DA UN MOMENTO ALL'ALTRO, BUIO - RGR INTERVISTA ILARIA JOVINE, ROBERTO MARIOTTI, MASSIMO SELIS
I giovani e gli argomenti di cui non si può parlare. Gli eventi degli ultimi anni (a partire dal 2020, anno della pandemia) sono diventati un tabù: come è stato stravolto il presente degli adolescenti, com’è cambiata la loro immagine del futuro, e come vedono il mondo degli adulti?
Se lo chiedono Massimo Selis, Ilaria Jovine e Roberto Mariotti, i tre registi che hanno ideato il progetto di documentario "Da un momento all'altro, buio (Out of the blue, dark)". Un progetto collettivo di Phausania Film e Ilja’Film, che vuole far parlare i giovani e indurci ad ascoltarli. Oggi parleremo con loro dell'idea di questo film, delle esigenze a cui vuole rispondere e di come contribuire alla sua realizzazione.
Ricordiamo fin d'ora che chi vuole condividere le proprie riflessioni come testimonial del film o sostenere il progetto e contribuire alla sua realizzazione, può scrivere a outoftheblue.dark.ilfilm@gmail.com
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I giovani e gli argomenti di cui non si può parlare. Gli eventi degli ultimi anni (a partire dal 2020, anno della pandemia) sono diventati un tabù: come è stato stravolto il presente degli adolescenti, com’è cambiata la loro immagine del futuro, e come vedono il mondo degli adulti?
Se lo chiedono Massimo Selis, Ilaria Jovine e Roberto Mariotti, i tre registi che hanno ideato il progetto di documentario "Da un momento all'altro, buio (Out of the blue, dark)". Un progetto collettivo di Phausania Film e Ilja’Film, che vuole far parlare i giovani e indurci ad ascoltarli. Oggi parleremo con loro dell'idea di questo film, delle esigenze a cui vuole rispondere e di come contribuire alla sua realizzazione.
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DA UN MOMENTO ALL'ALTRO, BUIO - I. JOVINE, R. MARIOTTI, M. SELIS
I giovani e gli argomenti di cui non si può parlare. Gli eventi degli ultimi anni (a partire dal 2020, anno della pandemia) sono diventati un tabù: come è stato stravolto il presente degli adolescenti, com’è cambiata la loro immagine del futuro, e come vedono…
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PROVITA:
(Fonte: X)
Non crediamo servano commenti
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STANNO ASSALTANDO LA NOSTRA SEDE
La manifestazione contro ogni violenza sfocia in una violenza inaudita verbale e fisica contro la nostra sede.
Ecco a voi la massima espressione di ipocrisia dell’ideologia mascherata da buonismo.
(Fonte: X)
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STASERA A GERUSALEMME una grande folla si è radunata davanti alla residenza di Nethanyau per chiedere la fine della guerra e le sue dimissioni Fonte: X
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HAMAS PUBBLICA VIDEO DEL RILASCIO DEI PRIGIONIERI AVVENUTO STANOTTE, tutte donne e bambini
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⭕ SITUAZIONE DEL FRONTE IN UKRAINA LA MATTINA DEL 26 NOVEMBRE
🔹Nella direzione Kherson-Crimea, le forze armate RF sono riuscite a respingere i marines ucraini dalla cintura forestale di Krynki dopo il bombardamento.
L'AFU è sotto attacco a Belozyorka, Kherson, Antonovka, Pridneprovskoye, Poniatovka, Tyaginka, Lvovo, Kazatskoye, Berislav, Novoberislav e Dudchany.
🔹Sul fronte di Donetsk, le forze russe supportate da armi a lungo raggio hanno attaccato vicino a Novomikhaylovka, a Maryinka e vicino a Pervomayskoye. Senza successo.
▪️ Azioni simili dal fork Yasinovatskaya ad Avdeyevka hanno portato ad un anticipo. Insignificante in profondità, ma importante tatticamente. L'AFU ha problemi qui nella zona industriale.
