MELONI "DAL GOVERNO 3 MILIARDI PER FRONTEGGIARE IL CARO BOLLETTE"
Capolavoro. Liberalizzi il mercato favorendo la speculazione e danneggiando i cittadini, poi per fronteggiare i rincari prendi i soldi delle tasse e li ritorni in parte ai cittadini, con un sistema enormemente più inefficiente e speculativo.
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"Oggi il governo ha stanziato 3 miliardi per fronteggiare il caro bollette. Parliamo di circa 1,6 miliardi per le famiglie e di 1,4 miliardi per le imprese".Fonte: Sole24
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Il Sole 24 ORE
Meloni "Dal governo 3 miliardi per fronteggiare il caro bollette" - Il Sole 24 ORE
ROMA (ITALPRESS) - "Oggi il governo ha stanziato 3 miliardi per fronteggiare il caro bollette. Parliamo di circa 1,6 miliardi per le famiglie e di...
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🔴 LA MOSSA DEL CAVALLO (KURDO)
Öcalan ci riprova. Il leader del PKK, in carcere da vent'anni, prova nuovamente a rilanciare la trattativa con Ankara, ordinando al partito di sciogliersi. Già nel 2012 aveva fatto il medesimo tentativo, poi naufragato. Stavolta però sembra che tutto avvenga con il pieno accordo del governo turco, quindi l'operazione dovrebbe andare a buon fine.
Molto probabilmente la decisione di dare il via libera è legata più alla situazione in Siria, che non a quella in Turchia. Il Partito dell'Unione Democratica (YPD) siriano, infatti, è in effetti una costola del PKK; la stessa svolta che ha portato anni fa le forze curdo-siriane ad inaugurare una stagione di democrazia dal basso, culminata nella 'repubblica del Rojava', nasceva da una riflessione politico-ideologica dello stesso Ocalan. E ad oggi le SDF (che sono essenzialmente basate sulle YPG, il braccio armato del YPD) sono l'ostacolo principale ad una pacificazione della Siria, nella forma di un protettorato de facto di Ankara.
Per il momento, comunque, le forze curde in Siria sembrano aver accolto l'appello di Ocalan in modo sostanzialmente tiepido; Salih Muslim, leader dell'YPG, ha dichiarato: "se ci sarà permesso di operare come gruppo politico, deporremo le armi". Mentre il comandante delle SDF, pur esprimendo apprezzamento per il contenuto dell'appello, ha precisato che questo "riguarda il PKK, non noi". Ovviamente, prima di rinunciare alla lotta armata, le SDF vorranno garanzie certe di un ruolo politico importante nel governo siriano, e molto probabilmente chiederanno una qualche forma di autonomia per la regione attualmente sotto il loro controllo.
Una operazione di questo genere, per quanto non semplicissima, è certamente possibile, poiché consentirebbe ai turchi di procedere con la normalizzazione della Siria. Tanto per cominciare, il SNA (Syrian National Army, il gruppo più strettamente controllato da Ankara), liberato dalla necessità di combattere le SDF, potrebbe procedere ad integrarsi nel nuovo esercito siriano, riequilibrando il peso delle varie fazioni; cosa che del resto potrebbero fare anche le SDF, il che sarebbe un modo per non disarmare del tutto…
In vista del disimpegno americano dalla Siria, per i curdi diventa importante trovare una soluzione pacificatrice, poiché il ritiro statunitense li lascerebbe del tutto privi di copertura politico-militare. Un accordo con i turchi, quindi, potrebbe rappresentare una via d'uscita, facendo di necessità virtù.
Non meno interessante sarà comunque vedere quali saranno i riflessi all'interno della Turchia stessa. Per un verso, il PKK non di rado si è mosso in modo ambiguo, alimentando sospetti su un coordinamento con paesi stranieri, ed è quindi da capire se alcune cellule clandestine possano sottrarsi all'accordo. Ciò dipenderà ovviamente in parte dai termini di questo, soprattutto per quanto riguarda l'inevitabile amnistia che dovrà accompagnarlo.
