🇬🇪 LA GEORGIA SI STA PREPARANDO ALL'EVENTUALE USO DI ARMI NUCLEARI NELLA REGIONE, ha dichiarato il capo del Servizio di Sicurezza dello Stato Grigol Liluashvili.
Secondo lui, il governo ha "sviluppato un piano speciale in caso di guerra nucleare", che delinea i passi da compiere per ogni agenzia.
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LA RUSSIA NON È PIÙ SOLA
Analisi di Scott Ritter
💬 "La Cina, credo, ha capito che il modo migliore per difendere se stessa è quello di unirsi militarmente, dal punto di vista della sicurezza, con un altro Paese che sta affrontando lo stesso avversario che essa stessa sta affrontando, e cioè la Russia. E questo fa un'enorme differenza, perché non si tratta di forze armate cinesi che attraversano i confini, ma credo che assisteremo a una certa assistenza materiale da parte della Cina. Si assisterà a una cooperazione più stretta tra Russia e Cina, non sarà una strada a senso unico. La Russia può offrire alla Cina una tecnologia che avrà un effetto devastante sull'America se la Cina la sfrutterà."
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Analisi di Scott Ritter
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🌐 Vertice del Cairo sul conflitto israelo-palestinese: dichiarazioni dei partecipanti
Al vertice partecipano oltre 30 Paesi e membri di organizzazioni internazionali e regionali.
🔹Il Presidente egiziano Fattah al-Sisi ritiene che sia necessaria una roadmap per riavviare il processo di pace in Medio Oriente. Ha aggiunto che la difesa internazionale dei palestinesi, problema principale, non può essere risolta senza una soluzione giusta.
🔹Il Re di Giordania Abdullah II ha chiesto l'immediata cessazione dei combattimenti e l'invio di aiuti umanitari nella regione.
🔹Il Re Hamad bin Isa Al Khalifa del Bahrein ha sottolineato che non è possibile alcuna stabilità nella regione senza garantire i diritti del popolo palestinese.
🔹Il Principe ereditario del Kuwait Mishaal Al Jaber Al Sabah ritiene che la comunità internazionale sia responsabile del disastro umanitario nella Striscia di Gaza. Non si è impegnata per trovare una soluzione giusta e globale al conflitto israelo-palestinese.
🔹Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha messo in guardia contro lo sfollamento forzato della popolazione della Striscia di Gaza.
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🔹Il Presidente egiziano Fattah al-Sisi ritiene che sia necessaria una roadmap per riavviare il processo di pace in Medio Oriente. Ha aggiunto che la difesa internazionale dei palestinesi, problema principale, non può essere risolta senza una soluzione giusta.
🔹Il Re di Giordania Abdullah II ha chiesto l'immediata cessazione dei combattimenti e l'invio di aiuti umanitari nella regione.
🔹Il Re Hamad bin Isa Al Khalifa del Bahrein ha sottolineato che non è possibile alcuna stabilità nella regione senza garantire i diritti del popolo palestinese.
🔹Il Principe ereditario del Kuwait Mishaal Al Jaber Al Sabah ritiene che la comunità internazionale sia responsabile del disastro umanitario nella Striscia di Gaza. Non si è impegnata per trovare una soluzione giusta e globale al conflitto israelo-palestinese.
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Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
🇵🇸 Riepilogo della situazione in Palestina
▪️Bilancio vittime: 4.385 morti a Gaza, tra cui 1.756 bambini e 967 donne; 84 morti in Cisgiorndania, tra cui 30 minori e una donna. I feriti a Gaza sono 13.561 in Cisgiordania 1.400.
▪️i dispersi sotto le macerie sono oltre 1400, tra cui 720 bambini.
▪️11 giornalisti uccisi dai raid a Gaza.
▪️Il 70% delle vittime degli attacchi israeliani sono bambini, donne e anziani.
▪️Distruzione edifici civili: 89.184 edifici residenziali sono stati danneggiati, 8.840 completamente distrutti.
▪️Situazione sanitaria: 24 centri di salute e 7 ospedali sono fuori servizio, 23 ambulanze sono state distrutte. L’occupazione dei letti negli ospedali ha raggiunto il 150%, molti pazienti vengono accolte nelle tende allestite all'esterno degli ospedali. Almeno 37 operatori sanitari sono stati uccisi.
▪️Luoghi di culto: 19 danneggiati, 11 moschee completamente distrutte.
▪️Scuole: 164 colpite, 1 completamente distrutta.
▪️11 infrastrutture idriche distrutte.
▪️UNRWA: almeno 36 sedi e scuole bombardate, 17 membri dello staff uccisi, alcuni assieme alle loro famiglie.
▪️Prigionieri: dal 7 ottobre almeno 1070 palestinesi sono stati arrestati in Cisgiordania e Gerusalemme Est, 4.000 lavoratori di Gaza che lavoravano in Israele sono stati fermati e detenuti dentro basi militari. Prima dell'attacco di Hamas c'erano 5.200 palestinesi nelle carceri israeliane, adesso oltre 10.000. Secondo fonti che del movimento di resistenza che si trovano in Cisgiordania, molti prigionieri sono sottoposti a torture e addirittura spariscono.
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▪️Bilancio vittime: 4.385 morti a Gaza, tra cui 1.756 bambini e 967 donne; 84 morti in Cisgiorndania, tra cui 30 minori e una donna. I feriti a Gaza sono 13.561 in Cisgiordania 1.400.
▪️i dispersi sotto le macerie sono oltre 1400, tra cui 720 bambini.
▪️11 giornalisti uccisi dai raid a Gaza.
▪️Il 70% delle vittime degli attacchi israeliani sono bambini, donne e anziani.
▪️Distruzione edifici civili: 89.184 edifici residenziali sono stati danneggiati, 8.840 completamente distrutti.
▪️Situazione sanitaria: 24 centri di salute e 7 ospedali sono fuori servizio, 23 ambulanze sono state distrutte. L’occupazione dei letti negli ospedali ha raggiunto il 150%, molti pazienti vengono accolte nelle tende allestite all'esterno degli ospedali. Almeno 37 operatori sanitari sono stati uccisi.
