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Forwarded from Carmen Tortora (Carmen Tortora)
Bruxelles presenta la nuova app europea per la verifica dell’età come uno strumento tecnico per proteggere i minori online. La narrazione ufficiale è semplice: impedire ai bambini di accedere a pornografia, gioco d’azzardo, alcol, social network non adatti e contenuti considerati dannosi. Il significato concreto, però, è molto più ampio: per verificare l’età si introduce una infrastruttura che collega documento reale, identità reale, dispositivo reale e credenziale digitale.
La piattaforma, in teoria, riceverà solo un sì o un no: l’utente ha l’età richiesta oppure no. Ma quel sì o quel no viene prodotto da un sistema di certificazione. Qualcuno rilascia la credenziale, qualcuno accredita i fornitori, qualcuno definisce gli standard, qualcuno decide quali attributi potranno essere verificati. La protezione dei minori diventa così il primo passaggio verso un modello in cui l’accesso non è più libero per impostazione predefinita, ma subordinato a una prova digitale.
Il caso Meta mostra il meccanismo. La Commissione europea ha accusato Facebook e Instagram, in via preliminare, di non avere controlli efficaci per impedire agli under 13 di accedere alle piattaforme. Secondo Bruxelles, l’autodichiarazione dell’età era troppo facile da aggirare: bastava inserire una falsa data di nascita. Il messaggio alle piattaforme è netto: chiedere “quanti anni hai?” non basta più. Servono verifiche più forti, e quando il regolatore offre una soluzione europea, quella soluzione rischia di diventare lo standard di fatto.
Il DSA crea la pressione normativa: le grandi piattaforme devono mitigare i rischi per i minori e possono essere sanzionate pesantemente se non adottano controlli ritenuti efficaci. Il wallet europeo diventa il contenitore tecnico. Le piattaforme diventano esecutori della conformità. Formalmente non si parla di documento digitale obbligatorio per navigare. In pratica, chi non adotterà lo standard più sicuro davanti al regolatore rischierà di essere trattato come non conforme.
Il rischio non si ferma all’età. Oggi si verifica se un utente ha più di 18 anni. Domani la stessa logica potrà essere usata per dimostrare residenza, status, autorizzazioni, requisiti, identità, diritto di accesso a servizi, acquisti, pagamenti o contenuti. Per l’utente significa una cosa molto precisa: entrare online non dipenderà più solo dalla connessione e dalla scelta personale, ma da una credenziale accettata dal sistema.
Dietro il modello europeo si muove una spinta globale alla Digital Public Infrastructure: identità digitale, pagamenti digitali e scambio dati interoperabile. L’iniziativa 50-in-5 punta a portare componenti DPI in 50 Paesi entro il 2028, con il coinvolgimento di Gates Foundation, Rockefeller Foundation tramite Co-Develop, UNDP, Digital Public Goods Alliance, Banca Mondiale e altri soggetti. Il linguaggio è sempre lo stesso: inclusione, sicurezza, efficienza, protezione. Il meccanismo è altrettanto chiaro: ogni servizio passa da una credenziale.
La verifica dell’età è il primo lucchetto accettabile perché viene presentato come tutela dei bambini. Il wallet sarà il portachiavi. La DPI globale sarà l’edificio. Quando ogni accesso richiede una prova digitale, la rete smette di essere uno spazio libero e diventa una sequenza di autorizzazioni. Non serve abolire la libertà: basta amministrarla.
Versione integrale e approfondimenti su Substack | Carmen Tortora | http://t.me/carmen_tortora1
La piattaforma, in teoria, riceverà solo un sì o un no: l’utente ha l’età richiesta oppure no. Ma quel sì o quel no viene prodotto da un sistema di certificazione. Qualcuno rilascia la credenziale, qualcuno accredita i fornitori, qualcuno definisce gli standard, qualcuno decide quali attributi potranno essere verificati. La protezione dei minori diventa così il primo passaggio verso un modello in cui l’accesso non è più libero per impostazione predefinita, ma subordinato a una prova digitale.
