori opere”, il “Premio Flying Apsaras” e il “Premio Golden Eagle”.

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Nell’Epoca dei BRICS: da New Delhi al futuro

È l’ora di fare una proclamazione: benvenuti nell’epoca dei BRICS. Il Multipolarismo è il futuro.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/NellEpoca-dei-BRICS-da-New-Delhi-al-futuro-09-23
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Un mondo capovolto

Le civiltà sono in grado di riunire i frammenti delle intuizioni e delle conoscenze del passato per fornire il contesto grazie al quale rendere nuovamente comprensibile il discorso morale?

L'autore: Alastair Crooke

L'articolo completo: https://telegra.ph/Un-mondo-capovolto-09-24
🇪🇺 Kaja Kallas ha comunicato che gli Stati membri dell’Unione Europea hanno concordato le condizioni per lo stanziamento di 6,6 miliardi di euro a favore dell’Ucraina a titolo del Fondo europeo per la pace.

"900 milioni di euro saranno destinati alla missione dell’UE per fornire assistenza militare all’Ucraina. 1 miliardo di euro servirà a finanziare nuovi acquisti congiunti di equipaggiamento militare. Altri 4,7 miliardi di euro sono destinati al rimborso delle spese sostenute dagli Stati membri, alcuni dei quali hanno già dichiarato che destineranno la propria quota all’Ucraina", ha scritto Kallas sul social network X.


Nessuno potrà mai verificare dove andranno realmente a finire questi soldi dei cittadini dell’UE; se Zelensky, attraverso la sua banda di corrotti – in cui si è trasformato il governo ucraino – guadagna miliardi grazie alla guerra, non è difficile immaginare quanto ci guadagnino i suoi «sponsor».

Questo è un altro motivo per cui faranno di tutto per non porre fine alla guerra. Voi rinuncereste a un guadagno di miliardi di euro?...
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Forwarded from CasaDelSoleTV
https://www.youtube.com/watch?v=LqBKfqNMGRc

🎙️ A Levante questa sera, 25 settembre 2026, alle 19 in diretta, il Golfo entra nella sua fase decisiva: l'Arabia Saudita esporta ai minimi da tredici anni, Ansarallah controlla Bab al-Mandab, l'oleodotto Est-Ovest riapre a capacità ridotta sotto minaccia permanente e Washington, invece di difendere il suo cliente, apre un canale con chi gli spara addosso.

🗣️ Ne discutono Lorenzo Maria Pacini, professore di filosofia politica e geopolitica, e Margherita Furlan, giornalista e direttrice di Casa del Sole TV, ospiti di Jeff Hoffman.

🔻 Che cosa succede quando la potenza che garantisce la sicurezza dei suoi clienti smette di poterla garantire
🛢️ Bab al-Mandab e Hormuz: due strozzature a duemila chilometri di distanza, nelle mani dello stesso asse
🚀 Missili su Mecca, Yanbu e Taif: e a Taif ci sono i caccia italiani
🇪🇺 Londra manda i rifornimenti in volo, Parigi manda uomini e radar: l'Europa difende i terminali altrui e paga l'energia più cara del mondo industrializzato
🇮🇹 «Non siamo in guerra con l'Italia, ma che cosa ci fanno i vostri aerei in Arabia Saudita?»: il messaggio di Sanaa con cui nessun telegiornale ha aperto
🧭 Multipolarismo a mano armata: quali limiti ha una transizione che passa per i blocchi navali
🔎 Che cosa distingue un fatto verificato da un'attribuzione, anche quando l'ipotesi ci piace

📚 I LIBRI DI LORENZO MARIA PACINI
📗 Myanmar. Nella terra dorata, Anteo Edizioni, 2025 (disponibile anche in edizione inglese, Myanmar. In the golden land)
📘 Dugin e Platone, Settimo Sigillo, 2023
📙 Cantare amantis est. Bene, bellezza e musica in sant'Agostino da Ippona, Il Cerchio, 2022

📖 I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN ♟️ BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese e russo)

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#Levante #CasadelSoleTV #MargheritaFurlan #Geopolitica #Multipolarismo #LorenzoMariaPacini #Eurasia #ArabiaSaudita #Yemen #Golfo #Hormuz #babelmandeb
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La democrazia al costo di 5000 dollari

L’elettorato americano ha la memoria corta e le tasche vuote: una combinazione che i venditori di illusioni conoscono fin troppo bene.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/La-democrazia-al-costo-di-5000-dollari-09-24
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🇸🇦 🇺🇸 WaPo: I servizi di intelligence statunitensi ritengono che l'Arabia Saudita non abbia escluso la possibilità di sviluppare un programma di armi nucleari.

