🇵🇸🇮🇱🇺🇸 NETANYAHU SUGGERISCE CHE IL NUOVO PORTO COSTRUITO DAGLI USA POTREBBE AIUTARE A DEPORTARE I PALESTINESI
Secondo quanto riferito, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha suggerito che il nuovo porto improvvisato costruito dagli Stati Uniti al largo di Gaza, che è stato creato ufficialmente per aiutare a spedire aiuti all'enclave assediata, potrebbe essere utilizzato per deportare i palestinesi.
Washington all'inizio di questo mese ha annunciato l'intenzione dell'esercito di costruire un bacino galleggiante "temporaneo" sulla costa di Gaza per consentire agli aiuti di entrare più facilmente. "Un molo temporaneo consentirà un massiccio aumento della quantità di assistenza umanitaria che arriva a Gaza ogni giorno", ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Tuttavia, parlando a una riunione privata del Comitato per gli affari esteri e la sicurezza della Knessett, Netanyahu ha suggerito che il porto potrebbe anche facilitare l'espulsione dei palestinesi da Gaza. Netanyahu ha detto che non c'è "alcun ostacolo" per i palestinesi che lasciano la Striscia di Gaza, a parte la riluttanza di altri paesi ad accettarli, secondo un giornalista di Kan News.
Il suggerimento è stato accolto con rabbia dai palestinesi, che hanno a lungo suggerito che l'obiettivo finale delle operazioni israeliane a Gaza fosse appunto la loro rimozione dalla regione.
"Non ha mai rinunciato al suo sogno di una completa pulizia etnica dei palestinesi a Gaza", ha twittato Mustafa Barghouti, leader dell'Iniziativa nazionale palestinese, in risposta alla notizia. (Fonte: Middle East Eye)
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Secondo quanto riferito, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha suggerito che il nuovo porto improvvisato costruito dagli Stati Uniti al largo di Gaza, che è stato creato ufficialmente per aiutare a spedire aiuti all'enclave assediata, potrebbe essere utilizzato per deportare i palestinesi.
Washington all'inizio di questo mese ha annunciato l'intenzione dell'esercito di costruire un bacino galleggiante "temporaneo" sulla costa di Gaza per consentire agli aiuti di entrare più facilmente. "Un molo temporaneo consentirà un massiccio aumento della quantità di assistenza umanitaria che arriva a Gaza ogni giorno", ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Tuttavia, parlando a una riunione privata del Comitato per gli affari esteri e la sicurezza della Knessett, Netanyahu ha suggerito che il porto potrebbe anche facilitare l'espulsione dei palestinesi da Gaza. Netanyahu ha detto che non c'è "alcun ostacolo" per i palestinesi che lasciano la Striscia di Gaza, a parte la riluttanza di altri paesi ad accettarli, secondo un giornalista di Kan News.
Il suggerimento è stato accolto con rabbia dai palestinesi, che hanno a lungo suggerito che l'obiettivo finale delle operazioni israeliane a Gaza fosse appunto la loro rimozione dalla regione.
"Non ha mai rinunciato al suo sogno di una completa pulizia etnica dei palestinesi a Gaza", ha twittato Mustafa Barghouti, leader dell'Iniziativa nazionale palestinese, in risposta alla notizia. (Fonte: Middle East Eye)
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Middle East Eye
War on Gaza: Netanyahu 'suggests new US-built port could help deport Palestinians'
Palestinians hit back at suggestion reportedly raised in cabinet meeting, saying that it implies plans for mass expulsions from Gaza
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🔴 A proposito del caso di Vida Shahvalad, la ragazza iraniana trovata morta in auto insieme al fidanzato a Napoli, su cui i media italiani hanno imbastito la solita campagna islamofobica, accusando Teheran di non volere il rientro della salma in Iran, pubblichiamo il comunicato emesso dall'Ambasciata iraniana in Italia.
"Rinnoviamo i sentimenti di rammarico per la morte improvvisa di Vida Shahvalad, studentessa iraniana residente in Italia, e di profondo cordoglio alla sua famiglia, ai suoi amici e alla comunità degli studenti residenti in Italia.
Si informa che le necessarie pratiche per il trasferimento della salma della giovane sono seguite con attenzione e celerità da parte dell'Ambasciata e delle autorità in Italia. Non appena sarà reso noto il parere definitivo dell'autorità competente (Procura di Napoli), le operazioni relative al trasferimento della salma, già per altro inizialmente avviate in coordinamento con le agenzie funebri competenti e i famigliari, verranno concluse al fine di permettere nel più breve tempo possibile il rientro delle spoglie in Iran".
