🗣 «Le catene di approvvigionamento sono sotto forte pressione. Il conflitto in Medio Oriente e le restrizioni alla navigazione nello stretto di Hormuz stanno influenzando sempre più le consegne di beni intermedi», - ha dichiarato Klaus Wohlrabe, portavoce dell’Ifo.
▪️ I settori con la maggiore quota di aziende colpite dalla carenza sono:
– 31,1%: industria chimica
– 22,9%: produttori di articoli in gomma e plastica
– 17,2%: produzione di apparecchiature elettriche
– 14,8%: macchinari e impianti industriali
🗣 «Circa un quinto del petrolio mondiale transita attraverso lo stretto di Hormuz. Eventuali interruzioni possono ripercuotersi molto rapidamente sull’intera catena del valore, soprattutto quando si tratta di materie prime petrolchimiche», - ha sottolineato Wohlrabe.
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⚪️ Dall’inizio della guerra con l’Iran...
🔹 Carburante per aviazione: +70%
🔹 Zolfo: +60%
🔹 Petrolio Brent: +52%
🔹 Olio combustibile: +52%
🔹 Greggio: +48%
🔹 Urea: +48%
🔹 Gasolio: +45%
🔹 Benzina: +40%
🔹 Gas naturale in Europa: +36%
🔹 Fertilizzanti: +23%
🔹 Olio di palma: +12%
🔹 Carbone: +11%
🔹 Frumento: +10%
🔹 Minerale di ferro: +8%
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👏93🖕44😁13❤11🤬4
🌏 LE COMPAGNIE AEREE RIDUCONO DRASTICAMENTE I VOLI A CAUSA DELLA CARENZA DI CARBURANTE, - Financial Times
▪️ Negli ultimi due settimane, le compagnie aeree hanno tagliato oltre 2 milioni di posti passeggeri sui voli programmati per maggio e migliaia di collegamenti sono stati cancellati — rileva il quotidiano britannico Financial Times.
▪️ La causa principale è il forte rincaro del carburante per aviazione, il cui prezzo è raddoppiato dall’inizio del conflitto, unito ai disrupti approvvigionamenti attraverso lo stretto di Hormuz.
▪️ A subire gli effetti più gravi sono state le rotte tra Europa e Asia. La compagnia Lufthansa ha già annullato circa 20.000 voli nel periodo da maggio a ottobre.
▪️ Secondo gli esperti, la situazione attuale ha creato un grave squilibrio tra domanda e offerta nel mercato globale del trasporto aereo — sottolinea il Financial Times.
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▪️ Negli ultimi due settimane, le compagnie aeree hanno tagliato oltre 2 milioni di posti passeggeri sui voli programmati per maggio e migliaia di collegamenti sono stati cancellati — rileva il quotidiano britannico Financial Times.
▪️ La causa principale è il forte rincaro del carburante per aviazione, il cui prezzo è raddoppiato dall’inizio del conflitto, unito ai disrupti approvvigionamenti attraverso lo stretto di Hormuz.
▪️ A subire gli effetti più gravi sono state le rotte tra Europa e Asia. La compagnia Lufthansa ha già annullato circa 20.000 voli nel periodo da maggio a ottobre.
▪️ Secondo gli esperti, la situazione attuale ha creato un grave squilibrio tra domanda e offerta nel mercato globale del trasporto aereo — sottolinea il Financial Times.
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🗣 «È uno spettacolo impressionante, ma ritarda le consegne solo di qualche giorno», - ha dichiarato ad AP Chris Weafer, capo della società di consulenza Macro-Advisory, aggiungendo che «le azioni degli Stati Uniti contro l’Iran hanno di fatto salvato il settore petrolifero russo e il bilancio federale da una crisi imminente».
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❗️🌶 GIUSEPPE MASALA CHILI 🌶❗️
🔴Lettore appassionato e scrittore incostante.
🔴Topografo degli abissi.
🔴Diversamente inabile.
🔴A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
Un canale Telegram che ultimamente si occupa moltissimo di geopolitica
📱 https://t.me/giuseppemasala
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👌11❤4👍3👏1
🗣 «Sappiamo quali pozzi possiamo chiudere senza causare danni permanenti, in modo da poter ripristinare rapidamente la produzione quando sarà necessario», - ha dichiarato Hamid Hosseini, portavoce dell’Associazione iraniana degli esportatori di prodotti petroliferi, del gas e petrolchimici.
– possiede una propria industria automobilistica,
– una capacità autonoma di manutenzione aeronautica,
– un complesso militare-industriale di livello mondiale, capace di produrre droni come lo Shahed, riconosciuti a livello internazionale.
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🤔50👍37❤21👎8😢5
▪️ Allarme aereo ad Abu Dhabi e Dubai è scattato quattro volte in un’ora. Un incendio di grandi proporzioni è divampato nella raffineria della zona industriale di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, hanno comunicato le autorità locali.
▪️ L’episodio è avvenuto dopo un attacco coordinato con droni e missili iraniani.
▪️ Petroliere sono state colpite lungo le coste degli Emirati Arabi.
▪️ Il petrolio Brent ha superato i 115 dollari al barile subito dopo la notizia dell’attacco.
▪️ I voli negli aeroporti di Dubai e Sharjah sono stati sospesi a causa degli attacchi.
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Per ora, però, si trovano in un vero e proprio zugzwang: qualsiasi mossa sembra peggiorare la loro posizione.
