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2022: SI CHIUDE UN CICLO DI TRE ANNI

Quello che si chiude il 31 dicembre non è il solito anno di 12 mesi, ma un periodo di tempo, compatto e unito, durato ben tre anni. Per la precisione, dal gennaio 2020 (data di “arrivo” del covid nel mondo) ad oggi.

Sono stati tre anni estremamente difficili, e solo le menti più forti ed equilibrate sono riuscite a non perdere del tutto il senso dell’orientamento.

Grazie al panico che è stato creato, sono stati ottenuti risultati che solo 10 anni fa sarebbero stati impensabili:

1 - Sono state obbligate centinaia di milioni di persone ad introdurre nel proprio corpo una sostanza sperimentale, seducendole, da una parte, con l’illusione di una immunità che non c’è mai stata, e ricattandole, dall'altra, con la privazione del diritto al lavoro.

2 – Questi milioni di persone sono state obbligate ad accettare questo ricatto senza che vi fosse una qualunque entità responsabile per eventuali effetti avversi: non sono responsabili le farmaceutiche che producono la sostanza sperimentale, non sono responsabili le agenzie del farmaco che la autorizzano, e non sono certo responsabili i medici che la iniettano. In compenso - colmo della perversione - il cittadino DEVE anche firmare un foglio con il quale si assume, in prima persona, le eventuali responsabilità per il danno subito.

3 - Grazie a questo obbligo – imposto in modo vile e fittizio – sono stati definitivamente demoliti tutti i principi che sancivano l’inviolabilità del corpo umano e il diritto ad un consenso LIBERO e informato (Costituzione italiana, Trattato di Oviedo, Carta dell’Unione Europea, Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, ecc). Da oggi lo stato è padrone del nostro corpo.

4 - Grazie alla complicità dei massimi leader europei, è stata perpetrata ai danni dei cittadini dell’Unione una truffa colossale: più di 90 miliardi di euro (chiaramente sovrapprezzo) sono stati pagati alla Pfizer per averci fornito un siero senza la minima garanzia sulla sua efficacia, e senza che ci fosse obbligo di rispondere di queste azioni da parte di chiunque nella UE stessa. Le famose “chat” fra Bourla e Von der Leyen non sono mai state rese pubbliche, e i contratti di acquisto stessi rimangono secretati, oppure vengono mostrati solo parzialmente al pubblico, in forma scandalosamente oscurata. E quando lo stesso Bourla si rifiuta sprezzantemente di venire a testimoniare a Bruxelles, e i leader europei "si dimenticano" curiosamente di scandalizzarsi per questo rifiuto, finiscono per denunciare implicitamente la loro collusione con Big Pharma. Dopo lo scandalo Qatargate, che ha rivelato la corruzione per fornire un’immagine migliore di uno staterello del Golfo, si può solo immaginare quanti soldi abbiano investito le case farmaceutiche per corrompere tutti i funzionari europei coinvolti nel processo di approvazione e acquisto dei sieri sperimentali.

5 - I sindacati italiani hanno finalmente gettato la maschera, rivelandosi per essere solo uno strumento in mano del potere: quando a milioni di lavoratori viene impedito di guadagnarsi da vivere se non accettano di vaccinarsi, e i “leader sindacalisti” acconsentono e non protestano contro questo obbrobrio costituzionale, è evidente che costoro siano solo dei miserabili kapò nelle mani del governo. Ricevono stipendi dorati, per tradire i loro stessi compagni che dovrebbero rappresentare.
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6 – E’ stata sdoganata l’idea di poter discriminare in qualunque momento fra cittadini “buoni” e cittadini “cattivi”, in base a criteri del tutto aleatori decisi dal governo volta per volta. Oggi lo strumento si chiama greenpass, domani si chiamerà in un altro modo, ma non importa: ciò che importa è che lo stato abbia sancito il proprio diritto a discriminare il cittadino in base ai suoi comportamenti, violando un altro fra i più sacrosanti principi della costituzione (Art. 3). Questo naturalmente apre le porte a mille abusi che dovremo sopportare in futuro, nei quali o ci assoggetteremo alla volontà dei governi oppure dovremo rinunciare a parte delle nostre libertà. Se non, addirittura, all’indipendenza economica, con la minaccia del blocco dei conti correnti per i cittadini “ribelli”.