Di sicuro ciò avrà dei riflessi positivi per l'HDP (Halkların Demokratik Partisi), la formazione politica turca che tiene insieme i curdi e le formazioni della sinistra. Duramente represso per anni, rappresenta comunque la terza forza politica del paese, con circa il 10% dei voti. Alle ultime elezioni del 2023 si era presentato come Sinistra Verde (sempre per questioni giudiziarie), raccogliendo 65 parlamentari. Se verrà meno la pressione della giustizia turca, e verranno liberati i suoi dirigenti attualmente incarcerati, potrebbe recuperare consensi, e diventare l'ago della bilancia alle elezioni del 2027.
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Öcalan ci riprova. Il leader del PKK, in carcere da vent'anni, prova nuovamente a rilanciare la trattativa con Ankara, ordinando al partito di sciogliersi. Già nel 2012 aveva fatto il medesimo tentativo, poi naufragato. Stavolta però sembra che tutto avvenga con il pieno accordo del governo turco, quindi l'operazione dovrebbe andare a buon fine.
Molto probabilmente la decisione di dare il via libera è legata più alla situazione in Siria, che non a quella in Turchia. Il Partito dell'Unione Democratica (YPD) siriano, infatti, è in effetti una costola del PKK; la stessa svolta che ha portato anni fa le forze curdo-siriane ad inaugurare una stagione di democrazia dal basso, culminata nella 'repubblica del Rojava', nasceva da una riflessione politico-ideologica dello stesso Ocalan. E ad oggi le SDF (che sono essenzialmente basate sulle YPG, il braccio armato del YPD) sono l'ostacolo principale ad una pacificazione della Siria, nella forma di un protettorato de facto di Ankara.
Per il momento, comunque, le forze curde in Siria sembrano aver accolto l'appello di Ocalan in modo sostanzialmente tiepido; Salih Muslim, leader dell'YPG, ha dichiarato: "se ci sarà permesso di operare come gruppo politico, deporremo le armi". Mentre il comandante delle SDF, pur esprimendo apprezzamento per il contenuto dell'appello, ha precisato che questo "riguarda il PKK, non noi". Ovviamente, prima di rinunciare alla lotta armata, le SDF vorranno garanzie certe di un ruolo politico importante nel governo siriano, e molto probabilmente chiederanno una qualche forma di autonomia per la regione attualmente sotto il loro controllo.
Una operazione di questo genere, per quanto non semplicissima, è certamente possibile, poiché consentirebbe ai turchi di procedere con la normalizzazione della Siria. Tanto per cominciare, il SNA (Syrian National Army, il gruppo più strettamente controllato da Ankara), liberato dalla necessità di combattere le SDF, potrebbe procedere ad integrarsi nel nuovo esercito siriano, riequilibrando il peso delle varie fazioni; cosa che del resto potrebbero fare anche le SDF, il che sarebbe un modo per non disarmare del tutto…
In vista del disimpegno americano dalla Siria, per i curdi diventa importante trovare una soluzione pacificatrice, poiché il ritiro statunitense li lascerebbe del tutto privi di copertura politico-militare. Un accordo con i turchi, quindi, potrebbe rappresentare una via d'uscita, facendo di necessità virtù.
Non meno interessante sarà comunque vedere quali saranno i riflessi all'interno della Turchia stessa. Per un verso, il PKK non di rado si è mosso in modo ambiguo, alimentando sospetti su un coordinamento con paesi stranieri, ed è quindi da capire se alcune cellule clandestine possano sottrarsi all'accordo. Ciò dipenderà ovviamente in parte dai termini di questo, soprattutto per quanto riguarda l'inevitabile amnistia che dovrà accompagnarlo.
Di sicuro ciò avrà dei riflessi positivi per l'HDP (Halkların Demokratik Partisi), la formazione politica turca che tiene insieme i curdi e le formazioni della sinistra. Duramente represso per anni, rappresenta comunque la terza forza politica del paese, con circa il 10% dei voti. Alle ultime elezioni del 2023 si era presentato come Sinistra Verde (sempre per questioni giudiziarie), raccogliendo 65 parlamentari. Se verrà meno la pressione della giustizia turca, e verranno liberati i suoi dirigenti attualmente incarcerati, potrebbe recuperare consensi, e diventare l'ago della bilancia alle elezioni del 2027.
