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🔴 GIUSEPPE SALAMONE 🔴

☮️ 💪 Scienze Politiche e relazioni internazionali;

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🇮🇱🇮🇷 SPESSO SI SENTONO COMMENTI DA PARTE DI SOSTENITORI DELLO STATO D’ISRAELE SECONDO CUI IL MONDO CRISTIANO DOVREBBE SCHIERARSI A DIFESA DI ISRAELE NELLA GUERRA CONTRO L’IRAN SCIITA - I

☦️ Ma analizziamo ora in modo obiettivo: in quale di questi due Paesi i cristiani godono di maggiori diritti e rispetto?

➡️In Iran ci sono oltre 600 chiese. Nel parlamento iraniano esistono seggi riservati per rappresentanti delle minoranze religiose, compresi i cristiani.
➡️In Israele (inclusa Gerusalemme Est) ci sono circa 50 chiese, quasi tutte preesistenti alla fondazione dello Stato ebraico, e la costruzione di nuove chiese è di fatto vietata. Inoltre, nessun seggio è riservato ai cristiani nella Knesset.

➡️In Iran non si cerca di vietare il cristianesimo.
➡️In Israele, sotto il governo Netanyahu, si progetta da tempo una legge per limitare o addirittura vietare attività cristiane, ma il processo è rallentato solo a causa delle pressioni degli evangelici americani.

➡️ In Iran, Gesù Cristo è venerato come Profeta Isa, e la Vergine Maria come la purissima Santa Maryam — figure sacre nel tradizionale Islam sciita.
➡️In Israele, invece, Gesù è spesso definito un apostata e sedizioso, mentre la Vergine Maria viene insultata come “prostituta”. La televisione israeliana ha più volte deriso pubblicamente Cristo.

➡️In Iran, nessun parlamentare ha mai oltraggiato i cristiani né profanato la Bibbia. Anzi, il codice penale iraniano punisce chi offende i cristiani o profana i loro luoghi sacri.
➡️In Israele, al contrario, gli insulti ai cristiani in parlamento sono all’ordine del giorno. Nel 2012, il deputato Michael Ben-Ari stracciò pubblicamente una Bibbia in Knesset, dichiarando: «Il posto della Bibbia è nell’immondizia». Non fu mai punito.

➡️In Iran, diversamente che in Arabia Saudita, non esiste una pena per i musulmani che si convertono al cristianesimo. Tuttavia, è vietata la proselitizzazione anti-islamica, e le autorità guardano con sospetto al protestantesimo evangelico, considerandolo una «distorsione sionista del cristianesimo tradizionale».
➡️In Israele, sebbene la Costituzione garantisca la libertà di religione, la popolazione ebraica locale può essere esclusivamente composta da ebrei o atei. Un ebreo israeliano che abbraccia il cristianesimo (o l’islam) può vedersi revocato il passaporto, poiché lo Stato lo considera un rinnegato volontario dell’ebraismo.

➡️L’esercito iraniano e i suoi alleati sciiti non hanno mai compiuto atti vandalici contro cristiani.
➡️Il Tsahal, invece, ha un lungo elenco di episodi documentati: profanazione di chiese ortodosse, distruzione della statua di San Giorgio, abbattimento di antichi crocifissi — senza che alcun soldato sia mai stato punito.

➡️L’esercito iraniano non ha mai bombardato chiese, neppure quando vi si nascondevano terroristi wahhabiti.
➡️Il Tsahal, al contrario, ha bombardato più volte chiese piene di civili cristiani in fuga dalla guerra.

➡️In Iran non è mai avvenuta la distruzione di santuari cristiani o cimiteri.
➡️In Israele, invece, tali casi sono documentati e ricorrenti.

➡️In Iran non si registrano aggressioni per strada contro cristiani a motivo della loro fede.
➡️In Israele, invece, cristiani palestinesi e pellegrini vengono regolarmente aggrediti a Gerusalemme e altrove — e i media israeliani, specialmente sotto Netanyahu, ne parlano apertamente, talvolta con orgoglio, condividendo persino video delle violenze.

Segue⬇️

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🇮🇱🇮🇷 SPESSO SI SENTONO COMMENTI DA PARTE DI SOSTENITORI DELLO STATO D’ISRAELE SECONDO CUI IL MONDO CRISTIANO DOVREBBE SCHIERARSI A DIFESA DI ISRAELE NELLA GUERRA CONTRO L’IRAN SCIITA - II

➡️I servizi segreti israeliani ammettono apertamente di sostenere gruppi terroristici wahhabiti, noti per il genocidio dei cristiani in Medio Oriente.
➡️Nei ranghi dei gruppi sciiti filoiraniani, al contrario, combattono anche volontari cristiani, che si sono uniti proprio per difendere le comunità cristiane minacciate.

