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🇱🇧🇮🇱 LIBANO. CONTINUANO I BOMBARDAMENTI ISRAELIANI
Un'ondata di attacchi aerei israeliani in tutto il sud del Libano ha colpito i villaggi di Haboush, Kfar Joz, Qaqaaiyat al-Jisr, Kfar Sir, Adchit, Zawtar al-Sharqiyeh, Kafra e Yater.
Nei video gli effetti del bombardamento su Kafra.
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Un'ondata di attacchi aerei israeliani in tutto il sud del Libano ha colpito i villaggi di Haboush, Kfar Joz, Qaqaaiyat al-Jisr, Kfar Sir, Adchit, Zawtar al-Sharqiyeh, Kafra e Yater.
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🇮🇷🇺🇸 REUTERS: "WASHINGTON E TEHERAN VICINI A RAGGIUNGERE UN ACCORDO LIMITATO E TEMPORANEO PER PORRE FINE ALLA GUERRA ATTRAVERSO UNA BOZZA DI QUADRO"
Il quadro sarà attuato in 3 fasi: porre fine alla guerra, risolvere la crisi dello Stretto di Hormuz e aprire una finestra di 30 giorni per i negoziati.
Il nuovo piano si basa su un memorandum d'intesa a breve termine anziché su un accordo di pace, evidenziando l'attuale livello delle divergenze.
Teheran e Washington hanno abbassato la loro ambizione di raggiungere un accordo completo per il programma nucleare e il destino dell'uranio altamente arricchito.
La disputa tra Teheran e Washington include anche la durata per la quale Teheran sospenderà il lavoro al suo programma nucleare.
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Il nuovo piano si basa su un memorandum d'intesa a breve termine anziché su un accordo di pace, evidenziando l'attuale livello delle divergenze.
Teheran e Washington hanno abbassato la loro ambizione di raggiungere un accordo completo per il programma nucleare e il destino dell'uranio altamente arricchito.
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Giubbe Rosse News
CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
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Forwarded from Target
🔴 LA TEMPESTA NEL BICCHIERE
C’è trambusto, nell’arcipelago dell’informazione non mainstream. E non solo dell’informazione, evidentemente.
Chiude Byoblu, “la tv dei cittadini”. Claudio Messora, dopo le vicissitudini economiche dell’emittente degli ultimi mesi, getta la spugna, e lascia sola la redazione. Francesco Toscano, leader di DSP e figura chiave di Visione TV, annuncia la sua intenzione di fare un passo indietro, sia rispetto all’emittente che al partito. Intanto, Marcello Foa ha lanciato la sua Liberti Media, mentre si annuncia una Vannacci TV.
Intanto, c’è da dire che a mio avviso una sovrapposizione tra i due aspetti, informativo e politico, rischia di produrre confusione. Non sempre le due audience coincidono. E non necessariamente attingono al medesimo bacino d’utenza.
Se tutto ciò sia in qualche misura collegabile - e come - francamente è presto per dirlo. È possibile che vi siano sommovimenti nel mondo politico, che in qualche modo puntano anche a capitalizzare il voto di un elettorato antisistema, per ricomporlo in un quadro diverso - per quanto stiamo parlando al momento di una realtà estremamente frammentata, fluida, e quindi difficilmente incanalabile. Così come è possibile che siamo invece di fronte ad un momento in cui alcuni nodi vengono semplicemente al pettine.
Di sicuro, c’è una difficoltà oggettiva nel far fare un salto di qualità - che poi è in realtà di quantità... - al mondo dell’informazione non mainstream. Ricordo che si provò a parlarne, la scorsa estate, in occasione dell’incontro di Ficulle, ma senza particolare successo. Da un certo punto di vista, l’offerta è varia e numerosa, e sotto molti aspetti anche di buona qualità. Forse anche molto simile, sotto il profilo dei format proposti - e questo certo non aiuta. L’impressione è che, quasi come per l’editoria, ci siano troppi autori e pochi lettori. O, se vogliamo, che c’è un pubblico che attinge a più fonti - magari affezionandosi a questo o quel personaggio - ma decisamente più ristretto della mera sommatoria degli iscritti ai vari canali.