▪️Luoghi di culto: 19 danneggiati, 11 moschee completamente distrutte.
▪️Scuole: 164 colpite, 1 completamente distrutta.
▪️11 infrastrutture idriche distrutte.
▪️UNRWA: almeno 36 sedi e scuole bombardate, 17 membri dello staff uccisi, alcuni assieme alle loro famiglie.
▪️Prigionieri: dal 7 ottobre almeno 1070 palestinesi sono stati arrestati in Cisgiordania e Gerusalemme Est, 4.000 lavoratori di Gaza che lavoravano in Israele sono stati fermati e detenuti dentro basi militari. Prima dell'attacco di Hamas c'erano 5.200 palestinesi nelle carceri israeliane, adesso oltre 10.000. Secondo fonti che del movimento di resistenza che si trovano in Cisgiordania, molti prigionieri sono sottoposti a torture e addirittura spariscono.
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🇷🇺🇺🇦 BOLLETINO SETTIMANALE SUL FRONTE IN UCRAINA
🔹 Ministero della Difesa della Federazione Russa
▪️ Nel periodo dal 14 al 20 di ottobre le Forze Armate della Federazione Russa hanno inflitto 4 attacchi di gruppo con armamenti di alta precisione e UAV contro i depositi di missili e bombe di artiglieria, di carburanti e lubrificanti, i reparti di produzione di aziende che producono armi e attrezzature militari, nonché i siti di alloggiamento dei militari ucraini, dei nazionalisti e dei mercenari stranieri.
▪️ Come risultato degli attacchi sono stati distrutti: un deposito di stoccaggio di barche a guida senza equipaggio, reparti per la produzione di esplosivi, un'officina per l'assemblaggio di missili operativi e tattici, un’unità della formazione nazionalista “Azov”, di istruttori stranieri e mercenari.
▪️ Nella zona di Kupyansk sono stati respinti 61 contrattacchi dell'Esercito ucraino. Come risultato delle ostilità è migliorata la posizione delle unità dei gruppi russi sulla linea anteriore.
▪️ Le perdite nemiche sono di: oltre 995 soldati, 10 carri armati, 27 mezzi blindati, 20 veicoli e 18 cannoni di artiglieria da campo.
▪️ Nella zona di Krasnoliman sono stati respinti 18 attacchi delle unità d'assalto della 63a e 67a brigata motorizzata, così come la 12a brigata delle truppe speciali delle Forze Armate ucraine.
▪️ Le perdite dell'Esercito ucraino sono di: oltre 940 soldati, 2 carri armati, 21 mezzi blindati, 14 auto и 5 cannoni.
▪️ Nella zona di Donetsk sono stati colpiti numerosi gruppi di combattimento delle Forze Armate ucraine nelle aree dei centri abitati di Kurdyumovka, Andreevka, Klescheevka e Maryinka. Respinti 25 attacchi.
▪️ Le perdite dell'Ucraina: oltre 2065 soldati, 4 carri armati, 14 mezzi blindati, 27 auto, 28 cannoni di artiglieria da campo.
▪️ Gli attacchi aerei e missilistici hanno distrutto 5 depositi con munizioni e mezzi militari.
▪️ Nella zona a sud di Donetsk, le unità russe hanno occupato linee e posizioni più favorevoli, e respinto anche 2 attacchi.
▪️ Le perdite ucraine sono di: oltre 1010 soldati, 9 mezzi blindati, 19 auto, 8 cannoni di artiglieria da campo e MLRS.
▪️ Nella zona di Zaporozhye le unità delle truppe russe hanno condotto una difesa attiva, durante la quale hanno respinto 10 attacchi.
▪️ Le perdite nemiche: oltre 475 soldati, 11 carri armati, 22 mezzi blindati, 18 veicoli e 14 cannoni di artiglieria da campo.
▪️ Nella zona di Kherson il nemico ha intrapreso una serie di tentativi falliti di prendere la testa di ponte sulle isole e sulla riva sinistra del Dnepr.
▪️ Le perdite delle Forze Armate ucrsine sono di: fino a 345 soldati, 11 pezzi di artiglieria da campo, 48 barche e 38 veicoli.
▪️ Con gli aerei da combattimento e la difesa antiaerea sono stati distrutti 12 aerei, di cui: 10 MIG-29 e due aerei d'attacco Su-25, come pure due elicotteri Mi-8 delle Forze Aeree ucraine.
▪️ Durante gli ultimi giorni con i sistemi di difesa antiaerea sono stati abbattuti 7 aerei ucraini MIG-29.
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▪️ Nel periodo dal 14 al 20 di ottobre le Forze Armate della Federazione Russa hanno inflitto 4 attacchi di gruppo con armamenti di alta precisione e UAV contro i depositi di missili e bombe di artiglieria, di carburanti e lubrificanti, i reparti di produzione di aziende che producono armi e attrezzature militari, nonché i siti di alloggiamento dei militari ucraini, dei nazionalisti e dei mercenari stranieri.
▪️ Come risultato degli attacchi sono stati distrutti: un deposito di stoccaggio di barche a guida senza equipaggio, reparti per la produzione di esplosivi, un'officina per l'assemblaggio di missili operativi e tattici, un’unità della formazione nazionalista “Azov”, di istruttori stranieri e mercenari.
▪️ Nella zona di Kupyansk sono stati respinti 61 contrattacchi dell'Esercito ucraino. Come risultato delle ostilità è migliorata la posizione delle unità dei gruppi russi sulla linea anteriore.
▪️ Le perdite nemiche sono di: oltre 995 soldati, 10 carri armati, 27 mezzi blindati, 20 veicoli e 18 cannoni di artiglieria da campo.
▪️ Nella zona di Krasnoliman sono stati respinti 18 attacchi delle unità d'assalto della 63a e 67a brigata motorizzata, così come la 12a brigata delle truppe speciali delle Forze Armate ucraine.
