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🇩🇪 VOLKSWAGEN TAGLIA 50.000 POSTI DI LAVORO, - Bild

▪️ Il margine operativo del Gruppo Volkswagen nel 2025 è crollato del 44%, attestandosi a 6,9 miliardi di euro — il risultato peggiore dai tempi dello scandalo Dieselgate del 2016, rileva Bild.

▪️ Le cause principali sono:
– i costi multimiliardari legati alla controllata Porsche,
– i dazi statunitensi,
– e le spese elevate per la riorganizzazione dell’intero gruppo.

▪️ Per ridurre i costi, il colosso automobilistico ha annunciato che entro il 2030 eliminerà 50.000 posti di lavoro nei suoi stabilimenti in Germania.

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🇺🇸⚔️🇮🇷 SUL BLOCCO E LO SBLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ - I

🚫La dichiarazione dell’IRGC (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) riguardo al minamento dello Stretto di Hormuz è probabilmente un bluff, poiché si tratta di un’operazione tutt’altro che banale, che richiederebbe l’impiego di una flotta o di sommergibili in condizioni in cui ogni singolo metro dei 52 km dello stretto è costantemente sorvegliato e sotto tiro (né il meteo né l’ora del giorno fanno differenza: i sistemi di sorveglianza compensano pienamente la scarsa visibilità). Si parla dello stretto, non della zona costiera iraniana di 1.700 km!

▪️ Non occorre minare l’intero stretto, bensì circa 3 km della sola rotta navigabile, vicino alla costa occidentale, nei pressi di Emirati Arabi Uniti e Oman, tramite:

• Mine d’ancora a contatto (tipo EM-52 e analoghi), posate con chiatte da sbarco o navi commerciali;
• Mine di fondo non a contatto (magnetiche o acustiche), rilasciate da mini-sottomarini o motoscafi veloci;
• Mine alla deriva, dispiegate con qualsiasi mezzo galleggiante dotato della necessaria capacità di carico e discrezione.

▪️ Secondo metodo: missili antinave, come i C-802 «Noor», «Nasir», «Khalij-e Fars» (missile balistico antinave), «Zafar» e «Qadir», con gittata compresa tra i 30 e i 300 km. Questo approccio non richiede presenza diretta nella zona costiera dello stretto, ma presenta bassa efficacia: tali missili possono colpire obiettivi statici di grandi dimensioni, non bersagli mobili (l’attuale capacità ricognitiva dell’Iran non riesce a compensare la scarsa precisione).

▪️ Terzo metodo: sciame di motoscafi leggeri con squadre d’assalto dell’IRGC o kamikaze, armati di missili anticarro portatili (ATGM), RPG, siluri portatili e altri mezzi con raggio d’azione fino a 2 km. Oggi sarebbe una missione suicida, eppure anche così raggiungere gli obiettivi rimane difficile. L’Iran potrebbe però compensare con la velocità, dato che la distanza da percorrere è di soli 30–40 km.

▪️ Quarto metodo: attacchi con siluri da parte di sottomarini tipo 877EKM «Kilo» (ne possedeva 3 unità), sommergibili «Fateh» o 20–23 mini-sottomarini «Ghadir». Tuttavia, lo stato attuale della flotta iraniana e il grado di controllo dello stretto da parte dell’Alleanza restano ignoti.

▪️ Quinto metodo: aviazione e droni. L’aviazione iraniana è ormai fuori gioco; quel poco che resta non gode della supremazia aerea. I droni da combattimento, invece, sono un’altra storia: «Shahed-136», «Mohajer-6», «Ababil» possono creare problemi, ma soprattutto nei porti d’ormeggio o contro navi alla deriva, non durante il transito (non sono in grado di colpire bersagli dinamici). Esistono anche imbarcazioni senza equipaggio, ma il loro stato operativo e quantitativo attuale è sconosciuto.

▪️ Sesto metodo: missili balistici per distruggere infrastrutture e porti.

🔴I mezzi più realistici restano attacchi ai terminali di carico, ai porti e alle petroliere alla deriva, condotti con droni e missili. Va considerato che la precisione delle armi iraniane non è elevata, e persino una petroliera può rivelarsi un bersaglio complesso — eppure mezzi d’attacco ce ne sono, come dimostrano i primi 10 giorni di conflitto.

