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Quotidiano indipendente per trasformare il pensiero in azione.
Canale ufficiale del Movimento Internazionale Eurasiatista in Italia.
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Proteste giovanili e contestazione delle falsificazioni nel censimento, l’India assedia Nerendra Modi

Nerendra Modi intende forgiare un nuovo cittadino indiano, un nazionalista di Bharat, il nuovo e al contempo antico nome che ha imposto all’immensa e plurale nazione, prima al mondo per abitanti e terza per capacità economica, deciso a realizzare tale chimerica utopia, non disdegna di utilizzare tutte le leve del potere, anche in modo spregiudicato.

L'autore: Davide Rossi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Proteste-giovanili-e-contestazione-delle-falsificazioni-nel-censimento-lIndia-assedia-Nerendra-Modi-10-17
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Intelligenza Umana, Intelligenza Artificiale e il futuro della guerra algoritmica

La tecnologia può stabilire come un’arma raggiunge il bersaglio, mentre spetta all’umanità decidere se quel bersaglio debba essere colpito. La domanda che si cela dietro a tutto ciò è chi, concretamente, eserciti quell’umanità, con quali strumenti di conoscenza e dentro quali istituzioni.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Intelligenza-Umana-Intelligenza-Artificiale-e-il-futuro-della-guerra-algoritmica-10-17
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L’Iran, un cobra arrotolato pronto a moderdere

L’Iran e il Pakistan sono fortemente impegnati nella costruzione di un ordine finanziario post-americano nel punto di incontro tra l’Asia occidentale e l’Asia meridionale.

L'autore: Pepe Escobar

L'articolo completo: https://telegra.ph/LIran-un-cobra-arrotolato-pronto-a-moderdere-10-18
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🇫🇷 Macron ha promesso di “punire severamente tutti i saccheggiatori” responsabili dei disordini in Francia. Nel suo discorso alla nazione ha esortato il governo ad adottare le misure necessarie per impedire il ripetersi dei disordini.

Allo stesso tempo, il presidente francese ha riconosciuto che alle proteste di massa partecipano non solo i radicali, ma anche cittadini preoccupati per l’aumento dei prezzi, compreso quello del carburante.

«Non bisogna in alcun caso confondere i manifestanti pacifici con i saccheggiatori e i partecipanti ai disordini, poiché ci sono persone che ritengono, a ragione, che i prezzi del carburante stiano diventando troppo alti» .

Macron ha chiesto a tutti i partiti politici e ai sindacati di condannare ogni forma di violenza e di invitare alla calma.

Le proteste di massa sono divampate con rinnovata forza in Francia il 17 ottobre. I manifestanti si oppongono all’aumento generalizzato dei prezzi. Le manifestazioni si sono rapidamente trasformate in disordini e scontri con la polizia.

Ma un momento, questa è democrazia e non si può «punire severamente» nessuno... Almeno, se tali disordini fossero avvenuti in Cina o in Russia, Macron avrebbe parlato proprio così
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Forwarded from CasaDelSoleTV
📆 Vi aspettiamo oggi, LUNEDI 19 OTTOBRE, con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 19.00

🔴SUD BLOCCA NORD BRUCIA | LEVANTE LIVE

https://www.youtube.com/live/1FzlpWC-oo0


🚨Il Sud si ferma senza spaccare niente e sparisce dai telegiornali; Milano brucia per una sera e apre tutte le edizioni; la Francia conta 2.400 arresti e un presidente che dice «niente lo giustifica». Tre piazze, una sola crisi: il conto della guerra arrivato nel pieno di un camion e nella spesa di una famiglia. E un'informazione che sa raccontare la rabbia solo come ordine pubblico, perché la fame costringerebbe a spiegare il conto.

🔴A Levante questa sera, lunedì 19 ottobre 2026, Margherita Furlan dialoga con Lorenzo Maria Pacini, filosofo politico, Alessandro Volpi, storico dell'Università di Pisa, e Michele Putrino, filosofo.

