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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
⚡️🇮🇷🇺🇸 Tasnim, citando una fonte informata: L'Iran non ha ancora risposto ufficialmente all'ultima proposta statunitense, affermando che contiene "clausole inaccettabili".
La fonte ha aggiunto che i rapporti su un accordo di quasi una pagina mirano a giustificare il ritiro di Trump dalla sua recente mossa ostile.
La fonte ha aggiunto che i rapporti su un accordo di quasi una pagina mirano a giustificare il ritiro di Trump dalla sua recente mossa ostile.
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Manco il tempo di passare la notizia e i future su Brent e WTI sono tornati a risalire. L'euforia per l'annuncio di Trump, preceduto di alcune ore da un articolo con il solito 'leak' di Axios (su cui un giorno ci sarà da parlare molto, ma sorvoliamo per ora), avevano spinto Brent e WTI sotto quota 100 dollari e barile.
Ma negli ultimi minuti le dichiarazioni provenienti da Teheran hanno raffreddato l'euforia e i due contratti hanno ripreso a risalire. Il Brent è attualmente scambiato a $102,97 dopo essere crollato a $97. Il WTI è scambiato a $98,60 dopo aver toccato $91.
In sintesi. Sono certamente in atto colloqui ad alto livello tra Washington e Teheran, ma c'è anche la distanza al momento. Questa è l'unica certezza. Il resto sono realtà parallele e mediatiche create da Trump e da alcuni media compiacenti. Per inciso, le dichiarazioni di Trump creano ogni volta pesanti oscillazioni di mercato, grazie alle quali insider potenzialmente informati in anticipo potrebbero guadagnare una fortuna in pochi minuti.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
❗️La portaerei francese Charles de Gaulle e la sua flotta sono in viaggio verso il Mar Rosso in vista dell'operazione militare prevista per costringere l'Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz.
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🇮🇷 IRAN, GHALIBAF: "NON SOTTOVALUTIAMO LA POSSIBILITÀ DI UN ATTACCO MILITARE"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, ha detto in un messaggio audio rivolto al popolo iraniano:
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Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, ha detto in un messaggio audio rivolto al popolo iraniano:
Non sottovalutiamo la possibilità di un attacco militare, in particolare di attacchi terroristici, ma la parte del piano del nemico che riguarda la società è quella di indebolire l'Iran dall'interno.
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Giubbe Rosse News
CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
Giubbe Rosse ha bisogno del tuo aiuto Da più di cinque anni il nostro canale Telegram, il nostro portale web, il nostro canale YouTube e, più recentemente, la nostra pagina Substack sono un punto di riferimento essenziale per chiunque desideri un’informazione…
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Giubbe Rosse News
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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⚡️⚠️🔫🇮🇷🇺🇸🇩🇪 Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che la Germania è pronta a inviare truppe in Iran per aiutare gli Stati Uniti a sbloccare lo Stretto di Hormuz. La Germania ha anche sostenuto l'occupazione del Libano.
P.S. Le minacce che sono piovute a Berlino da Washington devono essere state davvero convincenti.
P.S. Le minacce che sono piovute a Berlino da Washington devono essere state davvero convincenti.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇮🇱🇺🇸🇮🇷⚡️ — Secondo la CNN, citando una fonte israeliana, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta tenendo colloqui con funzionari dell'amministrazione Trump per comprendere meglio gli ultimi sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
➡️ Israele è preoccupato per possibili concessioni statunitensi dell'ultimo minuto volte a garantire un accordo, in particolare per quanto riguarda l'alleviamento delle sanzioni per l'Iran.
➡️ Israele sta inoltre spingendo per limitare la rete di proxy e il programma di missili balistici dell'Iran, cercando al contempo garanzie che qualsiasi accordo preserverebbe la libertà d'azione militare di Israele nella regione.
➡️ Israele è preoccupato per possibili concessioni statunitensi dell'ultimo minuto volte a garantire un accordo, in particolare per quanto riguarda l'alleviamento delle sanzioni per l'Iran.
