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AUTOASSOLUZIONE: LA NUOVA REGOLA DI ISRAELE

Due belle notizie da Israele, una più edificante dell’altra.

La prima è che Netanyahu ha chiesto al presidente Herzog il perdono per i reati di cui è accusato in tre processi differenti (corruzione, frode e abuso di fiducia). https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-30/ty-article/.premium/netanyahu-submits-pardon-request-to-president-herzog-over-criminal-corruption-casess/0000019a-d450-dcd7-a3be-de793b200000 Lo ha fatto, naturalmente, senza ammettere la propria colpevolezza. Netanyahu ha detto: "Nonostante il mio interesse personale nel portare a termine il processo e dimostrare pienamente la mia innocenza, credo che l'interesse pubblico imponga diversamente".

Praticamente: dopo aver fatto rimandare i suoi processi con mille scuse infinite, lui rinuncia a provare la propria innocenza, e chiede il perdono (per qualcosa che ovviamente non ha fatto), nell’interesse di tutta la popolazione. Che tenero, è quasi commovente nel suo generoso altruismo. Quando si dice avere il senso della nazione.

La seconda notizia è letteralmente da voltastomaco https://www.haaretz.com/israel-news/2025-11-30/ty-article/.premium/ben-gvir-promotes-officer-whose-soldiers-shot-dead-surrendered-palestinians/0000019a-d1a3-d824-ad9e-fbffe65b0000 : dopo che è emerso un video in cui gli agenti della polizia di frontiera israeliana uccidevano a sangue freddo due palestinesi che si erano già arresi, il ministro Ben-Gvir ha visitato la base della loro unità ed ha annunciato la promozione del loro comandante. Ben-Gvir si è pure lamentato del fatto che i militari responsabili dell’uccisione siano stati interrogati: “E' ora di finirla con queste procedure distorte - ha detto Ben-Gvir - Quando uno dei nostri combattenti spara a un terrorista, lo portiamo immediatamente in cella per interrogarlo. Ma noi stiamo combattendo nemici e assassini che vogliono violentare le donne e bruciare i bambini".

Quindi, siccome i palestinesi “vogliono violentare le donne e bruciare i bambini”, noi gli spariamo un colpo in testa a bruciapelo dopo che loro hanno alzato le mani, e poi diamo pure una promozione a chi ha sparato. Non fa una piega.

A questo punto dovrei fare un commento su queste due notizie, ma l’unica cosa che mi viene da dire è che questi sono i risultati che si ottengono quando si permette ad un popolo di prepotenti di fare quello che vogliono in continuazione: arrivano ad un punto che si autoassolvono da soli, come vorrebbe fare Netanyahu con il proprio processo, oppure come ha fatto Ben-Gvir con gli assassini a sangue freddo dei due palestinesi.

Una volta che ti è stato permesso di essere contemporaneamente giudice e carnefice degli altri, finisce che diventi anche il giudice di te stesso, e naturalmente ti autoassolvi per tutti i crimini che hai commesso. Non c’è più regola, non c’è più morale, non c’è più legge. La legge sei tu.

Hanno perfettamente ragione quelli che dicono che i veri colpevoli di tutto ciò che accade in Palestina sono i governi occidentali, che permettono con loro ignavia ai sionisti di fare quello che fanno da oltre ottant’anni. E che continueranno a farlo all’infinito, se in qualche modo non verranno fermati.

Massimo Mazzucco
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LA VITAMINA C AD ALTE DOSI È UN POTENTE ANTITUMORALE
Decenni di prove dimostrano che la vitamina C attacca il cancro attraverso quattro potenti meccanismi: citotossicità pro-ossidativa, riprogrammazione epigenetica, soppressione delle vie di segnalazione e attivazione immunitaria.
https://luogocomune.net/medicina-salute/la-vitamina-c-ad-alte-dosi-%C3%A8-un-potente-antitumorale
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IL GIOIELLERE ASSASSINO

C’è una vicenda che in questi giorni mi ha incuriosito, perchè di difficile interpretazione. Il caso di Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due dei rapinatori che fuggivano dopo averlo derubato (il terzo è rimasto gravemente ferito).

Da un punto di vista tecnico, il caso è molto semplice: i rapinatori stavano scappando, erano già fuori dal suo negozio (non presentavano quindi più un rischio per lui in quel momento), ma lui li ha comunque inseguiti, pistola alla mano, per ammazzarli. Questa, ovviamente, non è legittima difesa: persino negli Stati Uniti, dove le regole sono molto più favorevoli a chi si difende, questo caso non verrebbe mai classificato come legittima difesa.

