TRUMP COME PERÒN?
Nei primi anni 50, Juan Domingo Peròn era all’apice del suo potere. Aveva il pieno supporto della classe politica e militare, ed era letteralmente osannato dalla popolazione argentina, per le significative riforme sociali che erano andate a beneficio dei più poveri. Edilizia popolare, voto alle donne e sicurezza sociale erano dei pilastri, apparentemente indistruttibili, del suo grande successo.
Nonostante il suo “socialismo” evidente, Peròn era anche riuscito ad ottenere il supporto degli industriali, grazie ad un sistema corporativo in cui sindacati, imprenditori e stato collaboravano sotto la guida del governo. Peròn aveva inoltre il pieno appoggio della Chiesa cattolica, alla quale aveva concesso il controllo dell’educazione religiosa nelle scuole.
Insomma, Peròn aveva tutto suo favore. E proprio sull’onda di questo successo inarrestabile, cominciò a perdere il senso della realtà e a considerarsi una specie di semidio, intoccabile, inarrivabile e insostituibile.
A partire dal 1954 il suo egocentrismo lo portò ad invadere progressivamente le sfere tradizionali della Chiesa (educazione, morale pubblica, carità) mentre promuoveva un culto della personalità che i vescovi percepivano sempre più come rivale della religione.
Ebbro del suo potere, Peròn soppresse l’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche e lo sostituì con la “dottrina nazionale”, basata sulle “20 verità peroniste”. Subito dopo fece approvare una legge sul divorzio, nonostante il parere contrario della Chiesa. Infine portò a termine una effettiva separazione tra stato e Chiesa, mettendo fine al cattolicesimo come religione ufficiale, mentre attribuiva uguaglianza di diritti a tutte le altre confessioni.
Nei suoi discorsi pubblici divenne sempre più acido ed arrogante contro la Chiesa, accusando apertamente i vescovi di sabotare il governo e di interferire nella politica nazionale.
A quel punto la Chiesa si schierò contro di lui, e strinse una alleanza segreta con una frangia dei militari e con i partiti più conservatori. Ma il potere della Chiesa si fece sentire soprattutto dall’altare: da ogni pulpito, ogni domenica, in ogni chiesa del paese, i preti cattolici lanciavano anatemi contro Peròn, che nel frattempo era stato anche scomunicato dal papa.
Ma Peròn si riteneva indistruttibile: ebbro di potere, si era autoattribuito il titolo di “Libertador de la República” e aveva nominato la moglie Eva come”Leader spirituale della Nazione Argentina”.
Nel 1955 ci fu un colpo di stato guidato dai militari, con l’appoggio della Chiesa. Peròn dovette fare le valigie in fretta e furia, e si rifugiò in Paraguay. Nell’arco di poco più di un anno l’Intoccabile aveva perso tutto quello che aveva: potere apparentemente infinito, supporto popolare apparentemente incrollabile, popolarità personale con elementi di autocelebrazione divina. Tutto finito, tutto dissolto nel nulla, tutto archiviato nelle pagine della storia nell’arco di poche settimane.
Chissà come andrà a finire Donald Trump?
Massimo Mazzucco
Nei primi anni 50, Juan Domingo Peròn era all’apice del suo potere. Aveva il pieno supporto della classe politica e militare, ed era letteralmente osannato dalla popolazione argentina, per le significative riforme sociali che erano andate a beneficio dei più poveri. Edilizia popolare, voto alle donne e sicurezza sociale erano dei pilastri, apparentemente indistruttibili, del suo grande successo.
Nonostante il suo “socialismo” evidente, Peròn era anche riuscito ad ottenere il supporto degli industriali, grazie ad un sistema corporativo in cui sindacati, imprenditori e stato collaboravano sotto la guida del governo. Peròn aveva inoltre il pieno appoggio della Chiesa cattolica, alla quale aveva concesso il controllo dell’educazione religiosa nelle scuole.
Insomma, Peròn aveva tutto suo favore. E proprio sull’onda di questo successo inarrestabile, cominciò a perdere il senso della realtà e a considerarsi una specie di semidio, intoccabile, inarrivabile e insostituibile.
A partire dal 1954 il suo egocentrismo lo portò ad invadere progressivamente le sfere tradizionali della Chiesa (educazione, morale pubblica, carità) mentre promuoveva un culto della personalità che i vescovi percepivano sempre più come rivale della religione.
