Un'altra foto dal sud del Libano.
❗No, non è opera dell'ISIS, è l'esercito israeliano. Come era la storia dei nostri " fratelli maggiori"?
❗Alle scuse di Netanyahu e dei suoi ministri, non ci abbiamo mai creduto.
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❗No, non è opera dell'ISIS, è l'esercito israeliano. Come era la storia dei nostri " fratelli maggiori"?
❗Alle scuse di Netanyahu e dei suoi ministri, non ci abbiamo mai creduto.
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Israele ospiterà il più grande evento LGBT del Medio Oriente.
▪️Israele sta promuovendo un nuovo festival chiamato «Pride Land» come «il più grande festival LGBTQ+ mai realizzato in Medio Oriente». L’evento, che si terrà sul Mar Morto, è presentato come un raduno di quattro giorni ricco di spettacoli, feste, mostre e cultura queer.
▪️L’account ufficiale israeliano su X ha dichiarato lunedì che il festival avrebbe portato «quattro giorni di celebrazione, comunità e connessione senza sosta». Viene descritto come il più grande festival del suo genere nella storia della regione.
▪️Per qualcuno la democrazia si misura con i gay pride, sarà per questo che affermano, che Israele è la più grande democrazia del Medio Oriente.
❗Per noi i valori di misurazione sono altri, quindi Israele, è solamente uno entità macchiatasi di GENOCIDIO.
Fonte: https://www.renovatio21.com/israele-ospitera-il-piu-grande-evento-lgbt-del-medio-oriente-mai-visto/?amp=1
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▪️Israele sta promuovendo un nuovo festival chiamato «Pride Land» come «il più grande festival LGBTQ+ mai realizzato in Medio Oriente». L’evento, che si terrà sul Mar Morto, è presentato come un raduno di quattro giorni ricco di spettacoli, feste, mostre e cultura queer.
▪️L’account ufficiale israeliano su X ha dichiarato lunedì che il festival avrebbe portato «quattro giorni di celebrazione, comunità e connessione senza sosta». Viene descritto come il più grande festival del suo genere nella storia della regione.
▪️Per qualcuno la democrazia si misura con i gay pride, sarà per questo che affermano, che Israele è la più grande democrazia del Medio Oriente.
❗Per noi i valori di misurazione sono altri, quindi Israele, è solamente uno entità macchiatasi di GENOCIDIO.
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🤮155💩49🔥12❤9😱5🤣5👍2🤔2🤬1
Teheran è nel caos, non userò l'atomica", ha asserito Donald Trump durante la conferenza stampa tenutasi di ieri alla Casa Bianca.
▪️Contraddittorie come sempre le dichiarazioni di Trump, per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz: "Ne abbiamo il controllo totale: l'Iran lo avrebbe aperto 3 giorni fa, ma ho rifiutato. Non voglio che ci lucrino fino a quando non ci sarà un accordo".
▪️Ma la parte più delirante, è stata quando ha parlato dell'esclusione di testate atomiche.
▪️Per non perdere la faccia, Trump ha parlato di una pressione militare ed economica senza precedenti.
❗Le dichiarazioni di Trump, sono discordanti da un giorno all'altro, viene da pensare, che il suo stato di salute mentale non sia dei migliori.
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▪️Contraddittorie come sempre le dichiarazioni di Trump, per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz: "Ne abbiamo il controllo totale: l'Iran lo avrebbe aperto 3 giorni fa, ma ho rifiutato. Non voglio che ci lucrino fino a quando non ci sarà un accordo".
▪️Ma la parte più delirante, è stata quando ha parlato dell'esclusione di testate atomiche.
▪️Per non perdere la faccia, Trump ha parlato di una pressione militare ed economica senza precedenti.
❗Le dichiarazioni di Trump, sono discordanti da un giorno all'altro, viene da pensare, che il suo stato di salute mentale non sia dei migliori.
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💩98😁28🤣22❤5👍3🤮3🔥1🤔1🤬1
Ogni tanto la natura si ribella. Milionario americano calpestato dagli elefanti mentre cacciava in Africa.
▪️Ernie Dozio, un ricco cacciatore americano, è stato ucciso da un branco di elefanti in Gabon. Il milionario americano, era un cacciatore incallito e teneva in casa dozzine di animali esotici imbalsamati: leoni, leopardi, rinoceronti, orsi, coccodrilli ed elefanti.
