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OMICIDIO KIRK: IL SOLITO “DISAGIATO MENTALE”?
Quando il killer di Charlie Kirk verrà preso, dovremo accontentarci della tesi preconfezionata dell’assassino solitario? Nessuno indagherà sul fatto che l’attentato sia stato praticamente una fotocopia di quello subito da Donald Trump? Nessuno indagherà sul fatto che Kirk abbia messo pubblicamente in dubbio la versione ufficiale di Israele sul 7 ottobre?
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CASO KIRK: L’FBI NON CREDE ALLA VERSIONE UFFICIALE
Negli attentati politici di alto livello, di solito è l’FBI a fornire la versione ufficiale dei fatti, mentre sono i “complottisti” di mezzo mondo a metterla in dubbio. In questo caso invece, è la stessa FBI a dubitare della versione ufficiale, ovvero la tesi dell’assassino solitario appostato sul tetto. https://luogocomune.net/news-internazionali/caso-kirk-l%E2%80%99fbi-non-crede-alla-versione-ufficiale
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LA PAVIDA MELONI

C’è qualcosa di peggio di un primo ministro che si renda complice, con il suo prolungato silenzio (e con la vendita di armi allo stato criminale di Israele), del genocidio in corso a Gaza? Sì, c’è: è un primo ministro che, nonostante nella sostanza continui a restare complice, cerchi di salvarsi la faccia con una dichiarazione ipocrita e surreale: “Siamo disposti a riconoscere la Palestina, ma solo senza Hamas”.

Meloni sa benissimo che Hamas resterà ancora a lungo sulla scena, perchè è interesse dello stesso Netanyahu mantenerla in vita il più a lungo possibile. Quindi, la frase “riconoscere la Palestina, ma solo senza Hamas” equivale a nascondersi dietro ad una foglia di fico, per continuare a dire di no senza dover dire apertamente di no.

Manca inoltre la logica, nella frase della Meloni, perchè se il problema fosse veramente Hamas, lei potrebbe tranquillamente dire “riconosciamo intanto la Cisgiordania come stato di Palestina, perchè lì Hamas non c’è, poi per Gaza vedremo”. Invece, questa soluzione non le è venuta nemmeno in mente, perchè il suo vero scopo, appunto, è di evitare in qualunque modo di far arrabbiare “il suo amico Bibi”, insieme al suo padrino criminale che da Washington gli manda le bombe da 1 tonnellata da sganciare sui palestinesi.

Ma ora che ha visto le dimensioni delle manifestazioni di piazza, la nostra vile Meloni ha pensato bene di metterci una pezza, per evitare di perdere il suo prezioso consenso elettorale.

E pensare che, quando era all’opposizione, Meloni aveva chiesto apertamente al governo Renzi di riconoscere la Palestina e di condannare l’espansione delle colonie in Cisgiordania.

Non c’è niente di peggio di una persona che si atteggi continuamente da bullo (“non ci intimidiranno”, “Io non mi faccio condizionare da nessuno”) mentre in realtà si sta dimostrando più vigliacca dello stesso Vil Coyote.

Massimo Mazzucco
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LA FLOTTIGLIA CHE SCOMPIGLIA

E’ probabile che gli stessi organizzatori dell’operazione flottiglia, all’inizio, non avessero previsto quelle che sta succedendo, e quello che probabilmente succederà, nei prossimi giorni.

Inizialmente, devono aver pensato: “Facciamo una azione dimostrativa: arriviamo fino a Gaza, ci facciamo arrestare, e in questo modo attireremo l’attenzione del mondo sul genocidio in corso”.

Ma quello che sta succedendo è ben altro: ciò che non avevano previsto, infatti, è la stupidità di Israele che, invece di ignorarli fino all’ultimo momento, sta facendo di tutto per attirare l’attenzione del mondo sulla flotta in avvicinamento. Nel tentativo di scoraggiare i partecipanti ad avvicinarsi a Gaza, li stanno attaccando addirittura con i droni, quando ancora si trovano a centinaia di miglia dalla loro destinazione. Evidentemente questa flottiglia deve aver toccato un nervo scoperto in Israele, perchè in questo modo le prime pagine di mezzo mondo parlano già del problema, prima ancora che diventi tale.

