QUANTO SONO RESILIENTI I BRICS NELLA TEMPESTA GEOPOLITICA? – Parte 1
di Peter Hanseler, forumgeopolitica.com, 22 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter I BRICS sono una forza potente i cui membri, partner e candidati stanno attualmente affrontando sfide significative. Riflessioni sulla resilienza di questa alleanza basate su fatti e analisi.
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di Peter Hanseler, forumgeopolitica.com, 22 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter I BRICS sono una forza potente i cui membri, partner e candidati stanno attualmente affrontando sfide significative. Riflessioni sulla resilienza di questa alleanza basate su fatti e analisi.
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BILD: "L'EUROPA NON CI STA E RESPINGE PUNTI DECISIVI DEL PIANO TRUMP"
“L’Europa non ci sta e non accetta diktat”, scrive il tabloid conservatore tedesco, dimenticandosi stranamente che Starmer, Macron e Merz non rappresentano l’Europa (peraltro, uno dei tre è il leader di un Paese che non fa parte dell’UE). I punti di frizione con la proposta in 28 punti presentata da Trump sono essenzialmente quattro: cessione del Donbass, riduzione degli effettivi nell’esercito ucraino, le garanzie di sicurezza che la Russia sarebbe chiamata a dare all’Ucraina e, infine, il piano economico. Se gli ultimi tre punti sollevano preoccupazioni legittime dalla prospettiva europea, difficilmente comprensibile è, invece, l’ostinazione verso la cessione di territori che, di fatto, l’Ucraina ha già perduto. Ostinazione difficile da giustificare, a meno che il vero obiettivo non sia raggiungere una pace, ma, piuttosto, continuare a qualsiasi prezzo la guerra. Per sostenere l’inaffidabilità della Russia, Merz ritira fuori poi la minestra riscaldata secondo cui l’Ucraina avrebbe rinunciato al proprio vasto arsenale di armi nucleari dopo lo smembramento dell’URSS. Una bufala che è stata smentita così tante volte che non vale neppure la pena parlarne di nuovo. Decisivo l’incontro previsto domani a Ginevra tra Rubio, Witkoff, rappresentanti europei e una delegazione ucraina.
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“L’Europa non ci sta e non accetta diktat”, scrive il tabloid conservatore tedesco, dimenticandosi stranamente che Starmer, Macron e Merz non rappresentano l’Europa (peraltro, uno dei tre è il leader di un Paese che non fa parte dell’UE). I punti di frizione con la proposta in 28 punti presentata da Trump sono essenzialmente quattro: cessione del Donbass, riduzione degli effettivi nell’esercito ucraino, le garanzie di sicurezza che la Russia sarebbe chiamata a dare all’Ucraina e, infine, il piano economico. Se gli ultimi tre punti sollevano preoccupazioni legittime dalla prospettiva europea, difficilmente comprensibile è, invece, l’ostinazione verso la cessione di territori che, di fatto, l’Ucraina ha già perduto. Ostinazione difficile da giustificare, a meno che il vero obiettivo non sia raggiungere una pace, ma, piuttosto, continuare a qualsiasi prezzo la guerra. Per sostenere l’inaffidabilità della Russia, Merz ritira fuori poi la minestra riscaldata secondo cui l’Ucraina avrebbe rinunciato al proprio vasto arsenale di armi nucleari dopo lo smembramento dell’URSS. Una bufala che è stata smentita così tante volte che non vale neppure la pena parlarne di nuovo. Decisivo l’incontro previsto domani a Ginevra tra Rubio, Witkoff, rappresentanti europei e una delegazione ucraina.
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BILD: "L'EUROPA NON CI STA E RESPINGE PUNTI DECISIVI DEL PIANO TRUMP"
“L’Europa non ci sta e non accetta diktat”, scrive il tabloid conservatore tedesco, dimenticandosi stranamente che Starmer, Macron e Merz non rappresentano l’Europa (peraltro, uno dei tre è il leader di un Paese che non fa parte dell’UE).
