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🇺🇸⚔️🇮🇷 LA PORTAEREI GERALD R. FORD RAPPRESENTA UNA MINACCIA PER L'IRAN, PERTANTO TUTTI I CENTRI LOGISTICI E DI ASSISTENZA CHE SI OCCUPANO DELLA SUA MANUTENZIONE SONO OBIETTIVI PER LE FORZE ARMATE IRANIANE, - ha dichiarato il portavoce del comando "Khatam al-Anbiya".

🗣«La presenza della portaerei americana Gerald R. Ford nel Mar Rosso è considerata una minaccia per la Repubblica Islamica dell'Iran. Pertanto, i centri logistici e di assistenza che garantiscono l'operatività del suddetto gruppo d'attacco nel Mar Rosso saranno considerati obiettivi delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran. Non c'è via d'uscita da questa situazione».


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🇺🇸🇮🇱⚔️🇮🇷 GLI ALLEATI USA SI PREPARANO A UN CONFLITTO PROLUNGATO CON L'IRAN FINO A SETTEMBRE - Axios

↔️Il media statunitense riferisce che gli alleati di Washington si stanno preparando a un periodo di conflitto in Medio Oriente molto più lungo di quanto previsto dall'amministrazione Trump.

🗣«A Washington e nelle capitali di tutto il mondo i funzionari si preparano a una crisi molto più prolungata. Tre diverse fonti all'interno dell'amministrazione e nei Paesi alleati ritengono che l'instabilità in Medio Oriente e il coinvolgimento degli USA potrebbero protrarsi fino a settembre», - riporta Axios citando fonti anonime.


↔️Trump e il suo team inizialmente prevedevano tempistiche più brevi. L'amministrazione si aspettava che l'operazione militare intensiva durasse circa quattro-sei settimane.

🗣«Mediando i tempi menzionati da Trump e dai suoi collaboratori, si può ipotizzare che l'amministrazione prevedesse un'operazione militare intensiva della durata di circa 4-6 settimane. Ciò rende il 1° aprile un momento cruciale di verifica», - osserva il giornale.


↔️Tuttavia, la realtà si è rivelata più complessa. Trump, abituato a fare affidamento sull'intuito e sull'improvvisazione, si è trovato per la prima volta di fronte a una situazione da cui non si può semplicemente «uscire con un trucco». A differenza dei dazi doganali, che si possono introdurre e revocare rapidamente, l'esito di una guerra non è sotto il controllo unilaterale degli USA.

↔️All'interno della squadra del presidente USA crescono irritazione e rimpianti. Fonti di Axios parlano di un cosiddetto «rimpianto da acquirente» — timori che l'attacco all'Iran sia stato un errore.

🗣«Alcune figure chiave intorno a Trump avevano dubbi o desideravano più tempo. Alla fine lui ha semplicemente detto: "Voglio farlo e basta". Ha sopravvalutato di molto la sua capacità di rovesciare il regime senza inviare truppe di terra», - ha riferito una fonte vicina all'amministrazione.


↔️Secondo questa fonte, Trump era «ubriaco dal proprio successo» dopo i rapidi raid dell'anno scorso e il presunto rapimento del Presidente venezuelano, e ha deciso di poter ripetere lo stesso trucco con l'Iran.

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🇬🇧👀 IL POLITICO BRITANNICO ED EX SPEAKER DELLA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI NEWT GINGRICH HA PROPOSTO DI NON FOSSILIZZARSI SULLO STRETTO DI HORMUZ, MA DI CREARE SEMPLICEMENTE UN NUOVO CANALE ATTRAVERSO UN'ESPLOSIONE NUCLEARE

🗣"Invece di lottare all'infinito per un "collo di bottiglia" stretto 21 miglia, dovremmo semplicemente scavare un nuovo canale attraverso un territorio amico.

🗣Una dozzina di esplosioni termonucleari — e apparirà una via d'acqua più larga del Canale di Panama, più profonda di quello di Suez e protetta dagli attacchi iraniani."