Il caso Meta mostra il meccanismo. La Commissione europea ha accusato Facebook e Instagram, in via preliminare, di non avere controlli efficaci per impedire agli under 13 di accedere alle piattaforme. Secondo Bruxelles, l’autodichiarazione dell’età era troppo facile da aggirare: bastava inserire una falsa data di nascita. Il messaggio alle piattaforme è netto: chiedere “quanti anni hai?” non basta più. Servono verifiche più forti, e quando il regolatore offre una soluzione europea, quella soluzione rischia di diventare lo standard di fatto.
Il DSA crea la pressione normativa: le grandi piattaforme devono mitigare i rischi per i minori e possono essere sanzionate pesantemente se non adottano controlli ritenuti efficaci. Il wallet europeo diventa il contenitore tecnico. Le piattaforme diventano esecutori della conformità. Formalmente non si parla di documento digitale obbligatorio per navigare. In pratica, chi non adotterà lo standard più sicuro davanti al regolatore rischierà di essere trattato come non conforme.
Il rischio non si ferma all’età. Oggi si verifica se un utente ha più di 18 anni. Domani la stessa logica potrà essere usata per dimostrare residenza, status, autorizzazioni, requisiti, identità, diritto di accesso a servizi, acquisti, pagamenti o contenuti. Per l’utente significa una cosa molto precisa: entrare online non dipenderà più solo dalla connessione e dalla scelta personale, ma da una credenziale accettata dal sistema.
Dietro il modello europeo si muove una spinta globale alla Digital Public Infrastructure: identità digitale, pagamenti digitali e scambio dati interoperabile. L’iniziativa 50-in-5 punta a portare componenti DPI in 50 Paesi entro il 2028, con il coinvolgimento di Gates Foundation, Rockefeller Foundation tramite Co-Develop, UNDP, Digital Public Goods Alliance, Banca Mondiale e altri soggetti. Il linguaggio è sempre lo stesso: inclusione, sicurezza, efficienza, protezione. Il meccanismo è altrettanto chiaro: ogni servizio passa da una credenziale.
La verifica dell’età è il primo lucchetto accettabile perché viene presentato come tutela dei bambini. Il wallet sarà il portachiavi. La DPI globale sarà l’edificio. Quando ogni accesso richiede una prova digitale, la rete smette di essere uno spazio libero e diventa una sequenza di autorizzazioni. Non serve abolire la libertà: basta amministrarla.
Versione integrale e approfondimenti su Substack | Carmen Tortora | http://t.me/carmen_tortora1
Substack
La catena digitale di Bruxelles: prima i minori, poi l’identità, infine l’accesso condizionato
Il nuovo lasciapassare digitale nasce con il pretesto della protezione
🤬16🔥9👍1
Forwarded from Toba 60
toba60
Genocidio Di Stato Rivisitato: Il Midazolam è Stato Utilizzato per Porre fine Prematuramente ai Malati di Covid e qui ne Abbiamo…
Fate bene attenzione a quello che avrete modo di leggere , abbiamo già pronte ulteriori documentazioni ufficiali riguardo la questione la quale in questo moment
🤬20🔥1
Forwarded from LEONARDO GUERRA (Leonardo Guerra)
Ventisette agenzie governative, e il numero è destinato a crescere.
Quando un dirigente di Palantir, diventato informatore, ci dice che l'azienda intende assumere il controllo del governo degli Stati Uniti, forse dovremmo credergli?
Non solo degli USA.
Palantir, 5G e vaccini, la nuova TRIMURTI SATANICA
https://x.com/JasonBassler1/status/2047337197691682832
Quando un dirigente di Palantir, diventato informatore, ci dice che l'azienda intende assumere il controllo del governo degli Stati Uniti, forse dovremmo credergli?
Non solo degli USA.
Palantir, 5G e vaccini, la nuova TRIMURTI SATANICA
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🔥12
Forwarded from 🔵⛔️ 𝕃𝕍𝕆𝔾ℝ𝕌ℙℙ𝕆.ℂ𝕆𝕄 ⛔️🔵
Ragazzi, nuovo video.
Il titolo è volutamente provocatorio: "Chemtrail? No. La Florida ha appena reso la geoingegneria un reato penale."