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Giubbe Rosse
Canale di informazione politica
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Per contattare la redazione: redazione.gr@proton.me
Resistere è un buon investimento.
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Dalla rassegna stampa
𝘗𝘢𝘴𝘴𝘪 𝘴𝘶𝘭 𝘮𝘢𝘳𝘦, 𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘴𝘴𝘪𝘮𝘰 𝘚𝘦𝘭𝘪𝘴. 𝘓𝘦 𝘢𝘷𝘷𝘦𝘯𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘦 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘦
"...Passi sul mare è il primo film italiano e forse al mondo che descrive la vita di queste anime. Non si tratta di semplici interviste, tutt’altro, è un pedinamento zavattiniano, alla ricerca della famosa veritàààà, così come la urlò Cesare Zavattini."
"...E la verità è fatta di bellezza, di amore, di cuore, elementi trasmessi da tutti i protagonisti dall’inizio alla fine del film."
"Queste anime coraggiose non sono invincibili, hanno sofferto immensamente, quando hanno perso famigliari, mandati al macello dei ricoveri ospedalieri e hanno sofferto quando dovevano rinunciare al lavoro rischiando la povertà senza neanche una minima speranza di poter risolvere la situazione difficile… E sono stati amareggiati dal conflitto con parenti ed amici, quando li avvertivano dolcemente, senza alzare mai la voce…"
"Passi sul mare è soprattutto un film solare sulla connessione spirituale di queste anime con la loro vita, la Natura, la dimensione divina, che è nel cuore e che spesso è la voce che va ascoltata per trovare la propria via. "
Andrea Caramanna, Makemovies
Giubbe Rosse vi ricorda che ora il film è finalmente disponibile online.
Puoi noleggiare o acquistare "Passi sul mare" su Vimeo OTT:
https://phausaniafilm.vhx.tv/products/passi-sul-mare
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"...Passi sul mare è il primo film italiano e forse al mondo che descrive la vita di queste anime. Non si tratta di semplici interviste, tutt’altro, è un pedinamento zavattiniano, alla ricerca della famosa veritàààà, così come la urlò Cesare Zavattini."
"...E la verità è fatta di bellezza, di amore, di cuore, elementi trasmessi da tutti i protagonisti dall’inizio alla fine del film."
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Phausania Film
Passi sul mare
Un documentario che segue le storie di alcune persone che negli ultimi anni hanno fatto scelte diverse dalla maggioranza, non assecondando i diktat del potere, portandone il peso e facendo un percorso di cambiamento.
Non un documentario di inchiesta, non…
Non un documentario di inchiesta, non…
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🇺🇸 USA. DOJ VALUTA SE RIDURRE LA PENA A JULIAN ASSANGE
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta valutando se consentire a Julian Assange di dichiararsi colpevole di un'accusa ridotta di (gestione impropria di informazioni riservate), secondo persone a conoscenza della questione. Ciò aprirebbe la strada a un possibile accordo che metterebbe fine a una lunga saga legale innescata da una delle più grandi fughe di informazioni classificate nella storia americana.
I funzionari del Dipartimento di Giustizia e gli avvocati di Assange hanno avuto discussioni preliminari negli ultimi mesi su come potrebbe essere un patteggiamento, secondo persone che hanno familiarità con la questione, un potenziale ammorbidimento in una situazione di stallo piena di complessità politiche e legali. I colloqui avvengono mentre Assange ha già trascorso circa cinque anni dietro le sbarre. I pubblici ministeri statunitensi si troverebbero di fronte minori probabilità che egli debba scontare una lunga prigionia anche nel caso in cui fosse condannato negli Stati Uniti.
Qualsiasi accordo richiederebbe comunque l’approvazione ai massimi livelli del Dipartimento di Giustizia. Barry Pollack, un avvocato di Assange, ha detto che non gli è stata data alcuna indicazione che il dipartimento accetterà un accordo. Un portavoce del Dipartimento di Giustizia ha rifiutato di commentare.
