🔴 Gaza: Kushner tra Hamas e Netanyahu
Kushner incontra Hamas e Netanyahu nel tentativo di rilanciare il piano Trump per Gaza. Al centro dei colloqui, il disarmo del gruppo palestinese e il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia, mentre le distanze tra le parti restano ampie. Sullo sfondo, l’avvicinarsi delle elezioni israeliane restringe ulteriormente i margini della mediazione e complica la ricerca di un compromesso.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi:
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/gaza-kushner-tra-hamas-e-netanyahu-243432
Kushner incontra Hamas e Netanyahu nel tentativo di rilanciare il piano Trump per Gaza. Al centro dei colloqui, il disarmo del gruppo palestinese e il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia, mentre le distanze tra le parti restano ampie. Sullo sfondo, l’avvicinarsi delle elezioni israeliane restringe ulteriormente i margini della mediazione e complica la ricerca di un compromesso.
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🇺🇸🇰🇷 Corea del Sud: Trump è ancora un alleato?
Trump annuncia di ridurre le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, alimentando i dubbi sulla solidità dell’alleanza con Seoul. La decisione arriva mentre il presidente americano rilancia il rapporto con Kim Jong-un e Pyongyang continua a rafforzare le proprie capacità militari. Sullo sfondo pesa anche la guerra in Iran, che ha aumentato le tensioni tra Washington e Seoul e sta mettendo sotto pressione risorse e scorte del Pentagono.
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https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/corea-del-sud-trump-e-ancora-un-alleato-243449
Trump annuncia di ridurre le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, alimentando i dubbi sulla solidità dell’alleanza con Seoul. La decisione arriva mentre il presidente americano rilancia il rapporto con Kim Jong-un e Pyongyang continua a rafforzare le proprie capacità militari. Sullo sfondo pesa anche la guerra in Iran, che ha aumentato le tensioni tra Washington e Seoul e sta mettendo sotto pressione risorse e scorte del Pentagono.
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🇺🇸🇴🇲 La nuova minaccia di Trump all’Oman
Trump alza la pressione sull’Oman, minacciando conseguenze militari qualora il Paese del Golfo ostacoli i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Intanto, Muscat e Teheran lavorano alla gestione dei transiti nello Stretto di Hormuz. La tensione cresce mentre scadono i 60 giorni concessi a Washington e Teheran per raggiungere un’intesa, senza una proroga in vista. Sullo sfondo, nuovi missili nel Golfo e la nascita di nuove alleanze regionali aumentano il rischio di una nuova escalation.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi:
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-nuova-minaccia-di-trump-alloman-243460
Trump alza la pressione sull’Oman, minacciando conseguenze militari qualora il Paese del Golfo ostacoli i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Intanto, Muscat e Teheran lavorano alla gestione dei transiti nello Stretto di Hormuz. La tensione cresce mentre scadono i 60 giorni concessi a Washington e Teheran per raggiungere un’intesa, senza una proroga in vista. Sullo sfondo, nuovi missili nel Golfo e la nascita di nuove alleanze regionali aumentano il rischio di una nuova escalation.
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🇺🇦🪖 Zelensky: una crisi su più fronti
Zelensky attraversa una fase di forte difficoltà, stretto tra nuove inchieste anticorruzione, pressioni politiche e problemi sul fronte militare. L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov cresce nei sondaggi e chiede il ritorno alle urne, mentre gli scandali coinvolgono figure vicine alla presidenza. Intanto, i nuovi attacchi russi mettono sotto pressione le difese aeree ucraine, già alle prese con la carenza di intercettori Patriot e con le difficoltà degli Stati Uniti nel garantire nuove forniture.
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https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/zelensky-una-crisi-su-piu-fronti-243468
Zelensky attraversa una fase di forte difficoltà, stretto tra nuove inchieste anticorruzione, pressioni politiche e problemi sul fronte militare. L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov cresce nei sondaggi e chiede il ritorno alle urne, mentre gli scandali coinvolgono figure vicine alla presidenza. Intanto, i nuovi attacchi russi mettono sotto pressione le difese aeree ucraine, già alle prese con la carenza di intercettori Patriot e con le difficoltà degli Stati Uniti nel garantire nuove forniture.