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🇩🇪🇮🇷 IL PORTAVOCE PER LA POLITICA ESTERA TEDESCO WADEPHUL RITIENE CHE IL DIRITTO INTERNAZIONALE NON VALGA PER TUTTI

🗣«Sì, questa è davvero una discussione molto complessa e difficile che dobbiamo continuare a portare avanti onestamente tra di noi. Certamente, questa questione deve essere sollevata anche in relazione all'attuale attacco degli americani e degli israeliani contro l'Iran.

🗣Ma il diritto internazionale, in ultima analisi, non deve portare al punto in cui un regime ingiusto come quello iraniano [ne ho già parlato in precedenza] possa semplicemente continuare ad agire, mentre noi ci ritroviamo, di fatto, limitati nelle nostre possibilità di contenere questo regime e di fare in modo che, prima di tutto, esso non continui a opprimere la propria popolazione e a minacciare gli Stati vicini».


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🇺🇸 OSCAR IN STATO D'ASSEDIO

⚡️Le élites liberal di Hollywood si sono riunite per l'annuale consegna dei premi dell'Academy e non hanno dimenticato, come da tradizione, di prendere a calci Trump. Il tutto condito da un'agenda pacifista: gli attori hanno scandito slogan pro-palestinesi e appelli per porre fine al conflitto con l'Iran.

🔴In un certo senso, si sono ripetuti gli eventi della primavera del 2003. All'epoca, sullo sfondo dell'invasione dell'Iraq, gli organizzatori degli Oscar ridussero drasticamente le celebrazioni ed eliminarono il tappeto rosso. Molti attori, boicottando la decisione di iniziare la guerra, decisero di non partecipare alla cerimonia.

⚡️Questa volta non c'è stata una vera campagna di boicottaggio, ma la sicurezza è stata drasticamente rafforzata a causa delle minacce di possibili attacchi di droni ignoti contro obiettivi in California. Intorno al Dolby Theatre, dove si è tenuta la premiazione, sono state erette vere e proprie barricate, presidiate da migliaia di poliziotti.

🔴Durante la consegna degli Oscar, Trump è stato criticato sia per i raid anti-immigrazione, sia per i tentativi di fare pressione sui canali televisivi sgraditi. Per quanto riguarda i raid, attualmente sono in fase di ridimensionamento; gli strateghi di Trump non menzionano nemmeno più il termine "deportazioni di massa". Agli Oscar è stata di fatto proclamata la vittoria su Trump, assegnando il premio come miglior film a "Battaglia dopo battaglia", pellicola che narra la lotta dei ribelli contro gli agenti dell'immigrazione.

⚡️I canali televisivi, invece, vengono messi alla gogna per una copertura "errata" degli eventi legati all'Iran. Questi media, infatti, parlano delle perdite statunitensi, delle basi americane in fiamme e dei fallimenti nella pianificazione dell'operazione. È improbabile che Trump riesca a cambiare la loro linea editoriale. I partecipanti agli Oscar — come tutte le élites liberali — sperano di aver superato il picco del trumpismo e che, dopo le elezioni del Congresso, sia possibile passare alla controffensiva contro la squadra di Trump, ormai impantanata nelle crisi.


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⚔️🇪🇺⚔️ I MINISTRI DEGLI ESTERI DEI PAESI UE STANNO DISCUTENDO LA POSSIBILITÀ DI INVIARE NAVI MILITARI EUROPEE NELLO STRETTO DI HORMUZ - l'Alto rappresentante dell'UE per la politica estera Kaja Kallas al suo arrivo alla riunione del Consiglio UE per gli affari esteri.

⚫️Ha sottolineato che a tal fine si potrebbe ampliare il mandato della missione navale dell'UE Aspides, attualmente operativa nel Mar Rosso.