Se i pubblici ministeri permettessero ad Assange di far valere l’accusa statunitense di cattiva gestione di documenti riservati – qualcosa che i suoi avvocati hanno ventilato come una possibilità – si tratterebbe di un reato minore. In base a un simile accordo, Assange potrebbe potenzialmente presentare tale richiesta da remoto, senza mettere piede negli Stati Uniti. Il tempo trascorso dietro le sbarre a Londra conterebbe ai fini di qualsiasi condanna negli Stati Uniti, e probabilmente sarebbe libero di lasciare la prigione poco dopo la conclusione di qualsiasi accordo.
Si prevede che l’Alta Corte britannica decida entro poche settimane se concedere ad Assange un ulteriore diritto di ricorrere in appello contro la sua estradizione negli Stati Uniti. Se la corte si pronuncia contro di lui, il governo degli Stati Uniti avrà probabilmente 28 giorni per venire a prendere Assange e portarlo ad affrontare un processo.
Un’estradizione getterebbe una patata bollente politica in grembo all’amministrazione Biden. Il Dipartimento di Giustizia ha a lungo lottato su come procedere contro Assange perché ci sono alcuni parallelismi tra il suo lavoro e quello della stampa, il cui diritto di pubblicazione è generalmente protetto dal Primo Emendamento. (Fonte: Wall Street Journal)
Biden le prova di tutte per risalire la china. Un'estradizione di Assange negli USA in questa fase della campagna potrebbe risultargli fatale, con parte della base democratica già oggi molto critica per la sua gestione della guerra a Gaza. Peraltro, RFK ha già annunciato che, se eletto, sarebbe pronto a concedere la grazia ad Assange. Da qui la necessità per la campagna di Biden di inventarsi qualcosa.
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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta valutando se consentire a Julian Assange di dichiararsi colpevole di un'accusa ridotta di (gestione impropria di informazioni riservate), secondo persone a conoscenza della questione. Ciò aprirebbe la strada a un possibile accordo che metterebbe fine a una lunga saga legale innescata da una delle più grandi fughe di informazioni classificate nella storia americana.
I funzionari del Dipartimento di Giustizia e gli avvocati di Assange hanno avuto discussioni preliminari negli ultimi mesi su come potrebbe essere un patteggiamento, secondo persone che hanno familiarità con la questione, un potenziale ammorbidimento in una situazione di stallo piena di complessità politiche e legali. I colloqui avvengono mentre Assange ha già trascorso circa cinque anni dietro le sbarre. I pubblici ministeri statunitensi si troverebbero di fronte minori probabilità che egli debba scontare una lunga prigionia anche nel caso in cui fosse condannato negli Stati Uniti.
Qualsiasi accordo richiederebbe comunque l’approvazione ai massimi livelli del Dipartimento di Giustizia. Barry Pollack, un avvocato di Assange, ha detto che non gli è stata data alcuna indicazione che il dipartimento accetterà un accordo. Un portavoce del Dipartimento di Giustizia ha rifiutato di commentare.
Se i pubblici ministeri permettessero ad Assange di far valere l’accusa statunitense di cattiva gestione di documenti riservati – qualcosa che i suoi avvocati hanno ventilato come una possibilità – si tratterebbe di un reato minore. In base a un simile accordo, Assange potrebbe potenzialmente presentare tale richiesta da remoto, senza mettere piede negli Stati Uniti. Il tempo trascorso dietro le sbarre a Londra conterebbe ai fini di qualsiasi condanna negli Stati Uniti, e probabilmente sarebbe libero di lasciare la prigione poco dopo la conclusione di qualsiasi accordo.
Si prevede che l’Alta Corte britannica decida entro poche settimane se concedere ad Assange un ulteriore diritto di ricorrere in appello contro la sua estradizione negli Stati Uniti. Se la corte si pronuncia contro di lui, il governo degli Stati Uniti avrà probabilmente 28 giorni per venire a prendere Assange e portarlo ad affrontare un processo.
Un’estradizione getterebbe una patata bollente politica in grembo all’amministrazione Biden. Il Dipartimento di Giustizia ha a lungo lottato su come procedere contro Assange perché ci sono alcuni parallelismi tra il suo lavoro e quello della stampa, il cui diritto di pubblicazione è generalmente protetto dal Primo Emendamento. (Fonte: Wall Street Journal)
Biden le prova di tutte per risalire la china. Un'estradizione di Assange negli USA in questa fase della campagna potrebbe risultargli fatale, con parte della base democratica già oggi molto critica per la sua gestione della guerra a Gaza. Peraltro, RFK ha già annunciato che, se eletto, sarebbe pronto a concedere la grazia ad Assange. Da qui la necessità per la campagna di Biden di inventarsi qualcosa.
