Forwarded from RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
‼️Non è cambiato nulla … nel caso di un virus per il quale dovessero riuscire a costruire una narrazione più convincente, anche il nuovo piano pandemico
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https://drive.google.com/file/d/1wgFDyWqPpl6cZMa7LxSlFkSwF5-cfToh/view?usp=drivesdk
non ci tutelerà dai gravi abusi vissuti nella cosiddetta pandemia del Sars-CoV-2.
L’Italia nell’autunno del 2022 (si era appena insediato il governo Meloni) ha votato con tutti i suoi parlamentari europei (tranne Francesca Donato) e il rappresentante del governo nel Consiglio dell’UE a favore del Regolamento UE 2371/2022, con il quale gli Stati membri (tra cui l’Italia) hanno trasferito competenze alla Commissione Europea in tema di salute e gestione di emergenze sanitarie.
👇👇👇
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R2371
L’Italia così si è impegnata ad avere un piano pandemico che punti soprattutto ai “vaccini” o quanto tale è definito.
E nonostante l’Italia non abbia accettato le modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale dell’OMS, votando per questo Regolamento UE, di fatto quanto previsto dal RSI modificato - visto il rinvio fatto nel Regolamento UE al RSI - vale anche in Italia!
Insomma: tutto una gran farce! Continuano a prenderci in giro.
Perché altrimenti, con tutto quanto già emerso in Commissione parlamentare d’inchiesta sui cosiddetti “vaccini” Covid-19, il governo avrebbe da tempo dovuto revocare in primis la raccomandazione alle donne incinte di questi sieri della sofferenza e morte, invece continuano con tale criminale raccomandazione!
👇👇👇
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/covid-19/campagna-di-vaccinazione-anti-covid-19
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https://drive.google.com/file/d/1wgFDyWqPpl6cZMa7LxSlFkSwF5-cfToh/view?usp=drivesdk
non ci tutelerà dai gravi abusi vissuti nella cosiddetta pandemia del Sars-CoV-2.
L’Italia nell’autunno del 2022 (si era appena insediato il governo Meloni) ha votato con tutti i suoi parlamentari europei (tranne Francesca Donato) e il rappresentante del governo nel Consiglio dell’UE a favore del Regolamento UE 2371/2022, con il quale gli Stati membri (tra cui l’Italia) hanno trasferito competenze alla Commissione Europea in tema di salute e gestione di emergenze sanitarie.
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https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R2371
L’Italia così si è impegnata ad avere un piano pandemico che punti soprattutto ai “vaccini” o quanto tale è definito.
E nonostante l’Italia non abbia accettato le modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale dell’OMS, votando per questo Regolamento UE, di fatto quanto previsto dal RSI modificato - visto il rinvio fatto nel Regolamento UE al RSI - vale anche in Italia!
Insomma: tutto una gran farce! Continuano a prenderci in giro.
Perché altrimenti, con tutto quanto già emerso in Commissione parlamentare d’inchiesta sui cosiddetti “vaccini” Covid-19, il governo avrebbe da tempo dovuto revocare in primis la raccomandazione alle donne incinte di questi sieri della sofferenza e morte, invece continuano con tale criminale raccomandazione!
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https://www.salute.gov.it/new/it/tema/covid-19/campagna-di-vaccinazione-anti-covid-19
🤬2
Forwarded from Giubbe Rosse
🇨🇳 I CINESI ACQUISTERANNO DALLE EUROPEE LE FABBRICHE DI AUTOMOBILI IN DISUSO.
Secondo un alto dirigente internazionale della società cinese BYD Co., l'azienda sta negoziando con Stellantis NV e altri produttori automobilistici europei l'acquisizione di fabbriche sottoutilizzate nella regione.
La cinese Xpeng sta negoziando l'acquisto di una fabbrica Volkswagen. Mercedes, in un periodo di difficoltà, sta vendendo i suoi showroom.
Fonte: bloomberg.com
Secondo un alto dirigente internazionale della società cinese BYD Co., l'azienda sta negoziando con Stellantis NV e altri produttori automobilistici europei l'acquisizione di fabbriche sottoutilizzate nella regione.
La cinese Xpeng sta negoziando l'acquisto di una fabbrica Volkswagen. Mercedes, in un periodo di difficoltà, sta vendendo i suoi showroom.
Fonte: bloomberg.com
Bloomberg.com
BYD in Talks With Stellantis and Others About Taking Europe Plants
BYD Co. is negotiating with Stellantis NV and other European carmakers about taking over underutilized factories in the region, according to the Chinese company’s top international executive.
🤬1
Forwarded from RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
‼️Marco Cavaleri (EMA) è un esempio di scagnozzo irresponsabile delle case farmaceutiche, che ha tratto in inganno responsabili della politica e cittadini sin dal 2020 su efficacia e sicurezza dei cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 e che spudoratamente (senza subirne le giuste conseguenze) continua a farlo!
A Dicembre 2020 Cavaleri ha dichiarato che i cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 sarebbero stati autorizzati solo dopo l’accertamento dell’efficacia e sicurezza
👇👇👇
https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/coronavirus-ema-vaccini-in-tempo-record-ma-in-sicurezza_26488324-202002a.shtml
nonostante sapesse benissimo che era vero giusto il contrario, come risulta peraltro dai contratti di acquisto stipulati dalla Commissione Europea e dai produttori dei “vaccini”, dove questi dichiarano inequivocabilmente che non c’era il tempo per accertare la sicurezza ed efficacia e, dunque, chiedevano ed ottennero totale manleva dalla Commissione Europea e dagli Stati membri (tra cui l’Italia). Vedi qui il contratto con Pfizer per Comirnaty
👇👇👇
https://drive.google.com/file/d/1nbz-XsyKXtpO5Yl4Vl0mtLCBwKghXPvK/view?usp=drivesdk
E Marco Cavaleri sa benissimo che i “vaccini”-Covid-19 originariamente autorizzati a condizione della prova della loro efficacia e sicurezza con studi clinici imposti nella autorizzazioni originariamente condizionate, sono poi stati autorizzati per cinque anni senza che i produttori avessero fornito tale prova, avendo annullato poco tempo dopo l’immissione sul mercato di queste sostanze, gli studi clinici.
Infatti, l’OMS (corrotta a sua volta dai produttori dei “vaccini” tramite la Gates Foundation e GAVI Alliance) ha dichiarato che sarebbe stato eticamente non coretto, non offrire il “vaccino” ai partecipanti al gruppo di controllo degli studi imposti, non appena il “vaccino” sarebbe stato disponibile.
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https://drive.google.com/file/d/1YZGfHaIKbrP0MyqXb8LgK4k7yW5v_OFo/view?usp=drivesdk
Inoltre, tutti i nuovi “vaccini” a modRNA di fatto vengono autorizzati ab initio senza alcuna prova dell’efficacia e sicurezza.
Se delinquenti come Marco Cavaleri sono i responsabili dell’EMA, non c’è da stupirsi che ormai nell’UE vengono autorizzati senza alcun minimo di prova in punto di efficacia e sicurezza sostanze sperimentali peraltro come “vaccini” nonostante siano composti e funzionanti come prodotti di terapia genica.