Quindi, tecnicamente, si tratta di un doppio assassinio intenzionale. Abbiamo visto tutti le immagini brutali nelle quali Roggero spara addirittura ad un rapinatore già a terra, dandogli il colpo di grazia.

Eppure ...

Eppure c’è tutta una “scuola di pensiero” – rappresentata soprattutto dagli opinionisti di destra - che giustifica Roggero, dicendo che era la quinta volta nella sua vita che veniva rapinato, malmenato e ricattato, e che quindi la sua reazione sia più che comprensibile. In altre parole, dice questa scuola di pensiero, l’uomo va capito e la sua reazione emotiva, pur non essendo “tecnicamente” di legittima difesa, va compresa e perdonata. O, se non altro, punita con una pena molto più lieve dei 13 anni a cui è stato condannato.

La domanda che pone questo caso è la seguente: fino a dove la legge, scritta in precedenza con articoli freddi e tecnicamente molto precisi, può essere utile a giudicare in modo equo, e dove invece deve intervenire la considerazione “psicofisica” complessiva – olistica, potremmo dire - per valutare correttamente un caso come questo?

Massimo Mazzucco
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EUROPA: LE PAROLE E I FATTI

I titoli di oggi parlano chiaro. Corriere della Sera: “Asse Putin-Trump sull’Europa”. La Repubblica: “l’Europa sotto assedio”. La stampa: “Asse Usa-Russia contro la UE”.

Ma cosa è successo di così stravolgente da arrivare a lanciare questo allarme a reti unificate?

Tutto parte dal documento americano della scorsa settimana, nella quale ci è stato detto che l’Europa è una istituzione superata e decadente, e che ci si augura un ritorno agli stati sovrani. A questo documento ha fatto eco ieri Putin, il quale si è dichiarato sostanzialmente d’accordo con le opinioni di Trump.

Apriti cielo. L’Europa è isolata, siamo sotto assedio, nessuno ci verrà più ad aiutare!

In realtà, noi eravamo già isolati (politicamente), eravamo già sotto assedio (economicamente), e nessuno ci sarebbe comunque venuto ad aiutare (militarmente) perché non ne abbiamo alcun bisogno..

Quindi, dove sta la grande novità? Sta semplicemente nel fatto che due leader mondiali come Trump e Putin ci abbiano sbattuto in faccia una realtà che è in essere ormai da molto tempo.

Ma nei fatti che cosa cambia? Assolutamente nulla.

Risulta forse a qualcuno che gli Stati Uniti abbiano annunciato la rimozione delle loro basi militari in Italia? Forse hanno già programmato lo smantellamento dei missili nucleari stoccati in dozzine di basi segrete nel nostro territorio? I 4000 militari americani stanziati ad Aviano stanno forse facendo le valigie?

Ovviamente no. Dal punto di vista pratico quindi non cambia assolutamente nulla.

Lo stesso si può dire per le basi americane in tutta Europa. Nessuno ha mai parlato di ritirare i missili americani dalle basi militari in Germania, in Belgio, in Gran Bretagna o in Turchia. La struttura della Nato rimane intatta e pienamente operativa, e nessuno ha fatto il minimo accenno a smantellarla nel prossimo futuro.

Quindi, di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di parole. Parole che hanno un certo riscontro nella realtà, certamente: è vero che l’Europa è vecchia e le sue istituzioni sono obsolete, ma non c’era certo bisogno di aspettare Trump per sentirselo dire.

È un po’ come mettersi di fronte ad una donna di novant’anni e dirle “tu sei vecchia, hai fatto il tuo tempo”. Certo che è vero, ma all’atto pratico che cosa cambia nell’averglielo detto in faccia?

Non si comprende quindi dove stia tutta questa agitazione per le parole di Trump, quando non ha fatto che metterci in faccia, con il suo stile ruvido e diretto, quello che noi siamo veramente.