7 – Lo stato ha stabilito il principio di autoassoluzione, nel momento in cui controlla e determina le sentenze stesse di una corte che lo dovrebbe giudicare. (Il riferimento è alle conclusioni della Corte Costituzionale dello scorso 9 dicembre sull’obbligo vaccinale, di cui attendiamo ancora di leggere la sentenza definitiva). Quando fra i giudici trovi persone che hanno fatto parte dello stesso governo che viene giudicato, è ben difficile parlare ancora di separazione dei poteri.

Tutto quanto sopra è stato possibile grazie alla complicità di 3 categorie di persone: i giornalisti, i medici e la gente normale.

GIORNALISTI – (Fatto salvo per alcune, rarissime eccezioni) sono loro i principali responsabili di questa devastazione civile. Se la classe dei giornalisti si fosse opposta compatta a queste palesi violazioni dei diritti individuali, nulla di ciò che è successo sarebbe potuto accadere. Invece, pavidi e ubbidienti, i giornalisti italiani hanno rinunciato alla loro missione di guardiani del potere, e si sono lasciati usare per validare ogni singola prevaricazione da parte del governo, pur di mantenere il proprio stipendio e il posto di lavoro. Quando un presidente del consiglio pronuncia un anatema come “se non ti vaccini muori”, e nessun giornalista osa obiettare, hai chiaramente di fronte una categoria di smidollati che non ha più nulla a che fare con il mestiere che hanno scelto. Quella dei giornalisti è una categoria di lavoratori che ha tradito tutte le altre categorie di lavoratori, per vigliaccheria e interesse personale. Nessun processo revisionista potrà mai allontanare le responsabilità che costoro portano sulle spalle per lo scempio sociale che è derivato dal loro comportamento vile e compiacente. Nessun giornalista potrà mai dire “io non sapevo”.

MEDICI – In modo simile, l’intera categoria dei medici (salvo alcune eroiche eccezioni) ha scelto di avallare una campagna di inoculazioni basata su prove scientifiche chiaramente insufficienti, se non assenti del tutto. Hanno venduto ai pazienti una certezza sanitaria che non potevano dare, senza offrire in cambio la minima garanzia personale. E poi ci sono quelli che andavano tutti i giorni in televisione: ogni “virostar” che ha personalmente garantito la sicurezza dei vaccini – senza avere nè i dati scientifici nè l’autorevolezza per farlo - oggi è responsabile per le decine di migliaia di morti e di reazioni avverse gravi che si sono verificate in tutto il paese. E se il silenzio mediatico su questa tragedia permette loro di lavarsi la coscienza, esiste fortunatamente un Tribunale molto più alto che li giudicherà adeguatamente, al momento opportuno. Godetevi le vostre Porsche e le vostre ville al mare, finchè siete in tempo.
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GENTE NORMALE – Purtroppo in tutto questo la gente normale, impreparata a discernere un inganno di tale portata, si è lasciata trasportare in una guerra di odio che ha fatto vittime fra i propri concittadini, e fra i loro stessi familiari. Invece di reagire compatti contro gli abusi di potere, la maggioranza della gente si è trasformata in carnefice dei propri simili, diventando docile strumento di chi voleva separarci per poterci meglio controllare. A questa categoria non mi sento di imputare alcuna colpa particolare, perchè loro – a differenza di medici e giornalisti – vivono immersi nell’ignoranza, e sono facile preda della propaganda. Ma non per questo mi rimane una sola goccia di simpatia nei loro confronti.

Questo è il quadro, tragico e deprimente, di quello che è successo negli ultimi tre anni.

Eppure.

Eppure, nonostante questo quadro, io riesco a vedere una nota positiva, estremamente incoraggiante: ci sono svariati milioni di italiani che non hanno ceduto al ricatto, e che hanno tenuto duro sulle proprie posizioni, arrivando in molti casi a perdere il lavoro, pur di non piegarsi. Queste persone hanno perso molte o tutte le amicizia che avevano, e in molti casi hanno visto disintegrarsi i loro legami familiari nell’arco di poche settimane.

