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I pesci d'allevamento che mangiate sono sedati e vaccinati in massa utilizzando un arsenale di oltre 50 vaccini approvati dal governo.
CENTINAIA DI MILIONI di salmoni, trote e spigole vengono iniettati con macchine di vaccinazione automatiche ogni anno.
Le versioni mRNA arriveranno presto...
https://twitter.com/NicHulscher/status/2065076935194021953?s=19
CENTINAIA DI MILIONI di salmoni, trote e spigole vengono iniettati con macchine di vaccinazione automatiche ogni anno.
Le versioni mRNA arriveranno presto...
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Piano Ue taglia-bollette, il 50% dei contatori sarà smart entro il 2030
https://www.ilsole24ore.com/art/piano-ue-taglia-bollette-50percento-contatori-sara-smart-entro-2030-AIcunlXD
https://www.ilsole24ore.com/art/piano-ue-taglia-bollette-50percento-contatori-sara-smart-entro-2030-AIcunlXD
Il Sole 24 ORE
Piano Ue taglia-bollette, il 50% dei contatori sarà smart entro il 2030
L’obiettivo è spingere gli utenti a comportarsi in modo più ecocompatibile incentivando i consumi nelle ore in cui l’energia è più economica
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Forwarded from La nuova normalità
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Sull'isola di Sazan.
IN ESCLUSIVA
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Forwarded from CARTA DI SIENA - Patto tra Medici e cittadini
lettera 11 6 26 schillaci.pdf
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All' On. Ministro della Salute
Prof. Orazio Schillaci
Oggetto: Richiesta formale di immediata sospensione o sostanziale revisione dei protocolli della
sperimentazione vaccinale aviaria sul territorio nazionale Istanza di tutela della salute pubblica e
della trasparenza del consumatore.
Prof. Orazio Schillaci
Oggetto: Richiesta formale di immediata sospensione o sostanziale revisione dei protocolli della
sperimentazione vaccinale aviaria sul territorio nazionale Istanza di tutela della salute pubblica e
della trasparenza del consumatore.
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Forwarded from Giubbe Rosse
BCE ALZA I TASSI DI INTERESSE DI 25 PUNTI BASE
La BCE ha deciso di alzare i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al 2,25%. Si tratta del primo rialzo dopo sette tagli consecutivi da settembre 2023.
La mossa era ampiamente prevista dai mercati e arriva perché la BCE ha rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per il 2026 e 2027, mostrando preoccupazione per i rischi inflazionistici a medio termine.
Allo stesso tempo, la BCE ha abbassato le stime di crescita economica, evidenziando la fragilità dell’economia europea.
In sintesi: la BCE privilegia il controllo dell’inflazione e la propria credibilità, anche a costo di rallentare ulteriormente un’economia già debole, con possibili effetti negativi su investimenti, credito e consumi.
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La BCE ha deciso di alzare i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al 2,25%. Si tratta del primo rialzo dopo sette tagli consecutivi da settembre 2023.
La mossa era ampiamente prevista dai mercati e arriva perché la BCE ha rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per il 2026 e 2027, mostrando preoccupazione per i rischi inflazionistici a medio termine.
Allo stesso tempo, la BCE ha abbassato le stime di crescita economica, evidenziando la fragilità dell’economia europea.
In sintesi: la BCE privilegia il controllo dell’inflazione e la propria credibilità, anche a costo di rallentare ulteriormente un’economia già debole, con possibili effetti negativi su investimenti, credito e consumi.
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Forwarded from Esidau International
🗓️ 10 giugno 2026
IL DOVERE CIVICO: UN MANTRA MANIPOLATORIO TRAVESTITO DA RESPONSABILITÀ
Ogni volta che apriamo una pagina di giornale, ascoltiamo la radio o scorriamo i social, ci imbattiamo in frasi come: “È tuo dovere civico votare” o “Firmare questa petizione è un dovere civico”. La parola suona solenne, quasi sacra: “dovere civico”. Evoca responsabilità, moralità, appartenenza a una comunità. Ma dietro questo tono alto e rispettabile si nasconde un meccanismo di manipolazione psicologica: la parola non descrive semplicemente un gesto utile alla società, ma mira a innescare sensi di colpa, obblighi morali e conformismo. È il trucco retorico più elegante della politica moderna e del marketing sociale, eppure pochissimi se ne accorgono.