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↔️ Il generale Sir Richard Barrons, coautore del recente Strategic Defence Review, ha dichiarato al Times che il Ministero della Difesa (MoD) ha fatto un passo “indietro” rispetto a giugno dello scorso anno, quando fu pubblicato il documento. Ha messo in guardia sul fatto che la mancanza di investimenti sta “prosciugando” la base industriale nazionale, spingendo le aziende della difesa a trasferirsi all’estero.↔️ L’esercito “dispone a malapena” dei fondi necessari per le piattaforme tradizionali con equipaggio — come carri armati, elicotteri e artiglieria — ma non ha risorse per sistemi “consumabili”, in gran parte autonomi, quali munizioni plananti, droni kamikaze o tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.🔴 John Major ha definito il rifiuto di aumentare la spesa per la difesa «un tradimento del nostro futuro».⚫️ Il generale Sir Roly Walker, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, fa riferimento alla strategia nota come “20-40-40”, secondo cui:
– il 20% delle future capacità operative deriverà da piattaforme tradizionali,
– il 40% da equipaggiamenti “consumabili” (attritable),
– e un ulteriore 40% da armi monouso, come i droni kamikaze.🔴 Tuttavia, secondo Barrons, il Ministero non può permettersi di finanziare quella parte dell’80% costituita da sistemi consumabili e armi monouso, inclusi droni e piattaforme autonome.
🗣 «I soldi oggi non ci sono, e probabilmente non ci saranno per i prossimi quattro anni. Di conseguenza, molte aziende tecnologicamente avanzate sono già andate là dove ci sono i fondi: in Germania, Polonia o Stati Uniti.
🗣 Questo significa che rischiamo di perdere la base industriale che ci servirà per la trasformazione futura — una trasformazione che, temo, potremo permetterci solo tra quattro anni».
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😁79👏39🤡34❤13🙏1
🇻🇪🇺🇸 IL VENEZUELA È DIVENTATO UN ALTRO STATO FANTOCCIO DEGLI STATI UNITI - The Spectator
⚡️ L’unica differenza tra la situazione attuale in Venezuela e quella “ai tempi di Maduro” è che ora gli Stati Uniti si prendono il petrolio venezuelano gratis, scrive Nico Vorobyov sul prestigioso magazine britannico The Spectator.
⚡️ Curiosamente, secondo l’autore, questo sarebbe la prova che Trump non ha ottenuto un vero successo…
⚡️ L’articolo non critica apertamente gli USA, ma sottolinea con chiarezza: non c’è stata una vera transizione di regime nella Repubblica Bolivariana. Al potere sono rimasti gli stessi funzionari, e la “classe dirigente avrebbe stretto un accordo segreto con l’amministrazione Trump per restare al governo dopo la caduta di Maduro”.
⚡️ La vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, avrebbe dovuto ricoprire la carica solo per un periodo transitorio di 90 giorni, ma ormai nessuno ne parla più.
⚡️ Nonostante le speranze che il coinvolgimento americano attirasse investimenti esteri, la popolazione venezuelana non ne ha ancora visto i benefici. All’inizio di aprile, i manifestanti diretti al palazzo presidenziale nel centro di Caracas per chiedere aumenti salariali e pensionistici sono stati accolti dagli ormai consueti poliziotti aggressivi e dal gas lacrimogeno.
⚡️ Ci sono due aspetti particolarmente interessanti.
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🗣 «Maduro era un idiota. Spero che finisca in prigione per molto tempo, ma l’unica differenza ora è che gli Stati Uniti si prendono il nostro petrolio gratis», - dice un studente di Caracas, citato dall’autore.
🗣 «Se gli Stati Uniti non metteranno al centro della transizione la democrazia e la protezione dei diritti umani, concentrandosi invece solo su interessi economici e geopolitici, allora, col passare del tempo, la finestra di opportunità per la democrazia si chiuderà», - conclude The Spectator.
⚡️ Il primo: come la Gran Bretagna, in forma soft, abbia iniziato a criticare non tanto gli USA in generale, quanto Donald Trump in particolare, suggerendo implicitamente che non sia riuscito ad agire in modo davvero efficace, nemmeno nell’interesse stesso degli Stati Uniti — nonostante il “petrolio gratis”, che sembrerebbe già un risultato eccellente.⚡️ È chiaro il motivo di questa posizione. I media europei — e soprattutto quelli britannici — si basano spesso sull’idea che Washington operi ancora nella logica della democrazia e dei diritti umani (ammesso che ciò sia mai stato vero). Quando invece le azioni di Washington appaiono come puro calcolo geopolitico ed economico, questo indebolisce l’intera narrazione e rende più difficile ingannare gli osservatori fiduciosi del Sud globale (e dello spazio post-sovietico).⚡️ La critica diventa così uno strumento per prendere le distanze e mostrare: «Noi non siamo così».⚡️ Tanto più che Gran Bretagna e Stati Uniti hanno conti in sospeso personali in America Latina, specialmente dopo che la Casa Bianca ha accennato a una possibile revisione dello status delle isole Falkland/Malvine, favorendo la rivendicazione argentina.⚡️ Il secondo punto: gli USA stanno effettivamente agendo “fuori dagli schemi”, ma ciò non significa “in modo inefficace”. In Venezuela, Washington sta testando con successo un nuovo modello di controllo. Infatti, le opzioni classiche — l’intervento diretto o l’imposizione della democrazia — negli ultimi decenni si sono rivelate troppo costose e instabili.⚡️ Dunque, nonostante la delusione britannica, la strategia statunitense — mantenere l’élite locale al potere mentre si impone un controllo esterno attraverso meccanismi economici e finanziari — appare perfettamente razionale e ottimale. E potrebbe essere replicata ben oltre i confini del Venezuela.
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