▪️ Alla cokeria Avdeyevka, le truppe ucraine hanno respinto gli attacchi. Così come a Steponoye (da non confondere con gli insediamenti con lo stesso nome nelle direzioni Zaporozhye e Ugledar). Allo stesso tempo, l'artiglieria e l'aviazione russe hanno lavorato duramente su di loro.
Anche le posizioni dell'AFU a Severnoye (un villaggio a ovest di Avdeyevka), Tonenkoye, Orlovka, Keramik, Nyu-York (Novgorodskoye) e Yuzhnoye sono state attaccate.
🔹Nella direzione Bakhmut, le forze armate RF, supportate dall'artiglieria e da un gruppo corazzato, hanno attaccato nell'area di Kleshcheyevka. Hanno occupato nuove posizioni. Le alture vicino al villaggio sono ancora occupate dalle forze ucraine.
Le armi russe a lungo raggio hanno colpito le AFU a Andreyevka, Ivanovskoye (Krasnoye), Bogdanovka, Fyodorovna, Pereyezdnoye, Vesyoloye (un villaggio a nord-ovest di Soledar), Vyemka e Spornoye.
🔹Nella direzione Kherson-Crimea, le forze armate RF sono riuscite a respingere i marines ucraini dalla cintura forestale di Krynki dopo il bombardamento.
L'AFU è sotto attacco a Belozyorka, Kherson, Antonovka, Pridneprovskoye, Poniatovka, Tyaginka, Lvovo, Kazatskoye, Berislav, Novoberislav e Dudchany.
🔹Sul fronte di Donetsk, le forze russe supportate da armi a lungo raggio hanno attaccato vicino a Novomikhaylovka, a Maryinka e vicino a Pervomayskoye. Senza successo.
▪️ Azioni simili dal fork Yasinovatskaya ad Avdeyevka hanno portato ad un anticipo. Insignificante in profondità, ma importante tatticamente. L'AFU ha problemi qui nella zona industriale.
▪️ Alla cokeria Avdeyevka, le truppe ucraine hanno respinto gli attacchi. Così come a Steponoye (da non confondere con gli insediamenti con lo stesso nome nelle direzioni Zaporozhye e Ugledar). Allo stesso tempo, l'artiglieria e l'aviazione russe hanno lavorato duramente su di loro.
Anche le posizioni dell'AFU a Severnoye (un villaggio a ovest di Avdeyevka), Tonenkoye, Orlovka, Keramik, Nyu-York (Novgorodskoye) e Yuzhnoye sono state attaccate.
🔹Nella direzione Bakhmut, le forze armate RF, supportate dall'artiglieria e da un gruppo corazzato, hanno attaccato nell'area di Kleshcheyevka. Hanno occupato nuove posizioni. Le alture vicino al villaggio sono ancora occupate dalle forze ucraine.
Le armi russe a lungo raggio hanno colpito le AFU a Andreyevka, Ivanovskoye (Krasnoye), Bogdanovka, Fyodorovna, Pereyezdnoye, Vesyoloye (un villaggio a nord-ovest di Soledar), Vyemka e Spornoye.
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Forwarded from La Mia Russia (Marco Bordoni)
Secondo Bloomberg una parte dei governi UE si oppone al meccanismo per combattere l'elusione delle sanzioni, ovvero una somma che gli esportatori dovrebbero versare quale cauzione oggetto di sequestro a favore del governo ucraino in caso di violazione.
https://www.pravda.com.ua/rus/news/2023/11/25/7430354/index.amp
https://www.pravda.com.ua/rus/news/2023/11/25/7430354/index.amp
Украинская правда
Bloomberg: Ряд стран ЕС против усиления борьбы с обходом санкций против РФ
Группа стран ЕС выступает за ослабление предложенных Евросоюзом мер по борьбе с обходом санкций против России через третьи страны.
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🇨🇳 IN CINA SENZA VISTO
La Cina ha deciso di sperimentare una nuova politica di ingresso esente dal visto della durata di 15 giorni per i cittadini titolari di passaporto ordinario provenienti dai principali Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Olanda e Spagna, nonché dalla Malesia, per quanto riguarda l'Asia.
