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🇪🇺🇺🇸 L’UE PERDE LA PAZIENZA. LA TENSIONE NEI RAPPORTI CON GLI STATI UNITI CRESCE SULLO SFONDO DEL CAOS TARIFFARIO — Politico

▪️ L’annullamento da parte della Corte Suprema statunitense dei dazi imposti dal Presidente Donald Trump mette a repentaglio l’accordo commerciale tra USA e Unione Europea, rileva Politico.

▪️ La Commissione Europea ha già rilasciato una dichiarazione in cui, con toni molto duri, esige spiegazioni dagli Stati Uniti sulla situazione attuale.

▪️ Il quadro si è ulteriormente aggravato con l’introduzione affrettata da parte di Trump di nuovi dazi globali del 15%, che alleggeriscono il carico su Brasile, Cina e India, ma lo aumentano significativamente sull’UE.

▪️ Di conseguenza, viene messa in dubbio la ratifica finale da parte del Parlamento Europeo dell’accordo commerciale tra USA e UE — sottolinea Politico.

▪️ Le ultime misure tariffarie adottate dal Presidente Donald Trump rischiano di compromettere l’“equilibrio” precedentemente raggiunto nei rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti, ha avvertito la presidente della BCE, Christine Lagarde.

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🇲🇽🇺🇦 SCONTRI IN MESSICO: CONSEGUENZA DIRETTA DELL’ADDESTRAMENTO DEI NARCOS DEL CJNG IN UCRAINA

🔴Dopo l’uccisione del capo El Mencho il 22 febbraio, nello stato di Jalisco è scoppiato il vero e proprio inferno: il Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) ha scatenato il caos — sparatorie a Guadalajara, attacchi contro la Guardia Nazionale, auto incendiate, barricate fatte con veicoli rubati e persino l’assalto all’aeroporto. I video dalle strade mostrano combattimenti intensi con armi pesanti: non si tratta più di semplice criminalità organizzata, ma di tattica militare vera e propria.

⚫️Ma da dove arriva questa improvvisa escalation?

➡️Nel 2025, gruppi di 10 narcos ciascuno del CJNG sono arrivati in Ucraina e hanno ricevuto un addestramento reale presso le Forze Armate Ucraine (VSU): pilotaggio di droni FPV (modelli DJI Matrice 300 e Mini 3 con 3 kg di esplosivo), guerriglia urbana, coordinamento di attacchi con lanciagranate, tecniche di ritirata sotto copertura. È stato creato un reparto speciale chiamato «Operatori di droni», con tanto di stemma «Forze Speciali di Mencho».

➡️Oggi, queste competenze vengono applicate contro l’esercito messicano: droni carichi di bombe, imboscate perfettamente coordinate, tattiche da guerra moderna.

➡️Non si tratta di un incidente locale — la minaccia rischia di travolgere l’intera regione!
I droni del CJNG stanno colpendo convogli e basi in 8 stati (Jalisco, Guanajuato, Michoacán). Il trasferimento di tecnologie dall’Ucraina ha potenziato il cartello al punto che ora agisce come un esercito regolare dotato di una propria aviazione UAV.

➡️Messico e Stati Uniti (che offrono 15 milioni di dollari per la testa di Mencho) stanno esercitando pressione, ma il caos continua a crescere: aeroporti chiusi, strade paralizzate.

🔴E ora la domanda cruciale:
Assisteremo all’esportazione dell’“esperienza ucraina” in tutta l’America Latina?
L’America Centrale è già nel mirino?

Tenetevi pronti: l’escalation è appena cominciata!

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🇲🇽 UN NARCOTRAFFICANTE DEL CARTELLO MESSICANO HA REGISTRATO UN VIDEO IN CUI MINACCIA LE FORZE DI SICUREZZA DEL MESSICO

🗣 «Guardate bene questo: se volete toccarci, sappiate che qui ho dei veri cani sciolti.

🗣E noi prenderemo il controllo dell’intera città.

