Forwarded from War Room - Russia, Ucraina, NATO
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La pigrizia vince sempre: ormai i 28 punti del piano di pace sono stati elencati, analizzati e sviscerati talmente tante volte che non devo più occuparmene, e questo è un sollievo. Mi limito dunque ad alcune considerazioni generali, in ordine sparso.
La pigrizia vince sempre: ormai i 28 punti del piano di pace sono stati elencati, analizzati e sviscerati talmente tante volte che non devo più occuparmene, e questo è un sollievo. Mi limito dunque ad alcune considerazioni generali, in ordine sparso.
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Da 48 ore la bolla social occidentale è letteralmente impazzita. Il piano è inaccettabile, il piano è stato scritto da Putin, il piano è stato scritto in russo e ve lo dimostriamo, Trump è al soldo di Putin, Trump e Putin sono due dittatori e i dittatori alla fine trovano sempre un accordo (il tutto è perfettamente esemplificato dalla vignetta che allego, comparsa su Politico) e, soprattutto, questo piano è il tradimento della resistenza ucraina e porta alla capitolazione del paese. Ora, "capitolazione" ha un significato ben preciso: significa che ti arrendi al nemico senza condizioni sperando al massimo di avere salva la vita, nemmeno le proprietà, e rimettendoti interamente alle sue decisioni per quanto riguarda la futura organizzazione di quello che era il tuo stato. È inutile dire che nel piano di pace non c'è nulla di tutto questo. Al contrario, ci sono alcuni punti che non sono affatto vantaggiosi per la Russia e altri che sono vantaggiosissimi per l'Ucraina, vista la situazione attuale e la poca probabilità che possa cambiare. Non solo non è una capitolazione, ma è l'ultimo tentativo di salvare quello che resta dello stato e della dirigenza del paese.
Da 48 ore la bolla social occidentale è letteralmente impazzita. Il piano è inaccettabile, il piano è stato scritto da Putin, il piano è stato scritto in russo e ve lo dimostriamo, Trump è al soldo di Putin, Trump e Putin sono due dittatori e i dittatori alla fine trovano sempre un accordo (il tutto è perfettamente esemplificato dalla vignetta che allego, comparsa su Politico) e, soprattutto, questo piano è il tradimento della resistenza ucraina e porta alla capitolazione del paese. Ora, "capitolazione" ha un significato ben preciso: significa che ti arrendi al nemico senza condizioni sperando al massimo di avere salva la vita, nemmeno le proprietà, e rimettendoti interamente alle sue decisioni per quanto riguarda la futura organizzazione di quello che era il tuo stato. È inutile dire che nel piano di pace non c'è nulla di tutto questo. Al contrario, ci sono alcuni punti che non sono affatto vantaggiosi per la Russia e altri che sono vantaggiosissimi per l'Ucraina, vista la situazione attuale e la poca probabilità che possa cambiare. Non solo non è una capitolazione, ma è l'ultimo tentativo di salvare quello che resta dello stato e della dirigenza del paese.
RBC-Ukraine
Odd phrases in US peace plan suggest Russian authorship — The Guardian
In the United States’ peace plan for Ukraine, some odd phrases have been noticed that appear to have originally been written in Russian.
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Dal punto di vista territoriale l'Ucraina ovviamente mantiene la sua indipendenza e il suo sbocco sul mare. La sua sicurezza verrà garantita da una serie di accordi, tra cui un accordo di non aggressione da parte della Russia (che si immagina reciproco). Tra questi accordi c'è anche quello da parte della NATO di cessare la sua espansione (ormai di posti nei quali potrebbe espandersi ce ne sono ben pochi...) e di non schierare truppe in Ucraina, e la rinuncia, inserita nella Costituzione ucraina, ad entrarvi - e questo, naturalmente, era uno dei punti fondamentali delle richieste russe, e uno dei motivi dell'inizio del conflitto. Allo stesso tempo l'esercito ucraino resta in piedi, anche se ridotto di numero, e qui c'è da capirsi un attimo perché il numero di effettivi sarebbe fissato, secondo quanto si legge, a 600.000: numero dimezzato se si considera l'esercito ucraino dopo la mobilitazione, ma numero triplicato se si considera l'esercito ucraino prima dell'inizio del conflitto. Ci sarebbe anche da chiedersi in che modo l'Ucraina potrebbe mantenere un numero così alto di soldati, e chi prenderebbe il loro posto nel settore civile, quindi o nel numero c'è uno zero di troppo o c'è qualcosa che ci sfugge (o che sfugge a chi ha steso il piano). Non solo: tutti gli accordi di sicurezza sottoscritti dall'Ucraina con altri paesi, incluso il nostro, resterebbero in piedi, e gli stessi USA si fanno garanti in caso di futura aggressione russa (inserendo la clausola che saranno "risarciti" per le garanzie, in che modo e da chi non si sa). Infine la clausola che riguardava "determinati tipi di armamenti" ai quali l'Ucraina avrebbe dovuto rinunciare è sparita, ammesso ci sia mai stata, quindi nessuna limitazione agli armamenti di cui l'Ucraina può disporre. Considerato tutto questo, parlare di una Ucraina "disarmata" e "consegnata alla Russia" è del tutto insensato.