▪️Ma in questa battuta di caccia è diventato lui stesso una preda. Il cacciatore si trovava nella riserva di Lope Okanda, nel mezzo della foresta, quando lui e la guida, sono stati attaccati, da un branco di cinque elefanti femmina, con i piccoli al seguito.
❗Il cacciatore californiano, non è riuscito nemmeno a sparare un colpo ed è stato schiacciato. La natura, ha avuto la sua rivincita.
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▪️Ernie Dozio, un ricco cacciatore americano, è stato ucciso da un branco di elefanti in Gabon. Il milionario americano, era un cacciatore incallito e teneva in casa dozzine di animali esotici imbalsamati: leoni, leopardi, rinoceronti, orsi, coccodrilli ed elefanti.
▪️Ma in questa battuta di caccia è diventato lui stesso una preda. Il cacciatore si trovava nella riserva di Lope Okanda, nel mezzo della foresta, quando lui e la guida, sono stati attaccati, da un branco di cinque elefanti femmina, con i piccoli al seguito.
❗Il cacciatore californiano, non è riuscito nemmeno a sparare un colpo ed è stato schiacciato. La natura, ha avuto la sua rivincita.
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Il Dipartimento di Stato americano ha pubblicato un’analisi giuridica della guerra contro l’Iran – “Operazione Furia Epica e diritto internazionale”.
▪️In poche parole il dipartimento di Stato, vuole giustificare legalmente, l'aggressione all'Iran. Gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra con l’Iran in difesa di Israele, esercitando il proprio diritto intrinseco all’autodifesa, perché l’Iran, sia direttamente, sia attraverso i suoi alleati regionali, avrebbe attaccato il personale militare americano in Medio Oriente. Di conseguenza, l'aggressione all'Iran, non violerebbe secondo il Dipartimento di Stato americano, il diritto internazionale.
❗È sempre la solita storia e vale sia per gli Stati Uniti, che per Israele, per loro il diritto internazionale non esiste. Mentre Israele se ne frega e continua per la sua strada, gli Stati Uniti, vogliono invece convincerci che loro sono i difensori di democrazia e diritti.
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▪️In poche parole il dipartimento di Stato, vuole giustificare legalmente, l'aggressione all'Iran. Gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra con l’Iran in difesa di Israele, esercitando il proprio diritto intrinseco all’autodifesa, perché l’Iran, sia direttamente, sia attraverso i suoi alleati regionali, avrebbe attaccato il personale militare americano in Medio Oriente. Di conseguenza, l'aggressione all'Iran, non violerebbe secondo il Dipartimento di Stato americano, il diritto internazionale.
❗È sempre la solita storia e vale sia per gli Stati Uniti, che per Israele, per loro il diritto internazionale non esiste. Mentre Israele se ne frega e continua per la sua strada, gli Stati Uniti, vogliono invece convincerci che loro sono i difensori di democrazia e diritti.
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Un caccia della NATO avrebbe abbattuto per la prima volta un drone russo sopra l'Ucraina.
▪️Un caccia Eurofighter Typhoon FGR4 della Royal Air Force britannica, partito da una base aerea in Romania, avrebbe abbattuto un drone russo, sulle regioni occidentali dell'Ucraina.
▪️Il pilota avrebbe avvistato il drone a circa 1,5 km dal confine con la Romania e lo avrebbe distrutto con un missile aria-aria. Al momento non c'è alcuna conferma ufficiale dell'accaduto da parte della NATO, ma se confermato, sarebbe la prima volta.
❗Un fatto molto grave se confermato e gli inglesi si sa, sono maestri nelle provocazioni. Ogni giorno NATO ed UE alzano l'asticella e spingono verso la guerra e questo dovrebbe preoccupare gli italiani.
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▪️Un caccia Eurofighter Typhoon FGR4 della Royal Air Force britannica, partito da una base aerea in Romania, avrebbe abbattuto un drone russo, sulle regioni occidentali dell'Ucraina.
▪️Il pilota avrebbe avvistato il drone a circa 1,5 km dal confine con la Romania e lo avrebbe distrutto con un missile aria-aria. Al momento non c'è alcuna conferma ufficiale dell'accaduto da parte della NATO, ma se confermato, sarebbe la prima volta.