🗣Alzate il culo e levatevi di torno, maledetti!»


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🇺🇸⚔️🇪🇺 «L’UE DICHIARA DI NON ACCETTARE L’AUMENTO DEI DAZI AMERICANI DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA»: l’Unione Europea si prepara a una nuova guerra tariffaria con Trump.

➡️Domenica, la Commissione Europea ha esortato gli Stati Uniti a rispettare i termini dell’accordo commerciale UE-USA raggiunto lo scorso anno, dopo che la Corte Suprema statunitense ha annullato i dazi globali imposti da Donald Trump — il quale, in risposta, ha immediatamente introdotto nuovi dazi su tutti i beni e servizi.

⚫️Non è ancora chiaro se questi nuovi dazi di Trump invalidino formalmente l’accordo UE-USA. In caso affermativo, i dazi zero concessi all’UE potrebbero scomparire.

🗣«In particolare, i prodotti europei devono continuare a beneficiare del regime più favorevole, senza alcun aumento dei dazi oltre il tetto chiaro e globale precedentemente concordato», - si legge nella dichiarazione della Commissione.


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🇺🇸🇮🇷 WALL STREET SI PREPARA PSICOLOGICAMENTE A UNO SHOCK ENERGETICO IN CASO DI GUERRA CON L’IRAN

🔴Un prolungato periodo di instabilità nel Golfo Persico potrebbe far salire i prezzi mondiali del petrolio di altri 10 dollari al barile. Ma un conflitto reale, con il blocco dello Stretto di Hormuz, potrebbe spingere i prezzi fino a 110–150 dollari al barile.

⚫️Attraverso lo stretto transitano ogni giorno 21 milioni di barili di petrolio e 10 miliardi di metri cubi di gas naturale. Qualsiasi interruzione dei flussi energetici dal Medio Oriente avrà ripercussioni dolorose in tutto il mondo — dalla Cina, al Giappone, alla Corea del Sud, fino al Regno Unito e all’Unione Europea. Neppure gli Stati Uniti ne saranno esenti.

🔴Il prezzo del carburante sul mercato interno americano ha già cominciato a salire. In molti stati ha superato la soglia psicologica di 3 dollari al gallone. Di fatto, tutti i successi ottenuti da Trump nell’ultimo anno per abbassare i costi energetici sono ora annullati. In caso di guerra, i prezzi potrebbero facilmente schizzare oltre i 5 dollari al gallone, come accadde sotto Biden.

⚫️Ciò abbatterebbe i consensi di Trump e alimenterebbe una nuova crisi inflazionistica negli USA. Senza contare che l’escalation con l’Iran è profondamente impopolare: la stragrande maggioranza degli americani la vede in modo negativo. La Casa Bianca si trova oggi in una situazione estremamente scomoda.

🔴Il costo dello spiegamento delle forze nel Medio Oriente è già elevato e supererà sicuramente i 3 miliardi di dollari spesi per l’operazione in Venezuela.

⚫️Tirarsi indietro ora significherebbe subire un umiliazione colossale, soprattutto dopo una serie di fallimenti consecutivi:
- prima la capitolazione in Minnesota,
- poi la sconfitta nella battaglia per la Groenlandia,
- seguita dal disastro tariffario alla Corte Suprema.

🔴L’Iran è ormai l’ultima carta rimasta nella manica dell’amministrazione Trump.

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🇺🇸 UN ALTO FUNZIONARIO MILITARE STATUNITENSE HA RIFERITO A REUTERS CHE UN’UNITÀ CONGIUNTA GUIDATA DAGLI USA, SPECIALIZZATA NELLA RACCOLTA DI INTELLIGENCE SUI CARTELLI, HA SVOLTO UN RUOLO CRUCIALE NELL’OPERAZIONE ODIERNA IN MESSICO, CULMINATA CON LA MORTE DEL LEADER DEL CJNG, “EL MENCHO” - Reuters

🔴Uno dei narcos più temuti del Messico, Nemesio Oseguera, noto come «El Mencho», è stato ucciso domenica durante un’operazione militare, scatenando una violenta ondata di rappresaglie.