➡️ Israele sta inoltre spingendo per limitare la rete di proxy e il programma di missili balistici dell'Iran, cercando al contempo garanzie che qualsiasi accordo preserverebbe la libertà d'azione militare di Israele nella regione.
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🇮🇷 DALL'IRAN CONTINUANO AD ARRIVARE SEGNALI DI SCETTICISMO SULLA POSSIBILITÀ DI UN VERO NEGOZIATO
Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano
Il concetto di “negoziato” richiede, quanto meno, un sincero tentativo di avviare un dialogo al fine di risolvere la controversia (CIG, sentenza del 1° aprile 2011, par. 157).
È quindi necessaria la “buona fede”, il che significa che “negoziato” non è “controversia”, né “dittatura”, “inganno”, “estorsione” o “coercizione”.
Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano
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SOSTEGNO INSUFFICIENTE: SI SPEGNE LA TV DEI CITTADINI
Fonte: byoblu
Notizia triste, ma purtroppo non sorprendente.
I costi per mantenere un canale digitale sono elevati. Ma il vero problema è, forse, più a fondo: molti dicono di apprezzare l'informazione libera e alternativa, ma solo pochi sono pronti a sostenerla di tasca propria. Il mondo del dissenso - ci sia consentito questo piccolo sfogo - è ancora pervaso dall'illusione che le cose si possano risolvere lasciando che l'iniziativa la prenda sempre qualcun altro e, peggio ancora, che si possano ottenere risultati senza soldi. Va tutto bene fintanto che c'è da usufruire di un servizio, va molto peggio quando quel servizio c'è anche da finanziarlo.
No, purtroppo, non funziona così. Servono soldi e serve partecipazione. Il giorno in cui il cosiddetto "mondo del dissenso" capirà che non basta essere utenti, ma occorre essere anche protagonisti di un cambiamento, sarà anche il giorno in cui, forse, le cose inizieranno veramente a cambiare.
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Fonte: byoblu
Dopo cinque anni di trasmissioni, di dirette, di telegiornali, di talk show, di programmi di attualità, politica, arte, cultura e musica, il canale 262 si è spento.
Cinque anni non sono pochi. Sono stati anni intensi, fatti di sfide continue, di ostacoli che sembravano insormontabili, ma anche di risultati che, oggettivamente, ci riconosciamo. Per quello che è stato costruito, questa esperienza merita di essere studiata nei libri come un caso unico nel mondo dell’informazione.
Ma torniamo ad oggi.
I soldi necessari per sostenere il canale questo mese, dunque per pagare la trasmissione sul digitale terrestre, non sono entrati. Ad oggi abbiamo raccolto solo il 38% del fabbisogno di aprile, e il 4% di quello di maggio. Questo significa che il cavo che porta il segnale verrà staccato. Ed è stato staccato. Proprio oggi pomeriggio.
Non vedrete più la redazione al lavoro: le interviste, i programmi, le edizioni del telegiornale. Vedrete uno schermo nero. Nero, perché non siamo stati in grado di pagare la fattura per restare in onda.
Se volete continuare a seguire i nostri contenuti, per ora potete farlo iscrivendovi subito (fatelo adesso) al nostro canale YouTube, che potete raggiungere al “youtube.byoblu.com” Lì stiamo ancora continuando a pubblicare telegiornali, interviste, approfondimenti…
Oppure sul sito “www.byoblu.com”
Notizia triste, ma purtroppo non sorprendente.
I costi per mantenere un canale digitale sono elevati. Ma il vero problema è, forse, più a fondo: molti dicono di apprezzare l'informazione libera e alternativa, ma solo pochi sono pronti a sostenerla di tasca propria. Il mondo del dissenso - ci sia consentito questo piccolo sfogo - è ancora pervaso dall'illusione che le cose si possano risolvere lasciando che l'iniziativa la prenda sempre qualcun altro e, peggio ancora, che si possano ottenere risultati senza soldi. Va tutto bene fintanto che c'è da usufruire di un servizio, va molto peggio quando quel servizio c'è anche da finanziarlo.