Ora l’Italia ha dovuto mandare una fregata militare a fare da scorta, e altrettanto sta facendo il primo ministro Sanchez dalla Spagna. L’ONU ha già chiesto un indagine indipendente sugli attacchi con droni, mentre la Meloni si barcamena fra una “condanna categorica degli attacchi” e una critica ben poco credibile a chi “mette inutilmente a rischio la propria vita”.

A questo punto siamo a pochi giorni dal climax della vicenda, che non potrà che risolversi negativamente per Israele: anche se dovessero bloccare la flotilla e rispedirla indietro con qualche fiancata ammaccata, ormai il risultato è stato raggiunto: gli occhi del mondo sono puntati su questa cinquantina di imbarcazioni temerarie, che portano un messaggio molto semplice e devastante: noi stiamo facendo, da privati, quello che i nostri governi avrebbero dovuto fare pubblicamente e in modo unitario: denunciare apertamente il genocidio, e agire di conseguenza.

Nel frattempo, i palestinesi continuano a fuggire dalla bombe, sciamando disperati verso sud. Ma per loro non dobbiamo preoccuparci troppo: presto troveranno, lungo il percorso, dozzine di bar che offrono Nutella calda ai loro avventori, e tutti i loro problemi saranno risolti.

Massimo Mazzucco
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TRUMP: LA VERA RAGIONE DEL “PIANO DI PACE”

Il cosiddetto “piano di pace” di Donald Trump, tanto lodato dai suoi sostenitori (la Meloni lo ha definito “uno spiraglio di luce nel buio”) si sta mostrando al mondo per quello che era: un bluff basato sul nulla. Da parte sua, Hamas ha fatto sapere che mancano sia la tempistica precisa per il ritiro di Israele, sia le garanzie stesse che Israele si ritirerà. E’ quindi un piano vuoto, ben difficile per Hamas da accettare nei termini attuali. Netanyahu a sua volta si è premurato di far sapere che “senza il rilascio completo degli ostaggi” non inizierà ad implementare nemmeno uno dei 20 punti previsti. Che equivale a dire “non se ne fa nulla”.

A questo punto ci si domanda perchè Trump abbia voluto annunciare al mondo quello che lui ha addirittura definito con solennità “l’imminente soluzione di un problema millenario”. Perchè ha messo tutta questa fretta ad Hamas (“72 ore per accettarlo, altrimenti sarà l’inferno”), imponendogli in tempi strettissimi un piano impossibile da accettare? E perchè ha cercato di imporre a tutti i costi a Netanyahu un piano che lo stesso primo ministro di Israele non ha chiaramente nessuna voglia di implementare?

Di solito, se si vuole mettere d’accordo due contendenti, si cerca almeno di avere l’approvazione dell’uno, per poi cercare di convincere l’altro ad accettare le condizioni sul tavolo. Ma se nessuno dei due lo vuole veramente, perchè proporlo? E perchè farlo con questa urgenza e questa palese pressione psicologica su ambo le parti?

La risposta, a mio parere, è molto semplice, e credo che vi stupirà: venerdì 10 ottobre, ovvero fra quattro giorni, a Stoccolma verrà annunciato il vincitore del Premio Nobel per la Pace.

E Trump vuole quel premio a tutti i costi, perchè è l’ultima cosa che gli rimane da conquistare nella vita. Vuole un posto nella storia. Vuole essere nobilitato per sempre. (Non a caso va ripetendo a destra e a manca che lui “ha posto fine a sette guerre negli ultimi mesi”. A chi lo va dicendo secondo voi? Ai giornalisti, o ai membri della Commissione del Nobel?).

Lo so che molti di voi diranno che io sono accecato dal mio disprezzo per Trump e che non so giudicarlo in modo obiettivo: ma vedrete se dopo l’assegnazione del Nobel - sia che lo vinca sia che non lo vinca – a Trump fregherà ancora qualcosa della pace in Palestina, e del destino dei palestinesi. Metterà tutto in secondo piano, con una scrollatina di spalle, e dirà “si arrangino fra di loro. Io vado a giocare a golf”.

Se dopo il 10 ottobre vedrete la stessa passione, la stessa insistenza, la stessa pressione che esercita oggi per arrivare ad un accordo di pace avrò avuto torto, e sarò ben lieto di ricredermi.

Ma qualcosa mi dice che ho ragione, perchè sono profondamente convinto che questo psicopatico (*) sia mosso ormai esclusivamente dall’ego personale. E’ talmente pieno di sè che non riesce più a vedere quello che accade nel mondo, O meglio, vede ciò che accade nel mondo, ma solo in relazione a sè stesso, e al fatto che lui ci faccia o meno una bella figura.