Il fatto che il cosiddetto “vaccino” autoreplicante Kostaive/Zapomeran e il cosiddetto “vaccino” bivalente contro l’influenza e il Covid m-COMBRIAX di Moderna, entrambi basati su RNA modificata e realizzati da un produttore statunitense, siano stati autorizzati nell’UE e ad oggi negli USA invece no, la dice lunga sulla particolare gravissima situazione di corruzione, in cui si trovano l’EMA e la Commissione Europea anche attualmente!
A Dicembre 2020 Cavaleri ha dichiarato che i cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 sarebbero stati autorizzati solo dopo l’accertamento dell’efficacia e sicurezza
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https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/coronavirus-ema-vaccini-in-tempo-record-ma-in-sicurezza_26488324-202002a.shtml
nonostante sapesse benissimo che era vero giusto il contrario, come risulta peraltro dai contratti di acquisto stipulati dalla Commissione Europea e dai produttori dei “vaccini”, dove questi dichiarano inequivocabilmente che non c’era il tempo per accertare la sicurezza ed efficacia e, dunque, chiedevano ed ottennero totale manleva dalla Commissione Europea e dagli Stati membri (tra cui l’Italia). Vedi qui il contratto con Pfizer per Comirnaty
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https://drive.google.com/file/d/1nbz-XsyKXtpO5Yl4Vl0mtLCBwKghXPvK/view?usp=drivesdk
E Marco Cavaleri sa benissimo che i “vaccini”-Covid-19 originariamente autorizzati a condizione della prova della loro efficacia e sicurezza con studi clinici imposti nella autorizzazioni originariamente condizionate, sono poi stati autorizzati per cinque anni senza che i produttori avessero fornito tale prova, avendo annullato poco tempo dopo l’immissione sul mercato di queste sostanze, gli studi clinici.
Infatti, l’OMS (corrotta a sua volta dai produttori dei “vaccini” tramite la Gates Foundation e GAVI Alliance) ha dichiarato che sarebbe stato eticamente non coretto, non offrire il “vaccino” ai partecipanti al gruppo di controllo degli studi imposti, non appena il “vaccino” sarebbe stato disponibile.
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https://drive.google.com/file/d/1YZGfHaIKbrP0MyqXb8LgK4k7yW5v_OFo/view?usp=drivesdk
Inoltre, tutti i nuovi “vaccini” a modRNA di fatto vengono autorizzati ab initio senza alcuna prova dell’efficacia e sicurezza.
Se delinquenti come Marco Cavaleri sono i responsabili dell’EMA, non c’è da stupirsi che ormai nell’UE vengono autorizzati senza alcun minimo di prova in punto di efficacia e sicurezza sostanze sperimentali peraltro come “vaccini” nonostante siano composti e funzionanti come prodotti di terapia genica.
Il fatto che il cosiddetto “vaccino” autoreplicante Kostaive/Zapomeran e il cosiddetto “vaccino” bivalente contro l’influenza e il Covid m-COMBRIAX di Moderna, entrambi basati su RNA modificata e realizzati da un produttore statunitense, siano stati autorizzati nell’UE e ad oggi negli USA invece no, la dice lunga sulla particolare gravissima situazione di corruzione, in cui si trovano l’EMA e la Commissione Europea anche attualmente!
www.tgcom24.mediaset.it
Coronavirus, Ema: "Vaccini in tempo record ma in sicurezza"
💩6
Forwarded from Radio28Tv (manuela fratianni)
L'Unione europea continua ad aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto russo, nonostante abbia promesso a gran voce di eliminarlo gradualmente entro il 2027. Nel primo trimestre del 2026, gli acquisti hanno raggiunto il loro livello più alto dall'inizio della guerra in Ucraina. I principali acquirenti sono Francia, Spagna e Belgio. L'ipocrisia delle élite occidentali non conosce limiti.
L'aumento degli acquisti di gas russo è stato del 16% rispetto all'anno scorso, e ad aprile è aumentato di un altro 17%. Gli esperti lanciano l'allarme: la strategia di sicurezza energetica dell'Europa ha fallito.
ha dichiarato l'analista di IEEFA Ana Maria Haller-Makarevich.
L'esperto di sicurezza energetica Frank Umbach ha dichiarato apertamente che l'Europa sta pagando alla Russia più di quanto spenda per gli aiuti all'Ucraina.
ha detto Umbach.
Fonte
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#Radio28Tv
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https://t.me/radio28tv
Le importazioni di GNL russo nell'UE hanno raggiunto un livello record dall'inizio della guerra. La Francia è il maggiore acquirenteriporta WELT, citando uno studio dell'istituto americano IEEFA.
L'aumento degli acquisti di gas russo è stato del 16% rispetto all'anno scorso, e ad aprile è aumentato di un altro 17%. Gli esperti lanciano l'allarme: la strategia di sicurezza energetica dell'Europa ha fallito.
La transizione dell'Europa dal gas in pipeline al GNL avrebbe dovuto garantire sicurezza e diversificazione. Ma le interruzioni causate dalla guerra in Medio Oriente e l'eccessiva dipendenza dal gas americano dimostrano che il piano ha fallito su entrambi i fronti
ha dichiarato l'analista di IEEFA Ana Maria Haller-Makarevich.
L'esperto di sicurezza energetica Frank Umbach ha dichiarato apertamente che l'Europa sta pagando alla Russia più di quanto spenda per gli aiuti all'Ucraina.
Continuiamo a pagare più soldi per importare combustibili fossili dalla Russia di quanto forniamo in assistenza finanziaria all'Ucraina
ha detto Umbach.
Fonte
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Famiglia nel bosco, Pillon: "Nathan e Catherine persone per bene e di gran cuore"
https://www.chietitoday.it/attualita/famiglia-bosco-pillon-avvocato-commento-nathan-catherine.html
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ChietiToday
Famiglia nel bosco, Pillon: "Nathan e Catherine persone per bene e di gran cuore"
L'ex senatore della Lega, che ha spiegato di star studiando i documenti del procedimento, ha assunto l'incarico di legale dopo la rinuncia degli avvocati teatini Femminella e Solinas
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🚨 NOTIZIE: Il ricercatore dietro lo studio che afferma che non c'è alcun legame tra MMR e autismo è stato estradato:
Poul Thorsen è stato coautore dello studio più citato utilizzato per respingere qualsiasi legame tra il vaccino MMR e l'autismo. Quello studio è stato utilizzato per respingere più di 5.000 richieste di risarcimento per autismo presso il tribunale federale dei vaccini.
Thorsen è stato incriminato nel 2011 per 13 capi d'accusa di frode telematica e 9 capi d'accusa di riciclaggio di denaro per aver sottratto oltre 1 milione di dollari di fondi della CDC. Ha trascorso 15 anni eludendo l'arresto in Danimarca prima di essere estradato negli Stati Uniti la settimana scorsa.
Le accuse di frode riguardano i fondi della sovvenzione, non la scienza stessa, e Thorsen non è stato condannato per nulla. Ma una rianalisi del 2025 dello studio di Madsen et al. di cui è stato coautore ha scoperto che i risultati non aggiustati non supportano il rifiuto di un legame causale tra il vaccino MMR e l'autismo, e gli autori hanno chiesto la pubblicazione dei dati grezzi per garantire la trasparenza.
Il CDC ha aggiornato il proprio sito web nel novembre 2025 per affermare che l'affermazione "i vaccini non causano l'autismo" non è un'affermazione basata sull'evidenza perché gli studi non hanno escluso questa possibilità.