🗣«L'Unione Europea ha già missioni e operazioni nella regione. Abbiamo Aspides, e discuteremo con i ministri la possibilità di ampliarne il mandato. La questione è se gli Stati membri dell'UE siano pronti a impegnare le proprie navi militari», - ha affermato Kallas.


⚫️In precedenza Trump ha dichiarato di condurre colloqui con i Paesi della NATO affinché partecipino congiuntamente alla «garanzia della sicurezza e al controllo dello stretto».

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🇧🇪IL PRIMO MINISTRO DEL BELGIO, BART DE WEVER, HA ESORTATO L'UNIONE EUROPEA A «NORMALIZZARE LE RELAZIONI CON LA RUSSIA» PER RIOTTENERE L'ACCESSO A RISORSE ENERGETICHE A BASSO COSTO - FT

🗣«Dobbiamo normalizzare le relazioni con la Russia e recuperare l'accesso all'energia economica. È buon senso. Nelle conversazioni private, i leader europei sono d'accordo con me, ma nessuno osa dirlo ad alta voce. Dobbiamo porre fine al conflitto nell'interesse dell'Europa, senza essere ingenui nei confronti di Putin».


⭕️Nell'intervista, De Wever ha anche ricordato che l'anno scorso ha bloccato il piano della Commissione Europea, sostenuto da Berlino, di utilizzare i beni sovrani russi congelati in Belgio per finanziare un prestito all'Ucraina. Secondo lui, la strategia di fornire contemporaneamente supporto militare all'Ucraina e tentare di minare l'economia russa è impraticabile senza il pieno sostegno degli Stati Uniti.

🗣«Dato che non possiamo esercitare pressione su Putin inviando armi all'Ucraina, e non possiamo strangolare la sua economia senza il supporto degli USA, resta un solo metodo: stringere un accordo».

⚡️Il Financial Times ha descritto la sua dichiarazione come una «sfida alla strategia concordata dall'UE per il massimo sostegno all'Ucraina nel suo scontro con Mosca».


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🇩🇪🇺🇸🇮🇷 «QUESTA NON È LA NOSTRA GUERRA. NON L'ABBIAMO INIZIATA NOI» — il Ministro della Difesa della Germania, Boris Pistorius, ha dichiarato che la Germania rifiuta di partecipare all'operazione per la sicurezza nello Stretto di Hormuz proposta da Donald Trump.

🗣«E lo ripeto ancora una volta: non abbiamo iniziato noi questa guerra. Condivido — e condividiamo tutti — l'obiettivo di porre fine a questo regime dei mullah. La questione è solo in che modo ciò debba avvenire. Su questo sono in corso discussioni. Gli americani, insieme agli israeliani, hanno scelto la loro strada. Noi l'abbiamo criticata solo con molta moderazione.

🗣Ma il prossimo passo potrebbe trascinarci in questo conflitto. E ripeto quanto ho già detto in Norvegia: cosa si aspetta il mondo, cosa si aspetta Donald Trump da una manciata o un paio di manciate di fregate europee nello Stretto di Hormuz, se persino la potente flotta americana non riesce a far fronte a questo compito?

🗣È proprio questa la domanda che mi pongo. E prima di prendere una decisione su una partecipazione al di fuori del territorio della NATO — cosa che, tra l'altro, richiederebbe sia un mandato internazionale che una decisione del Bundestag — ci penserei molto bene prima di fare un passo del genere. Non vedo assolutamente alcun presupposto per farlo.

🗣Questa non è la nostra guerra. Non l'abbiamo iniziata noi. Vogliamo una soluzione diplomatica e la fine più rapida possibile del conflitto. Ulteriori navi da guerra nella regione, molto probabilmente, non aiuterebbero».