La misura sarà operativa a partire dal primo dicembre prossimo fino a 30 novembre 2024, in base a quanto è stato annunciato dalla portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, durante il briefing quotidiano.
Fonte ANSA
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La Cina ha deciso di sperimentare una nuova politica di ingresso esente dal visto della durata di 15 giorni per i cittadini titolari di passaporto ordinario provenienti dai principali Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Olanda e Spagna, nonché dalla Malesia, per quanto riguarda l'Asia.
La misura sarà operativa a partire dal primo dicembre prossimo fino a 30 novembre 2024, in base a quanto è stato annunciato dalla portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, durante il briefing quotidiano.
Fonte ANSA
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ANSA.it
La Cina elimina i visti da diversi Paesi Ue, anche l'Italia
La Cina ha deciso di sperimentare una nuova politica di ingresso esente dal visto della durata di 15 giorni per i cittadini titolari di passaporto ordinario provenienti dai principali Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Olanda e Spagna, nonch...…
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🔴 VOLGE AL TERMINE LA BATTAGLIA DI AVDEEVKA
L'offensiva russa contro la città fortificata di Avdeevka non conosce soste. Diversamente dalla famigerata controffensiva ucraina di primavera-estate, e nonostante le difficoltà di un inverno alle porte, le forze armate russe sono all'attacco praticamente lungo tutta la linea di combattimento, ed in particolare sul fronte di questa piazzaforte nell'oblast di Donetsk. La manovra russa si sta svolgendo sia in modo avvolgente, cercando di circondare la città e di tagliarne le linee di rifornimento, sia investendola direttamente, così da tenere costantemente impegnate le forze ucraine. È lo schema già adottato a Bakhmut, e che - anche grazie all'ostinazione con cui Zelensky impone all'esercito ucraino di resistere anche laddove non c'è speranza - si trasforma ineluttabilmente nell'ennesimo tritacarne per le forze di Kiev, già stremate da 21 mesi di guerra.
Nonostante gli sforzi considerevoli, le forze ucraine sono state via via cacciate da tutti i più importanti punti strategici del settore, e l'avanzata russa sembra ormai essere lenta ma inesorabile; la zona industriale della città e la stazione ferroviaria Yasinovataya 2 sono ormai completamente liberate. Ormai persino i preziosi carri armati Abrams vengono trasferiti al fronte (a Kupiansk, per stabilizzare la situazione). In ogni settore del fronte, la resistenza ucraina (ormai ufficialmente passata dalla condizione offensiva a quella difensiva) fatica considerevolmente a resistere alla pressione.
Ma gli sviluppi della situazione ad Avdeevka sono molto importanti, sia dal punto di vista simbolico e psicologico, che da quello più strettamente militare.
Innanzitutto perché questo bastione difensivo ucraino è anche il punto da cui, per nove lunghi anni, gli ucraini hanno martellato con razzi ed artiglieria la vicina città di Donetsk, e la sua caduta quindi (seppure non priva Kiev di questa possibilità, grazie alle armi a lungo raggio ricevute dalla NATO) rappresenta un punto di svolta simbolico. Sarebbe inoltre la seconda volta, dopo Bakhmut, che una città strenuamente difesa dagli ucraini finisce per cedere all'offensiva russa, e questo non potrebbe non avere riflessi sulla tenuta psicologica delle forze armate ucraine, soprattutto considerando che Avdeevka è una città interamente fortificata, e quindi rappresenta la massima capacità difensiva della AFU.
La caduta di questa importante piazzaforte, potrebbe non da ultimo aprire la strada alla completa liberazione dell'oblast di Donetsk, di cui una parte è ancora sotto il controllo ucraino.
BREAKING: Stanno arrivando notizie non confermate secondo cui 150 soldati ucraini si sarebbero arresi nel sud di Avdeevka. Se confermato, questo sarebbe uno dei più grandi contingenti di ucraini ad arrendersi dai primi giorni dell’SMO. Ciò avviene sulla scia dei video pubblicati dalla 53a e 110a Brigata ucraina, sulla decisione di lasciare Avdeevka se non verrà inviato ulteriore supporto.
