↔️ A proposito: dal punto di vista militare, all'Iran non serve vincere — gli basta resistere due o tre mesi. A quel punto, le conseguenze dello shock sui mercati energetici mondiali metteranno l'amministrazione Trump in una posizione difficile all'interno del proprio Paese. La capacità di resistenza di Teheran è sconosciuta, ma per ora tiene e irradia sicurezza. Proprio come Donald Trump, che ha ordinato la vendita di una parte delle riserve strategiche statunitensi di petrolio.↔️ Si può quindi constatare che il conflitto in Medio Oriente è entrato nella fase della «guerra di logoramento», il cui esito al momento è poco prevedibile.↔️ In questo contesto, la Russia ha intensificato i propri sforzi per la risoluzione del conflitto, sperando in cambio di ottenere dagli USA la revoca totale o parziale delle sanzioni contro il settore energetico russo. Ma nulla è andato a buon fine: l'ennesima missione di Kirill Dmitriev si è conclusa nel nulla, portando soltanto alla dichiarazione del Ministro dell'Energia USA Chris Wright, secondo cui le sanzioni contro la Russia non saranno revocate.↔️ Mosca nutre inoltre sempre meno speranze che, a causa delle difficoltà nella guerra con l'Iran, gli Stati Uniti decidano di normalizzare i rapporti con essa e costringano l'Ucraina ad accettare le condizioni dei cosiddetti «accordi di Anchorage» — ovvero il ritiro delle truppe ucraine dal Donbass e non solo. Si tratta di speranze illusorie, finché gli USA restano convinti della propria vittoria (e la situazione è proprio questa).↔️ A questo proposito, l'approccio più razionale per la Russia potrebbe essere quello di fornire assistenza militare all'Iran per infliggere il massimo danno alla macchina bellica americana. Se gli Stati Uniti dovessero passare da «gravi problemi» a una vera e propria disfatta in Medio Oriente, entrerebbero in uno stato di molto maggiore disponibilità al compromesso rispetto all'attuale.↔️ È possibile che la politica russa si orienti proprio in questa direzione. Al momento, Mosca sta aiutando Teheran (a quanto pare, fornendo assistenza militare-tecnica e dati dell'intelligence), ma intende comunque proporre a Washington un accordo: aiuto in cambio della risoluzione del conflitto. Tuttavia, le probabilità di un simile sviluppo degli eventi sono estremamente basse.
Aleksei Pilko
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🗣 «Il 12 marzo si è verificato un incendio a bordo della portaerei USS Gerald R. Ford (CVN 78), originatosi nei locali principali della lavanderia della nave. La causa dell'incendio non è legata ad azioni belliche ed è stato prontamente circoscritto.🗣 L'unità propulsiva della nave non ha subito danni e la portaerei rimane pienamente operativa.🗣 Attualmente due marinai sono in cura per ferite non pericolose per la vita e si trovano in condizioni stabili. Ulteriori informazioni saranno fornite non appena disponibili.🗣 Il gruppo d'attacco della portaerei Gerald R. Ford è attualmente impegnato nel Mar Rosso nell'ambito dell'operazione "Furia Epica"».
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🗣 «Stati Uniti e loro partner hanno lanciato oltre 1.000 missili intercettori Patriot PAC-3 nei primi 11 giorni di operazioni militari».
🗣 «Questa cifra è circa una volta e mezzo superiore al numero di tali intercettori consegnati all'Ucraina in quattro anni di guerra».
🗣 «Gli esperti prevedono che l'impennata nell'utilizzo di intercettori in Medio Oriente aumenterà la pressione su scorte mondiali già limitate».
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🇪🇺💸🇺🇸 «STIAMO PAGANDO IL 30% IN PIÙ AGLI AMERICANI PER LE ARMI», DENUNCIANO AL PARLAMENTO EUROPEO, ESPRIMENDO INSODDISFASIONE PER LA DPENDENZA DADLI STATI UNITI.