❗Un fatto molto grave se confermato e gli inglesi si sa, sono maestri nelle provocazioni. Ogni giorno NATO ed UE alzano l'asticella e spingono verso la guerra e questo dovrebbe preoccupare gli italiani.
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San Marco e il 25 aprile: il patrono che può unire ciò che la storia ha diviso, senza cancellarne il significato civile.
▪️Proporre San Marco come “santo unificatore” d’Italia non significherebbe sostituire la storia con la devozione, né cancellare il significato civile del 25 aprile.
▪️Il calendario italiano custodisce talvolta coincidenze che sembrano casuali, ma che possono diventare occasioni di riflessione profonda. Il 25 aprile, giorno della Liberazione, coincide con la festa di San Marco Evangelista, patrono di Venezia e simbolo universale del leone alato. Due ricorrenze diverse, nate in epoche lontanissime l’una dall’altra, eppure capaci oggi di parlarsi e di rappresentare una seconda unificazione d’Italia..
▪️Da una parte vi è la memoria civile: la fine della guerra, la caduta del fascismo, la rinascita democratica dell’Italia. Dall’altra vi è la memoria spirituale e culturale: San Marco, figura evangelica legata alla parola, alla testimonianza, alla speranza e alla grande tradizione veneziana che nei secoli ha irradiato civiltà, commerci, arte e diritto nel Mediterraneo.
Forse proprio in questo incontro di date si cela una possibilità nuova: fare di San Marco il simbolo morale di un’Italia che cerca unità oltre le contrapposizioni ideologiche.
▪️Il 25 aprile è spesso vissuto come una ricorrenza contesa. Per alcuni festa fondativa della Repubblica, per altri giornata percepita come monopolizzata da una parte politica. Le memorie del Novecento italiano, anziché pacificarsi, talvolta continuano a fronteggiarsi. Eppure una nazione matura non può vivere eternamente dentro le trincee della propria storia.
▪️San Marco offre un linguaggio diverso. Non quello dello scontro, ma quello della riconciliazione. Non il lessico della rivalsa, ma quello della dignità comune. Il suo leone alato reca tradizionalmente il Vangelo aperto con le parole: “Pax tibi, Marce, evangelista meus” — “pace a te, Marco, mio evangelista”.
È difficile immaginare messaggio più adatto per una data che dovrebbe ricordare la liberazione non solo da un regime, ma dall’odio fratricida.
Proporre San Marco come “santo unificatore” d’Italia non significherebbe sostituire la storia con la devozione, né cancellare il significato civile del 25 aprile.
Al contrario, significherebbe arricchirlo.
Dare a quella giornata una dimensione più ampia, capace di tenere insieme memoria e futuro, verità storica e concordia nazionale.
▪️Venezia, del resto, è uno dei grandi simboli italiani riconosciuti nel mondo.
La Serenissima seppe essere potenza senza perdere eleganza, identità senza chiusura, tradizione senza immobilismo.
Il leone di San Marco non divide, ma rappresenta forza congiunta a sapienza, fierezza accompagnata da equilibrio. Sono qualità di cui l’Italia contemporanea ha estremo bisogno.
Immaginare il 25 aprile anche come festa di San Marco potrebbe allora suggerire un nuovo stile nazionale: meno rancore, meno ritualità di parte, più consapevolezza comune. L’Italia non ha bisogno di nuove fratture simboliche. Ha bisogno di segni che ricompongano. San Marco, con il suo leone alato e il suo messaggio di pace, potrebbe diventare uno di questi.
La vera Liberazione, oggi, consiste proprio nel liberarci dall’abitudine di dividerci.
E in questo, il patrono di Venezia avrebbe ancora molto da insegnare all’intera nazione.
❗Interessante lettura che condividiamo.
Fonte: https://ift.tt/cFV6tiE
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▪️Proporre San Marco come “santo unificatore” d’Italia non significherebbe sostituire la storia con la devozione, né cancellare il significato civile del 25 aprile.