▪️ Le perdite dell'Esercito ucraino sono di: oltre 940 soldati, 2 carri armati, 21 mezzi blindati, 14 auto и 5 cannoni.
▪️ Nella zona di Donetsk sono stati colpiti numerosi gruppi di combattimento delle Forze Armate ucraine nelle aree dei centri abitati di Kurdyumovka, Andreevka, Klescheevka e Maryinka. Respinti 25 attacchi.
▪️ Le perdite dell'Ucraina: oltre 2065 soldati, 4 carri armati, 14 mezzi blindati, 27 auto, 28 cannoni di artiglieria da campo.
▪️ Gli attacchi aerei e missilistici hanno distrutto 5 depositi con munizioni e mezzi militari.
▪️ Nella zona a sud di Donetsk, le unità russe hanno occupato linee e posizioni più favorevoli, e respinto anche 2 attacchi.
▪️ Le perdite ucraine sono di: oltre 1010 soldati, 9 mezzi blindati, 19 auto, 8 cannoni di artiglieria da campo e MLRS.
▪️ Nella zona di Zaporozhye le unità delle truppe russe hanno condotto una difesa attiva, durante la quale hanno respinto 10 attacchi.
▪️ Le perdite nemiche: oltre 475 soldati, 11 carri armati, 22 mezzi blindati, 18 veicoli e 14 cannoni di artiglieria da campo.
▪️ Nella zona di Kherson il nemico ha intrapreso una serie di tentativi falliti di prendere la testa di ponte sulle isole e sulla riva sinistra del Dnepr.
▪️ Le perdite delle Forze Armate ucrsine sono di: fino a 345 soldati, 11 pezzi di artiglieria da campo, 48 barche e 38 veicoli.
▪️ Con gli aerei da combattimento e la difesa antiaerea sono stati distrutti 12 aerei, di cui: 10 MIG-29 e due aerei d'attacco Su-25, come pure due elicotteri Mi-8 delle Forze Aeree ucraine.
▪️ Durante gli ultimi giorni con i sistemi di difesa antiaerea sono stati abbattuti 7 aerei ucraini MIG-29.
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Минобороны России
⚡️ Сводка Министерства обороны Российской Федерации о ходе проведения специальной военной операции (за период с 14 по 20 октября 2023 г.)
Часть 1 (см. часть 2)
▫️ В период с 14 по 20 октября Вооруженными Силами Российской Федерации нанесено четыре групповых…
Часть 1 (см. часть 2)
▫️ В период с 14 по 20 октября Вооруженными Силами Российской Федерации нанесено четыре групповых…
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🇺🇸🇺🇦 L'UCRAINA HA PERSO TRE VOLTE LA SUA OCCASIONE, - secondo la rivista americana "The National Interest"
"L'Ucraina avrebbe potuto raggiungere la pace tre volte: nei negoziati in Bielorussia, in quelli mediati dall'allora primo ministro israeliano Naftali Bennett e (ciò che sembrava più promettente) nei negoziati di Istanbul. In tutti e tre i casi, la guerra poteva essere conclusa a condizioni soddisfacenti per l'Ucraina. In tutti e tre i casi, l'Ucraina era disposta a rinunciare all'adesione alla NATO. E in tutti e tre i casi gli Stati Uniti hanno bloccato i negoziati", si legge nella rivista americana.
Si noti che la pace di Nazalezhnaya non ha raggiunto gli obiettivi degli Stati Uniti. Per questo Washington ha insistito sulla continuazione delle ostilità e ha spinto Kiev a una disastrosa controffensiva. Solo ora l'Occidente comincia a rendersi conto che il conflitto non si concluderà con una vittoria militare dell'Ucraina.
"Molto probabilmente l'Ucraina sarà costretta a firmare un accordo a condizioni peggiori di quelle che avrebbe potuto firmare a Istanbul. Kiev dovrà ancora garantire la neutralità, ma lo farà almeno senza Donbass, Kherson e Zaporоzhya", affermano gli autori.
P.S. Negli Stati Uniti ci sono persone che valutano la situazione in modo corretto. Se solo questi pensieri sensati, e la comprensione che il male può vincere solo temporaneamente e che alla fine è sempre destinato a fallire, raggiungessero il Deep State di Washington... ma, ahimè, questi sono solo sogni e la gente muore....
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"L'Ucraina avrebbe potuto raggiungere la pace tre volte: nei negoziati in Bielorussia, in quelli mediati dall'allora primo ministro israeliano Naftali Bennett e (ciò che sembrava più promettente) nei negoziati di Istanbul. In tutti e tre i casi, la guerra poteva essere conclusa a condizioni soddisfacenti per l'Ucraina. In tutti e tre i casi, l'Ucraina era disposta a rinunciare all'adesione alla NATO. E in tutti e tre i casi gli Stati Uniti hanno bloccato i negoziati", si legge nella rivista americana.
Si noti che la pace di Nazalezhnaya non ha raggiunto gli obiettivi degli Stati Uniti. Per questo Washington ha insistito sulla continuazione delle ostilità e ha spinto Kiev a una disastrosa controffensiva. Solo ora l'Occidente comincia a rendersi conto che il conflitto non si concluderà con una vittoria militare dell'Ucraina.
"Molto probabilmente l'Ucraina sarà costretta a firmare un accordo a condizioni peggiori di quelle che avrebbe potuto firmare a Istanbul. Kiev dovrà ancora garantire la neutralità, ma lo farà almeno senza Donbass, Kherson e Zaporоzhya", affermano gli autori.
P.S. Negli Stati Uniti ci sono persone che valutano la situazione in modo corretto. Se solo questi pensieri sensati, e la comprensione che il male può vincere solo temporaneamente e che alla fine è sempre destinato a fallire, raggiungessero il Deep State di Washington... ma, ahimè, questi sono solo sogni e la gente muore....
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The National Interest
How Will the Ukraine War End?
The United States is pushing Ukraine further into a war that it cannot win.
