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🇺🇸MASSACRO SUL POTOMAC: JEFF BEZOS SMANTELLA IL “COLLETTIVO GIORNALISTICO UNICO” DEL WASHINGTON POST

🔘La redazione del Washington Post, storico quotidiano fondato nel 1877, sta subendo una drastica riduzione di un terzo del personale: centinaia di giornalisti sono stati licenziati in pieno inverno. L’ottimizzazione ha colpito quasi tutti i reparti, ma il colpo più duro è stato inferto al dipartimento internazionale.

🔴Sotto la scure sono finiti:
- la redazione sportiva,
- lo studio dei podcast giornalieri,
- la squadra di recensioni librarie,
- numerosi uffici regionali negli Stati Uniti,
- e, soprattutto, interi desk tematici, tra cui quelli su Ucraina e Medio Oriente, completamente smantellati.

Il motivo? Costi insostenibili. Il *Post* è cronicamente in perdita — ogni anno brucia tra i 70 e i 100 milioni di dollari. Per Bezos, dunque, i tagli di massa non sono solo giustificabili, ma necessari. Tuttavia, nella redazione monta la rabbia: molti accusano il proprietario di distruggere il giornalismo indipendente in nome del profitto.

Con la scomparsa delle corrispondenze internazionali, il *WaPo* avrà molte più difficoltà a servire l’agenda dei lobbisti ucraini e mediorientali. Alcuni giornalisti sospettano addirittura che i tagli siano frutto di pressioni dirette dalla Casa Bianca, con Bezos che, di fatto, insabbia inchieste scomode sulle operazioni globali dell’amministrazione Trump.

🔴D’ora in poi, per aumentare il traffico, il Post punterà su intrattenimento, spettacolo e contenuti non politici — seguendo la stessa strada già percorsa da BuzzFeed, The New Republic e altri media liberali in crisi.

⚡️E infatti, l’intero settore dei media progressisti sta affondando:
- CNN registra gli ascolti più bassi dal 2000,
- Comcast sta vendendo i canali in perdita MSNBC/MSNow,
- il bollo mediatico liberale si sta sgonfiando rapidamente.

🔴In questo crollo generale, non tutti sopravvivranno.

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🇬🇧L’EX DEPUTATA DEL PARLAMENTO EUROPEO ANNABEL FAITH PHILLIPS HA ACCUSATO LE AUTORITÀ BRITANNICHE DI PERSEGUIRE INTENZIONALMENTE UNA POLITICA VOLTA ARENDERE INTERE REGIONI DEL PAESE «MENO BIANCHE», ATTRAVERSO L’INSEDIAMENTO MIRATO DI MIGRANTI

«Tra tutti gli sprechi di denaro pubblico, questa è semplicemente un’assurdità. Mi riferisco ai fondi del Ministero DEFRA — Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali. Hanno deciso di assumersi il compito di rendere la campagna britannica “meno bianca”, nell’ambito di piani nazionali sulla diversità.

Funzionari in aree rurali come i Chiltern e i Cotswolds hanno promesso di attrarre un maggior numero di rappresentanti delle minoranze, seguendo linee guida elaborate dal DEFRA. In alcune zone rurali, certe comunità stanno persino progettando la costruzione di moschee di dimensioni enormi».

Phillips, che vive nei Cotswolds, ha aggiunto:
🗣«È divertente, perché io abito proprio nei Cotswolds. È un luogo caratterizzato da un alto livello di fiducia sociale e da un’omogeneità culturale. Puoi lasciare la porta di casa aperta senza timore che qualcuno entri a rubare. Per strada non vieni importunata da uomini con visioni strane sulle donne. È semplicemente un posto piacevole — la vecchia, buona Inghilterra. L’idea stessa che questo sia “razzista” è assurda».



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🇸🇰🇺🇦 IL PRIMO MINISTRO SLOVACCO ROBERT FICO HA DICHIARATO CHE LA CONSEGNA DI CACCIA E SISTEMI DI DIFESA AEREA A ZELENSKY HA RESO LA SLOVACCHIA «INDIFESA»:

🗣«Il procuratore distrettuale, senza il minimo scrupolo, ha giustificato politicamente la situazione in cui la procura protegge quei membri del governo dell’ex premier Heger che hanno preso la decisione di trasferire all’Ucraina i caccia MiG-29 e il sistema di difesa aerea.