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🔴 Cisgiordania: Israele accelera sul piano E1
Il governo israeliano accelera sul progetto E1, con una gara per la costruzione di oltre 1.200 nuove abitazioni tra Gerusalemme Est e Ma’ale Adumim. Il piano rischia di compromettere la continuità territoriale palestinese e allontanare ulteriormente la prospettiva dei due Stati. La decisione ha provocato una dura condanna internazionale, riaccendendo lo scontro sull’espansione degli insediamenti israeliani. Intanto, in Cisgiordania aumentano le violenze dei coloni contro la popolazione palestinese, in un clima di tensione crescente.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi:
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cisgiordania-israele-accelera-sul-piano-e1-243477
Il governo israeliano accelera sul progetto E1, con una gara per la costruzione di oltre 1.200 nuove abitazioni tra Gerusalemme Est e Ma’ale Adumim. Il piano rischia di compromettere la continuità territoriale palestinese e allontanare ulteriormente la prospettiva dei due Stati. La decisione ha provocato una dura condanna internazionale, riaccendendo lo scontro sull’espansione degli insediamenti israeliani. Intanto, in Cisgiordania aumentano le violenze dei coloni contro la popolazione palestinese, in un clima di tensione crescente.
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🇺🇸🇨🇦 Dazi USA-Canada: dalle minacce ai fatti?
Alta tensione tra Ottawa e Washington dopo il fallimento dei negoziati che la scorsa settimana avrebbero dovuto portare a un accordo sui dazi. Così la Casa Bianca passa all’attacco, imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti canadesi. In assenza di una soluzione negoziale, i contro-dazi canadesi entreranno in vigore l’8 settembre. Questo nuovo episodio di “guerra commerciale” va però messo nella giusta prospettiva: i nuovi dazi americani colpiranno solo un ventesimo delle esportazioni canadesi verso gli USA, portando il dazio effettivo dal 2,9% a poco più del 5%. Ben al di sotto del 22% imposto a Pechino, e ancora inferiore all’8% praticato nei confronti dell’Unione europea.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/dazi-usa-canada-dalle-minacce-ai-fatti-243501
Alta tensione tra Ottawa e Washington dopo il fallimento dei negoziati che la scorsa settimana avrebbero dovuto portare a un accordo sui dazi. Così la Casa Bianca passa all’attacco, imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti canadesi. In assenza di una soluzione negoziale, i contro-dazi canadesi entreranno in vigore l’8 settembre. Questo nuovo episodio di “guerra commerciale” va però messo nella giusta prospettiva: i nuovi dazi americani colpiranno solo un ventesimo delle esportazioni canadesi verso gli USA, portando il dazio effettivo dal 2,9% a poco più del 5%. Ben al di sotto del 22% imposto a Pechino, e ancora inferiore all’8% praticato nei confronti dell’Unione europea.
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L’indipendenza ucraina sotto le bombe
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lindipendenza-ucraina-sotto-le-bombe-243493
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🇺🇸🇨🇳 Cina, nuovi dazi USA in vista?
A meno di un mese dall’incontro tra Trump e Xi Jinping in programma a Washington, nuovi dazi americani potrebbero essere in arrivo per Pechino. Secondo alcune indiscrezioni la Casa Bianca starebbe valutando dazi al 7,5% su prodotti cinesi. Il motivo? L’eccesso di capacità industriale che, alimentato da ingenti sussidi statali, contribuisce a inondare i mercati globali di prodotti a basso costo. L’introduzione di queste misure farebbe aumentare le tensioni tra le due superpotenze, già in rotta di collisione a causa della recente decisione di Washington di imporre ulteriori sanzioni a Teheran, colpendo indirettamente anche i paesi che con l’Iran continuano a fare affari. Cina compresa.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cina-nuovi-dazi-usa-in-vista-243521
A meno di un mese dall’incontro tra Trump e Xi Jinping in programma a Washington, nuovi dazi americani potrebbero essere in arrivo per Pechino. Secondo alcune indiscrezioni la Casa Bianca starebbe valutando dazi al 7,5% su prodotti cinesi. Il motivo? L’eccesso di capacità industriale che, alimentato da ingenti sussidi statali, contribuisce a inondare i mercati globali di prodotti a basso costo. L’introduzione di queste misure farebbe aumentare le tensioni tra le due superpotenze, già in rotta di collisione a causa della recente decisione di Washington di imporre ulteriori sanzioni a Teheran, colpendo indirettamente anche i paesi che con l’Iran continuano a fare affari. Cina compresa.