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The Wall Street Journal
Exclusive | Julian Assange, Justice Department Exploring Guilty Plea to End 14-Year Legal Drama
The Justice Department is considering whether to allow the WikiLeaks founder to plead guilty to a reduced charge of mishandling classified information.
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FABRIZIO PREGLIASCO: «NON PRENDO I MEZZI PUBBLICI, TEMO I NO VAX. E SONO STATO DENUNCIATO PER "DANNO BIOLOGICO"» (Fonte: Corriere)
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Corriere della Sera
Fabrizio Pregliasco: «Non prendo i mezzi pubblici, temo i no vax. E sono stato denunciato per
Il professore di Igiene:«Insultato a Firenze, in aereo e in aeroporto. Il motivo? Si sposta la colpa dal virus a chi ha sostenuto le misure per fermarlo»
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Forwarded from Marco Cosentino (Marco)
LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI LOMBARDI 🌺🌺🌺
Questo breve video dà voce a Roberto, uno dei rappresentanti degli agricoltori pavesi che nello scorso mese di febbraio hanno manifestato le loro ragioni come tanti loro colleghi in tutta Italia e in molti paesi europei. Con Roberto e suo fratello ci conosciamo fin da bambini, quando si giocava tra il fieno e la paglia delle cascine, nei prati e nei campi e in tempo di vendemmia tra i filari di viti. La sua e la mia famiglia sono legate da generazioni, e una parte delle mie radici rimane saldamente ancorata a quella tradizione contadina che i miei nonni mi insegnarono. Oggi Roberto e suo fratello conducono l'azienda di famiglia coltivando soprattutto cereali e foraggio. Farina e latte, quanto di più semplice e al tempo stesso di più importante si possa immaginare. L'esistenza di tutti si fonda sull'impegno e la dedizione di queste persone che lavorano duramente e producono il cibo che ogni giorno mangiamo, persone oggi strangolate dalle politiche europee che riducono alla fame i produttori. E' motivo di orgoglio essere amico di persone come Roberto, e la lotta per un giusto riconoscimento del valore e dell'importanza del loro lavoro va sostenuta senza riserve.
Questo breve video dà voce a Roberto, uno dei rappresentanti degli agricoltori pavesi che nello scorso mese di febbraio hanno manifestato le loro ragioni come tanti loro colleghi in tutta Italia e in molti paesi europei. Con Roberto e suo fratello ci conosciamo fin da bambini, quando si giocava tra il fieno e la paglia delle cascine, nei prati e nei campi e in tempo di vendemmia tra i filari di viti. La sua e la mia famiglia sono legate da generazioni, e una parte delle mie radici rimane saldamente ancorata a quella tradizione contadina che i miei nonni mi insegnarono. Oggi Roberto e suo fratello conducono l'azienda di famiglia coltivando soprattutto cereali e foraggio. Farina e latte, quanto di più semplice e al tempo stesso di più importante si possa immaginare. L'esistenza di tutti si fonda sull'impegno e la dedizione di queste persone che lavorano duramente e producono il cibo che ogni giorno mangiamo, persone oggi strangolate dalle politiche europee che riducono alla fame i produttori. E' motivo di orgoglio essere amico di persone come Roberto, e la lotta per un giusto riconoscimento del valore e dell'importanza del loro lavoro va sostenuta senza riserve.
Scenario.press - libera espressione
La protesta degli agricoltori della provincia di Pavia nei...
La protesta degli agricoltori lombardi nei confronti delle politiche scellerate della UE - Pavia 4 Febbraio 2024 - Il corteo parte da Viale Matteotti verso la sede della Riso Scotti.
Dopo il nostro servizio del 2 Febbraio ad Arluno Scenario.press intervista…
Dopo il nostro servizio del 2 Febbraio ad Arluno Scenario.press intervista…
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ANOMALA ATTIVITÀ DI RICOGNIZIONE STRATEGICA NATO NEL MAR NERO. SI PREPARA UN ATTACCO ALLA CRIMEA? /1
Da questa mattina è in corso forse la più un estesa e prolungata missione ISR dell'Aeronautica militare USA e del Regno Unito degli ultimi 2 anni.