Dal punto di vista territoriale l'Ucraina ovviamente mantiene la sua indipendenza e il suo sbocco sul mare. La sua sicurezza verrà garantita da una serie di accordi, tra cui un accordo di non aggressione da parte della Russia (che si immagina reciproco). Tra questi accordi c'è anche quello da parte della NATO di cessare la sua espansione (ormai di posti nei quali potrebbe espandersi ce ne sono ben pochi...) e di non schierare truppe in Ucraina, e la rinuncia, inserita nella Costituzione ucraina, ad entrarvi - e questo, naturalmente, era uno dei punti fondamentali delle richieste russe, e uno dei motivi dell'inizio del conflitto. Allo stesso tempo l'esercito ucraino resta in piedi, anche se ridotto di numero, e qui c'è da capirsi un attimo perché il numero di effettivi sarebbe fissato, secondo quanto si legge, a 600.000: numero dimezzato se si considera l'esercito ucraino dopo la mobilitazione, ma numero triplicato se si considera l'esercito ucraino prima dell'inizio del conflitto. Ci sarebbe anche da chiedersi in che modo l'Ucraina potrebbe mantenere un numero così alto di soldati, e chi prenderebbe il loro posto nel settore civile, quindi o nel numero c'è uno zero di troppo o c'è qualcosa che ci sfugge (o che sfugge a chi ha steso il piano). Non solo: tutti gli accordi di sicurezza sottoscritti dall'Ucraina con altri paesi, incluso il nostro, resterebbero in piedi, e gli stessi USA si fanno garanti in caso di futura aggressione russa (inserendo la clausola che saranno "risarciti" per le garanzie, in che modo e da chi non si sa). Infine la clausola che riguardava "determinati tipi di armamenti" ai quali l'Ucraina avrebbe dovuto rinunciare è sparita, ammesso ci sia mai stata, quindi nessuna limitazione agli armamenti di cui l'Ucraina può disporre. Considerato tutto questo, parlare di una Ucraina "disarmata" e "consegnata alla Russia" è del tutto insensato.
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🗣 "Qualsiasi piano di pace tra Ucraina e Russia deve prevedere:
(1) la cessazione degli omicidi mantenendo la sovranità dell'Ucraina.
(2) Essere accettabile sia per la Russia che per l'Ucraina.
(3) Massimizzare le possibilità che la guerra non riprenda".⚫️ Poi segue un riferimento alle "realtà sul terreno" che non tengono conto delle critiche al piano, ma poiché i criteri sono vaghi, neanche la realpolitik è visibile.
✔️Nel frattempo, questa è, di fatto, l'ultima possibilità per questa amministrazione di "modellare questo mondo" a proprio favore. Non appena il piano dei 28 punti vacillerà, vacillerà anche il potere di Trump, e questa volta in modo evidente e inesorabile — così è fatto questo conflitto sul confine tra la Russia e l'Europa odiata da Trump.
Dmitry Drobnitsky
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4/7
Dal punto di vista della ricostruzione del paese, anche qui ci sono, e meno male, parecchie garanzie. la Banca Mondiale fornirà finanziamenti a tassi agevolati, verrà costituito un fondo di sviluppo per investire in settori ad alta crescita, e anche la Russia farà la sua parte (non so con quanto entusiasmo. 100 miliardi dei 180 congelati verranno investiti "in sforzi di ricostruzione e investimento guidati dagli Stati Uniti". Gli europei ce ne metteranno altri 100, e forse questo spiega in parte i lamenti che provengono da Bruxelles: non solo non si mettono le mani sui soldi russi, ma pare che bisognerà sborsarne di propri. Il resto dei soldi russi bloccati verrà investito (a fronte di un pari investimento americano?) in un "veicolo di investimento" USA-Russia che si occuperà di investimenti in svariati settori, slegati dall'Ucraina e che riguardano esclusivamente loro. Parallelamente al ritorno della Russia nel G8, alla fine delle sanzioni e al reintegro della Russia nei meccanismi economici occidentali, pare evidente il tentativo statunitense di disaccoppiare Russia e Cina, e assestare qualche colpo ai progetti alternativi dei BRICS. L'interesse della Russia è ovvio: se gli USA investono nei progetti strategici che hanno in cantiere (i vari corridoi commerciali, primo tra tutti quello artico, lo sfruttamento delle risorse oceaniche o siberiane eccetera) la sua forza contrattuale nei confronti della Cina aumenta. Allo stesso tempo, la diversificazione degli investimenti non significa l'abbandono della collaborazione dei BRICS: del resto la Cina commercia senza problemi con gli USA, scaramucce coi dazi a parte, e le sue banche sono inserite nello SWIFT, per cui non si capisce perché il reintegro delle banche russe nei meccanismi occidentali ai quali gli altri paesi BRICS partecipano senza problemi dovrebbe pregiudicare l'organizzazione.