E del resto, anche a guardare le cifre degli spettatori, si vede chiaramente che le visualizzazioni medie di una singola trasmissione assommano a circa il 10-15% massimo degli iscritti. Nel caso dei canali Telegram, quindi solo notizie, la percentuale è grossomodo la stessa, se non inferiore.
Quindi è probabile che ci sia un eccesso di offerta, rispetto al target, anche se abbastanza fidelizzato. Ovviamente, allargare l’audience - che è l’obiettivo comune - è fondamentalmente una questione di risorse; umane ed economiche. E questo spinge a replicare format di facile realizzazione. Ed il talk show è naturalmente il più semplice ed economico da realizzare, anche grazie al fatto che non mancano gli esperti, sempre disponibili a partecipare. E che spesso sono gli stessi sui vari canali. Il rischio è di diventare come tante Mara Venier di You Tube...
Certo, chi ne ha la possibilità redazionale, può diversificare i temi, spaziando oltre il dominio incontrastato della geopolitica. Ma resta il problema: troppi analisti e pochi giornalisti. Perché fare giornalismo - d’inchiesta, soprattutto - costa.
E allora? si continua con questo loop senza uscita?
Una risposta non ce l’ho. Penso che ci sarebbero i modi per creare sinergie, senza che ciascun editore si senta minacciato nel suo orticello. Penso che mettere in moto un po’ più di iniziativa creativa potrebbe essere d’aiuto. Penso, ad esempio, che si stia sottovalutando un media, la radio. Che forse meriterebbe qualche riflessione seria.
Penso, soprattutto, che chi vuole fare informazione al di fuori del mainstream, deve cominciare a ragionare in un'ottica professionale, ed organizzarsi dal basso, proprio per evitare che poi i giochi siano decisi ad un altro livello. L’informazione produce politica, ma la politica considera l’informazione uno strumento al proprio servizio.
➡️ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
C’è trambusto, nell’arcipelago dell’informazione non mainstream. E non solo dell’informazione, evidentemente.
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Intanto, c’è da dire che a mio avviso una sovrapposizione tra i due aspetti, informativo e politico, rischia di produrre confusione. Non sempre le due audience coincidono. E non necessariamente attingono al medesimo bacino d’utenza.
Se tutto ciò sia in qualche misura collegabile - e come - francamente è presto per dirlo. È possibile che vi siano sommovimenti nel mondo politico, che in qualche modo puntano anche a capitalizzare il voto di un elettorato antisistema, per ricomporlo in un quadro diverso - per quanto stiamo parlando al momento di una realtà estremamente frammentata, fluida, e quindi difficilmente incanalabile. Così come è possibile che siamo invece di fronte ad un momento in cui alcuni nodi vengono semplicemente al pettine.
Di sicuro, c’è una difficoltà oggettiva nel far fare un salto di qualità - che poi è in realtà di quantità... - al mondo dell’informazione non mainstream. Ricordo che si provò a parlarne, la scorsa estate, in occasione dell’incontro di Ficulle, ma senza particolare successo. Da un certo punto di vista, l’offerta è varia e numerosa, e sotto molti aspetti anche di buona qualità. Forse anche molto simile, sotto il profilo dei format proposti - e questo certo non aiuta. L’impressione è che, quasi come per l’editoria, ci siano troppi autori e pochi lettori. O, se vogliamo, che c’è un pubblico che attinge a più fonti - magari affezionandosi a questo o quel personaggio - ma decisamente più ristretto della mera sommatoria degli iscritti ai vari canali.
E del resto, anche a guardare le cifre degli spettatori, si vede chiaramente che le visualizzazioni medie di una singola trasmissione assommano a circa il 10-15% massimo degli iscritti. Nel caso dei canali Telegram, quindi solo notizie, la percentuale è grossomodo la stessa, se non inferiore.
Quindi è probabile che ci sia un eccesso di offerta, rispetto al target, anche se abbastanza fidelizzato. Ovviamente, allargare l’audience - che è l’obiettivo comune - è fondamentalmente una questione di risorse; umane ed economiche. E questo spinge a replicare format di facile realizzazione. Ed il talk show è naturalmente il più semplice ed economico da realizzare, anche grazie al fatto che non mancano gli esperti, sempre disponibili a partecipare. E che spesso sono gli stessi sui vari canali. Il rischio è di diventare come tante Mara Venier di You Tube...
