Forwarded from 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗧𝗢
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Forwarded from La Verità ci Rende Liberi e ci Fa Incazzare
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LA VERITA’ SULLE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE AI BAMBINI
L’INFAMIA DEL SISTEMA
L’INFAMIA DEL SISTEMA
👍7🔥1😱1
Forwarded from Monica Elisa
La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato centinaia di farmaci senza prove della loro efficacia e, in alcuni casi, nonostante le prove della loro pericolosità.
È questa la conclusione di un'indagine approfondita durata due anni, condotta dalle giornaliste mediche Jeanne Lenzer e Shannon Brownlee, pubblicata da The Lever.
Esaminando più di 400 approvazioni di farmaci tra il 2013 e il 2022, gli autori hanno scoperto che l'agenzia ha ripetutamente ignorato i propri standard scientifici.
Un sistema basato su prove deboli
I risultati sono stati schiaccianti: il 73% dei farmaci approvati dalla FDA durante il periodo di studio non soddisfaceva nessuno dei quattro criteri fondamentali per dimostrare una “prova sostanziale” di efficacia...
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@monicaelis
https://www.levernews.com/fda-approved-and-ineffective/?utm_source=newsletter-email&utm_medium=link&utm_campaign=newsletter-article
È questa la conclusione di un'indagine approfondita durata due anni, condotta dalle giornaliste mediche Jeanne Lenzer e Shannon Brownlee, pubblicata da The Lever.
Esaminando più di 400 approvazioni di farmaci tra il 2013 e il 2022, gli autori hanno scoperto che l'agenzia ha ripetutamente ignorato i propri standard scientifici.
Un sistema basato su prove deboli
I risultati sono stati schiaccianti: il 73% dei farmaci approvati dalla FDA durante il periodo di studio non soddisfaceva nessuno dei quattro criteri fondamentali per dimostrare una “prova sostanziale” di efficacia...
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Forwarded from 🌍 𝐕𝐎𝐂𝐈 𝐃𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐀 🌎 (Alba Canelli)
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Una delle ragioni per cui questi potenti strumenti di IA sono stati deliberatamente rilasciati al pubblico generale è creare la tempesta perfetta di caos necessaria a giustificare gli ID digitali e la fine dell'anonimato online.
🔥 Goditi Internet "gratuito" finché puoi.
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Forwarded from Radio28Tv (L L)
PERSECUZIONE E VESSAZIONI
Da Fuellmich ad Assange, Il Sistema Non Perdona.
Due anni di carcere per Reiner Fuellmich, l'avvocato che sfidò il sistema sui tamponi. Ha subito trattamenti disumani, con mesi di isolamento e trasporti in aula ammanettato mani e piedi. Documenti segreti tedeschi chiedevano di "impedire con ogni mezzo" la sua ascesa.
Questo schema ricalca la persecuzione giudiziaria subita da Julian Assange (WikiLeaks). Il sistema ti svilisce e non esita a usare le galere per mettere in atto la sua persecuzione.
Colpire uno per educare cento.
La libertà ha un prezzo altissimo.
Fonte
🔴🟢🔴🟢🔴
#Radio28Tv
💢💢💢💢💢
https://t.me/radio28tv
Da Fuellmich ad Assange, Il Sistema Non Perdona.
Due anni di carcere per Reiner Fuellmich, l'avvocato che sfidò il sistema sui tamponi. Ha subito trattamenti disumani, con mesi di isolamento e trasporti in aula ammanettato mani e piedi. Documenti segreti tedeschi chiedevano di "impedire con ogni mezzo" la sua ascesa.
Questo schema ricalca la persecuzione giudiziaria subita da Julian Assange (WikiLeaks). Il sistema ti svilisce e non esita a usare le galere per mettere in atto la sua persecuzione.
Colpire uno per educare cento.
La libertà ha un prezzo altissimo.
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Forwarded from Luce e Tenebre
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OGGI SI PROFESSANO TUTTI NO UACS...
...ma nel 2021 (quindi ad oltre un anno dall'inizio della farsa) le pecore -perché sempre di pecore si tratta, seppur di un gregge differente- manifestavano con la mascherina contro le restrizioni❗️
🤭🤣🤣
Pensate a quali livelli di dissonanza cognitiva arrivammo durante la psicosi C🤡vid.