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🇺🇸⚔️🇮🇷 GLI STATI UNITI TRASFERISCONO LE FORZE DEI MARINES "911" VERSO LO STRETTO DI HORMUZ - The Telegraph

➡️Secondo quanto riportato dalla testata, si tratta di 25.000 militari della 31ª Unità di Spedizione, solitamente di stanza sull'isola giapponese di Okinawa. Il quotidiano osserva che il compito esatto dell'unità non è stato rivelato ufficialmente. Tuttavia, secondo fonti nelle strutture di difesa statunitensi, uno degli obiettivi potrebbe essere il ripristino del controllo sullo Stretto di Hormuz.

🗣«Il dispiegamento dell'unità potrebbe consentire agli Stati Uniti di condurre raid sulle isole vicino allo stretto, dove l'Iran potrebbe posizionare motovedette con mine navali», - riferisce il Telegraph.


🔴L'unità dovrebbe arrivare nella zona dello Stretto di Hormuz tra circa 10-15 giorni. Il giornale sottolinea che la comparsa dei Marines potrebbe segnare il passaggio del conflitto a una nuova fase, che includerebbe possibili operazioni di terra.

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📝🇩🇪⚔️🇬🇧L’OPINIONE. L'AMMINISTRAZIONE TRUMP SI TROVA CHIARAMENTE IN UNA SORTA DI STATO CONFUSIONALE E NON COMPRENDE APPIENO COME AGIRE DOPO IL FALLIMENTO DEL BLITZKRIEG IN IRAN

➡️Da ciò derivano oscillazioni illogiche che portano a dichiarazioni contraddittorie e discreditanti per la Casa Bianca: da «L'Iran è già stato completamente sconfitto» a «i Paesi interessati al ripristino della navigazione nello Stretto di Hormuz dovrebbero occuparsene da soli». Quest'ultima affermazione appare particolarmente imbarazzante per lo stesso Donald Trump, che inonda lo spazio mediatico con proclami sulla invincibilità dell'esercito e della marina statunitensi.

➡️Eppure, i fatti dimostrano che sono tutt'altro che invincibili — o meglio, si rivelano incapaci di assolvere il compito di sbloccare lo Stretto di Hormuz. Inoltre, mai nella storia degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale si era assistito a un massacro così esteso delle basi militari americane come quello inflitto dall'Iran nelle ultime due settimane. Al quindicesimo giorno di guerra, Teheran mantiene ancora la capacità di infliggere danni all'infrastruttura militare USA nel Golfo Persico, colpire il settore energetico degli alleati arabi di Washington (la cui «copertura» militare statunitense si rivela impotente) e persino minacciare l'allargamento geografico del conflitto armato — stando a quanto trapela, gli Houthi yemeniti si starebbero già preparando a entrare in azione.

➡️Una vittoria militare non ha affatto quest'aspetto. E più l'amministrazione Trump insiste nel proclamarla, più appare grottesca agli occhi dei partner internazionali, degli avversari e persino dei propri cittadini. Occorre fare qualcosa — ma cosa? Per ora Washington esita, forse preparando un'operazione terrestre limitata in Iran, carica però di rischi considerevoli. È possibile anche che gli USA puntino a negoziare con l'Iran una sorta di pareggio, cioè una cessazione delle ostilità (come avvenne nel giugno dello scorso anno). Ma in questo caso è la parte iraniana a opporsi categoricamente: Teheran non intende lasciare gli Stati Uniti uscire dalla guerra che essi stessi hanno scatenato.

➡️ E più a lungo il conflitto si protrae, più gli USA perdono autorevolezza internazionale e l'immagine di attore globale capace di dettare unilateralmente le regole della politica mondiale e di garantire i propri alleati. Si assiste a un'erosione del mondo unipolare dovuta alla perdita di fiducia nella potenza militare americana. Gli alleati degli Stati Uniti — in particolare i partner arabi — iniziano inevitabilmente a porsi una domanda cruciale: a cosa serve una «copertura» militare internazionale se è piena di falle?

