Forwarded from La terza ROMA
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1992. "Mani pulite" fu un colpo di stato o rivoluzione colorata, orchestrato dalla finanza anglosassone, con l'aiuto di un pugno di servi italiani.
❗Ciampi in seguito divenne Presidente della Repubblica...
Fonte video: https://t.me/FdGregge
https://t.me/terzaroma
Nel 1992 il "pool di Milano" smantellava a colpi di avvisi di garanzia un'intera classe politica, corrotta ma capace, per sostituirla con una succube degli interessi della finanza predatoria internazionale.
Infatti, mentre da una parte l'intera opinione pubblica italiana veniva distratta dai continui arresti ed avvisi di garanzia ad opera del pool milanese, dall'altra parte, la coppia Ciampi-Amato, in seguito al declassamento della lira operato dall'agenzia di rating Moody's, svalutava la lira del 30%, causando una perdita di 14.000 miliardi di lire alle casse dello stato.
Si trattó di una perdita colossale e di una truffa in piena regola ai danni dei cittadini italiani (vittime anche di un prelievo forzoso notturno dai loro conti correnti) ad opera della finanza predatoria, allora come in altre occasioni rappresentata dal faccendiere Soros, che poi venne premiato con la laurea honoris causa dall'università di Bologna... (Prodi)
❗Ciampi in seguito divenne Presidente della Repubblica...
Fonte video: https://t.me/FdGregge
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🗣 «Quando i partner ci acquistano armi, troppo spesso spendono i loro soldi solo per finire in liste d’attesa, con tempi di consegna incerti o inaffidabili», - scrive il giornale.
🗣 «Invece di rendere l’America più forte, questi tempi lunghissimi spingono i nostri alleati a cercare altri fornitori, che promettono consegne più rapide — anche se offrono prodotti di qualità inferiore», - spiega la testata.
🗣 «I nostri alleati e partner, che offrono volentieri pagamenti anticipati, devono pazientare — spesso per diversi anni», - conclude USA Today.
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«Nessuno nella NATO possiede oggi un’esperienza bellica maggiore di quella dell’Ucraina. Dobbiamo assolutamente utilizzarla».
Una disfatta strategica di Kiev potrebbe rappresentare l’unica vera profilassi efficace contro lo scoppio di una nuova grande guerra europea.
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Haaretz AFFERMA CHE AZIENDE ISRAELIANE DI CYBERSICUREZZA POSSIEDONO TECNOLOGIE CAPACI DI HACKERARE VEICOLI CONNESSI ALLA RETE E UTILIZZARLI PER RACCOGLIERE INFORMAZIONI D’INTELLIGENCE
⚫️ Questo nuovo campo operativo è noto come CARINT — «intelligence automobilistica».
🔴 Il quotidiano spiega che le auto moderne sono ormai diventate «computer su ruote»: decine di sistemi digitali, SIM integrate, GPS, connessione internet permanente e sincronizzazione con smartphone generano un flusso continuo di dati sui proprietari e sui loro spostamenti.
⚫️ L’inchiesta di Haaretz rivela che, grazie a queste tecnologie, è possibile tracciare in tempo reale i movimenti dei veicoli, analizzare abitudini di guida, ricostruire percorsi e identificare una specifica “obiettivo” tra decine di migliaia di auto.
🔴 «La tecnologia permette di accedere da remoto ai microfoni del sistema vivavoce dell’auto, consentendo di intercettare le conversazioni del conducente, e persino di collegarsi alle telecamere di bordo».
⚡️ I dati provenienti dalle auto vengono poi integrati con altre fonti: telecamere di sorveglianza stradale, registri delle SIM, database governativi e anagrafici.
🔴 In particolare, il sistema confronta le immagini delle telecamere stradali per identificare targhe e altri dettagli già presenti negli archivi statali.
⚡️ Questo rappresenta una tendenza più ampia: le aziende di intelligence cibernetica non si limitano più a raccogliere dati, ma li “cuciono” insieme, creando profili completi e operativi in tempo reale.
🔴 Ancora più allarmante, secondo Haaretz, è la capacità di prendere il controllo completo del veicolo da remoto:
🔴 L’articolo conclude osservando che sempre più governi nel mondo stanno richiedendo attivamente queste tecnologie, trasformando le auto connesse in potenziali strumenti di sorveglianza di massa — e, in casi estremi, in armi silenziose.