Ce ne fosse uno che, oggi, schiettamente, ammetta di essersi comportato da nazistello e/o da ritardato..
Mik
https://t.me/LuceeTenebre
...ma nel 2021 (quindi ad oltre un anno dall'inizio della farsa) le pecore -perché sempre di pecore si tratta, seppur di un gregge differente- manifestavano con la mascherina contro le restrizioni❗️
🤭🤣🤣
Pensate a quali livelli di dissonanza cognitiva arrivammo durante la psicosi C🤡vid.
Ce ne fosse uno che, oggi, schiettamente, ammetta di essersi comportato da nazistello e/o da ritardato..
Mik
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Forwarded from La Voce Libera 🗣️🔈
🚨 🇺🇸 RFK Jr. lancia l'allarme: il telegiornale della sera non è solo un programma, è una camera di risonanza multimiliardaria per gli interessi aziendali.
Come scrive “Camus” in un post su X, secondo fonti interne, i colossi farmaceutici finanziano fino al 75% degli introiti pubblicitari del mercato dei notiziari televisivi e inondano i programmi con un torrente di pubblicità di farmaci.
In una serata tipica, 17 spot pubblicitari su 22 promuovono direttamente prodotti farmaceutici rivolti a un pubblico più anziano, che è il maggiore acquirente di farmaci da prescrizione.
Ma l'influenza non si limita alla pubblicità [...]
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Come scrive “Camus” in un post su X, secondo fonti interne, i colossi farmaceutici finanziano fino al 75% degli introiti pubblicitari del mercato dei notiziari televisivi e inondano i programmi con un torrente di pubblicità di farmaci.
In una serata tipica, 17 spot pubblicitari su 22 promuovono direttamente prodotti farmaceutici rivolti a un pubblico più anziano, che è il maggiore acquirente di farmaci da prescrizione.
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Forwarded from PRESSKIT
Un grande attacco informatico per mettere fine alla privacy, la previsione di Whitney Webb
Secondo la giornalista investigativa Whitney Webb, il mondo si sta avvicinando a un evento di portata globale che potrebbe cambiare per sempre il concetto stesso di libertà individuale e di privacy. Un attacco informatico di vaste proporzioni — programmato in modo predittivo, come lei lo definisce — potrebbe essere utilizzato come catalizzatore per introdurre un nuovo paradigma di controllo totale: la fine della privacy in nome della sicurezza digitale. https://presskit.it/2025/11/19/un-grande-attacco-informatico-per-mettere-fine-alla-privacy-la-previsione-di-whitney-webb/
Secondo la giornalista investigativa Whitney Webb, il mondo si sta avvicinando a un evento di portata globale che potrebbe cambiare per sempre il concetto stesso di libertà individuale e di privacy. Un attacco informatico di vaste proporzioni — programmato in modo predittivo, come lei lo definisce — potrebbe essere utilizzato come catalizzatore per introdurre un nuovo paradigma di controllo totale: la fine della privacy in nome della sicurezza digitale. https://presskit.it/2025/11/19/un-grande-attacco-informatico-per-mettere-fine-alla-privacy-la-previsione-di-whitney-webb/
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Forwarded from Bannati per sempre
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Controllo Climatico: La Verità Oscura sulla Geoingegneria ☀️
Non si tratta di salvare il pianeta. Si tratta di un'operazione globale di manipolazione, basata su una menzogna così grande da voler oscurare il sole stesso.
Nel 2016, John Brennan, allora direttore della CIA, ha svelato pubblicamente il piano: "Iniezioni di Aerosol Stratosferici" (SAI). Un programma per spruzzare particelle nell'atmosfera, riflettere il calore solare e alterare artificialmente il clima della Terra.
La scusa? Dare più tempo all'economia mondiale. La realtà? Un esperimento pericoloso sul nostro unico pianeta, ereditato da programmi militari segreti come l'Operazione Popeye in Vietnam.
Ora, grandi corporazioni e "consulenti" giocano a essere Dio, copiando l'effetto delle eruzioni vulcaniche per raffreddare il pianeta. Ma a quale costo?
🔍 @bannatixsempre
#Geoingegneria #ControlloClimatico #ScieChimiche #Consapevolezza
Non si tratta di salvare il pianeta. Si tratta di un'operazione globale di manipolazione, basata su una menzogna così grande da voler oscurare il sole stesso.