Il termine “civico” proviene dal latino civicus, “relativo al cittadino”, e il concetto di dovere ha radici antiche, già nell’Antica Roma e nelle città-stato greche, dove la partecipazione politica era un privilegio riservato a pochi, ma anche una responsabilità. Nel tempo, filosofi come Rousseau e Kant hanno ulteriormente rafforzato l’idea che la cittadinanza comporti obblighi verso la comunità. Fino a qui, nulla di strano: è sensato che chi fa parte di una società contribuisca al suo funzionamento. Il problema nasce quando la parola “dovere” smette di indicare una responsabilità condivisa e diventa un strumento di pressione psicologica.
La manipolazione del concetto è subdola. Quando ci viene detto che votare, firmare una petizione o partecipare a una raccolta firme è un “dovere civico”, si suggerisce implicitamente che non farlo ci renda cittadini imperfetti, egoisti o irresponsabili. Non è più una scelta consapevole, ma una questione di colpa morale. L’atto che dovrebbe essere naturale, frutto di comprensione e consapevolezza, diventa un obbligo imposto dall’esterno. Questo è particolarmente pericoloso in contesti dove la partecipazione effettiva può avere scarso impatto. Molti cittadini firmano raccolte firme o partecipano a iniziative simboliche convinti di fare “il loro dovere”, mentre in realtà queste azioni hanno effetti pratici minimi o nulli. In quei casi, il concetto di dovere civico diventa uno strumento di illusione democratica: fa sentire la persona attiva e responsabile senza che il suo gesto produca risultati concreti.
Il meccanismo psicologico è chiaro: gli esseri umani hanno bisogno di sentirsi parte di qualcosa, e l’idea di contribuire al bene comune è potente. Chi ascolta il richiamo al dovere civico sente immediatamente la pressione: Se non faccio questo, sto fallendo come cittadino. In realtà, la partecipazione civica autentica non nasce da sensi di colpa, ma dalla consapevolezza del valore reale del gesto. Quando capiamo che il voto, la firma del referendum o l’azione civile sono strumenti inutili e inefficaci per ripristinare i diritti, la partecipazione ovviamente diventa assurda, nessuna persona con un briciolo di cervello potrebbe dire che è giusto farlo.
Quando si verificano questi rifiuti di non partecipare, la partecipazione viene spinta dalla manipolazione linguistica e pressione morale, con la parola "dovere civico", attraverso social, passaparola, mainstream
e quindi diventa una vera forma di conformismo passivo.
Così il dovere civico tradizionale diventa una forma di coercizione dolce, un modo per guidare le persone senza minacce o leggi, semplicemente sfruttando la psicologia umana.
L’effetto è duplice: da un lato, aumenta la partecipazione apparente; dall’altro, riduce la capacità critica dei cittadini, che finiscono per agire non perché vogliono, ma perché temono di sentirsi colpevoli. Questo crea una società di individui attivi solo sulla superficie, mentre interiormente rimane il senso di alienazione e di manipolazione.