Lo studio fondamentale utilizzato per chiudere la porta a questa questione per due decenni è stato coautore da un uomo ora sotto processo per frode nella ricerca. L'articolo completo contiene tutto.
https://thehighwire.com/news/vaccine-autism-researcher-accused-of-stealing-1-million-from-cdc-extradited-to-u-s/
@delbigtree
Poul Thorsen è stato coautore dello studio più citato utilizzato per respingere qualsiasi legame tra il vaccino MMR e l'autismo. Quello studio è stato utilizzato per respingere più di 5.000 richieste di risarcimento per autismo presso il tribunale federale dei vaccini.
Thorsen è stato incriminato nel 2011 per 13 capi d'accusa di frode telematica e 9 capi d'accusa di riciclaggio di denaro per aver sottratto oltre 1 milione di dollari di fondi della CDC. Ha trascorso 15 anni eludendo l'arresto in Danimarca prima di essere estradato negli Stati Uniti la settimana scorsa.
Le accuse di frode riguardano i fondi della sovvenzione, non la scienza stessa, e Thorsen non è stato condannato per nulla. Ma una rianalisi del 2025 dello studio di Madsen et al. di cui è stato coautore ha scoperto che i risultati non aggiustati non supportano il rifiuto di un legame causale tra il vaccino MMR e l'autismo, e gli autori hanno chiesto la pubblicazione dei dati grezzi per garantire la trasparenza.
Il CDC ha aggiornato il proprio sito web nel novembre 2025 per affermare che l'affermazione "i vaccini non causano l'autismo" non è un'affermazione basata sull'evidenza perché gli studi non hanno escluso questa possibilità.
Lo studio fondamentale utilizzato per chiudere la porta a questa questione per due decenni è stato coautore da un uomo ora sotto processo per frode nella ricerca. L'articolo completo contiene tutto.
https://thehighwire.com/news/vaccine-autism-researcher-accused-of-stealing-1-million-from-cdc-extradited-to-u-s/
@delbigtree
The HighWire
Vaccine Autism Researcher Accused of Stealing $1 Million From CDC Extradited to U.S. - The HighWire
Poul Thorsen, co-author on major vaccine-autism studies, was extradited to the U.S. over alleged CDC research fraud.
🤬1💩1
Forwarded from Monica Elisa
"Mentre gli agricoltori lottano contro l'aumento dei costi del carburante e la crescente scarsità di fertilizzanti, crescono le preoccupazioni a livello globale per l'impatto sui raccolti. L'Africa, dove oltre la metà dei 1,3 miliardi di abitanti dipende dall'agricoltura, è la regione più vulnerabile, insieme ad alcune zone dell'Asia. Il Malawi rappresenta un esempio estremo di quanto gravi possano essere le conseguenze per la sicurezza alimentare. "
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@monicaelis
https://gcaptain.com/africas-farmers-brace-for-food-crisis-as-hormuz-fertilizer-flows-collapse/
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Forwarded from Esidau International
🗓️ 14 maggio 2026
LO STATUS SOCIALE PRIMA DEI DIRITTI UMANI: QUANDO LA POSIZIONE CONTA PIÙ DELLA GIUSTIZIA
La società umana è una rete complessa di rapporti di potere, regole implicite e aspettative reciproche. Al centro di tutto, in maniera spesso sottovalutata, c’è una verità semplice e crudele: le persone sono disposte a tutto pur di costruire e difendere il proprio status sociale. E quando il mantenimento della posizione significa calpestare i diritti altrui, molti lo fanno senza esitare, o si convincono di avere ragione. È un fenomeno antico quanto l’umanità, radicato nel nostro cervello, nelle dinamiche sociali e nella struttura stessa delle società.
Il primo punto da considerare è che il bisogno di status non è superficiale o frivolo: è profondamente evolutivo. Gli esseri umani, come tutti i primati sociali, vivono e prosperano in gruppi. La posizione che occupano determina accesso alle risorse, sicurezza, influenza e supporto sociale. In termini semplici, più alto è lo status, maggiore è la probabilità di sopravvivere e prosperare. Per millenni, perdere lo status significava isolamento, fame e vulnerabilità agli attacchi. La nostra mente è programmata per evitare la perdita della posizione, spesso a costo di tutto il resto.
La difesa dello status porta inevitabilmente a conflitti etici. Quando una persona ha raggiunto una certa posizione, qualsiasi minaccia a questa posizione viene percepita come un attacco personale. Qui entra in gioco la paura: paura della perdita, paura dell’umiliazione, paura della diminuzione di potere. Questa paura non è solo psicologica, ma viscerale. Può far sembrare giustificabile ogni azione, compresa la violazione dei diritti altrui. Il risultato è che molti individui razionalizzano comportamenti moralmente discutibili per proteggere la propria posizione sociale.
La giustizia e i diritti diventano strumenti flessibili, adattabili alle necessità del momento.
Il meccanismo psicologico che sostiene questo comportamento si chiama dissonanza cognitiva. Quando una persona si trova a violare principi che in teoria dovrebbe rispettare, il cervello cerca di ridurre l’incongruenza tra valori e azioni. “Non è così grave”, “lo fanno tutti”, “è per il bene più grande”: queste frasi non sono semplici bugie o scuse, ma strategie mentali per mantenere coerenza interna. In altre parole, la persona non solo difende lo status esterno, ma protegge anche la propria immagine interna di sé.
Un altro fattore cruciale è la pressione sociale e il conformismo. Le strutture sociali premiano chi rispetta gerarchie e ruoli e puniscono chi sfida il sistema. In contesti dove lo status è tutto, rinunciare a una posizione significa emarginazione o fallimento sociale. Di fronte a questo rischio, molti scelgono di accettare ingiustizie o violazioni dei diritti umani per non perdere la propria posizione.
Il paradosso è evidente: l’individuo diventa complice di comportamenti che, in astratto, condannerebbe, pur di non scendere di un gradino nella scala sociale.
Questo fenomeno non è limitato a un contesto storico o culturale specifico. Lo vediamo nelle aziende, dove manager e dirigenti chiudono gli occhi davanti a pratiche scorrette pur di mantenere il proprio ruolo. Lo vediamo in politica, dove il potere viene difeso a ogni costo, spesso ignorando i diritti dei cittadini. Lo vediamo nelle relazioni quotidiane, dove la reputazione e l’apparenza contano più della verità o dell’equità. In tutti i casi, il denominatore comune è la stessa logica: proteggere lo status è più urgente che proteggere i diritti.
Parte 1 - Parte 2
LO STATUS SOCIALE PRIMA DEI DIRITTI UMANI: QUANDO LA POSIZIONE CONTA PIÙ DELLA GIUSTIZIA
La società umana è una rete complessa di rapporti di potere, regole implicite e aspettative reciproche. Al centro di tutto, in maniera spesso sottovalutata, c’è una verità semplice e crudele: le persone sono disposte a tutto pur di costruire e difendere il proprio status sociale. E quando il mantenimento della posizione significa calpestare i diritti altrui, molti lo fanno senza esitare, o si convincono di avere ragione. È un fenomeno antico quanto l’umanità, radicato nel nostro cervello, nelle dinamiche sociali e nella struttura stessa delle società.