Massimo Mazzucco
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Rapporto RSF: quasi la metà dei giornalisti morti in un anno sono stati ammazzati da Israele
https://luogocomune.net/palestina/rsf-quasi-la-met%C3%A0-dei-giornalisti-morti-in-un-anno-sono-stati-ammazzati-da-israele
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COME AL TEMPO DEI PIRATI

Siamo tornati all’età dei pirati. Solo che una volta i predoni del mare usavano dei piccoli battelli per abbordare le navi da rapinare, mentre ora usano gli elicotteri e si calano dal cielo come nei film d’azione. Ma, a parte l’estetica, nulla nella sostanza è cambiato.
E se per caso qualcuno osasse obiettare su questo tipo di azione violenta, è già pronta la risposta “legale” del ministro di giustizia Pam Bondi: “La petroliera era sotto sanzioni americane a causa del suo coinvolgimento in una rete di traffico illecito di petrolio che supporta organizzazioni terroristiche all’estero”.
E se per caso chiedono al Presidente “che cosa ne farete del petrolio sequestrato?”, il Presidente risponde serafico “Immagino che ce lo terremo noi”.
Che cosa gli vuoi dire? Comandano loro, nessuno protesta, e quindi fanno tutto quello che gli pare.
Evviva la democrazia, evviva la giustizia internazionale, evviva gli Stati Uniti, faro e guida di tutto il mondo occidentale.

Massimo Mazzucco
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I NUOVI OGM SI CHIAMANO TEA
La UE ha dato il via libera a nuove tecniche genomiche, le TEA, che vengono definite “a metà tra OGM e piante convenzionali”. Gli “esperti” ci assicurano che non siano pericolose. Ci possiamo fidare? https://luogocomune.net/scienza-e-tecnologia/i-nuovi-ogm-si-chiamano-tea
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ANTISEMITISMO-ANTISIONISMO: ATTENTI ALLE PAROLE

E’ in corso una subdola operazione mediatica, da parte dei sostenitori del sionismo, per cercare di cambiare il significato di certe parole. Si tratta di confondere il significato di “antisemita” con quello di “antisionista”, per arrivare ad impedire qualunque critica alle politiche di Israele.

Come sappiamo, l’utilizzo derogatorio dell’etichetta “antisemita” è ormai diventato universale. Chiunque osi contestare Israele si becca dell’antisemita. Questo trucco ha funzionato per oltre cento anni, ma ora che la questione palestinese è tornata alla ribalta, chi critica Israele ci tiene a sottolineare che “non è avverso agli ebrei in quanto tali, ma critica soltanto le politiche sioniste del suo governo”. Egli è quindi, secondo chi fa queste critiche, un anti-sionista, ma non necessariamente un anti-semita.
Questa distinzione ha improvvisamente bagnato le polveri dei sionisti nel pubblico dibattito, perchè ora non possono più dare genericamente dell’antisemita a chi li critica, a costo di sentirsi rispondere “io non sono antisemita, sono solo anti-sionista”.

Provate ad immaginare la disperazione di coloro che erano abituati ad usare costantemente il termine “antisemita” per zittire chiunque li criticasse, e che ora non possono più farlo, perchè è stata chiarita la distinzione con anti-sionista.

Da qui nasce appunto la necessità da parte dei sionisti di confondere le acque, sfumando i confini fra i due termini, in modo da poter assimilare il primo al secondo, e poter tornare ad usare l’etichettatura come arma universale contro ogni critica.

Il primo a farlo fu, non a caso, Paolo Mieli, che già un anno fa, in una trasmissione dalla Gruber, cercò di confondere i due termini: con la sua classica nonchalance, fingendo di buttare là un pensierino qualunque, disse: “in fondo chi è antisionista è anche antisemita”.

Ci aveva visto lungo, il caro Mieli: oggi questa necessità di confondere le acque, “blurrando” i confini fra i due termini, si è resa palese quando il deputato PD Del Rio (manovrato chissà da chi?) ha presentato una proposta di legge che intendeva, nella sostanza, equiparare antisemitismo e antisionismo. Se questa proposta fosse diventata legge, ogni critica alle politiche di Israele sarebbe automaticamente ricaduta sotto la definizione di antisemitismo, e quindi di “odio razziale”, e quindi punibile per legge.

Fortunatamente la sua proposta è caduta nel nulla, nel senso che la stessa sinistra che lui intendeva cooptare si è resa conto della censura sfacciata che avrebbe comportato.

Ma la battaglia è soltanto iniziata. In futuro - ne potete star certi - il tema verrà riproposto, fino a diventare un ritornello a reti unificate. Ci saranno altri servitori di Sion, dopo Del Rio, che si presteranno a fare loro questa proposta di assimilazione fra i due temini, con l’intento palese di ridurre a zero qualunque critica ad Israele.

Starà a noi – a ciascuno di noi – combattere perchè il vocabolario non venga violentato per l’ennesima volta dai padroni del discorso, che cercano sempre di fare delle parole l’arma più tagliente ed efficace che sia mai esistita sulla faccia della terra.