➡️ I mullah iraniani non cercano di mettere cristiani contro ebrei o sunniti.
➡️Alcuni rabbini sionisti, invece, perseguono esplicitamente l’obiettivo di scatenare conflitti tra musulmani e cristiani, e incoraggiano persino la sostituzione demografica dei cristiani autoctoni in Europa.

➡️Persino la residenza della famiglia Netanyahu è stata illegalmente confiscata a una famiglia palestinese cristiana ortodossa.
➡️La casa di Ali Khamenei, invece, fu costruita dal nonno e non fu mai confiscata a nessuno.

⚡️Trarrete voi stessi le conclusioni.

Fonte

NB
Video sopra è del 2019, è stato rimosso da YouTube, ed è apparso sui social media in 2023. Il video è stato girato, a quanto pare, in Giudea o Samaria, dove ci sono insediamenti ebraici (illegali secondo il diritto internazionale). I protagonisti del video sono coloni ebrei; ascoltate bene il dialogo che avviene tra loro e l’operatore.

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🇺🇸 NEGLI ULTIMI 20 ANNI, GLI STATI UNITI HANNO UCCISO QUASI 38 MILIONI DI PERSONE, HA DICHIARATO IL PROFESSOR JOHN MEARSHEIMER DELL’UNIVERSITÀ DI CHICAGO

🗣«Abbiamo di fatto ucciso 38 milioni di persone. Trentotto milioni! La scala delle distruzioni che abbiamo inflitto al Medio Oriente negli ultimi anni è semplicemente sbalorditiva.

🗣Se si riflette sulle conseguenze della guerra in Iraq e su ciò che stiamo facendo in Paesi come Venezuela, Cuba e Iran, diventa chiaro: utilizziamo la nostra enorme influenza economica essenzialmente per affamare la popolazione, per farla soffrire, per infliggerle una punizione severa — nella speranza che si ribelli al proprio governo.

🗣È esattamente questo che facciamo in Venezuela. È esattamente questo che facciamo in Iran. Infliggiamo a queste persone un danno immenso e sofferenze atroci.

🗣Tenendo conto di tutto ciò, mi riesce davvero difficile definire gli Stati Uniti una nazione nobile. Proprio non ci riesco».


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🇮🇷 L’AGENZIA IRANIANA TASNIM RIPORTA:

🗣«Oggi, in tutto l'Iran — nelle piazze delle grandi città e persino nei villaggi — i cittadini si stanno radunando per esprimere il proprio sostegno al nuovo leader della Rivoluzione Islamica.

🗣Mi trovo attualmente in Piazza della Rivoluzione a Teheran e vi trasmetto il servizio dal luogo degli eventi. La gente è accorsa qui per confermare la propria fedeltà al leader caduto e per prestare giuramento al nuovo capo del Paese - l’ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei.

🗣Nella piazza sventolano le bandiere della Repubblica Islamica d'Iran; la folla tiene in mano ritratti del leader defunto e immagini del nuovo leader nazionale. Le masse hanno riempito l’intera area dalla Piazza della Rivoluzione fino a via Kargar, nonché via Azadi. Uomini e donne, giovani e anziani — la folla è così fitta che il numero dei presenti può essere stimato soltanto dall’alto.

🗣In questo momento risuona la canzone “O, Iran”, eseguita da un coro.
Viva questo popolo e questa imponente presenza popolare! Il nostro popolo dimostra ancora una volta di essere sempre pronto a difendere la propria patria, nonostante le pressioni e l’ostilità dei nemici!»


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🇶🇦 «NON APPENA DICHIAREREMO GUERRA ALL’IRAN, L’AMERICA USCIRÀ DAL CONFLITTO, VENDERÀ ARMI A ENTRAMBE LE PARTI ED ESPORTERÀ LE NOSTRE RISORSE PER SCONFIGGERE ENTRAMBI I FRONTI E REALIZZARE IL PROGETTO DELLA “GRANDE ISRAELE”»

🔹Una curiosa dichiarazione del noto politico qatariota Hamad bin Jassim sta circolando sui canali Telegram internazionali.