Il primo punto da considerare è che il bisogno di status non è superficiale o frivolo: è profondamente evolutivo. Gli esseri umani, come tutti i primati sociali, vivono e prosperano in gruppi. La posizione che occupano determina accesso alle risorse, sicurezza, influenza e supporto sociale. In termini semplici, più alto è lo status, maggiore è la probabilità di sopravvivere e prosperare. Per millenni, perdere lo status significava isolamento, fame e vulnerabilità agli attacchi. La nostra mente è programmata per evitare la perdita della posizione, spesso a costo di tutto il resto.
La difesa dello status porta inevitabilmente a conflitti etici. Quando una persona ha raggiunto una certa posizione, qualsiasi minaccia a questa posizione viene percepita come un attacco personale. Qui entra in gioco la paura: paura della perdita, paura dell’umiliazione, paura della diminuzione di potere. Questa paura non è solo psicologica, ma viscerale. Può far sembrare giustificabile ogni azione, compresa la violazione dei diritti altrui. Il risultato è che molti individui razionalizzano comportamenti moralmente discutibili per proteggere la propria posizione sociale.
La giustizia e i diritti diventano strumenti flessibili, adattabili alle necessità del momento.
Il meccanismo psicologico che sostiene questo comportamento si chiama dissonanza cognitiva. Quando una persona si trova a violare principi che in teoria dovrebbe rispettare, il cervello cerca di ridurre l’incongruenza tra valori e azioni. “Non è così grave”, “lo fanno tutti”, “è per il bene più grande”: queste frasi non sono semplici bugie o scuse, ma strategie mentali per mantenere coerenza interna. In altre parole, la persona non solo difende lo status esterno, ma protegge anche la propria immagine interna di sé.
Un altro fattore cruciale è la pressione sociale e il conformismo. Le strutture sociali premiano chi rispetta gerarchie e ruoli e puniscono chi sfida il sistema. In contesti dove lo status è tutto, rinunciare a una posizione significa emarginazione o fallimento sociale. Di fronte a questo rischio, molti scelgono di accettare ingiustizie o violazioni dei diritti umani per non perdere la propria posizione.
Il paradosso è evidente: l’individuo diventa complice di comportamenti che, in astratto, condannerebbe, pur di non scendere di un gradino nella scala sociale.
Questo fenomeno non è limitato a un contesto storico o culturale specifico. Lo vediamo nelle aziende, dove manager e dirigenti chiudono gli occhi davanti a pratiche scorrette pur di mantenere il proprio ruolo. Lo vediamo in politica, dove il potere viene difeso a ogni costo, spesso ignorando i diritti dei cittadini. Lo vediamo nelle relazioni quotidiane, dove la reputazione e l’apparenza contano più della verità o dell’equità. In tutti i casi, il denominatore comune è la stessa logica: proteggere lo status è più urgente che proteggere i diritti.
Parte 1 - Parte 2
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Forwarded from Esidau International
C’è poi un elemento ancora più profondo: l’identità personale è intrecciata allo status. Non si tratta solo di possedere vantaggi materiali ma di come l’individuo percepisce se stesso. Il proprio valore viene misurato dalla posizione sociale raggiunta. Rinunciare a una posizione significa, inconsciamente, accettare di valere meno, di essere meno importante. Perciò la lotta per il potere diventa una lotta per l’autostima, e in questa lotta i diritti degli altri appaiono sacrificabili.
Tuttavia, questa dinamica ha un costo enorme, sia individuale sia collettivo. A livello personale, il mantenimento dello status a scapito dei diritti altrui può generare stress, senso di colpa, alienazione e perdita di fiducia da parte degli altri. A livello sociale, porta a ingiustizia, disuguaglianza e conflitti. Le società che premiano lo status a discapito dei diritti tendono a essere instabili, perché costruite su gerarchie arbitrarie e comportamenti opportunistici.
Qui entra in gioco un punto fondamentale, spesso ignorato: senza la rinuncia al proprio status sociale, non è possibile rispettare l’Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Questo articolo stabilisce che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” e invita a riconoscere nello spirito di fratellanza la base della convivenza. Rinunciare al proprio status significa superare l’ego, smettere di considerare la propria posizione superiore a quella degli altri e agire secondo un principio di solidarietà. Solo così si può costruire la fratellanza: aiutarsi reciprocamente, unirsi e lottare insieme per cambiare la realtà in cui siamo stati inseriti in modo inconsapevole. Mantenere lo status a scapito degli altri significa tradire questo principio, perché impedisce di vedere il prossimo come un pari con cui collaborare piuttosto che come un ostacolo da superare.
E questa logica si infiltra anche nel dissenso ibrido, quello dei canali e dei gruppi che proclamano resistenza senza ottenere risultati concreti. Frasi come “stiamo vincendo”, “facciamo resistenza”, “boicottiamo” diventano mantra vuoti, mentre l’azione reale non avviene mai. Perché? Perché chi gestisce questi canali, o gli avvocati che rappresentano questo dissenso, non cercano realmente di ripristinare i diritti umani: il loro vero obiettivo è proteggere il proprio status sociale. Gli avvocati mantengono la loro figura professionale e l’autorità morale legata al ruolo, mentre i canali chiedono donazioni, vendono libri o spettacoli a pagamento, e ripetono sempre la stessa informazione, creando l’illusione di partecipazione senza alcun cambiamento concreto. Nessuno di loro parla mai apertamente della necessità di ripristinare i diritti umani; la vera battaglia per la fratellanza e l’eguaglianza viene sacrificata sull’altare del proprio ego.
Il paradosso è chiaro e crudele: i diritti, nati per proteggere tutti, diventano facili da ignorare quando interferiscono con le gerarchie di potere. La giustizia e l’uguaglianza non sono sufficienti a garantire la correttezza se l’individuo percepisce la propria posizione come minacciata. È un gioco di interessi, paura e psicologia evolutiva, dove il prezzo del potere viene pagato dai più vulnerabili. Eppure, la rinuncia consapevole al proprio status non è una sconfitta: è l’unico modo per costruire società in cui la fratellanza non sia solo una parola, ma un principio operativo, e in cui il dissenso non sia solo una performance, ma uno strumento reale di cambiamento.
Quando il mantenimento della posizione minaccia i diritti altrui, molti scelgono la difesa del potere, giustificando l’ingiustizia. Capire come lo status sociale infetti anche il dissenso è essenziale: senza rinuncia all’ego e senza azioni concrete, la fratellanza resta un concetto vuoto e i diritti universali restano lettera morta.
Parte 1 - Parte 2
Leggi anche:
🔸Prigionieri del potere
🔸La democrazia organizzata come strumento di oppressione psicologia e principio di preservazione
🔏 Archivio Post Esidau
📝 Esidau - 📧 esidau@proton.me
Tuttavia, questa dinamica ha un costo enorme, sia individuale sia collettivo. A livello personale, il mantenimento dello status a scapito dei diritti altrui può generare stress, senso di colpa, alienazione e perdita di fiducia da parte degli altri. A livello sociale, porta a ingiustizia, disuguaglianza e conflitti. Le società che premiano lo status a discapito dei diritti tendono a essere instabili, perché costruite su gerarchie arbitrarie e comportamenti opportunistici.