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L'offensiva russa contro la città fortificata di Avdeevka non conosce soste. Diversamente dalla famigerata controffensiva ucraina di primavera-estate, e nonostante le difficoltà di un inverno alle porte, le forze armate russe sono all'attacco praticamente lungo tutta la linea di combattimento, ed in particolare sul fronte di questa piazzaforte nell'oblast di Donetsk. La manovra russa si sta svolgendo sia in modo avvolgente, cercando di circondare la città e di tagliarne le linee di rifornimento, sia investendola direttamente, così da tenere costantemente impegnate le forze ucraine. È lo schema già adottato a Bakhmut, e che - anche grazie all'ostinazione con cui Zelensky impone all'esercito ucraino di resistere anche laddove non c'è speranza - si trasforma ineluttabilmente nell'ennesimo tritacarne per le forze di Kiev, già stremate da 21 mesi di guerra.
Nonostante gli sforzi considerevoli, le forze ucraine sono state via via cacciate da tutti i più importanti punti strategici del settore, e l'avanzata russa sembra ormai essere lenta ma inesorabile; la zona industriale della città e la stazione ferroviaria Yasinovataya 2 sono ormai completamente liberate. Ormai persino i preziosi carri armati Abrams vengono trasferiti al fronte (a Kupiansk, per stabilizzare la situazione). In ogni settore del fronte, la resistenza ucraina (ormai ufficialmente passata dalla condizione offensiva a quella difensiva) fatica considerevolmente a resistere alla pressione.
Ma gli sviluppi della situazione ad Avdeevka sono molto importanti, sia dal punto di vista simbolico e psicologico, che da quello più strettamente militare.
Innanzitutto perché questo bastione difensivo ucraino è anche il punto da cui, per nove lunghi anni, gli ucraini hanno martellato con razzi ed artiglieria la vicina città di Donetsk, e la sua caduta quindi (seppure non priva Kiev di questa possibilità, grazie alle armi a lungo raggio ricevute dalla NATO) rappresenta un punto di svolta simbolico. Sarebbe inoltre la seconda volta, dopo Bakhmut, che una città strenuamente difesa dagli ucraini finisce per cedere all'offensiva russa, e questo non potrebbe non avere riflessi sulla tenuta psicologica delle forze armate ucraine, soprattutto considerando che Avdeevka è una città interamente fortificata, e quindi rappresenta la massima capacità difensiva della AFU.
La caduta di questa importante piazzaforte, potrebbe non da ultimo aprire la strada alla completa liberazione dell'oblast di Donetsk, di cui una parte è ancora sotto il controllo ucraino.
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Resistere è un buon investimento.
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🇮🇱 UN SOTTUFFICIALE DELL'INTELLIGENCE SCRISSE TRE DOCUMENTI PER AVVISARE I SUOI SUPERIORI SU COME HAMAS STAVA SIMULANDO UN ATTACCO A UN KIBBUTZ
Nei mesi che hanno preceduto la guerra, un sottufficiale dell'intelligence ha scritto tre documenti mettendo in guardia i suoi superiori sulle intenzioni di Hamas. Da alcuni mesi Hamas aveva completato esercitazioni a Gaza che simulavano l’invasione di un kibbutz e di posti di confine.
A luglio il sottufficiale riferì che il gruppo di Hamas aveva completato altre esercitazioni. In un documento aggiunse una dichiarazione terrificante che rivelava l'intenzione di Hamas di danneggiare gravemente i residenti dei kibbutz.
Il sottufficiale concluse che Hamas aveva completato i suoi preparativi; parte delle prove a suo carico riguardavano la visita di alti funzionari di Hamas per assistere alle esercitazioni, un evento riportato anche dagli osservatori. Alla pari della segnalazione degli osservatori, l'avvertimento del sottufficiale venne ignorato, anche se non fu degradato o minacciato come accadde per gli osservatori da parte di alcuni dei loro comandanti.
