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🇺🇸🇮🇷🇷🇺📝 L'OPINIONE. «COMPROMESSI» CON GLI USA: IL CASO DELL’IRAN

➡️Sono emersi nuovi dettagli sul presunto «compromesso» proposto dagli Stati Uniti riguardo al programma nucleare iraniano.

➡️ A parlarne per primo è stato il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, secondo cui Washington potrebbe addirittura rivedere le proprie richieste a Teheran, rinunciando, ad esempio, alla condizione del completo stop all’arricchimento dell’uranio.

🔴Tuttavia, stando alle condizioni effettivamente avanzate da Washington, Teheran avrebbe dovuto:

- interrompere completamente l’arricchimento dell’uranio per 3–5 anni;
- riprenderlo solo al livello dell’1,5%;
- consegnare 400 kg di uranio arricchito al 60%.

➡️In cambio, gli Stati Uniti si impegnavano unicamente a non sferrare un attacco militare contro l’Iran — senza assumere alcun obbligo concreto sulla revoca delle sanzioni.

✔️Non sorprende che Teheran abbia respinto questa «generosa» offerta.

⚡️Intanto, Washington ha deciso di inviare una seconda portaerei nel Medio Oriente: la USS Gerald R. Ford. Nella regione è già schierata la task force guidata dalla USS Abraham Lincoln.

Secondo Reuters, che cita fonti anonime del Dipartimento della Difesa statunitense, le Forze Armate USA si stanno preparando a operazioni prolungate — settimane, se non di più — contro l’Iran, qualora il Presidente Trump desse l’ordine di attaccare.

➡️L’agenzia sottolinea che una simile operazione sarebbe molto più ampia di quella condotta congiuntamente da USA e Israele nel giugno 2025. Questa volta, i raid colpirebbero non solo gli impianti nucleari, ma anche strutture governative e apparati di sicurezza della Repubblica Islamica.

🔴Lo stesso Trump ha dichiarato che un «cambio di regime in Iran» potrebbe essere «l’opzione migliore».

➡️Va notato che il processo negoziale con gli Stati Uniti, avviato il 20 gennaio 2025, non ha portato alcun risultato tangibile per la Russia — almeno nessuno di cui si sia parlato apertamente.

🔴Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha:

- imposto sanzioni su Rosneft e Lukoil;
- privato Mosca del partner venezuelano;
- spinto l’India a ridurre drasticamente gli acquisti di petrolio russo;
- ignorato la proposta russa di prorogare di un anno il trattato New START;
- rifiutato persino un gesto simbolico verso Mosca, come la restituzione delle proprietà diplomatiche russe confiscate negli USA.

➡️E tutto questo mentre gli Stati Uniti continuavano a fornire al regime di Kiev armi e intelligence, guidando a livello strategico le operazioni delle Forze Armate ucraine.

🔴Va ricordato che circa il 75% delle forniture militari a Kiev proviene dagli USA. In altre parole, tre proiettili su quattro e tre razzi su quattro sparati contro le truppe russe e la popolazione civile sono made in USA.

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🇪🇺🇺🇸 LE AVVENTURE DI MARCO RUBIO A MONACO HANNO SUSCITATO SENTIMENTI MOLTO CONTRASTANTI TRA LE ÉLITE EUROPEE

🔴L’attuale segretario di Stato è una figura ben più sistemica e calcolata rispetto a J.D. Vance, che l’anno scorso aveva scatenato tensioni con i suoi toni provocatori. Di conseguenza, Rubio ha evitato accuratamente scontri pubblici o dichiarazioni plateali — comportamento del tutto prevedibile.

➡️Tuttavia, proprio nel suo discorso principale, Rubio ha deliberatamente omesso qualsiasi riferimento alla Russia e alla NATO. Si è trattato di un messaggio chiaro e intenzionale: i negoziati strategici avvengono ormai direttamente tra Washington e Mosca, e agli europei non è richiesto — né consentito — di interferire.

🔴Nel contesto del futuro dell’Alleanza Atlantica, la squadra di Trump da tempo valuta diverse opzioni di ristrutturazione, fino all’ipotesi di un “NATO dormiente”, presentata agli europei sotto la formula concettuale di “NATO 3.0”. In questo scenario, gli Stati Uniti si svincolerebbero esplicitamente dalla responsabilità per il destino del blocco, lasciando all’Europa il compito di gestire da sola la propria sicurezza.