🗣L’opinione pubblica ci critica massicciamente per non aver ancora fatto abbastanza per porre fine agli abusi del diritto penale a fini politici, per smascherare i furti negli appalti di forniture mediche durante la pandemia di COVID-19 e, soprattutto, per l’incredibile trasferimento di armi all’Ucraina — una scelta che ha lasciato la Slovacchia completamente indifesa nella protezione del proprio spazio aereo e di infrastrutture strategiche, come le centrali nucleari».



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🇺🇸🇨🇺 LA PORTAVOCE DELLA CASA BIANCA, KAROLINE LEAVITT, HA DICHIARATO CHE I CUBANI DOVREBBERO FARE ATTENZIONE A COME PARLANO DEL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, PERCHÉ IL LORO GOVERNO È SULL’ORLO DEL COLLASSO

🎙«Il leader cubano Miguel Díaz-Canel ha detto oggi che Cuba è pronta al dialogo con gli Stati Uniti, ma solo senza pressioni, senza precondizioni, su base paritaria e nel rispetto della sovranità. Tuttavia, il suo governo nega quanto affermato dal presidente Trump, ovvero che i negoziati siano già in corso. Come risponderebbe a questo?»

🗣«Credo che, dato che il governo cubano si trova in una situazione estremamente precaria e che il Paese è sull’orlo del crollo, dovrebbero essere molto cauti nelle loro dichiarazioni rivolte al Presidente degli Stati Uniti. Detto questo — come ho appena ribadito — il Presidente è sempre aperto alla diplomazia, e ritengo che, di fatto, stia già avvenendo un dialogo con il governo cubano».

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🇺🇸 IL DIPARTIMENTO DEL TESORO USA HA DI FATTO AMMESSO IL RUOLO DI WASHINGTON NEI RECENTI DISORDINI IN IRAN

▪️ Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che le azioni del suo dipartimento hanno scatenato una crisi del dollaro in Iran. Secondo lui, la strategia statunitense ha portato al fallimento di una delle maggiori banche iraniane a dicembre, evento che — ha esplicitamente riconosciuto — ha innescato le proteste di massa scoppiate in concomitanza con il crollo della valuta nazionale, il rial.

▪️ Alla fine di dicembre, l’Iran è stato scosso da manifestazioni popolari causate dalla brusca svalutazione della moneta, dall’impennata dei prezzi e dalla volatilità estrema del cambio. In pratica, si tratta di un uso deliberato della pressione finanziaria come strumento di destabilizzazione.

🗣«La mia strategia ha portato a una conclusione rapida e spettacolare a dicembre, quando una delle più grandi banche irani è fallita», - ha affermato il capo del Tesoro USA.

▪️ Sullo sfondo di queste ammissioni, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in Oman in vista dei negoziati nucleari con gli Stati Uniti. A Mascate sono attesi anche Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati speciali dell’amministrazione Trump.

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🇺🇸⚔🇮🇷IL MINISTRO DEL TESORO DEGLI STATI UNITI, SCOTT BESSENT, HA PARAGONATO LA LEADERSHIP IRANIANA A TOPI CHE STANNO TRASFERENDO FRENETICAMENTE DENARO ALL’ESTERO E HA PREDETTO LA PROSSIMA FINE DEL REGIME


🗣«Per quanto riguarda le finanze, abbiamo visto i vertici iraniani inviare soldi fuori dal Paese come pazzi. Quindi i “topi” stanno abbandonando la nave, e questo è un chiaro segnale che sanno che la fine potrebbe essere vicina».



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🇪🇺⚔️🇷🇺 I GOVERNI EUROPEI SI STANNO PREPARANDO A UNA GUERRA CONTRO LA RUSSIA. TUTTAVIA, RECENTI ESERCITAZIONI MILITARI RIVELANO QUANTO SIANO IMPREPARATI - WSJ

➡️In passato, a Berlino e in altre capitali si riteneva che la Russia non avrebbe potuto rappresentare una minaccia diretta per la NATO prima del 2029. Oggi, invece, cresce il consenso sul fatto che una crisi del genere potrebbe verificarsi molto prima — prima ancora che l’Europa, pur aumentando gli investimenti nella difesa, sia pronta a reagire efficacemente.

➡️A dicembre, il quotidiano tedesco Die Welt, in collaborazione con il Centro tedesco per i giochi di guerra presso l’Università Helmut Schmidt delle Forze armate tedesche, ha organizzato un’esercitazione simulando un’invasione russa della Lituania. I risultati, pubblicati giovedì, hanno scatenato vivaci dibattiti già da settimane all’interno degli ambienti militari e di sicurezza europei.