Qui entra in gioco un punto fondamentale, spesso ignorato: senza la rinuncia al proprio status sociale, non è possibile rispettare l’Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Questo articolo stabilisce che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” e invita a riconoscere nello spirito di fratellanza la base della convivenza. Rinunciare al proprio status significa superare l’ego, smettere di considerare la propria posizione superiore a quella degli altri e agire secondo un principio di solidarietà. Solo così si può costruire la fratellanza: aiutarsi reciprocamente, unirsi e lottare insieme per cambiare la realtà in cui siamo stati inseriti in modo inconsapevole. Mantenere lo status a scapito degli altri significa tradire questo principio, perché impedisce di vedere il prossimo come un pari con cui collaborare piuttosto che come un ostacolo da superare.
E questa logica si infiltra anche nel dissenso ibrido, quello dei canali e dei gruppi che proclamano resistenza senza ottenere risultati concreti. Frasi come “stiamo vincendo”, “facciamo resistenza”, “boicottiamo” diventano mantra vuoti, mentre l’azione reale non avviene mai. Perché? Perché chi gestisce questi canali, o gli avvocati che rappresentano questo dissenso, non cercano realmente di ripristinare i diritti umani: il loro vero obiettivo è proteggere il proprio status sociale. Gli avvocati mantengono la loro figura professionale e l’autorità morale legata al ruolo, mentre i canali chiedono donazioni, vendono libri o spettacoli a pagamento, e ripetono sempre la stessa informazione, creando l’illusione di partecipazione senza alcun cambiamento concreto. Nessuno di loro parla mai apertamente della necessità di ripristinare i diritti umani; la vera battaglia per la fratellanza e l’eguaglianza viene sacrificata sull’altare del proprio ego.
Il paradosso è chiaro e crudele: i diritti, nati per proteggere tutti, diventano facili da ignorare quando interferiscono con le gerarchie di potere. La giustizia e l’uguaglianza non sono sufficienti a garantire la correttezza se l’individuo percepisce la propria posizione come minacciata. È un gioco di interessi, paura e psicologia evolutiva, dove il prezzo del potere viene pagato dai più vulnerabili. Eppure, la rinuncia consapevole al proprio status non è una sconfitta: è l’unico modo per costruire società in cui la fratellanza non sia solo una parola, ma un principio operativo, e in cui il dissenso non sia solo una performance, ma uno strumento reale di cambiamento.
Quando il mantenimento della posizione minaccia i diritti altrui, molti scelgono la difesa del potere, giustificando l’ingiustizia. Capire come lo status sociale infetti anche il dissenso è essenziale: senza rinuncia all’ego e senza azioni concrete, la fratellanza resta un concetto vuoto e i diritti universali restano lettera morta.
Parte 1 - Parte 2
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Forwarded from LEONARDO GUERRA (Leonardo Guerra)
Ecco un opuscolo informativo sull'Hantavirus risalente ai primi anni '90, pubblicato da un Ministero della Salute governativo. Afferma CHIARAMENTE che l'Hantavirus NON è contagioso! Tutti dovrebbero saperlo e diffonderlo.
Questa situazione mi insospettisce.
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"Ho bisogno che i media mainstream, CBS, ABC, CNN facciano un passo avanti e inizino a coprire quella che è una grande truffa. Quante migliaia, decine, centinaia di migliaia di persone sono disabili in modo permanente o hanno forse perso la vita perché la nostra FDA ha nascosto il fatto che c'erano segnali di sicurezza che urlavano loro contro con l'iniezione COVID?"
Quindi, ancora una volta, non puoi rispondere a tutte le mie domande... ma dobbiamo capire chi sta gestendo questo deep state"
@delbigtree
Quindi, ancora una volta, non puoi rispondere a tutte le mie domande... ma dobbiamo capire chi sta gestendo questo deep state"
@delbigtree
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Forwarded from RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
https://youtu.be/4RHze2xNQYA?is=_pQ04BCg-SHz96P9
‼️Gli esperti continuano a portare la nuda e cruda verità in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle misure Covid - eppure - anche i rappresentanti nei parlamenti di Fratelli d’Italia continuano a prendere nei parlamenti anche locali posizioni contrarie alle evidenze. Così l’Assessore Marco Galateo (FdI) in Consiglio Provinciale di Bolzano ha votato contro (la consigliera Anna Scarafoni si è astenuta) la mia mozione presentata appena una settimana fa per l’instaurazione urgente di una farmacovigilanza (anche retrospettiva) sui cosiddetti “vaccini” a RNA modificata.
E anche a livello centrale il governo Meloni continua ad omettere la farmacovigilanza! Questo è gravissimo!
👇👇👇
https://www.renate-holzeisen.eu/it/ll-consiglio-provinciale-altoatesino-contribuisce-consapevolmente-a-maggioranza-alloccultamento-degli-eventi-avversi-dei-cosiddetti-vaccini-anti-covid-19-questo-e-imperdonabile/
https://youtu.be/4RHze2xNQYA?is=_pQ04BCg-SHz96P9
‼️Gli esperti continuano a portare la nuda e cruda verità in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle misure Covid - eppure - anche i rappresentanti nei parlamenti di Fratelli d’Italia continuano a prendere nei parlamenti anche locali posizioni contrarie alle evidenze. Così l’Assessore Marco Galateo (FdI) in Consiglio Provinciale di Bolzano ha votato contro (la consigliera Anna Scarafoni si è astenuta) la mia mozione presentata appena una settimana fa per l’instaurazione urgente di una farmacovigilanza (anche retrospettiva) sui cosiddetti “vaccini” a RNA modificata.
E anche a livello centrale il governo Meloni continua ad omettere la farmacovigilanza! Questo è gravissimo!
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https://www.renate-holzeisen.eu/it/ll-consiglio-provinciale-altoatesino-contribuisce-consapevolmente-a-maggioranza-alloccultamento-degli-eventi-avversi-dei-cosiddetti-vaccini-anti-covid-19-questo-e-imperdonabile/
https://youtu.be/4RHze2xNQYA?is=_pQ04BCg-SHz96P9
YouTube
DT. SERRAVALLE IN COMMISSIONE COVID ▷ "SOTTOSTIMATI DI 1000 VOLTE I VERI DATI SUGLI EFFETTI AVVERSI"
▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/
"Danni non riconosciuti, sorveglianza attiva assente".
Il dottor Eugenio #Serravalle, pediatra membro della Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSI), è intervenuto in…
"Danni non riconosciuti, sorveglianza attiva assente".
Il dottor Eugenio #Serravalle, pediatra membro della Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSI), è intervenuto in…
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I test PCR per rilevare l'hantavirus confondono il DNA umano con un virus.
➡️ La SEQUENZA PCR HANTAVIRUS CORRISPONDE AL DNA UMANO.
Tutti risulteranno positivi a un numero abbastanza alto di cicli di amplificazione.
È una truffa colossale: rifiutate i "test".
Fonte
Ve lo segnalo perchè dalla Cina stanno già arrivando i cargo pieni di tamponi per i test dell'Hantanivairus. E dato che evidentemente son già stati ordinati, a qualcuno dovran pur spacciarli, con le buone o con le cattive.
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I test PCR per rilevare l'hantavirus confondono il DNA umano con un virus.
➡️ La SEQUENZA PCR HANTAVIRUS CORRISPONDE AL DNA UMANO.