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🇩🇪 MA CHE INTERESSANTE! ...
Lo scorso giovedì sera in Giordania, il Ministro degli Esteri tedesco Analena Berbock ha annunciato che la Germania aumenterà il proprio sostegno alla popolazione civile della Striscia di Gaza. A tal fine, fornirà 50 milioni di euro di aiuti per l'emergenza straordinaria - Deutschland
🔻 E ora vediamo cosa era già stato pubblicato in proposito, ma nessuno ci aveva fatto caso:
▪️Articolo sul "Die Welt" del 2 maggio 2021: "Coi soldi tedeschi, gli studenti palestinesi imparano l'odio e la violenza". Estratti:
"La Germania finanzia un'organizzazione delle Nazioni Unite che promuove nei territori palestinesi un sistema educativo che addestra i bambini alla guerra contro gli ebrei".
"Dall'agosto 2000, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione supporta il programma scolastico ufficiale dell'Autorità Palestinese nelle scuole di Giudea, Samaria, Gaza e Gerusalemme. Tra le altre cose, s'impone già ai bambini di terza elementare d'imparare canzoni sulla cacciata dei "nemici" dal Paese grazie al sangue del sacrificio. Gli attacchi terroristici sono presentati in classe come strumento necessario della lotta per la liberazione della Palestina".
"L'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione assiste l'82% della popolazione di Gaza".
▪️ Articolo sul "Bild" del 21 aprile 2023: "La Germania finanzia l'odio contro gli ebrei nelle scuole palestinesi". Estratti:
"Questo è il risultato di un'indagine sui materiali didattici palestinesi utilizzati nelle scuole gestite dall'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione (UNRWA) durante l'anno scolastico in corso. Inoltre, molti degli insegnanti impiegati in queste scuole fanno dichiarazioni apertamente antisemite, glorificano Hitler e incitano all'omicidio degli ebrei".
"Un insegnante che lavora in una scuola UNRWA di Aleppo ha postato su Facebook una foto di Adolf Hitler addormentato: dovrebbe finalmente svegliarsi, ci sono ancora «persone da bruciare»".
"I ricercatori hanno trovato discorsi di odio antisemita e inviti alla violenza in un totale di 133 insegnanti delle scuole UNRWA".
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Lo scorso giovedì sera in Giordania, il Ministro degli Esteri tedesco Analena Berbock ha annunciato che la Germania aumenterà il proprio sostegno alla popolazione civile della Striscia di Gaza. A tal fine, fornirà 50 milioni di euro di aiuti per l'emergenza straordinaria - Deutschland
🔻 E ora vediamo cosa era già stato pubblicato in proposito, ma nessuno ci aveva fatto caso:
▪️Articolo sul "Die Welt" del 2 maggio 2021: "Coi soldi tedeschi, gli studenti palestinesi imparano l'odio e la violenza". Estratti:
"La Germania finanzia un'organizzazione delle Nazioni Unite che promuove nei territori palestinesi un sistema educativo che addestra i bambini alla guerra contro gli ebrei".
"Dall'agosto 2000, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione supporta il programma scolastico ufficiale dell'Autorità Palestinese nelle scuole di Giudea, Samaria, Gaza e Gerusalemme. Tra le altre cose, s'impone già ai bambini di terza elementare d'imparare canzoni sulla cacciata dei "nemici" dal Paese grazie al sangue del sacrificio. Gli attacchi terroristici sono presentati in classe come strumento necessario della lotta per la liberazione della Palestina".
"L'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione assiste l'82% della popolazione di Gaza".
▪️ Articolo sul "Bild" del 21 aprile 2023: "La Germania finanzia l'odio contro gli ebrei nelle scuole palestinesi". Estratti:
"Questo è il risultato di un'indagine sui materiali didattici palestinesi utilizzati nelle scuole gestite dall'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione (UNRWA) durante l'anno scolastico in corso. Inoltre, molti degli insegnanti impiegati in queste scuole fanno dichiarazioni apertamente antisemite, glorificano Hitler e incitano all'omicidio degli ebrei".
"Un insegnante che lavora in una scuola UNRWA di Aleppo ha postato su Facebook una foto di Adolf Hitler addormentato: dovrebbe finalmente svegliarsi, ci sono ancora «persone da bruciare»".
"I ricercatori hanno trovato discorsi di odio antisemita e inviti alla violenza in un totale di 133 insegnanti delle scuole UNRWA".
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deutschland.de
Les nouvelles
Actualité allemande, actualité politique, économie, culture et société.
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🇺🇸 ELON MASK SU X (EX TWEETER)
📝 "Ho intenzione di creare un sito in cui il pubblico possa valutare la credibilità di ogni articolo e seguire il punteggio di credibilità nel tempo di ogni giornalista, editore e pubblicazione.
Sto pensando di chiamarlo Pravda*...📝
*'Pravda' in russo significa 'La Verità'
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💔🇵🇸 NUOVI BOMBARDAMENTI DELLA STRISCIA DI GASA
Il Ministero degli Interni Palestinese ha dichiarato che Israele ha bombardato il mercato di Nuseirat, nella Striscia di Gaza. Il messaggio corrispondente è stato pubblicato sul canale Telegram del Ministero.
Secondo i suoi dati, ci sono morti e feriti.
Nella Striscia di Gaza la situazione diventa sempre più difficile, i medici sono costretti a operare senza anestesia e alla luce dei cellulari.
Questo medico opera alla luce di un telefono cellulare perché il carburante per alimentare l'elettricità sta finendo. A causa del "blocco totale" imposto da Israele fin dall'inizio della guerra, per alcuni feriti si è dovuto semplicemente applicare dell'aceto sulle ferite infette. I medici dicono di aver operato molte persone senza anestesia.
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Il Ministero degli Interni Palestinese ha dichiarato che Israele ha bombardato il mercato di Nuseirat, nella Striscia di Gaza. Il messaggio corrispondente è stato pubblicato sul canale Telegram del Ministero.