Massimo Mazzucco
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ANNO NUOVO, VECCHIE BUGIE

Solamente gli imbecilli - e molti giornalisti in malafede – avevano finto di credere che da Sharm-el-Sheik fosse scaturito un reale processo di pace per Gaza e Palestina. E ora che i mesi iniziano a passare, e i fumi dell’autoinganno si diradano, si comincia a vedere chiaramente quale fosse l’estensione del bluff messo in atto da Trump e Netanyahu.

A parte i bombardamenti, che sono cessati, nulla è cambiato a Gaza. I morti quotidiani continuano (“soltanto” una decina al giorno, di media), la fame continua, la mancanza di aiuti umanitari continua come prima. Anzi peggio, perchè proprio ieri Israele ha bandito 37 ONG dall’ingresso nella Striscia, rendendo così ancora più disperata una situazione già drammatica di suo.

Il famoso piano in 20 punti si è quindi rivelato per quello che era, ovvero un piano con due soli punti reali, e diciotto bugie di contorno.

I primi due punti (sospensione dei bombardamenti in cambio degli ostaggi ancora in mano di Hamas) sono stati infatti realizzati con relativa rapidità. Ma tutto ciò che doveva seguire (la famosa “fase 2”) rimane nel limbo delle buone intenzioni, e sta per andare nel dimenticatoio: non si parla più di smilitarizzazione di Hamas, nè si parla del conseguente ritiro di Israele oltre il confine, nè tantomeno della fantomatica “autorità araba” che avrebbe dovuto prendere il controllo della Striscia.

Ma lo sappiamo tutti benissimo: i primi a cui fa comodo la mancata smilitarizzazione di Hamas sono proprio i sionisti, che hanno così una splendida scusa per non dover abbandonare la linea gialla (all’interno della Striscia) su cui si sono attestati dopo la “pace” di Sharm-el-Sheik. Anzi, da quella linea sono pronti a riprendere al più presto le operazioni militari, non appena l’opinione pubblica sarà stata distratta da qualcos’altro in Medio Oriente.

Nei giorni scorsi infatti Trump e Netanyahu si sono incontrati a Mar-a-Lago, ma non hanno discusso della fase due, che sembra chiaramente non interessare nessuno dei due: hanno invece discusso di un potenziale nuovo attacco all’Iran, che è proprio quello che serve a Netanyahu a mantenere l’attenzione lontana dalla Striscia di Gaza.

L’operazione di Sharm-el-Sheik è stata un capolavoro di illusionismo a livello mondiale. Una volta resisi conto che il massacro di Gaza non si poteva più nascondere agli occhi del mondo, è partita l’operazione di maquillage che ha prodotto la sceneggiata del “piano di pace”: il Grande Prestigiatore ha convocato in Egitto i vari leader politici, che sono accorsi a fare le comparse da ogni parte del mondo. Questo grandioso “evento” ha permesso ai media di togliere finalmente lo sguardo da una situazione che era diventata insopportabile per tutti, e tutti con sollievo hanno finto di essere felici per la “pace” raggiunta.

Mission accomplished, un’altra volta.

Ma questo capolavoro di illusionismo – non dimentichiamolo mai - è stato possibile solo grazie alla connivenza di quasi tutta la stampa occidentale, che invece di sottolineare la palese incongruenza del piano, ha preferito stendere il pietoso velo della bugia sugli occhi dei cittadini, contando sul loro stesso desiderio di poter volgere altrove lo sguardo dalla carneficina in corso.

Ma per gli abitanti di Gaza - a parte le bombe - nulla di sostanziale è cambiato: il fango rimane fango, il freddo rimane freddo, la fame rimane fame, la mancanza di medicine rimane mancanza di medicine. Mentre pure in Cisgiordania sta per arrivare un’altra catastrofe di dimensioni epocali.

E Trump intanto gioca a golf.

Massimo Mazzucco
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L’ORO DEL VENEZUELA

Nei giorni scorsi molti commentatori – giustamente – hanno puntato il dito sulla questione del petrolio venezuelano. Nessuno ovviamente crede alla storiella del narcotraffico, ed è chiaro a tutti che il petrolio del Venezuela facesse gola agli Stati Uniti. Era quello il motivo principale della rimozione di Maduro.

In fondo l’ha dichiarato apertamente lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa: “Riprenderemo il controllo dell’infrastruttura petrolifera, e rivenderemo noi al mondo il petrolio del Venezuela”.