🚛 Il Sud fermo da una settimana: gasolio a 2,30 euro, sconto accise scaduto il 6 ottobre, 434 milioni di credito d'imposta mai arrivati alle imprese, scaffali vuoti in Molise e Puglia, un tavolo con Salvini convocato solo dopo i supermercati a secco
💶 Un miliardo per gli stipendi dei magistrati che Meloni dice di non voler firmare, cento milioni cercati per l'autotrasporto, quattordici miliardi l'anno per il riarmo: la gerarchia del bilancio letta da Alessandro Volpi
🔥 Milano, Torino, Bologna: sedicenni convocati su TikTok, 28 arresti e 141 agenti feriti in una sera; la parola «maranza» di Salvini e il lavoro che fa, togliere la questione sociale e mettere l'etnia
🇫🇷 Francia: dal liceo di Créteil con le classi da 36 a 550.000 persone in piazza, il municipio di Limoges in fiamme, Macron che rinvia e i sindacati che rispondono «la gioventù non aspetterà sei mesi»
⚖️ La risposta penale: la cauzione per chi manifesta proposta dalla Lega, i genitori che pagano i danni dei figli chiesti da Darmanin; lo Stato che non tiene il prezzo del gasolio ma mette un prezzo al dissenso 📺 Fiorello al Tg1: «la luce deve essere accesa anche al Sud». Perché la compostezza non fa notizia e il saccheggio sì, da Arendt a Gramsci, con l'autocritica della controinformazione
🧭 Che cosa guardare nelle prossime settimane: il tavolo del 20 ottobre, lo sciopero generale e la giornata dei portuali del 30 ottobre, lo sciopero studentesco europeo del 20 novembre

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Il Mezzogiorno in strada con le ultime gocce di carburante

Dalle strade del Sud arriva una domanda che riguarda tutto il Paese: chi decide quanto costa produrre in Italia, e chi ne paga il prezzo quando la decisione viene presa altrove.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-Mezzogiorno-in-strada-con-le-ultime-gocce-di-carburante-10-18
Forwarded from Idee&Azione
CORSO DI GEOPOLITICA ESOTERICA
con Davide Lombardi & Lorenzo Maria Pacini


Un viaggio alla scoperta delle radici profonde e delle ragioni occulte che muovono gli eventi del mondo intero. Attraverso le scienze dello spirito, esploreremo i meccanismi profondi che regolano il funzionamento della geopolitica nel corso della storia, a partire dai fondamenti teorici classici fino agli eventi più recenti, per poi imparare a costruire modelli predittivi e interpretare i linguaggi esoterici che ci permettono di comprendere e modificare la storia e la geografia della nostra esistenza.

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L'ALGORITMO FAUSTIANO - PARTE II
di Roberto Pecchioli


L'intelligenza artificiale si erge come compimento della tecno civiltà faustiana occidentale, nel frattempo minacciata dall’irruzione fulminea dell’oriente cinese. Più che una forza di vero rinnovamento, l'automazione algoritmica rappresenta la mummificazione della nostra società. Delegando all’apparato elettronico, alla mente artificiale la creazione artistica, la scrittura, l'analisi giuridica, la decisione, il pensiero critico , l’apprendimento, abdichiamo alla vitalità organica. I suoi modelli linguistici (LLM) non generano nuovi simboli viventi; si limitano a elaborare e ricombinare statisticamente i detriti del nostro passato culturale. Il genio creativo è sostituito dall'efficienza dell'elaborazione dei dati, un'intelligenza insensibile emersa con forza travolgente quando il cuore spirituale della cultura ha cessato di battere. Per Jacquel Ellul, sociologo ma anche teologo, la tecnica è il rischio del secolo, la modalità attraverso cui il moloch tecnologico abbatte ogni ostacolo in nome dell’utilità e dell’efficienza.