Secondo i suoi dati, ci sono morti e feriti.
Nella Striscia di Gaza la situazione diventa sempre più difficile, i medici sono costretti a operare senza anestesia e alla luce dei cellulari.
Questo medico opera alla luce di un telefono cellulare perché il carburante per alimentare l'elettricità sta finendo. A causa del "blocco totale" imposto da Israele fin dall'inizio della guerra, per alcuni feriti si è dovuto semplicemente applicare dell'aceto sulle ferite infette. I medici dicono di aver operato molte persone senza anestesia.
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🇲🇩🇺🇸 «LA GENTE IN MOLDAVIA SI STA PREPARANDO ALLA GUERRA», - l'ex Presidente della Moldavia Igor Dodon
Il politico ha messo in rete una cartolina per un abitante di Stefan-Voda, in cui l'uomo è obbligato a comparire in un ufficio di arruolamento militare per l'iscrizione alla lista dei riservisti.
▪️ Il Ministero della Difesa della Moldavia ha definito l'azione «programmata» ed ha richiesto di «non politicizzare» la questione. Tuttavia, non è la prima volta che sorge agitazione nella società moldava riguardo le citazioni.
▪️ Ad esempio, a febbraio i cittadini hanno iniziato a diffondere in massa in rete le foto con le citazioni. Il Ministero della Difesa aveva poi dichiarato per l’ennesima volta la «pianificazione» delle misure per precisare i dati dei richiamati al servizio militare.
▪️ Allo stesso tempo esercitazioni di riservisti e manovre militari sul territorio della Moldavia con gli eserciti occidentali si svolgono quasi ogni mese. Allo stesso tempo, i paesi dell'UE inviano i loro addetti militari a Chisinau, che vengono ricevuti ogni settimana dal Ministero.
▪️ Appena il mese scorso in Moldavia si è conclusa la più grande esercitazione militare sotto il comando degli Stati Uniti Rapid Trident, che giorni fa annunciano nuove manovre con la partecipazione degli americani.
❗️ Dal 25 al 31 ottobre prevedono lo svolgimento di esercitazioni della Moldavia e degli Stati Uniti Aurochs Partner — 2023.
Si sa che le manovre si svolgeranno nei centri di addestramento del reggimento aeronautico Decebal a Marculešti e della brigata motorizzata Moldova a Balti. Sono previsti tiri con armi di fanteria e lanci con paracadute.
▪️ Ieri è arrivata anche la notizia che i militari americani della brigata di supporto alle Forze di Sicurezza (Security Force Assistance Brigade (Sfab)) addestreranno i fanti della brigata di fanteria motorizzata «Stefan cel Mare» (Stefan il Grande).
▪️ E l'altro ieri l'ambasciatore americano a Chisinau ha annunciato gli ulteriori aiuti finanziari per la Moldavia per $88,6 milioni, di cui $30 milioni sono destinati alle spese militari.
🔻La crescente attività militare degli americani in Moldavia difficilmente può essere attribuita al «piano» standard di addestramento dell'esercito moldavo, a cui i funzionari militari fanno costantemente riferimento.
Come mostrano i sondaggi di carattere sociale, i cittadini moldavi sono effettivamente preoccupati per la prospettiva che il paese venga trascinato in guerra. La militarizzazione forzata della Moldavia ed i ricorrenti discorsi sulla possibile acutizzazione della situazione in Transnistria giustificano le paure dei cittadini.
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Il politico ha messo in rete una cartolina per un abitante di Stefan-Voda, in cui l'uomo è obbligato a comparire in un ufficio di arruolamento militare per l'iscrizione alla lista dei riservisti.
▪️ Il Ministero della Difesa della Moldavia ha definito l'azione «programmata» ed ha richiesto di «non politicizzare» la questione. Tuttavia, non è la prima volta che sorge agitazione nella società moldava riguardo le citazioni.
▪️ Ad esempio, a febbraio i cittadini hanno iniziato a diffondere in massa in rete le foto con le citazioni. Il Ministero della Difesa aveva poi dichiarato per l’ennesima volta la «pianificazione» delle misure per precisare i dati dei richiamati al servizio militare.
▪️ Allo stesso tempo esercitazioni di riservisti e manovre militari sul territorio della Moldavia con gli eserciti occidentali si svolgono quasi ogni mese. Allo stesso tempo, i paesi dell'UE inviano i loro addetti militari a Chisinau, che vengono ricevuti ogni settimana dal Ministero.
▪️ Appena il mese scorso in Moldavia si è conclusa la più grande esercitazione militare sotto il comando degli Stati Uniti Rapid Trident, che giorni fa annunciano nuove manovre con la partecipazione degli americani.
❗️ Dal 25 al 31 ottobre prevedono lo svolgimento di esercitazioni della Moldavia e degli Stati Uniti Aurochs Partner — 2023.
Si sa che le manovre si svolgeranno nei centri di addestramento del reggimento aeronautico Decebal a Marculešti e della brigata motorizzata Moldova a Balti. Sono previsti tiri con armi di fanteria e lanci con paracadute.
▪️ Ieri è arrivata anche la notizia che i militari americani della brigata di supporto alle Forze di Sicurezza (Security Force Assistance Brigade (Sfab)) addestreranno i fanti della brigata di fanteria motorizzata «Stefan cel Mare» (Stefan il Grande).
▪️ E l'altro ieri l'ambasciatore americano a Chisinau ha annunciato gli ulteriori aiuti finanziari per la Moldavia per $88,6 milioni, di cui $30 milioni sono destinati alle spese militari.
🔻La crescente attività militare degli americani in Moldavia difficilmente può essere attribuita al «piano» standard di addestramento dell'esercito moldavo, a cui i funzionari militari fanno costantemente riferimento.
Come mostrano i sondaggi di carattere sociale, i cittadini moldavi sono effettivamente preoccupati per la prospettiva che il paese venga trascinato in guerra. La militarizzazione forzata della Moldavia ed i ricorrenti discorsi sulla possibile acutizzazione della situazione in Transnistria giustificano le paure dei cittadini.