Nel 2016, John Brennan, allora direttore della CIA, ha svelato pubblicamente il piano: "Iniezioni di Aerosol Stratosferici" (SAI). Un programma per spruzzare particelle nell'atmosfera, riflettere il calore solare e alterare artificialmente il clima della Terra.
La scusa? Dare più tempo all'economia mondiale. La realtà? Un esperimento pericoloso sul nostro unico pianeta, ereditato da programmi militari segreti come l'Operazione Popeye in Vietnam.
Ora, grandi corporazioni e "consulenti" giocano a essere Dio, copiando l'effetto delle eruzioni vulcaniche per raffreddare il pianeta. Ma a quale costo?
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Forwarded from ImolaOggi Channel (Imola Oggi)
Clima, Ue: introdurre tariffazione sul carbonio più ampia possibile
https://www.imolaoggi.it/2025/11/18/ue-introdurre-tariffazione-sul-carbonio-piu-ampia-possibile/
https://www.imolaoggi.it/2025/11/18/ue-introdurre-tariffazione-sul-carbonio-piu-ampia-possibile/
Imola Oggi
Ue: introdurre tariffazione sul carbonio più ampia possibile • Imola Oggi
"La tariffazione del carbonio è una misura che dobbiamo attuare con il maggior numero possibile di alleati e nel più breve tempo possibile", ha dichiarato
🤬8💩7
Forwarded from Monica Elisa
"il governo della nazione insulare del Pacifico ha dichiarato di aver lanciato un portafoglio digitale chiamato Lomalo, che utilizzerà la stablecoin USDM1 ancorata al dollaro statunitense per consentire ai cittadini di accedere al programma UBI. Secondo il governo, la prima erogazione dei fondi avverrà a fine novembre, consentendo ai cittadini di accedervi tramite il proprio portafoglio, tramite assegno fisico o deposito diretto."
Sperimentazione REDDITO UNIVERSALE DIGITALE modalità ON 🤫
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@monicaelis
https://cointelegraph.com/news/marshall-islands-universal-basic-income-digital-wallet
https://www.koreaittimes.com/news/articleView.html?idxno=147906
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇨🇳 ROBOT UMANOIDE DA COMBATTIMENTO
La società cinese di robotica EngineAI ha annunciato il robot da combattimento T800, un umanoide a grandezza naturale progettato per svolgere compiti complessi. La sua altezza è di 1,85 m, il peso di 85 kg, dispone di 41 gradi di libertà, una batteria a stato solido e carenature in lega di alluminio.
La presentazione del robot, soprannominato già sui social "Terminator" per la stessa serie del personaggio dell'omonimo film, si terrà il 24 dicembre.
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La società cinese di robotica EngineAI ha annunciato il robot da combattimento T800, un umanoide a grandezza naturale progettato per svolgere compiti complessi. La sua altezza è di 1,85 m, il peso di 85 kg, dispone di 41 gradi di libertà, una batteria a stato solido e carenature in lega di alluminio.
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🤬3🤮3
Forwarded from Monica Elisa
"Nel comune svizzero di Beinwil, nel Canton Argovia, gli elettori hanno respinto la costruzione di un parco eolico con 315 voti favorevoli e 197 contrari. La lobby dell'energia eolica "Pro Wind" vuole quindi vietare del tutto i referendum sui parchi eolici."
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@monicaelis
https://tkp.at/2025/11/18/schweizer-gemeinde-lehnt-windpark-ab/
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BASTARDI CRIMINALI ASSASSINI
Aviaria, in primavera i primi vaccini | Giornale di Brescia
https://www.giornaledibrescia.it/economia/aviaria-in-primavera-i-primi-vaccini-ta451qnp
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Giornale di Brescia
Aviaria, in primavera i primi vaccini | Giornale di Brescia
Giornale di Brescia è il primo quotidiano di Brescia e provincia. Ogni giorno notizie di cronaca, politica, economia, sport, spettacoli, eventi e molto altro!
