Forwarded from LOV - Libertà Onestà Verità
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🇺🇸⚠️ R.F. kENNEDY JR - NON ABBIAMO MAI AVUTO UN VERO PROBLEMA DI ZECCHE IN QUESTO PAESE FINO AGLI ANNI '80⚠️🇺🇸
3️⃣0️⃣ Maggio 2026
Zecche, Lyme e Alpha-Gal
L'ho visto in difficoltà Bobby.
Keyword: #usa, #kennedy
🎙 🎙🤩 🎙 🎙
Editing e Traduzione a cura di LOV17032020
3️⃣0️⃣ Maggio 2026
Zecche, Lyme e Alpha-Gal
L'ho visto in difficoltà Bobby.
Keyword: #usa, #kennedy
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Forwarded from dragon8698 (DRAGON8698)
Seul, robot umanoidi sfilano con le modelle: la Corea del Sud accelera su intelligenza artificiale e moda del futuro
https://www.ilmessaggero.it/moda/news/seul_robot_umanoidi_sfilata_intelligenza_artificiale_moda-9560288.html
https://www.ilmessaggero.it/moda/news/seul_robot_umanoidi_sfilata_intelligenza_artificiale_moda-9560288.html
Il Messaggero
Seul, robot umanoidi sfilano con le modelle: la Corea del Sud accelera su intelligenza artificiale e moda del futuro
La moda del futuro sfila già sulle passerelle di Seul, dove robot umanoidi e modelle si sono alternati sul palco in uno spettacolo che mette insieme intelligenza artificiale, robotica...
🤮2💩1
Forwarded from Bello, Onesto, emigrato Australia
Claude Lemieux, uno dei più grandi campioni di hockey su ghiaccio, è morto improvvisamente a soli 60 anni.
Era a Montreal, quindi escludo il caldo.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
Era a Montreal, quindi escludo il caldo.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
L’OMS Europa porta il clima dentro il recinto della sanità globale. La Commissione paneuropea su clima e salute chiede ai governi di trattare il cambiamento climatico come una minaccia sanitaria internazionale. La formula ufficiale parla di protezione, prevenzione, adattamento. La macchina concreta lavora su altro: protocolli, indicatori, piani, fondi vincolati, sorveglianza, coordinamento tecnico.
Il caldo esiste, colpisce anziani, malati, lavoratori esposti, poveri energetici. I numeri europei vengono usati come leva: 2024 anno più caldo registrato in Europa, 335 morti da alluvioni e tempeste, 413.000 persone colpite, aumento delle notti tropicali, stime su decine di migliaia di morti associate al caldo. Ma molte di queste cifre non sono conteggi diretti: sono stime statistiche, costruite su modelli, soglie, età della popolazione, qualità dei registri, case invivibili, accesso al raffrescamento, inquinamento e fragilità sociale.
La narrazione isola il caldo perché serve all’urgenza. Il quadro completo disturba: gli studi globali sulle temperature non ottimali indicano ancora un peso molto più alto del freddo rispetto al caldo. I disastri naturali, oggi, causano molte meno morti rispetto ai picchi storici del Novecento grazie a infrastrutture, protezione civile, elettricità, sanità, previsioni e agricoltura moderna. La vulnerabilità cresce dove aumentano povertà, isolamento, case fragili, reti deboli, territori abbandonati.
Poi arriva la formula magica: “si riscalda il doppio”. Europa, Canada, Asia, Alaska, regione araba, Russia, Artico, Himalaya: tutti si riscaldano più velocemente, quasi il doppio, il doppio, due volte e mezzo, tre volte, quattro volte, secondo rapporto, periodo e area scelta. A furia di comunicati sembra che ogni territorio sia il più colpito del pianeta. Il trucco sta nel confronto con la media globale, dentro cui pesano gli oceani, che si scaldano più lentamente delle terre emerse. Il calcolo resta tecnico; il titolo diventa politico.
Ogni territorio viene dichiarato speciale, vulnerabile, urgente. Ogni governo può chiedere piani. Ogni agenzia può chiedere fondi. Ogni istituzione può allargare il proprio mandato. La scienza misura una differenza. La comunicazione la isola. L’amministrazione la monetizza.
Dopo il Covid, il modello è già collaudato. L’emergenza sanitaria comprime tempi, procedure e dissenso. Gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale e il Pandemic Agreement costruiscono un ambiente regolatorio fatto di raccomandazioni, standard, fondi, reti tecniche e pressione reputazionale. La sovranità resta scritta nei testi. La pratica sposta il potere verso strutture tecniche sempre più permanenti.