Dal punto di vista della ricostruzione del paese, anche qui ci sono, e meno male, parecchie garanzie. la Banca Mondiale fornirà finanziamenti a tassi agevolati, verrà costituito un fondo di sviluppo per investire in settori ad alta crescita, e anche la Russia farà la sua parte (non so con quanto entusiasmo. 100 miliardi dei 180 congelati verranno investiti "in sforzi di ricostruzione e investimento guidati dagli Stati Uniti". Gli europei ce ne metteranno altri 100, e forse questo spiega in parte i lamenti che provengono da Bruxelles: non solo non si mettono le mani sui soldi russi, ma pare che bisognerà sborsarne di propri. Il resto dei soldi russi bloccati verrà investito (a fronte di un pari investimento americano?) in un "veicolo di investimento" USA-Russia che si occuperà di investimenti in svariati settori, slegati dall'Ucraina e che riguardano esclusivamente loro. Parallelamente al ritorno della Russia nel G8, alla fine delle sanzioni e al reintegro della Russia nei meccanismi economici occidentali, pare evidente il tentativo statunitense di disaccoppiare Russia e Cina, e assestare qualche colpo ai progetti alternativi dei BRICS. L'interesse della Russia è ovvio: se gli USA investono nei progetti strategici che hanno in cantiere (i vari corridoi commerciali, primo tra tutti quello artico, lo sfruttamento delle risorse oceaniche o siberiane eccetera) la sua forza contrattuale nei confronti della Cina aumenta. Allo stesso tempo, la diversificazione degli investimenti non significa l'abbandono della collaborazione dei BRICS: del resto la Cina commercia senza problemi con gli USA, scaramucce coi dazi a parte, e le sue banche sono inserite nello SWIFT, per cui non si capisce perché il reintegro delle banche russe nei meccanismi occidentali ai quali gli altri paesi BRICS partecipano senza problemi dovrebbe pregiudicare l'organizzazione.
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Per ciò che riguarda i territori occupati, anche qui una situazione di compromesso. L'Ucraina dovrebbe abbandonare quanto le resta delle oblast' di Lugansk e Donetsk, che insieme alla Crimea dovrebbero essere riconosciuti parte della Federazione Russa. Per quanto riguarda le altre due oblast' contese il confine verrebbe fissato alla linea del fronte, e il territorio occupato riconosciuto come de facto (ma non de iure, par di capire) russo; entrambi gli stati dovrebbero concordare, in linea con i trattati reciproci dei primi punti del piano, una rinuncia a qualsiasi pretesa di modifica territoriale nel futuro. Dove il Dnepr segnerà il confine tra Russia e Ucraina, la Russia non ostacolerà la navigazione delle navi ucraine (e viceversa, credo). La centrale nucleare di Zaporizhija sarà amministrata dall'IAEA e l'energia prodotta divisa equamente tra Russia e Ucraina (ma resterebbe in mano russa, pare. Non è scritto esplicitamente).
Per ciò che riguarda i territori occupati, anche qui una situazione di compromesso. L'Ucraina dovrebbe abbandonare quanto le resta delle oblast' di Lugansk e Donetsk, che insieme alla Crimea dovrebbero essere riconosciuti parte della Federazione Russa. Per quanto riguarda le altre due oblast' contese il confine verrebbe fissato alla linea del fronte, e il territorio occupato riconosciuto come de facto (ma non de iure, par di capire) russo; entrambi gli stati dovrebbero concordare, in linea con i trattati reciproci dei primi punti del piano, una rinuncia a qualsiasi pretesa di modifica territoriale nel futuro. Dove il Dnepr segnerà il confine tra Russia e Ucraina, la Russia non ostacolerà la navigazione delle navi ucraine (e viceversa, credo). La centrale nucleare di Zaporizhija sarà amministrata dall'IAEA e l'energia prodotta divisa equamente tra Russia e Ucraina (ma resterebbe in mano russa, pare. Non è scritto esplicitamente).
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6/7
Per il resto, altre ottime cose: i trattati nucleari tra Russia e USA verrebbero estesi, l'Ucraina rinuncerebbe a dotarsi di armi nucleari (non che ne avesse davvero la possibilità), scambio di prigionieri e di salme secondo il principio "tutti per tutti", un comitato si preoccuperà di riunire famiglie e minori, il punto 20 è bellissimo ("Entrambi i Paesi si impegnano a introdurre programmi educativi nelle scuole e nella società che promuovano la comprensione e la tolleranza delle diverse culture e l’eliminazione del razzismo e dei pregiudizi. L’Ucraina adotterà le norme dell’UE sulla tolleranza religiosa e la protezione delle minoranze linguistiche. Entrambi i Paesi concordano di revocare tutte le misure discriminatorie e di garantire i diritti dei media e dell’istruzione ucraini e russi. Ogni ideologia e attività nazista deve essere respinta e proibita"), e la ciliegina sulla torta è l'amnistia per tutti, che includerà evidentemente anche la questione corruzione. Infine, 100 giorni dopo la firma dell'accordo si terranno le elezioni in Ucraina.