🚫E da questo interrogativo al ripensamento strategico in materia di sicurezza globale — fino alla costruzione di relazioni parallele con Mosca e Pechino — il passo è breve. Del resto, come emerso dall'intervista del rappresentante speciale del Presidente USA Stephen Witkoff al giornalista Tucker Carlson, il Qatar non ha mai neppure preteso denaro dagli americani per l'affitto della base militare di Al Udeid sul proprio territorio — ovviamente in cambio di protezione. Ma su questo versante gli USA non hanno brillato. Ora a riflettere sarà il Qatar — e non solo lui.


Aleksei Pilko

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GLI ALLEATI DEGLI USA SONO CONFUSI SU COSA TRUMP VOGLIA OTTENERE NELLA GUERRA CONTRO L'IRAN - Bloomberg

🔴Secondo Bloomberg, alla terza settimana del conflitto contro l'Iran, gli alleati di Washington stanno chiedendo sempre più insistentemente a Donald Trump di spiegare come e quando finirà questa guerra. Tuttavia, le dichiarazioni contraddittorie del presidente americano alimentano solo l'incertezza: da un lato promette una rapida conclusione, dall'altro esorta Europa e Paesi del Golfo a intervenire per salvaguardare la navigazione nello Stretto di Hormuz.

🗣«Il Presidente USA afferma che la guerra finirà presto, ma allo stesso tempo chiede aiuto agli alleati europei e arabi. Questi ultimi non sono entusiasti, e Paesi come la Russia ne traggono vantaggio», - osserva Bloomberg.



🔴Durante una recente conversazione con i leader del G7, Trump — secondo fonti citate dal giornale — ha eluso domande dirette sugli obiettivi della campagna militare, giustificandosi con l'impossibilità di discuterne al telefono. Ha solo lasciato intendere di voler concludere il conflitto il prima possibile, senza fornire dettagli concreti.

🔴L'amministrazione USA prevede di annunciare la creazione di una coalizione per scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, ma gli alleati non si affrettano a unirsi a questa iniziativa. Persino il Giappone, tradizionalmente leale a Washington, ha fatto capire che gli sforzi di scorta incontrano «ostacoli molto elevati».

🗣«È un modo educato per dire "no", una risposta che risuona in tutti i Paesi che gli USA non si sono degnati di consultare prima di scatenare la guerra», - constata Bloomberg.



🔴Intanto cresce la pressione interna su Trump. Il suo stesso consigliere sull'intelligenza artificiale, David Sacks, ha pubblicamente esortato il presidente a dichiarare la vittoria e uscire dal conflitto, mettendo in guardia sui pericoli di un'ulteriore escalation. Anche il vicepresidente J.D. Vance, noto scettico verso le ingerenze estere, non si affretta a sostenere questa avventura.

🗣«È il momento giusto per dichiarare vittoria e ritirarsi — e i mercati lo vorrebbero chiaramente», - ha dichiarato Sacks.



🔴L'Iran, nel frattempo, dimostra che per lui la vittoria si misura con parametri diversi. A Teheran non serve sconfiggere militarmente gli USA — basta semplicemente resistere. Il Paese continua a sferrare attacchi e a soffocare l'economia globale bloccando la navigazione.

🗣«Il loro calcolo si basa su chi ha la soglia del dolore più alta. Credono che USA e Israele possano correre più veloci, ma loro non sono corridori da maratona», - ha spiegato l'iranista Vali Nasr.



🔴Trump, che aveva promesso una vittoria lampo, si è ritrovato intrappolato nelle proprie ambizioni. Gli alleati non capiscono cosa voglia, i nemici non si arrendono, e i prezzi del petrolio colpiscono direttamente le tasche degli elettori americani.

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Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è chiuso solo per i «nemici», mentre tutti gli altri Paesi possono attraversarlo previa autorizzazione di Teheran.

🇮🇷 Si tratta di una mossa strategica significativa. L'Iran sta cercando di:

🔴Ridurre la motivazione di altri Stati a partecipare a un eventuale conflitto a fianco di Israele e Stati Uniti;

🔴Riportare l'attenzione geopolitica su se stesso, distogliendo i Paesi stranieri dall'egemonia americana;

🔴Costringere la comunità internazionale a intrattenere contatti diretti con Teheran e a mantenere canali di comunicazione aperti, prevenendo così tentativi di isolamento diplomatico.