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IL RULLIO DEI TAMBURI DA GUERRA
di Craig Murray, savageminds.substack.com, 22 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter La sceneggiata agli stati nemici con cui siamo già in uno stato di proto-guerra
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di Craig Murray, savageminds.substack.com, 22 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter La sceneggiata agli stati nemici con cui siamo già in uno stato di proto-guerra
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LA PAX RUSSO-AMERICANA INCOMBE SU UCRAINI ED EUROPEI
di Gianandrea Gaiani
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di Gianandrea Gaiani
Il piano in 28 punti appare infatti presentato con la formula del “prendere o lasciare”: lo hanno messo a punto russi e americani, gli ucraini possono solo accettarlo o meno mentre gli ininfluenti quanto supponenti europei non sono neppure stati coinvolti.
Il piano presentato evidenzia alcuni aspetti fondamentali anche nel nuovo equilibrio tra Russia e Stati Uniti.
I russi ottengono tutto quello che Putin aveva più volte chiesto come condizioni per poter finire la guerra. Neutralità e disarmo dell’Ucraina (che nel dopoguerra non potrà permettersi neppure i 600 mila militari previsti dal piano) mentre sul piano territoriale Mosca controllerà stabilmente un quinto del territorio ucraino.
[...]
Il piano proposto da Washington implicherebbe che l’Ucraina rinunci al 20% del proprio territorio (in gran parte già in mano russa) per recuperarne meno dello 0,5%.
[...]
Dal piano di pace gli Stati Uniti ottengono vantaggi economici, prioritari per Trump, ma li ottengono anche i russi: a fronte di investimenti per 100 miliardi in Ucraina, di cui presumibilmente beneficeranno anche aziende russe, Mosca ottiene il reintegro nel G8 e la fine delle sanzioni economiche.
Un incubo per l’Europa non solo in termini politici (imbarazzante ripristino delle relazioni con Mosca) ed economici (costi di assorbimento nella Ue e di ricostruzione dell’Ucraina) ma anche reputazionali. Ve li immaginate i leader italiano, francese, britannico, tedesco, canadese e giapponese al prossimo G8 stringere la mano a Putin e farsi con lui le rituali foto di gruppo?
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Analisi Difesa
La pax russo-americana incombe su ucraini ed europei – AGGIORNATO
(aggiornato alle ore 19,20)
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VIETATO VOLARE
La scuola come spazio sacro in cui si impara e si cresce, come luogo da difendere di contro all'assurdità e alla bruttezza che la stanno travolgendo. Splendido intervento della giurista Elisabetta Frezza in occasione della quattordicesima edizione del convegno “Euro, mercati, democrazia”, organizzato da A/simmetrie.
👉🏻 CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO
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EMD2025 | Vietato volare – Elisabetta Frezza
Intervento di Elisabetta Frezza (giurista, a/simmetrie), in occasione della quattordicesima edizione del convegno “Euro, mercati, democrazia”.
L'edizione di quest'anno, dal titolo "Quod erat demonstrandum", si è svolta a Montesilvano (PE) nei giorni 8 e…
L'edizione di quest'anno, dal titolo "Quod erat demonstrandum", si è svolta a Montesilvano (PE) nei giorni 8 e…
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LAGARDE, DEBITO VA RIDOTTO MA AREA EURO SPINGA SU CRESCITA
Presidente Bce, evitare la 'stagnazione fiscale'
Livelli di debito pubblico nell'area dell'euro restano elevati e devono essere ridotti" ma "i governi devono dare maggiore enfasi alla spesa che sostiene la crescita potenziale e le principali priorità strategiche, pur consolidando i loro bilanci".
Lo afferma la presidente della Bce Christine Lagarde nel suo discorso alla Trilateral Commission a Vienna rilevando come "la principale sfida che vedo non è che i governi non rispettino ampiamente le regole fiscali".