Per il resto, altre ottime cose: i trattati nucleari tra Russia e USA verrebbero estesi, l'Ucraina rinuncerebbe a dotarsi di armi nucleari (non che ne avesse davvero la possibilità), scambio di prigionieri e di salme secondo il principio "tutti per tutti", un comitato si preoccuperà di riunire famiglie e minori, il punto 20 è bellissimo ("Entrambi i Paesi si impegnano a introdurre programmi educativi nelle scuole e nella società che promuovano la comprensione e la tolleranza delle diverse culture e l’eliminazione del razzismo e dei pregiudizi. L’Ucraina adotterà le norme dell’UE sulla tolleranza religiosa e la protezione delle minoranze linguistiche. Entrambi i Paesi concordano di revocare tutte le misure discriminatorie e di garantire i diritti dei media e dell’istruzione ucraini e russi. Ogni ideologia e attività nazista deve essere respinta e proibita"), e la ciliegina sulla torta è l'amnistia per tutti, che includerà evidentemente anche la questione corruzione. Infine, 100 giorni dopo la firma dell'accordo si terranno le elezioni in Ucraina.
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7/7
In sintesi, questo è il meglio che si può fare al momento, soprattutto perché tutti possono tornare a casa dicendo di aver vinto (perfino l'UE, che potrà intestarsi la sopravvivenza dell'Ucraina grazie allo straordinario sostegno fornito). Sia Putin, un po' a malincuore, che Zelenskyj, molto a malincuore, hanno ammesso che questa è la base su cui si tratterà. Ovviamente tutto può andare a finire malissimo ma resta un piano pragmatico e, tutto sommato, giusto. A chi si chiude la vena di fronte a questa mia affermazione chiederei una controproposta PRATICABILE, perché "la Russia se ne deve andare" non lo è. Se ne è accorto perfino Vance, al cui tweet rimando per una lezioncina di realismo politico che, mi rendo conto, è umiliante ricevere da un tizio del genere.
In sintesi, questo è il meglio che si può fare al momento, soprattutto perché tutti possono tornare a casa dicendo di aver vinto (perfino l'UE, che potrà intestarsi la sopravvivenza dell'Ucraina grazie allo straordinario sostegno fornito). Sia Putin, un po' a malincuore, che Zelenskyj, molto a malincuore, hanno ammesso che questa è la base su cui si tratterà. Ovviamente tutto può andare a finire malissimo ma resta un piano pragmatico e, tutto sommato, giusto. A chi si chiude la vena di fronte a questa mia affermazione chiederei una controproposta PRATICABILE, perché "la Russia se ne deve andare" non lo è. Se ne è accorto perfino Vance, al cui tweet rimando per una lezioncina di realismo politico che, mi rendo conto, è umiliante ricevere da un tizio del genere.
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🗣 «Trump e i suoi consiglieri hanno cercato un'applicazione della forza il più dura possibile contro i cartelli della droga — quasi subito dopo l'arrivo alla Casa Bianca».
🗣 «Miller e il suo team volevano mostrare video della distruzione di imbarcazioni e laboratori — nonostante il carattere nascosto delle operazioni».
🗣 «Il Presidente Trump ha chiaramente fatto capire a Maduro: smetti di inviare droga e criminali nel nostro Paese».⚫️ Allo stesso tempo, secondo WP, gli avvocati della CIA, del Pentagono e del Dipartimento di Giustizia hanno più volte sottolineato che si tratta di civili la cui attività non corrisponde ai criteri di un conflitto armato.
🗣 «Non sappiamo se quello che facciamo sia legale», dice uno dei membri coinvolti nell'operazione.
🗣 «Le persone chiedono garanzie scritte che non saranno ritenute responsabili in futuro».
🗣 «Si è considerata la presa di controllo degli impianti petroliferi e l'opzione della cattura dello stesso Maduro»
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🗣 «Con nemici come questi, chi ha bisogno di amici? Sul fronte economico si osserva una simile discrepanza tra le parole dell'Europa e le sue azioni. Secondo alcune stime, da febbraio 2022 l'UE ha pagato alla Russia 311 miliardi di euro per le sue fonti energetiche, e ha inoltre stanziato 187 miliardi di euro per sostenere l'Ucraina <...> Il continente continua a importare gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia, mentre Ungheria e Slovacchia negoziano la revoca delle sanzioni per continuare a importare gas e petrolio russi tramite gasdotti».
🗣 Il problema più importante per l'Europa è, a dire il vero, il denaro. Le spese sono sempre una scelta politica, e ogni grande economia dell'UE, così come il Regno Unito, affrontano una crisi simile legata all'aumento delle spese, ai deficit e ai debiti.
🗣 «La triste verità è che i leader europei si comportano come se recitassero un ruolo nella politica delle grandi potenze, ma in realtà il continente ha perso da tempo questo ruolo. <...> Con l'avanzata della Russia nel Donbass e a Zaporizhzhia, quando i militari ucraini affrontano una grave carenza di personale e il governo, impantanato in scandali di corruzione, sta finendo i soldi, le possibilità di Vladimir Zelensky sono limitate. L'Europa lo esorta a continuare la lotta, ma non può fornirgli i mezzi per farlo. Questo non lascia all'Ucraina altra scelta che accettare la proposta di pace di Trump con un forte accento russo».