Certo, chi ne ha la possibilità redazionale, può diversificare i temi, spaziando oltre il dominio incontrastato della geopolitica. Ma resta il problema: troppi analisti e pochi giornalisti. Perché fare giornalismo - d’inchiesta, soprattutto - costa.
E allora? si continua con questo loop senza uscita?
Una risposta non ce l’ho. Penso che ci sarebbero i modi per creare sinergie, senza che ciascun editore si senta minacciato nel suo orticello. Penso che mettere in moto un po’ più di iniziativa creativa potrebbe essere d’aiuto. Penso, ad esempio, che si stia sottovalutando un media, la radio. Che forse meriterebbe qualche riflessione seria.
Penso, soprattutto, che chi vuole fare informazione al di fuori del mainstream, deve cominciare a ragionare in un'ottica professionale, ed organizzarsi dal basso, proprio per evitare che poi i giochi siano decisi ad un altro livello. L’informazione produce politica, ma la politica considera l’informazione uno strumento al proprio servizio.
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2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
L'UE SI PREPARA PER COLLOQUI 'POTENZIALI' CON VLADIMIR PUTIN, DICE UN FUNZIONARIO - FT ...
X (formerly Twitter)
*Walter Bloomberg (@DeItaone) on X
EU PREPARES FOR ‘POTENTIAL’ TALKS WITH VLADIMIR PUTIN, SAYS OFFICIAL- FT
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🇮🇷🇺🇸 L'IRAN AFFERMA CHE LE PRINCIPALI QUESTIONI IN DISCUSSIONE SONO IL CESSATE IL FUOCO E LA 'STABILITÀ NELLA REGIONE'
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, afferma che le questioni più importanti attualmente discusse sono il cessate il fuoco, gli sforzi per porre fine alla guerra e la "pace e stabilità nella regione".
In un'intervista all'agenzia di stampa iraniana IRNA, Baghaei ha detto che l’Iran sta ancora esaminando la proposta degli Stati Uniti, ma, una volta finalizzata, prenderà una decisione.
Ha aggiunto che, una volta presa una decisione, questa sarà comunicata ai mediatori pakistani e, sulla base dei risultati di questo scambio di messaggi, saranno determinati i prossimi passi.
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Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, afferma che le questioni più importanti attualmente discusse sono il cessate il fuoco, gli sforzi per porre fine alla guerra e la "pace e stabilità nella regione".
In un'intervista all'agenzia di stampa iraniana IRNA, Baghaei ha detto che l’Iran sta ancora esaminando la proposta degli Stati Uniti, ma, una volta finalizzata, prenderà una decisione.
Ha aggiunto che, una volta presa una decisione, questa sarà comunicata ai mediatori pakistani e, sulla base dei risultati di questo scambio di messaggi, saranno determinati i prossimi passi.
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INTELLIGENCE USA: L’IRAN PUÒ RESISTERE AL BLOCCO DI TRUMP NELLO STRETTO DI HORMUZ PER MESI
La CIA avverte la Casa Bianca che Teheran reggerà almeno 3-4 mesi e conserva ancora un arsenale significativo di missili e droni nonostante i bombardamenti in corso.
Fonte: The Washington Post
Secondo un’analisi riservata della CIA consegnata alla Casa Bianca e ai policymaker dell’amministrazione questa settimana, l’Iran è in grado di sopravvivere al blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz per almeno 3-4 mesi prima di subire gravi difficoltà economiche più gravi.
L’intelligence americana sottolinea inoltre che Teheran mantiene ancora un sostanziale arsenale di missili e droni, nonostante i bombardamenti e le operazioni in corso.
Queste conclusioni, riferite da quattro fonti anonime che hanno avuto accesso al documento, sembrano mettere in discussione l’ottimismo di Donald Trump sulla possibilità di far finire rapidamente la guerra (o il conflitto in corso con l’Iran) grazie al blocco navale.
La CIA avverte insomma che il blocco non sarà una soluzione rapida come auspicato dalla Casa Bianca e che l’Iran ha ancora capacità militari significative per rispondere o resistere.
La CIA avverte la Casa Bianca che Teheran reggerà almeno 3-4 mesi e conserva ancora un arsenale significativo di missili e droni nonostante i bombardamenti in corso.