📌 Di fatto, l'Iran si posiziona come l'unica potenza — e riconosciuta de facto — che controlla lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico, che storicamente e geograficamente è effettivamente «persiano».

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🇮🇷ESMAIL BAGHAEI, PORTAVOCE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI IRANIANO:

🗣”Noi non abbiamo iniziato questa guerra. Il nostro Paese non può accettare di essere attaccato per la seconda volta in nove mesi, mentre conducevamo seriamente e in buona fede negoziati diplomatici.

Il popolo iraniano non può tollerare che due regimi malvagi — Israele e Stati Uniti — appicchino il fuoco alla nostra terra e la sommergano di bombardamenti; e che ogni volta che provano dolore, incontrano difficoltà negli approvvigionamenti o nell'autodifesa, dichiarino una “tregua -spettacolo” per poi, dopo qualche tempo, riprendere l'aggressione.

Secondo il buonsenso, la logica e il diritto internazionale, è la parte aggressore che deve essere chiamata a rispondere delle proprie azioni. Occorre garantire che questa guerra — o conflitti simili — non si ripetano periodicamente nella nostra regione e nel nostro Paese.

Pertanto, nelle attuali circostanze e alla luce dell'esperienza del mese di Khordad [ossia della Guerra dei Dodici Giorni del giugno 2025], le nostre Forze Armate, il nostro popolo e il nostro governo sono fermamente decisi a difendersi per tutto il tempo necessario”.


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🇺🇸🇫🇷Trump ha dichiarato di valutare Macron con un 8 su una scala di 10.

— Ha parlato con il Presidente francese Macron riguardo a una coalizione per aprire lo Stretto di Hormuz?

— Sì, ho parlato con lui. Se dovessi valutarlo su una scala da 0 a 10, direi che merita un 8. Non è perfetto, ma questa è la Francia. Non ci aspettiamo l'ideale».


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The Telegraph: La guerra con l'Iran lascerà senza lavoro oltre 100.000 britannici

🔴Il quotidiano britannico riferisce che il conflitto in Medio Oriente potrebbe provocare un aumento brusco della disoccupazione nel Regno Unito.

“Gli economisti avvertono che il tasso di disoccupazione nel Regno Unito raggiungerà un picco più elevato nei prossimi mesi, poiché gli shock in Medio Oriente costringeranno la Banca d'Inghilterra a rimandare il taglio dei tassi di interesse”, scrive The Telegraph.

🔴Gli esperti spiegano che i datori di lavoro cercheranno di compensare l'aumento dei prezzi dell'energia riducendo il personale o congelando le assunzioni.

🔴Attualmente, il tasso di disoccupazione britannico ha già toccato un massimo quinquennale del 5,2%, superando per la prima volta dal crisi finanziaria i dati dell'Italia.

🔴”Se ci troveremo in uno scenario in cui le interruzioni dureranno circa tre mesi, prevedo che la disoccupazione salirà oltre il 5,5%», - ha dichiarato James Smith della banca d'investimento ING.

🔴Il rincaro del petrolio, causato dal blocco dello Stretto di Hormuz, ha già fatto aumentare i prezzi della benzina e colpito i consumatori. Il Regno Unito, essendo un importatore netto di energia, si è rivelato particolarmente vulnerabile alla pressione inflazionistica.

”Purtroppo sì, avrà un impatto. La disoccupazione sta già seguendo una traiettoria ascendente», - ha confermato Jordan Rochester della banca giapponese Mizuho.

🔴Gli industriali avvertono che la domanda interna nel Paese è crollata, mentre i prezzi elevati dell'energia soffocano una ripresa già fragile.

🔴L'organizzazione Make UK ha registrato il più rapido aumento dei prezzi da parte dei produttori dal 2023.