Il quadro One Health chiude il cerchio: salute umana, salute animale, ambiente, clima, agricoltura, biodiversità e sorveglianza dei patogeni finiscono nella stessa grammatica. Così energia, mobilità, alimentazione, città, edilizia, dati, farmaci e vaccini diventano capitoli sanitari.
La formula “il clima è salute” prende un pezzo di realtà e lo trasforma in chiave universale. Il caldo pesa sulla salute, certo. Ma quando quella verità serve a governare economia, energia, territorio e comportamento sociale, l’emergenza smette di essere risposta e diventa metodo.
Versione integrale e approfondimenti su Substack | Carmen Tortora | http://t.me/carmen_tortora1
Il caldo esiste, colpisce anziani, malati, lavoratori esposti, poveri energetici. I numeri europei vengono usati come leva: 2024 anno più caldo registrato in Europa, 335 morti da alluvioni e tempeste, 413.000 persone colpite, aumento delle notti tropicali, stime su decine di migliaia di morti associate al caldo. Ma molte di queste cifre non sono conteggi diretti: sono stime statistiche, costruite su modelli, soglie, età della popolazione, qualità dei registri, case invivibili, accesso al raffrescamento, inquinamento e fragilità sociale.
La narrazione isola il caldo perché serve all’urgenza. Il quadro completo disturba: gli studi globali sulle temperature non ottimali indicano ancora un peso molto più alto del freddo rispetto al caldo. I disastri naturali, oggi, causano molte meno morti rispetto ai picchi storici del Novecento grazie a infrastrutture, protezione civile, elettricità, sanità, previsioni e agricoltura moderna. La vulnerabilità cresce dove aumentano povertà, isolamento, case fragili, reti deboli, territori abbandonati.
Poi arriva la formula magica: “si riscalda il doppio”. Europa, Canada, Asia, Alaska, regione araba, Russia, Artico, Himalaya: tutti si riscaldano più velocemente, quasi il doppio, il doppio, due volte e mezzo, tre volte, quattro volte, secondo rapporto, periodo e area scelta. A furia di comunicati sembra che ogni territorio sia il più colpito del pianeta. Il trucco sta nel confronto con la media globale, dentro cui pesano gli oceani, che si scaldano più lentamente delle terre emerse. Il calcolo resta tecnico; il titolo diventa politico.
Ogni territorio viene dichiarato speciale, vulnerabile, urgente. Ogni governo può chiedere piani. Ogni agenzia può chiedere fondi. Ogni istituzione può allargare il proprio mandato. La scienza misura una differenza. La comunicazione la isola. L’amministrazione la monetizza.
Dopo il Covid, il modello è già collaudato. L’emergenza sanitaria comprime tempi, procedure e dissenso. Gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale e il Pandemic Agreement costruiscono un ambiente regolatorio fatto di raccomandazioni, standard, fondi, reti tecniche e pressione reputazionale. La sovranità resta scritta nei testi. La pratica sposta il potere verso strutture tecniche sempre più permanenti.
Il quadro One Health chiude il cerchio: salute umana, salute animale, ambiente, clima, agricoltura, biodiversità e sorveglianza dei patogeni finiscono nella stessa grammatica. Così energia, mobilità, alimentazione, città, edilizia, dati, farmaci e vaccini diventano capitoli sanitari.
La formula “il clima è salute” prende un pezzo di realtà e lo trasforma in chiave universale. Il caldo pesa sulla salute, certo. Ma quando quella verità serve a governare economia, energia, territorio e comportamento sociale, l’emergenza smette di essere risposta e diventa metodo.
Versione integrale e approfondimenti su Substack | Carmen Tortora | http://t.me/carmen_tortora1
Substack
Clima e salute, l’OMS scopre l’emergenza perfetta
Dal caldo alla salute globale: l’emergenza diventa metodo
💩2
Bruxelles nel mirino per il mercato della CO₂, costi alle stelle
https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/28/carbon-tax-ue-italia-e-altri-paesi-chiedono-una-revisione-delle-quote
https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/28/carbon-tax-ue-italia-e-altri-paesi-chiedono-una-revisione-delle-quote
euronews
Bruxelles nel mirino per il mercato della CO₂, costi alle stelle
Alcuni Paesi dell’UE sostengono che i tagli alle quote gratuite di emissione nell’ETS siano eccessivi e non tengano conto dei limiti tecnologici di settori come acciaio, cemento, chimica e alluminio
🤯1
Forwarded from Bello, Onesto, emigrato Australia
Levate quel "forse", e prendetevi le vostre responsabilità, delinquenti.