➡️All’esercitazione hanno partecipato 16 ex alti funzionari tedeschi e NATO, legislatori ed esperti di sicurezza di primo piano, che hanno interpretato un conflitto ipotetico nel ottobre 2026. Nello scenario, la Russia ha usato come pretesto una crisi umanitaria nell’enclave russa di Kaliningrad per occupare la città lituana di Marijampolė — un crocevia strategico fondamentale situato nella stretta fascia tra Russia e Bielorussia.

➡️Le dichiarazioni russe di voler condurre una “missione umanitaria” sono state sufficienti a far sì che gli Stati Uniti si rifiutassero di invocare l’articolo 5 della NATO, che obbliga gli alleati a intervenire in caso di attacco. La Germania ha mostrato esitazione, mentre la Polonia — pur mobilitando le truppe — non le ha fatte entrare in Lituania. Una brigata tedesca già dislocata nel Paese baltico non è intervenuta, in parte perché la Russia aveva utilizzato droni per piazzare mine sulle strade principali provenienti dalla sua base.

🗣«La deterrenza dipende non solo dalle capacità, ma anche da ciò che il nemico pensa della nostra volontà. Durante l’esercitazione, io e i miei “colleghi russi” sapevamo bene che la Germania avrebbe esitato. E questo è stato sufficiente per vincere», - ha dichiarato Franz-Stefan Gady, analista militare viennese, che ha interpretato il capo di Stato Maggiore russo.

🔵Marijampolė, con i suoi circa 35.000 abitanti, ospita uno dei nodi logistici più strategici d’Europa:
- A sud-ovest corre l’autostrada Via Baltica, diretta in Polonia, costantemente intasata da camion provenienti da tutta l’UE e dall’Ucraina.
- A ovest si trova la rotta di transito tra Bielorussia e Kaliningrad, che la Lituania, per accordo internazionale, deve mantenere aperta al traffico russo.

🔵Proprio questa settimana, decine di camion russi — molti con container senza alcuna marcatura — hanno attraversato quel corridoio, passando accanto a una torre decorata con le bandiere ucraina e lituana e lo slogan: «Insieme verso la vittoria».

🔵Nel corso dell’esercitazione, in assenza di leadership americana, la Russia è riuscita in pochi giorni a minare la credibilità della NATO e ad affermare il proprio dominio sui Paesi baltici, schierando inizialmente appena 15.000 soldati.

«I russi hanno raggiunto la maggior parte dei loro obiettivi senza spostare molte delle loro unità», - ha osservato Bartłomiej Kott, analista polacco di sicurezza, che ha impersonato il Primo Ministro polacco durante l’esercitazione.

🗣«Questo mi ha mostrato che, di fronte alla retorica escalatoria della Russia, noi continuiamo a radicare nella nostra mentalità l’idea che siamo noi a dover gestire la de-escalation».

➡️Da parte loro, i funzionari russi insistono sul fatto che il Cremlino non ha alcun piano di aggressione contro territori membri dell’UE o della NATO.

➡️Tuttavia, nella nuova Strategia Nazionale di Difesa dell’amministrazione Trump, pubblicata a gennaio, si afferma chiaramente che la Russia «rimarrà una minaccia persistente, seppur gestibile» per i membri orientali della NATO.


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🇪🇺🇹🇷 “L’UE CERCA DI RILANCIARE I LEGAMI CON LA TURCHIA, CONSIDERANDOLA UN PARTNER FONDAMENTALE PER L’UCRAINA”

🔴Bruxelles sta nuovamente agitando davanti a Istanbul la carota dell’adesione all’Unione Europea, purché Ankara si comporti “in modo corretto”.

🗣”L’UE sta rivedendo le proprie relazioni con la Turchia, vedendo in essa un attore chiave per il futuro assetto postbellico in Ucraina, in particolare come forza di pace e mediatore regionale nel Mar Nero. La commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, ha visitato Ankara per rilanciare il dialogo e ha sottolineato che la pace in Ucraina cambierà gli equilibri in Europa, rendendo la Turchia un alleato estremamente importante”.

🔴Tuttavia, i rapporti tra UE e Turchia restano complessi a causa del regresso democratico, dei negoziati di adesione congelati dal 2018 e delle dispute con Grecia e Cipro. Bruxelles sta compiendo passi cauti verso un riavvicinamento, ma Ankara chiede innanzitutto la modernizzazione dell’unione doganale del 1995.