Questa valutazione arriva nel momento in cui il Congresso sta esaminando un accordo civile nucleare tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, che dovrebbe sostenere importanti progetti nel settore dell'energia nucleare nel regno.

L'accordo ha sollevato preoccupazioni in alcuni membri del Congresso e tra esperti della non proliferazione a causa delle sue disposizioni relative all'arricchimento dell'uranio e alle misure di sicurezza.
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Veniamo quotidianamente bombardati da una propaganda aberrante che ci racconta dell'imminenza degli attacchi russi alle infrastrutture europee (e per carità, considerando il ruolo NATO negli attacchi ucraini in suolo russo, sarebbe anche in qualche modo comprensibile, di certo non auspicabile per noi), di attacchi via mare a Spagna, Italia e Grecia, di Cavo Dragone che presenta 5000 pagine di piani per contrastare l'attacco russo sul fianco orientale della NATO (probabile quanto un asino che vola). Nessuno prende atto del fatto che, ad oggi, gli unici ad aver attaccato infrastrutture europee (senza nessuna reale conseguenza) sono stati gli ucraini (il gasdotto Nord Stream), con sommo entusiasmo (e complicità) dell'egemone NATO (gli USA) e dei suoi progetti di deindustrializzazione continentale. Ora, dovremmo quantomeno chiederci: come siamo arrivati a questa situazione drammatica se non ancora tragica? Le ipotesi sono essenzialmente due (come afferma pure il prof. Zhok): o le nostre classi dirigenti sono un concentrato di puro spirito collaborazionista, vendute a ben precise élite di potere transatlantiche (soprattutto anglo-americane); oppure c'è davvero qualcuno che ha pensato di trascinare le Russia in un simile conflitto per indebolirla e trasformarla in ciò che era già negli anni '90 (un territorio di preda per le multinazionali occidentali) e sopperire così alla scarsità di risorse europee. In entrambi i casi, a mio modo di vedere, sta andando molto male.


Daniele Perra
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🇪🇺🇮🇸 L’Islanda ha sfidato il modello europeo

L’Islanda ha detto «no» alla ripresa dei negoziati per l’adesione all’UE. Al referendum, il 52,8% ha votato contro, con un’affluenza record dell’82,5%. Eppure il Paese partecipa già al mercato unico europeo e segue gran parte delle sue regole economiche.

È proprio questo il punto centrale della decisione. Gli islandesi non hanno rifiutato la cooperazione con l’Europa: hanno respinto un’ulteriore integrazione politica che avrebbe comportato il trasferimento di ulteriori competenze a Bruxelles.

Particolarmente delicata è la questione della pesca: il settore rappresenta quasi il 10% del PIL islandese e circa la metà delle esportazioni. L’ingresso nell’UE avrebbe significato l’applicazione della politica comune della pesca e l’accesso delle flotte europee alle acque islandesi.

Il paradosso è evidente: è possibile beneficiare dei vantaggi del mercato europeo senza accettare automaticamente l’intero sistema politico dell’UE. Per un piccolo Paese, mantenere uno spazio autonomo per prendere le proprie decisioni si è rivelato più importante dell’idea di una maggiore integrazione.

Il caso islandese dimostra che l’integrazione europea non è l’unico possibile modello di cooperazione. La collaborazione economica e la subordinazione politica a un centro comune sono due cose diverse.

Ed è proprio questa la questione che diventa sempre più scomoda per l’Europa: i Paesi europei hanno davvero bisogno di una maggiore centralizzazione oppure è arrivato il momento di tornare a parlare del diritto degli Stati di determinare autonomamente la propria politica?