Lo ripeto, sarò ben felice di essermi sbagliato, ma temo che non sarà così.

Massimo Mazzucco

* (Wiki) Uno psicopatico è una persona con una personalità manipolativa, egocentrica, incapace di provare empatia o rimorso, e predisposta a comportamenti antisociali, impulsività, e irresponsabilità. Questo disturbo, noto come psicopatia, si caratterizza per deficit emotivi e interpersonali, con una profonda mancanza di rispetto per le norme sociali e la tendenza a sfruttare gli altri per ottenere vantaggi.
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MRNA FUORILEGGE IN MINNESOTA?

7 deputati repubblicani hanno presentato nel Minnesota una proposta di legge che designa le iniezioni a mRNA come “armi di distruzione di massa”, e le mette conseguentemente fuori legge. Vale per tutti i prodotti mRNA, compresi i vaccini. https://luogocomune.net/medicina-salute/mrna-fuorilegge-in-minnesota
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LA PACE IMMAGINARIA

Pensate di assistere ad una meravigliosa festa di matrimonio. Ci sono ospiti venuti da ogni parte d’Italia. Ci sono i parenti, gli amici, gli zii, i cugini, i vecchi compagni di scuola, i colleghi di lavoro… Insomma ci sono veramente tutti, ma mancano loro: mancano gli sposi.

Questo è, mutatis mutandis, quello che è accaduto ieri a Sharm el-Sheikh. C’erano tutti, per la firma dell’accordo “di portata storica”. C’erano gli Stati Uniti, l’Egitto, la Turchia, l’Arabia Saudita, la Giordania e il Qatar. C’erano Macron, la Meloni, Keir Starmer, Friedrich Merz e Pedro Sanchez. C’erano il Pakistan, l’Indonesia, l’India, e persino il Canada.

Mancavano solo loro due: Israele, e Hamas.

Ora qualcuno mi deve spiegare perché questa monumentale anomalia sia stata passata in secondo piano da tutti i telegiornali e talk show, come se fosse solo una nota di colore e niente di più. “Ah, a proposito, Hamas e Israele non c’erano, ma non importa, è stato comunque bellissimo lo stesso”.

Sembra evidente che la voglia di celebrare tutti i costi questo “trattato di pace” abbia fatto dimenticare a tutti chi sono i personaggi coinvolti: da una parte una organizzazione paramilitare che, per quanto possa essere stata infiltrata nei suoi vertici, resta comunque, alla base, una accozzaglia di guerriglieri incattiviti che non hanno più niente da perdere; e dall’altra un leader criminale e sanguinario, Benjamin Netanyahu, che ha puntato tutto sullo stato di guerra perenne contro i palestinesi, pur di non dover affrontare la giustizia civile che lo attende. E che ha, soprattutto, venduto l’anima alla destra messianica, la quale ben difficilmente gli permetterà di ritirarsi prima del previsto dalla partita in corso.

Non si comprende quindi su che cosa possa basarsi l’ottimismo ostentato ieri a Sharm el-Sheikh da praticamente tutti i leader del mondo. Davvero c’è qualcuno convinto che, una volta riportati a casa tutti gli ostaggi, Netanyahu intenda rispettare i famosi 19 punti dell’accordo di Donald Trump? Davvero c’è qualcuno che crede – come dice il punto 3 - che “le linee di battaglia rimarranno congelate fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni per il ritiro completo e graduale?”

Davvero c’è qualcuno che crede – come dice il punto 6 - che “una volta restituiti tutti gli ostaggi, i membri di Hamas che si impegnano a una coesistenza pacifica smantelleranno le proprie armi?”

Davvero c’è qualcuno che crede - come dice il punto 9 - che “un organismo composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali definirà il quadro e gestirà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza, fino a quando l'Autorità Nazionale Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme?”

Ma soprattutto, c’è qualcuno che crede davvero - come dice il punto 19 - che “con l'avanzare dello sviluppo di Gaza e la fedele attuazione del programma di riforma dell'Autorità Nazionale Palestinese, verranno a crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l'autodeterminazione e la sovranità palestinese?”

E, a parte i 19 punti, c’è qualcuno che crede che Israele non approfitterà di questa pausa per calcare la mano in Cisgiordania e accelerare al massimo l’insediamento delle nuove colonie, per rendere sempre più impraticabile la tanto temuta “soluzione a due stati”?