No, purtroppo, non funziona così. Servono soldi e serve partecipazione. Il giorno in cui il cosiddetto "mondo del dissenso" capirà che non basta essere utenti, ma occorre essere anche protagonisti di un cambiamento, sarà anche il giorno in cui, forse, le cose inizieranno veramente a cambiare.
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ByoBlu
Sostegno insufficiente: si spegne la Tv dei Cittadini.
Dopo 5 anni di dirette, tg, talk, interviste e programmi, la Tv dei Cittadini sta per spegnersi. Non sono entrate le risorse necessarie per sostenere la messa in onda.Per mesi qualcuno ha pensato che fosse una strategia. Non lo era. E adesso i fatti lo dimostrano.…
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Giubbe Rosse pinned «SOSTEGNO INSUFFICIENTE: SI SPEGNE LA TV DEI CITTADINI Fonte: byoblu Dopo cinque anni di trasmissioni, di dirette, di telegiornali, di talk show, di programmi di attualità, politica, arte, cultura e musica, il canale 262 si è spento. Cinque anni non sono pochi.…»
Forwarded from Target
🔴 TRUMP’s GAME
Ancora una volta, Trump ha rimesso in scena il suo format preferito, stavolta con l’ausilio del solito Axios, uno dei media più filo-sionisti e sempre pronto a rilanciare le veline della Casa Bianca o del Pentagono; peccato che ha agito così in fretta e furia da non aver avuto il tempo di comunicare con la sua squadra: mentre annunciava che il suo Project Freedom veniva sospeso - neanche dopo 48 ore essere iniziato - il suo Segretario di Stato, Rubio, affermava il contrario, ovvero che l’operazione Epic Fury era conclusa, ma che Project Freedom andava avanti...
Ovviamente, il problema è che a Washington regna la confusione più totale, manca una visione univoca su come uscire dal pantano, e nessuno ha il coraggio di dire chiaro e tondo a Trump che stanno inanellando una fesseria dopo l’altra. Anche perché in buona misura tanti hanno semplicemente mentito al Presidente, presentandogli una versione imbellettata della realtà, che ha contribuito a fargli fare scelte errate. Ed uno dei problemi più seri con cui si devono confrontare è l’assoluta incomprensione dell’Iran e della sua attuale leadership, da cui consegue una enorme difficoltà nell’instaurare qualsiasi interlocuzione.
Trump quindi si dibatte in una posizione senza uscita - o quanto meno, non alle condizioni che vorrebbe - e si rifiuta di riconoscerlo, mettendo in fila una serie di mosse totalmente eterogenee, scollegate tra loro e senza un disegno strategico a cui ricondurle. Il Project Freedom è solo l’ultima di queste. Sperava che l’Iran avrebbe lasciato fare, e per questo Teheran era stata preavvertita, ma ovviamente le cose sono andate esattamente al contrario, anche peggio del blocco navale (che è sostanzialmente un colabrodo). Da qui la necessità di fare marcia indietro - Trump Always Chickens Out! - e per giustificarla si è inventato una nuova richiesta pakistana in tal senso, ed un imminente accordo su un Memorandum d’Intesa di una pagina (!) per liberare bilateralmente lo Stretto di Hormuz, e propedeutico ad un successivo accordo generale. Ovviamente notizia rapidamente smentita dagli iraniani.
Ma si trattava, appunto, dell’ennesima replica del format già visto e rivisto. Per quanto possa essere alquanto psicolabile, Trump non è stupido sino a questo punto, e sa distinguere molto bene tra una narrazione che ha uno scopo meramente politico - quindi gestione dello stallo, messa in scena di una capacità d’iniziativa, controllo dei mercati del greggio... - ed un negoziato autentico. Nel primo caso, i post e le indiscrezioni stampa sono l’essenza, e le trattative mera scenografia; nel secondo, tutto si svolge con estrema discrezione sino alla conclusione positiva.