Ebbro del suo potere, Peròn soppresse l’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche e lo sostituì con la “dottrina nazionale”, basata sulle “20 verità peroniste”. Subito dopo fece approvare una legge sul divorzio, nonostante il parere contrario della Chiesa. Infine portò a termine una effettiva separazione tra stato e Chiesa, mettendo fine al cattolicesimo come religione ufficiale, mentre attribuiva uguaglianza di diritti a tutte le altre confessioni.
Nei suoi discorsi pubblici divenne sempre più acido ed arrogante contro la Chiesa, accusando apertamente i vescovi di sabotare il governo e di interferire nella politica nazionale.
A quel punto la Chiesa si schierò contro di lui, e strinse una alleanza segreta con una frangia dei militari e con i partiti più conservatori. Ma il potere della Chiesa si fece sentire soprattutto dall’altare: da ogni pulpito, ogni domenica, in ogni chiesa del paese, i preti cattolici lanciavano anatemi contro Peròn, che nel frattempo era stato anche scomunicato dal papa.
Ma Peròn si riteneva indistruttibile: ebbro di potere, si era autoattribuito il titolo di “Libertador de la República” e aveva nominato la moglie Eva come”Leader spirituale della Nazione Argentina”.
Nel 1955 ci fu un colpo di stato guidato dai militari, con l’appoggio della Chiesa. Peròn dovette fare le valigie in fretta e furia, e si rifugiò in Paraguay. Nell’arco di poco più di un anno l’Intoccabile aveva perso tutto quello che aveva: potere apparentemente infinito, supporto popolare apparentemente incrollabile, popolarità personale con elementi di autocelebrazione divina. Tutto finito, tutto dissolto nel nulla, tutto archiviato nelle pagine della storia nell’arco di poche settimane.
Chissà come andrà a finire Donald Trump?
Massimo Mazzucco
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IL MISTERO DEGLI SCIENZIATI SCOMPARSI
https://luogocomune.net/news-internazionali/il-mistero-degli-scienziati-scomparsi
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ERETICI. Nuovo programma di Rai 2 Radio. Con grande cautela, il mainstream si avvicina alla teoria del complotto lunare. https://www.facebook.com/100000688513863/videos/946161424853001/ Link diretto: https://www.raiplaysound.it/programmi/radio2allediecidellasera-eretici
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20K views · 158 reactions | Eretici in 90 secondi! Prima puntata del...
Eretici in 90 secondi! Prima puntata del nuovo programma di Rai Radio2, dedicata al tema del complotto lunare con Massimo Mazzucco. Ascolta la puntata completa a questo link:...
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DAVID WILCOCK: LA DODICESIMA VITTIMA?
David Wilcock era un personaggio molto noto nel mondo dell’ufologia. Difficile non collegare la sua morte, avvenuta per apparente “suicidio”, a quella di altri 11 scienziati, anch’essi collegati al mondo della ricerca ufologica avanzata.
https://luogocomune.net/le-grandi-cospirazioni/david-wilcock-la-dodicesima-vittima
David Wilcock era un personaggio molto noto nel mondo dell’ufologia. Difficile non collegare la sua morte, avvenuta per apparente “suicidio”, a quella di altri 11 scienziati, anch’essi collegati al mondo della ricerca ufologica avanzata.
https://luogocomune.net/le-grandi-cospirazioni/david-wilcock-la-dodicesima-vittima
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NON CI SONO PIÙ GLI ATTENTATORI DI UNA VOLTA
1835: Il presidente Jackson si trova davanti un assassino, Richard Lawrence, che gli spara a bruciapelo con due pistole diverse. Jackson sarebbe sicuramente morto, ma per sua fortuna ambedue le armi si sono inceppate.
1865: Il presidente Lincoln viene ucciso da John Wilkes Booth, che si introduce nel suo palco a teatro, e gli spara un colpo alla nuca.
1881: Il presidente Garfield viene ferito mortalmente da Charles Guiteau, alla stazione ferroviaria di Baltimora, con due colpi di pistola.
1901: Il presidente McKinley muore dopo essere stato colpito due volte all’addome dall’attentatore anarchico Leon Czolgosz.
1963: Il presidente Kennedy muore dopo essere stato colpito alla tempia da un proiettile sparato da James Files, la guardia del corpo del mafioso Nicoletti, appostato sulla vicina collinetta erbosa.