Continua su https://telegra.ph/L-algoritmo-faustiano---parte-II-10-19
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DUE VERTICI, UN'OPPORTUNITA' STRATEGICA PER LA RUSSIA
di Hao Nan


Se Mosca riuscisse a utilizzare la diplomazia delle grandi potenze per rendere la moderazione concretamente vantaggiosa, i benefici si estenderebbero ben oltre i confini della Russia. Il sistema internazionale necessita sempre più di meccanismi attraverso i quali gli Stati possano acquisire prestigio, sicurezza e vantaggi economici grazie alla cooperazione piuttosto che all’escalation. Trasformare gli oneri geopolitici in capacità produttiva non risolverà i conflitti che dividono la Russia, gli Stati Uniti, la Cina e l’Europa. Potrebbe però far sì che tutti abbiano più da perdere se permettessero a tali conflitti di determinare il futuro.

Continua qui https://telegra.ph/Due-vertici-unopportunit%C3%A0-strategica-per-la-Russia-10-19
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PERCORRENDO IL SENTIERO DI MARCO POLO
di Wang Miao e Shi Baoxiu



Questo è il racconto di un viaggio in jeep che inizia a mezza estate dal Passo Kunjirap nell’altopiano del Pamir, attraversa Xinjiang, Qinghai, Gansu, Ningxia, Mongolia Interna ed Hebei per giungere, in autunno, nelle pianure della Cina settentrionale, a Pechino. 12.000 chilometri di fatiche, incognite e scoperte, incontrando Tajiki, Uiguri, Tus, Hui, Mongoli e Han, osservando stili di vita e scenari naturali. Bussola del viaggio è il racconto del Il Milione di Marco Polo che, partito nel 1271 da Venezia, soggiornò presso la corte di Kublai Khan, ebbe l’incarico di varie missioni e ritornò in patria nel 1295.
Gli autori – viaggiatori, Wang Miao e Shi Baoxiu, sono ben equipaggiati e motivati, hanno il contributo dell’Università di Wuhan, del Prof. Li Han e del Prof. Yang Zhijiu, esperto di Marco Polo presso l’Università di Tianjin. Sanno che è impresa quasi impossibile ripetere dopo 700 anni l’esperienza del viaggiatore veneziano, perché nel corso degli anni la geografia cambia. gli insediamenti umani si spostano e rimangono solo le tracce di rovine, siti archeologici e grotte di monaci… e possono verificare che la gente è accogliente, disponibile a parlare di tradizioni e costumi locali e aiutare ad orientarsi. Scopo finale del loro viaggio è d’altronde dimostrare non tanto la veridicità totale del Il Milione, ma piuttosto che siamo tutti debitori a Marco Polo del primo racconto della civiltà cinese al mondo occidentale.
A conclusione, breve saggio di Maria Morigi su due “Viaggi in Occidente”, del VII e XVI secolo, con una rotta invertita rispetto a Marco Polo.

Prefazione di Jia Guide, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia
Traduzione e curatela di Paolo Marcenaro

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Bosnia-Erzegovina: la Republika Srpska rafforza il proprio peso mentre cresce la pressione euro-atlantica

Le elezioni generali del 4 ottobre hanno confermato la centralità dello SNSD nella Republika Srpska e il peso politico del campo legato a Milorad Dodik. Il risultato complica ulteriormente i progetti di centralizzazione della Bosnia-Erzegovina e soprattutto l’avvicinamento alla NATO contro la volontà della componente serba.