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2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
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«Piccolo commento a caldo, dopo che sono volati gli stracci nello Studio Ovale tra Trump e Zelensky davanti ai giornalisti, portando ad una brusca interruzione della visita e alla cancellazione della conferenza stampa prevista dopo. Trump ha parlato da padrone, perché lo è. Zelensky è stato trattato da servo, perché lo è. Il poveretto però ancora non se ne rende conto: per tre anni l'hanno gonfiato a dismisura, facendogli credere di essere l'eroe del Mondo Libero. E questo l'ha portato a pensare di potersi mettere a dibattere e contraddire il Padrone senza essere preso a schiaffi davanti a tutti. Il deficiente credeva di essere Macron, ovvero un occidentale che può trattare alla pari con Trump. Invece è solo un povero mendicante slavo che crede di essere europeo perché i suoi amici a Bruxelles e nell'amministrazione Biden l'hanno preso finora per il culo per provocare e logorare la Russia. Sono sicuro che Zio Putin in questo momento sta avendo un orgasmo incredibile. Ma neanche nei suoi sogni più bagnati poteva andare a finire cosi, con un'umiliazione pubblica a telecamere unificate. Zelensky sia da lezione per tutti i leader che pensano di trovare negli USA, nell'UE e nella NATO un alleato affidabile.»
Sherif El Sebaie, Facebook
Date una medaglia a quest'uomo. Ha sintetizzato alla perfezione quanto è accaduto poco fa nella stanza ovale.
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Sherif El Sebaie
Piccolo commento a caldo, dopo che sono volati gli stracci nello Studio Ovale tra Trump e Zelensky davanti ai giornalisti, portando ad una brusca interruzione della visita e alla cancellazione della...
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🇺🇦🇺🇸 ZELENSKY SCRIVE UN TWEET DI RINGRAZIAMENTO SU X
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Grazie America, grazie per il tuo supporto, grazie per questa visita. Grazie Presidente, Congresso e popolo americano.
L'Ucraina ha bisogno di una pace giusta e duratura, e noi stiamo lavorando proprio per questo.
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Il più forte alleato di Zelensky al Senato sta ora spingendo per un cambio di regime in Ucraina. Silurando l'unico accordo che garantiva il sostegno degli Stati Uniti, Zelensky ha segnato il suo destino. Il senatore Lindsey Graham afferma che questo tradimento dimostra che non ci si può fidare di Zelensky.
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LA SIRIA DEVE PORRE FINE ALLE INCURSIONI DI ISRAELE, E FARLO IN FRETTA
di David Hearst per Middle East Eye del 28 febbraio - Traduzione a cura di Old Hunter
Netanyahu ha interpretato le molteplici offerte di pace di Sharaa come un segno di debolezza che gli ha stimolato azioni sempre più audaci e bellicose.
Leggi l'articolo completo
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KALLAS: "IL MONDO LIBERO HA BISOGNO DI UN ALTRO LEADER"
L'Alto Commissario europeo per la politica estera chiede un maggior impegno ai paesi membri nel sostegno all'Ucraina.
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L'Ucraina è Europa! Siamo al fianco dell’Ucraina.
Incrementeremo il nostro sostegno all’Ucraina affinché possa continuare a contrastare l’aggressore.
Oggi è diventato chiaro che il mondo libero ha bisogno di un nuovo leader. Sta a noi europei raccogliere questa sfida.
L'Alto Commissario europeo per la politica estera chiede un maggior impegno ai paesi membri nel sostegno all'Ucraina.
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🇺🇸🇺🇦 WASHINGTON POST: "TRUMP POTREBBE BLOCCARE TUTTI GLI AIUTI ALL'UCRAINA"
Fonte: Washington Post
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Fonte: Washington Post
L'amministrazione Trump sta valutando la possibilità di porre fine a tutte le spedizioni in corso di aiuti militari all'Ucraina in risposta alle osservazioni del presidente Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale venerdì e alla sua percepita intransigenza nel processo di pace, ha detto al Washington Post un alto funzionario dell'amministrazione.