In questa fase, sia Washington che Teheran non stanno realmente negoziando. Per ragioni diverse, ne mantengono in piedi la rappresentazione, ma sono entrambe consapevoli che non c’è nulla di realmente sostanziale. Gli Stati Uniti hanno bisogno di prendere tempo, sperando che qualcosa cambi nel quadro generale e contribuisca a far emergere una possibilità di mediazione reciprocamente accettabile, che al momento non c’è. L’Iran deve prepararsi al secondo round di conflitto cinetico - che sarà molto più duro e violento - e presentarsi, ai partner ed al mondo, come sinceramente disponibile a trovare una soluzione negoziale.
Il meccanismo narrativo trumpiano, quindi, è semplice: poiché i contatti, diretti ed indiretti, proseguono, con le parti che si scambiano bozze ed emendamenti - senza però mai che ci sia un cedimento significativo da una parte o dall’altra - in qualunque momento può affermare che c’è quasi un accordo, dando per accettata la sua ultima proposta. O persino il contrario, come quando aveva accettato i 10 punti iraniani pur di uscire dall’angolo, salvo poi rimangiarselo il giorno dopo. Il gioco è ormai talmente inflazionato che persino l’effetto sui mercati dura al massimo qualche ora. La vera domanda è quanto ancora può riproporlo.
➡️ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Ancora una volta, Trump ha rimesso in scena il suo format preferito, stavolta con l’ausilio del solito Axios, uno dei media più filo-sionisti e sempre pronto a rilanciare le veline della Casa Bianca o del Pentagono; peccato che ha agito così in fretta e furia da non aver avuto il tempo di comunicare con la sua squadra: mentre annunciava che il suo Project Freedom veniva sospeso - neanche dopo 48 ore essere iniziato - il suo Segretario di Stato, Rubio, affermava il contrario, ovvero che l’operazione Epic Fury era conclusa, ma che Project Freedom andava avanti...
Ovviamente, il problema è che a Washington regna la confusione più totale, manca una visione univoca su come uscire dal pantano, e nessuno ha il coraggio di dire chiaro e tondo a Trump che stanno inanellando una fesseria dopo l’altra. Anche perché in buona misura tanti hanno semplicemente mentito al Presidente, presentandogli una versione imbellettata della realtà, che ha contribuito a fargli fare scelte errate. Ed uno dei problemi più seri con cui si devono confrontare è l’assoluta incomprensione dell’Iran e della sua attuale leadership, da cui consegue una enorme difficoltà nell’instaurare qualsiasi interlocuzione.
Trump quindi si dibatte in una posizione senza uscita - o quanto meno, non alle condizioni che vorrebbe - e si rifiuta di riconoscerlo, mettendo in fila una serie di mosse totalmente eterogenee, scollegate tra loro e senza un disegno strategico a cui ricondurle. Il Project Freedom è solo l’ultima di queste. Sperava che l’Iran avrebbe lasciato fare, e per questo Teheran era stata preavvertita, ma ovviamente le cose sono andate esattamente al contrario, anche peggio del blocco navale (che è sostanzialmente un colabrodo). Da qui la necessità di fare marcia indietro - Trump Always Chickens Out! - e per giustificarla si è inventato una nuova richiesta pakistana in tal senso, ed un imminente accordo su un Memorandum d’Intesa di una pagina (!) per liberare bilateralmente lo Stretto di Hormuz, e propedeutico ad un successivo accordo generale. Ovviamente notizia rapidamente smentita dagli iraniani.
Ma si trattava, appunto, dell’ennesima replica del format già visto e rivisto. Per quanto possa essere alquanto psicolabile, Trump non è stupido sino a questo punto, e sa distinguere molto bene tra una narrazione che ha uno scopo meramente politico - quindi gestione dello stallo, messa in scena di una capacità d’iniziativa, controllo dei mercati del greggio... - ed un negoziato autentico. Nel primo caso, i post e le indiscrezioni stampa sono l’essenza, e le trattative mera scenografia; nel secondo, tutto si svolge con estrema discrezione sino alla conclusione positiva.