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Iran: un D-Day a metà
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/iran-un-d-day-a-meta-243513
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🇺🇸 USA: nuova stretta sull’immigrazione
Gli Stati Uniti hanno sospeso temporaneamente il rilascio dei visti, rinviando gli appuntamenti dei richiedenti a “data da destinarsi”. La motivazione dichiarata? Consentire al personale consolare statunitense di partecipare a “corsi di formazione” sulla valutazione delle richieste. Ma è solo l’ultima misura decisa dall’amministrazione Trump per ridurre l’ingresso di cittadini stranieri negli USA. Se nelle sue campagne elettorali Trump aveva fatto della lotta all’immigrazione irregolare una bandiera, è ormai chiaro da tempo che la Casa Bianca stia puntando anche a ridurre gli arrivi legali, con il numero di visti emessi a febbraio 2026 praticamente dimezzato rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/usa-nuova-stretta-sullimmigrazione-243541
Gli Stati Uniti hanno sospeso temporaneamente il rilascio dei visti, rinviando gli appuntamenti dei richiedenti a “data da destinarsi”. La motivazione dichiarata? Consentire al personale consolare statunitense di partecipare a “corsi di formazione” sulla valutazione delle richieste. Ma è solo l’ultima misura decisa dall’amministrazione Trump per ridurre l’ingresso di cittadini stranieri negli USA. Se nelle sue campagne elettorali Trump aveva fatto della lotta all’immigrazione irregolare una bandiera, è ormai chiaro da tempo che la Casa Bianca stia puntando anche a ridurre gli arrivi legali, con il numero di visti emessi a febbraio 2026 praticamente dimezzato rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
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Dazi Usa-Canada: la sfida di Carney
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/dazi-usa-canada-la-sfida-di-carney-243532
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🔴 Nepal-Tibet, il giorno dopo
È salito a 362 il numero delle vittime accertate causate dalla violenta inondazione che ieri ha colpito la regione al confine tra Nepal e Tibet. Intanto continuano le operazioni di ricerca nell’area, dove si contano ancora oltre 1.400 dispersi, tra cui molti turisti stranieri. I dettagli finora disponibili sembrano indicare che a innescare il disastro sia stato il distacco di una porzione di ghiacciaio nell’area del Langtang Lirung. Studi recenti evidenziano come proprio il bacino del Langtang mostri segni di crescente fragilità, con ritmi di scioglimento delle superfici glaciali che negli ultimi decenni sono diventati sempre più rapidi.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/nepal-tibet-il-giorno-dopo-243584
È salito a 362 il numero delle vittime accertate causate dalla violenta inondazione che ieri ha colpito la regione al confine tra Nepal e Tibet. Intanto continuano le operazioni di ricerca nell’area, dove si contano ancora oltre 1.400 dispersi, tra cui molti turisti stranieri. I dettagli finora disponibili sembrano indicare che a innescare il disastro sia stato il distacco di una porzione di ghiacciaio nell’area del Langtang Lirung. Studi recenti evidenziano come proprio il bacino del Langtang mostri segni di crescente fragilità, con ritmi di scioglimento delle superfici glaciali che negli ultimi decenni sono diventati sempre più rapidi.
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Mosca, il mistero di Ratcliffe
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/mosca-il-mistero-di-ratcliffe-243575
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⛴ Hormuz, desiderio di normalità
Ieri il primo ministro del Qatar è arrivato a Teheran per discutere con il ministro degli esteri iraniano della riapertura dello stretto di Hormuz. In queste settimane sono stati diversi i tentativi di riaprire un tavolo negoziale, tra cui quelli di Oman e Pakistan. Tentativi però finora andati a vuoto. Tra i paesi del Golfo il Qatar è uno dei più colpiti dalla crisi: da marzo i suoi impianti di liquefazione di GNL (di cui è il secondo esportatore mondiale) sono fermi. Fuori dalla regione, a pagare il prezzo più caro sono invece gli importatori: non solo quelli asiatici, ma anche una gran parte di quelli europei. Tutti paesi che questa guerra non l’hanno scelta.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/hormuz-desiderio-di-normalita-243637
Ieri il primo ministro del Qatar è arrivato a Teheran per discutere con il ministro degli esteri iraniano della riapertura dello stretto di Hormuz. In queste settimane sono stati diversi i tentativi di riaprire un tavolo negoziale, tra cui quelli di Oman e Pakistan. Tentativi però finora andati a vuoto. Tra i paesi del Golfo il Qatar è uno dei più colpiti dalla crisi: da marzo i suoi impianti di liquefazione di GNL (di cui è il secondo esportatore mondiale) sono fermi. Fuori dalla regione, a pagare il prezzo più caro sono invece gli importatori: non solo quelli asiatici, ma anche una gran parte di quelli europei. Tutti paesi che questa guerra non l’hanno scelta.
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L’Islanda al bivio europeo
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lislanda-al-bivio-europeo-243629
📖 La stretta di Israele sulla Cisgiordania mette alla prova i suoi alleati. Leggi l’ultima newsletter Med This Week: https://www.ispionline.it/en/publication/israels-west-bank-push-tests-its-allies-243588
🎙️ Che fine hanno fatto i BRICS? Guarda la nuova puntata di Globally: https://www.youtube.com/watch?v=VwuIN6Lj3Sc
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📖 La stretta di Israele sulla Cisgiordania mette alla prova i suoi alleati. Leggi l’ultima newsletter Med This Week: https://www.ispionline.it/en/publication/israels-west-bank-push-tests-its-allies-243588
🎙️ Che fine hanno fatto i BRICS? Guarda la nuova puntata di Globally: https://www.youtube.com/watch?v=VwuIN6Lj3Sc
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🤝 Summit SCO: l’alternativa euroasiatica?