Ecco, se c’è qualcuno che crede in tutto questo, portatelo rapidamente in parrocchia e fatelo benedire, perché costui non ha capito niente di come gira il mondo.

Se invece, come è molto più probabile, nessuno crede veramente che l’accordo di pace sia tale, allora vuol semplicemente dire che siamo di fronte alla più maestosa sceneggiata di ipocrisia collettiva che sia mai stata messa in scena a livello globale.

Ma in nessuno dei due casi mi si venga a raccontare che ieri è stato raggiunto “un accordo che mette finalmente fine ad un problema millenario”.

Come diceva Totò?

Massimo Mazzucco
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SOGNARE I DEFUNTI

Quando morì mio padre, andai avanti per molti anni a sognare che lui in realtà fosse vivo, e non fosse mai morto. Lo vedevo in sogno, e gli chiedevo dove fosse stato ultimamente. Lui mi dava delle risposte vaghe, e mi provocava un senso di confusione il fatto che avesse un volto diverso da quello che avevo sempre conosciuto, ma ricordo comunque chiaramente il senso di consolazione che mi davano quei sogni, nel sapere che lui non fosse morto davvero. Salvo poi risvegliarmi, e rendermi conto che invece era tutto vero, e che lui non c’era più.

Ora la stessa cosa sta iniziando a succedermi con mia moglie. Di recente ho sognato che lei era viva, e che si era semplicemente allontanata da casa. L’avevano ritrovata in un ospedale, ma ora stava bene e potevamo tornare assieme.

La domanda che mi pongo è questa: si tratta semplicemente di un processo di autoconsolazione, che il cervello mette in modo a livello subconscio per lenire il dolore della mancanza, oppure sono le anime dei defunti che cercano in qualche modo di farci sapere che loro continuano a vivere, anche se in uno stato diverso dal nostro?

Voi cosa ne pensate? Qualcuno di voi ha avuto esperienze simili?

Massimo Mazzucco

Se siete interessati, c’è una bella discussione in corso su luogocomune: https://luogocomune.net/varie/sognare-i-defunti
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OGGETTO INTERSTELLARE 3I/ATLAS
E’ stato definito “cometa” dalla comunità scientifica, ma per alcuni non sembra affatto una cometa.
https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/oggetto-interstellare-3i-atlas
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IL TEATRINO DELLE ILLUSIONI

In Palestina continua il teatrino delle illusioni.

Dieci giorni fa abbiamo avuto gli “accordi di pace” fra Israele e Hamas, che sono stati firmati da mezzo mondo, ma non da Israele nè da Hamas. E non è certo un caso che Hamas abbia appena dichiarato che “senza il ritiro totale dell’IDF da Gaza non deporremo le armi”, mentre Netanyahu ha dichiarato che “a Gaza ci siamo per restare. Dobbiamo garantire la sicurezza di Israele”.

Quindi, in sostanza, nulla di fatto. Hamas rimane, l’IDF pure, e presto troveranno un pretesto per ricominciare a combattere. Con la differenza che ora Israele avrà le mani completamente libere, perchè gli ostaggi vivi sono tutti tornati a casa.

Però al mondo è stata servita la bugia della “pace in Palestina”, perchè era necessario far scendere un pò il livello di indignazione nel mondo, prima che andasse fuori controllo. E’ stata una grande operazione di ipnosi di massa, che grazie alla connivenza dei media mainstream ha funzionato alla perfezione.

Ora però rimane l’altro problema, quello della Cisgiordania, che i falchi di Ben Gvir vorrebbero annettere al più presto. Anche in questo caso, Donald Trump ha dovuto fare affermazioni di facciata, del tipo “Israele ha la proibizione assoluta di anettere la Cisgiordania”, perchè questo faceva parte degli accordi con i paese arabi. Ma nella sostanza le cose continuano esattamente come prima: collina dopo collina, villaggio dopo villaggio, i coloni continuano ad erodere i territori dei palestinesi, aggredendo sistematicamente e spesso uccidendo impunemente i suoi abitanti, sotto gli occhi complici dei soldati di Israele.