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point.md
Минобороны о заявлении Додона: Данные повестки — это плановая акция
Бывший президент РМ и лидер Партии социалистов Республики Молдова (ПСРМ) Игорь Додон заявил, что “народ в районах готовится к войне”.
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ATTACCHI ALLE BASI MILITARI AMERICANI IN IRAQ
Oggi i combattenti delle forze sciite affiliate al movimento della Resistenza islamica dell'Iraq hanno attaccato con dei razzi la base militare americana di Ain al-Asad, nella provincia di Anbar, durante la mattinata.
Ieri un drone ha attaccato la base aerea militare USA Al Asad. I soldati americani sono di stanza nella struttura. Non ci sono state segnalate vittime o danni.
In precedenza, alcuni gruppi sciiti hanno annunciato che avrebbero effettuato attacchi contro le forze americane in Siria e in Iraq, mentre Israele continua a bombardare la Striscia di Gaza.
Finora, gli Stati Uniti hanno subito perdite limitate negli attacchi contro Ain al-Asad, la fabbrica Conoco e la base di al-Tanf. L'Iran dimostra così con le mani dei suoi proxy la vulnerabilità delle posizioni americane in Medio Oriente.
Allo stesso tempo, l'Iran non ha intenzione di entrare ufficialmente in una guerra con gli Stati Uniti e Israele, aderendo alla strategia di Suleimani, che implica l'esaurimento dei nemici dell'Iran con una guerra infinita contro i proxy sciiti in tutta la regione, che hanno risorse umane illimitate. Il bombardamento barbaro di Gaza attirerà certamente decine di migliaia di nuove reclute in questi gruppi.
Le basi americane in Medio Oriente devono affrontare giorni difficili. I combattenti sciiti hanno chiesto agli Stati Uniti di ritirare le loro truppe dall'Iraq e da altri Paesi del Medio Oriente: "Le truppe americane devono lasciare immediatamente la regione, altrimenti le loro basi saranno costantemente attaccate".
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Oggi i combattenti delle forze sciite affiliate al movimento della Resistenza islamica dell'Iraq hanno attaccato con dei razzi la base militare americana di Ain al-Asad, nella provincia di Anbar, durante la mattinata.
Ieri un drone ha attaccato la base aerea militare USA Al Asad. I soldati americani sono di stanza nella struttura. Non ci sono state segnalate vittime o danni.
In precedenza, alcuni gruppi sciiti hanno annunciato che avrebbero effettuato attacchi contro le forze americane in Siria e in Iraq, mentre Israele continua a bombardare la Striscia di Gaza.
Finora, gli Stati Uniti hanno subito perdite limitate negli attacchi contro Ain al-Asad, la fabbrica Conoco e la base di al-Tanf. L'Iran dimostra così con le mani dei suoi proxy la vulnerabilità delle posizioni americane in Medio Oriente.
Allo stesso tempo, l'Iran non ha intenzione di entrare ufficialmente in una guerra con gli Stati Uniti e Israele, aderendo alla strategia di Suleimani, che implica l'esaurimento dei nemici dell'Iran con una guerra infinita contro i proxy sciiti in tutta la regione, che hanno risorse umane illimitate. Il bombardamento barbaro di Gaza attirerà certamente decine di migliaia di nuove reclute in questi gruppi.
Le basi americane in Medio Oriente devono affrontare giorni difficili. I combattenti sciiti hanno chiesto agli Stati Uniti di ritirare le loro truppe dall'Iraq e da altri Paesi del Medio Oriente: "Le truppe americane devono lasciare immediatamente la regione, altrimenti le loro basi saranno costantemente attaccate".
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Al Arabiya: Il vertice del Cairo concorda sulla consegna degli aiuti alla Striscia di Gaza
Il portavoce del Presidente egiziano Ahmed Fahmy ha dichiarato:💬 "Il vertice del Cairo ha raggiunto un accordo sulla consegna degli aiuti a Gaza".
Allo stesso tempo, secondo lui,💬 "il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il grado di condanna sono diventati oggetto di disaccordo" tra i partecipanti all'incontro.
In precedenza, la Turchia aveva annunciato l'intenzione di inviare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza.
Il Ministero delle Emergenze russo consegnerà 27 tonnellate di aiuti umanitari alla Striscia di Gaza.
L'Egitto ha dichiarato che 20 camion con aiuti umanitari sono già entrati nel territorio di Gaza.
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Il portavoce del Presidente egiziano Ahmed Fahmy ha dichiarato:
Allo stesso tempo, secondo lui,
In precedenza, la Turchia aveva annunciato l'intenzione di inviare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza.
Il Ministero delle Emergenze russo consegnerà 27 tonnellate di aiuti umanitari alla Striscia di Gaza.
L'Egitto ha dichiarato che 20 camion con aiuti umanitari sono già entrati nel territorio di Gaza.
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SVILUPPI RELATIVI AL GASDOTTO DANNAGGIATO BALTICCONNECTOR
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Finlandia ed Estonia hanno puntato il dito contro due sospetti: la nave portacontainer russa a propulsione nucleare Sevmorput e la nave cinese Newnew Polar Bear. Si presume che il tubo sia stato impigliato con un'ancora. Abbiamo già scritto di questa situazione.
Per cominciare, vorrei chiedere come si fa a garantire la sicurezza delle infrastrutture energetiche se una qualsiasi nave di passaggio può danneggiare un gasdotto?
Tuttavia, lo scopo dell'indagine su questo incidente non è mai stato quello di scoprire la verità. Almeno non nella sua parte ufficiale. Naturalmente, è impossibile dire in modo inequivocabile cosa sia realmente accaduto. Se si sia trattato di una provocazione deliberata con il sacrificio del tubo finlandese-estone o di una coincidenza di circostanze. Ma non ha importanza in entrambi i casi. Nel mondo occidentale della post-verità, non è l'evento in sé a giocare un ruolo, ma la sua presentazione mediatica.