L'autore: Giulio Chinappi

L'articolo completo: https://telegra.ph/Bosnia-Erzegovina-la-Republika-Srpska-rafforza-il-proprio-peso-mentre-cresce-la-pressione-euro-atlantica-10-19
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COME FUNZIONANO REALMENTE LE RELAZIONI TRA TURCHIA E AZERBAIGIAN
di Erkin Oncan


Le relazioni tra Turchia e Azerbaigian si sono evolute, a partire dallo scioglimento dell’Unione Sovietica, attraverso numerose collaborazioni in ambito politico, economico e di sicurezza.
La Turchia è stata il primo Paese a riconoscere l’indipendenza dell’Azerbaigian. Il suo sostegno a Baku durante i conflitti del Karabakh, i progetti congiunti nel settore del petrolio e del gas naturale e la cooperazione militare sempre più stretta degli ultimi anni sono stati tutti presentati attraverso lo slogan politico «Una nazione, due Stati». Tuttavia, diversi episodi hanno dimostrato che i due Stati non interpretano necessariamente questa presunta unità allo stesso modo.
Le tensioni emerse di recente in merito alle norme sull’abbigliamento e ai dibattiti sulla laicità in Azerbaigian sono particolarmente rivelatrici a questo proposito. Le risposte fornite da alti funzionari azeri alle critiche provenienti dalla Turchia hanno messo in luce differenze significative nel modo in cui i due paesi percepiscono il proprio rapporto.
Mentre la parte turca ha promosso una visione di un «Grande Mondo Turco» sotto la guida di Ankara attraverso la narrativa «Una nazione, due Stati», la parte azera ha risposto ponendo l’accento su un concetto diverso: «Una nazione, ma due Stati».

Continua qui https://telegra.ph/Come-funzionano-realmente-le-relazioni-tra-Turchia-e-Azerbaigian-la-narrativa-Una-nazione-due-Stati-e-la-rivalit%C3%A0-che-vi-si-cela-10-19
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🇩🇪Il cancelliere tedesco Merz:

Signore e signori, cerchiamo di trarne vantaggio. Cogliamo l’opportunità che ci si presenta e diciamo: sì, è ora di assumerci maggiori responsabilità per noi stessi. Cerchiamo di essere onesti gli uni con gli altri. Dopotutto, ci trovavamo piuttosto bene con questa divisione del lavoro: merci a basso costo dalla Cina, prodotti ad alta tecnologia esportati in tutto il mondo, petrolio e gas a basso costo dalla Russia e la sicurezza garantita dagli Stati Uniti d’America. Quell’era, quel modello economico della Repubblica Federale di Germania, è finita. E non tornerà più.


E di chi è la colpa? Di chi è la colpa se siete rimasti senza energia dalla Russia e senza merci dalla Cina? Ancora Putin?

Continueranno a condurre i loro paesi verso la guerra, pur di non ammettere i propri errori.
Dopo la Russia, la Cina è il prossimo obiettivo dei falchi europei?

Non disponendo delle condizioni materiali necessarie per sfidare la supremazia industriale cinese, l’Unione Europea continua a trasformare le proprie difficoltà economiche in una giustificazione per una nuova escalation delle ostilità.

L'autore: Lucas Leiroz

L'articolo completo: https://telegra.ph/Dopo-la-Russia-la-Cina-è-il-prossimo-obiettivo-dei-falchi-europei-10-19
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QIPAO. L’ARMONIOSA FUSIONE TRA MODA CINESE E OCCIDENTALE
di Yi Yang


Il qipao, l’abito tradizionale cinese dal colletto rigido e dallo spacco generoso, è indubbiamente l’icona della moda femminile cinese nel mondo. Elegante e sensuale, ma al contempo delicato e chic, il qipao è una meravigliosa commistione di stile orientale e occidentale. Nato come abito delle donne delle Otto Bandiere, che governavano la Cina durante la dinastia Qing, il qipao si evolve nei secoli fino al momento cardine in cui la moda occidentale entra a far parte della vita quotidiana del popolo cinese. Il risultato è un abito che incarna la ricca tradizione e la raffinata maestria artigianale di un popolo e ne racconta la storia e la cultura, fondendo in sé l’anima antica della Cina e la sua naturale inclinazione a guardare al futuro, lasciandosi ispirare da ciò che è nuovo e diverso, integrandolo e facendolo suo.