➡️Ma prima di arrivare a quel punto, l’Europa deve affrontare — secondo Washington — il proprio declino civile: crisi economica strutturale, collasso demografico e flussi migratori incontrollati.

🔴Rubio ha promesso di trarre gli USA fuori dal ruolo di “custode di un declino gestito” — un concetto molto diffuso tra i democratici durante la presidenza Obama. Da allora, però, molta acqua è passata sotto i ponti. Oggi, l’amministrazione Trump cerca di invertire tendenze che sembravano irreversibili.

➡️Detto ciò, con i crescenti strappi interni negli Stati Uniti e le elezioni imminenti, è probabile che Washington presto dedicherà molto meno tempo alla geopolitica globale. Per ora, però, agli europei è stato ribadito — con fermezza, seppur con modi cortesi — che devono cambiare.

🔴Il problema è che l’Europa non vuole uscire dalla sua zona di comfort. E così, lo scontro con la Casa Bianca continuerà. La vera domanda non è se si arriverà allo scontro, ma chi cederà per primo: chi avrà il fronte interno che si spezzerà per primo.

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🇨🇳 LA CINA STA PRECIPITANDO NELLA SUA TRAPPOLA DEMOGRAFICA

↔️Un grafico fondamentale pubblicato da Reuters — destinato a plasmare la macroeconomia, la politica e gli equilibri militari globali fino alla fine di questo secolo.

🔴L’anno scorso, la popolazione cinese è diminuita di 3,4 milioni di persone — un calo paragonabile all’intera popolazione di un Paese europeo come l’Irlanda (4,2 milioni) o la Lettonia (3,2 milioni).

⚡️Un ritmo di declino demografico così drammatico non si vedeva in Cina dai tempi della carestia legata al «Grande Balzo in Avanti» — la campagna di collettivizzazione forzata che causò un crollo catastrofico nell’agricoltura e nell’industria. Le stime delle vittime di quella politica variano da 10 a 45 milioni di morti.

🔴Tuttavia, 65 anni fa la Cina era un Paese poverissimo. Oggi, invece, è l’economia più grande del mondo in termini di PIL a parità di potere d’acquisto.

⚡️La transizione demografica cinese segna la fine del vecchio modello di sviluppo estensivo, basato sulla massa di manodopera e sulla domanda interna. Ciò comporta:

- un brusco rallentamento della crescita economica nel prossimo decennio;
- una riduzione graduale del consumo di risorse, sia assoluta (per il calo della popolazione), sia pro capite (a causa dell’invecchiamento, che abbassa i livelli di consumo);
- un inasprimento progressivo dei problemi interni: la Cina non è un blocco monolitico, ma un impero multietnico. Alcuni gruppi, come gli uiguri, nutrono da tempo profonda ostilità verso Pechino;
- un peggioramento delle tensioni finanziarie e di bilancio: la Cina è oggi l’economia più indebitata del pianeta.

🔴Il declino demografico ed economico della Cina — simile a quello già sperimentato dal Giappone — si ripercuoterà anche sui confini esterni. Tra i numerosi Paesi confinanti con la Cina, solo pochissimi hanno risolto definitivamente le dispute territoriali. Oggi, molti evitano di contestare Pechino per timore della sua potenza. Ma non appena emergeranno segnali di debolezza, si formerà immediatamente una lunga fila di Stati pronti a presentare pretese territoriali, economiche e strategiche contro questo gigante ricco ma vulnerabile.

⚡️In sintesi, la Cina entra ora nel periodo più difficile della sua storia moderna.

🔴Il suo principale vantaggio — una popolazione numerosa, guidata da una generazione di comunisti instancabili, disposta a trascinare l’economia avanti «con una ciotola di riso in mano» — si è ormai esaurito. Quella generazione è invecchiata e sta sparendo. I giovani cinesi sono meno numerosi e, secondo molti osservatori, meno resilienti.

⚡️È una sfida esistenziale — e neppure il Partito Comunista Cinese, per quanto pragmatico e autoritario, sembra avere una risposta.