Nell’area Sud-Ovest della regione del Mar Nero sono confluiti molteplici mezzi ISR da tutta Europa. Difficile credere che un’operazione di ricognizione di portata senza precedenti non sia seguita da un attacco senza precedenti contro gli interessi russi nella regione.
I velivoli chiave (ricognizione radio-tecnica e radio-elettronica) sono gli aerei da ricognizione strategica USA RC-135V Rivet Joint con nominativo JAKE17 dell'US Air Force e gli analoghi britannici RC-135W britannici Rivet Joint con nominativo RRR7220. Entrambi gli aerei sono entrati in sorvolo sulle regioni orientali della Romania e sulle acque del Mar Nero. Sono equipaggiati con un sistema di ricognizione radiotecnica passiva AEELS, un cercatore di direzione ad alta precisione CS-2010 Hawk per rilevare in dettaglio le coordinate della fonte di radiazioni e un sistema di ricognizione elettronica ES-182 MUCELS.
Con l'aiuto dei primi due complessi, gli operatori individuano i radar dei sistemi missilistici russi terra-aria e REB che operano sulle radiazioni, identificano le loro modifiche e modalità di funzionamento e possono determinare le loro zone di osservazione a bassa quota sovrapponendo mappe topografiche.
Così, le forze aeree di Stati Uniti e Regno Unito stanno preparando missioni di attacco per missili SCALP-EG e droni ucraini al fine di evitare i sistemi di difesa aerea russi.
La profondità di ricognizione dei sistemi AEELS e Hawk raggiunge solitamente i 460-500 km per gli obiettivi terrestri e fino a 700-1.000 km per gli aerei tattici con i radar accesi.
I sistemi ES-182 MUCELS sono progettati per rilevare e decriptare i canali di comunicazione, oltre che per scambiare dati tattici.
La comparsa simultanea di 2 aerei con tali capacità nei pressi della Crimea può indicare la preparazione di un altro attacco su larga scala di UAV e missili da crociera sulla penisola, perché, per accompagnare l'attacco, è necessario un volume molto maggiore di informazioni radiotecniche sui sistemi di difesa aerea.
Anche la piattaforma aerea di intelligence radiotecnica ed elettronica americana ARTEMIS, basata sul business jet Bombardier Challenger 650, sta operando in questo settore.
Le funzioni delle apparecchiature a bordo sono simili a quelle dei complessi installati sul Rivet Joint.
Ricapitolando: droni/velivoli di sorveglianza e rilevamento avvistati sul Mar Nero: un aereo spia USA Artemis, due Boeing RC-135 USA Rivet Joint, un P-8A USA Poseidon, tre AAR (aerei da rifornimento in volo) e un misterioso caccia francese.
Da questa mattina è in corso forse la più un estesa e prolungata missione ISR dell'Aeronautica militare USA e del Regno Unito degli ultimi 2 anni.
Nell’area Sud-Ovest della regione del Mar Nero sono confluiti molteplici mezzi ISR da tutta Europa. Difficile credere che un’operazione di ricognizione di portata senza precedenti non sia seguita da un attacco senza precedenti contro gli interessi russi nella regione.
I velivoli chiave (ricognizione radio-tecnica e radio-elettronica) sono gli aerei da ricognizione strategica USA RC-135V Rivet Joint con nominativo JAKE17 dell'US Air Force e gli analoghi britannici RC-135W britannici Rivet Joint con nominativo RRR7220. Entrambi gli aerei sono entrati in sorvolo sulle regioni orientali della Romania e sulle acque del Mar Nero. Sono equipaggiati con un sistema di ricognizione radiotecnica passiva AEELS, un cercatore di direzione ad alta precisione CS-2010 Hawk per rilevare in dettaglio le coordinate della fonte di radiazioni e un sistema di ricognizione elettronica ES-182 MUCELS.
Con l'aiuto dei primi due complessi, gli operatori individuano i radar dei sistemi missilistici russi terra-aria e REB che operano sulle radiazioni, identificano le loro modifiche e modalità di funzionamento e possono determinare le loro zone di osservazione a bassa quota sovrapponendo mappe topografiche.
Così, le forze aeree di Stati Uniti e Regno Unito stanno preparando missioni di attacco per missili SCALP-EG e droni ucraini al fine di evitare i sistemi di difesa aerea russi.
La profondità di ricognizione dei sistemi AEELS e Hawk raggiunge solitamente i 460-500 km per gli obiettivi terrestri e fino a 700-1.000 km per gli aerei tattici con i radar accesi.
