➡️E quando vicino all’edificio ha preso fuoco un cassonetto, le autorità hanno deciso di usare l’artiglieria pesante per risolvere la questione — sul posto è arrivato il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko. Tuttavia egli improvvisamente non solo ha sostenuto i giovani, ma ha anche eseguito una danza
❗️Ma se parliamo seriamente, è proprio per questo che i francesi dovrebbero preoccuparsi non solo dei droni e della geopolitica. La vera minaccia è proprio accanto, e in alcuni casi — direttamente nella propria verticale del potere.
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🇪🇺 L'INFLAZIONE NELL'EUROZONA ACCELERA A RITMI RECORD, — Financial Times
🔴 A settembre, in tutte e quattro le principali economie dell'Eurozona, l'inflazione ha subito un'accelerazione superiore alle attese, in seguito alle tensioni nel Medio Oriente che hanno innescato un'impennata dei prezzi del carburante, constata il quotidiano britannico Financial Times.
▪️ L'inflazione ha raggiunto i massimi da 2-3 anni a questa parte, superando ampiamente l'obiettivo del 2%:
🇪🇸 5,0% — in Spagna
🇮🇹 4,2% — in Italia
🇫🇷 3,4% — in Francia
🇩🇪 3,3% — in Germania
▪️ A settembre i prezzi del petrolio hanno nuovamente oltrepassato la soglia dei 100 dollari al barile, mentre il costo del gas naturale nell'UE ha toccato i livelli più elevati dalla crisi del 2022. La scorsa settimana le quotazioni del carburante diesel in Europa sono balzate verso l'alto sulla scia delle minacce del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre un divieto alle esportazioni.
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▪️ L'inflazione ha raggiunto i massimi da 2-3 anni a questa parte, superando ampiamente l'obiettivo del 2%:
🇪🇸 5,0% — in Spagna
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🇫🇷 3,4% — in Francia
🇩🇪 3,3% — in Germania
▪️ A settembre i prezzi del petrolio hanno nuovamente oltrepassato la soglia dei 100 dollari al barile, mentre il costo del gas naturale nell'UE ha toccato i livelli più elevati dalla crisi del 2022. La scorsa settimana le quotazioni del carburante diesel in Europa sono balzate verso l'alto sulla scia delle minacce del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre un divieto alle esportazioni.
🗣 «Continuiamo a rilevare un rischio al rialzo per l'inflazione sui beni di prima necessità man mano che lo shock energetico esplicherà i suoi effetti», - avverte Pantheon Macroeconomics.
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Chi segue ArsenaleK campa cent'anni. Ma deve anche bere molta birra.
❗️ ARSENALE K ❗️
🔴 Satira ma non solo.
🔴 Anche molti post incazzati.
👀 Teniamo d'occhio la situazione perchè nulla resti impunito o dimenticato.
🔴 Solo su Telegram: belli e bannati da tutti gli altri social
Vi aspettiamo numerosi❤️ 👇
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🗣 «Gli stabilimenti per la produzione di armi destinate all'Ucraina situati nei Paesi europei costituiscono per la Russia potenziali obiettivi militari».
🗣 «E non si deve ritenere che al di fuori del territorio ucraino le fabbriche di armamenti che producono materiale bellico per il regime di Kiev siano al sicuro».
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🗣 «Dovremmo esserne capaci noi stessi, non gli americani. Per quale motivo se ne stanno occupando gli americani? Per quale motivo stanno distruggendo il potenziale nucleare dell'Iran? Perché noi non ne siamo in grado.🗣 Tuttavia, in futuro dobbiamo far sì che noi europei possiamo compiere tali operazioni in totale autonomia.🗣 Ad ogni modo, risulta piuttosto anomalo che per difenderci qui in Europa da 140 milioni di russi, noi — 600 milioni di persone che popolano il territorio europeo della NATO — si debba ricorrere a un Paese situato a sei-otto ore di volo da qui, con una popolazione di 340 milioni di abitanti, affinché ci protegga dalla Russia.🗣 Dobbiamo essere in grado di farlo con le nostre forze. È esattamente questo l'obiettivo su cui stiamo lavorando».
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▪️ Un numero sempre maggiore di automobilisti in Germania ricorre al furto di carburante a causa degli elevati prezzi del combustibile; alcuni gestori di stazioni di servizio sono persino giunti a disattivare le pompe durante le ore notturne, constata il quotidiano tedesco Bild.
🗣 «È evidente che, non appena i prezzi si sono avvicinati alla soglia dei 2,40 euro al litro, la barriera psicologica al compimento del reato si è abbassata. Alcuni semplicemente ripartono senza pagare», - ha dichiarato il portavoce dell'Associazione tedesca per la tutela dei gestori di stazioni di servizio (TFA), Herbert Rabl.