"Ad esempio, le nuove regole fiscali dell'UE offrono ai Paesi la possibilità di estendere il periodo di aggiustamento fiscale fino a sette anni se si impegnano in investimenti pubblici e riforme strutturali che rafforzano la produttività e la crescita a lungo termine.
Ma solo sette dei 20 Paesi dell'area dell'euro hanno scelto questa strada" rileva. "Ciò - ha aggiunto può portare a una situazione definita "stagnazione fiscale", in cui le misure adottate per consolidare le finanze pubbliche indeboliscono il potenziale di crescita, generando ancora più necessità di consolidamento, in un circolo vizioso".
Fonte: Ansa
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Presidente Bce, evitare la 'stagnazione fiscale'
Livelli di debito pubblico nell'area dell'euro restano elevati e devono essere ridotti" ma "i governi devono dare maggiore enfasi alla spesa che sostiene la crescita potenziale e le principali priorità strategiche, pur consolidando i loro bilanci".
Lo afferma la presidente della Bce Christine Lagarde nel suo discorso alla Trilateral Commission a Vienna rilevando come "la principale sfida che vedo non è che i governi non rispettino ampiamente le regole fiscali".
"Ad esempio, le nuove regole fiscali dell'UE offrono ai Paesi la possibilità di estendere il periodo di aggiustamento fiscale fino a sette anni se si impegnano in investimenti pubblici e riforme strutturali che rafforzano la produttività e la crescita a lungo termine.
Ma solo sette dei 20 Paesi dell'area dell'euro hanno scelto questa strada" rileva. "Ciò - ha aggiunto può portare a una situazione definita "stagnazione fiscale", in cui le misure adottate per consolidare le finanze pubbliche indeboliscono il potenziale di crescita, generando ancora più necessità di consolidamento, in un circolo vizioso".
Fonte: Ansa
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ANSA.it
Lagarde,debito va ridotto ma area euro spinga su crescita
"I livelli di debito pubblico nell'area dell'euro restano elevati e devono essere ridotti" ma "i governi devono dare maggiore enfasi alla spesa che sostiene la crescita potenziale e le principali priorità strategiche, pur consolidando i loro bilanci". (ANSA)
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L’UE STA GIÀ CERCANDO DI SABOTARE IL NUOVO PIANO DI PACE PER L’UCRAINA?
di Eldar Mamedov, responsiblestatecraft.org, 22 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter L'obiettivo dell’Europa non sembra essere una pace migliore, ma quello di svuotare la proposta americana fino a renderla inaccettabile per Mosca.
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di Eldar Mamedov, responsiblestatecraft.org, 22 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter L'obiettivo dell’Europa non sembra essere una pace migliore, ma quello di svuotare la proposta americana fino a renderla inaccettabile per Mosca.
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🔴 INTIFADA!
Blitz News #111 - Le violenze dei coloni e dell'esercito stanno spingendo la situazione in Cisgiordania verso un punto di rottura. L'FPLP prevede l'imminente esplosione di una terza Intifada. E se accadesse davvero, potrebbe essere un fattore capace di innescare processi assai più profondi di quanto si possa immaginare.
Ascolta il podcast
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Blitz News #111 - Le violenze dei coloni e dell'esercito stanno spingendo la situazione in Cisgiordania verso un punto di rottura. L'FPLP prevede l'imminente esplosione di una terza Intifada. E se accadesse davvero, potrebbe essere un fattore capace di innescare processi assai più profondi di quanto si possa immaginare.