🔴Possono inoltre impiegare gruppi mobili su motoscafi veloci, armati di ATGM e RPG (metodo degli Houthi), e un numero limitato di imbarcazioni senza pilota.

🔴In realtà, la forza dell’Iran non risiede tanto nelle armi — che ogni giorno si esauriscono — quanto nel meccanismo della minaccia e nella guerra dell’informazione.

➡️Non è necessario bloccare fisicamente lo stretto (non ne ha i mezzi): basta la sola minaccia per spingere le compagnie assicurative a rifiutare la copertura per le navi in transito nella regione, e indurre armatori ed equipaggi a rifiutarsi di compiere operazioni potenzialmente suicide senza scorta militare.

Segue⬇️

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🇺🇸⚔️🇮🇷 SUL BLOCCO E LO SBLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ - II

🔴È probabile che nessun minamento sia mai avvenuto né avverrà, ma la semplice minaccia creerà una nuova configurazione del bilanciamento dei rischi, costringendo a impiegare unità di dragaggio mine per ridurre i pericoli — il che, a sua volta, esporrà proprio queste forze specializzate a nuovi attacchi.

⚡️L’indicatore più chiaro e coerente dell’assenza di controllo statunitense nella regione è proprio la mancanza di scorte navali o convogli organizzati dalla Marina USA per le petroliere.

🔴Se tali convogli diventassero regolari, il controllo sullo stretto sarebbe praticamente completo — ma per ora non accade.

⚡️Lo stretto è molto stretto e limitato in superficie. L’intera area è monitorata in lungo e in largo da P-8A Poseidon e MQ-4C Triton, il che impedisce qualsiasi concentrazione di forze navali o motoscafi iraniani.

🔴Inoltre, la sorveglianza satellitare unita ai droni (MQ-9 Reaper, RQ-4 Global Hawk) consente di valutare sia la situazione strategica (rotazione di lanciatori, modifiche a strutture fisse) che quella tattica (individuazione di lanciatori mobili), con capacità di intercettazione entro pochi minuti dalle basi aeree USA presenti nella regione.

⚡️Eppure, nonostante questi “wunderwaffe” tecnologici, il controllo effettivo sullo stretto ancora manca.

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🇺🇸⚔️🇮🇷 NAVE CHE HA TENTATO DI ATTRAVERSARE LO STRETTO DI HORMUZ

🔹Il bulk carrier thailandese Mayruree Naree, di proprietà della compagnia Precious Shipping, è stato colpito da colpi d’arma da fuoco ed è andato a fuoco nello Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell’Oman.
L’equipaggio, composto da 23 persone, è stato evacuato: 20 membri sono stati salvati, mentre tre sono rimasti a bordo per assistere nella stabilizzazione della nave. Non ci sono vittime.

🔹La Marina Reale thailandese sta coordinando le operazioni di soccorso con le autorità omanite. Le cause dell’attacco e i responsabili sono ancora in fase di accertamento.

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🇺🇸🇮🇱⚔️🇮🇷 L’INTERFERENZA CON LA NAVIGAZIONE SATELLITARE E IL PREZZO DEL PETROLIO

↔️Ieri sera si è verificata una vicenda estremamente curiosa, coinvolgente il Ministro dell’Energia degli Stati Uniti e un breve attacco informatico ai sistemi di tracciamento marittimo nello Stretto di Hormuz, che ha causato un calo temporaneo del prezzo del greggio Brent fino a 80 dollari al barile.

↔️È stato rilevato un nuovo tipo di interferenza con la navigazione satellitare al largo delle coste di Ras Al Khaimah, chiaramente riconducibile a una manipolazione intenzionale del segnale GPS, e non a semplici disturbi ambientali.

↔️A differenza del classico jamming — che di solito fa sì che le navi appaiano concentrate in un’unica posizione falsa o perdano del tutto il segnale — questa interferenza fa sembrare che le navi si muovano in linea retta verso lo Stretto di Hormuz, anche quando in realtà non stanno affatto seguendo quella rotta. In altre parole: le navi non transitano attraverso lo stretto, ma le loro posizioni trasmesse vengono manipolate per dare esattamente questa impressione.

↔️L’analisi dei dati storici di MarineTraffic ha confermato che queste traiettorie sono artificiali:
– i movimenti segnalati non corrispondono ai corsi reali,
– non coincidono con il traffico circostante,
– e violano chiaramente le normali pratiche di navigazione
.