In questa fase, sia Washington che Teheran non stanno realmente negoziando. Per ragioni diverse, ne mantengono in piedi la rappresentazione, ma sono entrambe consapevoli che non c’è nulla di realmente sostanziale. Gli Stati Uniti hanno bisogno di prendere tempo, sperando che qualcosa cambi nel quadro generale e contribuisca a far emergere una possibilità di mediazione reciprocamente accettabile, che al momento non c’è. L’Iran deve prepararsi al secondo round di conflitto cinetico - che sarà molto più duro e violento - e presentarsi, ai partner ed al mondo, come sinceramente disponibile a trovare una soluzione negoziale.
Il meccanismo narrativo trumpiano, quindi, è semplice: poiché i contatti, diretti ed indiretti, proseguono, con le parti che si scambiano bozze ed emendamenti - senza però mai che ci sia un cedimento significativo da una parte o dall’altra - in qualunque momento può affermare che c’è quasi un accordo, dando per accettata la sua ultima proposta. O persino il contrario, come quando aveva accettato i 10 punti iraniani pur di uscire dall’angolo, salvo poi rimangiarselo il giorno dopo. Il gioco è ormai talmente inflazionato che persino l’effetto sui mercati dura al massimo qualche ora. La vera domanda è quanto ancora può riproporlo.
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🇱🇧🇮🇱 ATTACCO ISRAELIANO A BEIRUT. UCCISO COMANDANTE DELLA FORZA RADWAN
Un attacco aereo israeliano ha preso di mira Haret Hreik, un sobborgo meridionale di Beirut. Il canale israeliano Channel 14 ha riportato che l’IDF "è riuscita a eliminare Malek Ballout, comandante della Forza Radwan", e che insieme a lui sono stati eliminati anche altri membri di Hezbollah.
Secondo una fonte locale non confermata, Hezbollah dovrebbe reagire lanciando missili oltre il nord di Israele, potenzialmente prendendo di mira Tel Aviv o altre aree centrali.
Oltre all’attacco a Beirut, almeno due raid aerei israeliani hanno preso di mira le città di Kfar Tabbnit e Majdal Zoun, nel Libano meridionale.
Secondo informazioni arrivate negli ultimi minuti, l’edificio residenziale nel quartiere di Haret Hreik sarebbe stato colpito da almeno tre missili lanciati da una nave della Marina israeliana.
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Un attacco aereo israeliano ha preso di mira Haret Hreik, un sobborgo meridionale di Beirut. Il canale israeliano Channel 14 ha riportato che l’IDF "è riuscita a eliminare Malek Ballout, comandante della Forza Radwan", e che insieme a lui sono stati eliminati anche altri membri di Hezbollah.
Secondo una fonte locale non confermata, Hezbollah dovrebbe reagire lanciando missili oltre il nord di Israele, potenzialmente prendendo di mira Tel Aviv o altre aree centrali.
Oltre all’attacco a Beirut, almeno due raid aerei israeliani hanno preso di mira le città di Kfar Tabbnit e Majdal Zoun, nel Libano meridionale.
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🇷🇺🇺🇦 ZAKHAROVA: "COLPIREMO I CENTRI DECISIONALI DI KIEV SE ATTACCATI IL 9 MAGGIO"
Il Ministero degli Esteri russo sta sollecitando i paesi stranieri a garantire l'evacuazione dei diplomatici da Kiev.
La Russia colpirà i centri decisionali a Kiev se l'Ucraina interromperà la parata del 9 maggio, ha detto Maria Zakharova.
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Il Ministero degli Esteri russo sta sollecitando i paesi stranieri a garantire l'evacuazione dei diplomatici da Kiev.
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