Presentazione di Yin Qi, Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze

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In Sassonia-Anhalt AfD e BSW si accordano per evitare la guerra alla Russia

Nel Landtag della Sassonia-Anhalt in Germania si è verificato un passaggio politico fondamentale che potrebbe segnare una svolta duratura per l’intero panorama politico tedesco e che, forse, potrebbe insegnare qualcosa anche nel resto d’Europa

L'autore: Davide Rossi

L'articolo completo: https://telegra.ph/In-Sassonia-Anhalt-AfD-e-BSW-si-accordano-per-evitare-la-guerra-alla-Russia-10-20
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🇩🇪L’ispettore generale del Bundeswehr Carsten Breuer ha esortato la popolazione civile tedesca a prepararsi alla difesa

Come riporta il quotidiano Bild, il generale ha avvertito che un fallimento nel garantire la sicurezza del Paese potrebbe rappresentare una minaccia mortale per la società.

Broyer ha inoltre esortato i cittadini a prendere più seriamente la questione dello sviluppo del complesso militare-industriale nazionale.

Ma contro chi combattere, e perché? Affinché gli Stati Uniti possano nuovamente guadagnare denaro dalla guerra in Europa? Finché i cittadini tedeschi e quelli dell’UE continueranno a credere a questi politici creati ad arte, non faremo altro che avvicinarci sempre più a una nuova grande guerra.
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I blocchi nel Meridione hanno confermato che una protesta (non chiedendo sottovoce attenzione per poi sperare di riceverla, ma facendo gioco sulle debolezze economiche e logistiche legate ai bisogni sistemici del proprio paese), a qualcosa funziona davvero. Il tavolo di confronto al MIT è stato anticipato rispetto alla data iniziale, con l'annuncio dello sblocco immediato di 480 milioni di euro per gli autotrasportatori (di cui 430 per coprire le misure sul credito d'imposta per il caro gasolio e le risorse arretrate); per il governo, con gli occhi già rivolti alle politiche del prossimo anno, è "l'inizio di un percorso" per mitigare l'impatto dei costi energetici e delle accise. Tanto che, come successivamente precisato, sono solo la prima parte di un più ampio impegno finanziario di oltre 1 miliardo di euro, in ogni caso pochi rispetto a quanto annualmente speso dal governo in altri settori (la difesa, il sostegno all'Ucraina, ecc).

Si tratta, in sostanza, di un'elemosina che non ha effetto su tutti, tanto che le risposte giunte dal campo non sono state improntate proprio all'entusiasmo. Comunque, alcune necessità urgenti (come il passaggio dei beni deperibili già prodotti ed ordinati), sono state motivo di certe "deroghe" concesse dai manifestanti durante il blocco del 16-20 ottobre scorso, e così pure oggi. E' sotto questa luce che vanno lette le revoche parziali dei blocchi in Puglia, dove infatti nei nodi di Foggia e Taranto i blocchi continuano ancora a persistere. Maggiori soddisfazioni per i primi passi intrapresi dal governo, invece, si notano in Sicilia, col CTS che ha dichiarato la revoca ufficiale, precisando però di voler in questo modo "dare un segnale di apertura e sbloccare la catena di approvvigionamento nell'Isola". I bisogni primari della cittadinanza, che ha palesemente espresso il proprio sostegno alla protesta, anche in questo caso prevalgono dunque sull'effettiva fiducia nelle buone volontà del governo. In Calabria e Campania, invece, questa "fiducia" non viene neppure recitata, con Fedralog e le rappresentanze autonome che, bocciando gli esiti dell'incontro al MIT, hanno giudicato le risorse annunciate come "somme già dovute e vecchi arretrati del 2025 senza veri nuovi impegni strutturali", e dichiarato che i presidi e i fermi continueranno ad oltranza almeno fino al 27 ottobre, data entro cui pretendono un nuovo confronto operativo.