Inizia oggi a Bishkek, in Kirghizistan, il summit annuale della Shanghai Cooperation Organization (SCO), nata 25 anni fa per promuovere la cooperazione tra le economie euroasiatiche. Attesi tra gli altri Xi Jinping, Vladimir Putin e il presidente iraniano Pezeshkian. Al centro dell’agenda i due conflitti che più pesano sull’Eurasia (la guerra in Ucraina e le tensioni nel Golfo), oltre all’Afghanistan a cinque anni dal ritorno al potere dei talebani. Ma uno degli incontri più importanti sarà a margine del forum: il faccia a faccia Putin-Xi, dedicato al rafforzamento dei legami commerciali ed energetici tra i due paesi, già cresciuti rapidamente negli ultimi anni.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/summit-sco-lalternativa-euroasiatica-243675
Inizia oggi a Bishkek, in Kirghizistan, il summit annuale della Shanghai Cooperation Organization (SCO), nata 25 anni fa per promuovere la cooperazione tra le economie euroasiatiche. Attesi tra gli altri Xi Jinping, Vladimir Putin e il presidente iraniano Pezeshkian. Al centro dell’agenda i due conflitti che più pesano sull’Eurasia (la guerra in Ucraina e le tensioni nel Golfo), oltre all’Afghanistan a cinque anni dal ritorno al potere dei talebani. Ma uno degli incontri più importanti sarà a margine del forum: il faccia a faccia Putin-Xi, dedicato al rafforzamento dei legami commerciali ed energetici tra i due paesi, già cresciuti rapidamente negli ultimi anni.
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Trump, la guerra e il midterm
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-la-guerra-e-il-midterm-243679
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🇺🇸🇻🇪 USA-Venezuela, il patto di greggio
Ieri la Casa Bianca ha pubblicato i dettagli del nuovo accordo petrolifero con Caracas, che concederà agli Stati Uniti diritti di esplorazione su 17 giacimenti per 100 anni. Tradotto: accesso a 65 miliardi di barili di greggio. Non sorprende, dunque, che il presidente Trump l’abbia definita “la più grande intesa petrolifera della storia”. Nella pratica, però, la questione è più articolata: le concessioni sono state assegnate a una società privata, la NABEP, la cui azienda “madre” è partecipata al 35% dal governo statunitense. Questa, insomma, la strategia di Washington: non il controllo diretto sui pozzi venezuelani, ma quasi.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/usa-venezuela-il-patto-di-greggio-243733
Ieri la Casa Bianca ha pubblicato i dettagli del nuovo accordo petrolifero con Caracas, che concederà agli Stati Uniti diritti di esplorazione su 17 giacimenti per 100 anni. Tradotto: accesso a 65 miliardi di barili di greggio. Non sorprende, dunque, che il presidente Trump l’abbia definita “la più grande intesa petrolifera della storia”. Nella pratica, però, la questione è più articolata: le concessioni sono state assegnate a una società privata, la NABEP, la cui azienda “madre” è partecipata al 35% dal governo statunitense. Questa, insomma, la strategia di Washington: non il controllo diretto sui pozzi venezuelani, ma quasi.
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Bishkek, SCO e fratture globali
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/bishkek-sco-e-fratture-globali-243728
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🇨🇳 Cina, portatrice di squilibri?
Si è conclusa ieri ad Asheville, negli USA, la due giorni del G20 dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali. Al centro del summit gli squilibri macroeconomici globali. Uno dei passaggi più significativi è stato la condanna delle “non-market policies”, ovvero misure distorsive che alimentano surplus commerciali, contenuto in un comunicato autonomo. Questa condanna non è stata unanime: la Cina è stata l’unico partecipante ad aver deciso di sfilarsi dall’impegno. Più grave agli occhi di Pechino è che nessun altro membro del gruppo l’abbia seguita. Nemmeno i paesi del cosiddetto “Global South”.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cina-portatrice-di-squilibri-243773
Si è conclusa ieri ad Asheville, negli USA, la due giorni del G20 dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali. Al centro del summit gli squilibri macroeconomici globali. Uno dei passaggi più significativi è stato la condanna delle “non-market policies”, ovvero misure distorsive che alimentano surplus commerciali, contenuto in un comunicato autonomo. Questa condanna non è stata unanime: la Cina è stata l’unico partecipante ad aver deciso di sfilarsi dall’impegno. Più grave agli occhi di Pechino è che nessun altro membro del gruppo l’abbia seguita. Nemmeno i paesi del cosiddetto “Global South”.
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