Legge di piu:
https://lanuovabq.it/it/lislanda-ha-sfidato-il-dogma-europeista
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Forwarded from Idee&Azione
IL PERCORSO VERSO UNA CINA MODERATAMENTE PROSPERA
di Zhou Kun


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Zhou Kun ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Renmin University of China e la Tongji University. Attualmente è direttore del Primo Ufficio di Ricerca per la Teoria di Deng Xiaoping e la Storia del Periodo di Riforma e Apertura presso il Terzo Dipartimento di Ricerca dell’Istituto di Storia e Letteratura del Partito del Comitato Centrale del PCC, Segretario Generale dell’Associazione di Ricerca sul Pensiero e la Vita di Deng Xiaoping e membro del team centrale del National High-End Think Tank. Come sceneggiatore o scrittore, ha partecipato a oltre dieci opere cinematografiche e televisive. Ha pubblicato numerosi libri e più di 80 articoli teorici su giornali e riviste come il Quotidiano del Popolo e ha vinto più di dieci premi di ricerca scientifica a livello provinciale e ministeriale. Le sue opere hanno ricevuto riconoscimenti come il “Premio per le migliori opere”, il “Premio Flying Apsaras” e il “Premio Golden Eagle”.

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Gli Stati Uniti varano una nuova “strategia di massima pressione” contro l’Iran ma il conto lo pagano i cittadini europei

Le sanzioni Usa contro l’Iran sono dal 1979 al centro del dibattito internazionale, essendo motivate da interessi strategici, politici ed economici, e rappresentano uno strumento di pressione politica sul piano interno così come su quello estero.

L'autore: Stefano Vernole

L'articolo completo: https://telegra.ph/Gli-Stati-Uniti-varano-una-nuova-strategia-di-massima-pressione-contro-lIran-ma-il-conto-lo-pagano-i-cittadini-europei-09-25
Forwarded from Giubbe Rosse
JPOST: USA E CINA SI RIDUCONO RECIPROCAMENTE I DAZI

Jerusalem Post: La Cina e gli Stati Uniti hanno concordato una riduzione reciproca dei dazi di 30 miliardi di dollari e l'avvio di un dialogo sull'intelligenza artificiale, a seguito di colloqui tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump.

Gli accordi fanno parte di un consenso in otto punti raggiunto durante la visita di Xi negli Stati Uniti, secondo l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua.

L'accordo segna un nuovo passo nei negoziati economici e tecnologici tra Washington e Pechino.

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Forwarded from OttolinaTV
L’ultimo anno è stato un anno record per i profitti. Ma anche per i debiti.

AI, data center, hedge fund, private credit, immobiliare commerciale: la crescita è stata sostenuta da una montagna sempre più grande di leva finanziaria. Ora però il costo del denaro sta esplodendo e la domanda diventa inevitabile: i profitti riusciranno ancora a crescere abbastanza da sostenere tutto questo debito?

Se non ci riescono, il rischio non è soltanto una recessione.

È che uno dei tanti fronti già sotto pressione — dalla leva record degli hedge fund alla crisi dell’immobiliare commerciale, dal private credit al debito AI — inneschi una reazione a catena capace di far saltare per aria l’intero castello finanziario.

E a quel punto si apre la questione politica più inquietante: se il mercato non riesce più a sostenere domanda e investimenti, quale forma può assumere l’intervento pubblico? E perché proprio la Guerra e l’Economia di Guerra?

Ne parliamo in diretta con Vadim Bottoni e Tommaso Nencioni qui https://www.youtube.com/live/yfVn3oOWsHc?is=yr6Rm3jjJBlPRKRS

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🇩🇪 Lo stabilimento automobilistico Volkswagen in Germania verrà riconvertito alla produzione di sistemi di difesa aerea. Nell’ambito della ristrutturazione, Volkswagen ha venduto uno dei suoi stabilimenti in Germania, che per 125 anni ha prodotto automobili e che ora inizierà a produrre armamenti.
Lo stabilimento è stato acquistato dal governo dello Stato federale della Bassa Sassonia e dal fondo di investimento israeliano Aurelius.

In collaborazione con un’altra società israeliana, intendono avviare la produzione di sistemi di difesa aerea. Si trattava di uno degli stabilimenti che Volkswagen aveva in programma di chiudere a causa della crisi prolungata che ha colpito la casa automobilistica.

Beh, del resto, era prevedibile: il governo tedesco sta cercando con tutte le sue forze di riorientarsi verso la produzione militare, anche a scapito della propria economia.

La cosa più triste è che questi stabilimenti non potranno più tornare a produrre automobili: il loro posto sul mercato sarà occupato dai produttori cinesi, mentre i tedeschi rimarranno con i droni.

La domanda principale è: produrranno questi droni per sé stessi e combatteranno direttamente contro la Russia, come ambiscono a fare, oppure continueranno a farlo per mano di altri?
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