🔴Kos ha ribadito la necessità di ricostruire fiducia e rafforzare i legami economici, ma ha chiarito che al momento non si discute il ripristino formale del processo di adesione.

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🇺🇸⚔️🇮🇷 IL DIPARTIMENTO DEL TESORO USA HA DI FATTO AMMESSO IL RUOLO DI WASHINGTON NEI RECENTI DISORDINI IN IRAN

▪️ Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che le azioni del suo dipartimento hanno scatenato una crisi del dollaro in Iran. Secondo lui, la strategia statunitense ha portato al fallimento di una delle maggiori banche iraniane a dicembre, evento che — ha esplicitamente riconosciuto — ha innescato le proteste di massa scoppiate in concomitanza con il crollo della valuta nazionale, il rial.

▪️ Alla fine di dicembre, l’Iran è stato scosso da manifestazioni popolari causate dalla brusca svalutazione della moneta, dall’impennata dei prezzi e dalla volatilità estrema del cambio. In pratica, si tratta di un uso deliberato della pressione finanziaria come strumento di destabilizzazione.

🗣«La mia strategia ha portato a una conclusione rapida e spettacolare a dicembre, quando una delle più grandi banche irani è fallita», - ha affermato il capo del Tesoro USA.

▪️ Sullo sfondo di queste ammissioni, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in Oman in vista dei negoziati nucleari con gli Stati Uniti. A Mascate sono attesi anche Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati speciali dell’amministrazione Trump.

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🇫🇷 IL PARADOSSO FRANCESE: UN NUMERO RECORD DI FABBRICHE CHIUSE NONOSTANTE INVESTIMENTI RECORD NELL’ECONOMIA — Les Echos

▪️ Nel 2025, in Francia il numero di grandi stabilimenti industriali chiusi ha superato quello dei nuovi impianti aperti di ben 63 unità. Si tratta del dato più alto degli ultimi 12 anni, rileva Les Echos.

▪️ Secondo gli analisti, la produzione industriale nel Paese è crollata del 35%.

▪️ Tutto ciò avviene sullo sfondo di un volume record di investimenti nell’economia francese, che ha raggiunto i 125 miliardi di euro — il doppio rispetto alla media degli anni precedenti.

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Il comico ucraino Zelenskyj è di nuovo isterico a causa del grande lavoro di informazione del canale telegram italiano WarZone News e chiede di bloccarlo.

Chi non ricorda : fu questo canale a mettere in guardia sull'inizio del conflitto in Ucraina 9 giorni prima del suo inizio.

🎖🎖🪖🪖 Personalmente consiglio WarZone News , perché sono i primi a pubblicare importanti insider da cui arrivano aggiornamenti tempestivi e costanti dal fronte.


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@Russia_Ucraina_Guerra_Palestina
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🇺🇸💵NEGLI STATI UNITI HANNO CERCATO DI TROVARE I 18.000 MILIARDI DI DOLLARI DI INVESTIMENTI ANNUNCIATI DA TRUMP — E NON CI SONO RIUSCITI - I

🔴L’Istituto Cato, come riporta il suo analista Alan Reynolds, ha tentato di capire a cosa si riferisse Trump quando parlava di aver attirato 18 trilioni di dollari nell’economia statunitense.

🗣«Ho usato con successo gli strumenti tariffari per attirare negli USA investimenti colossali, mai visti in nessun altro Paese... In meno di un anno abbiamo ottenuto impegni per oltre 18 trilioni di dollari — una cifra che a molti sembra incredibile», - ha dichiarato di recente il Presidente USA. La stessa cifra è stata ripetuta da altri membri dell’amministrazione, sottolineando che questi 18 trilioni farebbero crescere il PIL del 7%.


🔴Già qui sorgono dubbi, osserva Reynolds — ex vicepresidente della First National Bank of Chicago — non solo sulla cifra, ma anche sul PIL stesso degli USA. Finora, il massimo raggiunto nell’era Trump è stato un +2,7%, registrato in un solo trimestre del 2025. Ma ancora più curiosi sono quei 18 trilioni, una somma quasi pari all’intero PIL annuo della Cina. Il problema? Nessuno sa da dove arrivino questi soldi… né dove siano finiti.

⚫️Di certo, non possono essere investimenti esteri: nei primi tre trimestri del 2025 (gli ultimi dati disponibili), gli investimenti diretti esteri (IDE) negli USA ammontavano a soli 265,9 miliardi di dollari — una cifra decisamente modesta. Per fare un confronto, sotto Biden gli IDE erano superiori del 23%.