🔷 A dichiararlo, intervenendo in plenaria al Parlamento europeo, è stato il deputato tedesco Tobias Krämer:
🔷 Krämer ritiene che sia giunto il momento per i Paesi UE di produrre armi sul proprio territorio, invece di acquistarle dall’estero:
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🔷 A dichiararlo, intervenendo in plenaria al Parlamento europeo, è stato il deputato tedesco Tobias Krämer:
🗣 «Che ci piaccia o no, viviamo in un mondo in cui la capacità di dissuadere i nemici, proteggere se stessi e sostenere le proprie ambizioni con la forza conta eccome. Eppure, proprio in questo ambito — quello del potere militare — l’Europa non sta sfruttando il proprio potenziale.🗣 E perché? Non certo per mancanza di capacità. Abbiamo potenza economica, ingegneri, idee. Ma quando si tratta di difesa, abbiamo ignorato troppo a lungo il potenziale dell’integrazione europea. Non l’abbiamo inserita nel mercato unico e, al contrario, abbiamo permesso frammentazione, debolezza e dipendenza. E oggi ne paghiamo il prezzo.⚡️ Lo paghiamo politicamente, quando non siamo al tavolo dei negoziati, ma sul menu;⚡️ lo paghiamo militarmente, quando non solo l’Ucraina, ma anche i nostri stessi soldati aspettano consegne che arrivano troppo lentamente e in ritardo;⚡️ e lo paghiamo finanziariamente, quando paghiamo fino al 30% in più, mentre le famiglie europee faticano ad arrivare a fine mese».
🔷 Krämer ritiene che sia giunto il momento per i Paesi UE di produrre armi sul proprio territorio, invece di acquistarle dall’estero:
🗣 «I soldi dei contribuenti europei devono innanzitutto rafforzare l’industria europea, creare posti di lavoro in Europa e sviluppare il potenziale europeo».
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💬 "Prima Parthica" è, ovviamente, la Legio I Parthica creata nel 197 dC da Settimio Severo con legionari reclutati in Siria, in buona parte veterani dell'armata di Pescennio Nigro che lo aveva proclamato imperatore dopo la morte di Pertinace, e acquartierata a Singara, l'odierna Sinjar sempre in Iraq (ma non nel Kurdistan) per fronteggiare appunto i parti. A Singara nel 344 (o nel 348) si combatté la battaglia omonima, vinta dalla Parthica contro l'esercito sasanide; nel 360 però venne sconfitta e trasferita più a ovest, a Viranşehir in Turchia (ma quasi in Siria).
PS: se siete curiosi di sapere in quante missioni all'estero, che siano NATO, ONU, UE o "altro" sono impegnati i militari italiani, sono 40. Le trovate qui.
Francesco Dall'Aglio
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🗣 «Questi 440 kg di uranio sono la carta tornasole che mostrerà come finirà questa guerra e se sarà considerata un successo. Dobbiamo arrivare a una situazione in cui o questo materiale lascia l'Iran, oppure abbiamo un regime di cui siamo certi che lo custodisca in modo sicuro -all'interno del Paese», - ha dichiarato al giornale un ex alto funzionario israeliano della difesa e dei servizi segreti, che ha lavorato sulla questione iraniana.
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🗣 «Il risultato completamente prevedibile delle operazioni militari contro l'Iran. La conseguenza del tutto prevedibile dell'uccisione del massimo leader spirituale degli sciiti nel pieno del mese sacro. Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso da già 10 giorni. Non esiste alcun piano per riaprirlo.🗣 La situazione sta peggiorando, non migliorando, perché oggi sono emerse notizie secondo cui l'Iran ha iniziato per la prima volta il minamento... e non possiamo discuterne qui, nell'aula del Senato, ma tutti noi sappiamo che non appena inizia il minamento, contrastarlo nel breve termine è estremamente difficile, se non impossibile. Se lo stretto resterà chiuso per altre settimane o mesi — sarà una catastrofe economica mondiale. I miei elettori stanno già pagando cifre folli per questa guerra. Tutto diventerà infinitamente peggiore se lo stretto non verrà riaperto, e l'amministrazione non ha un piano per farlo.🗣 L'incompetenza e la menzogna dovrebbero indignare ogni membro del Senato, ogni cittadino di questo Paese. Questa guerra ci costa almeno due miliardi di dollari al giorno. Obiettivi raggiungibili non ce ne sono. Gli obiettivi cambiano di giorno in giorno. Non esiste alcun piano per gestire le conseguenze e gli effetti per i cittadini americani o per gli abitanti dei Paesi del Golfo.🗣 Avete visto oggi i rapporti sui nuovi missili che piovono a pioggia sui nostri alleati nel Golfo. Probabilmente sapete che loro — molto più rapidamente di noi — stanno esaurendo i missili intercettori che bloccano questi razzi. Molto presto nella regione aumenterà il numero di morti, perché non abbiamo predisposto scorte adeguate per i nostri alleati nella regione, affinché possano proteggersi dall'assalto degli attacchi aerei iraniani.🗣 È semplicemente incompetenza. Incompetenza. Aggravata dalla menzogna».