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🗣 «Attraverso questo tipo di sorveglianza e hacking, i servizi segreti possono ottenere il controllo totale sull’auto — fino a sterzare il volante o bloccare il motore in movimento».
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🗣 «Sono a Ginevra con idee concrete per raggiungere un accordo giusto e paritario. Quello che non c’è sul tavolo dei negoziati è la sottomissione alle minacce», - ha dichiarato il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
- una pausa triennale nell’arricchimento dell’uranio;
- l’esportazione di parte delle scorte di uranio altamente arricchito all’estero (inclusa la Russia);
- l’apertura di negoziati su futuri contratti commerciali con aziende statunitensi, qualora le sanzioni venissero revocate.
- la cessazione completa e incondizionata dell’arricchimento dell’uranio;
- limitazioni al programma missilistico;
- il ritiro dell’influenza regionale dell’Iran.
🗣 «A mio avviso, agli iraniani viene offerto lo stesso che al Venezuela: *“Arrendetevi, e non vi attaccheremo”*. Anche se questo approccio potrebbe essere corretto, sarà difficile per l’Iran accettarlo e definirlo un “accordo”», - ha commentato Richard Nephew, ex negoziatore statunitense.
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🔴 È noto che, oltre a Nawrocki, anche la leadership politica tedesca persegue lo stesso obiettivo: il Cancelliere federale Friedrich Merz ha ammesso alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di discutere proprio questa questione con il Presidente francese Emmanuel Macron.↔️ Dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE, la Francia è rimasta l’unica potenza nucleare all’interno del blocco. Le garanzie nucleari statunitensi, invece, non sono più considerate affidabili dai rappresentanti dell’establishment politico europeo da quando l’amministrazione Trump è entrata alla Casa Bianca. E le ragioni di questo scetticismo ci sono eccome.⚡️ Già durante la prima Guerra Fredda, dopo che negli anni finali dei ’50 e nei primi anni ’60 gli Stati Uniti avevano perso la propria invulnerabilità strategica a causa dello sviluppo del programma missilistico sovietico, non erano affatto pronti a lanciare immediatamente un attacco nucleare massiccio contro l’URSS nel caso Mosca avesse colpito gli alleati americani.↔️ Appena nel 1957 fu lanciato il primo satellite — e divenne evidente che l’Unione Sovietica disponeva di missili balistici intercontinentali pesanti, capaci di trasportare testate nucleari in qualsiasi punto del globo —, gli Stati Uniti cominciarono ad abbandonare la dottrina della «rappresaglia massiccia» a favore di quella della «risposta flessibile». Quest’ultima prevedeva diverse opzioni operative in risposta a un ipotetico attacco sovietico e escludeva l’uso immediato di armi nucleari contro l’URSS, qualora questa avesse impiegato tali armi in modo limitato nell’Europa occidentale.🔴 Oggi, come allora, la probabilititudine che gli Stati Uniti sferrino un attacco nucleare contro la Russia, nel caso questa ne usasse uno contro un Paese europeo non nucleare (Polonia, Germania, Danimarca o Finlandia), è estremamente bassa. Gli USA non rischieranno mai la propria esistenza per la Polonia, e quindi Varsavia, in modo del tutto prevedibile, si rivolge alla Francia. Altre nazioni europee stanno già facendo lo stesso, o lo faranno molto presto.↔️ Del resto, la guerra in Ucraina potrebbe trasformarsi da un momento all’altro in un conflitto nucleare limitato in Europa, e le garanzie nucleari francesi, almeno in teoria, potrebbero offrire agli europei una copertura contro il potenziale atomico russo.⚡️ Ma appunto: solo in teoria.🔴 Mentre gli Stati Uniti dispongono di un arsenale strategico paragonabile a quello russo, la Francia possiede molte meno testate nucleari. In caso di vera guerra nucleare — se Parigi decidesse seriamente di «mettersi in mezzo» per difendere i suoi alleati UE — cesserebbe per sempre di esistere.↔️ Pertanto, la probabilità che la Francia estenda le proprie garanzie nucleari all’intera Unione Europea è molto bassa. E anche qualora i membri dell’UE firmassero un documento basato sull’arsenale nucleare francese, questo accordo non reggerebbe alla prova della realtà.