Sembra però esserci anche un altro motivo, molto meno vistoso, che può aver portato alla rimozione del presidente venezuelano: il fatto che da quasi sei anni stesse cercando testardamente di riportare a casa l’oro del Venezuela, detenuto nel caveau della Banca d’Inghilterra.

Si tratta di circa 31 tonnellate di lingotti d’oro, al valore odierno di oltre 4 miliardi di dollari, che lo stesso Venezuela aveva depositato nella Banca di Inghilterra “perché quello è il caveau più sicuro del mondo”.

Talmente sicuro, che sembra essere estremamente difficile farne uscire l’oro, anche se è di tua proprietà.

Ora fate attenzione alle date, perché sono importanti: nel dicembre del 2018 il ministro venezuelano dell’economia, Simón Zerpa, e il presidente della Banca Centrale venezuelana, Calixto Ortega, si recano a Londra per chiedere la restituzione di una parte dei lingotti d’oro là depositati. Il Venezuela ne aveva bisogno perché necessitava di acquistare materie prime dagli unici paesi che ancora gliele fornivano, ovvero Iran, Cina e Russia.

Ma curiosamente, nemmeno un mese dopo, a Caracas si autoproclama “presidente legittimo” Juan Guaidò, un burattino uscito dal nulla che però, stranamente, viene subito riconosciuto come presidente legittimo del Venezuela da circa 50 paesi, fra cui proprio la Gran Bretagna.

A quel punto la Banca d’Inghilterra ebbe un’ottima scusa per non restituire l’oro al Venezuela, dicendo che “Maduro non è il presidente legittimo, e quindi non ha diritto a richiedere indietro il suo oro”.

Guarda a volte le coincidenze.

In seguito a questo rifiuto, Maduro diede inizio ad una causa internazionale, per avere indietro l’oro del Venezuela. Della serie “tanti auguri Nicolàs”.

Persino durante il Covid, nel 2020, quando Maduro tornò a chiedere l’oro perchè aveva bisogno di acquistare equipaggiamenti e medicinali per i suoi malati, gli venne detto di no. E questo nonostante Maduro avesse proposto di far passare il denaro dalle Nazioni Unite, che avrebbero fatto da garante per controllare il modo in cui sarebbe stato speso quel denaro.

Nada, niet, nulla: l’oro del caveau non si tocca.

E per essere sicuri che Maduro fallisse nel suo intento, nel 2020 il Ministro degli Esteri USA Mike Pompeo e il Consigliere Nazionale per la Sicurezza, John Bolton, hanno pure emesso una specie di fatwa globale, che avvisava “banchieri, broker, operatori di borsa e di finanza” di non trattare “oro, petrolio o altri beni venezuelani rubati al popolo venezuelano dalla mafia di Maduro”.

(Curioso come i peggiori messaggi mafiosi arrivino sempre da quelli che danno del mafioso agli altri).

Alla fine del 2025 la causa intentata da Maduro era ancora attiva nei tribunali inglesi, e con il de-riconoscimento di Guaidò (avvenuto già nel 2023) rischiava di andare definitivamente a favore del presidente venezuelano.

Sarà questo uno dei motivi – oltre al petrolio, naturalmente - che hanno portato alla impellente necessità di togliere di mezzo Nicolàs Maduro?

Perchè è vero che 30 tonnellate di oro sono una bazzecola, ma la Banca d’Inghilterra detiene circa 5.000 tonnellate di oro (circa 400.000 lingotti), di proprietà di una trentina di nazioni diverse: potrebbe essere questo un messaggio lanciato a tutte le altre nazioni che detengono l’oro nel Regno Unito, di non provarci nemmeno a richiederlo indietro?

Massimo Mazzucco

Fonti su www.luogocomune.net
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INFLUENCER ARTIFICIALI: IL NUOVO ECOSISTEMA DELLA PERSUASIONE DIGITALE
Quali sono i pericoli della nuova “moda” degli influencer digitali, che sta invadendo il web con rapidità sconvolgente.
https://luogocomune.net/news-media/influencer-artificiali-il-nuovo-ecosistema-della-persuasione-digitale
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È ARRIVATA LA BARBIE AUTISTICA
Continua il processo di normalizzazione e accettazione dell’autismo, proprio nel momento in cui RFK sta cercando di dimostrare una correlazione con le vaccinazioni infantili.
https://luogocomune.net/medicina-salute/e%E2%80%99-arrivata-la-barbie-autistica
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