I sistemi ES-182 MUCELS sono progettati per rilevare e decriptare i canali di comunicazione, oltre che per scambiare dati tattici.
La comparsa simultanea di 2 aerei con tali capacità nei pressi della Crimea può indicare la preparazione di un altro attacco su larga scala di UAV e missili da crociera sulla penisola, perché, per accompagnare l'attacco, è necessario un volume molto maggiore di informazioni radiotecniche sui sistemi di difesa aerea.
Anche la piattaforma aerea di intelligence radiotecnica ed elettronica americana ARTEMIS, basata sul business jet Bombardier Challenger 650, sta operando in questo settore.
Le funzioni delle apparecchiature a bordo sono simili a quelle dei complessi installati sul Rivet Joint.
Ricapitolando: droni/velivoli di sorveglianza e rilevamento avvistati sul Mar Nero: un aereo spia USA Artemis, due Boeing RC-135 USA Rivet Joint, un P-8A USA Poseidon, tre AAR (aerei da rifornimento in volo) e un misterioso caccia francese.
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DIVIETO DI FOTO DI FAMIGLIA SUI SOCIAL CON FIGLI MINORI (O ANCHE SOLO DEI MINORI). È una proposta di legge che verrà presentata oggi dall'alleanza verdi-sinistra. E in un video di deutsche telekom la giovane adulta mette in guardia i genitori:
(Fonte: Greenme - IG Avs)
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"con le foto mettete a rischio il mio credito sociale"
(Fonte: Greenme - IG Avs)
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greenMe
Stop allo sharenting: in arrivo una proposta di legge per vietare la condivisione di immagini di minori sui social
La condivisione delle foto e dei video dei minori online è sfuggita di mano: una proposta di legge punta a vietare lo sharenting in Italia
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🇺🇳🇺🇸 ORA GLI USA PRESENTANO UNA RISOLUZIONE ALL'ONU PER IL CESSATE IL FUOCO
Gli Stati Uniti hanno presentato un progetto di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'ONU chiedendo un "cessate il fuoco immediato legato al rilascio degli ostaggi" nella Striscia di Gaza, ha affermato il Segretario di Stato Antony Blinken.
"Abbiamo infatti presentato una risoluzione che è ora all'esame del Consiglio di Sicurezza chiedendo un cessate il fuoco immediato legato al rilascio degli ostaggi, e speriamo vivamente che i paesi la sostengano", ha detto mercoledì sera ai media sauditi Al Hadath. durante una visita in Arabia Saudita per discutere della guerra tra Israele e Hamas a Gaza. (Fonte: AFP)
Dopo aver usato il veto per ben tre volte contro altrettante risoluzioni che chiedevano il cessate il fuoco, ora gli USA presentano una risoluzione per chiederlo loro. Un mese o due mesi fa non andava bene, adesso sì.
A quanto pare, la vita dei palestinesi è legata ai sondaggi di Biden.
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Gli Stati Uniti hanno presentato un progetto di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'ONU chiedendo un "cessate il fuoco immediato legato al rilascio degli ostaggi" nella Striscia di Gaza, ha affermato il Segretario di Stato Antony Blinken.
"Abbiamo infatti presentato una risoluzione che è ora all'esame del Consiglio di Sicurezza chiedendo un cessate il fuoco immediato legato al rilascio degli ostaggi, e speriamo vivamente che i paesi la sostengano", ha detto mercoledì sera ai media sauditi Al Hadath. durante una visita in Arabia Saudita per discutere della guerra tra Israele e Hamas a Gaza. (Fonte: AFP)
Dopo aver usato il veto per ben tre volte contro altrettante risoluzioni che chiedevano il cessate il fuoco, ora gli USA presentano una risoluzione per chiederlo loro. Un mese o due mesi fa non andava bene, adesso sì.
A quanto pare, la vita dei palestinesi è legata ai sondaggi di Biden.
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🇵🇸 GAZA - Il fotoreporter Hazem Suleiman ha pubblicato un video su Instagram che mostra camion che trasportano macerie lasciate dai bombardamenti israeliani a Gaza per costruire un porto. Suleiman ha pubblicato il video con la didascalia: "Il nuovo porto è in costruzione sotto il patrocinio americano e il silenzio arabo, le macerie sono mescolate ai resti dei nostri martiri". (Fonte: Middle East Eye)
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