L’avvertimento del sottufficiale fu trasmesso agli alti ufficiali della sua unità e all’intelligence sul campo. Un alto ufficiale dell'intelligence rispose via e-mail. Ne elogiò il lavoro, ma aggiunse: “Mi sembra fantasia”. (Fonte: Haaretz)
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Nei mesi che hanno preceduto la guerra, un sottufficiale dell'intelligence ha scritto tre documenti mettendo in guardia i suoi superiori sulle intenzioni di Hamas. Da alcuni mesi Hamas aveva completato esercitazioni a Gaza che simulavano l’invasione di un kibbutz e di posti di confine.
A luglio il sottufficiale riferì che il gruppo di Hamas aveva completato altre esercitazioni. In un documento aggiunse una dichiarazione terrificante che rivelava l'intenzione di Hamas di danneggiare gravemente i residenti dei kibbutz.
Il sottufficiale concluse che Hamas aveva completato i suoi preparativi; parte delle prove a suo carico riguardavano la visita di alti funzionari di Hamas per assistere alle esercitazioni, un evento riportato anche dagli osservatori. Alla pari della segnalazione degli osservatori, l'avvertimento del sottufficiale venne ignorato, anche se non fu degradato o minacciato come accadde per gli osservatori da parte di alcuni dei loro comandanti.
L’avvertimento del sottufficiale fu trasmesso agli alti ufficiali della sua unità e all’intelligence sul campo. Un alto ufficiale dell'intelligence rispose via e-mail. Ne elogiò il lavoro, ma aggiunse: “Mi sembra fantasia”. (Fonte: Haaretz)
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IL NEOELETTO RETTORE DELLA ST ANDREWS UNIVERSITY STA AFFRONTANDO RICHIESTE DI SCUSE PER UN'E-MAIL CHE ACCUSA ISRAELE DI GENOCIDIO A GAZA.
Stella Maris ha affermato che i palestinesi hanno subito “apartheid, assedio, occupazione illegale e punizione collettiva” durante la guerra Israele-Gaza.
La St Andrews in Scozia, prestigiosa università dell'alta borghesia dove si sono laureati molti membri della Famiglia Reale, ha eletto un rettore "etnico" senza rendersi conto di quanto potesse essere pericoloso per le loro opinioni "conservatrici".
Stella Maris ha affermato che i palestinesi hanno subito “apartheid, assedio, occupazione illegale e punizione collettiva” durante la guerra Israele-Gaza.
La St Andrews in Scozia, prestigiosa università dell'alta borghesia dove si sono laureati molti membri della Famiglia Reale, ha eletto un rettore "etnico" senza rendersi conto di quanto potesse essere pericoloso per le loro opinioni "conservatrici".
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🇾🇪🇺🇸🇮🇱🇱🇷 NAVE DELLA MARINA USA COINVOLTA DURANTE IL SEQUESTRO DI UNA PETROLIERA AL LARGO DELLE COSTE DELLO YEMEN
Alle 0820 EST una nave cisterna per il trasporto di petrolio/prodotti chimici identificata come Central Park (IMO: 9725823), battente bandiera liberiana e di proprietà della società Zodiac Maritime che fa capo all'uomo d'affari israeliano Eyal Ofer, è stata sequestrata dal movimento Houthi noto come Ansar Allah. La sua capacità di carico è di 19998 t DWT e il suo pescaggio attuale è di 10,2 metri. La sua lunghezza fuori tutto (LOA) è di 145 metri e la sua larghezza è di 24,2 metri.
In precedenza, attorno alle 06.44 EST, le pagine Telegram collegate agli Houthi avevano iniziato a segnalare il sequestro e l'attacco di una petroliera al largo delle coste dello Yemen. Alle 07.26 EST, l'autorità britannica per le operazioni commerciali marittime ha annunciato che era in corso un incidente.
Tuttavia, alle 07:39 EST, Barrons ha riferito che una nave della marina americana era coinvolta nell'incidente:
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, avevano precedentemente minacciato di attaccare la petroliera se non avesse cambiato la rotta verso il porto di Hodeida. Sono state intercettate comunicazioni provenienti da una nave da guerra della coalizione statunitense che avvertiva Central Park di ignorare i messaggi, ha aggiunto Ambrey.