Psicologi e psichiatri sono la peggiore categoria di merdici.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
Psicologi e psichiatri sono la peggiore categoria di merdici.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
💩3🤯1
I regolamenti del governo britannico per gli OGM non riescono a proteggere il pubblico e l'ambiente
All'inizio di maggio, GMWatch ha pubblicato una revisione della legislazione sulla tecnologia genetica del governo britannico e delle linee guida di supporto.
"La legislazione e le linee guida di accompagnamento non riescono a proteggere la salute pubblica e l'ambiente dai rischi ancora poco compresi delle tecnologie di editing genetico", conclude la revisione...
https://expose-news.com/2026/05/30/uk-gov-regulations-for-gmos-fail-to-protect/
All'inizio di maggio, GMWatch ha pubblicato una revisione della legislazione sulla tecnologia genetica del governo britannico e delle linee guida di supporto.
"La legislazione e le linee guida di accompagnamento non riescono a proteggere la salute pubblica e l'ambiente dai rischi ancora poco compresi delle tecnologie di editing genetico", conclude la revisione...
https://expose-news.com/2026/05/30/uk-gov-regulations-for-gmos-fail-to-protect/
The Expose - Home
UK government regulations for GMOs fail to protect the public and the environment - The Expose
At the beginning of May, GMWatch published a review of the UK government’s genetic technology legislation and supporting guidance. The Genetic Technology (Precision Breeding) Act 2023 dismisses crucial genetic elements, including gene copy number, epigenetic…
🤬1
Forwarded from Bello, Onesto, emigrato Australia
Quando Frederick Banting e Charles Best isolarono l'insulina nel 1921, l'impatto sul mondo intero fu dirompente.
Fino a quel momento, una diagnosi di diabete di tipo 1 equivaleva a una condanna a morte rapida per inedia o chetoacidosi.
Vedere bambini in coma risvegliarsi e riprendere peso nel giro di pochi giorni fu percepito, a livello globale, come un miracolo assoluto.
Questa carica emotiva e scientifica elevò l'insulina a uno status di totale intoccabilità terapeutica: era il farmaco perfetto, il salvavita definitivo.
Magari.
Apparve ben presto evidente che gli effetti collaterali erano pesantissimi.
Fu intorno agli anni '40 che i medici iniziarono a notare come i pazienti con diabete di tipo 1 che erano sopravvissuti grazie all'insulina stavano sviluppando una grave e prematura aterosclerosi e malattie cardiovascolari.
Invece di puntare il dito all'ovvio, ovvero all'iperinsulinemia cronica, i merdici cercaro o un altro colpevole.
L'insulina doveva essere innocente a tutti i costi.
Per risolvere questa dissonanza cognitiva, la colpa venne interamente riversata sulla dieta, in particolare sui grassi saturi.
Questa colossale frode scientifica fu facilitata dalla crescente popolarità del truffatore Ancel Keys, che falsamente teorizzava un legame diretto tra il consumo di grassi alimentari, il colesterolo nel sangue e le malattie cardiache.
E quindi la strategia terapeutica per i diabetici fece una sterzata radicale.
I merdici iniziarono a prescrivere una dieta a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati.
I carboidrati ovviamente stimolano massicciamente la produzione di insulina nei diabetici di tipo 2 o richiedono dosi massicce di insulina esogena nei diabetici di tipo 1.
Si creò così un circolo vizioso: per gestire l'enorme carico di carboidrati della nuova dieta "salva-cuore", i pazienti avevano bisogno di ancora più insulina, la quale a sua volta accelerava le placche nelle pareti arteriose e la mortalità per malattie cardiovascolari.
Questo approccio, nato per difendere un dogma e basato su una frode scientifica, ha finito per uniformare il trattamento del diabete a quello dei malati di cuore, standardizzando per decenni una dieta di merda che ha ucciso diecine di milioni di persone, e che continua ad ucciderne.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
Fino a quel momento, una diagnosi di diabete di tipo 1 equivaleva a una condanna a morte rapida per inedia o chetoacidosi.
Vedere bambini in coma risvegliarsi e riprendere peso nel giro di pochi giorni fu percepito, a livello globale, come un miracolo assoluto.
Questa carica emotiva e scientifica elevò l'insulina a uno status di totale intoccabilità terapeutica: era il farmaco perfetto, il salvavita definitivo.
Magari.
Apparve ben presto evidente che gli effetti collaterali erano pesantissimi.