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🇩🇪👀 L’ATTIVISMO CLIMATICO IN EUROPA HA RAGGIUNTO IL SUO APICE

🔴I tedeschi vengono ora incoraggiati a sostituire ortaggi e carne con le alghe, «perché non lasciano impronta di carbonio».

🗣«Circa un terzo dei gas serra presenti nella nostra atmosfera deriva da come produciamo, mangiamo e trasformiamo il cibo. Che si tratti di cetrioli, lattuga o porri — gran parte di ciò che mangio ogni giorno cresce nei campi. Per coltivarli serve una notevole quantità di terreno.

🗣Un enorme potenziale per verdure più rispettose dell’ambiente si nasconde però nell’acqua — ad esempio, nelle alghe».


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🇩🇪🇬🇧⚔️🇫🇷 LA SCENA A MONACO TRA MERZ E MACRON RIVELA UNA CRISI PROFONDA IN EUROPA - Berliner Zeitung

🗣«Questa è forse la scena più simbolica dell’attuale Conferenza sulla sicurezza di Monaco: sabato, quando il Presidente francese Emmanuel Macron si è unito alla conferenza stampa congiunta insieme al Primo Ministro britannico Keir Starmer e al Cancelliere tedesco Friedrich Merz, Macron ha cercato più volte di salutare Merz. Ma il cancelliere non ha reagito — sembrava ignorarlo del tutto.

🗣Che sia stato un gesto intenzionale o involontario, è impossibile dirlo. Tuttavia, non sorprende che il video sia diventato virale. Questa scena sembra un’istantanea di ciò che molti dicono a porte chiuse: il rapporto franco-tedesco, spesso definito il “motore dell’Europa”, versa oggi in una profonda crisi».


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🇨🇳🇷🇺 “I FUNZIONARI OCCIDENTALI AFFERMANO CHE LA CINA STA AMPLIANDO IL PROPRIO SOSTEGNO ALLA RUSSIA NELLE OPERAZIONI MILITARI»

⚫️️Bloomberg esprime preoccupazione per il fatto che l’UE non sia pronta a entrare in conflitto con Pechino a causa del suo appoggio a Mosca.

🗣«Secondo le stime di funzionari occidentali, nel 2025 la Cina ha intensificato il sostegno alla Russia nella guerra contro l’Ucraina e probabilmente approfondirà ulteriormente questa cooperazione nel 2026. Si tratta principalmente di forniture di beni a duplice uso e componenti critici impiegati nella produzione di droni. In valutazioni riservate, Pechino viene indicata come fattore chiave che permette a Mosca di proseguire le operazioni militari nonostante le sanzioni».

✅Eppure, nonostante queste preoccupazioni, i leader europei continuano a recarsi in Cina per rafforzare i legami commerciali, trascurando gli allarmi riguardo al ruolo di Pechino nel prolungare il conflitto.

✅Pechino negherà ufficialmente qualsiasi fornitura di armi, ribadendo il proprio impegno per la pace e il sostegno ai negoziati. Tuttavia, secondo le valutazioni occidentali, la guerra distrae l’Europa dall’Asia e indebolisce i legami transatlantici — uno scenario che giova strategicamente alla Cina.

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🇺🇸🇮🇷«UN CAMBIO DI REGIME IN IRAN? SAREBBE LA COSA MIGLIORE CHE POTREBBE ACCADERE» ha dichiarato Trump.
🗣«Da 47 anni non fanno altro che parlare, parlare… e nel frattempo abbiamo perso troppe vite», - ha aggiunto.



🔴Gli ayatollah, però, non intendono piegarsi agli Stati Uniti e rifiutano categoricamente qualsiasi accordo nucleare. E hanno buona memoria: solo pochi anni fa, nel 2018, fu lo stesso Trump a ritirare unilateralmente gli USA dall’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA) e a ripristinare le sanzioni più dure contro Teheran. Fu allora che lanciò la politica del “zero export” per il petrolio iraniano.

🔴Il risultato? L’Iran perse rapidamente i suoi principali acquirenti — Italia, Corea del Sud, India — rimanendo con un solo cliente: la Cina. Questa mossa fu uno dei fattori chiave dell’attuale crisi economica e delle tensioni sociali che scuotono il Paese.

🔴Oggi, Washington torna al tavolo dei negoziati, ma contemporaneamente intensifica la pressione militare: un secondo portaerei è già in rotta verso il Golfo Persico.