Il punto cruciale è la consapevolezza personale. Quando una persona capisce che il concetto di dovere civico viene usato principalmente per indurla a fare qualcosa, spesso a beneficio di qualcun altro o di cause poco trasparenti, allora nasce una reazione naturale interiore: la ribellione
Parte 1 - Parte 2
IL DOVERE CIVICO: UN MANTRA MANIPOLATORIO TRAVESTITO DA RESPONSABILITÀ
Ogni volta che apriamo una pagina di giornale, ascoltiamo la radio o scorriamo i social, ci imbattiamo in frasi come: “È tuo dovere civico votare” o “Firmare questa petizione è un dovere civico”. La parola suona solenne, quasi sacra: “dovere civico”. Evoca responsabilità, moralità, appartenenza a una comunità. Ma dietro questo tono alto e rispettabile si nasconde un meccanismo di manipolazione psicologica: la parola non descrive semplicemente un gesto utile alla società, ma mira a innescare sensi di colpa, obblighi morali e conformismo. È il trucco retorico più elegante della politica moderna e del marketing sociale, eppure pochissimi se ne accorgono.
Il termine “civico” proviene dal latino civicus, “relativo al cittadino”, e il concetto di dovere ha radici antiche, già nell’Antica Roma e nelle città-stato greche, dove la partecipazione politica era un privilegio riservato a pochi, ma anche una responsabilità. Nel tempo, filosofi come Rousseau e Kant hanno ulteriormente rafforzato l’idea che la cittadinanza comporti obblighi verso la comunità. Fino a qui, nulla di strano: è sensato che chi fa parte di una società contribuisca al suo funzionamento. Il problema nasce quando la parola “dovere” smette di indicare una responsabilità condivisa e diventa un strumento di pressione psicologica.
La manipolazione del concetto è subdola. Quando ci viene detto che votare, firmare una petizione o partecipare a una raccolta firme è un “dovere civico”, si suggerisce implicitamente che non farlo ci renda cittadini imperfetti, egoisti o irresponsabili. Non è più una scelta consapevole, ma una questione di colpa morale. L’atto che dovrebbe essere naturale, frutto di comprensione e consapevolezza, diventa un obbligo imposto dall’esterno. Questo è particolarmente pericoloso in contesti dove la partecipazione effettiva può avere scarso impatto. Molti cittadini firmano raccolte firme o partecipano a iniziative simboliche convinti di fare “il loro dovere”, mentre in realtà queste azioni hanno effetti pratici minimi o nulli. In quei casi, il concetto di dovere civico diventa uno strumento di illusione democratica: fa sentire la persona attiva e responsabile senza che il suo gesto produca risultati concreti.
Il meccanismo psicologico è chiaro: gli esseri umani hanno bisogno di sentirsi parte di qualcosa, e l’idea di contribuire al bene comune è potente. Chi ascolta il richiamo al dovere civico sente immediatamente la pressione: Se non faccio questo, sto fallendo come cittadino. In realtà, la partecipazione civica autentica non nasce da sensi di colpa, ma dalla consapevolezza del valore reale del gesto. Quando capiamo che il voto, la firma del referendum o l’azione civile sono strumenti inutili e inefficaci per ripristinare i diritti, la partecipazione ovviamente diventa assurda, nessuna persona con un briciolo di cervello potrebbe dire che è giusto farlo.
Quando si verificano questi rifiuti di non partecipare, la partecipazione viene spinta dalla manipolazione linguistica e pressione morale, con la parola "dovere civico", attraverso social, passaparola, mainstream
e quindi diventa una vera forma di conformismo passivo.
Così il dovere civico tradizionale diventa una forma di coercizione dolce, un modo per guidare le persone senza minacce o leggi, semplicemente sfruttando la psicologia umana.
L’effetto è duplice: da un lato, aumenta la partecipazione apparente; dall’altro, riduce la capacità critica dei cittadini, che finiscono per agire non perché vogliono, ma perché temono di sentirsi colpevoli. Questo crea una società di individui attivi solo sulla superficie, mentre interiormente rimane il senso di alienazione e di manipolazione.
Il punto cruciale è la consapevolezza personale. Quando una persona capisce che il concetto di dovere civico viene usato principalmente per indurla a fare qualcosa, spesso a beneficio di qualcun altro o di cause poco trasparenti, allora nasce una reazione naturale interiore: la ribellione
Parte 1 - Parte 2
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Forwarded from Esidau International
Non una ribellione violenta, ma una scelta consapevole e coerente: non mi faccio manipolare, decido io se e come partecipare. Ribellarsi al mantra del dovere civico non significa abdicare alla responsabilità sociale, ma ritornare al senso autentico della cittadinanza: agire perché si comprende il valore reale, concreto e efficace del gesto, non perché qualcuno ci fa sentire in colpa se non lo facciamo.