Dopo la morte di Kennedy, le cose cambiano:
1975: Il presidente Ford subisce un attentato ma si salva. L’attentatrice – una seguace di Charles Manson - cerca di sparargli con una pistola ma fa cilecca.
1975: Due settimane dopo, il presidente Ford subisce un secondo attentato, ma resta illeso. L’attentatrice, Sara Moore, gli spara un colpo di pistola, ma manca il bersaglio.
1981: Il presidente Reagan viene colpito sotto l’ascella da John Hinckley. Reagan se la cava con tre giorni di ospedale.
2024: Butler, Pennsylvania. L’ex-presidente (e candidato) Donald Trump viene colpito all’orecchio da un attentatore, Thomas Crooks, appostato su un tetto a 130 metri di distanza. Trump esce praticamente illeso dall’attentato.
2024: Palm Beach. Mentre il presidente Trump sta giocando a golf, un attentatore, Ryan Wesley Routh, viene avvistato nascosto tra i cespugli, mentre armeggia con un fucile AK-47. Routh viene arrestato senza essere riuscito a sparare nemmeno un colpo.
2026: Washington. Mentre il presidente Trump di prepara a tenere un discorso al Correspondents' Dinner, un attentatore armato, Cole Allen, cerca di superare i controlli di sicurezza, ma viene bloccato e arrestato dai servizi segreti. Non è nemmeno riuscito ad entrare nella sala dove voleva fare una strage.
La conclusione sembra ovvia: non ci sono più gli attentatori di una volta. (*)
Se andiamo avanti di questo passo, il prossimo proverà ad uccidere Trump sparando dal balcone di casa sua, a Philadelphia, mentre il presidente si trova a Washington, a 200 Km. di distanza. Tanto, quello che conta ormai è solo la notizia, non il risultato.
(* Facciamo presente che i primi 5 presidenti – gli unici 4 che sono stati uccisi + Andrew Jackson, salvo per miracolo – avevano tutti cercato di ostacolare le banche centrali e la stampa del denaro da parte dei banchieri privati. Dopo di loro nessuno ci ha più provato, e nessun presidente è mai più morto per mano di un assassino. Sarà sicuramente solo una coincidenza).
Massimo Mazzucco
1835: Il presidente Jackson si trova davanti un assassino, Richard Lawrence, che gli spara a bruciapelo con due pistole diverse. Jackson sarebbe sicuramente morto, ma per sua fortuna ambedue le armi si sono inceppate.
1865: Il presidente Lincoln viene ucciso da John Wilkes Booth, che si introduce nel suo palco a teatro, e gli spara un colpo alla nuca.
1881: Il presidente Garfield viene ferito mortalmente da Charles Guiteau, alla stazione ferroviaria di Baltimora, con due colpi di pistola.
1901: Il presidente McKinley muore dopo essere stato colpito due volte all’addome dall’attentatore anarchico Leon Czolgosz.
1963: Il presidente Kennedy muore dopo essere stato colpito alla tempia da un proiettile sparato da James Files, la guardia del corpo del mafioso Nicoletti, appostato sulla vicina collinetta erbosa.
Dopo la morte di Kennedy, le cose cambiano:
1975: Il presidente Ford subisce un attentato ma si salva. L’attentatrice – una seguace di Charles Manson - cerca di sparargli con una pistola ma fa cilecca.
1975: Due settimane dopo, il presidente Ford subisce un secondo attentato, ma resta illeso. L’attentatrice, Sara Moore, gli spara un colpo di pistola, ma manca il bersaglio.
1981: Il presidente Reagan viene colpito sotto l’ascella da John Hinckley. Reagan se la cava con tre giorni di ospedale.
2024: Butler, Pennsylvania. L’ex-presidente (e candidato) Donald Trump viene colpito all’orecchio da un attentatore, Thomas Crooks, appostato su un tetto a 130 metri di distanza. Trump esce praticamente illeso dall’attentato.
2024: Palm Beach. Mentre il presidente Trump sta giocando a golf, un attentatore, Ryan Wesley Routh, viene avvistato nascosto tra i cespugli, mentre armeggia con un fucile AK-47. Routh viene arrestato senza essere riuscito a sparare nemmeno un colpo.