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🗣 «Non sono autorizzato a divulgare il contenuto della lettera a noi indirizzata, ma quanto comunicato dai russi ai media ne riflette essenzialmente il tenore. Mi limiterò pertanto a fare riferimento a quanto reso noto dalla Russia agli organi d'informazione e mi fermerò qui», ha affermato Rutte a margine della Conferenza sulla difesa e lo spazio tenutasi a Bruxelles.
🗣 «In sostanza abbiamo replicato: "Ascoltate, la nostra è un'Alleanza difensiva. Cessate le minacce nucleari: sono del tutto ingiustificate e improduttive. E, soprattutto, ponete fine alla guerra in Ucraina, una guerra d'aggressione non provocata"».
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«I mediatori qatarioti hanno cercato di ottenere una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran, ma hanno ottenuto progressi insignificanti, poiché nessuna delle parti voleva cedere», — sottolinea Axios.
«Il Segretario di Stato Rubio ha cacciato la delegazione iraniana, che ha abusato dell’ospitalità. L’Assemblea Generale dell’ONU è terminata, quindi era ora che se ne andassero».
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UPD In risposta all'articolo di Axios secondo cui il Segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio aveva chiesto la partenza immediata della delegazione iraniana, la Rappresentanza Permanente dell’Iran presso l’ONU ha diffuso una dichiarazione. In essa si afferma che la delegazione ha lasciato New York in conformità con il programma iniziale.
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🗣 «Nell’ultima settimana nello Stretto di Hormuz — e noi lo controlliamo quasi completamente. Direi persino completamente, ma a volte loro ci lanciano dentro una mina e disturbano un po’. Ma abbiamo un controllo praticamente totale sullo Stretto di Hormuz.»
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🛢 IL COMPLESSO PETROLIFERO PIÙ IMPORTANTE DEGLI EMIRATI ARABI UNITI, BU HASA DELLA SOCIETÀ ADNOC, SITUATO A SUD-OVEST DI ABU DHABI, UNO DEI PIÙ GRANDI GIACIMENTI DI PETROLIO E GAS ONSHORE NEGLI EAU, È AVVOLTO DALLE FIAMME
🔴 Le immagini ottenute oggi dal satellite Sentinel-3 mostrano una colonna di fumo nero lunga circa 50 chilometri sopra questo luogo.
⚫️ Il sistema NASA FIRMS ha registrato una potenza termica dell’incendio su questo obiettivo di 143 megawatt, e il canale dell’infrarosso medio VIIRS ha mostrato un valore di 367 Kelvin, che è il valore massimo che questo sensore può registrare, il che significa che l’incendio è probabilmente più caldo di quanto mostrino i dati. Nelle prime ore di oggi sono stati perturbati i voli nella zona di Abu Dhabi.
⚫️ Il petrolio estratto dal giacimento di Bu Hasa confluisce nell’oleodotto Habshan-Fujairah, che è l’unica rotta di esportazione degli EAU che aggira lo Stretto di Hormuz. L’oleodotto in direzione Est-Ovest dell’Arabia Saudita, che è la sua propria rotta per aggirare Hormuz, è stato attaccato tre settimane fa.
⚫️ Numerose fonti presumono che il complesso sia stato attaccato dall’Iran in risposta all’incontro del Presidente degli EAU con il Primo Ministro di Israele.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Chi attacca chi
Di Marco Travaglio
In mancanza di droni freschi per foraggiare la “guerra ibrida” di Putin, il Giornale Unico titola che la Russia minaccia la Nato con le atomiche. In realtà il Cremlino ha sì scritto di esser pronta a usare “l’intero arsenale di armi a sua disposizione”, ma per “difendere” ciò che è suo in base agli accordi di Potsdam del 1945: la regione di Kaliningrad, l’exclave russa staccata dal resto della Federazione, pinzata fra Lituania, Polonia e mar Baltico. Kaliningrad è la Könisberg fondata nel 1255 dai Cavalieri teutonici, poi capitale della Prussia orientale, città natale di Kant (il filosofo della pace perpetua), devastata nel 1944 dalle bombe inglesi, strappata dall’Armata rossa ai nazisti nel 1945, ribattezzata in onore del bolscevico Kalinin e quartier generale della Flotta del Baltico sovietica (è l’unico porto che in quel mare non ghiaccia tutto l’anno). Nel 1991, col crollo dell’Urss e l’indipendenza delle Repubbliche baltiche, Kaliningrad si ritrova isolata dal resto della Russia e la situazione si aggrava quando la Nato ingloba Estonia, Lettonia e Lituania che – aspramente russofobi per ragioni storiche – iniziano a discriminare le minoranze russe (oltre un quarto del popolo lettone, il 24% di quello estone e l’8% di quello lituano): limiti all’uso della lingua e caccia ai simboli della vittoria sul nazismo. L’escalation si acuisce con la guerra in Ucraina. Basta sentir parlare l’estone Kaja Kallas, rappresentante della politica estera Ue, che sogna “una Russia più piccola e divisa in tanti Stati”.
