[Da un Guerriero V_V]
Parte4/6
I V_V MURALES SONO UN GESTO FORTE DI RIBELLIONE…
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[Da un Guerriero V_V]
Parte5/6
... e i giovani che hanno come unico riferimento il sistema menzognero hanno bisogno di un riferimento che gli mostri la Verità e come gridarla…
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[Da un Guerriero V_V]
Parte6/6
...e i V_V Murales di Verità hanno anche questa funzione😉🔥
Buona Lotta Sempre🔥✌️✌️
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OGGI DISPONIBILI AI SEGUENTI ORARI:
Sabato 06/06
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🔥 DENUNCIATO: Il senatore Ron Johnson critica aspramente il dottor Gralow riguardo alla provenienza dei finanziamenti della Società Americana di Oncologia Clinica.
"Ci hanno mentito. Ecco perché non abbiamo fiducia nella scienza."
"Non abbiamo fiducia nella scienza anche a causa di chi la finanzia."
"Milioni e milioni e milioni di dollari da Big Pharma."
CHD
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Forwarded from Davide Cenci
L'ELETTRICO COSTA MENO PERCHÉ NON HA MANUTENZIONE!!!
è la frase preferita dai fanatici delle auto a pile....
I LOVE CO₂ - Perché odiamo l'anidride carbonica?
in cartaceo qui:
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e come eBook qui:
https://www.amazon.it/dp/B0GS33KDF1
Come siamo arrivati a odiare due atomi di ossigeno e uno di carbonio?
Una molecola può realmente rappresentare l'intero cambiamento climatico del pianeta?
Non abbiamo sempre odiato l'anidride carbonica, ma ogni epoca sceglie i propri simboli e i propri nemici.
iscriviti
https://t.me/deprogrammazionementale
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Forwarded from 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗧𝗢
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Approvato il progetto dell’Eni, 42 pale alte 300 metri tra Porto Flavia, Pan di Zucchero e Carloforte!
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Forwarded from La Voce Libera 🗣️🔈
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🗓️ 6 giugno 2026
SOCIETÀ PRIMITIVA E SOCIETÀ: IL RITORNO ALL'ESSENZIALE COME VIA PER L'ARMONIA UMANA
L'essere umano nasce libero, cooperativo e orientato alla sopravvivenza. Per centinaia di migliaia di anni ha vissuto in piccoli gruppi dove i bisogni fondamentali erano semplici: trovare cibo, procurarsi acqua, costruire un riparo, proteggersi dal freddo e allevare i figli. In quella dimensione non esistevano le enormi strutture burocratiche, i sistemi finanziari globali, le gerarchie di potere e i complessi apparati giuridici che caratterizzano la società moderna. Esisteva invece una relazione diretta tra l'individuo, la comunità e la natura.
La società primitiva non era un paradiso perfetto. La vita era dura, le malattie erano frequenti e la sopravvivenza richiedeva impegno costante. Tuttavia, il principio fondamentale era chiaro: si prendeva dalla natura ciò che era necessario per vivere. L'accumulo non rappresentava il centro dell'esistenza. Nessuno aveva bisogno di possedere mille volte più di un altro per sentirsi sicuro. La ricchezza non era misurata dalla quantità di beni accumulati, ma dalla capacità del gruppo di garantire la sopravvivenza di tutti.
Con il passare dei secoli, l'agricoltura, la sedentarizzazione e la crescita delle popolazioni hanno trasformato radicalmente il rapporto tra gli esseri umani.
La produzione di surplus ha reso possibile l'accumulo di risorse. Dove esiste accumulo, nasce inevitabilmente il desiderio di controllo. Dove nasce il controllo, compare il potere. E dove esiste il potere, emergono conflitti per conquistarlo o difenderlo.
La società complessa si è costruita proprio su questa dinamica. Le comunità si sono trasformate in città, le città in Stati e gli Stati in grandi sistemi organizzati. Le relazioni umane sono diventate sempre più indirette. Le persone hanno iniziato a dipendere da istituzioni lontane, da mercati globali e da regole create da individui che spesso non conoscono personalmente.
In questo contesto nasce il sistema giuridico moderno.
Le leggi diventano necessarie perché gli interessi individuali e collettivi entrano continuamente in collisione. Più una società è complessa, più cresce il numero delle norme necessarie per regolarla. Contratti, proprietà, successioni, tasse, brevetti, regolamenti, procedure e codici diventano strumenti indispensabili per evitare che il conflitto degeneri nel caos, e che chi costruisce questo potere centralizzato possa perdere il controllo.
Ma questa necessità solleva una domanda fondamentale: se una società ha bisogno di migliaia di leggi per funzionare, non significa forse che si è allontanata dalla sua natura originaria?