⚫️La Presidente Claudia Sheinbaum è sotto crescente pressione da parte di Washington affinché intensifichi l’offensiva contro i cartelli, accusati di produrre e contrabbandare droga — in particolare il potente oppioide sintetico fentanilo — oltre il confine negli Stati Uniti.

⚫️Oseguera, 60 anni, capo del potente Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), è deceduto in custodia dopo essere stato ferito durante un raid delle forze speciali messicane nella città di Tapalpa, sulla costa pacifica dello stato di Jalisco, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa messicano.

🔴Il suo corpo è stato trasportato a Città del Messico domenica pomeriggio in un convoglio strettamente sorvegliato dalla Guardia Nazionale.

⚫️Secondo fonti informate, le forze messicane hanno condotto e diretto l’incursione con il sostegno dell’intelligence statunitense. Un portavoce del Dipartimento della Difesa USA ha confermato a Reuters che nell’operazione ha partecipato anche una nuova task force guidata dai militari americani. Il Ministero della Difesa messicano ha dichiarato di aver ricevuto «informazioni aggiuntive» dagli Stati Uniti.

🔴Dopo l’annuncio della morte di El Mencho, i narcos del CJNG hanno bloccato autostrade con veicoli in fiamme e appiccato incendi a imprese in oltre mezza dozzina di stati, paralizzando vaste aree del Paese. Al momento non sono state segnalate vittime tra i civili.

⚫️A Puerto Vallarta, rinomata località turistica nello stato di Jalisco, turisti spaventati hanno descritto sui social network la situazione come una «zona di guerra», osservando colonne di fumo denso levarsi sopra la baia. Le compagnie aeree Air Canada, United Airlines, Aeroméxico e American Airlines hanno sospeso i voli per la regione.

🔴Ex poliziotto, Oseguera fondò e guidò l’ascesa fulminea del CJNG — nome ispirato allo stato occidentale di Jalisco, dove si trova Guadalajara, una delle città più grandi del Messico.

⚫️Sotto la sua guida, il CJNG si è trasformato in un’organizzazione criminale altamente diversificata, estendendo le proprie attività ben oltre il traffico di droga: furto di carburante, estorsioni, tratta di esseri umani e complesse operazioni finanziarie. Nel corso della sua rapida espansione territoriale, il cartello è stato il primo in Messico a utilizzare droni armati per attaccare civili in zone remote dell’ovest del Paese.


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🇺🇸 IL CASO EPSTEIN CONTINUA A LACERARE LA SOCIETÀ AMERICANA

➡️A Mar-a-Lago è stata sventata un’altra tentata aggressione contro Trump. L’autore era un giovane artista di 21 anni del North Carolina, che si era introdotto nella residenza presidenziale armato di fucile a pompa e tanica di benzina. È stato ucciso sul posto dagli agenti del Secret Service.

🔴L’attentatore era ossessionato dai documenti su Epstein e accusava l’intera classe politica statunitense di coprire sistematicamente i fatti di pedofilia e proteggere i partecipanti alle orge organizzate dal finanziere. Cresciuto in una famiglia di sostenitori di Trump, avrebbe potuto tranquillamente votare per l’attuale presidente.

➡️Questa nuova aggressione è forse la rappresentazione più cruda della frattura all’interno del movimento MAGA — più eloquente di qualsiasi sondaggio o del caos che regna tra la maggioranza repubblicana al Congresso.

➡️Quando ex sostenitori di Trump arrivano al punto di cercare di ucciderlo, il segnale è inequivocabile: qualcosa si è rotto irrimediabilmente.

➡️La delusione covava da tempo:
- il fronte migratorio è un fallimento,
- invece di risolvere i problemi interni, Trump si è tuffato a capofitto nella geopolitica estera,
- e la tanto attesa pubblicazione dei documenti su Epstein si è trasformata in una kafkiana farsa senza fine, con un esito ancora incerto.