Fonte: The Washington Post
Secondo un’analisi riservata della CIA consegnata alla Casa Bianca e ai policymaker dell’amministrazione questa settimana, l’Iran è in grado di sopravvivere al blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz per almeno 3-4 mesi prima di subire gravi difficoltà economiche più gravi.
L’intelligence americana sottolinea inoltre che Teheran mantiene ancora un sostanziale arsenale di missili e droni, nonostante i bombardamenti e le operazioni in corso.
Queste conclusioni, riferite da quattro fonti anonime che hanno avuto accesso al documento, sembrano mettere in discussione l’ottimismo di Donald Trump sulla possibilità di far finire rapidamente la guerra (o il conflitto in corso con l’Iran) grazie al blocco navale.
La CIA avverte insomma che il blocco non sarà una soluzione rapida come auspicato dalla Casa Bianca e che l’Iran ha ancora capacità militari significative per rispondere o resistere.
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🇺🇸🇸🇦🇰🇼 ARABIA SAUDITA E KUWAIT REVOCANO LE RESTRIZIONI SULL'USO DELLE BASI E DELLO SPAZIO AEREO PER GLI USA
Secondo il Wall Street Journal, l'Arabia Saudita e il Kuwait hanno revocato le restrizioni sull'uso delle loro basi e dello spazio aereo da parte dell'esercito statunitense, che erano state imposte dopo il lancio del "Progetto Libertà" mirato a riaprire lo Stretto di Hormuz.
L'amministrazione Trump sta ora considerando di riavviare la missione navale per guidare le navi commerciali, con i funzionari del Pentagono che affermano che le operazioni potrebbero riprendere già questa settimana.
L'autorizzazione all'uso delle basi e al sorvolo in Arabia Saudita è stata ripristinata a seguito di una seconda telefonata tra Trump e il principe ereditario Mohammed bin Salman.
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Secondo il Wall Street Journal, l'Arabia Saudita e il Kuwait hanno revocato le restrizioni sull'uso delle loro basi e dello spazio aereo da parte dell'esercito statunitense, che erano state imposte dopo il lancio del "Progetto Libertà" mirato a riaprire lo Stretto di Hormuz.
L'amministrazione Trump sta ora considerando di riavviare la missione navale per guidare le navi commerciali, con i funzionari del Pentagono che affermano che le operazioni potrebbero riprendere già questa settimana.
L'autorizzazione all'uso delle basi e al sorvolo in Arabia Saudita è stata ripristinata a seguito di una seconda telefonata tra Trump e il principe ereditario Mohammed bin Salman.
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The Wall Street Journal
Gulf States Lift Restrictions That Blocked ‘Project Freedom’ in Strait of Hormuz
Decision to restore access to bases and airspace paves way for U.S. to resume operation to guide ships through waterway.
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🇮🇷 IRAN - Segnalate esplosioni e colonne di fumo dal porto di Bahman sull'isola di Qeshm, in Iran. Secondo Fars News, vi arebbe stato uno "scambio di fuoco tra le forze armate iraniane e il nemico".
Potrebbe essere una risposta degli Emirati Arabi Uniti agli attacchi iraniani di inizio settimana. Israele ha negato ogni responsabilità.
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Potrebbe essere una risposta degli Emirati Arabi Uniti agli attacchi iraniani di inizio settimana. Israele ha negato ogni responsabilità.
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Giubbe Rosse News
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GARLASCO, LA PROCURA CHIUDE LE INDAGINI: 'CHIARA POGGI UCCISA DA SEMPIO CON ODIO E CRUDELTÀ'
Fonte: Ansa
GARLASCO, BRESCIA CHIUDE LE INDAGINI SULL’EX PROCURATORE VENDITTI “PAGATO DAI SEMPIO”
L’accusa è il presunto pagamento di denaro per favorire l'archiviazione di Andrea Sempio nel 2017 nella prima indagine a suo carico sull’omicidio di Chiara Poggi
Fonte: LaStampa
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Fonte: Ansa
GARLASCO, BRESCIA CHIUDE LE INDAGINI SULL’EX PROCURATORE VENDITTI “PAGATO DAI SEMPIO”
L’accusa è il presunto pagamento di denaro per favorire l'archiviazione di Andrea Sempio nel 2017 nella prima indagine a suo carico sull’omicidio di Chiara Poggi
"Venditti gip archivia per 20-30 euro" mentre sul retro del foglio si legge: "Se archivia indaggine (scritta proprio con due g), non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna".