2026: Washington. Mentre il presidente Trump di prepara a tenere un discorso al Correspondents' Dinner, un attentatore armato, Cole Allen, cerca di superare i controlli di sicurezza, ma viene bloccato e arrestato dai servizi segreti. Non è nemmeno riuscito ad entrare nella sala dove voleva fare una strage.
La conclusione sembra ovvia: non ci sono più gli attentatori di una volta. (*)
Se andiamo avanti di questo passo, il prossimo proverà ad uccidere Trump sparando dal balcone di casa sua, a Philadelphia, mentre il presidente si trova a Washington, a 200 Km. di distanza. Tanto, quello che conta ormai è solo la notizia, non il risultato.
(* Facciamo presente che i primi 5 presidenti – gli unici 4 che sono stati uccisi + Andrew Jackson, salvo per miracolo – avevano tutti cercato di ostacolare le banche centrali e la stampa del denaro da parte dei banchieri privati. Dopo di loro nessuno ci ha più provato, e nessun presidente è mai più morto per mano di un assassino. Sarà sicuramente solo una coincidenza).
Massimo Mazzucco
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BYOBLU CHIUDE I BATTENTI
“Dopo cinque anni di trasmissioni, di dirette, di telegiornali, di talk show, di programmi di attualità, politica, arte, cultura e musica, il canale 262 si è spento. Cinque anni non sono pochi. Sono stati anni intensi, fatti di sfide continue, di ostacoli che sembravano insormontabili, ma anche di risultati che, oggettivamente, ci riconosciamo. Per quello che è stato costruito, questa esperienza merita di essere studiata nei libri come un caso unico nel mondo dell’informazione.”
Inizia così la lunga lettera con cui Claudio Messora annuncia la chiusura di Byoblu, per mancanza di fondi.
Che cosa non ha funzionato?
Come ha comunicato lo stesso Messora, il budget mensile per tenere in piedi la sua televisione era di circa 350.000 euro. Cifra che, per quanto alta in termini oggettivi, è decisamente ridicola per una rete televisiva. Se volete un termine di paragone, una importante trasmissione serale di Canale 5, condotta da un noto personaggio che ora lavora per un’altra rete, aveva un budget di oltre 100.000 euro per puntata. Per puntata, una sola trasmissione di meno di due ore!
Quindi fare una intera TV, con un palinsesto completo, con 350K euro al mese è qualcosa di miracoloso.
Il problema è che quei soldi, per quanto “pochi”, devi trovarli comunque. Come è noto, Messora ha puntato subito sul supporto dei cittadini. I quali hanno risposto con entusiasmo, riuscendo a tenere in piedi Byoblu per 5 anni.
Ma la formula della donazioni mensili non può essere sostenuta a lungo termine: per mandare avanti una televisione in modo regolare ci vuole la pubblicità. Ma quella della pubblicità è una mafia impenetrabile: se qualcuno decide di strozzarti, nel mondo della comunicazione, la prima cosa che fa è proprio di impedire che tu riceva pubblicità. Basta che Mediaset, o Rai o LA7 (o tutte e tre) chiedano alle agenzie di non dare pubblicità a Byoblu, e il destino di Messora è già segnato. Può andare avanti in modo eroico, come ha fatto fino ad oggi, ma prima o poi è destinato a crollare.
Molti hanno anche criticato la linea editoriale di Byoblu, definita troppo “soft”, addirittura ambigua in certi casi. Indecisa fra essere “complottista” oppure “mainstream”, alla fine non era nè carne nè pesce.
Questa critica ci può stare, ma, lo ripeto, il problema degli introiti pubblicitari è fondamentale: senza di quelli nessuno al mondo può fare televisione: questa è purtroppo la realtà in cui viviamo oggi. Pensate al paradosso: se vuoi spiegare al mondo quanto è stupido lavarsi con le saponette, per farlo devi comunque vendere delle saponette.
Massimo Mazzucco
“Dopo cinque anni di trasmissioni, di dirette, di telegiornali, di talk show, di programmi di attualità, politica, arte, cultura e musica, il canale 262 si è spento. Cinque anni non sono pochi. Sono stati anni intensi, fatti di sfide continue, di ostacoli che sembravano insormontabili, ma anche di risultati che, oggettivamente, ci riconosciamo. Per quello che è stato costruito, questa esperienza merita di essere studiata nei libri come un caso unico nel mondo dell’informazione.”
Inizia così la lunga lettera con cui Claudio Messora annuncia la chiusura di Byoblu, per mancanza di fondi.