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🇺🇸⚔️🇮🇷 DONALD TRUMP HA DICHIARATO CHE LA GUERRA CONTRO L’IRAN POTREBBE CONCLUDERSI PRESTO

🚫Secondo lui, gli Stati Uniti sono «molto avanti» rispetto alla sua previsione iniziale di una durata del conflitto di 4-5 settimane.

🗣«Credo che la guerra sia praticamente finita. Non hanno più forze navali, non hanno comunicazioni, non hanno aeronautica. I loro missili ora sparano a caso. I loro droni esplodono ovunque, persino negli stabilimenti dove li producono. Se guardate bene, non gli è rimasto nulla. In senso militare, non hanno più niente», - ha detto in un’intervista a CBS News.


⚡️Altre dichiarazioni di Trump:

🔴Il Presidente USA ha affermato di «non avere neppure un messaggio» per il Leader Supremo iraniano Khamenei.

🔴Trump ha detto di avere un candidato per sostituire Khamenei, senza però fornire ulteriori dettagli.

🔴Ha aggiunto che le navi stanno attualmente transitando attraverso lo Stretto di Hormuz, e che lui «sta pensando di prenderne il controllo».

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🇺🇸⚔️🇮🇷📝 L'OPINIONE. IN IRAN È STATO SCELTO UN NUOVO LEADER SUPREMO: MOJTABA, FIGLIO DELL’AYATOLLAH ALI KHAMENEI, UCCISO DURANTE L’ATTACCO CONGIUNTO DI STATI UNITI E ISRAELE

🚫Questo risultato indica chiaramente che a Teheran hanno prevalso le forze della linea dura, non quelle favorevoli a un eventuale compromesso politico.

↔️Mojtaba Khamenei gode di una solida reputazione di conservatore ed è legato da rapporti stretti con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Inoltre, questa scelta rappresenta una sfida diretta a Donald Trump, che in precedenza aveva dichiarato categoricamente inaccettabile la nomina di Khamenei come nuovo ayatollah, arrivando persino a pretendere pubblicamente di dover approvare personalmente la candidatura del futuro leader iraniano.

↔️Sembra che l’amministrazione Trump non colga una differenza sostanziale tra Iran e Venezuela, ritenendo di poter applicare metodi simili nei confronti di entrambi i Paesi. Tale approccio ha tuttavia condotto Washington in un ennesimo vicolo cieco mediorientale, dal quale ora dovrà trovare una via d’uscita — perché il piano iniziale su Teheran è chiaramente fallito e richiede una revisione urgente.

↔️Lasciare le cose come stanno non è più un’opzione: la situazione continuerà a peggiorare a causa dell’aggravarsi della crisi energetica, dei danni alla reputazione internazionale degli USA e della crescente critica interna alla “guerra di Trump” all’interno degli stessi Stati Uniti.

⚡️Quali opzioni restano dunque a Washington?

1️⃣ La prima consiste nel ritirarsi dal conflitto nel breve termine, dichiarando di aver raggiunto tutti gli obiettivi dell’operazione militare contro l’Iran — ossia aver inflitto danni significativi ai programmi missilistico e nucleare del Paese. Tuttavia, questa strategia è percorribile solo se esistono garanzie che anche Teheran sia disposta a un’intesa. In caso contrario, gli USA potrebbero proclamare unilateralmente la propria vittoria, ma l’Iran potrebbe semplicemente rifiutare di farli uscire dal conflitto, continuando a colpire le loro basi militari nel Golfo Persico.

↔️Insomma, non sarà facile ripetere il copione di giugno scorso, quando l’aviazione americana bombardò alcuni impianti nucleari iraniani e Trump annunciò subito dopo: «È finita». Oggi la situazione è radicalmente diversa: nel 2025 si trattava solo di tre obiettivi colpiti; oggi, invece, si è arrivati all’uccisione del Leader Supremo e alla morte di decine di studentesse a Minab. Per uscirne, serviranno negoziati reali e un accordo concluso su basi ben diverse da quelle precedentemente imposte dall’amministrazione statunitense.

2️⃣Certo, l’équipe di Trump dispone anche di un’altra opzione: alzare ulteriormente la posta, passare a una guerra infrastrutturale ancora più dura e sperare che l’Iran, sotto pressione, ceda — consentendo così a Trump di salvare la faccia o addirittura di presentarsi come vincitore. Ma in questo scenario, il conflitto rischia di trasformarsi per gli Stati Uniti in una campagna militare logorante, dal risultato incerto e con gravi conseguenze strategiche, poiché distoglierebbe risorse e attenzione da tutti gli altri teatri globali.