Fonte: LaStampa
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ANSA.it
Garlasco, la procura chiude le indagini: 'Chiara Poggi uccisa da Sempio con odio e crudeltà'
La difesa al lavoro anche sugli audio per dimostrare l'innocenza. Stasi spera nella revisione (ANSA)
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Forwarded from 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗜 • Vaccini | COVID-19
📰 La Verità • 7 MAGGIO 2026
📃 "ORA LO DICE L’EX CAPO DELL’AIFA «IL VACCINO NON FERMA IL VIRUS. LO FRENA. QUANTO? UN PO’...»"
📃 "ORA LO DICE L’EX CAPO DELL’AIFA «IL VACCINO NON FERMA IL VIRUS. LO FRENA. QUANTO? UN PO’...»"
Magrini in commissione ammette candidamente che l’Agenzia del farmaco sapeva dell’inefficacia delle punture. Ma tacque quando si trattò di imporle via green pass
Ricordate il mantra «il vaccino ferma il contagio»? Durante la pandemia ce lo facevano ripetere da mattina e sera, e anche all'ora media, come nei conventi dei frati. «Il vaccino ferma il contagio», «il vaccino è un atto di altruismo», «<se non ti vaccini uccidi i vecchietti», perciò «bisogna vaccinarsi tutti», obbligo, super obbligo e green pass. Fu la narrazione diffusa, ovviamente in nome della scienzaaah. E chi provava a far notare la falsità di quella narrazione veniva demonizzato a reti unificate, nonché condannato alla dannazione eterna nel girone dei no vax. Bene: invece quella narrazione era davvero falsa. Falsissima. Falsissimissima.
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🇮🇷🇺🇸 ESPLOSIONI A BANDAR ABBAS E ISOLA DI QESHM
Nel consueto contesto di elevata tensione tra Iran e Stati Uniti, stanotte si sono verificati incidenti e scambi di fuoco nello Stretto di Hormuz.
Secondo i media iraniani (Fars, Tasnim, Mehr) diverse esplosioni si sono verificate vicino a Bandar Abbas (principale porto iraniano sul Golfo) e sull’isola di Qeshm, in particolare presso il molo passeggeri di Bahman sull’isola. Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver scambiato fuoco con “il nemico” (accusando USA e UAE) di aver lanciato missili balistici anti-nave, missili da crociarea e droni contro tre cacciatorpediniere statunitensi rispondendo a violazioni della tregua, inclusi presunti attacchi aerei su aree civili. Alcune fonti iraniane parlano di droni ostili abbattuti sopra Bandar Abbas e Qeshm.
Il CENTCOM ha dichiarato, invece, di aver intercettato attacchi iraniani non provocati contro navi della Marina statunitense e di aver risposto con azioni di autodifesa, colpendo siti di lancio iraniani. Alcune fonti (tra cui un reporter Fox News che cita un funzionario USA) attribuiscono direttamente agli Stati Uniti attacchi mirati su asset militari/portuali vicino a Bandar Abbas e Qeshm.
Al momento non ci sono informazioni precise su danni gravi o vittime.
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Nel consueto contesto di elevata tensione tra Iran e Stati Uniti, stanotte si sono verificati incidenti e scambi di fuoco nello Stretto di Hormuz.
Secondo i media iraniani (Fars, Tasnim, Mehr) diverse esplosioni si sono verificate vicino a Bandar Abbas (principale porto iraniano sul Golfo) e sull’isola di Qeshm, in particolare presso il molo passeggeri di Bahman sull’isola. Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver scambiato fuoco con “il nemico” (accusando USA e UAE) di aver lanciato missili balistici anti-nave, missili da crociarea e droni contro tre cacciatorpediniere statunitensi rispondendo a violazioni della tregua, inclusi presunti attacchi aerei su aree civili. Alcune fonti iraniane parlano di droni ostili abbattuti sopra Bandar Abbas e Qeshm.
Il CENTCOM ha dichiarato, invece, di aver intercettato attacchi iraniani non provocati contro navi della Marina statunitense e di aver risposto con azioni di autodifesa, colpendo siti di lancio iraniani. Alcune fonti (tra cui un reporter Fox News che cita un funzionario USA) attribuiscono direttamente agli Stati Uniti attacchi mirati su asset militari/portuali vicino a Bandar Abbas e Qeshm.