In un articolo intitolato “L’amministrazione Trump si oppone all’annessione a parole, ma la consente nei fatti”, Haaretz scrive : “Gli Stati Uniti possono vantarsi della loro presunta opposizione all'annessione e dichiarare di difendere lo status quo, ma in pratica la situazione continua a peggiorare senza controllo. Il territorio stesso cambia, collina dopo collina, strada dopo strada, mentre gli Stati Uniti si accontentano di dichiarazioni di facciata e di eleganti incontri diplomatici. Questa politica permette a Israele di mantenere il controllo su ogni aspetto della vita palestinese: sicurezza, economia, valichi di frontiera e il loro territorio, senza pagarne alcun prezzo diplomatico. Lo status quo può proiettare un'illusione di stabilità, ma in realtà intensifica l'assedio, la povertà e la disperazione. Il risultato è che non si discute quasi mai della sicurezza, del futuro o della libertà dei palestinesi. Si può ringraziare l'amministrazione Trump per la sua ferma posizione contro l'annessione formale, ma la gratitudine non basta. Quando la realtà è un regime che segrega, nega diritti e amplia il controllo con la forza, non serve una legislazione per riconoscerla come annessione. E’ un'annessione non firmata su carta, ma visibile in ogni cancello chiuso, ogni checkpoint, ogni ulivo sradicato e ogni villaggio palestinese isolato in nome delle "esigenze di sicurezza" di Israele.”

Comunque tranquilli: noi abbiamo Tajani, che ha dichiarato solennemente “Noi siamo per la soluzione a due stati”, quindi sappiamo che andrà certamente a finire così.

Massimo Mazzucco
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NATURE: OLTRE 100.000 FOTO DI OGGETTI TRANSITORI PUNTIFORMI
Una ricerca pubblicata su Nature rivela che negli anni ’50 oltre 100.000 oggetti transitori puntiformi del tutto simili a stelle, ma che tali non potevano essere, sono stati immortalati nelle fotografie astronomiche. https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/nature-oltre-100-000-foto-di-oggetti-transitori-puntiformi
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BILL GATES: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO NON È PIÙ UN PROBLEMA
Ricordate Bill Gates? Quello che se non riduciamo drasticamente l’effetto serra siamo destinati a una catastrofe planetaria? Ebbene, non è più così. Da ieri il cambiamento climatico non è più un problema. Virata a 180° del miliardario americano, che ha deciso di indirizzare altrove i suoi investimenti.
https://luogocomune.net/energia-e-ambiente/bill-gates-il-cambiamento-climatico-non-%C3%A8-pi%C3%B9-un-problema
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FRANCESCA ALBANESE: LA CRUDA VERITÀ

Francesca Albanese ha presentato all’ONU il suo rapporto intitolato “Genocidio a Gaza: un crimine collettivo”, accusando gli stati occidentali di complicità nel genocidio. Il rapporto è stato criticato non solo – ovviamente – da Israele, ma anche dal nostro stesso ambasciatore all’ONU, Massari, che lo ha definito “totalmente privo di credibilità”

COSA DICE IL RAPPORTO

Israele, ha detto Albanese, ha lasciato Gaza “soffocata, affamata e distrutta”. Il suo rapporto, che esamina il ruolo di 63 Stati nelle azioni di Israele (sia a Gaza che in Cisgiordania), denuncia un ordine mondiale coloniale, sostenuto da un sistema globale di complicità.

“Attraverso azioni illegali e omissioni deliberate, troppi Stati hanno danneggiato, fondato e protetto l’apartheid militarizzato di Israele, permettendo alla sua impresa coloniale di trasformarsi in genocidio, il crimine supremo contro il popolo indigeno della Palestina”.

Il genocidio, ha detto, è stato reso possibile attraverso la protezione diplomatica in “luoghi destinati a preservare la pace”, con connivenze militari che vanno dalla vendita di armi ad addestramenti congiunti con i militari dell’IDF. Albanese ricorda come l’Unione Europea, che ha sanzionato la Russia per l’Ucraina, abbia continuato a fare affari con Israele, e accusa gli Stati Uniti di aver fornito “copertura diplomatica” a Israele, usando il loro potere di veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Altre nazioni occidentali hanno collaborato, secondo il rapporto, con astensioni, ritardi e risoluzioni annacquate, rafforzando “una retorica semplicistica di ‘equilibrio’” che nella realtà non esiste.