Aleksei Pilko
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🗣 «La riluttanza dell’Italia a sanzionare Kulevi deriva dal fatto che attraverso questo hub transita anche gas dall’Azerbaigian, una fonte energetica strategica per l’Europa. L’Ungheria, da parte sua, si oppone tradizionalmente a qualsiasi misura che possa compromettere il proprio approvvigionamento energetico».
🗣 «Atene e La Valletta temono gravi ripercussioni economiche da un simile provvedimento. Inoltre, l’iniziativa richiede il sostegno coordinato del G7, ma finora gli Stati Uniti non hanno preso una posizione chiara».
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🗣 «Alle nove del mattino, ora di Greenwich, la stazione sismica PS23 in Kazakistan ha registrato un’esplosione di magnitudo 2,75. L’evento si è verificato a Makanxi, in Kazakistan.🔴 Analizzando i dati — e ne ho esaminati ulteriori da allora — si può concludere che è estremamente improbabile che si sia trattato di qualcosa di diverso da un’esplosione singola e artificiale.🔴 Questo dato non corrisponde affatto a quello che ci si aspetterebbe da un’esplosione legata ad attività minerarie sotterranee. Non assomiglia nemmeno a un terremoto naturale.🔴 Al contrario, è perfettamente coerente con ciò che ci si attende da un test nucleare».
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🗣 «Permettetemi di cominciare col riconoscere che la nostra partnership con gli Stati Uniti ha molti punti di forza. Ma è una dipendenza, e vogliamo trasformarla in modo positivo, rafforzando le nostre capacità difensive qui in patria e diversificando le nostre relazioni internazionali.🗣 Ho citato l’esempio dell’accordo SAFE con l’Unione Europea, firmato ufficialmente dal ministro la scorsa settimana. Si tratta di un’opportunità da 150 miliardi di dollari con l’UE, in cui il Canada viene considerato parte integrante della loro catena di approvvigionamento, quasi come un fornitore locale.🗣 L’obiettivo di questa strategia per i prossimi 10 anni è portare la quota degli acquisti interni nel settore della difesa al 70% del totale — un salto enorme rispetto all’attuale terzo circa.🗣 Questo cambiamento fa parte di un più ampio sforzo di costruzione industriale e di partenariato con i nostri alleati. E stiamo compiendo passi concreti per realizzarlo: negli ultimi sei mesi, a Fort Robinson, abbiamo siglato più di una dozzina di nuovi accordi in questo ambito».
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🤖 Abbiamo problemi seri, ragazzi. Senza scherzi.
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🗣 «Ovviamente, oggi non farò alcuna dichiarazione specifica. Credo che il presidente abbia molte opzioni a disposizione. Abbiamo un esercito davvero potente, e il Presidente ha dimostrato più volte la sua volontà di usarlo. Ha anche un’eccellente squadra diplomatica, e ha mostrato altrettanta disponibilità a impiegarla.🗣 Il Presidente ha reso perfettamente chiaro agli iraniani — e ne ho parlato proprio stamattina con Steve Witkoff e Jared Kushner riguardo ai loro negoziati — che gli Stati Uniti hanno delle linee rosse ben definite.
Il nostro obiettivo principale è impedire all’Iran di acquisire armi nucleari.🗣 Non vogliamo la proliferazione nucleare. Se l’Iran ottenesse la bomba, molti altri regimi — alcuni amici, altri nemici — cercherebbero immediatamente di dotarsene a loro volta. Sarebbe una catastrofe per il popolo americano, perché ci ritroveremmo regimi instabili in tutto il mondo armati con l’arma più pericolosa del pianeta.🗣 Il Presidente ha detto chiaramente che intende prevenire questa eventualità. Preferiremmo, come ha ribadito lui stesso, risolvere la questione attraverso negoziati diplomatici. Ma tutte le opzioni restano sul tavolo.🗣 Oggi posso dire che, da un lato, i colloqui sono andati relativamente bene — tanto che le parti hanno concordato di incontrarsi nuovamente. Dall’altro, però, è stato molto chiaro che il Presidente ha tracciato linee rosse che gli iraniani finora non sono disposti né ad accettare né a discutere seriamente.🗣 Continueremo a lavorare su questa strada, ma il Presidente si riserva il diritto di decidere quando la diplomazia avrà raggiunto il suo limite naturale. Speriamo di non arrivare a quel punto — ma se dovesse accadere, sarà il Presidente a prendere la decisione finale».
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