Nel 2026 parte l’offensiva su Kaliningrad. Il 19 maggio il ministro degli Esteri lituano, Budrys, dichiara: “Dobbiamo dimostrare ai russi che possiamo penetrare la piccola fortezza che hanno costruito a Kaliningrad. La Nato ha i mezzi necessari per distruggere le basi russe nell’exclave”. Il 18 agosto la Nato avvia un’esercitazione militare di quattro giorni intorno a Kaliningrad simulando un assedio: manovre terrestri e navali, cieli sbarrati da decine di caccia intercettori e sistemi di disturbo elettronici. Il 15 settembre il ministro degli Esteri estone Tsahkna butta lì: “Potremmo semplicemente occupare Kaliningrad”. “Potremmo” nel senso di “armiamoci e partite”: l’esercito estone non potrebbe occupare neppure un pollaio e la guerra alla Russia agognata dai Baltici dovremmo farla noi. Infatti la Lituania, per trascinarci in guerra, passa a El Mundo un falso report della Cia su inesistenti piani russi per attaccare Italia, Spagna e Francia. E il 22 settembre il Parlamento lituano modifica la Costituzione per rimuovere il divieto di installare sul territorio basi militari straniere e armi di distruzione di massa: cioè testate nucleari americane puntate su Kaliningrad. Ossia contro la Russia. Secondo voi, chi sta minacciando chi?
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Di Marco Travaglio
In mancanza di droni freschi per foraggiare la “guerra ibrida” di Putin, il Giornale Unico titola che la Russia minaccia la Nato con le atomiche. In realtà il Cremlino ha sì scritto di esser pronta a usare “l’intero arsenale di armi a sua disposizione”, ma per “difendere” ciò che è suo in base agli accordi di Potsdam del 1945: la regione di Kaliningrad, l’exclave russa staccata dal resto della Federazione, pinzata fra Lituania, Polonia e mar Baltico. Kaliningrad è la Könisberg fondata nel 1255 dai Cavalieri teutonici, poi capitale della Prussia orientale, città natale di Kant (il filosofo della pace perpetua), devastata nel 1944 dalle bombe inglesi, strappata dall’Armata rossa ai nazisti nel 1945, ribattezzata in onore del bolscevico Kalinin e quartier generale della Flotta del Baltico sovietica (è l’unico porto che in quel mare non ghiaccia tutto l’anno). Nel 1991, col crollo dell’Urss e l’indipendenza delle Repubbliche baltiche, Kaliningrad si ritrova isolata dal resto della Russia e la situazione si aggrava quando la Nato ingloba Estonia, Lettonia e Lituania che – aspramente russofobi per ragioni storiche – iniziano a discriminare le minoranze russe (oltre un quarto del popolo lettone, il 24% di quello estone e l’8% di quello lituano): limiti all’uso della lingua e caccia ai simboli della vittoria sul nazismo. L’escalation si acuisce con la guerra in Ucraina. Basta sentir parlare l’estone Kaja Kallas, rappresentante della politica estera Ue, che sogna “una Russia più piccola e divisa in tanti Stati”.
Nel 2026 parte l’offensiva su Kaliningrad. Il 19 maggio il ministro degli Esteri lituano, Budrys, dichiara: “Dobbiamo dimostrare ai russi che possiamo penetrare la piccola fortezza che hanno costruito a Kaliningrad. La Nato ha i mezzi necessari per distruggere le basi russe nell’exclave”. Il 18 agosto la Nato avvia un’esercitazione militare di quattro giorni intorno a Kaliningrad simulando un assedio: manovre terrestri e navali, cieli sbarrati da decine di caccia intercettori e sistemi di disturbo elettronici. Il 15 settembre il ministro degli Esteri estone Tsahkna butta lì: “Potremmo semplicemente occupare Kaliningrad”. “Potremmo” nel senso di “armiamoci e partite”: l’esercito estone non potrebbe occupare neppure un pollaio e la guerra alla Russia agognata dai Baltici dovremmo farla noi. Infatti la Lituania, per trascinarci in guerra, passa a El Mundo un falso report della Cia su inesistenti piani russi per attaccare Italia, Spagna e Francia. E il 22 settembre il Parlamento lituano modifica la Costituzione per rimuovere il divieto di installare sul territorio basi militari straniere e armi di distruzione di massa: cioè testate nucleari americane puntate su Kaliningrad. Ossia contro la Russia. Secondo voi, chi sta minacciando chi?
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