Molti Stati, dice Albanese, hanno continuato a fornire armi a Israele, “anche mentre le prove del genocidio … si accumulavano”. Il rapporto ha evidenziato l’ipocrisia del Congresso degli Stati Uniti che ha approvato un pacchetto da 26,4 miliardi di dollari per la difesa di Israele, proprio mentre Israele minacciava l’invasione di Rafah.

Il rapporto punta il dito anche contro la Germania, il secondo maggiore esportatore di armi verso Israele durante il genocidio, con forniture che vanno “dalle fregate ai siluri”, e contro il Regno Unito, che avrebbe effettuato oltre 600 missioni di sorveglianza su Gaza dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023.

Albanese ha anche dichiarato che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite avrebbe dovuto affrontare il “pericoloso precedente” delle sanzioni imposte su di lei dagli Stati Uniti per le sue critiche alle azioni di Israele in Palestina, che le hanno impedito di viaggiare di persona a New York. “Queste misure costituiscono un attacco alle Nazioni Unite stesse, alla loro indipendenza, integrità e anima. Se non contestate, queste sanzioni rappresenteranno un altro chiodo nella bara del sistema multilaterale,” ha detto.

Ettecredo che Massari ha definito il rapporto “privo di credibilità”. Provate ad immaginare cosa succederebbe, se davvero il mondo occidentale cominciasse a riconoscere che le cose stanno realmente così.

Massimo Mazzucco
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IL CRISTO STORICO
Per “Cristo storico” si intende la infinita disputa fra teologi, esegeti, archeologi, sulla effettiva esistenza del personaggio di Gesù Cristo. In altre parole, molti nel corso del tempo si sono domandati “ma Gesù è esistito davvero, o è soltanto una bella fantasia”? Il nostro articolo analizza e mette a confronto tutte le principali fonti storiche disponibili su questo argomento. https://luogocomune.net/chiesa-e-religione/il-cristo-storico-3
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YIFAT, LA “STREGA” DI ISRAELE

Anche Israele ha la sua Francesca Albanese. La “strega” maledetta si chiama Yifat Tomer-Yerushalmi, ed è un General Maggiore dell’IDF, con il ruolo di Military Advocate General, ovvero una specie di Ministro di Giustizia dell’esercito.

Esattamente come la Albanese, anche Tomer-Yerushalmi ha commesso il più alto crimine che si possa commettere in questo momento contro Israele: raccontare la verità.

Nello specifico, Tomer-Yerushalmi è responsabile per il rilascio dei video della prigione di Sde Teiman, nei quali si vedevano i soldati israeliani maltrattare e violentare alcuni detenuti palestinesi https://www.nbcnews.com/news/world/israel-sexual-abuse-palestinian-prisoners-rcna165811 . Fu all’epoca uno scandalo mal represso, con i giornalisti di mezzo mondo che fecero a gara per dare la notizia (impossibile non darla) senza attribuirle troppa importanza.

Ma il vero putiferio si è scatenato in Israele, e l’odio della destra sionista si è riversato violentemente contro la Tomer-Yerushalmi. Netanyahu l’ha attaccata pubblicamente, dicendo che il video che mostra gli abusi sui detenuti di Gaza potrebbe essere "l'attacco di diplomazia pubblica più grave che Israele abbia mai affrontato".

Ovviamente, nessuno ha mai contestato i contenuti del video. L’affronto – e quindi il vero problema, per Israele – sta nell’averlo rilasciato al pubblico.

Sopraffatta dalla pressione pubblica, la Tomer-Yerushalmi ha cercato letteralmente di scomparire, abbandonando la sua auto e il suo cellulare su una spiaggia vicino a tel Aviv. Ma è stata prontamente rintracciata ed arrestata.

Le forze dell'ordine hanno affermato che nei prossimi giorni verrà interrogata con l'accusa di a) ostruzione alle indagini, b) falsificazione, c) abuso di fiducia, d) fornitura di false informazioni a un tribunale, e) comportamento improprio e f) reati contro la legge sulla giustizia militare, che di solito comportano una pena fino a cinque anni.

Questo è quello che accade a chi oggi cerca di far conoscere la verità.

Ah già, dimenticavamo: Israele è l’unico stato democratico in Medio Oriente. Per questo dobbiamo stare sempre dalla sua parte.

Massimo Mazzucco

Haaretz: https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-02/ty-article/.premium/netanyahu-gazan-detainee-abuse-leak-most-severe-diplomatic-attack-in-israels-history/0000019a-44b3-d3af-afdf-54fbd5cc0000
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