Perché la distinzione conta: i chemtrail sono una bufala. La Stratospheric Aerosol Injection — iniettare aerosol nella stratosfera per riflettere la radiazione solare — è tecnologia reale, con letteratura peer-reviewed e 60 milioni di dollari di finanziamenti. Una startup israeliano-americana con connessioni alla difesa ha annunciato esperimenti questo mese.
Nel frattempo: 37 Stati americani hanno proposto o approvato leggi per vietarla. La Commissione Europea ha raccomandato una moratoria ufficiale. Non esiste nessun trattato internazionale che regoli chi può modificare la stratosfera e con quali conseguenze per il clima di mezzo pianeta.
Chi decide? Oggi: nessuno. Esiste una startup con un aereo e sessanta milioni.
Lo analizzo da fisico — tutte le fonti sono in descrizione, tutto è verificabile.
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=IXYa6iArZHM
━━━━━━━━━━━━━━━━━━
📚 N3: https://www.amazon.it/dp/B0G3HZGBSR (Kindle) · https://www.amazon.it/dp/B0G3KX19DM (cartaceo)
📚 Operazione MK-Naomi: https://www.amazon.it/dp/B0FP5WQC1W (Kindle) · https://www.amazon.it/dp/B0FPB8WXRV (cartaceo)
✍️ Copia con dedica: cdonelli@hotmail.com
Il titolo è volutamente provocatorio: "Chemtrail? No. La Florida ha appena reso la geoingegneria un reato penale."
Perché la distinzione conta: i chemtrail sono una bufala. La Stratospheric Aerosol Injection — iniettare aerosol nella stratosfera per riflettere la radiazione solare — è tecnologia reale, con letteratura peer-reviewed e 60 milioni di dollari di finanziamenti. Una startup israeliano-americana con connessioni alla difesa ha annunciato esperimenti questo mese.
Nel frattempo: 37 Stati americani hanno proposto o approvato leggi per vietarla. La Commissione Europea ha raccomandato una moratoria ufficiale. Non esiste nessun trattato internazionale che regoli chi può modificare la stratosfera e con quali conseguenze per il clima di mezzo pianeta.
Chi decide? Oggi: nessuno. Esiste una startup con un aereo e sessanta milioni.
Lo analizzo da fisico — tutte le fonti sono in descrizione, tutto è verificabile.
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=IXYa6iArZHM
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Chemtrail? No. La Florida ha appena reso la geoingegneria un reato penale.
Per anni chi parlava delle chemtrails era un complottista. Oggi la Florida lo ha reso un reato penale.37 Stati americani hanno proposto o approvato leggi contro la geoingegneria atmosferica. La Commissione Europea ha ricevuto una raccomandazione formale di…
🔥11👍9❤3
Forwarded from Giubbe Rosse
Palantir pubblica il suo manifesto: armi IA, guerra e fine del pluralismo
Palantir ha pubblicato un manifesto in 22 punti che lega Silicon Valley, difesa e armi IA, spingendosi fino a criticare il pluralismo e a invocare un nuovo ruolo politico della tecnica
Fonte: DDay
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Palantir ha pubblicato un manifesto in 22 punti che lega Silicon Valley, difesa e armi IA, spingendosi fino a criticare il pluralismo e a invocare un nuovo ruolo politico della tecnica
Fonte: DDay
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🤬23
Forwarded from RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
‼️Il Ministero della Salute pian pianino sta ammettendo che per ogni vaccino (o quanto tale viene artificiosamente definito) ci vuole la prescrizione medica - imposta dal Legislatore UE nell’art. 71 Direttiva 2001/83 (come recepito nel D.Lgs 219/2006 art. 88) e nella rispettiva autorizzazione di immissione sul mercato con decisione della Commissione (Allegato II punto b)? Allora - come la mettiamo per i vaccini pediatrici?
La prescrizione medica è per legge una prerogativa del medico e non può essere sostituita da un piano nazionale vaccinale deciso da politici nell’ambito della Conferenza Permanente tra Stato, Regioni e Province autonome.
Il medico valuta il caso della specifica persona nonché l’appropriatezza di usare uno specifico prodotto vaccinale.