Fu intorno agli anni '40 che i medici iniziarono a notare come i pazienti con diabete di tipo 1 che erano sopravvissuti grazie all'insulina stavano sviluppando una grave e prematura aterosclerosi e malattie cardiovascolari.
Invece di puntare il dito all'ovvio, ovvero all'iperinsulinemia cronica, i merdici cercaro o un altro colpevole.
L'insulina doveva essere innocente a tutti i costi.
Per risolvere questa dissonanza cognitiva, la colpa venne interamente riversata sulla dieta, in particolare sui grassi saturi.
Questa colossale frode scientifica fu facilitata dalla crescente popolarità del truffatore Ancel Keys, che falsamente teorizzava un legame diretto tra il consumo di grassi alimentari, il colesterolo nel sangue e le malattie cardiache.
E quindi la strategia terapeutica per i diabetici fece una sterzata radicale.
I merdici iniziarono a prescrivere una dieta a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati.
I carboidrati ovviamente stimolano massicciamente la produzione di insulina nei diabetici di tipo 2 o richiedono dosi massicce di insulina esogena nei diabetici di tipo 1.
Si creò così un circolo vizioso: per gestire l'enorme carico di carboidrati della nuova dieta "salva-cuore", i pazienti avevano bisogno di ancora più insulina, la quale a sua volta accelerava le placche nelle pareti arteriose e la mortalità per malattie cardiovascolari.
Questo approccio, nato per difendere un dogma e basato su una frode scientifica, ha finito per uniformare il trattamento del diabete a quello dei malati di cuore, standardizzando per decenni una dieta di merda che ha ucciso diecine di milioni di persone, e che continua ad ucciderne.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
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A Shanghai apre la prima mega palestra per addestrare i robot del futuro
https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n659831/robot-umanoidi-addestramento-shanghai/
https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n659831/robot-umanoidi-addestramento-shanghai/
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Forwarded from Radio28Tv (manuela fratianni)
📱 TikTok sta silenziosamente rubando il tuo viso e la tua voce per l'IA
Gli utenti hanno scoperto che il sito di social media sta prendendo le voci e le sembianze delle persone per creare i propri contenuti generati dall'IA.
🌏 TikTok ha introdotto una nuova impostazione chiamata "Consenti all'IA di remixare i contenuti"
🌏 Era impostata su "attivo" per impostazione predefinita sia per i video esistenti che per quelli nuovi
🌏 Consente agli utenti e agli strumenti di IA di TikTok di utilizzare clip video, immagini e audio per generare contenuti IA con le sembianze e le voci dei creatori originali
🌏 Gli utenti devono andare nelle impostazioni di privacy di ogni singolo video per disattivarlo, rendendo l'elusione fastidiosa e tediosa
TikTok afferma che la funzione è solo per consentire agli utenti di remixare i contenuti reciprocamente, non per programmare modelli di IA.
Ma i permessi dei dati di formazione sono coperti nei loro termini più ampi, il che significa che la piattaforma sta utilizzando le identità degli utenti per i propri scopi.
Il tuo viso, la tua voce, il loro prodotto... furto di identità
https://www.instagram.com/reel/DXc0D7sFQxr/
🔴🟢🔴🟢🔴
#Radio28Tv
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https://t.me/radio28tv
Gli utenti hanno scoperto che il sito di social media sta prendendo le voci e le sembianze delle persone per creare i propri contenuti generati dall'IA.
🌏 TikTok ha introdotto una nuova impostazione chiamata "Consenti all'IA di remixare i contenuti"
🌏 Era impostata su "attivo" per impostazione predefinita sia per i video esistenti che per quelli nuovi
🌏 Consente agli utenti e agli strumenti di IA di TikTok di utilizzare clip video, immagini e audio per generare contenuti IA con le sembianze e le voci dei creatori originali
🌏 Gli utenti devono andare nelle impostazioni di privacy di ogni singolo video per disattivarlo, rendendo l'elusione fastidiosa e tediosa
TikTok afferma che la funzione è solo per consentire agli utenti di remixare i contenuti reciprocamente, non per programmare modelli di IA.
Ma i permessi dei dati di formazione sono coperti nei loro termini più ampi, il che significa che la piattaforma sta utilizzando le identità degli utenti per i propri scopi.
Il tuo viso, la tua voce, il loro prodotto... furto di identità
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Forwarded from 🌍 𝐕𝐎𝐂𝐈 𝐃𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐀 🌎 (Alba Canelli)
Il nuovo centro dati del Kenya richiederà di spegnere metà del Paese
Annunciato nel 2024, Microsoft sta pianificando di costruire un centro dati da 1 GW in Kenya.
ha dichiarato il Presidente Ruto.