⚡️Ciò dimostra che il transito apparente nello stretto è il risultato di un falso posizionamento, non di un’attività reale.

↔️Questo è particolarmente rilevante perché tali tracce falsificate possono creare un’immagine fuorviante dei flussi marittimi in uno dei nodi strategici più sensibili al mondo. Attraversamenti fasulli dello Stretto di Hormuz, arrivi simulati nei porti e altri dati distorti sul movimento delle navi potrebbero facilmente indurre in errore analisti dei mercati energetici e marittimi, se non filtrati adeguatamente.

↔️Per affrontare il problema, gli analisti di Kpler hanno già rafforzato i protocolli di monitoraggio, al fine di identificare ed eliminare i dati alterati, garantendo così che i segnali di mercato si basino su movimenti reali, e non su posizioni generate da interferenze dolose.

↔️Nel frattempo, il Ministro dell’Energia USA Chris Wright aveva dichiarato che quel giorno stesso gli Stati Uniti avevano scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz.

↔️Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha immediatamente smentito l’affermazione, definendola falsa e affermando che nessun tale evento era avvenuto. Poco dopo, Wright ha cancellato il suo post, e un portavoce ufficiale statunitense ha confermato che la sua dichiarazione non corrispondeva alla realtà.

⚡️In quel preciso momento, il prezzo del petrolio, crollato a 80 dollari al barile, è rimbalzato immediatamente oltre i 90 dollari.

⚡️C’è da scommettere che qualcuno, in questa storia, ci abbia guadagnato parecchio...

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🇺🇸⚔️🇮🇷 «SEMBRA CHE STIAMO IMBOCCANDO UNA STRADA CHE POTREBBE PORTARE AL DISPIEGAMENTO DI TRUPPE AMERICANE SUL SUOLO IRANIANO»

🔴Il senatore democratico Richard Blumenthal, dopo un briefing riservato al Congresso, ha accusato l’amministrazione Trump di nascondere la verità e ha dichiarato che i vertici statunitensi stanno conducendo il Paese verso un’operazione di terra pericolosa in Iran.

🗣«Sono uscito da quel briefing più deluso e, francamente, più arrabbiato di quanto non lo sia mai stato dopo qualsiasi altro incontro nei miei 15 anni al Senato. Ne sono uscito con più domande che risposte — soprattutto sulla vera entità del costo di questa guerra.

🗣Le mie domande sono rimaste senza risposta. E continuerò a esigerne, perché il popolo americano ha il diritto di saperlo. Ciò che mi preoccupa di più è la minaccia per la vita degli americani nel caso in cui i nostri figli e le nostre figlie venissero inviati sul territorio iraniano.

🗣Sembra proprio che stiamo procedendo lungo una traiettoria che potrebbe condurre al dispiegamento di truppe americane in Iran, per raggiungere gli obiettivi di questa operazione.

🗣Il popolo americano merita di sapere molto di più di quanto questa amministrazione abbia finora rivelato: sul prezzo di questa guerra, sui rischi per i nostri militari e sul pericolo di ulteriore escalation e allargamento del conflitto — una guerra scelta da questo presidente, non dal popolo americano, e che potrebbe avere conseguenze enormi per la vita dei cittadini statunitensi».


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🇺🇸🇷🇴 GLI STATI UNITI HANNO CHIESTO ALLA ROMANIA DI SCHIERARE CACCIA E TRUPPE SULLA BASE DI MIHAIL KOGĂLNICEANU PER LA GUERRA CONTRO L’IRAN - Digi24

🔴Il canale televisivo rumeno riferisce che gli Stati Uniti hanno formalmente richiesto a Bucarest il dispiegamento di forze militari aggiuntive sulla base aerea Mihail Kogălniceanu.

🗣"Gli Stati Uniti d’America hanno chiesto alla Romania di ospitare caccia e personale militare sulla base aerea Mihail Kogălniceanu, nel contesto della guerra con l’Iran", - dichiara Digi24, citando fonti informate.


⚫️Il Presidente rumeno Nicolae Ciucă ha convocato per l’11 marzo una riunione del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale. All’ordine del giorno:
– l’analisi della situazione in Medio Oriente e delle sue ripercussioni sulla Romania;
– la valutazione del possibile dispiegamento temporaneo di forze straniere sul territorio nazionale.