Il piano nazionale vaccinale si riferisce a intere categorie anonime della popolazione (p.e. bambini di una certa età) e non si riferisce ad uno specifico prodotto vaccinale!
Se, dunque, in caso di future pandemie dovrà essere valutata l’appropriatezza prescrittiva sulla base del profilo della specifica persona (come risulta dalle prime notizie - mi riservo ulteriori commenti non appena avrò il testo del piano pandemico deciso ieri) - come la mettiamo con l’infame obbligo vaccinale pediatrico?
Per ogni prodotto vaccinale pediatrico il Legislatore UE e nazionale, nonché l’autorizzazione di immissione sul mercato prevedono come condizione dell’applicazione la PRESCRIZIONE MEDICA!
Invece, in Italia - a prescindere dalla situazione individuale dello specifico bambino in relazione ad uno specifico prodotto vaccinale pediatrico, viene imposta la vaccinazione (persino off label per i vaccini esavalenti riguardo ai bambini di età oltre i 24 mesi) con brutale discriminazione dei bambini non vaccinati che rimangono esclusi dalle strutture per la prima infanzia e dalle scuole dell’infanzia.
Da ieri pende al TAR del Lazio, sede di Roma il primo processo (altri due seguono) in cui - insieme al collega Avv. Alessandro Fusillo - oltre ai decreti di esclusione dalle scuole dell’infanzia di bambini altoatesini/sudtirolesi, abbiamo chiesto - tra l’altro - anche l’accertamento dell’illegittimità dell’obbligo vaccinale pediatrico per grave violazione della normativa medicinale che ha efficacia di supremazia.
In totale sono tre i processi, che per regolamento di competenza da noi chiesto al Consiglio di Stato, sono ora trasferiti dal TAR di Bolzano al TAR di Roma, perché riguardano tutta una serie di atti illegittimi del Ministero della Salute - tra cui incredibili “errori di traduzione in lingua italiana” di decisioni di autorizzazione di immissione sul mercato della Commissione Europea.
Vi ricordate lo scandalo del testo tradotto in italiano sul greenpass deciso a livello dell’UE che escludeva la discriminazione dei “non vaccinati” … testo che si era perso? Cioè la versione in lingua italiana del Regolamento sul greenpass non corrispondeva alle altre versioni linguistiche e mancava proprio quel pezzo che escludeva la discriminazione.
Una situazione analoga di “deviazione della traduzione in lingua italiana” dal testo deciso a livello dell’UE, la abbiamo nel caso dei vaccini esavalenti pediatrici.
Sarebbe ora che il Ministro della Salute rispettasse il Diritto dei Medicinali anche per i vaccini pediatrici!
La prescrizione medica è per legge una prerogativa del medico e non può essere sostituita da un piano nazionale vaccinale deciso da politici nell’ambito della Conferenza Permanente tra Stato, Regioni e Province autonome.
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Il piano nazionale vaccinale si riferisce a intere categorie anonime della popolazione (p.e. bambini di una certa età) e non si riferisce ad uno specifico prodotto vaccinale!
Se, dunque, in caso di future pandemie dovrà essere valutata l’appropriatezza prescrittiva sulla base del profilo della specifica persona (come risulta dalle prime notizie - mi riservo ulteriori commenti non appena avrò il testo del piano pandemico deciso ieri) - come la mettiamo con l’infame obbligo vaccinale pediatrico?
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Da ieri pende al TAR del Lazio, sede di Roma il primo processo (altri due seguono) in cui - insieme al collega Avv. Alessandro Fusillo - oltre ai decreti di esclusione dalle scuole dell’infanzia di bambini altoatesini/sudtirolesi, abbiamo chiesto - tra l’altro - anche l’accertamento dell’illegittimità dell’obbligo vaccinale pediatrico per grave violazione della normativa medicinale che ha efficacia di supremazia.
In totale sono tre i processi, che per regolamento di competenza da noi chiesto al Consiglio di Stato, sono ora trasferiti dal TAR di Bolzano al TAR di Roma, perché riguardano tutta una serie di atti illegittimi del Ministero della Salute - tra cui incredibili “errori di traduzione in lingua italiana” di decisioni di autorizzazione di immissione sul mercato della Commissione Europea.