💩10🤬4
Storica vittoria contro la disinformazione climatica: CNews multata per aver negato il riscaldamento globale -
Il Consiglio di Stato francese ha confermato la sanzione imposta nel luglio 2024 da Arcom a una emittente televisiva. In diretta, un sostenitore di Zemmour (editorialista e commentatore politico conservatore, spesso su posizioni di estrema destra), aveva fatto commenti scettici sul clima senza alcun contraddittorio
https://www.greenme.it/lifestyle/costume-e-societa/storica-vittoria-contro-la-disinformazione-climatica-unemittente-televisiva-multata-per-aver-negato-il-riscaldamento-globale/
Il Consiglio di Stato francese ha confermato la sanzione imposta nel luglio 2024 da Arcom a una emittente televisiva. In diretta, un sostenitore di Zemmour (editorialista e commentatore politico conservatore, spesso su posizioni di estrema destra), aveva fatto commenti scettici sul clima senza alcun contraddittorio
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greenMe
Storica vittoria contro la disinformazione climatica: CNews multata per aver negato il riscaldamento globale
Negazionismo in TV: la più alta corte amministrativa francese ha confermato una sanzione senza precedenti in Francia contro CNews.
🤬5👍2👏1
Forwarded from Monica Elisa
"La Germania ha accettato di sovvenzionare l'elettricità per le sue industrie pesanti, fissando un tetto massimo di prezzi a circa 0,05 euro per kilowattora dal 2026 al 2028: una mossa politica importante volta a impedire che la sua base industriale si eroda sotto il peso dei crescenti costi energetici in Europa"
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https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Germany-Caps-Power-Prices-to-Save-Its-Industrial-Base.html
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🤬2
Forwarded from Evolutamente.it
Alla buffonesca commissione COVID è il turno di Bassetti che dice che sono stati catalogati morti covid gente che era solo positiva al tampone (farlocco e con 90% di errore aggiungo io) e che in Italia si facevano troppi tamponi.
Poi arriva un pediatra del Consiglio Superiore della Sanità che non ricorda come mai furono vietate le autopsie ma afferma che non sarebbe stato minimamente rischioso farle.
Tutte queste cose noi le sapevamo già e le denunciavamo pubblicamente dai nostri canali social e ci umiliavano e bannavano di continuo.
Ho perso migliaia di euro di fatturato "grazie" al ban di YouTube che comprende anche GMAIL e tutto ciò che ne comporta a cascata.
Ovviamente la verità emerge solo parzialmente ed a piccolissime dosi.
Così si fa per evitare rivolte popolari. A questo serve la commissione COVID e magari serve a questi politici di intervenire ancora più duramente con i lockdown alla prossima "epidemia".
Infatti ricorrono in quel consesso domande del tipo: "ma non si intervenì troppo tardi"?
Prima o poi emergeranno anche altre verità che stanno nascondendo e che noi denunciamo da mesi e mesi (in realtà sono sotto gli occhi di tutti, tranne di quelli che lo vogliono negare a loro stessi) come la mortalità a più livelli di questi farmaci sperimentali e soprattutto il piano che c'era dietro a questa follia che abbiamo subito e quali ne erano gli scopi.
Poi arriva un pediatra del Consiglio Superiore della Sanità che non ricorda come mai furono vietate le autopsie ma afferma che non sarebbe stato minimamente rischioso farle.
Tutte queste cose noi le sapevamo già e le denunciavamo pubblicamente dai nostri canali social e ci umiliavano e bannavano di continuo.
Ho perso migliaia di euro di fatturato "grazie" al ban di YouTube che comprende anche GMAIL e tutto ciò che ne comporta a cascata.
Ovviamente la verità emerge solo parzialmente ed a piccolissime dosi.
Così si fa per evitare rivolte popolari. A questo serve la commissione COVID e magari serve a questi politici di intervenire ancora più duramente con i lockdown alla prossima "epidemia".
Infatti ricorrono in quel consesso domande del tipo: "ma non si intervenì troppo tardi"?
Prima o poi emergeranno anche altre verità che stanno nascondendo e che noi denunciamo da mesi e mesi (in realtà sono sotto gli occhi di tutti, tranne di quelli che lo vogliono negare a loro stessi) come la mortalità a più livelli di questi farmaci sperimentali e soprattutto il piano che c'era dietro a questa follia che abbiamo subito e quali ne erano gli scopi.
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Forwarded from Ansa IT - Notizie in Tempo Reale.