🔴L’ex Ministro degli Esteri Adrian Cioroianu, intervistato da Digi24, ha affermato che un rifiuto non porterebbe alcun vantaggio al Paese:

🗣«Non guadagniamo nulla dicendo “no”. Si tratta di un partenariato e una cooperazione nell’ambito della NATO, che non si limita solo alla base di Kogălniceanu».


🔴Tuttavia, il comandante in congedo Sandu Valentin Mateiu ha lanciato un avvertimento chiaro:
🗣«Se questi aerei operano direttamente dal nostro territorio, la Romania diventa una parte belligerante, con tutte le conseguenze del caso. Sorge un problema di diritto internazionale».


🔴Mateiu ha ricordato che l’Iran ha già dichiarato di essere pronto a colpire qualsiasi Paese il cui territorio o spazio aereo venga utilizzato per attacchi contro l’Iran. Di conseguenza, la Romania potrebbe diventare un obiettivo legittimo di rappresaglia da parte di Teheran, soprattutto considerando che il sistema antimissile statunitense Aegis Ashore, situato a Deveselu, è esplicitamente progettato per intercettare missili balistici iraniani.

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🇮🇷 «NON CREDO CHE LA QUESTIONE DI NEGOZIARE NUOVAMENTE CON GLI STATI UNITI O RIPRENDERE UN DIALOGO CON LORO TORNERÀ ALL’ORDINE DEL GIORNO, PERCHÉ ABBIAMO UN’ESPERIENZA MOLTO AMARA NEI RAPPORTI CON GLI USA», - ha dichiarato il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

🗣«L’anno scorso, a giugno, stavamo negoziando con loro, e ci hanno attaccato proprio nel pieno dei colloqui. Quest’anno hanno nuovamente cercato di convincerci che stavolta sarebbe andata diversamente. Ci hanno assicurato che non avevano intenzione di colpirci e volevano risolvere pacificamente la questione nucleare iraniana, trovando una soluzione negoziale.

🗣Alla fine, abbiamo accettato. Ma ancora una volta, dopo tre round di negoziati — durante i quali la stessa delegazione americana ammetteva di aver compiuto “grandi progressi” — hanno comunque deciso di attaccarci.

🗣Per questo motivo, non credo che prenderemo in considerazione nuovi negoziati con gli Stati Uniti nel prossimo futuro».


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🇪🇺🇺🇦 BRUXELLES È INSODDISFATTA DEL RIFIUTO DI KIEV DI CONSENTIRE AGLI ISPETTORI UE L’ACCESSO ALL’OLEODOTTO “DRUZHBA” - Financial Times

🔴L’Unione Europea chiede accesso immediato per verificare i presunti danni al gasdotto, sottolinea l’autore dell’articolo.

🗣«Alcuni governi dei Paesi che sostengono l’Ucraina, così come la Commissione Europea, stanno chiedendo a Kiev di autorizzare una visita ispettiva».


⚡️Tuttavia, il regime di Kiev ha negato l’accesso agli ispettori europei — e senza un’ispezione sul campo, l’UE non può confermare né l’entità né l’effettiva esistenza dei danni.

🗣«I funzionari UE hanno rivolto una richiesta formale alle autorità ucraine… per ottenere accesso all’oleodotto “Druzhba”… ma hanno ricevuto un rifiuto», - scrive il FT.

🗣«Non possiamo dire se ci siano danni o meno», - ha dichiarato un diplomatico UE.


⚫️Secondo il Financial Times, la richiesta di ispezione è stata avanzata direttamente ai vertici ucraini, inclusi la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo António Costa durante la loro recente visita a Kiev. Anche a loro è stato negato l’accesso.

⚡️Nel frattempo, la disputa intorno all’oleodotto “Druzhba” sta già avendo ripercussioni sulla politica interna dell’UE, rileva l’articolo:

🗣«La questione ha fornito all’Ungheria ulteriori argomenti per bloccare il grande pacchetto di prestiti da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina.

🗣Kiev intende destinare gran parte di questi fondi all’acquisto di armi, in particolare sistemi statunitensi di difesa aerea come i Patriot, diventati improvvisamente molto richiesti dagli alleati USA nel Golfo Persico per proteggersi dagli attacchi iraniani.