Questa ribellione è fondamentale.
La vita civile non è un obbligo imposto dall’alto, è una relazione tra individui e comunità basata sulla consapevolezza, sull’empatia e sul giudizio critico. Considerare la partecipazione come un dovere moralistico significa impoverire questa relazione, trasformando cittadini pensanti in pedine di un sistema che sfrutta la psicologia delle emozioni per raggiungere risultati simbolici.
È un inganno raffinato: chi urla “dovere civico” sa che molti obbediranno senza riflettere, pur non credendo davvero nel valore dell’azione.
Il paradosso è evidente: il concetto di dovere civico nasce dall’idea di rafforzare la democrazia, la partecipazione e il bene comune. Eppure, nella pratica moderna, finisce per svuotare di significato la stessa partecipazione, rendendo le persone passive, sensibili al senso di colpa, e facilmente manipolabili da campagne politiche o sociali che vogliono semplicemente ottenere numeri e consenso politico. È un inganno sottile, ma potente e funziona perché il linguaggio è carico di autorità morale. La parola “dovere” suona come una legge naturale, qualcosa di cui sentirsi responsabili automaticamente. Ma questa legge morale spesso non esiste se non nella testa di chi vuole condizionare il comportamento altrui.
Il dovere civico, così come viene oggi declamato, non è un valore assoluto: è un strumento retorico. La vera cittadinanza consapevole nasce dalla scelta informata, dalla comprensione del valore concreto delle proprie azioni e dal giudizio personale su ciò che è giusto fare. La parola “dovere civico” può essere utile solo se stimola la riflessione e non il senso di colpa, altrimenti è solo un mezzo di manipolazione, un modo elegante per spingere le persone a fare ciò che qualcun altro desidera, senza che esse stesse comprendano il senso autentico dell’azione.
Ribellarsi al dovere civico imposto non significa diventare cittadini irresponsabili, ma ritrovare la propria autonomia morale. Significa agire perché si comprende, non perché si teme. La partecipazione civile dovrebbe essere naturale, guidata dalla consapevolezza e dal desiderio autentico di contribuire al bene comune. E quando ci rendiamo conto che ciò che ci viene presentato come “dovere” serve solo a manipolare o a generare sensi di colpa per scopi discutibili, la scelta più sana è chiara: fermarsi, riflettere e agire solo secondo la propria coscienza.
È l’unico modo per essere cittadini davvero liberi, responsabili e vivi nella vita civile, senza cadere nelle trappole linguistiche del potere e del dissenso ibrido. Proprio così anche il dissenso ibrido utilizza la parola dovere civico per portare persone a firmare petizione, raccolte firme, referendum, per il voto ecc. Nel contesto dittatoriale in cui siamo oggi possiamo dire che la parola "dovere civico" è manipolatoria e deve essere sostituita nella mente e nella psiche con la parola ribellione.
Parte 1 - Parte 2
Leggi anche:
🔸Sovranità per l'Italia: il nuovo partito ammucchiata antisistema
🔸 Il mito della “Russia libera dal green pass”: cosa accadde davvero
🔸Il ddl Cieli Blu è una farsa: chi uccide il clima deve pagare senza pietà
🔸Società primitiva e società complessa: il ritorno all'essenziale come via per l'armonia umana
🔏 Archivio Post Esidau
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Questa ribellione è fondamentale.
La vita civile non è un obbligo imposto dall’alto, è una relazione tra individui e comunità basata sulla consapevolezza, sull’empatia e sul giudizio critico. Considerare la partecipazione come un dovere moralistico significa impoverire questa relazione, trasformando cittadini pensanti in pedine di un sistema che sfrutta la psicologia delle emozioni per raggiungere risultati simbolici.