L'abbordaggio è avvenuto al largo della città portuale yemenita di Aden, con un'altra nave nella zona che segnalava "un avvicinamento di otto persone su due skiff che indossavano uniformi militari", ha detto Ambrey. (Fonte: Atlas News)
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Alle 0820 EST una nave cisterna per il trasporto di petrolio/prodotti chimici identificata come Central Park (IMO: 9725823), battente bandiera liberiana e di proprietà della società Zodiac Maritime che fa capo all'uomo d'affari israeliano Eyal Ofer, è stata sequestrata dal movimento Houthi noto come Ansar Allah. La sua capacità di carico è di 19998 t DWT e il suo pescaggio attuale è di 10,2 metri. La sua lunghezza fuori tutto (LOA) è di 145 metri e la sua larghezza è di 24,2 metri.
In precedenza, attorno alle 06.44 EST, le pagine Telegram collegate agli Houthi avevano iniziato a segnalare il sequestro e l'attacco di una petroliera al largo delle coste dello Yemen. Alle 07.26 EST, l'autorità britannica per le operazioni commerciali marittime ha annunciato che era in corso un incidente.
Tuttavia, alle 07:39 EST, Barrons ha riferito che una nave della marina americana era coinvolta nell'incidente:
“Una nave cisterna collegata a una compagnia affiliata a Israele è stata abbordata al largo delle coste dello Yemen, ha detto domenica la società di sicurezza marittima Ambrey a seguito di una serie di incidenti sulla stessa rotta marittima".
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, avevano precedentemente minacciato di attaccare la petroliera se non avesse cambiato la rotta verso il porto di Hodeida. Sono state intercettate comunicazioni provenienti da una nave da guerra della coalizione statunitense che avvertiva Central Park di ignorare i messaggi, ha aggiunto Ambrey.
L'abbordaggio è avvenuto al largo della città portuale yemenita di Aden, con un'altra nave nella zona che segnalava "un avvicinamento di otto persone su due skiff che indossavano uniformi militari", ha detto Ambrey. (Fonte: Atlas News)
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🇦🇷 ARGENTINA. MILEI VUOLE PRIVATIZZARE AEROLINEAS ARGENTINAS CEDENDOLA AI DIPENDENTI
Eletto nuovo presidente dell'Argentina domenica 19 novembre, Javier Milei ha già detto cosa intende fare con Aerolíneas Argentinas, la compagnia aerea statale e la più grande compagnia aerea del paese. Per il presidente eletto, il destino dell'azienda è quello di essere privatizzata, ma nelle mani dei dipendenti stessi che ne deciderebbero il futuro in un ambiente a cielo aperto. Per dare ai nuovi proprietari il tempo di organizzare l'azienda, il governo fornirebbe un sostegno finanziario per 12 mesi.
Aerolíneas Argentinas
ha dichiarato Milei.
L'idea, tuttavia, è stata inizialmente respinta dai sindacati dei dipendenti, che ritengono che Aerolíneas potrebbe fallire senza l'aiuto del governo.
Fondata nel 1949, Aerolíneas Argentinas è diventata di proprietà statale nel 1979. Nel 1990, tuttavia, è stata privatizzata e rilevata da un consorzio guidato dalla società spagnola Iberia, che è rimasta in azienda per 11 anni. Dopo un periodo critico in cui era nelle mani del gruppo Marsans, la compagnia aerea è stata nazionalizzata nel 2009 durante il governo della presidente Cristina Kichner. Il suo successore, Mauricio Macri, ha lanciato un programma di deregolamentazione del trasporto aereo che ha aperto lo spazio per l'espansione del numero di compagnie aeree e rotte, riducendo la quota di mercato di Aerolíneas.
Nel 2019, il nuovo presidente Alberto Fernández ha intrapreso la strada opposta, rendendo difficile per le compagnie aeree private operare e investendo nella compagnia di stato.