▪️Il calendario italiano custodisce talvolta coincidenze che sembrano casuali, ma che possono diventare occasioni di riflessione profonda. Il 25 aprile, giorno della Liberazione, coincide con la festa di San Marco Evangelista, patrono di Venezia e simbolo universale del leone alato. Due ricorrenze diverse, nate in epoche lontanissime l’una dall’altra, eppure capaci oggi di parlarsi e di rappresentare una seconda unificazione d’Italia..
▪️Da una parte vi è la memoria civile: la fine della guerra, la caduta del fascismo, la rinascita democratica dell’Italia. Dall’altra vi è la memoria spirituale e culturale: San Marco, figura evangelica legata alla parola, alla testimonianza, alla speranza e alla grande tradizione veneziana che nei secoli ha irradiato civiltà, commerci, arte e diritto nel Mediterraneo.
Forse proprio in questo incontro di date si cela una possibilità nuova: fare di San Marco il simbolo morale di un’Italia che cerca unità oltre le contrapposizioni ideologiche.
▪️Il 25 aprile è spesso vissuto come una ricorrenza contesa. Per alcuni festa fondativa della Repubblica, per altri giornata percepita come monopolizzata da una parte politica. Le memorie del Novecento italiano, anziché pacificarsi, talvolta continuano a fronteggiarsi. Eppure una nazione matura non può vivere eternamente dentro le trincee della propria storia.
▪️San Marco offre un linguaggio diverso. Non quello dello scontro, ma quello della riconciliazione. Non il lessico della rivalsa, ma quello della dignità comune. Il suo leone alato reca tradizionalmente il Vangelo aperto con le parole: “Pax tibi, Marce, evangelista meus” — “pace a te, Marco, mio evangelista”.
È difficile immaginare messaggio più adatto per una data che dovrebbe ricordare la liberazione non solo da un regime, ma dall’odio fratricida.
Proporre San Marco come “santo unificatore” d’Italia non significherebbe sostituire la storia con la devozione, né cancellare il significato civile del 25 aprile.
Al contrario, significherebbe arricchirlo.
Dare a quella giornata una dimensione più ampia, capace di tenere insieme memoria e futuro, verità storica e concordia nazionale.
▪️Venezia, del resto, è uno dei grandi simboli italiani riconosciuti nel mondo.
La Serenissima seppe essere potenza senza perdere eleganza, identità senza chiusura, tradizione senza immobilismo.
Il leone di San Marco non divide, ma rappresenta forza congiunta a sapienza, fierezza accompagnata da equilibrio. Sono qualità di cui l’Italia contemporanea ha estremo bisogno.
Immaginare il 25 aprile anche come festa di San Marco potrebbe allora suggerire un nuovo stile nazionale: meno rancore, meno ritualità di parte, più consapevolezza comune. L’Italia non ha bisogno di nuove fratture simboliche. Ha bisogno di segni che ricompongano. San Marco, con il suo leone alato e il suo messaggio di pace, potrebbe diventare uno di questi.
La vera Liberazione, oggi, consiste proprio nel liberarci dall’abitudine di dividerci.
E in questo, il patrono di Venezia avrebbe ancora molto da insegnare all’intera nazione.
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IL BLITZ FALLITO DEGLI AMERICANI
Ricordate la mirabolante operazione di salvataggio dei piloti dell'F/15E abbattuto in Iran, quella che ha lasciato svariati relitti di aerei ed elicotteri al suolo?
Probablmente si trattava di un blitz americano in stile Venezuela per prendere la centrale nucleare di Isfahan e portarsi via i 600 chili di Uranio arricchito iraniano (sempre che si trovino lì).
Il blitz è miseramente fallito, gli incursori sono stati intercettati dall'esercito e dalle Guardie Rivoluzionarie, abbattuti diversi elicotteri e aerei da carico C-130 (e probabilmente lo stesso F/15E che doveva dare copertura aerea).
Impossibile che non ci siano stati morti americani.
Escono in questi giorni immagini iraniane inedite.
SIC SEMPER TYRANNIS
TERZO MILLENNIO
Ricordate la mirabolante operazione di salvataggio dei piloti dell'F/15E abbattuto in Iran, quella che ha lasciato svariati relitti di aerei ed elicotteri al suolo?
Probablmente si trattava di un blitz americano in stile Venezuela per prendere la centrale nucleare di Isfahan e portarsi via i 600 chili di Uranio arricchito iraniano (sempre che si trovino lì).