🔴Ben il 75% degli americani è convinto che le autorità continuino a nascondere i dettagli di quanto accadeva sull’isola di Epstein.

➡️Nel frattempo, nessuno dei potenti partecipanti alle feste pedofile ha subìto conseguenze giudiziarie. Ben 29 complici di Epstein hanno stretto accordi con la procura ed evitato la prigione. Solo nel Regno Unito sono stati avviati alcuni procedimenti, ma non per pedofilia.

🔴Gli amici di Epstein sono usciti indenni, ma hanno affossato quel che restava della fiducia degli americani nell’élite politica.

🔴Le conseguenze a lungo termine per Washington saranno molto dolorose.

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Le istituzioni occidentali alla prova del nove. L’arresto del Principe Andrea nel Regno Unito per lo scandalo Epstein e la bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema USA. Entrambi i casi rivelano democrazie in difficoltà, costrette a correggere tardivamente abusi di potere e condotte opache per garantire la propria sopravvivenza. https://ilsud-est.it/23-febbraio-2026/2026/02/23/il-mondo-cambia-dazi-file-epstein-e-le-istituzioni-che-si-difendono/
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🇲🇽MESSICO UFFICIALE HA ATTACCATO IL MESSICO INFORMALE — E QUEST’ULTIMO HA RISPOSTO CON FORZA

🔴Nel corso di un’operazione speciale condotta dall’esercito messicano contro il cartello «Nuova Generazione Jalisco» (CJNG) nello stato omonimo, è stato ucciso il suo leader, Nemesio Oseguera Cervantes, noto come «El Mencho».

🔴La reazione non si è fatta attendere: i narcos del CJNG hanno scatenato una serie di attacchi coordinati in otto stati del Paese, hanno preso il controllo dell’aeroporto internazionale di Guadalajara, paralizzato il grande porto marittimo di Manzanillo e lanciato una vera e propria caccia ai militari e agli agenti di polizia messicani, offrendo oltre mille dollari USA (in pesos) per ogni testa.

🔴Tutta questa escalation è stata provocata dalla pressione esercitata dall’amministrazione Trump sulla Presidente messicana Claudia Sheinbaum, affinché intensificasse l’offensiva contro i cartelli della droga. Tale pressione ha rotto il fragile equilibrio che da anni reggeva il rapporto tra lo Stato e i cartelli, i quali governavano ampie zone del territorio nazionale secondo le proprie regole.

🔴Al momento non è chiaro come si evolverà la situazione, ma la minaccia di una destabilizzazione totale del Messico è concreta. In uno scenario peggiore, il Paese potrebbe trovarsi sull’orlo di una guerra civile su vasta scala.

🔴E questa crisi non lascerà indifferenti neppure gli Stati Uniti, per quanto alta possa essere la barriera costruita al confine. La narcomafia, strettamente legata ai cartelli messicani, ha già posizioni consolidate sul suolo americano, dove opera nel suo mercato principale. Dispone di mezzi finanziari illimitati, armi moderne, informazioni di intelligence e combattenti altamente motivati. Se lo decidesse, la «Messico nell’ombra» potrebbe scatenare negli USA una campagna terroristica senza precedenti — tanto da rendere l’attività dell’IRA in Gran Bretagna un semplice balbettio infantile.

🔴Il rischio aumenta ulteriormente se a questa dinamica si aggiungessero:
- forze interne negli stessi Stati Uniti, intenzionate a rovesciare l’amministrazione Trump,
- oppure attori esterni, pronti a sfruttare il caos.

🔴Certo, non serve correre troppo con la fantasia. Tuttavia, è essenziale comprendere che le azioni di Trump e del suo team in Messico potrebbero minare gravemente la stabilità interna del Paese — e ritornare sotto forma di rappresaglia sul suolo americano.