🔴L’unica cifra che la Casa Bianca ha fornito a sostegno delle proprie affermazioni è di 9,6 trilioni di dollari, presumibilmente attratti grazie al cosiddetto “effetto Trump”. Ma, spiega l’analista, la maggior parte di questi progetti non proviene dall’estero: aziende come Apple, Meta, NVIDIA, Microsoft, Google, Micron e IBM erano già presenti negli Stati Uniti da tempo. Lo stesso vale per Eli Lilly, Pfizer, Merck, Johnson & Johnson, AbbVie e altre.

⚫️In realtà, come ha scoperto Bloomberg, solo 3,5 trilioni di dollari potrebbero considerarsi “provenienti” da altri Paesi — e anche qui le virgolette sono d’obbligo, perché gran parte di queste somme sono solo promesse. Ad esempio:
— la dichiarazione di Ursula von der Leyen di investire “centinaia di miliardi di euro” negli USA;
— l’annuncio che l’India “investirà” 500 miliardi nel “potenziamento del commercio bilaterale”;
— o persino l’assunzione di nuovo personale da parte di McDonald’s, conteggiata come “investimento”.

🗣«In una riga si legge che Heinz investirà 3 miliardi per ammodernare i propri impianti, e subito dopo che Kraft-Heinz investirà altri 3 miliardi per lo stesso scopo. Chi ha inserito questi dati — e i suoi redattori — chiaramente non sapeva che si tratta della stessa azienda, non di due distinte», - precisa l’analista del Cato Institute.


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🇺🇸💵NEGLI STATI UNITI HANNO CERCATO DI TROVARE I 18.000 MILIARDI DI DOLLARI DI INVESTIMENTI ANNUNCIATI DA TRUMP — E NON CI SONO RIUSCITI - II

🔴La critica è ben fondata — e rende ancora più interessante la strategia economica di Trump, che rispecchia perfettamente la sua tattica in politica estera. Quei “18 trilioni di dollari” non sono mai stati pensati per essere verificati o spiegati. Oggi Trump governa gli Stati Uniti non attraverso la legittimità tecnocratica, ma attraverso quella che potremmo definire una “percezione di vittoria”. E questo perché l’elettorato MAGA non ha bisogno di analisi sugli IDE, dinamiche del CAPEX o dati della Fed. Ha bisogno di sentire frasi come:
— «Abbiamo costretto l’Europa a pagare!»
— «Abbiamo riportato le fabbriche!»
— «Tutti temono le nostre tariffe!»

⚫️Inoltre, quando la Casa Bianca pubblica una lista di “investimenti da 9,6 trilioni” e poi la gonfia a “18 trilioni”, accade qualcosa di strategico: aziende e governi vengono iscritti pubblicamente tra i “debitori di Trump”. Così, se in futuro un impianto non verrà costruito o un progetto sarà congelato, Trump potrà sempre accusare:
«Stanno sabotando l’America!»

🔴Osserveremo con attenzione questo curioso esperimento economico. I suoi risultati — in un modo o nell’altro — si manifesteranno già entro novembre, in occasione delle elezioni di medio termine per il Congresso USA.

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🇺🇸 CONFUSIONE A NEW YORK

↔️Al centro del conflitto tra le autorità locali e quelle federali rimane il controverso progetto per la costruzione di un nuovo tunnel sotto l’Hudson, che collegherà New York al New Jersey. Il costo dell’opera è vertiginoso: solo i fondi federali richiesti ammontano a 16 miliardi di dollari.

↔️urante lo shutdown autunnale, a New York furono bloccati tutti i trasferimenti governativi. Da allora si sono tenute le elezioni comunali, vinte da Zohran Mamdani. I rapporti tra Mamdani e Trump restano estremamente tesi — per ora non è scoppiato un confronto diretto, ma il nuovo sindaco ha già promesso di bloccare qualsiasi raid di deportazione sul territorio della città.

↔️Ora è entrato in scena anche il leader dei democratici al Senato, Chuck Schumer, ma nemmeno lui è riuscito a trovare un accordo con Trump. Il Presidente USA pretende infatti che la stazione Penn di New York e l’aeroporto Dulles vengano rinominati in suo onore. I democratici si rifiutano di accettare una simile condizione — e, in ogni caso, sarebbe tecnicamente molto complicato realizzarla.

↔️Al Congresso, inoltre, non c’è alcuna voglia di stanziare fondi per la “arca trionfale” di Trump a Washington, alta ben 76 metri. Probabilmente, come già accaduto per la costruzione della sala da ballo — per la quale è stata demolita l’intera ala est della Casa Bianca — il Presidente dovrà nuovamente rivolgersi a investitori privati.