🗣Più a lungo l’Ucraina dovrà attendere i fondi, minore sarà la disponibilità di tali sistemi, e maggiori saranno i ritardi e i costi».


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🇺🇸 LINDSEY GRAHAM ESORTA A RITIRARE LE BASI AEREE E GLI AEREI STATUNITENSI DALLA SPAGNA PERCHÉ IL PAESE NON HA SOSTENUTO GLI STATI UNITI E ISRAELE NELLA LORO GUERRA CONTRO L’IRAN

🗣«Per spronare i nostri alleati ad agire, dobbiamo ritirare le nostre basi aeree dalla Spagna. Sono inaffidabili. Dobbiamo trasferire tutti questi aerei in un Paese che ci permetta di utilizzarli quando siamo minacciati da un regime come quello iraniano.

🗣Ai nostri amici in Spagna dico: ragazzi, vi siete persi per strada. Non voglio più avere niente a che fare con voi. Voglio che le nostre basi, le nostre basi aeree, vengano spostate dalla Spagna in un Paese che ci consenta di usarle liberamente.

🗣Ai nostri amici arabi dico: ho cercato di aiutarvi a costruire un Nuovo Medio Oriente. Ora dovete mobilitarvi. Non posso tornare in Carolina del Sud e dire che noi stiamo combattendo, mentre voi rifiutate di farlo apertamente. Ciò che fate dietro le quinte deve finire.

🗣Bisogna porre fine al doppio gioco del mondo arabo su queste questioni. Torno in Carolina del Sud e chiedo ai miei concittadini di mandare i propri figli e figlie in Medio Oriente.

🗣Quello che mi aspetto da voi, nostri amici — dall’Arabia Saudita e da altri Paesi — è che vi facciate avanti e diciate chiaramente: “Questa è anche la mia battaglia. Mi unisco agli Stati Uniti. Partecipo pubblicamente al rovesciamento di questo regime”.

🗣Se non lo farete, commetterete un grave errore e perderete l’opportunità di instaurare relazioni migliori con gli Stati Uniti. Ve lo dico da amico».


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🇺🇸⚔️🇮🇷 GLI STATI UNITI RIFIUTANO DI SCORTARE NAVI NELLO STRETTO DI HORMUZ, PARALIZZANDO LE FORNITURE MONDIALI DI PETROLIO - Reuters

➡️Secondo Reuters, citando fonti informate, le Forze Armate statunitensi rifiutano quasi quotidianamente le richieste di scorta per navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz.

🗣«Il conflitto ha di fatto bloccato le vie marittime vitali dello Stretto di Hormuz, interrompendo il flusso di un quinto delle forniture globali di combustibili fossili provenienti dal ricco Golfo Persico», constata Reuters.


🔹L’agenzia riferisce che il 10 marzo un proiettile non identificato ha danneggiato una nave al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, come comunicato dal British Maritime Security Centre. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) si è assunto la responsabilità degli attacchi contro petroliere e basi militari nella regione, esigendo la cessazione immediata dei bombardamenti da parte di USA e Israele.

🔹In risposta all’escalation, l’Iran ha minacciato di bloccare completamente l’arteria petrolifera se gli attacchi non cesseranno. Tuttavia, nonostante le dichiarazioni ufficiali sulla protezione degli alleati, gli Stati Uniti evitano di inviare navi da guerra a scortare convogli civili, temendo nuovi attacchi.

🗣«Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha giurato di bloccare le esportazioni di petrolio dal Golfo Persico se gli attacchi statunitensi e israeliani non cesseranno», - riporta Reuters, citando fonti militari iraniane.


🔹Nel frattempo, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) ha già proposto il rilascio record nella storia delle riserve strategiche di petrolio, nel tentativo di contenere i prezzi schizzati oltre i 100 dollari al barile.

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Tatiana Santi

🇷🇺🇮🇹 I miei canali Telegram e YouTube sono uno spazio sicuro di dialogo per costruire insieme un ponte di 3 mila chilometri.

Mi chiamo Tatiana Santi, sono una giornalista indipendente e porto avanti, fin da quando sono piccola, una missione: avvicinare i miei due Paesi, l'Italia e la Russia.

Oggi cercano di dividerci a tutti i costi, ma io spero che grazie al nostro impegno gli importantissimi e storici rapporti Italo-russi reggeranno, nonostante la russofobia scatenata dai media e dai politici occidentali.