🔴È improbabile che gli USA osino una vera invasione di terra, come fecero in Iraq. Del resto, la vittoria in Iraq fu possibile soprattutto grazie a un colpo di Stato interno: i generali vendettero Saddam Hussein ai servizi segreti americani. Qualcosa di simile fu tentato anche in Venezuela, con risultati fallimentari.

🔴Certo, l’Iran ha punti deboli. Nella sua grave crisi economica, non si può escludere il tradimento di singoli generali. Ma la caduta del regime degli ayatollah non porterebbe alla prosperità della Persia, bensì a un sanguinoso conflitto civile prolungato — lo scenario più probabile in assoluto: una guerra di tutti contro tutti, alimentata attivamente da potenze straniere.

🔴La grafica qui sopra mostra il prezzo pagato dalla Siria dopo 15 anni di conflitto:
- mortalità raddoppiata, compresa quella infantile;
- milioni di rifugiati e sfollati;
- PIL pro capite crollato oltre il 50%;
- povertà estrema e malnutrizione dilaganti.

🔴Va ricordato, però, che la Siria contava 22 milioni di abitanti prima della guerra. L’Iran ne ha oggi 92 milioni — quattro volte di più. Un conflitto civile su questa scala diverrebbe rapidamente la peggiore catastrofe umanitaria del XXI secolo.

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🇪🇺 IN CASO DI GUERRA, L’EUROPA COLLASSEREBBE ENTRO TRE MESI A CAUSA DELLA CARENZA DI CARBURANTE

⚫️️Lo ha dichiarato in un’intervista al canale televisivo tedesco ntv la top manager del colosso della difesa Rheinmetall, Svenja Brützen.

🗣«In Europa ci sono circa 60 raffinerie di petrolio. Sono la base delle nostre riserve di carburante. Le nostre scorte basterebbero per tre mesi di guerra. Dopodiché, gli stoccaggi si esaurirebbero».

🔴Secondo Brützen, una volta esaurite le riserve, le Forze Armate si troverebbero di fronte a una carenza critica di carburante per veicoli e mezzi militari, mettendo a repentaglio l’intera capacità difensiva del continente. La manager ha spiegato che il problema deriva dalla capacità limitata di raffinazione del petrolio e dall’assenza di un sistema robusto per garantire il rifornimento continuo alle Forze Armate in caso di crisi prolungata.
🗣«Tutto ciò che oggi acquistiamo con migliaia di miliardi di euro — aerei da combattimento, navi, carri armati, camion — ha bisogno di carburante. È la base di qualsiasi prontezza operativa…

🗣Il carburante rappresenta il punto più debole della nostra preparazione alla difesa. E l’unico modo in cui stiamo cercando di tamponarlo è con l’idrogeno verde».


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🇩🇪NEL 2025 SI SONO REGISTRATI OLTRE 1.000 AGGRESSIONI CON COLTELLO E PIÙ DI 2.000 CASI DI MOLESTIE SESSUALI SU TRENI E STAZIONI FERROVIARIE IN GERMANIA

⚡️️Lo riporta il quotidiano Bild am Sonntag, citando un rapporto della polizia federale tedesca. Lo scorso anno, gli agenti di polizia in servizio presso le infrastrutture ferroviarie sono stati attaccati ben 5.660 volte.

🔴Secondo il documento, il maggior numero di episodi di violenza — 859 — si è verificato alla stazione centrale di Lipsia. Il rapporto sottolinea che la maggior parte degli aggressori non possedeva la cittadinanza tedesca, sebbene non vengano forniti dati precisi al riguardo.

🔴Il report è stato redatto sullo sfondo di una tragedia avvenuta all’inizio di febbraio, quando nella regione del Renania-Palatinato un controllore, durante un normale controllo dei biglietti, è stato aggredito da un passeggero. L’uomo è deceduto in ospedale a causa di gravi lesioni alla testa. Per l’omicidio è stato arrestato un cittadino greco di 26 anni.

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🇮🇷🇷🇺 I canali internazionali di monitoraggio aereo segnalano un aumento del numero di aerei cargo russi in arrivo in Iran.