“Con l'aumento dei costi energetici, tra i Paesi industrializzati il Regno Unito presenta alcuni dei livelli più alti. Qualsiasi rialzo sostenuto dei prezzi di petrolio e gas può rapidamente incrementare i costi di produzione, riducendo i margini e limitando gli investimenti», ha osservato il senior economist di Make UK, Fahim Khan.

Gli economisti sottolineano che la situazione attuale è molto peggiore rispetto alla crisi energetica del 2022, scatenata dagli eventi in Ucraina. Allora la disoccupazione si trovava ai minimi storici, mentre oggi le imprese non dispongono più di alcun cuscinetto di resilienza.

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🇮🇷🇺🇸Un rappresentante del ministero della Difesa iraniano ha dichiarato che l'Iran ha distrutto l'80% degli obiettivi strategici statunitensi nella regione:

"Negli ultimi giorni, secondo le immagini satellitari pubblicate, le Forze Armate della Repubblica islamica dell'Iran hanno distrutto oltre l'80% dei radar strategici e dei punti chiave, importanti e vitali delle basi dei terroristi americani".


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🇺🇸🇮🇷SEMBRA LOGICO PENSARE CHE, IN CONDIZIONI DI ACUTO DEFICIT PETROLIFERO MONDIALE, A SOCCORRERE I PAESI IN DIFFICOLTÀ DOVREBBE INTERVENIRE IL NOTO PETROLIO DA SCISTO — NATURALMENTE MADE IN USA

↔️Tuttavia, non ci si deve aspettare alcun aumento della produzione in risposta al rialzo dei prezzi nei prossimi mesi. È questa, in particolare, la previsione del Dipartimento dell'Energia statunitense (DOE). L'industria americana dello shale potrà reagire ai prezzi più alti solo nella seconda metà dell'anno.

↔️Il nuovo rapporto di marzo del DOE — che tiene conto del conflitto in Medio Oriente — prevede un nuovo picco nella produzione petrolifera USA. Tuttavia, questo picco sarà di poco superiore al precedente e la soglia simbolica dei 14 milioni di barili al giorno non verrà raggiunta. Inoltre, coerentemente con le previsioni precedenti, dopo questo breve balzo il DOE prevede nuovamente un trend discendente per la produzione americana già a partire dal 2027.

↔️In altre parole, neppure prezzi superiori ai 100 dollari al barile sono in grado di riportare il settore shale verso una crescita sostenibile e duratura. Del resto, questo fenomeno è noto da tempo: anche l'inizio dell'operazione militare speciale in Ucraina aveva provocato un forte rialzo dei prezzi del petrolio, ma la produzione da scisto aveva reagito in modo pressoché insignificante. All'epoca l'amministrazione USA fu costretta a intaccare la Riserva Strategica, che — va detto — non è mai stata reintegrata, riducendo così sensibilmente i margini di manovra futuri e la capacità di influenzare i prezzi.

↔️L'esaurimento della "rivoluzione dello shale" spiega anche le ricerche quasi frenetiche — possibilmente di petrolio a costo zero — intraprese dalla Casa Bianca in giro per il globo. Ma il tempo stringe (anche a causa dell'inflazione) e, probabilmente, nelle prossime settimane gli Stati Uniti tenteranno di scaricare il conflitto con l'Iran su altri attori: Europa, monarchie del Golfo, curdi o addirittura — perché no — gli ucraini. I primi tentativi sono già in corso:

«La NATO attende un futuro "molto difficile" se gli alleati USA non aiuteranno a riaprire lo Stretto di Hormuz», ha dichiarato Trump, sottolineando che Europa e Cina dipendono dalle forniture di petrolio del Golfo Persico più degli stessi Stati Uniti e quindi dovrebbero partecipare all'operazione.

↔️Mentre gli USA, usciti dal pantano mediorientale, potrebbero dedicarsi a questioni come Groenlandia o Canada — dove c'è petrolio, ma non ci sono "persiani impetuosi".