Il blitz è miseramente fallito, gli incursori sono stati intercettati dall'esercito e dalle Guardie Rivoluzionarie, abbattuti diversi elicotteri e aerei da carico C-130 (e probabilmente lo stesso F/15E che doveva dare copertura aerea).
Impossibile che non ci siano stati morti americani.
Escono in questi giorni immagini iraniane inedite.
SIC SEMPER TYRANNIS
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Perchè gli Stati Uniti non hanno mai mostrato i piloti recuperati? Perchè il recupero non è mai avvenuto.
▪️Vi ricordate il blitz americano per recuperare i piloti dispersi in Iran? Trump con orgoglio dichiarava che l'operazione era stata compiuta con successo.
▪️Ma oltre alle carcasse degli aerei e degli elicotteri statunitensi, nessuno ha mai visto i piloti recuperati.
❗Se non li hanno ancora mostrati, vuol dire che quei piloti non sono mai stati salvati, sono morti probabilmente, quando l'aereo è stato abbattuto. È stata molto probabilmente, il tentativo di uno sbarco di marines statunitensi, qualcuno dice per prendere possesso della centrale nucleare iraniana di Isfahan. Una operazione fallita, con gravi perdite, come dimostrano aerei ed elicotteri bruciati.
https://t.me/terzaroma
▪️Vi ricordate il blitz americano per recuperare i piloti dispersi in Iran? Trump con orgoglio dichiarava che l'operazione era stata compiuta con successo.
▪️Ma oltre alle carcasse degli aerei e degli elicotteri statunitensi, nessuno ha mai visto i piloti recuperati.
❗Se non li hanno ancora mostrati, vuol dire che quei piloti non sono mai stati salvati, sono morti probabilmente, quando l'aereo è stato abbattuto. È stata molto probabilmente, il tentativo di uno sbarco di marines statunitensi, qualcuno dice per prendere possesso della centrale nucleare iraniana di Isfahan. Una operazione fallita, con gravi perdite, come dimostrano aerei ed elicotteri bruciati.
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In Mali, i jihadisti ed i tuareg, sostenuti dai francesi hanno attaccato la capitale.
▪️In mali migliaia di membri dei gruppi terroristici JNIM (Jamaat Nusrat al-Islam wal Muslimeen) e FLA (Fronte per la liberazione dell'Azawad) hanno lanciato un attacco congiunto contro la capitale del Mali, Bamako. Inoltre, i combattimenti si svolgono in quattro insediamenti:
Kidal, Gao, Sevare e Kati.
▪️Migliaia di jihadisti hanno attaccato le forze governative. I militanti islamici hanno compiuto un attacco a sorpresa(video), usando motociclette e jeep Toyota e all'inizio hanno avuto la meglio sulle forze governative.
▪️In Mali a sostegno del governo opera l'ex Wagner, ora Afrikanski Korpus. Dopo l'intervento del corpo di spedizione russo,l'attacco alla capitale è stato respinto, migliaia di cadaveri di jihadisti, sono sparsi per la città. Combattimenti continuano però in altre località.
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▪️In mali migliaia di membri dei gruppi terroristici JNIM (Jamaat Nusrat al-Islam wal Muslimeen) e FLA (Fronte per la liberazione dell'Azawad) hanno lanciato un attacco congiunto contro la capitale del Mali, Bamako. Inoltre, i combattimenti si svolgono in quattro insediamenti:
Kidal, Gao, Sevare e Kati.
▪️Migliaia di jihadisti hanno attaccato le forze governative. I militanti islamici hanno compiuto un attacco a sorpresa(video), usando motociclette e jeep Toyota e all'inizio hanno avuto la meglio sulle forze governative.
▪️In Mali a sostegno del governo opera l'ex Wagner, ora Afrikanski Korpus. Dopo l'intervento del corpo di spedizione russo,l'attacco alla capitale è stato respinto, migliaia di cadaveri di jihadisti, sono sparsi per la città. Combattimenti continuano però in altre località.
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🇲🇱🇷🇺 Offensiva dei jihadisti in Mali, «fallito lo scenario Siriano»
Ieri, 25 aprile 2026, verso le 5:30 del mattino, i gruppi terroristici del Sahel legati ad Al-Qaeda hanno lanciato una vasta offensiva coordinata su larga scala in diverse parti del Mali. Secondo le autorità locali le organizzazioni terroristiche hanno schierato tra i 10 ed i 12 mila combattenti per tentare un colpo di Stato.