Ma non hanno ceduto. Per loro i principi sacrosanti e inviolabili della libertà individuale rimangono tali: sacrosanti, e inviolabili. Per ogni mezzacalza di giornalista che ha tenuto il culo al caldo facendo finta di niente, ci sono mille cittadini che si sono esposti alle intemperie della vita pur di non rinunciare a difendere i valori della dignità umana.

Io non so quantificare con precisione queste persone (5 milioni? 10? 15?) ma so con certezza che sono un numero più che sufficiente da non poter essere sopraffatto in qualunque futura operazione di demolizione sociale – che sia fatta attraverso una nuova “pandemia” oppure tramite altre operazioni simili.

Quelli “che hanno capito” non tornano più indietro. Non puoi riportare nell’ignoranza colui che ha raggiunto una certa consapevolezza. Questi svariati milioni di persone costituiscono ora un blocco assolutamente insormontabile per chi vuole portare a termine l’agenda di deumanizzazione della società.

Sarà una battaglia durissima, perchè il potere non accetta che rimanga una sacca troppo consistente di ribelli al suo interno, e cercherà in tutti i modi di piegarci.

Ma noi ci saremo, uniti e compatti come non mai, perchè non ci unisce una semplice fede momentanea di tipo associativo, ma ci unisce la consapevolezza di essere degli esseri umani dotati di diritti inalienabili, che nessun governo ci ha mai “donato”, e nessun governo ci potrà mai togliere.

Veniteci a prendere, se ne avete il coraggio.

Massimo Mazzucco
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INTERROGHIAMO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE SULL'11 SETTEMBRE
In questo spassosissimo articolo, un nostro utente dialoga con l’intelligenza artificiale (ChatGPT) e prova a farle ammettere che le Torri Gemelle sono state abbattute con una demolizione controllata. Il risultato, oltre che divertente, è particolarmente interessante.
https://www.luogocomune.net/24-11-settembre/6157-interroghiamo-chatgpt-sull%E2%80%9911-settembre
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MESSINA DENARO: MA QUALE “VITTORIA DELLO STATO”?

Faccio molta fatica a condividere la diffusa idea – spinta oggi in ogni angolo del mainstream - che l’arresto di Messina Denaro sia stata una “vittoria dello stato”.

Non voglio in alcun modo minimizzare il lavoro dei Carabinieri, della Polizia e dei ROS, che rischiano veramente la vita ogni giorno combattendo contro la mafia.

Resta il fatto che la cattura di un mafioso dopo 30 anni di latitanza, quando si scopre che viveva nella sua città, ha il sapore amaro di una sconfitta. E questo non è il primo caso: anche Totò Riina venne arrestato, dopo 25 anni di “latitanza”, nei dintorni di casa sua. E così accadde per Bernardo Provenzano, l’altro boss “imprendibile” che passò 30 anni nei dintorni del capoluogo siciliano, senza che nessuno riuscisse ad individuarlo. Questo significa che le connivenze con il potere politico sono tali da impedire che le indagini vadano a buon fine in tempi ragionevoli.

E questa non è una "buona notizia" per lo stato.

A questo si aggiungano due cose: a quel che risulta, 1) Messina Denaro è malato di cancro, e sa di esserlo da almeno due anni. E 2) ci dicono che quando gli agenti gli si sono avvicinati, chiedendogli come si chiamasse, lui abbia risposto “Sono Matteo Messina Denaro”. Ovvero, pur essendo in possesso di documenti falsi, che lo identificavano come Andrea Bonafede, il ricercato non ha minimamente pensato ad utilizzarli.

Tutto questo mi suggerisce che lui, ora che ha capito che gli resta poco da vivere, e che molto probabilmente dovrà farsi operare, abbia deciso di “farsi trovare” dalle forze dell’ordine, magari in cambio di un trattamento più morbido rispetto al 41 bis che lo aspetta. Compreso probabilmente un trattamento sanitario alla luce del sole, e non nell'oscurità della latitanza.