Piano per l'acquisizione di jet E195-E2
Durante i mesi della campagna, Aerolíneas ha annunciato piani per espandere e modernizzare la sua flotta, che includeva l'ordine di 12 jet Embraer E195-E2. L'accordo, tuttavia, non è stato finora confermato dal produttore, nonostante un viaggio effettuato dal management della compagnia aerea in Brasile.
Secondo i media locali, Aerolíneas Argentinas ha quasi 12.000 dipendenti, comprese le persone che lavoravano per Austral Lineas Aéreas, la compagnia aerea che si è fusa con essa negli ultimi anni. Aerolíneas è una società per azioni in cui i dipendenti detengono solo una piccola parte delle azioni. La strada per la privatizzazione sarebbe quindi chiara, in quanto non è necessaria l'approvazione della maggioranza del Congresso argentino per venderla.
La compagnia aerea statale ha una flotta di 84 aeromobili, che include 10 Airbus A330-200 per voli a lunga distanza, 48 Boeing 737, compresi i modelli MAX 8, e 26 Embraer E190. Tra le rotte internazionali spiccano diverse città brasiliane, Miami e New York, negli Stati Uniti, L'Avana, Madrid e Roma, tra le altre. (Fonte: Air Data News)
Cedere il controllo della compagnie ai dipendenti è, nel migliore dei casi, una formula di marketing politico per non dire che la compagnia verrà ceduta a privati. Quello che si omette di dire, infatti, è che, come qualsiasi altra compagnia statale, Aerolíneas Argentinas ha bisogno di corposi finanziamenti per acquisire vettori e rotte e sopravvivere in un mercato sempre più competitivo e difficile. Investimenti che possono arrivare solo o dallo stato o da grossi gruppi privati. Milei sembra ancora in campagna elettorale.
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Eletto nuovo presidente dell'Argentina domenica 19 novembre, Javier Milei ha già detto cosa intende fare con Aerolíneas Argentinas, la compagnia aerea statale e la più grande compagnia aerea del paese. Per il presidente eletto, il destino dell'azienda è quello di essere privatizzata, ma nelle mani dei dipendenti stessi che ne deciderebbero il futuro in un ambiente a cielo aperto. Per dare ai nuovi proprietari il tempo di organizzare l'azienda, il governo fornirebbe un sostegno finanziario per 12 mesi.
Aerolíneas Argentinas
dispone di personale altamente qualificato e di business unit redditizie. Bisogna lasciarlo ai dipendenti. In un contesto di maggiore competizione, saranno gli stessi dipendenti a espellere coloro che si dedicano alla politica invece di lavorare,
ha dichiarato Milei.
L'idea, tuttavia, è stata inizialmente respinta dai sindacati dei dipendenti, che ritengono che Aerolíneas potrebbe fallire senza l'aiuto del governo.
Fondata nel 1949, Aerolíneas Argentinas è diventata di proprietà statale nel 1979. Nel 1990, tuttavia, è stata privatizzata e rilevata da un consorzio guidato dalla società spagnola Iberia, che è rimasta in azienda per 11 anni. Dopo un periodo critico in cui era nelle mani del gruppo Marsans, la compagnia aerea è stata nazionalizzata nel 2009 durante il governo della presidente Cristina Kichner. Il suo successore, Mauricio Macri, ha lanciato un programma di deregolamentazione del trasporto aereo che ha aperto lo spazio per l'espansione del numero di compagnie aeree e rotte, riducendo la quota di mercato di Aerolíneas.
Nel 2019, il nuovo presidente Alberto Fernández ha intrapreso la strada opposta, rendendo difficile per le compagnie aeree private operare e investendo nella compagnia di stato.
Piano per l'acquisizione di jet E195-E2
Durante i mesi della campagna, Aerolíneas ha annunciato piani per espandere e modernizzare la sua flotta, che includeva l'ordine di 12 jet Embraer E195-E2. L'accordo, tuttavia, non è stato finora confermato dal produttore, nonostante un viaggio effettuato dal management della compagnia aerea in Brasile.