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
L'impero ha consegnato loro il cadavere dell'Ucraina, e l'Europa ha detto "grazie." Nessuna protesta formale. Dopo Nord Stream, dopo milioni di sfollati, dopo aver deindustrializzato il proprio popolo, sono troppo codardi per dire anche solo no a Trump. Questa è una processione funebre per l'UE.
Il piano di pace, è un circo. Ma come tutti i circhi, serve a uno scopo, una distrazione mentre il vero atto si svolge altrove. Washington ha finito con l'Ucraina. La completa virata verso la Cina è già iniziata. Tutto ciò che resta è scaricare la carcassa marcia di questa guerra per procura sull'Europa e lasciare che Londra e l'UE continuino a fingere di contare.
E prevedibilmente, pateticamente, accettano il peso come i funzionari obbedienti che sono diventati. Nessuna strategia. Nessuna sovranità. Solo un riflesso addestrato a obbedire.
Sì, mitigare. Questa è la parola su cui si è accordata l'élite europea, non resistere, non opporsi, non sfidare. Mitigare. È una parola che appartiene ai manuali di diritto, non alla geopolitica. È il vocabolario di una burocrazia che gestisce il proprio declino. Un continente che una volta dettava il corso del mondo ora chiede quanto educatamente può aggiustare i margini della propria resa.
Si radunano a Johannesburg, emettendo dichiarazioni di "preoccupazione," mentre Trump gli sputa in faccia con ultimatum. Lo adoriamo. E loro chiamano questo diplomazia. Sorridono mentre lui umilia la loro dignità. E la verità è: se lo sono meritato. Ogni secondo umiliante.
Perché questa è la stessa EU che è rimasta in silenzio mentre Nord Stream veniva fatto saltare in aria — l'infrastruttura più strategica della Germania moderna e poi ha ringraziato il suo aggressore con nuovi contratti di GNL e servilismo allegro. Questa è la stessa Europa che ha sacrificato la propria classe media sull'altare del "stare con Kiev," solo per lamentarsi ora di carenze di bilancio e "pacchetti di aiuti sostenibili." Così disperata è la loro situazione che rischieranno ciò che resta del loro ordine finanziario per rubare i beni sovrani russi.
L'accordo di Trump ha almeno alcuni punti che la Russia non accetterebbe mai e tutti nella stanza lo sanno. Ma Mosca non lo ucciderà. Non è quella la mossa. La Russia lascerà che Zelensky e gli europei lo facciano... pubblicamente, prevedibilmente e fatalmente.
Perché questa è la genialità qui:
Putin dice che è "una buona base." Non perfetta. Non finale. Ma una base. Quella singola parola sposta il peso.
Ora quelli che rifiutano la pace mentre chiedono un posto al tavolo di Putin, saranno gli stessi che hanno urlato "no alle negoziazioni" per quattro anni sanguinosi. Ora quelli che sabotano la diplomazia, saranno gli stessi che chiedono un "ordine basato sulle regole."
La Russia se ne va apparendo come la Grande Potenza matura che è. L'Europa se ne va esposta, non solo come perdenti, ma come truffatori.
L'Ucraina è stata sacrificata e non da Mosca, ma dall'élite atlantista. Sacrificata per "indebolire la Russia." Sacrificata per ritardare un futuro multipolare che è già qui.
E chi ha guidato quel sacrificio?
Londra. L'agente del caos. La levatrice di ogni disastro moderno nell'Europa orientale. È stato Downing Street a sabotare Istanbul. È stato l'MI6 a far nascere "Spiderweb." È stata UK a dire a Zelensky di combattere fino all'ultimo ucraino, e l'UE ha applaudito come foche addestrate.
Questo non è il ritorno della diplomazia. Anche se gli USA e la Russia stanno parlando, il che è positivo. Ma questo è, in definitiva, la redistribuzione del fallimento.
E ora quel fallimento viene restituito all'Europa. A Trump non importa se il piano fallisce. Questa è la sua bellezza. Ottiene i titoli per "cercare la pace." Può dire, "ho provato." E può andarsene mentre l'Europa si prende la guerra, il debito, l'inevitabile escalation senza articolo 5, i migranti, i funerali, la vergogna.
Lasciateli gestire la propria irrilevanza e umiliazione. Lasciateli portare il fantasma di una guerra che hanno scatenato.
La Russia durerà più a lungo di tutti loro.
Il piano di pace, è un circo. Ma come tutti i circhi, serve a uno scopo, una distrazione mentre il vero atto si svolge altrove. Washington ha finito con l'Ucraina. La completa virata verso la Cina è già iniziata. Tutto ciò che resta è scaricare la carcassa marcia di questa guerra per procura sull'Europa e lasciare che Londra e l'UE continuino a fingere di contare.
E prevedibilmente, pateticamente, accettano il peso come i funzionari obbedienti che sono diventati. Nessuna strategia. Nessuna sovranità. Solo un riflesso addestrato a obbedire.