Gli scontri più importanti sono avvenuti a Kidal, città strategica del nord, e a Kati, alle porte di Bamako, la capitale del Mali, nei pressi del quartier generale del presidente Goita e della residenza del ministro della Difesa Camara.
L’’African Corp, la missione militare della Difesa russa in Mali impiegata attivamente nel contrasto ai terrorismo nel Sahel, ha denunciato che nei pressi di Kidal e Gao è stata registrata la presenza di mercenari ucraini ed europei in sostegno alle formazioni terroristiche, specializzati nell’impiego di MANPADS come Stinger e Mistral.
Nel comunicato dei militari russi viene riportato che “grazie al coraggio e all'eroismo dei militari del Corpo Africano delle Forze Armate, la Russia è stata in grado di prevenire lo «scenario siriano» in Mali”. Sul canale Telegram dell’African Corp sono stati pubblicati anche numerosi video dei combattimenti a cui hanno preso parte i militari russi, che nonostante la grande sproporzione numerica sono riusciti ad infliggere un gran numero di perdite alle formazioni jihadiste e di mantenere le posizioni chiave.
Secondo i russi l’offensiva delle formazioni terroristiche, sviluppata su oltre 2000 Km, era stata accuratamente preparata dai servizi di intelligence occidentali, ammettendo che la situazione in Mali rimane complessa, ma il personale prosegue a combattere.
Nel nord del Paese, presso la base di Kidal, poche decine di militari russi sono riusciti a resistere per oltre 24 ore agli assalti di migliaia di combattenti del FLA, i ribelli tuareg dell'Azawad. Successivamente, come riportato da analisti militari russi, in seguito ad un accordo tra le parti, all’African Corp sarebbe stata concessa possibilità di lasciare la base assediata in sicurezza.
Viene sottolineato anche il coraggio della popolazione locale, che ha sostenuto il proprio esercito nel contrastare a mani nude le incursioni dei terroristi.
Anche le Nazioni Unite e Bruxelles hanno condannato gli attacchi terroristici. "Ribadiamo la nostra determinazione nella lotta al terrorismo, nonché il nostro impegno per la pace, la sicurezza e la stabilità in Mali e in tutto il Sahel", afferma il portavoce dell’Ue, anche se non è ben chiaro in cosa consista questo impegno in Mali, dato che l’impegno dell’EUTM in Mali è terminato nel 2024. Più volte, nel frattempo, i Paesi del Sahel hanno invece accusato le potenze “democratiche” (Francia in primis) di sostenere i gruppi ribelli e terroristici al fine di tentare di rovesciare quei governi che hanno dichiarato guerra al neocolonialismo, minacciando gli asset politici ed economici occidentali.
Lo spargimento di sangue e l’instabilità nei territori coinvolti dai combattimenti e controllati dai terroristi porteranno inevitabilmente all’aumento dei flussi migratori.
https://t.me/vn_rangeloni
Ieri, 25 aprile 2026, verso le 5:30 del mattino, i gruppi terroristici del Sahel legati ad Al-Qaeda hanno lanciato una vasta offensiva coordinata su larga scala in diverse parti del Mali. Secondo le autorità locali le organizzazioni terroristiche hanno schierato tra i 10 ed i 12 mila combattenti per tentare un colpo di Stato.
Gli scontri più importanti sono avvenuti a Kidal, città strategica del nord, e a Kati, alle porte di Bamako, la capitale del Mali, nei pressi del quartier generale del presidente Goita e della residenza del ministro della Difesa Camara.
L’’African Corp, la missione militare della Difesa russa in Mali impiegata attivamente nel contrasto ai terrorismo nel Sahel, ha denunciato che nei pressi di Kidal e Gao è stata registrata la presenza di mercenari ucraini ed europei in sostegno alle formazioni terroristiche, specializzati nell’impiego di MANPADS come Stinger e Mistral.