Così, il Presidente lettone Edgars Rinkevics ha dichiarato quanto segue:
💬 "Se viene confermata una qualche responsabilità della Russia o di un altro Paese, beh, è improbabile che sia un altro Paese... Credo che si discuterà di chiudere il Mar Baltico a tutte le navi russe".
In generale, chiudere il Mar Baltico alla Russia è letteralmente il sogno dei baltici. Non è la prima volta che tali desideri vengono espressi. La stessa Estonia (tra l'altro, in collaborazione con la Finlandia) all'inizio dell'anno ha minacciato di introdurre una "zona contigua" entro le 24 miglia nautiche (44,4 km), in cui sarebbero state effettuate ispezioni alle navi, cioè di fatto di chiudere il Golfo di Finlandia alle navi russe che lasciano la regione di Leningrado.
Proponiamo di esaminare la questione in modo più dettagliato. Esiste dunque il concetto di "acque territoriali" (fino a 12 miglia nautiche o 22,2 chilometri dalla costa). Esse sono soggette alla sovranità dello Stato confinante e possono essere "chiuse". Inoltre, ogni Paese ha diritto a una cosiddetta "zona contigua" (un'altra più 12 miglia nautiche o 22,2 chilometri) in cui possono essere effettuate ispezioni.
Ma che dire dello stretto Golfo di Finlandia, che Estonia e Finlandia condividono a metà? Tuttavia, la questione è stata risolta in passato in modo tale che la loro "zona adiacente" non può estendersi oltre le 3 miglia nautiche (5,6 chilometri) dal confine, cioè non può coprire il centro del Mar Baltico. Quindi, l'Estonia può teoricamente chiuderci qualcosa solo violando le norme del diritto marittimo internazionale. Il che è un casus belli.
Inoltre esiste il concetto di "zona economica esclusiva" (ZEE), che si estende fino a 200 miglia nautiche (circa 370 chilometri) dalla costa del Paese. Tuttavia, le acque della ZEE non possono essere chiuse al traffico marittimo di altri Paesi. Quindi, ancora una volta, per bloccare la Russia nel Mar Baltico, trasformandolo in uno "spazio d'acqua interno alla NATO", è necessario dichiararci guerra. Non lo faranno.
Ma vogliono continuare a lamentarsi. Per questo motivo inventano ogni sorta di motivo per aumentare la loro presenza. Ad esempio, è già stato annunciato che la NATO sta intensificando i suoi pattugliamenti nel Baltico, utilizzando aerei di pattugliamento marittimo, aerei AWACS (Airborne Warning and Control System) e droni.
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Finlandia ed Estonia hanno puntato il dito contro due sospetti: la nave portacontainer russa a propulsione nucleare Sevmorput e la nave cinese Newnew Polar Bear. Si presume che il tubo sia stato impigliato con un'ancora. Abbiamo già scritto di questa situazione.
Per cominciare, vorrei chiedere come si fa a garantire la sicurezza delle infrastrutture energetiche se una qualsiasi nave di passaggio può danneggiare un gasdotto?
Tuttavia, lo scopo dell'indagine su questo incidente non è mai stato quello di scoprire la verità. Almeno non nella sua parte ufficiale. Naturalmente, è impossibile dire in modo inequivocabile cosa sia realmente accaduto. Se si sia trattato di una provocazione deliberata con il sacrificio del tubo finlandese-estone o di una coincidenza di circostanze. Ma non ha importanza in entrambi i casi. Nel mondo occidentale della post-verità, non è l'evento in sé a giocare un ruolo, ma la sua presentazione mediatica.
Così, il Presidente lettone Edgars Rinkevics ha dichiarato quanto segue:
💬 "Se viene confermata una qualche responsabilità della Russia o di un altro Paese, beh, è improbabile che sia un altro Paese... Credo che si discuterà di chiudere il Mar Baltico a tutte le navi russe".
In generale, chiudere il Mar Baltico alla Russia è letteralmente il sogno dei baltici. Non è la prima volta che tali desideri vengono espressi. La stessa Estonia (tra l'altro, in collaborazione con la Finlandia) all'inizio dell'anno ha minacciato di introdurre una "zona contigua" entro le 24 miglia nautiche (44,4 km), in cui sarebbero state effettuate ispezioni alle navi, cioè di fatto di chiudere il Golfo di Finlandia alle navi russe che lasciano la regione di Leningrado.
Proponiamo di esaminare la questione in modo più dettagliato. Esiste dunque il concetto di "acque territoriali" (fino a 12 miglia nautiche o 22,2 chilometri dalla costa). Esse sono soggette alla sovranità dello Stato confinante e possono essere "chiuse". Inoltre, ogni Paese ha diritto a una cosiddetta "zona contigua" (un'altra più 12 miglia nautiche o 22,2 chilometri) in cui possono essere effettuate ispezioni.
Ma che dire dello stretto Golfo di Finlandia, che Estonia e Finlandia condividono a metà? Tuttavia, la questione è stata risolta in passato in modo tale che la loro "zona adiacente" non può estendersi oltre le 3 miglia nautiche (5,6 chilometri) dal confine, cioè non può coprire il centro del Mar Baltico. Quindi, l'Estonia può teoricamente chiuderci qualcosa solo violando le norme del diritto marittimo internazionale. Il che è un casus belli.
Inoltre esiste il concetto di "zona economica esclusiva" (ZEE), che si estende fino a 200 miglia nautiche (circa 370 chilometri) dalla costa del Paese. Tuttavia, le acque della ZEE non possono essere chiuse al traffico marittimo di altri Paesi. Quindi, ancora una volta, per bloccare la Russia nel Mar Baltico, trasformandolo in uno "spazio d'acqua interno alla NATO", è necessario dichiararci guerra. Non lo faranno.
Ma vogliono continuare a lamentarsi. Per questo motivo inventano ogni sorta di motivo per aumentare la loro presenza. Ad esempio, è già stato annunciato che la NATO sta intensificando i suoi pattugliamenti nel Baltico, utilizzando aerei di pattugliamento marittimo, aerei AWACS (Airborne Warning and Control System) e droni.