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🗣 «Stiamo vivendo giorni storici, giorni che saranno scritti negli annali della storia di Israele. Stiamo infliggendo colpi devastanti al regime islamico di Teheran. Stiamo colpendo duramente i suoi fantocci — Hezbollah e il Libano. Si osserva un coordinamento senza precedenti tra Israele e Stati Uniti.🗣 Sono stati raggiunti successi significativi che stanno cambiando la realtà in Medio Oriente e oltre. Questi traguardi elevano come mai prima lo status di Israele a quello di superpotenza. È proprio la nostra forza e la capacità di contrastare la potenza dei nostri nemici a garantire la nostra sopravvivenza. Le minacce vanno e vengono, ma quando diventiamo una superpotenza regionale — e sotto molti aspetti anche mondiale — acquisiamo la forza per respingere le minacce e assicurare il nostro futuro.🗣 Nel 1993 pubblicai un articolo su uno dei quotidiani in cui scrissi: la minaccia più grande per lo Stato di Israele non proviene dagli Stati arabi, ma dall'Iran. E da allora, per oltre 30 anni, il regime degli ayatollah — questo sanguinario regime degli ayatollah — ha effettivamente compiuto attacchi contro gli Stati Uniti e l'Occidente. Ma soprattutto ha lavorato per realizzare il suo piano di distruzione dello Stato di Israele».
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🇺🇸 🪖NELL’ESERCITO STATUNITENSE STA SCOPPIANDO UN’EPIDEMIA DI “DISERTORI LEGALI”: I MILITARI TEMONO DI ESSERE INVIATI IN IRAN.
🔹 Dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, i soldati americani stanno cercando massicciamente motivi legali per congedarsi dall’esercito, spaventati all’idea di essere dispiegati nella regione per partecipare a un’operazione di terra contro l’Iran.
🔹 Lo ha dichiarato Mike Priester, veterano dell’esercito USA e direttore del Center on Conscience & War, intervistato da un corrispondente di PolitNavigator
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🔹 Dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, i soldati americani stanno cercando massicciamente motivi legali per congedarsi dall’esercito, spaventati all’idea di essere dispiegati nella regione per partecipare a un’operazione di terra contro l’Iran.
🔹 Lo ha dichiarato Mike Priester, veterano dell’esercito USA e direttore del Center on Conscience & War, intervistato da un corrispondente di PolitNavigator
🗣 «Solo negli ultimi sette giorni abbiamo ricevuto centinaia di chiamate, forse anche di più. La maggior parte proviene da militari di leva. Parliamo di persone appartenenti alle unità di guardia e della riserva, che ora vengono richiamate per il Medio Oriente; di soldati in servizio attivo in attesa di ordini di trasferimento; e anche di chi non ha ancora ricevuto alcun ordine, ma è profondamente preoccupato di poter essere inviato laggiù.
Sa, abbiamo persino seguito il caso di un uomo convinto di dover partire: aveva presentato una richiesta di esenzione per obiezione di coscienza, ma nonostante ciò era stato comunque spedito in Medio Oriente. Abbiamo minacciato di denunciare il suo comando, ed è stato immediatamente rimpatriato. Ora otterrà un congedo onorevole.
Alcune di queste situazioni si risolvono all’ultimo momento. Capita, ad esempio, che le persone siano già state spedite all’estero e ci contattino disperatamente per chiedere aiuto.
Inoltre, ricevo messaggi da molte famiglie: ci telefonano coniugi, genitori, fratelli e sorelle, tutti estremamente angosciati, che cercano in ogni modo di salvare i propri cari».