🆕 Firmato il contratto per 137mila dirigenti medici e sanitari
✏ Aumenti medi di 491 euro al mese e 6.500 euro di arretrati
🔎 Fonte Ansa.it
👫 Invita Amici
📰 Prime Pagine Quotidiani
✏ Aumenti medi di 491 euro al mese e 6.500 euro di arretrati
🔎 Fonte Ansa.it
👫 Invita Amici
📰 Prime Pagine Quotidiani
ANSA.it
Firmato il contratto per 137mila dirigenti medici e sanitari
Aumenti medi di 491 euro al mese e 6.500 euro di arretrati (ANSA)
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Forwarded from Gruppo Giuridico Popolare Sardo
Bozza-DL-Energia.pdf
330.8 KB
🔴 ENNESIMO ATTO COLONIALE DA PARTE DELLO STATO ITALIANO CATTURATO DALLE LOBBY.
Ecco la bozza del D.L. ENERGIA che pretenderebbe ILLEGITTIMAMENTE di scavalcare l'autonomia statutaria della Sardegna in materia urbanistica ed energetica e di imporre una devastazione dei CONNOTATI urbanistici, paesaggistici e identitari della nostra terra.
Una violazione costituzionale e dei diritti dei sardi che costituisce l'atto finale di una COLONIZZAZIONE ISTITUZIONALIZZATA ETERODIRETTA e il preludio di uno SCEMPIO AMBIENTALE senza precedenti.
Non resta che denunciare e prendere le distanze da questo stato corrotto che antepone gli interessi economici e speculativi ai principi Jus Cogens e ai Diritti fondamentali.
Ecco la bozza del D.L. ENERGIA che pretenderebbe ILLEGITTIMAMENTE di scavalcare l'autonomia statutaria della Sardegna in materia urbanistica ed energetica e di imporre una devastazione dei CONNOTATI urbanistici, paesaggistici e identitari della nostra terra.
Una violazione costituzionale e dei diritti dei sardi che costituisce l'atto finale di una COLONIZZAZIONE ISTITUZIONALIZZATA ETERODIRETTA e il preludio di uno SCEMPIO AMBIENTALE senza precedenti.
Non resta che denunciare e prendere le distanze da questo stato corrotto che antepone gli interessi economici e speculativi ai principi Jus Cogens e ai Diritti fondamentali.
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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
«Sicuro ed efficace»: il mantra che ha sacrificato i vivi per salvare la narrazione
Avevamo tutti qualcuno da proteggere, non è così? I nonni da salvare, gli zii fragili da tenere in vita, la collettività da imbalsamare in un’immagine di purezza morale. Ci dissero che il più grande gesto d’amore era sacrificarsi. Non discutere, non chiedere, non temere: immolarsi. Sembrava quasi un rito antico, una liturgia moderna intonata da esperti in camice, conduttori televisivi, influencer improvvisati sacerdoti della nuova fede sanitaria. E nel mezzo, come un rosario recitato all’alba e al tramonto, si ripeteva sempre la stessa formula: «sicuro ed efficace». Una formula così ossessiva da diventare il rumore di fondo del Paese, un mantra ipnotico che sovrastava ogni esitazione umana, ogni scricchiolio del corpo, ogni sussurro del dubbio.
La sicurezza - ci dicevano - era più importante della tua paura. La protezione degli altri, più importante del tuo corpo. L’obbedienza civile, più importante del tuo dolore. Eppure, anche nei riti collettivi più sacri, c’è sempre un momento in cui una crepa si apre. Un dettaglio stona. Un sacrificio non scorre come previsto.
Questa crepa ha il volto di una donna di 52 anni, piemontese, tabaccaia, una di quelle persone che portano avanti un Paese mentre tutti cantano dal balcone. Una donna che ha creduto nel mantra, l’ha ingoiato, l’ha reso un dovere, e si è presentata per la seconda dose con il senso civico tatuato sul cuore. Sette giorni dopo, il suo corpo ha iniziato a cedere. Non un fastidio, non una febbre: una mielite trasversa sfacciata, brutale, che le taglia la vita in due come una scure fredda.
Le gambe non rispondono più. La strada di casa diventa una montagna. Il pavimento un fiume. Il gesto più normale del mondo - alzarsi - si trasforma nel ricordo di una vita precedente. E mentre il suo corpo si arrende, l’apparato istituzionale reagisce come reagiscono sempre le strutture quando la realtà non coincide con la narrazione: nega.