Tutti risulteranno positivi a un numero abbastanza alto di cicli di amplificazione.
È una truffa colossale: rifiutate i "test".
In parole povere, porzioni delle sequenze genetiche utilizzate dal test PCR per suppostamente rilevare l'hantavirus corrispondono direttamente anche a sequenze di DNA umano.
Ciò significa che i componenti del test non erano esclusivamente univoci per l'hantavirus a livello di sequenza.
Risultati positivi potrebbero indicare la presenza di materiale umano, non virale."
Fonte
Ve lo segnalo perchè dalla Cina stanno già arrivando i cargo pieni di tamponi per i test dell'Hantanivairus. E dato che evidentemente son già stati ordinati, a qualcuno dovran pur spacciarli, con le buone o con le cattive.
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Forwarded from Monica Elisa
"Il lago Tahoe non sa da dove proverrà l'energia elettrica dopo la prossima stagione sciistica, e questo rappresenta un grave problema per i 49.000 residenti che vivono nella regione.
Il polo turistico della Sierra Nevada, sede di stazioni sciistiche, casinò sul lago e visitatore annuo di circa 25-28 milioni di persone, si trova ad affrontare una crisi energetica il cui colpevole è un noto individuo: i data center che alimentano il boom dell'intelligenza artificiale."
Unisciti al mio canale Telegram
@monicaelis
https://fortune.com/2026/05/12/lake-tahoe-data-center-49000-residents-power-source/
Il polo turistico della Sierra Nevada, sede di stazioni sciistiche, casinò sul lago e visitatore annuo di circa 25-28 milioni di persone, si trova ad affrontare una crisi energetica il cui colpevole è un noto individuo: i data center che alimentano il boom dell'intelligenza artificiale."
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@monicaelis
https://fortune.com/2026/05/12/lake-tahoe-data-center-49000-residents-power-source/
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Morte Francesca Tuscano vaccino AstraZeneca: per la procura il caso è chiuso
https://www.genovatoday.it/cronaca/morte-francesca-tuscano-vaccino-astrazeneca-procura-caso-chiuso.html
https://www.genovatoday.it/cronaca/morte-francesca-tuscano-vaccino-astrazeneca-procura-caso-chiuso.html
GenovaToday
Morì dopo il vaccino anticovid: la procura chiede ancora l'archiviazione dell'inchiesta
Il pm: "Al momento della somministrazione non erano noti i rischi trombotici". I familiari: "Segnalazioni già presenti in documenti Ema e Aifa"
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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
L’agricoltura americana entra ufficialmente nella fase in cui per parlare con lo Stato, o forse semplicemente per esistere nei suoi archivi, bisogna passare da Palantir, la ditta che trasforma sorveglianza, intelligence e raccolta dati in “innovazione”, vendendo controllo centralizzato come se fosse un servizio gentile. Il Dipartimento dell’Agricoltura USA ha firmato con la società un maxi accordo quadro da 300 milioni di dollari, venduto con il solito lessico deodorato della modernizzazione: più efficienza, più velocità, più servizi agli agricoltori. In pratica, Washington affida a una delle aziende simbolo del capitalismo della sorveglianza il compito di riorganizzare dati, pratiche e controlli del settore agricolo sotto l’etichetta rassicurante del National Farm Security Action Plan.
Palantir fornirà all’USDA il software e l’infrastruttura operativa per mettere insieme informazioni oggi sparse in sistemi diversi, far dialogare le banche dati, accelerare la gestione delle pratiche e dare al dipartimento una visione più immediata di terreni, proprietà, richieste e attività sul territorio. La piattaforma Landmark è, in sostanza, l’ambiente digitale con cui l’USDA sta riorganizzando la gestione di proprietà e pratiche agricole, mentre il progetto “One Farmer, One File” punta a concentrare in un unico fascicolo digitale tutti i dati relativi a ciascun agricoltore, così da superare la giungla di archivi separati, moduli sparsi e procedure frammentate. Detta in modo meno elegante, lo Stato vuole vedere tutto in un solo posto e muoversi più in fretta.
La formula ufficiale è che tutto questo serve a “proteggere le terre agricole americane” e la sicurezza alimentare, oltre a offrire strumenti digitali self-service agli agricoltori e a migliorare il lavoro del personale sul campo. La sostanza è che si centralizzano informazioni, proprietà e procedure dentro un’infrastruttura digitale sempre più pervasiva, con la solita promessa che stavolta sarà tutto per il bene degli agricoltori. Certo. Come no.
Carmen Tortora
http://t.me/carmen_tortora1
Palantir fornirà all’USDA il software e l’infrastruttura operativa per mettere insieme informazioni oggi sparse in sistemi diversi, far dialogare le banche dati, accelerare la gestione delle pratiche e dare al dipartimento una visione più immediata di terreni, proprietà, richieste e attività sul territorio. La piattaforma Landmark è, in sostanza, l’ambiente digitale con cui l’USDA sta riorganizzando la gestione di proprietà e pratiche agricole, mentre il progetto “One Farmer, One File” punta a concentrare in un unico fascicolo digitale tutti i dati relativi a ciascun agricoltore, così da superare la giungla di archivi separati, moduli sparsi e procedure frammentate. Detta in modo meno elegante, lo Stato vuole vedere tutto in un solo posto e muoversi più in fretta.
La formula ufficiale è che tutto questo serve a “proteggere le terre agricole americane” e la sicurezza alimentare, oltre a offrire strumenti digitali self-service agli agricoltori e a migliorare il lavoro del personale sul campo. La sostanza è che si centralizzano informazioni, proprietà e procedure dentro un’infrastruttura digitale sempre più pervasiva, con la solita promessa che stavolta sarà tutto per il bene degli agricoltori. Certo. Come no.
Carmen Tortora
http://t.me/carmen_tortora1
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Forwarded from CORVELVA
Cosa dice davvero la Legge 119/2017 - Parte 2: esenzioni e conseguenze
Da dove ripartiamo
Nel primo post abbiamo fissato il perimetro reale dell'obbligo: dieci vaccini obbligatori (esavalente + MPRV), quattro raccomandati, e una serie di altre vaccinazioni che il Piano Nazionale propone ma che la legge non rende obbligatorie. Sapere dove finisce l'obbligo è il primo passo. Ora entriamo nel cuore di quello che la maggior parte dei genitori si trova a dover gestire concretamente: come la legge concede l'esenzione (sì, esiste e non è marginale) e cosa succede se decidi di non vaccinare.
Anche qui, come per la parte precedente, scoprirai che la distanza tra la narrazione mediatica e il testo normativo è significativa. Pochi titoli di giornale lo raccontano con precisione: l'obbligo della 119/2017 non è un muro, è un percorso amministrativo con uscite laterali e conseguenze proporzionate. Vediamole.
Art. 1 comma 2 - Le esenzioni: un diritto che esiste
La narrazione pubblica sulla 119/2017 è spesso bicromatica: vaccini sì o vaccini no, obbligo o sanzione. La realtà giuridica è molto più articolata. La stessa legge che introduce l'obbligo riconosce tre situazioni di esenzione legittima. Sono scritte nero su bianco nell'articolo 1, comma 2, e troppo spesso vengono presentate come "casi rari" o "eccezioni residuali". Non lo sono anche se le cose nella realtà si complicano.