Ancora una volta, i governi e le grandi aziende tecnologiche stanno mettendo a rischio la sopravvivenza dei comuni cittadini
Annunciato nel 2024, Microsoft sta pianificando di costruire un centro dati da 1 GW in Kenya.
"Dovremmo spegnere metà del Paese per alimentare il centro dati",
ha dichiarato il Presidente Ruto.
Ancora una volta, i governi e le grandi aziende tecnologiche stanno mettendo a rischio la sopravvivenza dei comuni cittadini
Citizen Digital
Kenya's $1B Microsoft data centre project in limbo over power concerns
Kenya’s ambitious plan to host a Ksh.129 billion ($1 billion) Microsoft-G42 data centre, unveiled with fanfare during President William Ruto’s historic State Visit to the United States in 2024, is now facing scrutiny over whether the country’s electricity…
💩3
I media mainstream stanno spaventando i genitori facendogli credere che se non somministrano la vitamina K al loro bambino alla nascita, questi svilupperà "emorragie gravi".
Qual è la verità? La dott.ssa Suzanne Humphries lo spiega in dettaglio.
Guarda l'episodio completo, solo su CHDTV: https://live.childrenshealthdefense.org/chd-tv/shows/good-morning-chd/should-you-give-the-vitamin-k-shot-to-your-newborn-mothers-2b/
Qual è la verità? La dott.ssa Suzanne Humphries lo spiega in dettaglio.
Guarda l'episodio completo, solo su CHDTV: https://live.childrenshealthdefense.org/chd-tv/shows/good-morning-chd/should-you-give-the-vitamin-k-shot-to-your-newborn-mothers-2b/
live.childrenshealthdefense.org
Should You Give the Vitamin K Shot to Your Newborn? + Mothers 2B
Suzanne Humphries, M.D. is a regular guest on CHD.TV. This time, she’s providing her perspective on the ongoing controversy concerning Poul Thorsen, an individu
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Forwarded from LEONARDO GUERRA (Leonardo Guerra)
Il sistema alimentare delle Corporation americane è diventato un sistema di controllo per conto del governo. Quattro multinazionali dominano il processo di produzione della carne bovina.
Questa concentrazione di potere aziendale sta portando a una crisi alimentare, rendendo incredibilmente difficile la sopravvivenza degli allevatori medi e piccoli, gli unici in grado di produrre cibo sano e naturale.
È un chiaro esempio di come le multinazionali stiano influenzando i nostri sistemi alimentari. Un monopolio che trasforma il cibo in un arma (Stalin docet) per controllare militarmente il dissenso in modo preventivo nella popolazione.
https://rumble.com/v7ajvng-why-corporate-giants-are-taking-over-your-dinner.html
Questa concentrazione di potere aziendale sta portando a una crisi alimentare, rendendo incredibilmente difficile la sopravvivenza degli allevatori medi e piccoli, gli unici in grado di produrre cibo sano e naturale.
È un chiaro esempio di come le multinazionali stiano influenzando i nostri sistemi alimentari. Un monopolio che trasforma il cibo in un arma (Stalin docet) per controllare militarmente il dissenso in modo preventivo nella popolazione.
https://rumble.com/v7ajvng-why-corporate-giants-are-taking-over-your-dinner.html
Rumble
Why Corporate Giants Are Taking Over Your Dinner
America's food system has become a control system, with four corporations dominating the beef production process. This concentration of corporate power leads to a food crisis, making it incredibly dif
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Forwarded from Radio28Tv (manuela fratianni)
Il Regno Unito sta considerando di permettere alle armi controllate dall'IA di effettuare attacchi letali autonomi senza l'approvazione umana, - FT
Cosa può andare storto?!
🔴🟢🔴🟢🔴
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Cosa può andare storto?!
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Forwarded from IL MEME QUOTIDIANO
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Con il chip neurale potrai comunicare con le altre persone con la telepatia... ecco perché John Connor aveva assoldato un T-800 🦾
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Forwarded from Esidau International
Uno degli esempi più discussi fu l’applicazione “Social Monitoring”, utilizzata per controllare le persone in quarantena. L’app richiedeva agli utenti di inviare selfie geolocalizzati in momenti casuali della giornata per dimostrare di trovarsi effettivamente a casa. Migliaia di cittadini denunciarono multe automatiche ricevute per errori tecnici, notifiche errate o problemi del software.