Che cosa non ha funzionato?
Come ha comunicato lo stesso Messora, il budget mensile per tenere in piedi la sua televisione era di circa 350.000 euro. Cifra che, per quanto alta in termini oggettivi, è decisamente ridicola per una rete televisiva. Se volete un termine di paragone, una importante trasmissione serale di Canale 5, condotta da un noto personaggio che ora lavora per un’altra rete, aveva un budget di oltre 100.000 euro per puntata. Per puntata, una sola trasmissione di meno di due ore!
Quindi fare una intera TV, con un palinsesto completo, con 350K euro al mese è qualcosa di miracoloso.
Il problema è che quei soldi, per quanto “pochi”, devi trovarli comunque. Come è noto, Messora ha puntato subito sul supporto dei cittadini. I quali hanno risposto con entusiasmo, riuscendo a tenere in piedi Byoblu per 5 anni.
Ma la formula della donazioni mensili non può essere sostenuta a lungo termine: per mandare avanti una televisione in modo regolare ci vuole la pubblicità. Ma quella della pubblicità è una mafia impenetrabile: se qualcuno decide di strozzarti, nel mondo della comunicazione, la prima cosa che fa è proprio di impedire che tu riceva pubblicità. Basta che Mediaset, o Rai o LA7 (o tutte e tre) chiedano alle agenzie di non dare pubblicità a Byoblu, e il destino di Messora è già segnato. Può andare avanti in modo eroico, come ha fatto fino ad oggi, ma prima o poi è destinato a crollare.
Molti hanno anche criticato la linea editoriale di Byoblu, definita troppo “soft”, addirittura ambigua in certi casi. Indecisa fra essere “complottista” oppure “mainstream”, alla fine non era nè carne nè pesce.
Questa critica ci può stare, ma, lo ripeto, il problema degli introiti pubblicitari è fondamentale: senza di quelli nessuno al mondo può fare televisione: questa è purtroppo la realtà in cui viviamo oggi. Pensate al paradosso: se vuoi spiegare al mondo quanto è stupido lavarsi con le saponette, per farlo devi comunque vendere delle saponette.
Massimo Mazzucco
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ANTANIVIRUS
SkyTG24: “Hantavirus, caccia a contatti passeggeri.” ANSA: “Ue attiva meccanismo protezione civile”. Il Messaggero: “Hantavirus, la mappa dei contagi: dove è arrivata la malattia?” Open: “L’hantavirus e il rischio pandemia”. OMS: “Possibili altri casi”. Pregliasco: "Rischi limitati, ma attenzione". Matteo Bassetti: “Virus contagioso ma soprattutto letale". Yahoo Finance: “Moderna progetta vaccino Hantavirus. Il titolo balza in borsa del 10%”.
Ma andate a fare in culo. Tutti.
Massimo Mazzucco
SkyTG24: “Hantavirus, caccia a contatti passeggeri.” ANSA: “Ue attiva meccanismo protezione civile”. Il Messaggero: “Hantavirus, la mappa dei contagi: dove è arrivata la malattia?” Open: “L’hantavirus e il rischio pandemia”. OMS: “Possibili altri casi”. Pregliasco: "Rischi limitati, ma attenzione". Matteo Bassetti: “Virus contagioso ma soprattutto letale". Yahoo Finance: “Moderna progetta vaccino Hantavirus. Il titolo balza in borsa del 10%”.
Ma andate a fare in culo. Tutti.
Massimo Mazzucco
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LA CIA HA RUBATO DOCUMENTI SUL CASO KENNEDY
La CIA ha condotto un blitz negli uffici di Tulsi Gabbard, la direttrice del Department of National Security, portandosi via una quarantina di scatoloni di documenti sul caso Kennedy e sul progetto MK-Ultra, che erano in attesa di essere desecretati.
https://luogocomune.net/news-internazionali/%E2%80%9Cla-cia-ha-rubato-documenti-sul-caso-kennedy%E2%80%9D
La CIA ha condotto un blitz negli uffici di Tulsi Gabbard, la direttrice del Department of National Security, portandosi via una quarantina di scatoloni di documenti sul caso Kennedy e sul progetto MK-Ultra, che erano in attesa di essere desecretati.