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🇺🇦 UMEROV: "ZELENSKY È PRONTO A CEDERE TERRITORI,MA L'UCRAINA CHIEDE GARANZIE DI SICUREZZA"
Fonte: The Washington Post
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Fonte: The Washington Post
Secondo i funzionari statunitensi, Umerov ha dichiarato durante la riunione in Florida che Zelensky potrebbe essere pronto a scendere a compromessi sulla questione cruciale dello scambio di territori a Donetsk con un accordo di pace, richiesto dalla Russia. Umerov ha anche detto che l'Ucraina potrebbe essere disposta a limitare il suo esercito a 600.000, hanno detto i funzionari. Dopo che quel tetto ha scatenato una tempesta di proteste venerdì, un funzionario mi ha detto che potrebbe essere aumentato o rimosso del tutto — dato che non influisce davvero sull'equilibrio delle forze umane, che comunque favorisce fortemente la Russia.
Gli inviati statunitensi riconoscono che le garanzie di sicurezza sono la questione critica per ottenere il sostegno di Ucraina ed Europa. La Russia non cederà nella sua opposizione alle truppe europee in Ucraina come "forza di deterrenza" dopo un cessate il fuoco. Invece, i funzionari statunitensi hanno preso in considerazione l'offerta dei Tomahawk all'Ucraina come alternativa. I funzionari sono fiduciosi che l'Ucraina non li userebbe preventivamente contro la Russia, perché ciò le costerebbe il sostegno degli Stati Uniti e dell'Europa.
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BOLOGNA. Lepore contro Piantedosi: “Ordine pubblico gestito male, città ostaggio".
Il Sindaco di Bologna chiede il risarcimento al Ministro Piantedosi per i danni fatti dai manifestanti propal durante la partita Virtus Bologna/Maccabi Tel Aviv.
Lo ha dichiarato lo stesso Lepore.
Dopo le scuse ai cittadini, invece di chiedere che i manifestanti responsabili siano identificati e risarciscano la città, il Sindaco Lepore colpevolizza il Ministro Piantedosi.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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Il Sindaco di Bologna chiede il risarcimento al Ministro Piantedosi per i danni fatti dai manifestanti propal durante la partita Virtus Bologna/Maccabi Tel Aviv.
Lo ha dichiarato lo stesso Lepore.
Dopo le scuse ai cittadini, invece di chiedere che i manifestanti responsabili siano identificati e risarciscano la città, il Sindaco Lepore colpevolizza il Ministro Piantedosi.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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La Gazzetta dello Sport
Lepore attacca Piantedosi: "Gestione sconsiderata. Bologna ostaggio degli scontri"
Il sindaco chiede scusa ai cittadini, denuncia oltre 100 mila euro di danni e accusa il Ministro dell'Interno di aver imposto una strategia opposta a quella del comitato cittadino. Otto agenti feriti, tensioni e scontri per il match Virtus–Maccabi
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🔴 NOTE SUL PIANO DI PACE USA
Due cose mi colpiscono, nella discussione pubblica sul piano di pace USA: la prima è che molti lo prendono alla lettera, ne fanno cioè una disamina basandosi più che sui concetti espressi in ciascun punto, sulla descrizione letterale che ne viene fatta; la seconda è che - mi sembra - nessuno rileva un punto assai significativo, relativamente ad una certa eterogeneità dei temi inseriti nel piano stesso. Ed è su questo che vorrei concentrare l'attenzione.
Con una premessa: il fatto che il piano sia stato redatto in ambito statunitense, senza consultazioni preventive con gli ucraini e gli europei, ha assolutamente una sua logica, poiché la guerra è chiaramente uno scontro indiretto tra USA-NATO e Russia, e quindi a discutere della eventuale pace saranno ovviamente i veri protagonisti del conflitto, ovvero Mosca e Washington. Ma, al tempo stesso, ciò - unito alla evidente fretta di Trump, dovuta alla paura di un imminente collasso delle forze ucraine - fa semplicemente piazza pulita di tutte le chiacchiere trumpiane sulla guerra non sua (come se i presidenti statunitensi fossero degli imperatori medioevali). Questa guerra è al 100% degli Stati Uniti, e quindi, in quanto presidente pro-tempore, anche sua. E proprio in quanto consapevole di ciò, si precipita a cercare di evitarne una conclusione disastrosa per il suo paese.