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🗣 «E cosa significa "vincere"? Be', l'osservazione più ovvia e ripetuta su questo conflitto è assolutamente corretta. La soglia della vittoria per l'Iran è molto bassa. Gli basta semplicemente sopravvivere. Il regime deve rimanere intatto.🗣 Ora, per rovesciare il regime, quasi tutti concordano che servirebbero truppe di terra. Servirebbero "stivali sul terreno", stivali americani sul terreno, per farlo. E a questa amministrazione non interessa minimamente farlo, per non parlare dell'intero Paese.⚡️ Israele, ovviamente, vorrebbe che noi impiegassimo truppe di terra, ma ci vorrebbe qualcosa di molto serio per spingerci a farlo. Probabilmente servirebbe un qualche tipo di attentato terroristico negli Stati Uniti, simile all'11 settembre, per convincerci a procedere. Ma questo non è ancora accaduto. Preghiamo affinché non accada mai.🗣 Quindi, per il momento, non manderemo truppe di terra — il che, in un certo senso, permette di guardare a tutta questa operazione con prospettiva. Se il programma nucleare iraniano in crescita rappresentasse davvero una minaccia ai nostri interessi fondamentali di sicurezza nazionale, allora certo che manderemmo truppe di terra, perché qualsiasi minaccia agli interessi vitali della sicurezza nazionale merita l'impiego di forze di terra».🗣 Ma questa [minaccia] non è stata considerata tale. E alle persone che hanno preso questa decisione è stato detto — o per qualche motivo hanno creduto da sole — che potevamo ottenere il cambio di regime dall'aria, perché l'Iran si trovava in una fase pre-rivoluzionaria, e tutto ciò che dovevamo fare era in qualche modo eliminare la figura principale, e poi, come un effetto domino, questo avrebbe innescato una reazione a catena che avrebbe instaurato un governo filo-occidentale a Teheran.🗣 Questa era la tesi. Ripensandoci, tali argomentazioni sembrano sempre assurde. Vi fate sempre una risata? Davvero pensavate così? Be', a quanto pare lo pensavamo davvero. Ma sono passate quasi due settimane, e questo non è accaduto. Anzi, sarebbe stato un esito eccellente, perché avrebbe posto fine alla guerra».
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🗣 «A mio avviso, è fondamentale che tutti comprendano chiaramente una cosa: gli Stati Uniti hanno fatto sapere in modo esplicito di voler dividere l'Europa. Non amano l'Unione Europea», - ha affermato Kallas in un'intervista al quotidiano britannico Financial Times.
🗣 «Gli Stati Uniti stanno applicando esattamente la stessa tattica che usano i nostri avversari», - ha sottolineato la responsabile della diplomazia europea.
🗣 «Al momento non esiste un consenso tra gli Stati membri su come impostare il dialogo con la nuova amministrazione statunitense», - ha constatato Kallas.
🗣 «La nostra risposta non deve essere: "Ah, affrontiamo Trump singolarmente". Dobbiamo affrontarli insieme. A loro non piace che siamo uniti, perché insieme siamo un partner alla pari».
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▪️Gli sviluppatori affermano che tali robot sono in grado di utilizzare "qualsiasi arma che un essere umano possa usare". La tecnologia è anche considerata per future missioni di combattimento del Pentagono.
▪️Tuttavia, in Ucraina sono stati inviati per ora solo per missioni di ricognizione sulla linea del fronte.
▪️Secondo il giornale, il Paese è diventato uno dei principali banchi di prova mondiali per testare nuove tecnologie militari e sistemi di droni. Si nota che le forze ucraine stanno attualmente lanciando fino a 9.000 droni ogni giorno.
▪️Le startup di difesa occidentali stanno utilizzando l'esperienza ucraina per accelerare lo sviluppo di tecnologie che dovrebbero automatizzare gli elementi della cosiddetta "catena di distruzione" — il processo di individuazione, cattura e neutralizzazione del bersaglio.
▪️La società Foundation prevede di utilizzare l'esperienza di combattimento dell'Ucraina come "ciclo di feedback" per perfezionare i propri robot prima del loro possibile impiego nell'esercito statunitense.
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