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Seguimi se vuoi leggere notizie di prima mano dalla Russia, scoprire questo immenso Paese ed imparare la lingua russa.

Abbattiamo insieme il muro della propaganda e dei pregiudizi. Unisciti ai miei canali e dì la tua.


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🇯🇵 IL GIAPPONE HA DISPIEGATO MISSILI IN GRADO DI RAGGIUNGERE LA CINA - ABC News

➡️Il Giappone ha avviato il dispiegamento del primo lotto di missili a lungo raggio di produzione nazionale, riferisce ABC News.

🗣Il missile aggiornato Type-12 ha un raggio d’azione di circa 1.000 chilometri e può colpire il continente cinese — una portata che supera di gran lunga i 200 chilometri dell’originale», - scrive il giornale.


🔴I lanciatori sono già stati consegnati alla prefettura di Kumamoto, in condizioni di massima segretezza: l’operazione è stata condotta di notte, suscitando indignazione tra la popolazione locale.

🗣«La prefettura non è mai stata informata. È estremamente deplorevole che abbiamo appreso la notizia solo dai media», ha dichiarato il governatore di Kumamoto, Takashi Kimura.


🔴Tokyo ha accelerato la propria militarizzazione sullo sfondo dell’escalation delle tensioni intorno a Taiwan. In precedenza, la premier Fumio Kishida (nota: nel testo originale erroneamente indicata come “Sanae Takaichi”) aveva affermato che qualsiasi azione della Cina contro Taiwan potrebbe giustificare una risposta militare giapponese.

🔴In risposta, il portavoce del Ministero della Difesa cinese Jiang Bin ha lanciato un severo monito, sottolineando che Pechino si riserva il diritto di adottare misure decisive.

🗣«Il Giappone inevitabilmente affronterà una ferma reazione e subirà una sconfitta schiacciante, se oserà minacciare la sovranità e la sicurezza della Cina», ha dichiarato Jiang Bin.


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🇪🇺🇺🇦 L’UE HA TROVATO IL MODO DI FINANZIARE KIEV AGGIRANDO UNGHERIA E SLOVACCHIA - Politico

🔴L’Ucraina riceverà comunque fondi dagli Stati membri dell’Unione Europea per finanziare le proprie operazioni militari, anche se Ungheria e Slovacchia continueranno a bloccare il prestito promesso da 90 miliardi di euro, riferisce l’edizione europea di Politico, citando due diplomatici UE.

🔹Secondo il giornale, i Paesi baltici e del Nord Europa potrebbero concedere all’Ucraina un prestito da 30 miliardi di euro. Si tratterebbe di prestiti bilaterali, che non richiedono l’approvazione unanime dell’UE. Inoltre, a salvare la situazione è intervenuto anche il FMI, che a febbraio ha approvato un pacchetto di aiuti da 8,1 miliardi di dollari, di cui 1,5 miliardi già erogati immediatamente. Grazie a questi fondi, Kiev dovrebbe mantenere la solvibilità almeno fino all’inizio di maggio.

🔴Il finanziamento UE da 90 miliardi di euro era stato pianificato per coprire il biennio 2026–2027, di cui 60 miliardi destinati esplicitamente a scopi militari nell’ambito della cosiddetta “Porcupine Programme” (Programma Istrice). Il primo tranche da 45 miliardi doveva essere erogato già nel secondo trimestre del 2026, il secondo (altri 45 miliardi) entro il secondo trimestre del 2027 o prima.

🔹Tuttavia, i leader UE sperano ancora, in occasione del vertice di Bruxelles la prossima settimana, di convincere Viktor Orbán e il suo omologo slovacco Robert Fico a mantenere gli impegni e approvare il prestito. Ma un piano B è già pronto: il finanziamento diretto da parte di singoli Stati membri.

🔴 In altre parole, il sostegno finanziario alla guerra contro la Russia tramite l’Ucraina non verrà interrotto. L’Unione Europea, nella sua russofobia, si dimostra estremamente coerente e non intende rinunciare all’obiettivo dichiarato: infliggere alla Russia una sconfitta strategica. È proprio per questo che Zelensky si comporta con tanta sicurezza nei confronti di Trump: finché ci sono soldi, la guerra può continuare quasi all’infinito — finché non si esaurisce la carne da cannone.