Ma, tornando al punto che più mi preme sottolineare. Leggendo i vari punti della bozza proposta, salta agli occhi come alcuni di questi non abbiano nulla a che vedere con il conflitto in Ucraina, ma siano piuttosto legati ai rapporti bilaterali tra Stati Uniti e Federazione Russa. E ovviamente viene da chiedersi il perché.
Innanzi tutto, ciò rafforza in qualche modo quanto appena detto, e cioè che la guerra - e la pace - riguardano Mosca e Washington, e tutto il resto del mondo è marginale. Ma c'è anche una ragione, per così dire, più specifica. Vale la pena ricordare che i russi hanno sempre detto agli americani che le due cose (risoluzione del conflitto in Ucraina e relazioni bilaterali) potevano essere trattate separatamente, e lo hanno ribadito ancora nei giorni scorsi, proprio a sottolineare che a tenerle unite era una precisa volontà statunitense.
La ragione di questa impostazione negoziale, a mio avviso, trova la sua spiegazione in due fattori. Tanto per cominciare, alla Casa Bianca sono consapevoli che, per quanto riguarda specificatamente il conflitto, e tenendo conto della realtà sul campo (il cui trend è evidente già da prima dell'elezione di Trump), gli Stati Uniti hanno poco o nulla da offrire alla Russia, in cambio di una fine dei combattimenti. O per meglio dire, poiché ciò che vorrebbero è una fine negoziata del conflitto, per evitare una capitolazione, non hanno granché da poter dare ai russi, che questi non siano già in condizione di potersi prendere da soli. E inoltre, chiaramente, comunque non vogliono che - negoziata o meno - la pace risulti come una vittoria russa, e quindi che tutte le richieste fondamentali di Mosca siano esaudite.
D'altro canto, per poter mettere sul tavolo qualcosa che possa risultare appetibile per la Russia, devono gioco forza allargare il campo della trattativa. E poiché a Washington si pensa che Mosca sia molto interessata ad un appianamento dei rapporti bilaterali, si cerca di utilizzare questo fattore come leva, cercando di avanzare proposte (peraltro in buona misura vaghe ed inconsistenti) che possano apparire interessanti per i russi, al punto da spingerli ad accettare di fare concessioni significative nello specifico della questione ucraina. Ciò, oltretutto, è reso possibile anche dal fatto che l'amministrazione USA è convinta che l'interesse russo ad un appeasement sia superiore a quanto appare, mentre gli Stati Uniti sono in effetti poco o nulla interessati. Si tratterebbe, quindi, di agire su un piano in cui l'interesse delle due parti è diseguale, e favorevole a Washington.
Questo, almeno, è probabilmente il calcolo che viene fatto in ambito USA. Che poi Mosca abbocchi, è tutta un'altra storia.
🟥🟥🟥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Due cose mi colpiscono, nella discussione pubblica sul piano di pace USA: la prima è che molti lo prendono alla lettera, ne fanno cioè una disamina basandosi più che sui concetti espressi in ciascun punto, sulla descrizione letterale che ne viene fatta; la seconda è che - mi sembra - nessuno rileva un punto assai significativo, relativamente ad una certa eterogeneità dei temi inseriti nel piano stesso. Ed è su questo che vorrei concentrare l'attenzione.
Con una premessa: il fatto che il piano sia stato redatto in ambito statunitense, senza consultazioni preventive con gli ucraini e gli europei, ha assolutamente una sua logica, poiché la guerra è chiaramente uno scontro indiretto tra USA-NATO e Russia, e quindi a discutere della eventuale pace saranno ovviamente i veri protagonisti del conflitto, ovvero Mosca e Washington. Ma, al tempo stesso, ciò - unito alla evidente fretta di Trump, dovuta alla paura di un imminente collasso delle forze ucraine - fa semplicemente piazza pulita di tutte le chiacchiere trumpiane sulla guerra non sua (come se i presidenti statunitensi fossero degli imperatori medioevali). Questa guerra è al 100% degli Stati Uniti, e quindi, in quanto presidente pro-tempore, anche sua. E proprio in quanto consapevole di ciò, si precipita a cercare di evitarne una conclusione disastrosa per il suo paese.