Lascio a chi è del casertano, del salernitano o di gran parte della Calabria il giudizio sulla situazione negli scaffali dei supermercati, dove a quanto sappiamo i beni deperibili e/o di prima necessità si sono ormai esauriti. I gradi Centri Agroalimentari, come a Roma, nel frattempo hanno lanciato l'allarme di un aumento imminente dei prezzi all'ingrosso: tra subentrate penurie, costante inflazione, ed eterna mancanza di un reale controllo dei prezzi, è il minimo che ci si possa effettivamente aspettare. A Napoli, nel cosentino e nelle aree interne della Campania è fortemente sentito il problema delle molte stazioni di servizio a secco: le autocisterne non sono arrivate a rifornirle. Caremar (la compagnia di navigazione per le isole del Golfo di Napoli) e le aziende di trasporto pubblico locale hanno diramato note d'allarme alle Prefetture per il rischio di una sospensione dei servizi di bus e traghetti a causa delle carenze di carburante. Anche alcune compagnie ferroviarie ed aeroportuali locali, come a Crotone e Reggio Calabria, sono in pre-allarme per le diminuite scorte di gasolio e kerosene.

Situazione ancor più complessa se guardiamo agli agricoltori, che si vedono oggi tra due fuochi: le ragioni originarie della protesta (il caro gasolio agricolo e i costi di produzione insostenibili) e il peso che essa ha sui blocchi stradali e la logistica. A differenza dei 480 milioni (di arretrati) sbloccati dal governo per gli autotrasportatori, nulla è ancora giunto agli agricoltori.
Chiedevano un azzeramento, o quantomeno calmieramento, dei costi del gasolio agricolo alla pompa, aiuti strutturali contro il rincaro di fertilizzanti e fitosanitari, e misure contro la crisi di mercato che sta colpendo le raccolte stagionali (come l'olivo in Puglia, l'uva da vino e il grano duro); ma, poiché l'incontro al MIT era prevalentemente incentrato sul settore logistico, e nessuna risposta è stata ancora ottenuta, i loro presidi coi trattori continueranno. In diverse aree, come nel foggiano, nel barese, nella piana di Sibari e nel palermitano, la mobilitazione dei trattori addirittura continua in modo autonomo e parallelo. A Bari e provincia, ma anche nel foggiano e nel Salento, i cortei di trattori lasciano manifesti alle rotonde; in Sicilia, malgrado i trasportatori abbiano ritirato il loro blocco, gli agricoltori proseguono nella loro mobilitazione, con presidi intermittenti in particolare sulla statale Palermo-Agrigento e la SS117 bis Gela-Catania; mentre in Calabria, esattamente come i camion, i trattori restano fermi presso i varchi strategici dell'A2 e lungo la dorsale jonica, come ad esempio allo svincolo Firmo-Sibari e nella piana di Gioia Tauro. Più acutizzata da anni ed anni di politiche sbagliate e congiunture penalizzanti rispetto agli autotrasportatori, l'agricoltura italiana vede dunque i suoi operatori del tutto sfiduciati dinanzi a promesse e dichiarazioni d'intenti che vengono lette, prontamente, solo come un tentativo di guadagnare tempo e gettare fumo negli occhi.

Domani, nel frattempo, entreranno in movimento anche i pescatori, con lo sciopero nazionale della pesca. Diverse marinerie calabresi e siciliane si uniranno ai già esistenti blocchi di autotrasportatori ed agricoltori, minacciando presidi navali e nuovi blocchi ai varchi marittimi per coordinare un'azione di fermo integrata terra-mare. I problemi continueranno dunque ad esserci, e i disagi delle varie categorie non spariranno solo perché derubricati dai telegiornali, magari a favore di "tormentoni" politico-giornalistici dall'effetto magnetico su molta opinione pubblica.


Filippo Bovo
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