È un inganno raffinato: chi urla “dovere civico” sa che molti obbediranno senza riflettere, pur non credendo davvero nel valore dell’azione.
Il paradosso è evidente: il concetto di dovere civico nasce dall’idea di rafforzare la democrazia, la partecipazione e il bene comune. Eppure, nella pratica moderna, finisce per svuotare di significato la stessa partecipazione, rendendo le persone passive, sensibili al senso di colpa, e facilmente manipolabili da campagne politiche o sociali che vogliono semplicemente ottenere numeri e consenso politico. È un inganno sottile, ma potente e funziona perché il linguaggio è carico di autorità morale. La parola “dovere” suona come una legge naturale, qualcosa di cui sentirsi responsabili automaticamente. Ma questa legge morale spesso non esiste se non nella testa di chi vuole condizionare il comportamento altrui.
Il dovere civico, così come viene oggi declamato, non è un valore assoluto: è un strumento retorico. La vera cittadinanza consapevole nasce dalla scelta informata, dalla comprensione del valore concreto delle proprie azioni e dal giudizio personale su ciò che è giusto fare. La parola “dovere civico” può essere utile solo se stimola la riflessione e non il senso di colpa, altrimenti è solo un mezzo di manipolazione, un modo elegante per spingere le persone a fare ciò che qualcun altro desidera, senza che esse stesse comprendano il senso autentico dell’azione.
Ribellarsi al dovere civico imposto non significa diventare cittadini irresponsabili, ma ritrovare la propria autonomia morale. Significa agire perché si comprende, non perché si teme. La partecipazione civile dovrebbe essere naturale, guidata dalla consapevolezza e dal desiderio autentico di contribuire al bene comune. E quando ci rendiamo conto che ciò che ci viene presentato come “dovere” serve solo a manipolare o a generare sensi di colpa per scopi discutibili, la scelta più sana è chiara: fermarsi, riflettere e agire solo secondo la propria coscienza.
È l’unico modo per essere cittadini davvero liberi, responsabili e vivi nella vita civile, senza cadere nelle trappole linguistiche del potere e del dissenso ibrido. Proprio così anche il dissenso ibrido utilizza la parola dovere civico per portare persone a firmare petizione, raccolte firme, referendum, per il voto ecc. Nel contesto dittatoriale in cui siamo oggi possiamo dire che la parola "dovere civico" è manipolatoria e deve essere sostituita nella mente e nella psiche con la parola ribellione.
Parte 1 - Parte 2
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🔸 Il mito della “Russia libera dal green pass”: cosa accadde davvero
🔸Il ddl Cieli Blu è una farsa: chi uccide il clima deve pagare senza pietà
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Forwarded from LEONARDO GUERRA (Leonardo Guerra)
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Vaccini per animali, il biologo Leonardo Guerra: "Ecco perché sono un rischio per l'uomo"
Leonardo Guerra, biologo molecolare, intervistato da Maria Rita Esposito per Tag24.
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#aviaria #vaccini #mrna
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"Fondamentalmente, questa violenza è colpa dello stato, che non ascolta le persone."
Il giornalista David Shipley avverte che il governo britannico sta sfruttando i disordini di Belfast per giustificare la censura autoritaria dei social media.
"Il motivo per cui non vogliono che queste cose vengano condivise è perché sono intrinsecamente radicalizzanti."
"Il problema di vivere nel Regno Unito nel 2026 è che la realtà sta radicalizzando. E questo è il motivo per cui vogliono chiudere questo tipo di video."
"Il Regno Unito è diventato una società molto autoritaria perché non hanno altri modi per cercare di controllare le cose."
"Abbiamo violenti, terribili crimini di migranti dopo violenti, terribili crimini di migranti. E tutto ciò che hanno è cercare di chiudere le cose, impedire alle persone di parlarne—controllo, controllo, controllo."