Parallelamente, Mosca continuò a sviluppare sistemi biometrici avanzati.
Nel 2021 la metropolitana introdusse il sistema “Face Pay”, che consentiva di pagare il trasporto pubblico tramite riconoscimento facciale. Le autorità presentarono il progetto come uno dei più avanzati al mondo.
Per questo motivo è completamente falso sostenere che la Russia fosse “indietro” sul piano tecnologico o dei controlli digitali. In alcuni ambiti era persino più avanzata di molti paesi europei.
Il punto centrale è che la Russia moderna combina due elementi apparentemente contraddittori:
un forte apparato tecnologico di sorveglianza e, contemporaneamente, una popolazione spesso diffidente verso il potere centrale.
Questo crea una realtà molto diversa sia dalla caricatura occidentale sia dal mito romantico costruito online da certi ambienti anti-lockdown.
La Russia non fu il paese della “libertà sanitaria”.
Non fu neppure un modello unico di repressione assoluta. Fu piuttosto uno Stato che tentò di applicare strumenti di controllo molto aggressivi, incontrando però una resistenza sociale diffusa e una scarsa fiducia popolare.
Molti commentatori occidentali filo-russi hanno costruito negli anni una narrativa completamente scollegata dai fatti. Sui social si è arrivati a raccontare che “in Russia il green pass non esisteva”, quando in realtà Mosca implementò sistemi QR estremamente simili a quelli europei. Altri hanno sostenuto che “i commercianti semplicemente ignorarono gli ordini”, omettendo deliberatamente multe, raid della polizia, chiusure amministrative e controlli digitali.
Nel 2026 queste leggende continuano a circolare nei social, dai soliti fanatici che aspettano il salvatore, come se fossero verità storiche consolidate.
Ma basta leggere decreti ufficiali, cronache russe e rapporti internazionali per vedere che la situazione fu molto diversa dalla propaganda online.
La pandemia in Russia non cancellò l’autoritarismo tecnologico del sistema. Semmai lo rese ancora più evidente.
Parte 1 - Parte 2
Leggi anche:
🔸Perché dovrei rinunciare a lottare per abolire l'ingiustizia?
🔸La democrazia organizzata come strumento di oppressione psicologia e principio di preservazione
🔸Lo status sociale prima dei diritti umani: quando la posizione conta più della giustizia
🔸Sovranità per l'Italia: il nuovo partito ammucchiata antisistema
🔏 Archivio Post Esidau
🔈 Canale Non esistono salvatori
🔈 Canale One Health = RSI
📝 Esidau - 📧 esidau@proton.me
➖➖➖➖➖➖➖➖➖➖➖
⚠️IMPORTANTE
I post inseriti nel seguente social sono protetti dall'art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il quale garantisce la libertà di espressione.
Parallelamente, Mosca continuò a sviluppare sistemi biometrici avanzati.
Nel 2021 la metropolitana introdusse il sistema “Face Pay”, che consentiva di pagare il trasporto pubblico tramite riconoscimento facciale. Le autorità presentarono il progetto come uno dei più avanzati al mondo.
Per questo motivo è completamente falso sostenere che la Russia fosse “indietro” sul piano tecnologico o dei controlli digitali. In alcuni ambiti era persino più avanzata di molti paesi europei.
Il punto centrale è che la Russia moderna combina due elementi apparentemente contraddittori:
un forte apparato tecnologico di sorveglianza e, contemporaneamente, una popolazione spesso diffidente verso il potere centrale.
Questo crea una realtà molto diversa sia dalla caricatura occidentale sia dal mito romantico costruito online da certi ambienti anti-lockdown.
La Russia non fu il paese della “libertà sanitaria”.
Non fu neppure un modello unico di repressione assoluta. Fu piuttosto uno Stato che tentò di applicare strumenti di controllo molto aggressivi, incontrando però una resistenza sociale diffusa e una scarsa fiducia popolare.
Molti commentatori occidentali filo-russi hanno costruito negli anni una narrativa completamente scollegata dai fatti. Sui social si è arrivati a raccontare che “in Russia il green pass non esisteva”, quando in realtà Mosca implementò sistemi QR estremamente simili a quelli europei. Altri hanno sostenuto che “i commercianti semplicemente ignorarono gli ordini”, omettendo deliberatamente multe, raid della polizia, chiusure amministrative e controlli digitali.
Nel 2026 queste leggende continuano a circolare nei social, dai soliti fanatici che aspettano il salvatore, come se fossero verità storiche consolidate.