Sì, mitigare. Questa è la parola su cui si è accordata l'élite europea, non resistere, non opporsi, non sfidare. Mitigare. È una parola che appartiene ai manuali di diritto, non alla geopolitica. È il vocabolario di una burocrazia che gestisce il proprio declino. Un continente che una volta dettava il corso del mondo ora chiede quanto educatamente può aggiustare i margini della propria resa.
Si radunano a Johannesburg, emettendo dichiarazioni di "preoccupazione," mentre Trump gli sputa in faccia con ultimatum. Lo adoriamo. E loro chiamano questo diplomazia. Sorridono mentre lui umilia la loro dignità. E la verità è: se lo sono meritato. Ogni secondo umiliante.
Perché questa è la stessa EU che è rimasta in silenzio mentre Nord Stream veniva fatto saltare in aria — l'infrastruttura più strategica della Germania moderna e poi ha ringraziato il suo aggressore con nuovi contratti di GNL e servilismo allegro. Questa è la stessa Europa che ha sacrificato la propria classe media sull'altare del "stare con Kiev," solo per lamentarsi ora di carenze di bilancio e "pacchetti di aiuti sostenibili." Così disperata è la loro situazione che rischieranno ciò che resta del loro ordine finanziario per rubare i beni sovrani russi.
L'accordo di Trump ha almeno alcuni punti che la Russia non accetterebbe mai e tutti nella stanza lo sanno. Ma Mosca non lo ucciderà. Non è quella la mossa. La Russia lascerà che Zelensky e gli europei lo facciano... pubblicamente, prevedibilmente e fatalmente.
Perché questa è la genialità qui:
Putin dice che è "una buona base." Non perfetta. Non finale. Ma una base. Quella singola parola sposta il peso.
Ora quelli che rifiutano la pace mentre chiedono un posto al tavolo di Putin, saranno gli stessi che hanno urlato "no alle negoziazioni" per quattro anni sanguinosi. Ora quelli che sabotano la diplomazia, saranno gli stessi che chiedono un "ordine basato sulle regole."
La Russia se ne va apparendo come la Grande Potenza matura che è. L'Europa se ne va esposta, non solo come perdenti, ma come truffatori.
L'Ucraina è stata sacrificata e non da Mosca, ma dall'élite atlantista. Sacrificata per "indebolire la Russia." Sacrificata per ritardare un futuro multipolare che è già qui.
E chi ha guidato quel sacrificio?
Londra. L'agente del caos. La levatrice di ogni disastro moderno nell'Europa orientale. È stato Downing Street a sabotare Istanbul. È stato l'MI6 a far nascere "Spiderweb." È stata UK a dire a Zelensky di combattere fino all'ultimo ucraino, e l'UE ha applaudito come foche addestrate.
Questo non è il ritorno della diplomazia. Anche se gli USA e la Russia stanno parlando, il che è positivo. Ma questo è, in definitiva, la redistribuzione del fallimento.
E ora quel fallimento viene restituito all'Europa. A Trump non importa se il piano fallisce. Questa è la sua bellezza. Ottiene i titoli per "cercare la pace." Può dire, "ho provato." E può andarsene mentre l'Europa si prende la guerra, il debito, l'inevitabile escalation senza articolo 5, i migranti, i funerali, la vergogna.
Lasciateli gestire la propria irrilevanza e umiliazione. Lasciateli portare il fantasma di una guerra che hanno scatenato.
La Russia durerà più a lungo di tutti loro.
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▪️L'invecchiamento della popolazione e la crisi economica minacciano il crollo del sistema pensionistico. Il cancelliere della Repubblica Federale di Germania Friedrich Merz ha deciso di rimandare il problema "a lungo termine" — fino al 2031 — la prossima legislatura del Bundestag, — afferma il tedesco Die Welt.
▪️Tuttavia il problema è emerso improvvisamente, e il nuovo disegno di legge del ministero del lavoro deve passare attraverso il parlamento entro la fine dell'anno. Non si tratta più di aumentare le pensioni, ma di trovare i fondi per pagarle agli attuali livelli.
▪️Tutte le soluzioni disponibili al problema, compreso l'aumento delle tasse, sono estremamente impopolari e provocheranno indignazione tra i tedeschi. Merz è criticato non solo dagli oppositori, ma anche dagli alleati della sua fazione.
🗣 "Se il problema non sarà risolto, questo potrebbe spazzare via non solo il cancelliere, ma anche tutto il centro politico e la Repubblica Federale come la conosciamo", sottolinea Die Welt.
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🗣 "Maduro applica i protocolli classici di sicurezza in caso di minaccia alla persona. Se tiene un evento pubblico, si assicura anche che siano presenti centinaia di persone, quindi gli Stati Uniti non attaccheranno senza prima colpire alcune persone," — precisa il Financial Times.