Ma, tornando al punto che più mi preme sottolineare. Leggendo i vari punti della bozza proposta, salta agli occhi come alcuni di questi non abbiano nulla a che vedere con il conflitto in Ucraina, ma siano piuttosto legati ai rapporti bilaterali tra Stati Uniti e Federazione Russa. E ovviamente viene da chiedersi il perché.
Innanzi tutto, ciò rafforza in qualche modo quanto appena detto, e cioè che la guerra - e la pace - riguardano Mosca e Washington, e tutto il resto del mondo è marginale. Ma c'è anche una ragione, per così dire, più specifica. Vale la pena ricordare che i russi hanno sempre detto agli americani che le due cose (risoluzione del conflitto in Ucraina e relazioni bilaterali) potevano essere trattate separatamente, e lo hanno ribadito ancora nei giorni scorsi, proprio a sottolineare che a tenerle unite era una precisa volontà statunitense.
La ragione di questa impostazione negoziale, a mio avviso, trova la sua spiegazione in due fattori. Tanto per cominciare, alla Casa Bianca sono consapevoli che, per quanto riguarda specificatamente il conflitto, e tenendo conto della realtà sul campo (il cui trend è evidente già da prima dell'elezione di Trump), gli Stati Uniti hanno poco o nulla da offrire alla Russia, in cambio di una fine dei combattimenti. O per meglio dire, poiché ciò che vorrebbero è una fine negoziata del conflitto, per evitare una capitolazione, non hanno granché da poter dare ai russi, che questi non siano già in condizione di potersi prendere da soli. E inoltre, chiaramente, comunque non vogliono che - negoziata o meno - la pace risulti come una vittoria russa, e quindi che tutte le richieste fondamentali di Mosca siano esaudite.
D'altro canto, per poter mettere sul tavolo qualcosa che possa risultare appetibile per la Russia, devono gioco forza allargare il campo della trattativa. E poiché a Washington si pensa che Mosca sia molto interessata ad un appianamento dei rapporti bilaterali, si cerca di utilizzare questo fattore come leva, cercando di avanzare proposte (peraltro in buona misura vaghe ed inconsistenti) che possano apparire interessanti per i russi, al punto da spingerli ad accettare di fare concessioni significative nello specifico della questione ucraina. Ciò, oltretutto, è reso possibile anche dal fatto che l'amministrazione USA è convinta che l'interesse russo ad un appeasement sia superiore a quanto appare, mentre gli Stati Uniti sono in effetti poco o nulla interessati. Si tratterebbe, quindi, di agire su un piano in cui l'interesse delle due parti è diseguale, e favorevole a Washington.
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🇺🇦 UCRAINA, YERMAK: "INIZIATI A LAVORI A GINEVRA"
Fonte: CGTN Europe
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Fonte: CGTN Europe
La delegazione ucraina, nominata dal presidente Volodymyr Zelensky, ha iniziato a lavorare a Ginevra. Si è tenuto un primo incontro con i consiglieri per la sicurezza nazionale dei leader del Regno Unito, della Francia e della Germania: Jonathan Powell, Emmanuel Bonne, Günter Sautter.
Il prossimo incontro sarà con la delegazione statunitense. Siamo molto costruttivi.
Nel complesso, oggi sono previsti una serie di incontri in vari formati. Continuiamo a lavorare insieme per raggiungere una pace sostenibile e giusta per l'Ucraina.