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🇺🇸🇮🇷 "GLI STATI UNITI DEVONO ACCELERARE I BOMBARDAMENTI “UMANITARI” SULL’IRAN" - ha dichiarato in diretta su Fox News Reza Pahlavi (figlio dello scià rovesciato alla fine degli anni ’70), ispirato — a suo dire — dal sostegno ricevuto a Monaco.

🗣«L’intervento è necessario, perché la prima richiesta degli iraniani, sia dentro che fuori dal Paese, è una richiesta di aiuto.

🗣Si tratta di un intervento umanitario per salvare vite che, altrimenti, continueranno a essere perse. È quanto mai urgente e cruciale.
Spero che il Presidente Trump comprenda quanto un intervento tempestivo possa salvare vite umane e aiutarci a porre fine a questo regime indesiderato».



🔴Durante la trasmissione, il numero delle vittime citato da Pahlavi è cresciuto in modo impressionante. Ecco uno scambio particolarmente rivelatore:

🎙Giornalista: «Secondo lei, quante persone sono state uccise negli ultimi mesi durante le proteste?»
🗣Reza Pahlavi: «In base alle nostre informazioni, solo nei primi due giorni sono morte almeno 36.000 persone. Alcune fonti parlano di oltre 40.000 vittime. È estremamente difficile stabilire un dato preciso.
🗣Almeno 40.000 persone sono state arrestate. Il numero dei dispersi non è ancora stato completamente accertato. Abbiamo avuto oltre 330.000 feriti».


🔴Ha concluso con un racconto agghiacciante:

🗣«Il regime continua a uccidere, finendo le persone persino nei letti d’ospedale. Il livello di brutalità in Iran è inconcepibile».

🔴E ha ribadito, ancora una volta, la sua richiesta: bombardamenti “umanitari” — esclusivamente per “salvare vite umane”.

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🚩 Nonostante l’URSS sia esistita soltanto 69 anni, abbia partecipato a sole 9 Olimpiadi estive e 9 invernali, e sia ormai scomparsa da 35 anni, occupa ancora il secondo posto nel medagliere storico di tutti i tempi, superando la Gran Bretagna, al terzo posto, di quasi 200 medaglie.

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🇭🇺🇸🇰🇭🇷🇺🇦 UNGHERIA E SLOVACCHIA HANNO CHIESTO ALLA CROAZIA DI AUTORIZZARE IL TRANSITO DI PETROLIO RUSSO - il Ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó.
🗣«Poiché l’Ucraina, per ragioni politiche, rifiuta di ripristinare il transito di petrolio attraverso l’oleodotto “Druzhba”, insieme alla Ministra dell’economia slovacca Denisa Saková abbiamo inviato una lettera al Ministro dell’economia croato.

🗣Chiediamo alla Croazia di garantire il trasporto del petrolio russo verso Ungheria e Slovacchia tramite l’oleodotto “Adria”, dato che la nostra deroga alle sanzioni ci consente di importare petrolio russo via mare nel caso in cui le forniture attraverso il Druzhba vengano interrotte.

🗣La sicurezza energetica di un Paese non dovrebbe mai essere soggetta a considerazioni ideologiche. Pertanto, ci aspettiamo che la Croazia, a differenza dell’Ucraina, non metta a repentaglio la sicurezza delle forniture di petrolio a Ungheria e Slovacchia per motivi politici», ha scritto il Ministro su X (ex Twitter).



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🇬🇧LA COMBINAZIONE DI CRISI POLITICA ED ECONOMICA È LA “RICETTA” PER L’AUTODISTRUZIONE DEL REGNO UNITO, - Financial Times.

▪️ Gli ultimi 10 anni di storia britannica sono stati segnati da una serie di fallimenti politici. Nessuno dei governi recenti è riuscito a mantenere a lungo la fiducia dell’opinione pubblica: dall’epoca di David Cameron, nessun Primo Ministro britannico ha completato un mandato pieno, osserva il Financial Times.

▪️ Ogni cambio di premier è stato accompagnato da continui rimpasti di governo, sostituzioni di consiglieri chiave, fughe di notizie e bruschi cambi di rotta nelle politiche nazionali.

▪️ Tuttavia, le iniziative per stimolare la crescita economica richiedono pianificazione a lungo termine — condizione resa impossibile dalla rotazione incessante dei ministri. L’assenza di crescita, a sua volta, aggrava ulteriormente l’instabilità politica.