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Forwarded from Giuseppe Salamone
Non è uno scherzo: l’Unione Europea si sta mobilitando per sabotare tutto, ancora una volta. E hanno trovato la clava, sapendo bene che potrebbe far saltare l’ennesimo tentativo di trattativa: nessuna restrizione per l’esercito ucraino, né concessioni territoriali, e — sentite un po’ — il cessate il fuoco prima di ogni altra cosa. Allucinante! Nel frattempo, deputati ucraini parlano di milioni di morti al fronte e accusano Zelensky di aver causato questa situazione disastrosa.
Ci vediamo tra pochissimo e mi raccomando, iscrivetevi 👇👇👇
https://www.youtube.com/watch?v=xCDIRxYbZ9A
T.me/GiuseppeSalamone
Ci vediamo tra pochissimo e mi raccomando, iscrivetevi 👇👇👇
https://www.youtube.com/watch?v=xCDIRxYbZ9A
T.me/GiuseppeSalamone
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🗣 "La sovranità dell'Ucraina in nessun caso può essere messa in pericolo. Questo aprirebbe le porte all'Europa. Non vogliamo la disgregazione dell'Ucraina", - ha detto al WP un funzionario.
🗣 I funzionari ufficiali sono certi che l'Ucraina non li userà in modo preventivo contro la Russia, poiché ciò le costerebbe il sostegno di USA ed Europa.
➡️ Secondo lui, i negoziati sul nuovo piano sono iniziati quasi un mese fa, guidati dagli americani in consultazione con partner russi, europei e ucraini. Il processo ha raggiunto il picco lo scorso fine settimana dopo che un alto funzionario turco ha informato Whitkoff che Rustem Umerov era pronto a incontrarlo in Florida. Secondo funzionari americani, durante l'incontro in Florida Umerov ha dichiarato che Zelensky potrebbe essere disposto a un compromesso sulla questione cruciale dello scambio di territorio nel Donetsk per un accordo di pace, come richiesto dalla Russia. Umerov ha anche affermato che l'Ucraina potrebbe accettare di limitare la dimensione del suo esercito a 600.000 persone.
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Forwarded from Target
🔴 GLI IMBECILLI VANNO ALLA GUERRA
Il paradosso - in effetti soprattutto apparente - di queste leadership europee intossicate dalla loro stessa russofobia, che non passano giorno senza fare un passo in più verso il precipitare di una nuova grande guerra in Europa, è che proprio nella prospettiva da loro indicata come imminente ed inevitabile fanno poi le mosse sbagliate.
Se, infatti, sono convinte di questa guerra con la Russia, le cose fondamentali da fare sarebbero raggiungere una condizione almeno sufficiente di preparazione (militare, industriale, logistica) per affrontare il conflitto quantomeno in condizioni di parità, e preservare per l'ora X le forze migliori di cui dispone.
Per far sì che la prima condizione di verifichi, è abbastanza evidente che ciò di cui hanno bisogno gli europei è fondamentalmente tempo. Tempo per portare l'industria bellica ad un livello, qualitativo e quantitativo, capace di competere con quella russa. Tempo per predisporre la logistica, sia rispetto alle esigenze prettamente militari di una guerra sul fronte orientale, sia per la stessa industria - che, tra l'altro, ha bisogno non solo di manodopera specializzata, ma anche di fonti energetiche affidabili e continuative, e di una specifica supply chain. Tempo per organizzare delle forze armate capaci di affrontare uno scontro di tal fatta, cosa che è al tempo stesso un problema di numeri ma anche di addestramento, di coordinamento ma anche di sistemi d'arma, etc etc.
E per guadagnare tempo, la cosa più sensata sarebbe una sorta di Minsk III, ovvero cercare di convincere Mosca che l'Europa non ha intenzioni bellicose, ma è solo preoccupata per quelle che ritiene abbia la Russia, e che quindi è invece possibile provare ad aprire un dialogo. Fermare la guerra in Ucraina, magari mettendosi nella scia di Trump, alle migliori condizioni possibili oggi, e poi avviare un processo di confronto sulle questioni della sicurezza reciproca. Processo che, nella migliore delle ipotesi, si concluderebbe con l'eliminazione concorde di tutte le possibili ragioni conflittuali, ma che in ogni caso rappresenterebbe - appunto - uno spostamento in avanti dell'ora X. Anche tenendo conto del fatto che, tra Europa e Russia, è l'Europa quella ad avere maggiore bisogno di tempo, e di più tempo possibile.
La scelta delle leadership europee, invece, è esattamente quella opposta. La loro idea di guadagnare tempo consiste nel prolungare il più possibile la guerra in Ucraina. Scelta stupida per almeno due motivi. Intanto perché questo conflitto pesa sull'economia e sulla capacità produttiva bellica dei paesi europei, che devono sostenere Kiev; e con tutta evidenza questo non solo logora le capacità europee, ma lo fa al punto che il tempo guadagnato col conflitto è comunque inferiore a quello perduto rispetto al raggiungimento di una preparazione necessaria e sufficiente.