La decisione, se presa, si applicherebbe a miliardi di dollari di radar, veicoli, munizioni e missili in attesa di spedizione in Ucraina attraverso l'autorità presidenziale di prelievo, ha detto il funzionario, che ha parlato a condizione di anonimato per discutere di un argomento delicato.
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🇺🇸 Gene Hackman e sua moglie sono risultati negativi all'avvelenamento da monossido di carbonio, ma la causa della morte è ancora sconosciuta, afferma lo sceriffo. (Fonte: Associated Press)
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Giubbe Rosse News
CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
Giubbe Rosse ha bisogno del tuo aiuto Da più di cinque anni il nostro canale Telegram, il nostro portale web, il nostro canale YouTube e, più recentemente, la nostra pagina Substack sono un punto di riferimento essenziale per chiunque desideri un’informazione…
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🇺🇦 UCRAINA. DEPUTATO DELLA VERKHOVNA RADA CHIEDE L'IMPEACHMENT DI ZELENSKY
Il deputato della Verkhovna Rada, Oleksandr Dubinsky, ha convocato una sessione parlamentare d'emergenza per discutere l'impeachment del presidente Volodymyr Zelensky. In una dichiarazione pubblicata sul suo canale Telegram, Dubinsky ha citato l'umiliazione pubblica di Zelensky alla Casa Bianca e la perdita del sostegno incondizionato degli Stati Uniti da parte dell'Ucraina come il colpo finale alla sua amministrazione.
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Il deputato della Verkhovna Rada, Oleksandr Dubinsky, ha convocato una sessione parlamentare d'emergenza per discutere l'impeachment del presidente Volodymyr Zelensky. In una dichiarazione pubblicata sul suo canale Telegram, Dubinsky ha citato l'umiliazione pubblica di Zelensky alla Casa Bianca e la perdita del sostegno incondizionato degli Stati Uniti da parte dell'Ucraina come il colpo finale alla sua amministrazione.
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🇺🇦🇺🇸 IL DIPARTIMENTO DI STATO INTERROMPE IL SOSTEGNO DEGLI STATI UNITI AL RIPRISTINO DELLA RETE ENERGETICA UCRAINA
Fonte: NBC News
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Fonte: NBC News
Il Dipartimento di Stato questa settimana ha interrotto un'iniziativa dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) che ha investito centinaia di milioni di dollari per aiutare a ripristinare la rete energetica ucraina dagli attacchi dell'esercito russo, secondo due funzionari dell'USAID che lavorano alla missione dell'agenzia in Ucraina.
In alcune regioni dell'Ucraina sono state applicate interruzioni di corrente durante la notte a causa degli attacchi agli impianti energetici. I sistemi del paese hanno subito un impatto quasi costante nel corso dei tre anni di guerra.
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NBC News
State Department terminates U.S. support of Ukraine energy grid restoration
The USAID initiative had invested hundreds of millions of dollars in helping Ukraine's energy grid recover from attacks from Russia.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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"Il presidente è stato molto chiaro su questo, ha costruito la sua campagna su questo: crede che questa guerra non sarebbe mai dovuta accadere. Lui è convinto, e sono d'accordo con lui, che se fosse stato presidente, questo non sarebbe mai successo. Ma eccoci qui, sta cercando di porre fine a questo conflitto. Abbiamo spiegato molto chiaramente qual è il nostro piano: vogliamo portare i russi al tavolo delle trattative. Vogliamo capire se la pace è possibile. Loro lo capiscono. Hanno anche capito che l'accordo che avrebbe dovuto essere firmato oggi avrebbe dovuto essere un accordo che lega economicamente l'America all'Ucraina, il che penso, come ho spiegato e credo che il presidente abbia accennato oggi, sia una sorta di garanzia di sicurezza perché siamo coinvolti. Non riguarda noi. È nel nostro interesse. Tutto questo è stato spiegato. Tutto questo era chiaro. Eppure, negli ultimi 10 giorni, in ogni interazione che abbiamo avuto con gli ucraini, abbiamo avuto difficoltà a far passare questo messaggio, anche nelle dichiarazioni pubbliche rilasciate dal presidente Zelensky.