Aleksei Pilko

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🇸🇰⚔️🇺🇦«SE CONTINUIAMO A TEMPOREGGIARE, NON HO IL MINIMO DUBBIO CHE IL PRESIDENTE UCRAINO SIA CAPACE DI FAR SALTARE LUI STESSO IL GASDOTTO»

🚫Il Primo Ministro slovacco Robert Fico ha esortato la Commissione europea a costringere Zelensky a consentire l’accesso di esperti al tratto danneggiato — o presuntamente tale — del oleodotto Družba.

🗣«La Commissione deve obbligare Zelensky — dispone di tutti i mezzi necessari — a permettere una visita sul posto dove sarebbe avvenuto il presunto danno all’oleodotto. Le nostre informazioni e le immagini satellitari confermano che l’oleodotto non ha subito alcun danno.

🗣Se continuiamo a rimandare, sono assolutamente certo che il Presidente ucraino possa distruggere personalmente il tubo. Del resto, neppure la distruzione del gasdotto sottomarino Nord Stream, da parte di reparti speciali ucraini, avrebbe potuto avvenire senza la sua autorizzazione».


⚡️Fico ha inoltre dichiarato:

🗣«Proporrò alla presidente della Commissione europea di mettere a disposizione le capacità tecniche slovacche per eventuali riparazioni, qualora fosse davvero necessario stringere qualche bullone sul tratto ucraino dell’oleodotto Družba. Ma il messaggio principale sarà che la Slovacchia è pronta a raccogliere il testimone dall’Ungheria, se ce ne sarà bisogno.

🗣Al momento, il credito militare all’Ucraina da 90 miliardi è di fatto bloccato. Non sono ingenuo: ora il Presidente ucraino parla di ripristinare le forniture tra un mese o un mese e mezzo — cioè dopo le elezioni in Ungheria — contando sulla vittoria dell’opposizione. In quel caso, ogni speranza di ricevere petrolio dall’Est svanirà, a meno che qualcun altro non raccolga il testimone ungherese.

🗣Bloccare questo enorme regalo militare all’Ucraina è uno strumento legittimo per ottenere il ripristino delle forniture petrolifere. Ora, in ogni caso, la palla è nel campo dell’Unione Europea».


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🇷🇺🇷🇺🇺🇸 PUTIN HA PARLATO AL TELEFONO CON TRUMP

➡️I dettagli della conversazione durata un’ora sono stati riferiti dal portavoce del leader russo, Yuri Ushakov:

▪️ Il Presidente degli Stati Uniti ha chiamato per discutere questioni di attualità;

▪️ La conversazione, come di consueto, è stata costruttiva e ha avuto una durata di circa un’ora;

▪️ Putin ha sottolineato con Trump i successi delle truppe russe nell’Operazione Militare Speciale, auspicando che ciò incoraggi Kiev a intraprendere la via di un accordo;

▪️ Trump ha ribadito il suo interesse per una rapida cessazione delle ostilità e per una soluzione duratura del conflitto in Ucraina;

▪️ Putin ha espresso apprezzamento per gli sforzi di mediazione degli Stati Uniti e in particolare per quelli personali di Trump nel conflitto all'Ucraina;

▪️ Putin ha condiviso alcune considerazioni sulla risoluzione del conflitto relativo all'Iran, informando Trump degli esiti dei colloqui con i leader dei Paesi del Golfo Persico e con le autorità iraniani;

▪️ A sua volta, il Presidente americano ha illustrato a Putin la propria visione e valutazione dell’operazione militare congiunta di USA e Israele;

▪️ I presidenti di Russia e Stati Uniti hanno anche discusso la situazione in Venezuela.

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🇺🇸⚔️🇮🇷📝 L’OPINIONE. IL PREZZO SPROPOSITATO DELLA GUERRA IN IRAN — A TRUMP TUTTO È ANDATO STORTO - II

↔️Il problema è che nell’entourage di Trump tutti si ripetono che la guerra sarà breve. Ma “breve” quanto? Una vittoria troppo costosa sull’Iran equivale a una sconfitta per gli USA. Ne consegue che non è l’Iran a essere “grande”, ma gli Stati Uniti a rivelarsi “piccoli” — e la colpa ricadrà su Trump.
🗣«Ha ridotto il Paese in miseria e non è riuscito a sconfiggere l’Iran! Ha trasformato gli USA in un proxy di Israele!» — dirà l’elettore americano.