Vi ricordate lo scandalo del testo tradotto in italiano sul greenpass deciso a livello dell’UE che escludeva la discriminazione dei “non vaccinati” … testo che si era perso? Cioè la versione in lingua italiana del Regolamento sul greenpass non corrispondeva alle altre versioni linguistiche e mancava proprio quel pezzo che escludeva la discriminazione.
Una situazione analoga di “deviazione della traduzione in lingua italiana” dal testo deciso a livello dell’UE, la abbiamo nel caso dei vaccini esavalenti pediatrici.
Sarebbe ora che il Ministro della Salute rispettasse il Diritto dei Medicinali anche per i vaccini pediatrici!
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IN RIFERIMENTO AL POST
POCO PIÙ SOPRA
https://t.me/vvvvvinc/62096
👆👆👆
L'ESITO DI QUESTI PROCESSI E LE LORO CONSEGUENZE POSSIAMO DIRE , SENZA PAURA DI ESAGERARE, CHE SONO MOLTO, MOLTO IMPORTANTI!
PERÒ ATTENZIONE ABBIAMO SCRITTO "E LE LORO CONSEGUENZE" PERCHÈ OGGI NON BASTA PIÙ CHE SI VINCANO I PROCESSI, ANCHE QUANDO SI STABILISCE CHE I VACCINI, IN UN PROCESSO, HANNO UCCISO O AVVELENATO GRAVEMENTE QUALCUNO, POI NON CAMBIA NULLA, PER CUI LA SENTENZA DI PER SÈ NON HA ALCUNA UTILITÀ, PER CUI NON BASTERÀ CHE IL GIUDICE SENTENZI CHE È VERO CHE PER TUTTI I VACCINI COMPRESI QUELLI PEDIATRICI SERVE LA PRESCRIZIONE SERVIRÀ CHE LA SANITÀ E COSÌ ANCHE LA SCUOLA SI ADEGUINO, E INOLTRE CHE LA DECISIONE SU QUALE MEDICO DEBBA FARE O MENO TALE PRESCRIZIONE O INVECE NE DECRETI L'ESENZIONE, SIA DI LIBERA SCELTA DEI CITTADINI. NON PUÒ ACCADERE CHE POI CI SIANO SOLO ALCUNI MEDICI PRESCELTI E NOMINATI DISCRIMINATAMENTE AD HOC IN BASE A CRITERI TIPO SETTA DI MANIACI PSICOPATICI ASSASSINI VACCINISTI CHE POSSANO SOLO LORO FARE TALE PRESCRIZIONE O ESENZIONE.
QUINDI OGGI NON BASTA VINCERE I PROCESSI SERVE CHE L'ESITO CREI CAMBIAMENTI, E INVECE È CHAIRO CHE È SEMPRE MENO COSÌ.
NON SI CREANO CAMBIAMENTI, ANZI, NON SOLO NON BASTANO I PROCESSI MA NON BASTANO LE LEGGI, ANCHE QUANDO NAZISTE E BEN NOTE, E TI RITROVI GENITORI RICATTATI O MINACCIATI QUANDO PORTANO A SCUOLA BAMBINI NON VACCINATI ANCHE SE NON C'È ALCUN OBBLIGO DI VACCINAZIONI PER LA SCUOLA DELL'OBBLIGO.
È ORA CHE QUESTI AVVOCATI QUINDI NON SI PREOCCUPINO SOLO DI VINCERE LE CAUSE MA DI FAR SÌ CHE QUESTE DIVENTINO UN MOMENTO DI CAMBIAMENTO DELLA REALTÀ.
ALTRIMENTI RIMANE TUTTO UN ESERCIZIO TEORICO DEL CAZZO CHE DIMOSTRA SOLO QUELLO CHE SOSTENIAMO DA SEMPRE E CIOÈ CHE LA GIUSTIZIA, E ANCORA PIÙ LA LEGGE, QUANDO SEI IN PRESENZA DI UNA DITTATURA NAZICOM NON ESISTONO SE NON QUELLE VOLUTE DALLA DITTATURA.
POCO PIÙ SOPRA
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V_V
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