Nei palazzi non si ode più l’eco del mantra - si sente solo il fruscio secco della burocrazia che si difende, che respinge, che dice “non è possibile”. Il ministero le chiude la porta: “Non è il vaccino, signora. Sarà stata una patologia preesistente.” Come se la donna avesse taciuto una bomba interna pronta a esplodere. Come se il suo corpo avesse aspettato proprio quei sette giorni, proprio quella seconda dose, proprio quel punto della sua vita per collassare.
Ma la vita reale, quella dove i corpi parlano più dei comunicati, non obbedisce alle narrazioni. Una commissione tecnica guarda i fatti, la sequenza temporale, i referti, la letteratura scientifica, e dice la parola che nessuno voleva pronunciare: il vaccino è il fattore scatenante. Non l’unico responsabile, forse, ma l’innesco preciso, puntuale, chirurgico. La figura silenziosa che apre la porta. Il dito che preme l’interruttore. Il rituale che si compie.
Ed è qui che tutto diventa evocazione, perché mentre il tribunale parla, il Paese -quello vero, quello che non compare nelle conferenze stampa - inizia a ricordare. Ricorda le piazze piene, ricorda i megafoni che dicevano “per i nonni”, ricorda gli slogan che trasformavano il dissenso in colpa. Ricorda le file interminabili fuori dai punti vaccinali, le braccia esposte come atti di fede, la paura che divorava il giudizio. Ricorda chi tremava dopo l’iniezione e si sentiva dire: “È ansia, non preoccuparti”. Ricorda chi non riusciva più ad alzarsi dal letto e sentiva sussurrare: “Coincidenza, capita”. Ricorda gli sguardi abbassati, le lacrime trattenute, i medici che non volevano firmare diagnosi scomode per non essere risucchiati nel gorgo della colpa collettiva.
Questa sentenza non è una decisione giuridica. È un fantasma che attraversa l’Italia, un vento freddo che attraversa le case in cui si proteggevano i nonni, le famiglie che portavano i figli a scuola col Green Pass stampato come un lasciapassare medievale. È il sussurro di tutte quelle persone che hanno sofferto in silenzio perché avevano paura di essere accusate di tradimento morale.
Avevamo tutti qualcuno da proteggere, non è così? I nonni da salvare, gli zii fragili da tenere in vita, la collettività da imbalsamare in un’immagine di purezza morale. Ci dissero che il più grande gesto d’amore era sacrificarsi. Non discutere, non chiedere, non temere: immolarsi. Sembrava quasi un rito antico, una liturgia moderna intonata da esperti in camice, conduttori televisivi, influencer improvvisati sacerdoti della nuova fede sanitaria. E nel mezzo, come un rosario recitato all’alba e al tramonto, si ripeteva sempre la stessa formula: «sicuro ed efficace». Una formula così ossessiva da diventare il rumore di fondo del Paese, un mantra ipnotico che sovrastava ogni esitazione umana, ogni scricchiolio del corpo, ogni sussurro del dubbio.
La sicurezza - ci dicevano - era più importante della tua paura. La protezione degli altri, più importante del tuo corpo. L’obbedienza civile, più importante del tuo dolore. Eppure, anche nei riti collettivi più sacri, c’è sempre un momento in cui una crepa si apre. Un dettaglio stona. Un sacrificio non scorre come previsto.
Questa crepa ha il volto di una donna di 52 anni, piemontese, tabaccaia, una di quelle persone che portano avanti un Paese mentre tutti cantano dal balcone. Una donna che ha creduto nel mantra, l’ha ingoiato, l’ha reso un dovere, e si è presentata per la seconda dose con il senso civico tatuato sul cuore. Sette giorni dopo, il suo corpo ha iniziato a cedere. Non un fastidio, non una febbre: una mielite trasversa sfacciata, brutale, che le taglia la vita in due come una scure fredda.
Le gambe non rispondono più. La strada di casa diventa una montagna. Il pavimento un fiume. Il gesto più normale del mondo - alzarsi - si trasforma nel ricordo di una vita precedente. E mentre il suo corpo si arrende, l’apparato istituzionale reagisce come reagiscono sempre le strutture quando la realtà non coincide con la narrazione: nega.