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🎾 SINNER SUGLI SLAM: «CI DANNO TROPPO POCO, BASTA STARE ZITTI»
«Dai Grandi Slam prendiamo troppo poco, siamo stati zitti per troppo tempo»
La polemica sui premi e sulla percentuale sugli introiti dei tornei è all’ordine del giorno. Dopo la voglia di boicottaggio di Aryna Sabalenka, è giusto sentire l’opinione anche del numero uno del mondo: «Siamo in un momento in cui uomini e donne sono d’accordo, tutti insieme stiamo chiedendo rispetto ai Grandi Slam. Senza di noi il torneo non c’è. Siamo stati zitti per tanto tempo, ora è giusto parlare. Dietro le quinte ci stanno rappresentando bene, fanno un buon lavoro. Noi tennisti sappiamo che i tornei più importanti sono i Major: non chiediamo il 50%, ci mancherebbe altro… Ma stiamo prendendo troppo poco: ho la netta sensazione che diamo più di quanto riceviamo».
Poi spiega meglio: «Un anno fa abbiamo scritto una lettera, noi top 10 uomini più le top 10 donne. Non è bello che ancora non abbiamo chiuso la questione. Negli altri sport se i migliori si lamentano, sono sicuro che ottengono una risposta a stretto giro. Del Roland Garros siamo delusi, presto conosceremo il montepremi di Wimbledon, speriamo vada meglio. E poi vedremo l’Open Usa. Il boicottaggio? Se ne parla, da qualche parte bisogna pur cominciare. Vedremo…». Roma, intanto.
Fonte: Corriere
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«Dai Grandi Slam prendiamo troppo poco, siamo stati zitti per troppo tempo»
La polemica sui premi e sulla percentuale sugli introiti dei tornei è all’ordine del giorno. Dopo la voglia di boicottaggio di Aryna Sabalenka, è giusto sentire l’opinione anche del numero uno del mondo: «Siamo in un momento in cui uomini e donne sono d’accordo, tutti insieme stiamo chiedendo rispetto ai Grandi Slam. Senza di noi il torneo non c’è. Siamo stati zitti per tanto tempo, ora è giusto parlare. Dietro le quinte ci stanno rappresentando bene, fanno un buon lavoro. Noi tennisti sappiamo che i tornei più importanti sono i Major: non chiediamo il 50%, ci mancherebbe altro… Ma stiamo prendendo troppo poco: ho la netta sensazione che diamo più di quanto riceviamo».
Poi spiega meglio: «Un anno fa abbiamo scritto una lettera, noi top 10 uomini più le top 10 donne. Non è bello che ancora non abbiamo chiuso la questione. Negli altri sport se i migliori si lamentano, sono sicuro che ottengono una risposta a stretto giro. Del Roland Garros siamo delusi, presto conosceremo il montepremi di Wimbledon, speriamo vada meglio. E poi vedremo l’Open Usa. Il boicottaggio? Se ne parla, da qualche parte bisogna pur cominciare. Vedremo…». Roma, intanto.
Fonte: Corriere
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Corriere della sera
Sinner al top per Roma: «Io favorito? Con Alcaraz sarebbe diverso». E sugli Slam: «Ci danno troppo poco, basta stare zitti»
L'azzurro assoluto favorito agli Internazionali, dove l'Italia aspetta un trionfo da 50 anni: «Ma se ci fosse Alcaraz, la situazione sarebbe completamente diversa». Poi si unisce alla polemica sui premi dei grandi tornei»
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INCIDENTI NELLO STRETTO DI HORMUZ. LA VERSIONE DELLA CASA BIANCA
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"Queste tre navi da guerra americane di classe World hanno appena attraversato, con grande successo, lo Stretto di Hormuz, sotto il fuoco nemico. Non è stato arrecato alcun danno alle tre navi, ma un grave danno è stato inferto agli attaccanti iraniani. Così come li abbiamo annientati di nuovo oggi, li annienteremo con molta più forza e violenza in futuro, se non firmeranno il loro Accordo, velocemente!" - Presidente Donald J. Trump 🇺🇸
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🟢 QUALCOSA È CAMBIATO
Blitz News #274 - Nonostante l'Occidente continui a credere in una realtà immaginaria, frutto della propria narrazione piuttosto che dei fatti, da questa guerra nel Golfo sta emergendo con forza un pezzo importante del multilateralismo di domani. E che potrebbe rivelarsi pericolosamente virale.