1. Immunizzazione per malattia naturale o sierologia.
Se tuo figlio ha contratto naturalmente una malattia coperta dall'obbligo (per esempio il morbillo), la legge riconosce che l'organismo ha sviluppato l'immunità. Servono due strumenti per documentarla:
Notifica del medico curante ai sensi del Decreto del Ministero della Sanità 15.12.1990 (notifica obbligatoria di malattia infettiva). Se il pediatra ha registrato l'evento a tempo debito, c'è già un atto formale che attesta la malattia.
Analisi sierologica: un esame del sangue che misura gli anticorpi specifici. È accessibile anche dopo, e dimostra l'immunità presente al momento del prelievo.
Per chi è già immune a un antigene, la legge specifica che il SSN dovrebbe fornire vaccini in formula monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per cui esiste immunità. AIFA dovrebbe pubblicare la disponibilità di questi prodotti.
Nei fatti, la disponibilità in Italia di vaccini monocomponenti è praticamente nulla. Il diritto esiste sulla carta, ma il prodotto no. È uno dei punti più contestati del sistema: una norma che riconosce un diritto e non lo rende esercitabile.
2. Esenzione clinica.
Il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale può attestare un accertato pericolo per la salute in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate. L'esenzione, in questo caso, è permanente per quel vaccino specifico (o per quei vaccini specifici). Non esiste un elenco "chiuso" delle condizioni che la giustificano: la decisione spetta al medico curante, che valuta caso per caso - storia clinica, eventi avversi pregressi, patologie concomitanti, condizioni immunitarie.
3. Differimento temporaneo.
La stessa procedura può portare a un differimento (rinvio) della vaccinazione, anziché a un'esenzione definitiva. È utile in molte situazioni transitorie: una malattia in corso, un trattamento farmacologico, una condizione clinica che richiede tempo per essere valutata.
Cosa serve in pratica. In tutti e tre i casi serve un atto scritto del medico - notifica, certificazione, attestazione. Il pediatra di famiglia o il medico di medicina generale è il soggetto giuridicamente competente.
Il nodo politico. L'esenzione è il "respiro" che la legge stessa concede. Eppure, nella prassi, molte ASL sono restrittive nel riconoscerla, e molti medici sono reticenti a rilasciarla per timore di contenziosi. Il risultato è che un diritto previsto dalla legge viene eroso nella pratica. Conoscere la norma, esigere il confronto con il proprio curante, pretendere risposte scritte: sono i primi passi per non essere lasciato nel vuoto.
Da dove ripartiamo
Nel primo post abbiamo fissato il perimetro reale dell'obbligo: dieci vaccini obbligatori (esavalente + MPRV), quattro raccomandati, e una serie di altre vaccinazioni che il Piano Nazionale propone ma che la legge non rende obbligatorie. Sapere dove finisce l'obbligo è il primo passo. Ora entriamo nel cuore di quello che la maggior parte dei genitori si trova a dover gestire concretamente: come la legge concede l'esenzione (sì, esiste e non è marginale) e cosa succede se decidi di non vaccinare.
Anche qui, come per la parte precedente, scoprirai che la distanza tra la narrazione mediatica e il testo normativo è significativa. Pochi titoli di giornale lo raccontano con precisione: l'obbligo della 119/2017 non è un muro, è un percorso amministrativo con uscite laterali e conseguenze proporzionate. Vediamole.
Art. 1 comma 2 - Le esenzioni: un diritto che esiste
La narrazione pubblica sulla 119/2017 è spesso bicromatica: vaccini sì o vaccini no, obbligo o sanzione. La realtà giuridica è molto più articolata. La stessa legge che introduce l'obbligo riconosce tre situazioni di esenzione legittima. Sono scritte nero su bianco nell'articolo 1, comma 2, e troppo spesso vengono presentate come "casi rari" o "eccezioni residuali". Non lo sono anche se le cose nella realtà si complicano.
1. Immunizzazione per malattia naturale o sierologia.
Se tuo figlio ha contratto naturalmente una malattia coperta dall'obbligo (per esempio il morbillo), la legge riconosce che l'organismo ha sviluppato l'immunità. Servono due strumenti per documentarla:
Notifica del medico curante ai sensi del Decreto del Ministero della Sanità 15.12.1990 (notifica obbligatoria di malattia infettiva). Se il pediatra ha registrato l'evento a tempo debito, c'è già un atto formale che attesta la malattia.
Analisi sierologica: un esame del sangue che misura gli anticorpi specifici. È accessibile anche dopo, e dimostra l'immunità presente al momento del prelievo.
Per chi è già immune a un antigene, la legge specifica che il SSN dovrebbe fornire vaccini in formula monocomponente o combinata in cui sia assente l'antigene per cui esiste immunità. AIFA dovrebbe pubblicare la disponibilità di questi prodotti.
Nei fatti, la disponibilità in Italia di vaccini monocomponenti è praticamente nulla. Il diritto esiste sulla carta, ma il prodotto no. È uno dei punti più contestati del sistema: una norma che riconosce un diritto e non lo rende esercitabile.
2. Esenzione clinica.
Il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale può attestare un accertato pericolo per la salute in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate. L'esenzione, in questo caso, è permanente per quel vaccino specifico (o per quei vaccini specifici). Non esiste un elenco "chiuso" delle condizioni che la giustificano: la decisione spetta al medico curante, che valuta caso per caso - storia clinica, eventi avversi pregressi, patologie concomitanti, condizioni immunitarie.
3. Differimento temporaneo.
La stessa procedura può portare a un differimento (rinvio) della vaccinazione, anziché a un'esenzione definitiva. È utile in molte situazioni transitorie: una malattia in corso, un trattamento farmacologico, una condizione clinica che richiede tempo per essere valutata.
Cosa serve in pratica. In tutti e tre i casi serve un atto scritto del medico - notifica, certificazione, attestazione. Il pediatra di famiglia o il medico di medicina generale è il soggetto giuridicamente competente.
Il nodo politico. L'esenzione è il "respiro" che la legge stessa concede. Eppure, nella prassi, molte ASL sono restrittive nel riconoscerla, e molti medici sono reticenti a rilasciarla per timore di contenziosi. Il risultato è che un diritto previsto dalla legge viene eroso nella pratica. Conoscere la norma, esigere il confronto con il proprio curante, pretendere risposte scritte: sono i primi passi per non essere lasciato nel vuoto.
Forwarded from CORVELVA
Art. 1 comma 4 - Se non vaccini: la procedura reale, le sanzioni reali
È probabilmente la domanda che più spaventa: "se non vaccino, cosa rischio?". La risposta, basata sulla legge, non sui titoli di giornale, è molto più ridimensionata di quanto immagini.
L'articolo 1, comma 4 descrive una procedura in più passaggi, non un'automatica caduta in disgrazia.
Step 1 - La convocazione ASL. L'ASL territorialmente competente convoca i genitori per un colloquio informativo. Non è un'audizione, non è un interrogatorio. È letteralmente un incontro in cui l'operatore fornisce informazioni sulle vaccinazioni e ne sollecita l'effettuazione. Hai diritto a conoscere l'oggetto del colloquio in anticipo, presentarti con un familiare o un consulente di fiducia (anche se lo troviamo poco logico), chiedere tutto per iscritto, mantenere il dissenso senza alcuna conseguenza immediata.