Nei palazzi non si ode più l’eco del mantra - si sente solo il fruscio secco della burocrazia che si difende, che respinge, che dice “non è possibile”. Il ministero le chiude la porta: “Non è il vaccino, signora. Sarà stata una patologia preesistente.” Come se la donna avesse taciuto una bomba interna pronta a esplodere. Come se il suo corpo avesse aspettato proprio quei sette giorni, proprio quella seconda dose, proprio quel punto della sua vita per collassare.
Ma la vita reale, quella dove i corpi parlano più dei comunicati, non obbedisce alle narrazioni. Una commissione tecnica guarda i fatti, la sequenza temporale, i referti, la letteratura scientifica, e dice la parola che nessuno voleva pronunciare: il vaccino è il fattore scatenante. Non l’unico responsabile, forse, ma l’innesco preciso, puntuale, chirurgico. La figura silenziosa che apre la porta. Il dito che preme l’interruttore. Il rituale che si compie.
Ed è qui che tutto diventa evocazione, perché mentre il tribunale parla, il Paese -quello vero, quello che non compare nelle conferenze stampa - inizia a ricordare. Ricorda le piazze piene, ricorda i megafoni che dicevano “per i nonni”, ricorda gli slogan che trasformavano il dissenso in colpa. Ricorda le file interminabili fuori dai punti vaccinali, le braccia esposte come atti di fede, la paura che divorava il giudizio. Ricorda chi tremava dopo l’iniezione e si sentiva dire: “È ansia, non preoccuparti”. Ricorda chi non riusciva più ad alzarsi dal letto e sentiva sussurrare: “Coincidenza, capita”. Ricorda gli sguardi abbassati, le lacrime trattenute, i medici che non volevano firmare diagnosi scomode per non essere risucchiati nel gorgo della colpa collettiva.
Questa sentenza non è una decisione giuridica. È un fantasma che attraversa l’Italia, un vento freddo che attraversa le case in cui si proteggevano i nonni, le famiglie che portavano i figli a scuola col Green Pass stampato come un lasciapassare medievale. È il sussurro di tutte quelle persone che hanno sofferto in silenzio perché avevano paura di essere accusate di tradimento morale.
Il Sole 24 ORE
Nesso danni neurologici-vaccino Covid, sì all’indennizzo a una donna
La patologia a due settimane dalla somministrazione della seconda dose. Alla signora un risarcimento di 3mila euro al mese
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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
È il rumore delle mani tremanti che cercano su Google: “effetti neurologici vaccino”, e poi cancellano la cronologia, perché il dubbio - ci dissero - era pericoloso.
La linea temporale è troppo precisa. Troppo perfetta. L’evento è troppo vicino alla seconda dose. La letteratura scientifica troppo esplicita per poter fuggire. Perfino l’EMA, nei suoi comunicati scritti come se volessero passare inosservati, aveva ammesso: il nesso con la mielite trasversa è “ragionevolmente possibile”. Chissà quante persone l’hanno letto. Chissà quante erano impegnate a ripetere “sicuro ed efficace” per non sentire il rumore sinistro di quella parola: “possibile”.
Il caso della tabaccaia parla con immagini. Parla delle sue mani che prima aprivano pacchetti di sigarette e ora stringono un bastone. Parla dei suoi passi che prima affondavano nell’asfalto e ora tremano sul pavimento di casa. Parla dei suoi occhi che guardano l’ingresso del negozio che ha dovuto lasciare, e vedono solo una porta chiusa. Parla dei 3.000 euro al mese che dovrebbero “compensare” la perdita di autonomia, la perdita del corpo, la perdita della vita come era, e invece suonano come un obolo lasciato sul piatto di un’offerta tardiva.
Ma soprattutto questa storia evoca il sacrificio collettivo. Non quello dei nonni -che erano la prima scusa. Non quello degli immunodepressi - che erano la seconda. Non quello della comunità intera - che era la narrativa. Il vero sacrificio è stato di chi ha eseguito senza chiedere. Di chi ha creduto allo Stato più che a sé stesso. Di chi ha ascoltato il mantra e ha consegnato il proprio corpo alla causa. Di chi ha pagato con il proprio sistema nervoso la tranquillità psicologica degli altri.