Lo so, sono solo illazioni, ma tutte queste cose messe insieme, e soprattutto la sensazione che la mafia oggi sià più viva e vegeta che mai, mi impediscono di unirmi al coro di quelli che parlano oggi di “grande vittoria dello stato”.

Diciamo che al massimo si è trattato di un pareggio ”in zona Cesarini”. Ma nel campionato sono ancora in testa loro.

Massimo Mazzucco
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ATTENZIONE: C'E' IN GIRO UN DOPPIONE DEL MIO CANALE CHE CHIEDE SOLDI. NON SONO IO!
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DOBBIAMO AIUTARE DAVID PUENTE

David Puente deve passarsela veramente male in questo periodo. A quanto pare infatti la sua ultima trovata per raggranellare un pò di soldi è quella di mandare delle corpose “richieste di risarcimento” a tutti quelli che lo offendono in rete. (Se dovessi fare io una cosa del genere diventerei milionario in tre giorni).

Sono in possesso di svariate lettere, mandatemi da diverse persone, nelle quali l’avvocato di Puente chiede espressamente di rimuovere i contenuti offensivi, di porgere le “scuse immediate al mio assistito”, e di “prendere contatto con lo scrivente … onde pervenire alla risoluzione stragiudiziale della controversia … mediante la corresponsione da parte sua di un giusto risarcimento a ristoro di tutti i danni cagionati”. (Non posso mostrare i documenti, ma almeno in un caso la cifra richiesta supera i 5.000 euro per Puente, più le spese per l’avvocato). Se non pagherete, conclude l’avvocato, “si darà corso nelle competenti sedi … con aggravio di costi … anche e soprattutto in ragione delle inequivocabili prove documentali a mie mani.”

Calcolate che le “gravi offese alla reputazione” di Puente sono dei post che vanno da “bravo idiota” a “pagliaccio” a “andasse affanculo Puente e Mentana”. Roba gravissima, ripeto, che in rete non si era mai vista prima.

Deduco quindi che il povero Puente sia messo veramente male, dal punto di vista economico, per ritrovarsi costretto a minacciare di trascinare in tribunale chi gli ha dato del pagliaccio o dell’idiota. Per questo propongo di fare una colletta a suo favore, sperando di raggranellare una cifra sufficiente da evitargli di rendersi ancora più ridicolo di quanto abbia fatto fino ad oggi.

Scrivetegli, sulle sue pagine social, e chiedetegli dove potete mandargli i soldi. Sono certo che apprezzerà l’iniziativa.

Per concludere, faccio notare che uno degli insulti contro Puente (“bravo idiota”), è comparso come risposta ad un post dello stesso Puente intitolato “Il video di Mazzucco è una cagata pazzesca”. Ovviamente, anche questa è una offesa nei miei confronti (vigliaccamente mascherata da citazione filmica), che lede profondamente la mia reputazione di regista professionista. Chissà se l’avvocato di Puente sa suggerirmi qualche suo collega che voglia aiutarmi a fare causa a Puente per il suo insulto diffamatorio?

(Qui lo screenshot: https://www.luogocomune.net/14-debunkers/6162-dobbiamo-aiutare-david-puente)

Massimo Mazzucco
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UCRAINA: LA MANFRINA DEI CARRI ARMATI

Dopo lunghi giorni di tira e molla, la faccenda dei carri armati sembra finalmente essersi risolta: sia gli americani che i tedeschi manderanno i loro carri armati in Ucraina. Washington manderà gli Abrahams, Berlino manderà i suoi Leopard. Si tratta di carri armati molto più moderni ed efficaci di quelli usati dai russi fino ad oggi, e questo rischia di cambiare seriamente gli equilibri in gioco sul teatro di guerra.

La cosa interessante è il modo in cui si è arrivati a questa decisione: inizialmente, Scholz ha negato i suoi Leopard agli ucraini, e questa sembrava essere una mossa di buon senso, intesa ad evitare una pericolosa escalation in questo momento della guerra.