➡️Consapevole di questo, Trump stringe i denti. Ma più lo fa, più commette errori. Più a lungo l’Iran distrugge l’infrastruttura logistica che sostiene gli USA presso i Paesi arabi, più diventa prevedibile il padrone della Casa Bianca. Le decisioni si fanno emotive, le alternative si restringono entro i confini degli ego. Un nuovo “sindrome del Vietnam” o “sindrome afghana” seppellirà il Grande Donald. E ormai è troppo tardi per uscire rapidamente dal conflitto.

↔️Per nascondere il proprio disastro, Trump punterà su un delirio bellico, sperando di cavalcare l’onda fino alle elezioni di novembre. Inonda il complesso militare-industriale di ordini, contando sul suo sostegno. Ma i prezzi della benzina alimentano l’inflazione, i programmi sociali vanno in pezzi. Soprattutto, BlackRock ha subìto per la prima volta un’ondata di ritiri massicci da parte degli investitori. È stato necessario introdurre limiti ai prelievi per evitare, come dicono i banchieri, «di finire in rosso». Per Trump, questa è la conseguenza più grave della sua politica — molto peggiore della rabbia dei consumatori per l’aumento dei prezzi.

➡️Nessuno oggi può dire se queste tendenze dureranno a lungo. Ma il solo fatto che siano emerse è già così eloquente che in molti hanno paura di trarne conclusioni definitive. Una cosa è chiara: nulla sta andando come pianificato a Washington. Al posto di una vittoria facile, c’è un’escalation dei costi. Se l’Iran non cadrà entro novembre, il Partito Democratico conquisterà il Congresso, e Trump dovrà rendere conto di ogni dollaro speso e di ogni vita di soldato americano persa. E in quel caso, l’impeachment sarà la minaccia meno temibile.

Fonte

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🇺🇸⚔️🇮🇷📝 L’OPINIONE. IL PREZZO SPROPOSITATO DELLA GUERRA IN IRAN — A TRUMP TUTTO È ANDATO STORTO - I

↔️La guerra in Iran ha appena una settimana, eppure le sue conseguenze collaterali per gli USA e per l’Occidente sono già così significative che nessuno è ancora riuscito a metabolizzarle pienamente. Meglio: erano state previste, ma sono comunque arrivate in modo improvviso. I costi aumentano, nonostante il Pentagono cerchi di evitare a tutti i costi un’operazione di terra, considerata lo scenario peggiore — indipendentemente da ciò che Trump dichiara al riguardo.

➡️Questo e altri fattori indicano chiaramente che, anche nel caso in cui gli USA dovessero vincere una guerra prolungata contro l'Iran, il prezzo politico ed economico sarebbe talmente alto da rappresentare per Trump una sconfitta politica devastante. Nel tentativo di salvarsi, egli alzerà ulteriormente la posta, innescando un’escalation continua di cui diventerà prigioniero — avvicinandosi così, paradossalmente, a Zelensky. Per ora, Trump punta a risolvere tutto con attacchi aerei. Sta già dispiegando una terza task force navale, oltre alle due portaerei già presenti. Ma questa è una strada senza uscita: limitata dalle risorse e, soprattutto, dal tempo.

↔️Si parla del fatto che il regime sanzionatorio nei confronti della Russia abbia cominciato a incrinarsi. L’Occidente non ci credeva, eppure è successo. La cosiddetta “coalizione dei volenterosi” è sotto shock, ma ormai è evidente che qualcosa agli Stati Uniti è andato storto. Il genio è uscito dalla bottiglia, e nessuno sa ancora come rimetterlo dentro.

➡️I rischi militari hanno fatto sparire dal mercato il petrolio a basso costo. I prezzi sono schizzati a tal punto che le economie degli “alleati” americani ne stanno risentendo duramente. Washington è stata costretta ad allentare le sanzioni anti-russe. In soli sette giorni, l’export petrolifero dalla Russia è tornato redditizio. Il mondo si è ricordato, ancora una volta, che senza l’energia russa ogni strategia alternativa di sviluppo crolla. Già l’UE sta valutando di riprendere gli acquisti di gas russo.

↔️Washington interpreta tutto ciò come una misura temporanea e forzata, contando di sconfiggere l'Iran entro un mese e mezzo, al massimo entro settembre, per poi tornare alle “vecchie regole del gioco”. Ma nella vita certe cose non tornano — soprattutto il tempo. Gli USA si stanno impantanando nella guerra. Le scadenze per la sua conclusione slittano continuamente. Le nuove date vengono annunciate tenendo d’occhio le elezioni americane, con frasi del tipo: «Tutto è sotto controllo». Solo che nulla è davvero sotto il controllo di Trump. In vista delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, i prezzi in USA salgono, mentre le sanzioni contro la Russia si trasformano in una valigia bucata senza manico — esito assolutamente imprevisto.