Ma basta leggere decreti ufficiali, cronache russe e rapporti internazionali per vedere che la situazione fu molto diversa dalla propaganda online.
La pandemia in Russia non cancellò l’autoritarismo tecnologico del sistema. Semmai lo rese ancora più evidente.
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🔸Perché dovrei rinunciare a lottare per abolire l'ingiustizia?
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Forwarded from Esidau International
🗓️ 30 maggio 2026
IL MITO DELLA "RUSSIA LIBERA DAL GREEN PASS": COSA ACCADE DAVVERO
Negli ultimi anni si è diffusa online una narrazione quasi mitologica sulla gestione pandemica russa. Secondo questa versione dei fatti, la Russia sarebbe stata una sorta di paradiso anti-lockdown, anti-Green Pass e anti-controllo digitale, dove il popolo avrebbe semplicemente ignorato gli ordini del governo costringendo il Cremlino a ritirarsi.
La realtà documentata racconta altro.
Mosca, durante il periodo COVID, implementò alcune delle misure di controllo digitale più invasive d’Europa e dell’Eurasia. Altro che “assenza di restrizioni”: nella capitale russa vennero introdotti QR code obbligatori, pass digitali per circolare, controlli elettronici, monitoraggio tramite smartphone, sistemi di sorveglianza biometrica e pesanti sanzioni economiche per chi violava le disposizioni.
Il problema è che negli anni la Russia è stata trasformata in un simbolo ideologico da opposte propagande. Da un lato la stampa occidentale l’ha spesso dipinta come unicamente repressiva. Dall’altro, una parte del mondo “anti-sistema” ha iniziato a raccontarla come uno Stato che avrebbe difeso le libertà individuali contro il modello sanitario europeo. Entrambe le versioni sono distorsioni.
Durante il lockdown del 2020 Mosca impose un sistema di permessi digitali obbligatori per spostarsi in città. Per uscire di casa e utilizzare mezzi pubblici o automobili era necessario ottenere un codice elettronico autorizzativo tramite piattaforme governative, SMS o portali statali. Le autorità controllavano gli spostamenti attraverso database centralizzati collegati ai dati personali dei cittadini.
Chi violava le restrizioni rischiava multe pesanti.
Non si trattava di semplici raccomandazioni sanitarie. Le autorità russe organizzarono controlli della polizia nei negozi, nei ristoranti e nelle attività commerciali. Le imprese che ignoravano gli ordini di chiusura potevano ricevere multe fino a un milione di rubli oppure la sospensione forzata dell’attività fino a 90 giorni. In numerosi casi furono effettuati sequestri amministrativi e chiusure immediate.
L’idea che “i commercianti abbassarono la testa e continuarono ad aprire” è quindi una semplificazione estrema. Alcuni provarono a resistere o protestare, ma il sistema coercitivo statale rimase operativo per tutta la fase pandemica.
Nel 2021 arrivò poi la misura che più ricorda il Green Pass europeo: il QR code sanitario obbligatorio per accedere a ristoranti, bar e locali al chiuso a Mosca. Per entrare nei locali era necessario dimostrare tramite codice digitale di essere vaccinati, guariti dal COVID oppure in possesso di un tampone negativo recente.
Questa misura generò forti proteste tra commercianti e cittadini, ma è importante capire un punto: il fatto che successivamente sia stata ritirata non significa che il governo non fosse in grado di imporla. Significa piuttosto che il costo economico e politico stava diventando troppo elevato perfino per le autorità russe.
La capitale russa registrò un forte malcontento sociale. Molti ristoratori denunciarono perdite enormi. Una parte della popolazione rifiutava sia la vaccinazione sia il sistema dei codici QR. In Russia esiste storicamente una diffidenza molto alta verso le istituzioni sanitarie e verso le campagne vaccinali statali, molto più forte rispetto a quella presente in gran parte dell’Europa occidentale.
Ma questo non trasformò la Russia in uno Stato “libertario”.
Anzi, il paese accelerò ulteriormente sul fronte della sorveglianza tecnologica. Mosca disponeva già prima della pandemia di una delle più grandi reti di telecamere con riconoscimento facciale del pianeta. Durante l’emergenza COVID questi sistemi furono ulteriormente ampliati e integrati con strumenti di monitoraggio sanitario e controllo degli spostamenti.