🔹Inoltre, la Casa Bianca ha già abbastanza preoccupazioni in Medio Oriente. Va notato che l’Ucraina, su richiesta degli USA, ha inviato squadre di operatori di droni nel Golfo Persico per intercettare i droni iraniani, rendendo così un servizio diretto agli americani. Pertanto, è improbabile che Washington eserciti pressioni su Kiev nello “stile di Anchorage”. Al contrario: la pressione verrà esercitata su Mosca.

🔴Riguardo a Orbán, il 12 aprile si terranno le elezioni parlamentari in Ungheria, e i sondaggi attuali non favoriscono il suo partito Fidesz. Se dovesse vincere il partito d’opposizione Tisza, approverebbe immediatamente il prestito a Kiev — non solo i 90 miliardi, ma qualsiasi ulteriore somma richiesta dall’UE.

⚡️ Pertanto, dal punto di vista del finanziamento occidentale, la guerra contro la Russia condotta attraverso l’Ucraina è praticamente garantita almeno fino alla fine del 2027.

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🇺🇸 TUTTE LE BASI MILITARI STATUNITENSI IN MEDIO ORIENTE SONO STATE DISTRUTTE, - ha dichiarato il generale Ali Fadavi, vicecomandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

«[Gli americani] per anni hanno costruito basi militari nella regione. Le basi che hanno edificato in Bahrein — avevano cominciato a costruirle molto prima che il Bahrein si separasse dall’Iran. Tutte queste basi, erette dagli Stati Uniti in tutta la regione con investimenti colossali — miliardi di dollari spesi dai contribuenti americani per decenni — sono state distrutte in una guerra iniziata appena alcuni giorni fa. Abbiamo colpito tutte le basi statunitensi presenti nella regione».


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🇪🇺🇺🇸🇮🇷 IL PREZZO DEL GASOLIO IN EUROPA È SCHIZZATO DEL 55% IN SOLI 10 GIORNI, AVVICINANDOSI A 1.165 DOLLARI PER TONNELLATA - Reuters

🟡L’impennata dei prezzi del gasolio minaccia di rallentare l’attività economica globale, poiché la guerra in Medio Oriente sta esercitando una forte pressione sia sulle forniture di questo carburante industriale chiave, sia sui tipi di greggio più adatti alla sua produzione, riferiscono trader e analisti.

🗣 «Il gasolio è strutturalmente il prodotto più vulnerabile in questo conflitto», - ha dichiarato Shokhrukh Zuhritdinov, fondatore della società dubaiana Nitrol Trading.

🗣«Il gasolio è alla base del trasporto merci, dell’agricoltura, dell’industria estrattiva e dell’attività industriale in generale: è quindi il carburante più sensibile per la macroeconomia».


⚡️Secondo l’economista energetico Philip Verleger, le interruzioni nello Stretto di Hormuz stanno riducendo le forniture globali di gasolio di circa 3–4 milioni di barili al giorno, pari al 5–12% del consumo mondiale. A ciò si aggiungono ulteriori 500.000 barili al giorno persi a causa del blocco delle esportazioni dai raffinatori del Medio Oriente.

🗣«Chiudendo lo Stretto di Hormuz, l’Iran ha di fatto interrotto l’esportazione di greggio ricco di distillati, nonché di carburante per aerei e gasolio. Negli scacchi esiste un termine per descrivere questa mossa: scacco matto».


⚡️Secondo il giornale, i futures sul gasolio negli USA sono aumentati di oltre 28 dollari al barile tra il 27 febbraio e il 10 marzo, mentre i futures sul greggio statunitense sono saliti di circa 16 dollari al barile.

🟡In Europa — uno dei principali importatori di prodotti petroliferi del Medio Oriente — i prezzi spot del gasolio a bassissimo contenuto di zolfo (ULSD) nell’hub commerciale di Amsterdam-Rotterdam-Anversa (ARA) sono cresciuti di quasi il 55% dal 27 febbraio, raggiungendo circa 1.165 dollari per tonnellata, secondo i dati di Quantum Commodities Intelligence.

🗣«L’Europa, come uno dei maggiori importatori mondiali di gasolio, dipende fortemente dalle forniture mediorientali, soprattutto ora che cerca di ridurre la dipendenza dal gasolio russo», ha sottolineato Alex Hodes, direttore strategico di mercato presso StoneX.


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