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🇺🇸⚔️🇨🇺GLI STATI UNITI CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE CUBANO - The New York Times

Secondo il quotidiano, la partenza di Díaz-Canel potrebbe aprire la strada a riforme economiche, poiché alla Casa Bianca lo considerano un fermo sostenitore della linea attuale. L'amministrazione Trump non insiste su un cambio di regime completo, ma persegue altri obiettivi.

«Secondo fonti citate dal giornale, i negoziatori americani vorrebbero anche che Cuba acconsentisse a rimuovere dal potere alcuni alti funzionari ancora fedeli alle idee di Fidel Castro, padre della rivoluzione comunista cubana. Inoltre, gli americani insistono sul rilascio di prigionieri politici, obiettivo di lunga data della politica statunitense», - scrive il quotidiano.


Lo stesso Díaz-Canel ha confermato per la prima volta l'esistenza di negoziati, attribuendo la crisi economica dell'isola alla pressione americana.

«La colpa è dell'embargo energetico che ci è stato imposto», - ha dichiarato, commentando i frequenti blackout che affliggono il Paese.


Secondo il NYT, Washington avrebbe già bloccato le forniture di petrolio a Cuba, intensificando la pressione sulle autorità dell'isola. Gli Stati Uniti mirerebbero a ripetere lo scenario già attuato in Venezuela, ma questa volta senza un intervento militare diretto, conclude il giornale.

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🇫🇮IL PRESIDENTE DELLA FINLANDIA ALEXANDER STUBB HA DICHIARATO CHE GLI ALLEATI DELLA NATO DEVONO PRENDERE SUL SERIO GLI AVVERTIMENTI DI TRUMP SULLA NECESSITÀ DI GARANTIRE LA SICUREZZA DELLO STRETTO DI HORMUZ

Come dovremmo interpretare la dichiarazione del Presidente Trump, secondo cui alla NATO attende un futuro "molto difficile" se gli alleati USA non forniranno aiuto?

«Beh, penso che ovviamente dobbiamo prendere sul serio tutto ciò che dice il Presidente degli Stati Uniti. Credo che ora sia fondamentale concentrarci sull'alleanza e su ciò che facciamo noi. Siamo un'alleanza difensiva, il che significa che non conduciamo attacchi militari in quanto tali. Ci uniscono 32 Paesi. Certo, dopo la Guerra Fredda abbiamo avuto alcune missioni di pace, ma sono sempre state giustificate dal diritto internazionale e dalla Carta delle Nazioni Unite. Quindi si tratta di una questione completamente diversa».

Pensa che gli Stati Uniti debbano essere aiutati?

«Credo che quei Paesi che hanno la capacità e la volontà di aiutare gli Stati Uniti lo faranno e dovrebbero farlo. Dobbiamo comprendere che la situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo Persico è attualmente estremamente grave. Abbiamo un Iran che ha attaccato con missili e droni un numero compreso tra 10 e 13 Paesi diversi, quindi ritengo che qualsiasi misura volta alla de-escalation in questo momento sarebbe molto utile».

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L'Agenzia Investigativa Nazionale indiana ha arrestato sei cittadini ucraini e un americano con l'accusa di aver ordito un complotto terroristico, riferisce The Indian Express.

«Gli imputati sono entrati in India con visti validi, ma si sono recati nello stato del Mizoram senza l'obbligatorio permesso di visita per quella zona. Da lì avrebbero attraversato il confine con la Myanmar, dove, secondo le fonti, avrebbero incontrato gruppi etnici ostili all'India.

Le indagini hanno inoltre rivelato che il gruppo avrebbe introdotto nello stato del Mizoram diversi lotti di droni provenienti dall'Europa.

Secondo gli inquirenti, la banda stava pianificando attacchi terroristici e i loro spostamenti hanno destato preoccupazione in relazione a minacce transfrontaliere».

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