https://luogocomune.net/news-internazionali/%E2%80%9Cla-cia-ha-rubato-documenti-sul-caso-kennedy%E2%80%9D
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IL SILENZIO CHE AVVOLGE LO STUPRO DEI PALESTINESI
Con questo articolo uscito sul New York Times, il giornalista Nicholas Kristof (due volte Premio Pulitzer) mette a nudo quelle che sono le pratiche sistematiche di abusi sessuali da parte dei militari israeliani contro i detenuti palestinesi. L’articolo ha avuto una tale risonanza mondiale, che Netanyahu ha dichiarato di voler denunciare il New York Times per diffamazione.
https://luogocomune.net/palestina/il-silenzio-che-avvolge-lo-stupro-dei-palestinesi
Con questo articolo uscito sul New York Times, il giornalista Nicholas Kristof (due volte Premio Pulitzer) mette a nudo quelle che sono le pratiche sistematiche di abusi sessuali da parte dei militari israeliani contro i detenuti palestinesi. L’articolo ha avuto una tale risonanza mondiale, che Netanyahu ha dichiarato di voler denunciare il New York Times per diffamazione.
https://luogocomune.net/palestina/il-silenzio-che-avvolge-lo-stupro-dei-palestinesi
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TRUMP HA TROVATO LA SCUSA PER ATTACCARE CUBA
Pare che gli Stati Uniti abbiano finalmente trovato il pretesto per attaccare Cuba. Vorrebbero incriminare l’anziano leader, Raùl Castro, per l’abbattimento di due aerei da turismo americani, avvenuto nel 1996. https://luogocomune.net/geopolitica/trump-ha-trovato-la-scusa-per-attaccare-cuba
Pare che gli Stati Uniti abbiano finalmente trovato il pretesto per attaccare Cuba. Vorrebbero incriminare l’anziano leader, Raùl Castro, per l’abbattimento di due aerei da turismo americani, avvenuto nel 1996. https://luogocomune.net/geopolitica/trump-ha-trovato-la-scusa-per-attaccare-cuba
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E' IL SIONISMO BELLEZZA
La prima cosa che saltava all’occhio, nei programmi TV di ieri sera, era il tentativo quasi univoco dei conduttori e degli ospiti di cercare di incolpare Ben-Gvir per quello che è successo con i prigionieri della flottiglia.
Addirittura, La7 ha dedicato un segmento del telegiornale a ricostruire la storia di questo “suprematista, razzista, fascista” - come lo ha definito Mentana – fin dagli albori della sua vita politica.
Ma il problema non è Ben-Gvir. Il problema si chiama “sionismo”.
La mentalità suprematista, razzista e fascista dei sionisti di oggi nasce negli anni 20 del secolo scorso, con la fondazione del “sionismo revisionista” da parte di Zeev Jabotinski.
Ebreo russo nato ad Odessa, Jabotinski è considerato il padre spirituale di tutta la destra storica di Israele - antiaraba, suprematista e nazionalista - i cui eredi più noti sono stati Menachem Begin, Itzaak Shamir, Ariel Sharon, e per ultimo Benjamin Netanyahu.
Il sionismo revisionista sosteneva che dialogare con gli arabi fosse inutile, e che l’unico modo per portare a termine il progetto di colonizzazione della Palestina fosse quello dell’espulsione forzata dei suoi abitanti.
Nel suo famoso manifesto ideologico, intitolato “Il muro di ferro”, Jabotinski scriveva: “Non può esserci nessun accordo volontario fra noi e gli arabi palestinesi. La colonizzazione può avere solo uno scopo, e gli arabi palestinesi non potranno mai accettare questo scopo. Non esiste una scelta. Gli arabi devono fare spazio per gli ebrei nella terra d’Israele. Se è stato possibile trasferire i popoli del Baltico, è anche possibile far spostare gli arabi della Palestina.”
E così fu. Con la pulizia etnica del ’48 (Nakba) il progetto sionista iniziò a prendere forma.
Già fondatore della legione ebraica, nel 1931 Jabotinski era uscito dall’Haganà perchè la considerava troppo debole con gli arabi, e aveva fondato l’Irgun, una organizzazione di stampo terroristico, che commetteva sistematicamente atti di terrorismo sia contro gli arabi palestinesi, sia contro le autorità inglesi, che considerava degli occupanti illegali.
E dopo l’ingloriosa ritirata degli inglesi dalla Palestina, l’Irgun diede origine al partito di estrema destra Herut, che poi nel 1973 è confluito nel Likud, il partito attualmente guidato da Netanyahu.