Nel comunicato dei militari russi viene riportato che “grazie al coraggio e all'eroismo dei militari del Corpo Africano delle Forze Armate, la Russia è stata in grado di prevenire lo «scenario siriano» in Mali”. Sul canale Telegram dell’African Corp sono stati pubblicati anche numerosi video dei combattimenti a cui hanno preso parte i militari russi, che nonostante la grande sproporzione numerica sono riusciti ad infliggere un gran numero di perdite alle formazioni jihadiste e di mantenere le posizioni chiave.
Secondo i russi l’offensiva delle formazioni terroristiche, sviluppata su oltre 2000 Km, era stata accuratamente preparata dai servizi di intelligence occidentali, ammettendo che la situazione in Mali rimane complessa, ma il personale prosegue a combattere.
Nel nord del Paese, presso la base di Kidal, poche decine di militari russi sono riusciti a resistere per oltre 24 ore agli assalti di migliaia di combattenti del FLA, i ribelli tuareg dell'Azawad. Successivamente, come riportato da analisti militari russi, in seguito ad un accordo tra le parti, all’African Corp sarebbe stata concessa possibilità di lasciare la base assediata in sicurezza.
Viene sottolineato anche il coraggio della popolazione locale, che ha sostenuto il proprio esercito nel contrastare a mani nude le incursioni dei terroristi.
Anche le Nazioni Unite e Bruxelles hanno condannato gli attacchi terroristici. "Ribadiamo la nostra determinazione nella lotta al terrorismo, nonché il nostro impegno per la pace, la sicurezza e la stabilità in Mali e in tutto il Sahel", afferma il portavoce dell’Ue, anche se non è ben chiaro in cosa consista questo impegno in Mali, dato che l’impegno dell’EUTM in Mali è terminato nel 2024. Più volte, nel frattempo, i Paesi del Sahel hanno invece accusato le potenze “democratiche” (Francia in primis) di sostenere i gruppi ribelli e terroristici al fine di tentare di rovesciare quei governi che hanno dichiarato guerra al neocolonialismo, minacciando gli asset politici ed economici occidentali.
Lo spargimento di sangue e l’instabilità nei territori coinvolti dai combattimenti e controllati dai terroristi porteranno inevitabilmente all’aumento dei flussi migratori.
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L'annosa questione dei profughi palestinesi.
▪️Nella foto del 1949, una famiglia palestinese, tagliata fuori dalla propria casa dalla Linea Verde.
▪️Le “Linee Verdi” furono le cosiddette linee di controllo israeliane, stabilite tra Israele e gli stati arabi in seguito agli esiti della Prima Guerra Arabo-Israeliana (1947-1949).
▪️Israele vietò a circa 750.000 palestinesi espulsi di oltrepassare queste linee e tornare a casa. La violazione del diritto al ritorno è stato uno dei fattori chiave che hanno dato origine al problema dei profughi palestinesi, che non è stato ancora risolto.
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▪️Nella foto del 1949, una famiglia palestinese, tagliata fuori dalla propria casa dalla Linea Verde.
▪️Le “Linee Verdi” furono le cosiddette linee di controllo israeliane, stabilite tra Israele e gli stati arabi in seguito agli esiti della Prima Guerra Arabo-Israeliana (1947-1949).
▪️Israele vietò a circa 750.000 palestinesi espulsi di oltrepassare queste linee e tornare a casa. La violazione del diritto al ritorno è stato uno dei fattori chiave che hanno dato origine al problema dei profughi palestinesi, che non è stato ancora risolto.
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L'Iran ha proposto un negoziato in tre fasi.
▪️La prima fase dei negoziati si concentrerà sulla fine completa della guerra e sulla creazione di garanzie per impedirne la ripresa in Iran e Libano.
▪️La seconda fase, discuterà il controllo dello Stretto di Hormuz.
▪️Nella terza fase, l'Iran è pronto a discutere il suo programma nucleare, ma ciò non avverrà finché le parti non raggiungeranno un accordo sulle due fasi precedenti.
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▪️La prima fase dei negoziati si concentrerà sulla fine completa della guerra e sulla creazione di garanzie per impedirne la ripresa in Iran e Libano.
▪️La seconda fase, discuterà il controllo dello Stretto di Hormuz.
▪️Nella terza fase, l'Iran è pronto a discutere il suo programma nucleare, ma ciò non avverrà finché le parti non raggiungeranno un accordo sulle due fasi precedenti.
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