Poi però gli americani hanno insistito, e a quel punto Scholz ha detto che avrebbe mandato i suoi Leopard, ma solo se gli americani avessero mandato i loro Abrahams. Anche gli americani, inizialmente, si sono dimostrati recalcitranti, e solo dopo molti giorni hanno “accettato” le condizioni di Berlino.

Tutto questo tira e molla ha il forte sapore di una sceneggiata: un teatrino messo in piedi di comune accordo, fra tedeschi e americani, per fingere di non voler mandare i propri carri, per poi alla fine mandarli solo “per far contento il proprio alleato”. Della serie "metti giù", "no metti giù prima tu".

Sia tedeschi che americani infatti temono una reazione asimmetrica dei russi, che hanno sempre la possibilità di utilizzare le famose “tattiche nucleari”, nel caso le cose si mettessero male per loro.

E così, con questo teatrino durato diversi giorni pensano di aver trovato la soluzione per salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica, e mandare comunque i loro potenti carri armati in aiuto a Zelensky.

Ma il succo della faccenda non cambia. Con questi nuovi carri armati – specialmente se saranno mandati in numero considerevole – Zelensky può tranquillamente pensare di pianificare la riconquista della Crimea. E questa ovviamente è una cosa che i russi non permetterebbero mai.

A questo punto anche un bambino capirebbe quali possano essere le conseguenze di una nuova escalation sul territorio Ucraino.

I primi a ricevere le bombe atomiche dei russi, in caso di guerra nucleare, saremmo certo noi e non gli americani.

Massimo Mazzucco
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CASO COSPITO: L’IPOCRISIA DEL POTERE

Il caso Cospito è un caso emblematico, perchè mette in luce in tutta la sua evidenza la contraddizione fra “stato” e “potere”.

Le vicende sono note: un anarchico viene arrestato per aver messo una bomba davanti a una caserma dei carabinieri, e nonostante non abbia provocato nè morti nè feriti, finisce al 41 bis. Questa ingiustizia lo ha portato a mettere in atto lo sciopero della fame, e ora che rischia di morire il suo caso è salito alla ribalta.

Le persone normali – cioè tutti noi – si domandano perchè tanta ferocia per punire un gesto che non ha causato nemmeno una vittima? Come ci spiega Wikipedia, il 41 bis “si applica in presenza di gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, e consente al Ministro della giustizia di sospendere le garanzie e gli istituti dell'ordinamento penitenziario, per applicare "le restrizioni necessarie" nei confronti dei detenuti condannati, indagati o imputati per i delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso, nonché i delitti commessi per mezzo dell'associazione o per avvantaggiarla.”

Con tutto questo, Cospito non c’entra niente. Da cui, due domande: 1) perchè tanta ferocia nell’applicare a lui il carcere duro, e 2) perchè tanta ostinazione nel non voler rimuovere quella misura, quando è ormai evidente per tutti che si tratti di una condanna eccessiva?

Per rispondere alla prima domanda possiamo solo fare una illazione: che “qualcuno” di molto potente, ai vertici degli apparati militari (ricordiamo che i Carabinieri fanno parte dell’esercito) abbia voluto dare una “punizione esemplare” a Cospito, “per mandare un segnale preciso a chiunque osasse minacciare le forze armate”. In questo caso, i giudici avrebbero accontentato i vertici militari, comminando la condanna clamorosa al 41 bis.

Per rispondere alla seconda domanda invece basta il buon senso: perchè non rimuovere quella misura, ora che è palese che sia eccessiva? Perchè ovviamente “lo stato” non ammetterà mai di essersi sbagliato. Ne va della credibilità delle istituzioni (pensano loro), e quindi ormai si tira dritto, succeda quel che succeda. Anche di fronte alle montanti proteste della piazza.

Basta leggere le recenti dichiarazioni del governo, per avere la conferma di questa tesi (fonte ANSA): "Lo Stato non scende a patti con chi minaccia". "Azioni del genere - assicura la Presidenza del Consiglio - non intimidiranno le istituzioni. Tanto meno se l'obiettivo è quello di far allentare il regime detentivo più duro per i responsabili di atti terroristici".