"È passato molto tempo... da quando il Regno Unito era una società libera, e questo dovrebbe spaventarci tutti."
"Capisco molto bene perché quelle persone a Belfast stiano facendo disordini e dando fuoco alle cose perché, in realtà, se non puoi ottenere una soluzione alle urne... se ti dicono che le tue preoccupazioni politiche molto normali sono semplicemente inaccettabili—non possono nemmeno essere espresse—cosa ti resta?"
Fonte
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Il giornalista David Shipley avverte che il governo britannico sta sfruttando i disordini di Belfast per giustificare la censura autoritaria dei social media.
"Il motivo per cui non vogliono che queste cose vengano condivise è perché sono intrinsecamente radicalizzanti."
"Il problema di vivere nel Regno Unito nel 2026 è che la realtà sta radicalizzando. E questo è il motivo per cui vogliono chiudere questo tipo di video."
"Il Regno Unito è diventato una società molto autoritaria perché non hanno altri modi per cercare di controllare le cose."
"Abbiamo violenti, terribili crimini di migranti dopo violenti, terribili crimini di migranti. E tutto ciò che hanno è cercare di chiudere le cose, impedire alle persone di parlarne—controllo, controllo, controllo."
"È passato molto tempo... da quando il Regno Unito era una società libera, e questo dovrebbe spaventarci tutti."
"Capisco molto bene perché quelle persone a Belfast stiano facendo disordini e dando fuoco alle cose perché, in realtà, se non puoi ottenere una soluzione alle urne... se ti dicono che le tue preoccupazioni politiche molto normali sono semplicemente inaccettabili—non possono nemmeno essere espresse—cosa ti resta?"
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Forwarded from iGDI - Il Giornale d'Italia
Vaccino Covid, nuovo schiaffo della corte Ue a von der Leyen: “Poca trasparenza su acquisto di 4,6 mld dosi per 71 mld€”
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Il Giornale d'Italia
Vaccino Covid, nuovo schiaffo della corte Ue a von der Leyen: “Poca trasparenza su acquisto di 4,6 mld dosi per 71 mld€”
Athanasios Rantos ha dichiarato che la Commissione "non ha garantito al pubblico un accesso sufficientemente ampio ai contratti per l'acquisto dei vaccini contro il Covid"
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Forwarded from Giubbe Rosse
VISA COLLABORERÀ CON OpenAI PER DARE IMPULSO ALLA PROSSIMA GENERAZIONE DI COMMERCIO BASATO SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
Fonte: Bloomberg.com
OpenAI ha stretto una partnership con Visa: il sistema di pagamento si occuperà dell'elaborazione delle transazioni degli agenti IA e della sicurezza di tutte le operazioni.
Gli utenti potranno incaricare l'IA di pagare le bollette o acquistare prodotti online. Tuttavia, gli algoritmi non potranno spendere denaro in modo incontrollato - tutte le operazioni finanziarie saranno eseguite solo con la conferma e l'autorizzazione dell'utente.
Fonte: Bloomberg.com
OpenAI ha stretto una partnership con Visa: il sistema di pagamento si occuperà dell'elaborazione delle transazioni degli agenti IA e della sicurezza di tutte le operazioni.
Gli utenti potranno incaricare l'IA di pagare le bollette o acquistare prodotti online. Tuttavia, gli algoritmi non potranno spendere denaro in modo incontrollato - tutte le operazioni finanziarie saranno eseguite solo con la conferma e l'autorizzazione dell'utente.
Bloomberg.com
OpenAI, Visa Team Up to Let AI Agents Make Purchases Online
OpenAI and Visa Inc. are now allowing artificial-intelligence agents to make purchases online after users give their permission, part of an expansion of a previously announced pact between the two technology companies.