La società contemporanea è dominata dalla logica della crescita continua. Si produce più del necessario, si consuma più del necessario e si desidera più del necessario. Il valore delle persone è misurato attraverso il possesso di beni materiali, il successo economico o il prestigio sociale. In questa corsa infinita, molti individui sperimentano ansia, solitudine, competizione permanente e perdita di significato.
L'avidità non è necessariamente una caratteristica naturale dell'essere umano. Può essere interpretata come una conseguenza di sistemi che premiano l'accumulo e trasformano il desiderio in motore dell'economia. Quando il possesso diventa il principale criterio di valore, la fratellanza si indebolisce e la competizione prende il suo posto.
Per questo motivo sempre più persone guardano con interesse all'idea di un ritorno all'essenziale. Non si tratta di tornare nelle caverne o di rinunciare alle conoscenze acquisite, si tratta piuttosto di recuperare alcuni principi della società primitiva mantenendo la consapevolezza sviluppata dall'umanità nel corso dei millenni.
Parte 1 - Parte 2
SOCIETÀ PRIMITIVA E SOCIETÀ: IL RITORNO ALL'ESSENZIALE COME VIA PER L'ARMONIA UMANA
L'essere umano nasce libero, cooperativo e orientato alla sopravvivenza. Per centinaia di migliaia di anni ha vissuto in piccoli gruppi dove i bisogni fondamentali erano semplici: trovare cibo, procurarsi acqua, costruire un riparo, proteggersi dal freddo e allevare i figli. In quella dimensione non esistevano le enormi strutture burocratiche, i sistemi finanziari globali, le gerarchie di potere e i complessi apparati giuridici che caratterizzano la società moderna. Esisteva invece una relazione diretta tra l'individuo, la comunità e la natura.
La società primitiva non era un paradiso perfetto. La vita era dura, le malattie erano frequenti e la sopravvivenza richiedeva impegno costante. Tuttavia, il principio fondamentale era chiaro: si prendeva dalla natura ciò che era necessario per vivere. L'accumulo non rappresentava il centro dell'esistenza. Nessuno aveva bisogno di possedere mille volte più di un altro per sentirsi sicuro. La ricchezza non era misurata dalla quantità di beni accumulati, ma dalla capacità del gruppo di garantire la sopravvivenza di tutti.
Con il passare dei secoli, l'agricoltura, la sedentarizzazione e la crescita delle popolazioni hanno trasformato radicalmente il rapporto tra gli esseri umani.
La produzione di surplus ha reso possibile l'accumulo di risorse. Dove esiste accumulo, nasce inevitabilmente il desiderio di controllo. Dove nasce il controllo, compare il potere. E dove esiste il potere, emergono conflitti per conquistarlo o difenderlo.
La società complessa si è costruita proprio su questa dinamica. Le comunità si sono trasformate in città, le città in Stati e gli Stati in grandi sistemi organizzati. Le relazioni umane sono diventate sempre più indirette. Le persone hanno iniziato a dipendere da istituzioni lontane, da mercati globali e da regole create da individui che spesso non conoscono personalmente.
In questo contesto nasce il sistema giuridico moderno.
Le leggi diventano necessarie perché gli interessi individuali e collettivi entrano continuamente in collisione. Più una società è complessa, più cresce il numero delle norme necessarie per regolarla. Contratti, proprietà, successioni, tasse, brevetti, regolamenti, procedure e codici diventano strumenti indispensabili per evitare che il conflitto degeneri nel caos, e che chi costruisce questo potere centralizzato possa perdere il controllo.
Ma questa necessità solleva una domanda fondamentale: se una società ha bisogno di migliaia di leggi per funzionare, non significa forse che si è allontanata dalla sua natura originaria?
La società contemporanea è dominata dalla logica della crescita continua. Si produce più del necessario, si consuma più del necessario e si desidera più del necessario. Il valore delle persone è misurato attraverso il possesso di beni materiali, il successo economico o il prestigio sociale. In questa corsa infinita, molti individui sperimentano ansia, solitudine, competizione permanente e perdita di significato.
L'avidità non è necessariamente una caratteristica naturale dell'essere umano. Può essere interpretata come una conseguenza di sistemi che premiano l'accumulo e trasformano il desiderio in motore dell'economia. Quando il possesso diventa il principale criterio di valore, la fratellanza si indebolisce e la competizione prende il suo posto.
Per questo motivo sempre più persone guardano con interesse all'idea di un ritorno all'essenziale. Non si tratta di tornare nelle caverne o di rinunciare alle conoscenze acquisite, si tratta piuttosto di recuperare alcuni principi della società primitiva mantenendo la consapevolezza sviluppata dall'umanità nel corso dei millenni.
Parte 1 - Parte 2
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