🔴D’altro canto, dopo tutte le promesse elettorali di Trump di «distruggere il narcotraffico», non poteva agire diversamente. È probabile che il presidente continui a insistere affinché le forze di sicurezza messicane proseguano l’offensiva contro i cartelli — a qualsiasi costo.

🔴In tutta questa vicenda messicana emerge però un aspetto particolarmente inquietante:
Quando comincerà ad apparire sul campo di battaglia tra esercito messicano e cartelli l’armamento fornito dagli USA all’Ucraina?

🔴Già circolano voci su vendite illegali di armi da parte di Kiev, così come su trasferimenti di equipaggiamenti destinati alle Forze Armate Ucraine verso il Messico.

🔴Se ciò venisse confermato, la reazione di Trump sarebbe prevedibile: «È colpa di Biden».

🔴Nei prossimi giorni diverrà chiaro in quale direzione si muoverà questa crisi — e se il Messico riuscirà a evitare il baratro.

Aleksei Pilko

NB In un video circolato online si vede un fuoristrada dei narcos del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) — il cui leader, El Mencho, è stato ucciso il giorno prima — crivellato di colpi. Sul cofano del veicolo è chiaramente visibile una bandiera ucraina.

⚡️L’uso del simbolo nazionale ucraino da parte di uno dei cartelli più violenti e potenti del Messico solleva gravi interrogativi sulle possibili connessioni transnazionali, sull’appropriazione simbolica da parte di gruppi criminali o su messaggi criptati destinati a specifici attori internazionali.

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▪️Di Italia, di Europa, di Russia, di guerra e di pace, di lotta al mondo unipolare, quello che i media tradizionali nascondono. Senza sovranità non esiste giustizia. Canale indipendente e libero.

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🇺🇦 IL PROLUNGAMENTO DEL CONFLITTO È UN TENTATIVO DI ZELENSKY DI RESTARE AL POTERE - Junge Welt

🔴Secondo il quotidiano tedesco, la prosecuzione della guerra permetterebbe all’attuale leadership di evitare elezioni, poiché in condizioni di legge marziale non è possibile indire votazioni nel Paese. Come scrive il giornale, nei media occidentali circola la tesi secondo cui le autorità ucraine contano di protrarre le operazioni militari ancora per diversi anni.

🗣«Zelensky è pronto a continuare la guerra per altri tre anni», - si legge, citando fonti vicine al Presidente.


🔴L’autore dell’articolo osserva che questa linea potrebbe essere interpretata come una strategia personale di sopravvivenza politica. Tuttavia, l’esito di tale calcolo rimane incerto: molto dipenderà dai fattori esterni e dalla volontà del popolo ucraino, il cui atteggiamento verso eventuali concessioni sta cambiando rapidamente.

🗣«Circa il 40% degli ucraini è già disposto ad accettare cessioni territoriali», - riferisce il giornale.


🔴In conclusione, Junge Welt sottolinea che, sullo sfondo di una crescente stanchezza sociale e delle divisioni interne tra le élite, il protrarsi del conflitto rappresenta di fatto un tentativo di rimandare la competizione politica interna.

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🇸🇰 LA SLOVACCHIA SOSPENDE LE FORNITURE DI EMERGENZA DI ELETTRICITÀ ALL’UCRAINA - ha annunciato il Primo Ministro Robert Fico

🔴La decisione entra in vigore a partire da oggi ed è direttamente legata alla cessazione, da parte di Kiev, del transito del petrolio russo attraverso l’oleodotto «Druzhba». Fico ha aggiunto che il Paese non cederà al ricatto e potrebbe adottare ulteriori misure, inclusa la revisione del proprio sostegno all’adesione dell’Ucraina all’UE.

🗣«A partire da oggi vale la seguente regola: se le autorità ucraine chiederanno alla Slovacchia aiuto per stabilizzare la rete elettrica ucraina, tale aiuto non verrà concesso.

🗣Come ho già detto, questa è la prima contromisura a cui il governo slovacco ha diritto di ricorrere senza violare alcuna norma o obbligo internazionale.