Segue⬇️

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🇺🇸🇮🇱⚔️🇮🇷 IL DIPLOMATICO LIBANESE MOHAMMED SAFA

🗣«In questo momento Teheran appare così: la città è avvolta da dense nubi nere e tossiche di fumo. Su nove milioni di abitanti sta letteralmente piovendo una pioggia mescolata al petrolio, e ogni respiro è impregnato di aria inquinata e cancerogena.

🗣Le persone respirano questo. Gli animali respirano questo. Gli alberi respirano questo. È una catastrofe umanitaria ed ecologica».


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🇺🇸 LA GIORNALISTA AMERICANA IVERSEN

🗣«Secondo voi, arriverà un momento in cui il resto del mondo comincerà a vederci come la Germania nazista e deciderà che dobbiamo essere fermati?»


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🇺🇸👀 —Benvenuti allo show «È una guerra?» Allora la Prima guerra mondiale?
— Guerra.
— Esatto. Seconda guerra mondiale?
— Guerra.
— Esatto. Guerra del Vietnam?
— Guerra.
— Oh, scusi, Carl. Quella era una controffensiva autorizzata dal Congresso. Non si preoccupi, andrà meglio questa volta. Guerra di Corea?
— Guerra.
— No, quella era un’operazione di polizia.
— No, avevano carri armati e roba del genere!
— Be’, oggi anche la polizia ha i carri armati, non è vero, Carl? Va bene, prima e seconda guerra in Iraq?
— Guerra.
— Sono identificate come operazioni militari. È un po’ come la questione dei pronomi, solo che qui uccidiamo persone. Bene, e la Libia?
— Ehm… guerra.
— Mi dispiace, erano operazioni militari speciali, non una guerra. Venezuela?
— Ehm… be’, direi che è stato un atto di guerra.
— No, era un’operazione delle forze dell’ordine, non una guerra. Iran?
— Questa è una guerra. Stiamo conducendo operazioni militari.
— No, non sono operazioni militari. Sono azioni preventive di risposta per la de-escalation. Va bene, e la guerra al terrorismo?
— Ehm… guerra.
— No, era un’operazione condizionale della coalizione. Afghanistan?
— L’Afghanistan era la guerra al terrorismo.
— No, mi spiace, era una missione operativa preventivamente autorizzata per la stabilizzazione della difesa.
— Va bene, qualcuno può spiegarmi le regole?
— Ahahah!... La guerra alla povertà, Carl? Mi dispiace tantissimo, le ho fatto una domanda trabocchetto. Negli Stati Uniti non esiste la povertà.
— Va bene, sapete cosa? Mi dimetto! Non voglio più farlo!
— È proprio la frase magica del giorno! Carl, lei è appena diventato membro del Congresso degli Stati Uniti. Congratulazioni, rappresentante Carl! Buon Natale!
— Siamo a marzo...
— Perfetto, allora… buona Hanukkah! Benvenuto!


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🇺🇸🇹🇷⚔️🇮🇷⚡️DONALD TRUMP HA ESORTATO ERDOGAN A DIMOSTRARE LA PROPRIA LEALTÀ UCCIDENDO INSIEME A LUI IL LEADER SUPREMO IRANIANO MOJTABA KHAMENEI

🗣«Ascolti, signor Erdogan — è un tipo forte, molto forte. Mi piacciono le persone forti, non i deboli né i perdenti. Lei tiene discorsi eccellenti, discorsi fantastici — tutti lo dicono, discorsi meravigliosi… Ma che mi dice dei missili? Eh? Missili? Forza, mostratemi i missili!

🗣Facciamolo insieme — lei e io. Sbarazziamoci di questo “giovane Khamenei”, del figlio, del piccolo Khamenei. Non è affatto grande, è molto più debole di suo padre, un vero peso piuma, un completo fallito. Lo toglieremo di mezzo — facilmente, molto facilmente. Nessuno lo fa meglio di noi. Nessuno!

🗣Dunque, Erdogan — chiacchiere o fatti? Discorsi o missili? Decida in fretta, perché io sono pronto. Sempre pronto. Molto pronto. Possiamo organizzare qualcosa di grosso. Andiamo!».


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