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Giubbe Rosse News
CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
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I MEDICI DI GAZA STANNO ANCORA LANGUENDO NELLE PRIGIONI ISRAELIANE
di Michal Feldon, www.972mag.com, 20 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter Mentre alcuni sono stati rilasciati durante il cessate il fuoco, Israele detiene ancora senza alcuna accusa 80 operatori sanitari palestinesi. Le loro famiglie chiedono la loro liberazione.
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di Michal Feldon, www.972mag.com, 20 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter Mentre alcuni sono stati rilasciati durante il cessate il fuoco, Israele detiene ancora senza alcuna accusa 80 operatori sanitari palestinesi. Le loro famiglie chiedono la loro liberazione.
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IL DECLINO DELL’EUROPA: SI INTENSIFICANO LA CONFUSIONE E L’INDECISIONE NELLE CAPITALI DELL’EUROPA OCCIDENTALE
di Veniamin Popov, journal-neo.su, 23 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter La prolungata recessione economica costituisce uno dei fattori principali alla base di questo fenomeno che, fondamentalmente, è legato al rifiuto di acquistare risorse energetiche russe relativamente economiche, principalmente gas naturale.
L'esplosione dei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, un atto di terrorismo palese ed esplicito, ha inferto un duro colpo alla competitività della principale locomotiva d'Europa, la Germania.
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di Veniamin Popov, journal-neo.su, 23 novembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter La prolungata recessione economica costituisce uno dei fattori principali alla base di questo fenomeno che, fondamentalmente, è legato al rifiuto di acquistare risorse energetiche russe relativamente economiche, principalmente gas naturale.
L'esplosione dei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, un atto di terrorismo palese ed esplicito, ha inferto un duro colpo alla competitività della principale locomotiva d'Europa, la Germania.
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🇺🇸🇷🇺 IL PIANO TRUMP IN 28 PUNTI È NATO DA COLLOQUI SEGRETI TRA STATI UNITI E RUSSIA E HA COLTO L'UCRAINA DI SORPRESA
Fonte: Bloomberg
Secondo Bloomberg, il controverso piano di pace in 28 punti per l'Ucraina è il frutto di colloqui segreti tra rappresentanti USA, guidati da Steve Witkoff (inviato speciale di Trump), e russi, come Kirill Dmitriev (inviato di Putin). Il documento è stato presentato all'amministrazione Zelensky come un ultimatum "prendere o lasciare", con scadenza fissata per il Giorno del Ringraziamento.
I negoziati, durati settimane, si sono svolti a Mosca, dove Putin ha accolto Witkoff, ma hanno deliberatamente escluso l'Ucraina, i suoi alleati europei e persino alcuni funzionari chiave del Dipartimento di Stato USA, creando sorpresa e tensioni.
Il piano, elaborato principalmente da Witkoff e Dmitriev, è stato consegnato da funzionari militari statunitensi a Kiev. Zelensky ha espresso l'intenzione di discutere elementi chiave direttamente con Trump. Nel frattempo, funzionari europei stanno preparando una controproposta per aiutare Zelensky a guadagnare tempo, da presentare domenica in Svizzera ai rappresentanti USA.
Questa mossa mira a estendere i termini e proporre alternative per terminare la guerra, evitando un'imposizione unilaterale. Le conseguenze sono significative: l'Ucraina si sente colta di sorpresa, mentre l'Europa cerca di mediare per preservare il coinvolgimento multilaterale.
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Fonte: Bloomberg
Secondo Bloomberg, il controverso piano di pace in 28 punti per l'Ucraina è il frutto di colloqui segreti tra rappresentanti USA, guidati da Steve Witkoff (inviato speciale di Trump), e russi, come Kirill Dmitriev (inviato di Putin). Il documento è stato presentato all'amministrazione Zelensky come un ultimatum "prendere o lasciare", con scadenza fissata per il Giorno del Ringraziamento.