Step 2 - La sanzione amministrativa. Se, dopo il colloquio, il genitore non adempie all'obbligo, scatta una sanzione amministrativa da €100 a €500. Punto. È questa la cifra prevista dalla legge.
Ricorderai forse i titoli del 2017-2018 con cifre stratosferiche - €7.500, decadenza dalla potestà genitoriale, denunce penali. Quelle cifre apparivano nella primissima versione del decreto e in proposte di alcuni esponenti politici, ma non sono mai diventate legge. La 119/2017 ha fissato il range a 100-500 euro e così è rimasto.
Step 3 - La "sanatoria" implicita. Importantissimo: non incorrono nella sanzione i genitori che, dopo la contestazione dell'ASL, provvedano alla vaccinazione (almeno il primo ciclo) entro il termine indicato nell'atto di contestazione. Esiste cioè una "seconda chiamata" che permette di rientrare senza pagare.
Una sola sanzione, anche se i vaccini omessi sono dieci. Anche se i vaccini omessi sono tutti - esavalente + MPRV - l'ASL applica una sola sanzione. Si tiene conto del numero di obblighi non adempiuti nella determinazione della cifra entro il range 100-500, ma non si moltiplica per ogni antigene. Una nuova sanzione si applica solo se in seguito si commette una diversa violazione (per esempio: omissione di un richiamo successivo che però in assenza del richiamo precedente cessa di esistere come possibilità).
Cosa NON succede. Vale la pena dirlo esplicitamente, perché molte mistificazioni vivono qui:
Nessuna conseguenza penale. La sanzione è amministrativa. Nessuna iscrizione nel casellario giudiziale.
Nessuna sottrazione della potestà genitoriale. I tentativi di legare l'obbligo vaccinale alla "responsabilità genitoriale" sono stati esplicitamente respinti durante la conversione del decreto.
Nessun pignoramento immediato. La sanzione, se non pagata, segue la procedura ordinaria: notifica, eventuale ingiunzione, possibilità di opposizione.
L'opposizione. La sanzione può essere impugnata prima in via gerarchica (all'organo sovraordinato), poi davanti al Giudice di Pace territorialmente competente. Con l'atto di opposizione si può chiedere la sospensione della sanzione fino alla conclusione del giudizio. Tempi: 6-12 mesi mediamente.
In sintesi: l'obbligo ha porte di uscita e proporzioni gestibili
La 119/2017 non è un sistema chiuso. Tre vie all'esenzione (immunizzazione naturale documentata, esenzione clinica, differimento) e una sanzione contenuta (€100-€500, una sola, impugnabile) sono il vero scheletro della parte sanitaria-individuale della legge. Tutto ciò che ti viene descritto come "automatico", "definitivo", "inevitabile" merita una verifica nel testo normativo prima di essere creduto.
Il vero punto di pressione della 119/2017 non sta nella sanzione: sta nella macchina amministrativa scolastica, che riguarda - in modo asimmetrico - soprattutto la fascia 0-6 anni. E di questo parleremo nella prossima puntata.
Nel prossimo post: art. 3-bis, l'iscrizione a scuola e il calendario annuo tra scuola, ASL e famiglie. Dove la 119/2017 mostra il suo volto più operativo e più contestabile.
Seguici, condividi, conserva i post. Continuiamo a leggere la legge insieme.
È probabilmente la domanda che più spaventa: "se non vaccino, cosa rischio?". La risposta, basata sulla legge, non sui titoli di giornale, è molto più ridimensionata di quanto immagini.
L'articolo 1, comma 4 descrive una procedura in più passaggi, non un'automatica caduta in disgrazia.
Step 1 - La convocazione ASL. L'ASL territorialmente competente convoca i genitori per un colloquio informativo. Non è un'audizione, non è un interrogatorio. È letteralmente un incontro in cui l'operatore fornisce informazioni sulle vaccinazioni e ne sollecita l'effettuazione. Hai diritto a conoscere l'oggetto del colloquio in anticipo, presentarti con un familiare o un consulente di fiducia (anche se lo troviamo poco logico), chiedere tutto per iscritto, mantenere il dissenso senza alcuna conseguenza immediata.
Step 2 - La sanzione amministrativa. Se, dopo il colloquio, il genitore non adempie all'obbligo, scatta una sanzione amministrativa da €100 a €500. Punto. È questa la cifra prevista dalla legge.
Ricorderai forse i titoli del 2017-2018 con cifre stratosferiche - €7.500, decadenza dalla potestà genitoriale, denunce penali. Quelle cifre apparivano nella primissima versione del decreto e in proposte di alcuni esponenti politici, ma non sono mai diventate legge. La 119/2017 ha fissato il range a 100-500 euro e così è rimasto.
Step 3 - La "sanatoria" implicita. Importantissimo: non incorrono nella sanzione i genitori che, dopo la contestazione dell'ASL, provvedano alla vaccinazione (almeno il primo ciclo) entro il termine indicato nell'atto di contestazione. Esiste cioè una "seconda chiamata" che permette di rientrare senza pagare.
Una sola sanzione, anche se i vaccini omessi sono dieci. Anche se i vaccini omessi sono tutti - esavalente + MPRV - l'ASL applica una sola sanzione. Si tiene conto del numero di obblighi non adempiuti nella determinazione della cifra entro il range 100-500, ma non si moltiplica per ogni antigene. Una nuova sanzione si applica solo se in seguito si commette una diversa violazione (per esempio: omissione di un richiamo successivo che però in assenza del richiamo precedente cessa di esistere come possibilità).
Cosa NON succede. Vale la pena dirlo esplicitamente, perché molte mistificazioni vivono qui:
Nessuna conseguenza penale. La sanzione è amministrativa. Nessuna iscrizione nel casellario giudiziale.
Nessuna sottrazione della potestà genitoriale. I tentativi di legare l'obbligo vaccinale alla "responsabilità genitoriale" sono stati esplicitamente respinti durante la conversione del decreto.
Nessun pignoramento immediato. La sanzione, se non pagata, segue la procedura ordinaria: notifica, eventuale ingiunzione, possibilità di opposizione.
L'opposizione. La sanzione può essere impugnata prima in via gerarchica (all'organo sovraordinato), poi davanti al Giudice di Pace territorialmente competente. Con l'atto di opposizione si può chiedere la sospensione della sanzione fino alla conclusione del giudizio. Tempi: 6-12 mesi mediamente.
In sintesi: l'obbligo ha porte di uscita e proporzioni gestibili
La 119/2017 non è un sistema chiuso. Tre vie all'esenzione (immunizzazione naturale documentata, esenzione clinica, differimento) e una sanzione contenuta (€100-€500, una sola, impugnabile) sono il vero scheletro della parte sanitaria-individuale della legge. Tutto ciò che ti viene descritto come "automatico", "definitivo", "inevitabile" merita una verifica nel testo normativo prima di essere creduto.
Il vero punto di pressione della 119/2017 non sta nella sanzione: sta nella macchina amministrativa scolastica, che riguarda - in modo asimmetrico - soprattutto la fascia 0-6 anni. E di questo parleremo nella prossima puntata.
Nel prossimo post: art. 3-bis, l'iscrizione a scuola e il calendario annuo tra scuola, ASL e famiglie. Dove la 119/2017 mostra il suo volto più operativo e più contestabile.
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