Ma loro hanno insistito per venire a Washington. Questo accordo avrebbe potuto essere firmato 5 giorni fa, ma hanno insistito per venire a Washington. E doveva esserci un'intesa molto chiara: non venite qui e create uno scenario in cui cominciate a farci la predica su come la diplomazia non funzionerà. Il presidente Zelensky ha preso esattamente questa direzione e, di conseguenza, ha avuto un esito prevedibile. È triste. Non avrebbe dovuto andare così, ma lui ha scelto questa strada."
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🇷🇺 PUTIN: "Alcune élite occidentali tenteranno di sabotare il riavvicinamento tra USA e Russia. I loro sforzi devono essere ostacolati."
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🇺🇦🇺🇸 ZELENSKY È RIPARTITO DA WASHINGTON ED È IN VOLO PER LONDRA
L'aereo su cui viaggia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è partito dalla base aerea di Andrews a Camp Springs, in Maryland, e si sta dirigendo verso Londra. L'atterraggio a Stansted è previsto per le 10:42 GMT. (link a Flightaware)
Il discorso programmato da Zelensky all'Hudson Institute non ha avuto luogo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non è interessato a proseguire il dialogo con Volodymyr Zelensky, nonostante i persistenti tentativi da parte ucraina di ristabilire i contatti, riporta la CBS News.
A Londra è previsto un incontro tra Zelensky e i leader europei, dove si discuterà delle garanzie di sicurezza.
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L'aereo su cui viaggia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è partito dalla base aerea di Andrews a Camp Springs, in Maryland, e si sta dirigendo verso Londra. L'atterraggio a Stansted è previsto per le 10:42 GMT. (link a Flightaware)
Il discorso programmato da Zelensky all'Hudson Institute non ha avuto luogo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non è interessato a proseguire il dialogo con Volodymyr Zelensky, nonostante i persistenti tentativi da parte ucraina di ristabilire i contatti, riporta la CBS News.
A Londra è previsto un incontro tra Zelensky e i leader europei, dove si discuterà delle garanzie di sicurezza.
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LO DICO AL FATTO
Armi & C.: i numeri reali dicono che l’UE spende tre volte la Russia
Circolano statistiche inappropriate che riscrivono i dati sulle spese militari russe utilizzando il concetto di Ppp (Purchasing Power Parity, “parità di potere d'acquisto”). Questa operazione mira a convincere l'opinione pubblica che Mosca spenda più dei Paesi europei, giustificando così un riarmo dell'Unione Europea.
Nel 2024 la Russia ha destinato circa il 6,7% del PIL, pari a 145,9 miliardi di dollari, alla difesa. Le spese militari dei Paesi europei (incluso il Regno Unito) ammontano invece a 457 miliardi di dollari. Tuttavia, l’IISS (International Institute for Strategic Studies) ha “gonfiato” il dato della spesa militare russa utilizzando il Ppp, stimando il budget russo a ben 461,6 miliardi di dollari. Questa operazione matematica moltiplica artificialmente la capacità di spesa militare della Russia, creando la percezione che Putin abbia superato l’Europa.
Va detto chiaramente che l'uso del Ppp per le spese militari è metodologicamente improprio. Il SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) infatti non lo utilizza. Il Ppp è un criterio utile per confrontare il costo della vita tra nazioni, non per comparare le spese militari. Il costo di un F-35 non può essere paragonato a quello di un caccia russo utilizzando la parità di potere d’acquisto: non sono raffronti tra carbone, gas o grano, ma tra tecnologie militari per le quali non valgono i criteri comparativi dell’economia civile. Se la guerra si combattesse con le clave, allora Putin, con 145,9 miliardi di dollari, potrebbe comprarne di più rispetto all’Europa che ne stanzia 457 miliardi.
Cottarelli rettifica i calcoli dell’IISS, scoprendo che l’Europa più il Regno Unito spende il 55% in più della Russia. Ma anche questa è una sottostima, in quanto applica anch’egli la parità di potere d’acquisto al settore militare. La verità è che l’Europa (comprendendo il Regno Unito) spende tre volte di più, non il 55% in più.