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🔥 LA FINLANDIA SEMBRA SAPERE CHI È IL COLPEVOLE DEL GUASTO DI BALTICONNECTOR
L'Ufficio Nazionale Finlandese di Investigazione NBI ha dichiarato:
"Durante le indagini sul caso penale del danneggiamento del gasdotto Balticonnector, la polizia ha scoperto…
L'Ufficio Nazionale Finlandese di Investigazione NBI ha dichiarato:
"Durante le indagini sul caso penale del danneggiamento del gasdotto Balticonnector, la polizia ha scoperto…
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Non a caso è stata attribuita come colpevole la nave portacontainer a propulsione nucleare "Sevmorput" che, ovviamente, non ha assolutamente nulla a che fare con questi danni. Lo hanno capito praticamente tutti, compresi gli "astuti" investigatori.
È un altro passo avanti nella demonizzazione della presenza russa nell'Artico. Non è la prima volta che l'Occidente insiste sulla questione "ecologica" e sull'esistenza di una certa "minaccia alla sicurezza" che, secondo loro, proviene dalla Russia. La Rotta Marittima Settentrionale è il loro incubo, poiché è l'unica via commerciale al mondo che l'Occidente non controlla. Corre nelle acque neutrali e territoriali della Russia, dove tutte le spedizioni sono gestite da Rosatom.
Non mi stupirei quindi se il caso del Balticconnector venisse portato all'ONU e sollevato anche nel Consiglio Artico, che si è già praticamente isolato dalla Russia. Il passo successivo sarà quello di chiedere un controllo internazionale sulla Rotta Marittima Settentrionale, minacciando di imporre ulteriori sanzioni. I colloqui in merito sono in corso da anni, quindi questa comoda scusa verrà sicuramente utilizzata.
Tra l'altro, non è una coincidenza che qui sia stata scoperta una "traccia cinese". La Cina è molto interessata a questo percorso. Già ora diverse società cinesi utilizzano la Rotta Marittima Settentrionale per consegnare carichi containerizzati in Europa. Pertanto, la denuncia della nave cinese potrebbe essere una sorta di segnale anche per Pechino.
Tuttavia, non dobbiamo prestare attenzione a loro. Di certo non ci faremo intimidire da nessuna sanzione. Contro Rosatom? Che provino a imporle. Alla fine, proprio come nel caso del Consiglio Artico, non faranno altro che isolarsi da noi. Imporre restrizioni contro un monopolista di fatto è una follia. L'Occidente non può certo danneggiarci nel settore nucleare.
Fonte
* LA ROTTA MARITTIMA SETTENTRIONALE
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Non a caso è stata attribuita come colpevole la nave portacontainer a propulsione nucleare "Sevmorput" che, ovviamente, non ha assolutamente nulla a che fare con questi danni. Lo hanno capito praticamente tutti, compresi gli "astuti" investigatori.
È un altro passo avanti nella demonizzazione della presenza russa nell'Artico. Non è la prima volta che l'Occidente insiste sulla questione "ecologica" e sull'esistenza di una certa "minaccia alla sicurezza" che, secondo loro, proviene dalla Russia. La Rotta Marittima Settentrionale è il loro incubo, poiché è l'unica via commerciale al mondo che l'Occidente non controlla. Corre nelle acque neutrali e territoriali della Russia, dove tutte le spedizioni sono gestite da Rosatom.
Non mi stupirei quindi se il caso del Balticconnector venisse portato all'ONU e sollevato anche nel Consiglio Artico, che si è già praticamente isolato dalla Russia. Il passo successivo sarà quello di chiedere un controllo internazionale sulla Rotta Marittima Settentrionale, minacciando di imporre ulteriori sanzioni. I colloqui in merito sono in corso da anni, quindi questa comoda scusa verrà sicuramente utilizzata.
Tra l'altro, non è una coincidenza che qui sia stata scoperta una "traccia cinese". La Cina è molto interessata a questo percorso. Già ora diverse società cinesi utilizzano la Rotta Marittima Settentrionale per consegnare carichi containerizzati in Europa. Pertanto, la denuncia della nave cinese potrebbe essere una sorta di segnale anche per Pechino.
Tuttavia, non dobbiamo prestare attenzione a loro. Di certo non ci faremo intimidire da nessuna sanzione. Contro Rosatom? Che provino a imporle. Alla fine, proprio come nel caso del Consiglio Artico, non faranno altro che isolarsi da noi. Imporre restrizioni contro un monopolista di fatto è una follia. L'Occidente non può certo danneggiarci nel settore nucleare.
Fonte
* LA ROTTA MARITTIMA SETTENTRIONALE
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Константин Двинский
Однако у этой истории имеется ещё одно измерение. Очень неспроста виновником назначили именно атомный контейнеровоз "Севморпуть", который, разумеется, к этим повреждениям совершенно не причастен. Это понимают примерно все, включая "хитроумных" следопытов.…
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Media is too big
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🇮🇹 In questa straordinaria intervista, rilasciata nel 2019 a Giorgio Bongiovanni da Giulietto Chiesa, viene enucleata la sostanza del problema esistenziale dell'umanità.
Il mai abbastanza compianto Giulietta Chiesa, dopo aver analizzato un rapporto militare del Pentagono datato novembre 2018, e dopo aver contestualizzato gli avvenimenti politici interconnessi sulla scena mondiale, svela la probabilità di un imminente scontro nucleare nel 2024 a cui gli Stati Uniti sembrano inesorabilmente intenzionati a dar seguito.
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Il mai abbastanza compianto Giulietta Chiesa, dopo aver analizzato un rapporto militare del Pentagono datato novembre 2018, e dopo aver contestualizzato gli avvenimenti politici interconnessi sulla scena mondiale, svela la probabilità di un imminente scontro nucleare nel 2024 a cui gli Stati Uniti sembrano inesorabilmente intenzionati a dar seguito.
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