Secondo i media locali, Aerolíneas Argentinas ha quasi 12.000 dipendenti, comprese le persone che lavoravano per Austral Lineas Aéreas, la compagnia aerea che si è fusa con essa negli ultimi anni. Aerolíneas è una società per azioni in cui i dipendenti detengono solo una piccola parte delle azioni. La strada per la privatizzazione sarebbe quindi chiara, in quanto non è necessaria l'approvazione della maggioranza del Congresso argentino per venderla.
La compagnia aerea statale ha una flotta di 84 aeromobili, che include 10 Airbus A330-200 per voli a lunga distanza, 48 Boeing 737, compresi i modelli MAX 8, e 26 Embraer E190. Tra le rotte internazionali spiccano diverse città brasiliane, Miami e New York, negli Stati Uniti, L'Avana, Madrid e Roma, tra le altre. (Fonte: Air Data News)
Cedere il controllo della compagnie ai dipendenti è, nel migliore dei casi, una formula di marketing politico per non dire che la compagnia verrà ceduta a privati. Quello che si omette di dire, infatti, è che, come qualsiasi altra compagnia statale, Aerolíneas Argentinas ha bisogno di corposi finanziamenti per acquisire vettori e rotte e sopravvivere in un mercato sempre più competitivo e difficile. Investimenti che possono arrivare solo o dallo stato o da grossi gruppi privati. Milei sembra ancora in campagna elettorale.
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Air Data News
State-owned Aerolíneas Argentinas should be transferred to employees, says president-elect Javier Milei - Air Data News
Elected new president of Argentina on Sunday, November 19, the ultra-liberal Javier Milei has already said what he intends to do with Aerolíneas Argentinas,
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Media is too big
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🇨🇦 SCIOPERO STORICO IN QUEBEC
Più di 565.000 lavoratori del settore pubblico della provincia hanno manifestato il 23 novembre per chiedere aumenti salariali. 65.000 insegnanti sono entrati in sciopero a tempo indeterminato. (via Anonyme Citoyen)
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Più di 565.000 lavoratori del settore pubblico della provincia hanno manifestato il 23 novembre per chiedere aumenti salariali. 65.000 insegnanti sono entrati in sciopero a tempo indeterminato. (via Anonyme Citoyen)
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🇩🇪🇰🇬 ESPORTAZIONI TEDESCHE VERSO IL KIRGHIZISTAN AUMENTANO DEL 5500%
Le esportazioni tedesche di autoveicoli e componenti (blu) verso il Kirghizistan sono aumentate del 5500% da quando la Russia ha invaso l'Ucraina. (via Robin Brooks)
Ma quanto comprano questi kirghisi! Ma poi cosa se ne faranno, sti spendaccioni? 😝
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Le esportazioni tedesche di autoveicoli e componenti (blu) verso il Kirghizistan sono aumentate del 5500% da quando la Russia ha invaso l'Ucraina. (via Robin Brooks)
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🇵🇸🇮🇱 NETANYAHU ENTRA A GAZA
Netanyahu è entrato nella Striscia di Gaza per la prima volta dall'inizio della guerra.
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Netanyahu è entrato nella Striscia di Gaza per la prima volta dall'inizio della guerra.
Continuiamo fino alla fine, fino alla vittoria. Niente ci fermerà.
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🇵🇸🇮🇱 ISRAELE LIBERA 39 PALESTINESI, HAMAS 13 ISRAELIANI
Le autorità israeliane hanno rilasciato 39 palestinesi tra cui 6 donne e 33 bambini nell'ambito dell'accordo di scambio con Hamas.
Hamas ha liberato 17 prigionieri, tra cui 13 israeliani, da Gaza. (Fonte: TRT World)
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Le autorità israeliane hanno rilasciato 39 palestinesi tra cui 6 donne e 33 bambini nell'ambito dell'accordo di scambio con Hamas.
Hamas ha liberato 17 prigionieri, tra cui 13 israeliani, da Gaza. (Fonte: TRT World)
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