Esiste quindi un filo continuo, di tipo ideologico, che lega il fondatore del sionismo revisionista all’ultimo ministro “suprematista, razzista, fascista” del governo Netanyahu. Prendersela oggi con Ben-Gvir significa solo rimandare all’infinito il momento in cui il mondo dovrà finalmente affrontare a viso aperto uno dei più grossi problemi che lo affligge oggi. Questo problema si chiama sionismo.
Massimo Mazzucco
La prima cosa che saltava all’occhio, nei programmi TV di ieri sera, era il tentativo quasi univoco dei conduttori e degli ospiti di cercare di incolpare Ben-Gvir per quello che è successo con i prigionieri della flottiglia.
Addirittura, La7 ha dedicato un segmento del telegiornale a ricostruire la storia di questo “suprematista, razzista, fascista” - come lo ha definito Mentana – fin dagli albori della sua vita politica.
Ma il problema non è Ben-Gvir. Il problema si chiama “sionismo”.
La mentalità suprematista, razzista e fascista dei sionisti di oggi nasce negli anni 20 del secolo scorso, con la fondazione del “sionismo revisionista” da parte di Zeev Jabotinski.
Ebreo russo nato ad Odessa, Jabotinski è considerato il padre spirituale di tutta la destra storica di Israele - antiaraba, suprematista e nazionalista - i cui eredi più noti sono stati Menachem Begin, Itzaak Shamir, Ariel Sharon, e per ultimo Benjamin Netanyahu.
Il sionismo revisionista sosteneva che dialogare con gli arabi fosse inutile, e che l’unico modo per portare a termine il progetto di colonizzazione della Palestina fosse quello dell’espulsione forzata dei suoi abitanti.
Nel suo famoso manifesto ideologico, intitolato “Il muro di ferro”, Jabotinski scriveva: “Non può esserci nessun accordo volontario fra noi e gli arabi palestinesi. La colonizzazione può avere solo uno scopo, e gli arabi palestinesi non potranno mai accettare questo scopo. Non esiste una scelta. Gli arabi devono fare spazio per gli ebrei nella terra d’Israele. Se è stato possibile trasferire i popoli del Baltico, è anche possibile far spostare gli arabi della Palestina.”
E così fu. Con la pulizia etnica del ’48 (Nakba) il progetto sionista iniziò a prendere forma.
Già fondatore della legione ebraica, nel 1931 Jabotinski era uscito dall’Haganà perchè la considerava troppo debole con gli arabi, e aveva fondato l’Irgun, una organizzazione di stampo terroristico, che commetteva sistematicamente atti di terrorismo sia contro gli arabi palestinesi, sia contro le autorità inglesi, che considerava degli occupanti illegali.
E dopo l’ingloriosa ritirata degli inglesi dalla Palestina, l’Irgun diede origine al partito di estrema destra Herut, che poi nel 1973 è confluito nel Likud, il partito attualmente guidato da Netanyahu.
Esiste quindi un filo continuo, di tipo ideologico, che lega il fondatore del sionismo revisionista all’ultimo ministro “suprematista, razzista, fascista” del governo Netanyahu. Prendersela oggi con Ben-Gvir significa solo rimandare all’infinito il momento in cui il mondo dovrà finalmente affrontare a viso aperto uno dei più grossi problemi che lo affligge oggi. Questo problema si chiama sionismo.
Massimo Mazzucco
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MORTE CEREBRALE E DONAZIONE DEGLI ORGANI
Una impiegata dell’anagrafe denuncia la formula “scorretta” con la quale viene presentata al pubblico l’opzione di donazione organi, al momento dell’emissione della carta di identità. Per avere più facilità di espiantare gli organi, si mantiene intenzionalmente oscura la differenza fra morte reale e morte cerebrale.
https://luogocomune.net/medicina-salute/morte-cerebrale-e-donazione-degli-organi
Una impiegata dell’anagrafe denuncia la formula “scorretta” con la quale viene presentata al pubblico l’opzione di donazione organi, al momento dell’emissione della carta di identità. Per avere più facilità di espiantare gli organi, si mantiene intenzionalmente oscura la differenza fra morte reale e morte cerebrale.
https://luogocomune.net/medicina-salute/morte-cerebrale-e-donazione-degli-organi
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