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Blitz News #274 - Nonostante l'Occidente continui a credere in una realtà immaginaria, frutto della propria narrazione piuttosto che dei fatti, da questa guerra nel Golfo sta emergendo con forza un pezzo importante del multilateralismo di domani. E che potrebbe rivelarsi pericolosamente virale.
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TRUMP MINACCIA L'UE CON DAZI 'MOLTO PIÙ ALTI' SE NON VERRÀ FIRMATO UN ACCORDO COMMERCIALE ENTRO LA NUOVA SCADENZA
Trump ha dichiarato che darà all’UE fino al 4 luglio per ratificare il suo accordo commerciale con gli Stati Uniti, ma che i dazi "saliranno immediatamente a livelli molto più alti" se il blocco non lo farà
Fonte: CNBC
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che darà all'Unione Europea fino al 4 luglio per ratificare il suo accordo commerciale con gli Stati Uniti, minacciando di aumentare i dazi a livelli "molto più alti" se il blocco di 27 nazioni non lo farà.
In un post su Truth Social giovedì sera, Trump ha posto una nuova scadenza commerciale durante una "grande telefonata" con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in cui ha detto che entrambi i leader concordano che l'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare.
La conversazione è avvenuta poco dopo che il presidente degli Stati Uniti si è ripromesso di aumentare i dazi sulle auto e camion importati dall'UE al 25%, accusando il blocco di non aver rispettato i termini dell'accordo raggiunto sul suo campo da golf in Scozia lo scorso luglio.
"Ho aspettato pazientemente che l'UE rispettasse la sua parte dell'Accordo Storico sul Commercio che abbiamo concordato a Turnberry, in Scozia, il più grande Accordo Commerciale di sempre! È stata fatta la promessa che l'UE avrebbe mantenuto la propria parte dell'accordo e, secondo l'accordo, ridotto i loro dazi a ZERO!", ha detto Trump.
"Ho accettato di concedere fino al 250° compleanno del nostro Paese o, purtroppo, i loro dazi saliranno immediatamente a livelli molto più alti," ha aggiunto, riferendosi al 4 luglio.
Non è chiaro se i dazi verranno applicati a tutti i beni UE o se l'aumento sarà applicato solo alle automobili. I suoi ultimi commenti suggeriscono, però, che stia ritirando la minaccia della scorsa settimana di imporre dazi più alti su auto e camion importati dal blocco.
Von der Leyen ha dichiarato tramite X che il blocco rimane "pienamente impegnato" nell'attuazione dell'accordo commerciale. Ha aggiunto che "si stanno facendo buoni progressi verso la riduzione dei dazi entro l'inizio di luglio."
'C'è ancora molta strada da fare'
Poche ore dopo la minaccia commerciale di Trump contro l'UE, un tribunale commerciale statunitense ha stabilito che gli ultimi dazi globali del 10% imposti da Trump non erano giustificati dalla legge statunitense.
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Trump ha dichiarato che darà all’UE fino al 4 luglio per ratificare il suo accordo commerciale con gli Stati Uniti, ma che i dazi "saliranno immediatamente a livelli molto più alti" se il blocco non lo farà
Fonte: CNBC
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che darà all'Unione Europea fino al 4 luglio per ratificare il suo accordo commerciale con gli Stati Uniti, minacciando di aumentare i dazi a livelli "molto più alti" se il blocco di 27 nazioni non lo farà.
In un post su Truth Social giovedì sera, Trump ha posto una nuova scadenza commerciale durante una "grande telefonata" con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in cui ha detto che entrambi i leader concordano che l'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare.
La conversazione è avvenuta poco dopo che il presidente degli Stati Uniti si è ripromesso di aumentare i dazi sulle auto e camion importati dall'UE al 25%, accusando il blocco di non aver rispettato i termini dell'accordo raggiunto sul suo campo da golf in Scozia lo scorso luglio.