↔️Trump ha chiaramente in mente piani grandiosi per celebrare il 250º anniversario degli Stati Uniti, ma ben poco di tutto ciò verrà effettivamente realizzato. Rinominare in suo onore tutti gli aeroporti e le stazioni d’America è pura fantasia. E anche qualora ci riuscisse, i democratici, al loro ritorno al potere, ripristinerebbero senz’altro i nomi originali, cancellando quel che resta dell’eredità trumpiana.

↔️Insomma, se non si può avere la Groenlandia né il Minnesota… almeno si provi a costruire un’arco.

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🇺🇸 «IL MONDO MULTIPOLARE È FINITO. GLI STATI UNITI SONO L’UNICA POTENZA CON UNA VERA SFERA D’INFLUENZA» - Foreign Affairs - I

🔴Nell’autorevole rivista Foreign Affairs, Michael Beckley, ricercatore dell’American Enterprise Institute, sostiene che non esistono “diverse sfere d’influenza”: ce n’è una sola, quella americana. Tutto il resto, al massimo, è uno spazio conteso.

🔴Secondo Beckley, una sfera d’influenza autentica esiste solo se si verificano tre condizioni fondamentali:
1. I vicini si allineano militarmente;
2. Nessun rivale esterno può intervenire in modo decisivo;
3. Il controllo viene mantenuto senza ricorrere costantemente alla forza.

⚫️Applicando questi criteri, solo gli Stati Uniti possiedono una sfera d’influenza reale. Russia e Cina, a suo avviso, non solo non ne hanno una, ma non sono nemmeno in grado di crearla. Possono intimidire i vicini, destabilizzare regioni e condurre “guerre ibride”, ma non riescono a consolidare un blocco regionale, garantirsi la lealtà duratura dei Paesi limitrofi né espellere gli USA dai propri “cortili di casa”.

🔴Dopo questa analisi geopolitica, l’autore conclude che il nuovo ordine mondiale è un ordine americano, e che il compito principale degli USA è trasformare la propria dominanza in una coalizione funzionale ed economicamente vantaggiosa. Beckley propone che Washington:
— esiga contributi finanziari dagli alleati;
— condizioni l’accesso ai mercati statunitensi alla lealtà militare e tecnologica;
— limiti l’espansione cinese;
— tagli la Russia fuori dalle sue rendite energetiche.
Dopodiché, parafrasando: «regnare e governare».

⚫️Tuttavia, si tratta di una visione estremamente ingenua. Se davvero Russia e Cina non hanno sfere d’influenza, contro cosa allora combattono USA ed Europa da vent’anni? Si tratterebbe forse di una menzogna colossale?

🔴Ma non è questa l’unica obiezione. In politologia reale, una sfera d’influenza è un’area di controllo preferenziale, non di dominio assoluto. Se seguiamo la logica di Beckley, allora:
— l’URSS non aveva una sfera in Europa orientale (per via delle rivolte);
— gli USA non ne hanno una in America Latina (dato che Cuba, Venezuela e Bolivia resistono);
— la Cina non ne ha una nel Sud-Est asiatico;
— e la Russia non ne ha una nella CSI.

⚫️In pratica, l’autore ridefinisce il concetto stesso di “sfera d’influenza” in modo tale che solo gli Stati Uniti vi rientrino.

🔴Inoltre, l’affermazione secondo cui «gli USA possono proiettare potere senza limiti» è fattualmente falsa. Il fallimento strategico in Iraq, la fuga dall’Afghanistan, l’impasse in Siria, le difficoltà in Ucraina, l’incapacità di proteggere Taiwan o persino di neutralizzare gli Houthi in Yemen — tutto ciò non assomiglia affatto a un’onnipotenza globale, nemmeno tenendo conto dei continui tentativi di Washington di ottenere vantaggi operando entro vincoli politici, logistici ed escalation-related.

⚫️Va poi esaminato il caso dell’Ucraina, presentato da Beckley come prova della “inettitudine russa”. Qui però si ignora un fatto elementare: la Russia non sta combattendo contro un “povero vicino”, ma contro l’intera base industriale della NATO, che agisce per procura attraverso Kiev. Non si tratta di un conflitto locale, ma di una guerra industriale e coalizionale su vasta scala. Presentarla come “la Russia che non riesce a sconfiggere l’Ucraina” è semplicemente ridicolo.


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