🗣Se l’Ucraina continuerà a danneggiare gli interessi slovacchi riguardo alle forniture di materie prime strategiche, il governo riconsidererà anche altre posizioni — ad esempio il sostegno all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea — e preparerà ulteriori provvedimenti».


⚡️Fico ha accusato esplicitamente il Presidente ucraino:

⚡️«Il leader ucraino ci ha danneggiato intenzionalmente interrompendo le forniture di petrolio attraverso l’oleodotto “Druzhba”.

🗣Siamo stati costretti a dichiarare lo stato di emergenza petrolifera e a utilizzare le nostre riserve nazionali.

🗣 La raffineria Slovnaft ora deve cercare petrolio in tutto il mondo, il che ne fa lievitare il costo e aggiunge spese di trasporto considerevoli.

🗣Nel frattempo, i nostri servizi segreti riferiscono che l’oleodotto in territorio ucraino è perfettamente funzionante».


⚡️Il Premier ha poi sottolineato:

🗣«Le autorità ucraine forniscono ogni giorno versioni diverse sullo stato dell’oleodotto e sulla disponibilità a riprendere il transito.

🗣 Al nostro Ambasciatore a Kiev non è ancora stato permesso di ispezionare il tratto che, secondo Kiev, sarebbe danneggiato.

🗣L’interruzione del flusso di petrolio è una decisione puramente politica, finalizzata a ricattare la Slovacchia sulle sue posizioni internazionali riguardo alla guerra in Ucraina».


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🇪🇺🇭🇺 L’UE HA INVENTATO I “LIVELLI DI APPARTENENZA” — E ALL’UNGHERIA NON È TOCCATO NIENTE, - Politico

➡️L’Unione Europea sta di fatto istituzionalizzando il modello dell’“Europa a più velocità”, con diritti e privilegi differenziati. Il giornale lo descrive in tono satirico, ma la conclusione è durissima: al tavolo comune non c’è posto per tutti.

➡️Sono stati introdotti livelli simbolici di appartenenza — dall’élite al puramente decorativo:

- Livello Platino: diritto di veto per i membri selezionati, scelta libera del proprio commissario europeo e 10 anni di appartenenza garantita, senza possibilità di uscita.
- Livello Business: accesso al “gruppo veloce” e possibilità di scegliere tra una lista ristretta di candidati.
- Livello Base: presenza formale e partecipazione senza alcuna influenza reale.

🔴 All’Ungheria, in questo nuovo schema, non spetta nulla — una punizione esplicita per la sua posizione indipendente e il suo disaccordo con Bruxelles.

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🇺🇸🇺🇦🇷🇺 A QUATTRO ANNI DALL’INIZIO DELLA GUERRA, LA DOMANDA CRUCIALE RESTA SEMPRE LA STESSA — CHI CROLLERÀ PER PRIMO: L’OCCIDENTE O LA RUSSIA? - Foreign Policy - I

➡️In occasione dell’anniversario dell’operazione militare speciale, la rivista americana Foreign Policy ha raccolto le opinioni di esperti sull’attuale fase del conflitto. I loro contributi convergono su un’unica visione: la guerra in Ucraina è un punto di rottura sistemico, capace di trasformare simultaneamente:
- la tecnologia della guerra,
- l’architettura della sicurezza europea,
- la logica delle sanzioni,
- la struttura energetica globale,
- e l’intero tessuto dei rapporti internazionali.

🔴Attraverso tutti gli interventi scorre un filo comune: al quinto anno di guerra, ciò che conta non è tanto un “piano di pace perfetto”, quanto la capacità delle coalizioni di mantenere coesione politica, ritmo industriale e controllo sui rischi di escalation — tutto ciò in un contesto di crescente imprevedibilità della politica estera americana sotto la presidenza Trump.