Eccoci al punto: curiosamente, quando si tratta di votare, ci raccontano che “lo stato siamo noi”. E noi tutti felici corriamo a votare, convinti di fare parte di una grande famiglia. Poi però, quando viene messa in discussione la credibilità delle istituzioni, “lo stato” diventano “loro”, ovvero quei volti oscuri che detengono il potere e lo esercitano in modo assolutamente arbitrario. E quei volti oscuri si nascondono proprio dietro la parola “stato” per difendere le proprie posizioni acquisite, e per non ammettere di avere sbagliato.

Massimo Mazzucco
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SEYMOUR HERSH: “E’ STATO BIDEN A FAR SALTARE IL GASDOTTO NORD STREAM”

Seymour Hersh (premio Pulitzer) è senza dubbio il più famoso giornalista investigativo al mondo. Solo per citare qualche esempio, fu lui a denunciare al mondo il massacro di MyLai (Vietnam) da parte degli americani, e fu lui a denunciare al mondo l’Operazione Copper Green, con la quale Rumsfeld (allora ministro della difesa) autorizzava di fatto le torture nel carcere iracheno di Abu-Grahib. Seymour Hersh usa solo fonti di primissima mano, e a loro volta queste fonti si fidano ciecamente di lui, perchè ne conoscono la correttezza e l’accuratezza nel riportare i fatti raccontati. In questo articolo pubblicato ieri, Hersh racconta nei dettagli come sia stata concepita ed eseguita l’operazione di sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 da parte degli americani e dei loro alleati norvegesi. (L’articolo originale è molto lungo. Ne riportiamo qui i passaggi più salienti).
https://www.luogocomune.net/16-geopolitica/6172-seymour-hersh-%E2%80%9Ce%E2%80%99-stato-biden-a-far-saltare-il-gasdotto-nord-stream%E2%80%9D
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IL DEBUNKING È FINITO. ARRIVA IL PREBUNKING

Puente, Attivissimo, Polidoro, fatevi da parte. Ormai siete obsoleti. Il debunking è passato di moda.

A quanto pare, serve a poco inseguire le informazioni scomode per cercare di smontarle: con i tempi millesimali di oggi, il debunker arriva comunque sempre in ritardo, e quando ci mette una pezza ormai il danno è fatto.

Ecco che allora Google scopre il prebunking, ovvero anticipare la disinformazione, prima ancora che inizi a diffondersi.

Il progetto si chiama Jigsaw, e nella sua pagina di presentazione, Google scrive: “Jigsaw è una unità all’interno di Google che esplora le minacce alle società aperte (open societies), e costruisce tecnologie che ispirano soluzioni modulari. Noi prevediano le minacce emergenti ed esploriamo il modo in cui la tecnologia può proteggere gli individui e le società”. (Lo fanno sempre “per proteggerci”, questo ormai è un classico). E poi ancora: “Man mano che le campagne di disinformazione diventano più sofisticate, noi costruiamo nuove tecnologie per rafforzare le nostre difese comuni”.

In che cosa consistano queste “nuove tecnologie” non viene chiarito, ma in questa pagina del loro blog, viene spiegato ad esempio come siano stati fatti alcuni esperimenti per “prevenire la disinformazione” sulla guerra in Ucraina già nel 2022. Sono stati fatti dei video “preventivi”, che spiegavano come combattere eventuali campagne di disinformazione (che ancora non erano nate) sul potenziale effetto negativo dei rifugiati in Europa.

Naturalmente, nessuno è così ingenuo da pensare che quando Google parla di “nuove tecnologie” si limiti a qualche video propagandistico. Probabilmente, l’idea è quella di tenere sotto controllo le “fonti pericolose”, grazie ad un algoritmo, e bloccare immediatamente qualunque contenuto scomodo, prima ancora che compaia in rete.

Un pò come in Minority Report, dove il cittadino che si presume stia per commettere un reato, viene arrestato prima ancora che possa commetterlo.

Benvenuti nel Nuovo Ordine Mondiale

Massimo Mazzucco

Qui un articolo della Associated Press sul “prebunking” https://apnews.com/article/technology-science-politics-germany-business-a10273eea5a0227c38187cc4f84d8788
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