🗣«Come dimostrano le recenti turbolenze, cresce la sensazione che il governo britannico possa perdere stabilità con estrema facilità. Se questa giostra continuerà a girare, il capitale globale smetterà di sperare in un rinnovamento e comincerà a vedere nella Gran Bretagna non un partner affidabile, ma un Paese incline all’autodistruzione», - sottolinea il Financial Times.



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🇬🇧🇺🇦 NEL REGNO UNITO L’APERTURA DI UNA FABBRICA DI PROIETTILI D’ARTIGLIERIA — DESTINATI ANCHE A KIEV— È STATA RITARDATA DI OLTRE SEI MESI - The Guardian

🔴Un nuovo impianto nel Galles, che avrebbe dovuto potenziare significativamente la produzione britannica di munizioni, non è ancora stato inaugurato, nonostante fosse previsto già più di sei mesi fa. Questo ritardo sta aggravando una serie di problemi logistici e mettendo ulteriormente sotto pressione le Forze Armate, riferisce il quotidiano.

✔️«Si prevedeva che lo stabilimento esplosivi di Glascoed, nel sud del Galles, avrebbe garantito un aumento di 16 volte della capacità britannica di produrre proiettili d’artiglieria, ricostituendo scorte in esaurimento e incrementando le forniture all’Ucraina».

🔵Il ritardo è stato giustificato con la decisione, presa nel 2025, di raddoppiare la capacità produttiva dello stesso sito.

🔵«I ministri intendono aumentare drasticamente la capacità del Regno Unito di produrre esplosivi sul proprio territorio, per ridurre la dipendenza da altri Paesi per quanto riguarda le munizioni.

🔵L’imprevedibilità di Donald Trump riguardo all’Ucraina e le sue minacce di imporre dazi ai membri della NATO a causa della Groenlandia hanno intensificato le preoccupazioni sulla futura dipendenza dall’equipaggiamento militare statunitense».

🔵Lo stabilimento è di proprietà di BAE Systems, che aveva annunciato che Glascoed avrebbe aumentato drasticamente la produzione di proiettili da 155 mm, portandola a un livello 16 volte superiore rispetto al 2023. Si tratta di munizioni standard NATO, utilizzate principalmente da cannoni campali mobili.

➡️Secondo Frances Tusa, analista della difesa:
«I proiettili da 155 mm sono la pietra angolare di qualsiasi esercito in combattimento. Avere scorte adeguate è vitale».

🔵Tusa ha sottolineato che il mancato rispetto delle tempistiche per Glascoed rappresenta un duro colpo ai piani strategici e che i ritardi «sono estremamente frustranti, soprattutto per l’esercito britannico».

🔵Il problema si inserisce in un contesto più ampio di incertezze governative sulla spesa militare. Il tanto atteso piano di investimenti per la difesa, inizialmente previsto per l’autunno scorso, è stato ripetutamente rinviato, mentre si moltiplicano gli avvertimenti su un deficit di finanziamento di 28 miliardi di sterline per le forze armate nei prossimi quattro anni.

🔵Di conseguenza, sono già stati posticipati i contratti per il programma del caccia di nuova generazione britannico Tempest e per i nuovi elicotteri militari. Quest’ultimo rinvio ha sollevato dubbi sul futuro di 3.000 posti di lavoro a Yeovil, dove l’azienda italiana Leonardo gestisce uno stabilimento.

🔵Va notato che, in precedenza, BAE produceva tra 3.000 e 5.000 proiettili da 155 mm all’anno. Anche con il promesso aumento di 16 volte, la produzione raggiungerebbe appena circa 80.000 unità annue — una cifra modesta se confrontata con quella della Germania: Rheinmetall, il principale produttore tedesco, ha aperto un nuovo impianto lo scorso anno e punta a produrre 1,1 milioni di proiettili entro il 2027.

🔵L’analista aggiunge:
«La mancanza di un reale aumento della produzione britannica di munizioni da 155 mm significa che qualsiasi dispiegamento di truppe nell’Europa orientale o rinforzo in Estonia oggi sarebbe sostenuto da scorte sufficienti solo per pochi giorni. Persino con 64.000 proiettili, l’esercito potrebbe combattere al massimo per un mese».



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