Ma, cosa ancor più importante - e qui veniamo anche alla seconda condizione - per ottenere questo limitato ed inutile rinvio, consuma drammaticamente la migliore risorsa militare di cui ancora dispone, ovvero proprio l'esercito ucraino. La cui esperienza di combattimento è assolutamente fondamentale, e dovrebbe essere preservata per costituire l'ossatura di un eventuale esercito multi-europeo, la NATO continentale, con cui affrontare la guerra. La straordinaria capacità di resistenza delle forze armate di Kiev dovrebbe essere considerata come un patrimonio inestimabile, fondamentale per trasmettere il necessario know-how ad eserciti che invece sono del tutto privi di qualsivoglia esperienza bellica, e tutt'al più hanno piccole unità con cognizioni sul campo di contro-insurrezione.
Insistere invece sul proseguimento dell'attuale conflitto significa destinare sostanzialmente all'annientamento proprio Il nucleo più esperto e più capace di unità combattenti, su cui l'Europa potrebbe fare affidamento sia per l'addestramento che per un ruolo di prima linea.
Ancor più pericoloso della insana pulsione a combattere la Russia, c'è il modo assolutamente stupido con cui pensano di farlo.
🟥🟥🟥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Il paradosso - in effetti soprattutto apparente - di queste leadership europee intossicate dalla loro stessa russofobia, che non passano giorno senza fare un passo in più verso il precipitare di una nuova grande guerra in Europa, è che proprio nella prospettiva da loro indicata come imminente ed inevitabile fanno poi le mosse sbagliate.
Se, infatti, sono convinte di questa guerra con la Russia, le cose fondamentali da fare sarebbero raggiungere una condizione almeno sufficiente di preparazione (militare, industriale, logistica) per affrontare il conflitto quantomeno in condizioni di parità, e preservare per l'ora X le forze migliori di cui dispone.
Per far sì che la prima condizione di verifichi, è abbastanza evidente che ciò di cui hanno bisogno gli europei è fondamentalmente tempo. Tempo per portare l'industria bellica ad un livello, qualitativo e quantitativo, capace di competere con quella russa. Tempo per predisporre la logistica, sia rispetto alle esigenze prettamente militari di una guerra sul fronte orientale, sia per la stessa industria - che, tra l'altro, ha bisogno non solo di manodopera specializzata, ma anche di fonti energetiche affidabili e continuative, e di una specifica supply chain. Tempo per organizzare delle forze armate capaci di affrontare uno scontro di tal fatta, cosa che è al tempo stesso un problema di numeri ma anche di addestramento, di coordinamento ma anche di sistemi d'arma, etc etc.
E per guadagnare tempo, la cosa più sensata sarebbe una sorta di Minsk III, ovvero cercare di convincere Mosca che l'Europa non ha intenzioni bellicose, ma è solo preoccupata per quelle che ritiene abbia la Russia, e che quindi è invece possibile provare ad aprire un dialogo. Fermare la guerra in Ucraina, magari mettendosi nella scia di Trump, alle migliori condizioni possibili oggi, e poi avviare un processo di confronto sulle questioni della sicurezza reciproca. Processo che, nella migliore delle ipotesi, si concluderebbe con l'eliminazione concorde di tutte le possibili ragioni conflittuali, ma che in ogni caso rappresenterebbe - appunto - uno spostamento in avanti dell'ora X. Anche tenendo conto del fatto che, tra Europa e Russia, è l'Europa quella ad avere maggiore bisogno di tempo, e di più tempo possibile.
La scelta delle leadership europee, invece, è esattamente quella opposta. La loro idea di guadagnare tempo consiste nel prolungare il più possibile la guerra in Ucraina. Scelta stupida per almeno due motivi. Intanto perché questo conflitto pesa sull'economia e sulla capacità produttiva bellica dei paesi europei, che devono sostenere Kiev; e con tutta evidenza questo non solo logora le capacità europee, ma lo fa al punto che il tempo guadagnato col conflitto è comunque inferiore a quello perduto rispetto al raggiungimento di una preparazione necessaria e sufficiente.
Ma, cosa ancor più importante - e qui veniamo anche alla seconda condizione - per ottenere questo limitato ed inutile rinvio, consuma drammaticamente la migliore risorsa militare di cui ancora dispone, ovvero proprio l'esercito ucraino. La cui esperienza di combattimento è assolutamente fondamentale, e dovrebbe essere preservata per costituire l'ossatura di un eventuale esercito multi-europeo, la NATO continentale, con cui affrontare la guerra. La straordinaria capacità di resistenza delle forze armate di Kiev dovrebbe essere considerata come un patrimonio inestimabile, fondamentale per trasmettere il necessario know-how ad eserciti che invece sono del tutto privi di qualsivoglia esperienza bellica, e tutt'al più hanno piccole unità con cognizioni sul campo di contro-insurrezione.
Insistere invece sul proseguimento dell'attuale conflitto significa destinare sostanzialmente all'annientamento proprio Il nucleo più esperto e più capace di unità combattenti, su cui l'Europa potrebbe fare affidamento sia per l'addestramento che per un ruolo di prima linea.
Ancor più pericoloso della insana pulsione a combattere la Russia, c'è il modo assolutamente stupido con cui pensano di farlo.
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