Parte 1 - Parte 2
IL MITO DELLA "RUSSIA LIBERA DAL GREEN PASS": COSA ACCADE DAVVERO
Negli ultimi anni si è diffusa online una narrazione quasi mitologica sulla gestione pandemica russa. Secondo questa versione dei fatti, la Russia sarebbe stata una sorta di paradiso anti-lockdown, anti-Green Pass e anti-controllo digitale, dove il popolo avrebbe semplicemente ignorato gli ordini del governo costringendo il Cremlino a ritirarsi.
La realtà documentata racconta altro.
Mosca, durante il periodo COVID, implementò alcune delle misure di controllo digitale più invasive d’Europa e dell’Eurasia. Altro che “assenza di restrizioni”: nella capitale russa vennero introdotti QR code obbligatori, pass digitali per circolare, controlli elettronici, monitoraggio tramite smartphone, sistemi di sorveglianza biometrica e pesanti sanzioni economiche per chi violava le disposizioni.
Il problema è che negli anni la Russia è stata trasformata in un simbolo ideologico da opposte propagande. Da un lato la stampa occidentale l’ha spesso dipinta come unicamente repressiva. Dall’altro, una parte del mondo “anti-sistema” ha iniziato a raccontarla come uno Stato che avrebbe difeso le libertà individuali contro il modello sanitario europeo. Entrambe le versioni sono distorsioni.
Durante il lockdown del 2020 Mosca impose un sistema di permessi digitali obbligatori per spostarsi in città. Per uscire di casa e utilizzare mezzi pubblici o automobili era necessario ottenere un codice elettronico autorizzativo tramite piattaforme governative, SMS o portali statali. Le autorità controllavano gli spostamenti attraverso database centralizzati collegati ai dati personali dei cittadini.
Chi violava le restrizioni rischiava multe pesanti.
Non si trattava di semplici raccomandazioni sanitarie. Le autorità russe organizzarono controlli della polizia nei negozi, nei ristoranti e nelle attività commerciali. Le imprese che ignoravano gli ordini di chiusura potevano ricevere multe fino a un milione di rubli oppure la sospensione forzata dell’attività fino a 90 giorni. In numerosi casi furono effettuati sequestri amministrativi e chiusure immediate.
L’idea che “i commercianti abbassarono la testa e continuarono ad aprire” è quindi una semplificazione estrema. Alcuni provarono a resistere o protestare, ma il sistema coercitivo statale rimase operativo per tutta la fase pandemica.
Nel 2021 arrivò poi la misura che più ricorda il Green Pass europeo: il QR code sanitario obbligatorio per accedere a ristoranti, bar e locali al chiuso a Mosca. Per entrare nei locali era necessario dimostrare tramite codice digitale di essere vaccinati, guariti dal COVID oppure in possesso di un tampone negativo recente.
Questa misura generò forti proteste tra commercianti e cittadini, ma è importante capire un punto: il fatto che successivamente sia stata ritirata non significa che il governo non fosse in grado di imporla. Significa piuttosto che il costo economico e politico stava diventando troppo elevato perfino per le autorità russe.
La capitale russa registrò un forte malcontento sociale. Molti ristoratori denunciarono perdite enormi. Una parte della popolazione rifiutava sia la vaccinazione sia il sistema dei codici QR. In Russia esiste storicamente una diffidenza molto alta verso le istituzioni sanitarie e verso le campagne vaccinali statali, molto più forte rispetto a quella presente in gran parte dell’Europa occidentale.
Ma questo non trasformò la Russia in uno Stato “libertario”.
Anzi, il paese accelerò ulteriormente sul fronte della sorveglianza tecnologica. Mosca disponeva già prima della pandemia di una delle più grandi reti di telecamere con riconoscimento facciale del pianeta. Durante l’emergenza COVID questi sistemi furono ulteriormente ampliati e integrati con strumenti di monitoraggio sanitario e controllo degli spostamenti.
Parte 1 - Parte 2
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Forwarded from IL MEME QUOTIDIANO
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È incredibile come il controllo della popolazione sia fatto passare come un giochino simpatico... inquietante!
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Forwarded from Toba 60
toba60
Le Radici Naziste della Casa dei Windsor Messe in Luce da Nuove Rivelazioni all’Origine dell’Eugenetica, mRNA, Spopolamento, Transumanesimo…
Prestate bene attenzione a questo documento, non è teoria o come comunemente si suol dire '''narrativa'', ma storia, non come quella che in Italia Paolo Mieli d
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19 ANNI - ARRESTO CARDIACO IMPROVVISO
https://vocedimantova.it/provincia/tragedia-a-medole-malore-improvviso-stronca-lorenzo-a-soli-19-anni/
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