Altre informazioni su www.peacelink.it/albert
Scrive Andrea Gaiani su Analisi Difesa: “Valutare la spesa militare russa a 462 miliardi di dollari, cioè ben 316 miliardi in più rispetto ai 146 effettivamente stanziati, sembra confermare che stia tornando in voga la tendenza, molto diffusa durante la prima Guerra Fredda, di gonfiare la spesa militare di Mosca per giustificare alte spese militari”.
ALESSANDRO MARESCOTTI - PRESIDENTE PEACELINK
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Armi & C.: i numeri reali dicono che l’UE spende tre volte la Russia
Circolano statistiche inappropriate che riscrivono i dati sulle spese militari russe utilizzando il concetto di Ppp (Purchasing Power Parity, “parità di potere d'acquisto”). Questa operazione mira a convincere l'opinione pubblica che Mosca spenda più dei Paesi europei, giustificando così un riarmo dell'Unione Europea.
Nel 2024 la Russia ha destinato circa il 6,7% del PIL, pari a 145,9 miliardi di dollari, alla difesa. Le spese militari dei Paesi europei (incluso il Regno Unito) ammontano invece a 457 miliardi di dollari. Tuttavia, l’IISS (International Institute for Strategic Studies) ha “gonfiato” il dato della spesa militare russa utilizzando il Ppp, stimando il budget russo a ben 461,6 miliardi di dollari. Questa operazione matematica moltiplica artificialmente la capacità di spesa militare della Russia, creando la percezione che Putin abbia superato l’Europa.
Va detto chiaramente che l'uso del Ppp per le spese militari è metodologicamente improprio. Il SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) infatti non lo utilizza. Il Ppp è un criterio utile per confrontare il costo della vita tra nazioni, non per comparare le spese militari. Il costo di un F-35 non può essere paragonato a quello di un caccia russo utilizzando la parità di potere d’acquisto: non sono raffronti tra carbone, gas o grano, ma tra tecnologie militari per le quali non valgono i criteri comparativi dell’economia civile. Se la guerra si combattesse con le clave, allora Putin, con 145,9 miliardi di dollari, potrebbe comprarne di più rispetto all’Europa che ne stanzia 457 miliardi.
Cottarelli rettifica i calcoli dell’IISS, scoprendo che l’Europa più il Regno Unito spende il 55% in più della Russia. Ma anche questa è una sottostima, in quanto applica anch’egli la parità di potere d’acquisto al settore militare. La verità è che l’Europa (comprendendo il Regno Unito) spende tre volte di più, non il 55% in più.
Altre informazioni su www.peacelink.it/albert
Scrive Andrea Gaiani su Analisi Difesa: “Valutare la spesa militare russa a 462 miliardi di dollari, cioè ben 316 miliardi in più rispetto ai 146 effettivamente stanziati, sembra confermare che stia tornando in voga la tendenza, molto diffusa durante la prima Guerra Fredda, di gonfiare la spesa militare di Mosca per giustificare alte spese militari”.
ALESSANDRO MARESCOTTI - PRESIDENTE PEACELINK
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PeaceLink
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"Lui [Volodymyr Zelensky] ha detto, 'Sì, sì, l'abbiamo sentito dai russi.' Questa non è una narrazione russa. Quella era la posizione ufficiale degli Stati Uniti. Ricordo vividamente di essere stato informato dai leader dell'amministrazione Biden, che ci dicevano che questa guerra sarebbe finita in cinque o sei giorni. Credevano che quella fosse la loro valutazione in quel momento", ha detto Marco Rubio in un'intervista alla CNN.
Il funzionario statunitense spera che le relazioni con l'Ucraina possano tornare a un certo "pragmatismo" dopo il fallimento dei colloqui nello Studio Ovale di venerdì.
"La mia speranza è che tutto questo [negoziato con l'Ucraina] possa essere resettato, e che la maturità possa entrare in gioco e un po' di pragmatismo perché stasera moriranno delle persone in Ucraina, stasera, delle persone moriranno in questo conflitto. Stiamo cercando di porre fine a questo conflitto, che è insostenibile", ha osservato.
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