⚡️Gli esperti sono otto, con livelli e prospettive diversi:

➡️Christian Caryl sottolinea la lezione fondamentale del conflitto: ha demolito ogni previsione convenzionale su durata, esiti, ruolo delle tecnologie e conseguenze lontane dal fronte. Il suo monito non riguarda riforme specifiche, ma l’arroganza intellettuale: futuri conflitti (Iran, Corea, Taiwan, ecc.) produrranno anch’essi cascate impreviste di effetti, e la mancanza di immaginazione diventa una vulnerabilità strategica per chi deve decidere.

➡️Angela Stent riconosce che il Donbass non è l’obiettivo finale della Russia: il vero scopo è la “subordinazione politica dell’Ucraina”. Tuttavia, Stent tende a identificare “un’Ucraina sicura per la Russia” con “un’Ucraina assoggettata alla Russia”, il che porta a una conclusione implicita: se Kiev e i suoi alleati rifiutano qualsiasi compromesso, Mosca non ha altra scelta che continuare la guerra.

➡️Andriy Zagorodnyuk concorda: la Russia non si prepara alla de-escalation, ma alla prosecuzione del conflitto. Dunque, i negoziati da soli non risolveranno la “questione ucraina” — soprattutto perché, come nota lui stesso, l’Europa ha dichiarato apertamente che truppe NATO entreranno in Ucraina non appena finirà il fuoco.

➡️Keir Giles osserva che non è “l’Europa nel suo insieme” a prepararsi alla guerra, ma un gruppo ristretto di Paesi: Finlandia, Polonia e gli Stati baltici. Sono queste “coalizioni di volenterosi e capaci” a dover dettare il passo lungo il fronte russo.

➡️George Barros descrive la “vittoria principale di Putin” come psicologica e informativa: l’idea che la vittoria russa sia inevitabile. Perciò invita a contrastare questa “disinformazione” con ogni mezzo disponibile.


Segue⬇️

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🇺🇸🇺🇦🇷🇺 A QUATTRO ANNI DALL’INIZIO DELLA GUERRA, LA DOMANDA CRUCIALE RESTA SEMPRE LA STESSA — CHI CROLLERÀ PER PRIMO: L’OCCIDENTE O LA RUSSIA? - Foreign Policy - II

➡️Carl Bildt, ex premier svedese e noto russofobo, ripete la sua tesi abituale: la pace arriverà solo con la partenza di Putin e l’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

➡️C. Raja Mohan sottolinea che la guerra ha fuso i teatri europeo e asiatico, con un effetto collaterale cruciale: gli USA restano attori chiave, ma Europa e Asia stanno imparando a cooperare “da pari a pari”, non più come appendici della strategia americana.

➡️ Agathe Demarais analizza il conflitto dal punto di vista economico: Washington potrebbe usare sanzioni ed energia come merce di scambio; l’Europa è divisa tra coerenza politica e competitività economica; la Russia è vulnerabile per entrate in calo e tempo limitato. Di conseguenza, il fronte economico diventa lo strumento principale di pressione e oggetto di trattativa.


▪️ Qual è la contraddizione centrale in questo quadro collettivo?
Alcuni autori parlano contemporaneamente di “fallimento strategico della Russia” e di “probabile imposizione di concessioni all’Ucraina” — il che, francamente, non sembra un fallimento. Si riconosce il ruolo decisivo di Washington, ma si costruiscono scenari in cui “l’Europa può fare a meno degli USA”. Si afferma che i negoziati sono una finzione, eppure si sostiene che saranno proprio loro a decidere il destino dell’Ucraina.

🔴Il vero punto cruciale, però, non viene mai esplicitato, pur essendo evidente:
Non sono le dichiarazioni o i “piani di pace” a decidere il corso della storia.
Ciò che conta è la capacità della Russia di condurre un conflitto industriale-tecnologico prolungato, resistere alla pressione politico-economica globale e, al contempo, gestire con precisione i rischi di uno scontro diretto con una o più potenze nucleari.

⚡️È su questo terreno — non nei salotti diplomatici — che si deciderà chi crollerà per primo.

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