I negoziati, durati settimane, si sono svolti a Mosca, dove Putin ha accolto Witkoff, ma hanno deliberatamente escluso l'Ucraina, i suoi alleati europei e persino alcuni funzionari chiave del Dipartimento di Stato USA, creando sorpresa e tensioni.
Il piano, elaborato principalmente da Witkoff e Dmitriev, è stato consegnato da funzionari militari statunitensi a Kiev. Zelensky ha espresso l'intenzione di discutere elementi chiave direttamente con Trump. Nel frattempo, funzionari europei stanno preparando una controproposta per aiutare Zelensky a guadagnare tempo, da presentare domenica in Svizzera ai rappresentanti USA.
Questa mossa mira a estendere i termini e proporre alternative per terminare la guerra, evitando un'imposizione unilaterale. Le conseguenze sono significative: l'Ucraina si sente colta di sorpresa, mentre l'Europa cerca di mediare per preservare il coinvolgimento multilaterale.
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Bloomberg.com
Secret US-Russia Talks Led to Plan That Blindsided Ukraine
The controversial 28-point plan dropped suddenly by the Trump administration to Ukraine as a take-it-or-leave it proposition mere days ago was mostly the result of several weeks of negotiations behind the scenes between Steve Witkoff and his Russian counterpart…
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🇺🇸 TRUMP: "L'UCRAINA NON MOSTRA GRATITUDINE PER GLI SFORZI AMERICANI"
Donald J. Trump, Truth Social
Quella tra Russia e Ucraina è una guerra violenta e terribile che, con una leadership forte e adeguata da parte di Stati Uniti e Ucraina, non sarebbe mai avvenuta. È iniziata molto prima che io assumessi il secondo mandato, durante l'amministrazione di Sleepy Joe Biden, e da allora è solo peggiorata. Se le elezioni presidenziali del 2020 non fossero state truccate e rubate, l'unica cosa in cui i democratici di sinistra radicale sono bravi a fare, non ci sarebbe stata la guerra Ucraina/Russia, come non c'è stata, nemmeno una menzione, durante il mio primo mandato. Putin non avrebbe mai attaccato! Solo quando vide Sleepy Joe in azione disse: "Questa è la mia occasione!" Il resto è storia, e così continua. ho ereditato una guerra che non sarebbe mai dovuta accadere, una guerra che è una perdita per tutti, specialmente per i milioni di persone che sono morte così inutilmente. La "leadership" ucraina non ha espresso alcuna gratitudine per i nostri sforzi, e l'Europa continua ad acquistare petrolio dalla Russia. gli USA continuano a vendere enormi quantità di armi alla NATO, da distribuire all'Ucraina (il corrotto, il corrotto, ha dato tutto, gratis, gratis, inclusi i "grossi" soldi!). Dio benedica tutte le vite perse nella catastrofe umana! presidente DJT
Donald J. Trump, Truth Social
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🇱🇧🇮🇱 BEIRUT BOMBARDATA DA ISRAELE
Con una plateale violazione del cessate il fuoco, Israele ha bombardato oggi il sobborgo Dahiyeh di Beirut per la prima volta da giugno. L'obiettivo era il capo di stato maggiore di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabai, che secondo fonti israeliane sarebbe stato ucciso.
Si tratta solo dell'ultima violazione del cessate il fuoco firmato da Israele con Hezbollah un anno fa, che Israele ha infranto con attacchi quasi quotidiani nel Libano meridionale.
Il bilancio attuale è di 5 morti e 28 feriti. Il Primo Ministro libanese chiede unità.
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Con una plateale violazione del cessate il fuoco, Israele ha bombardato oggi il sobborgo Dahiyeh di Beirut per la prima volta da giugno. L'obiettivo era il capo di stato maggiore di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabai, che secondo fonti israeliane sarebbe stato ucciso.
Si tratta solo dell'ultima violazione del cessate il fuoco firmato da Israele con Hezbollah un anno fa, che Israele ha infranto con attacchi quasi quotidiani nel Libano meridionale.
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