"Ho aspettato pazientemente che l'UE rispettasse la sua parte dell'Accordo Storico sul Commercio che abbiamo concordato a Turnberry, in Scozia, il più grande Accordo Commerciale di sempre! È stata fatta la promessa che l'UE avrebbe mantenuto la propria parte dell'accordo e, secondo l'accordo, ridotto i loro dazi a ZERO!", ha detto Trump.
"Ho accettato di concedere fino al 250° compleanno del nostro Paese o, purtroppo, i loro dazi saliranno immediatamente a livelli molto più alti," ha aggiunto, riferendosi al 4 luglio.
Non è chiaro se i dazi verranno applicati a tutti i beni UE o se l'aumento sarà applicato solo alle automobili. I suoi ultimi commenti suggeriscono, però, che stia ritirando la minaccia della scorsa settimana di imporre dazi più alti su auto e camion importati dal blocco.
Von der Leyen ha dichiarato tramite X che il blocco rimane "pienamente impegnato" nell'attuazione dell'accordo commerciale. Ha aggiunto che "si stanno facendo buoni progressi verso la riduzione dei dazi entro l'inizio di luglio."
'C'è ancora molta strada da fare'
Poche ore dopo la minaccia commerciale di Trump contro l'UE, un tribunale commerciale statunitense ha stabilito che gli ultimi dazi globali del 10% imposti da Trump non erano giustificati dalla legge statunitense.
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Trump threatens EU with ‘much higher’ tariffs if no trade deal signed by new deadline
President Donald Trump said he will give the European Union until July 4 to ratify its trade agreement with the U.S.
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🇬🇧 Elezioni locali nel Regno Unito, Labour dimezzato e Reform primo partito. Starmer: 'Risultato pesante ma vado avanti'
Dati parziali sullo spoglio confermano la disfatta per il partito del premier
Pesantissima batosta per il Partito laburista del premier Keir Starmer e boom della destra trumpiana di Reform Uk di Nigel Farage, nelle elezioni locali britanniche, secondo i primi dati parziali dello spoglio di un terzo dei 136 consigli locali in lizza in Inghilterra.
Il Labour vede dimezzati i consiglieri che aveva e risulta superato come primo partito da Reform.
Male anche i Conservatori, mentre guadagnano seggi - seppure più marginalmente rispetto a Farage - sia i centristi Liberaldemocratici, sia i Verdi del cosiddetto "ecopopulista" Zack Polanski (sinistra radicale). I risultati su Scozia e Galles sono attesi più tardi.
Fonte: Ansa
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Dati parziali sullo spoglio confermano la disfatta per il partito del premier
Pesantissima batosta per il Partito laburista del premier Keir Starmer e boom della destra trumpiana di Reform Uk di Nigel Farage, nelle elezioni locali britanniche, secondo i primi dati parziali dello spoglio di un terzo dei 136 consigli locali in lizza in Inghilterra.
Il Labour vede dimezzati i consiglieri che aveva e risulta superato come primo partito da Reform.
Male anche i Conservatori, mentre guadagnano seggi - seppure più marginalmente rispetto a Farage - sia i centristi Liberaldemocratici, sia i Verdi del cosiddetto "ecopopulista" Zack Polanski (sinistra radicale). I risultati su Scozia e Galles sono attesi più tardi.
Fonte: Ansa
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Elezioni locali nel Regno Unito, Labour dimezzato e Reform primo partito. Starmer: 'Risultato pesante ma vado avanti'
Dati parziali sullo spoglio confermano la disfatta per il partito del premier (ANSA)
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
‼️🇺🇸🇨🇺 Gli Stati Uniti non stanno pianificando un'azione militare contro Cuba nel prossimo futuro, nonostante le minacce di Trump, — AP
▪️L'amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni contro L'Avana. Allo stesso tempo, a Cuba sono state presentate proposte che non ha ancora accettato.
▪️A Cuba viene chiesto di rilasciare i prigionieri politici, porre fine alla repressione politica e religiosa e aprire l'accesso agli investimenti privati statunitensi.
▪️In cambio, gli Stati Uniti promettono decine di milioni di dollari in aiuti umanitari, due anni di accesso gratuito a Internet Starlink per tutti i cubani, assistenza agricola e supporto alle infrastrutture.
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▪️A Cuba viene chiesto di rilasciare i prigionieri politici, porre fine alla repressione politica e religiosa e aprire l'accesso agli investimenti privati statunitensi.
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