Ora i tribunali stanno iniziando a parlare. Ma la collettività, quella delle campagne sociali con i sorrisi obbligatori, tace. Tace perché sente il gelo del dubbio correre sulle vertebre. Tace perché sa che in questa storia non ci sono mostri né santi: ci sono persone che hanno pagato per tutti. Tace perché per tre anni il Paese ha recitato un rituale che ora sembra una superstizione crudele.
E allora questa sentenza diventa un monumento invisibile. Non ha marmo, non ha bronzo, non ha il nome scolpito. Ma ha qualcosa di più forte: una crepa nel mito della perfezione sanitaria. Una crepa che non chiede vendetta. Chiede memoria. Chiede di essere guardata senza paura. Chiede che il sacrificio non venga più nascosto sotto strati di propaganda. Chiede che il corpo di una donna di 52 anni diventi il segnale di un risveglio collettivo, non il prezzo del silenzio.
Perché i nonni, gli zii, la collettività non si proteggono sacrificando chi ha creduto di fare la cosa giusta. Si proteggono dicendo la verità. E stavolta, dopo anni di paura e di slogan, la verità l’ha pronunciata un tribunale, non lo Stato.
E quando la verità arriva da lì, non è più un’opinione. È un’evocazione. È un ritorno. È una chiamata. È una crepa che, finalmente, parla al posto di chi ha taciuto troppo a lungo.
Per aggiornamenti senza filtri: https://t.me/carmen_tortora1
La linea temporale è troppo precisa. Troppo perfetta. L’evento è troppo vicino alla seconda dose. La letteratura scientifica troppo esplicita per poter fuggire. Perfino l’EMA, nei suoi comunicati scritti come se volessero passare inosservati, aveva ammesso: il nesso con la mielite trasversa è “ragionevolmente possibile”. Chissà quante persone l’hanno letto. Chissà quante erano impegnate a ripetere “sicuro ed efficace” per non sentire il rumore sinistro di quella parola: “possibile”.
Il caso della tabaccaia parla con immagini. Parla delle sue mani che prima aprivano pacchetti di sigarette e ora stringono un bastone. Parla dei suoi passi che prima affondavano nell’asfalto e ora tremano sul pavimento di casa. Parla dei suoi occhi che guardano l’ingresso del negozio che ha dovuto lasciare, e vedono solo una porta chiusa. Parla dei 3.000 euro al mese che dovrebbero “compensare” la perdita di autonomia, la perdita del corpo, la perdita della vita come era, e invece suonano come un obolo lasciato sul piatto di un’offerta tardiva.
Ma soprattutto questa storia evoca il sacrificio collettivo. Non quello dei nonni -che erano la prima scusa. Non quello degli immunodepressi - che erano la seconda. Non quello della comunità intera - che era la narrativa. Il vero sacrificio è stato di chi ha eseguito senza chiedere. Di chi ha creduto allo Stato più che a sé stesso. Di chi ha ascoltato il mantra e ha consegnato il proprio corpo alla causa. Di chi ha pagato con il proprio sistema nervoso la tranquillità psicologica degli altri.
Ora i tribunali stanno iniziando a parlare. Ma la collettività, quella delle campagne sociali con i sorrisi obbligatori, tace. Tace perché sente il gelo del dubbio correre sulle vertebre. Tace perché sa che in questa storia non ci sono mostri né santi: ci sono persone che hanno pagato per tutti. Tace perché per tre anni il Paese ha recitato un rituale che ora sembra una superstizione crudele.
E allora questa sentenza diventa un monumento invisibile. Non ha marmo, non ha bronzo, non ha il nome scolpito. Ma ha qualcosa di più forte: una crepa nel mito della perfezione sanitaria. Una crepa che non chiede vendetta. Chiede memoria. Chiede di essere guardata senza paura. Chiede che il sacrificio non venga più nascosto sotto strati di propaganda. Chiede che il corpo di una donna di 52 anni diventi il segnale di un risveglio collettivo, non il prezzo del silenzio.
Perché i nonni, gli zii, la collettività non si proteggono sacrificando chi ha creduto di fare la cosa giusta. Si proteggono dicendo la verità. E stavolta, dopo anni di paura e di slogan, la verità l’ha pronunciata un tribunale, non lo Stato.
E quando la verità arriva da lì, non è più un’opinione. È un’evocazione. È un ritorno. È una chiamata. È una crepa che, finalmente, parla al posto di chi ha taciuto troppo a lungo.
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Il Sole 24 ORE
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