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Ecco la più grande gru del mondo: installerà turbine eoliche giganti
https://www.hdblog.it/green/articoli/n661148/gru-piu-grande-mondo-turbine-eoliche/
https://www.hdblog.it/green/articoli/n661148/gru-piu-grande-mondo-turbine-eoliche/
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Forwarded from iGDI - Il Giornale d'Italia
"Primum non nocere" e "principio di legalità": medicina e diritto condividono radici morali che la politica non può ignorare
Link: https://ift.tt/M5HRkIp
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Il Giornale d'Italia
"Primum non nocere" e "principio di legalità": medicina e diritto condividono radici morali che la politica non può ignorare
Tra medicina e diritto ci sono responsabilità congiunte verso i cittadini di cui lo Stato deve non solo farsi garante ma difensore. Questo è ancor più vero quando è in atto...
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David Clews: Teatro elettorale e imminente collasso | Wide Awake Media Podcast #25
L'ultimo episodio del podcast Wide Awake Media presenta David Clews - commentatore politico e fondatore di Unity News Network - in un'analisi forense del crollante panorama politico britannico, dei meccanismi di controllo della popolazione e della crescente infrastruttura di sorveglianza che si sta normalizzando in tutto l'Occidente.
Clews respinge il sistema elettorale britannico come un teatro, con Laburisti, Riformisti e Conservatori che operano tutti all'interno dello stesso quadro istituzionale. Egli sostiene che le elezioni non abbiano mai migliorato le condizioni materiali delle persone comuni e che il crescente e visibile declino della Gran Bretagna confermi un deterioramento gestito ormai in corso da diversi governi.
Prevedendo gravi disordini civili all'inizio degli anni 2030 quando il sistema finalmente si sovrasterà, Clews avverte che la finestra per una resistenza significativa si sta restringendo, e esorta le persone a smettere di conformarsi, ritirare il sostegno alle istituzioni catturate e trattare qualsiasi figura promossa dall'establishment politico o mediatico con un profondo e principiato scetticismo.
Segui @RealWideAwakeMedia
L'ultimo episodio del podcast Wide Awake Media presenta David Clews - commentatore politico e fondatore di Unity News Network - in un'analisi forense del crollante panorama politico britannico, dei meccanismi di controllo della popolazione e della crescente infrastruttura di sorveglianza che si sta normalizzando in tutto l'Occidente.
Clews respinge il sistema elettorale britannico come un teatro, con Laburisti, Riformisti e Conservatori che operano tutti all'interno dello stesso quadro istituzionale. Egli sostiene che le elezioni non abbiano mai migliorato le condizioni materiali delle persone comuni e che il crescente e visibile declino della Gran Bretagna confermi un deterioramento gestito ormai in corso da diversi governi.
Prevedendo gravi disordini civili all'inizio degli anni 2030 quando il sistema finalmente si sovrasterà, Clews avverte che la finestra per una resistenza significativa si sta restringendo, e esorta le persone a smettere di conformarsi, ritirare il sostegno alle istituzioni catturate e trattare qualsiasi figura promossa dall'establishment politico o mediatico con un profondo e principiato scetticismo.
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Prima del 1997, c'era una seria copertura mediatica delle lesioni da vaccino.
Il vaccino contro l'influenza suina è stato ritirato dal mercato dopo che 25-30 morti sono state associate ad esso.
Oggi, ci sono oltre 39.000 morti associate al vaccino COVID e innumerevoli altre lesioni. Eppure i media tradizionali rimangono in silenzio.
Potrebbero essere i miliardi di dollari di spesa pubblicitaria delle grandi case farmaceutiche la ragione di ciò?
Iscriviti a http://t.me/TruthAboutCOVID
Il vaccino contro l'influenza suina è stato ritirato dal mercato dopo che 25-30 morti sono state associate ad esso.
Oggi, ci sono oltre 39.000 morti associate al vaccino COVID e innumerevoli altre lesioni. Eppure i media tradizionali rimangono in silenzio.
Potrebbero essere i miliardi di dollari di spesa pubblicitaria delle grandi case farmaceutiche la ragione di ciò?
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