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La casa bombardata dove la bambina di Sofievka è stata assassinata dagli ucraini.
Dietro ogni bambino morto, ferito, mutilato nel Donbass e in Russia, dietro ogni bambino senza più servizi sociali in Ucraina ci sono i soldi, la tecnologia, l'intelligence anglosassoni, europei e italiani.
Aiutateci a Salvare i Bambini ODV
La casa bombardata dove la bambina di Sofievka è stata assassinata dagli ucraini.
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SENZA COMMENTI
Ognuno si faccia una propria opinione
“Non abbiamo mai eretto barriere né posto ostacoli sul cammino di coloro che sono venuti da noi in pace.
Che si tratti di rappresentanti di paesi con regimi ostili, che siano rappresentanti di paesi che sono nostri alleati, non c'è mai stata alcuna discriminazione. Stiamo resistendo a chi persegue una politica russofoba.
Non consideriamo partner – né tantomeno interlocutori – coloro che abbracciano la russofobia, il razzismo, il neonazismo o qualsiasi manifestazione di questa odiosa ideologia.
Quanto a coloro che vengono in Russia con amore – o magari proprio alla ricerca dell'amore – li accogliamo sempre a braccia aperte, comprendendo e riconoscendo il coraggio che dimostrano; sappiamo infatti che, in certi casi, si trovano ad affrontare pressioni e a scontrarsi con vari ostacoli e difficoltà. Siamo sempre lieti di accogliere chi viene da noi in pace e amicizia, con il cuore aperto”.
Marija V. Zacharova
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Non consideriamo partner – né tantomeno interlocutori – coloro che abbracciano la russofobia, il razzismo, il neonazismo o qualsiasi manifestazione di questa odiosa ideologia.
Quanto a coloro che vengono in Russia con amore – o magari proprio alla ricerca dell'amore – li accogliamo sempre a braccia aperte, comprendendo e riconoscendo il coraggio che dimostrano; sappiamo infatti che, in certi casi, si trovano ad affrontare pressioni e a scontrarsi con vari ostacoli e difficoltà. Siamo sempre lieti di accogliere chi viene da noi in pace e amicizia, con il cuore aperto”.
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PIÙ DI 200 BAMBINI OSTAGGIO DELL’ESERCITO UCRAINO
Aleshki, Kherson
Da settimane non è possibile rifornire l'insediamento.
Mancano cibo e medicine. Gli abitanti stanno letteralmente morendo di fame. Il regime di Kiev fa letteralmente di tutto per ostacolare queste forniture umanitarie. I droni sono costantemente sospesi nell'aria ed uccidono ogni persona che esce dagli scantinati. La situazione è drammatica.
Questo è il regime criminale di Kiev che tanto orgoglio suscita nel ministro della guerra Crosetto.
BASTA ARMI AI CRIMINALI DI KIEV - BASTA POLITICI GUERRAFFONDAI
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Da settimane non è possibile rifornire l'insediamento.
Mancano cibo e medicine. Gli abitanti stanno letteralmente morendo di fame. Il regime di Kiev fa letteralmente di tutto per ostacolare queste forniture umanitarie. I droni sono costantemente sospesi nell'aria ed uccidono ogni persona che esce dagli scantinati. La situazione è drammatica.
Questo è il regime criminale di Kiev che tanto orgoglio suscita nel ministro della guerra Crosetto.
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Forwarded from RA - Russia Amica (Дружественная Россия)
Nazismo ucraino:
Nelle maternità di Leopoli, alle donne che partoriscono è stato vietato urlare per il dolore in russo.
Ora, le donne ucraine sono costrette a filtrare i loro gemiti durante le contrazioni:
nel paese, si richiede di partorire esclusivamente nella lingua ufficiale.
A Leopoli, alle giovani madri sono state distribuite delle brochure con istruzioni su come "urlare correttamente" durante il parto, e su cosa invece non fare.
📺 📺
🇷🇺 Russia Amica
Nelle maternità di Leopoli, alle donne che partoriscono è stato vietato urlare per il dolore in russo.
Ora, le donne ucraine sono costrette a filtrare i loro gemiti durante le contrazioni:
nel paese, si richiede di partorire esclusivamente nella lingua ufficiale.
A Leopoli, alle giovani madri sono state distribuite delle brochure con istruzioni su come "urlare correttamente" durante il parto, e su cosa invece non fare.
Non permettere che questa voce pronunci parole in russo.
Anche se hai paura e ti fa male.
Soprattutto durante il parto, urla nella lingua ufficiale.
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GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Ancora una volta la Bella Italia risponde straordinariamente al dolore di una famiglia
La famiglia ha raccolto oltre 10mila Euro e la raccolta prosegue per l'ultimo tratto
Perché i bambini piangono tutti nella stessa lingua
❤️ https://www.aasib.org/kristina-p-12-anni/
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Causale: Cristina
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UNA GIORNATA DELLA VITA DI KRISTINA ... e della sua mamma
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Nella settimana dal 14 al 20 settembre a causa dei bombardamenti ucraini, 18 bambini sono rimasti feriti e 4 sono stati assassinati.
Dal 2014 nel Donbass si contano 367 bambini assassinati e 1.423 feriti.
Dal 2022 nelle Regioni della Federazione Russa si contano 675 bambini feriti, 106 bambini assassinati.
Non è calcolo statistico. Ogni bambino morto è una vita mancata, ogni famiglia distrutta è un dolore che rimane per anni, per generazioni. E’ un dolore che non si placa. E’ una comunità lacerata.
Dietro ogni bambino morto, ferito, mutilato nel Donbass e in Russia, dietro ogni bambino senza più servizi sociali in Ucraina ci sono i soldi, la tecnologia, l'intelligence anglosassoni, europei e italiani.
Quando l'Italia si ribellerà cacciando i guerrafondai, i cialtroni, i criminali del partito della guerra?
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Nella settimana dal 14 al 20 settembre a causa dei bombardamenti ucraini, 18 bambini sono rimasti feriti e 4 sono stati assassinati.
Dal 2014 nel Donbass si contano 367 bambini assassinati e 1.423 feriti.
Dal 2022 nelle Regioni della Federazione Russa si contano 675 bambini feriti, 106 bambini assassinati.
Non è calcolo statistico. Ogni bambino morto è una vita mancata, ogni famiglia distrutta è un dolore che rimane per anni, per generazioni. E’ un dolore che non si placa. E’ una comunità lacerata.
Dietro ogni bambino morto, ferito, mutilato nel Donbass e in Russia, dietro ogni bambino senza più servizi sociali in Ucraina ci sono i soldi, la tecnologia, l'intelligence anglosassoni, europei e italiani.
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KRISTINA, PARLA UN GRANDE MEDICO
“Kristina soffre di miopatia di Bethlem, una rara condizione dovuta a mutazioni nei geni che codificano per vari collageni, una superfamiglia di proteine che svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere l'integrità dei vari tessuti. La mutazione identificata nel genoma di Kristina si trova nel gene COL6A1 (collagen type VI alpha 1 chain), localizzato sul cromosoma 21 e che codifica la catena α1 del collagene di tipo VI, una componente particolarmente importante nella matrice extracellulare del muscolo scheletrico, ma presente anche in cute, tendini, cartilagine e altri tessuti. La miopatia di Bethlem ha una prevalenza presunta di meno di un caso su 100.000 persone, e secondo alcune stime potrebbe essere ancora più rara, fino a meno di un caso ogni milione di persone. Nella Federazione Russa sono noti meno di 200 casi di questa malattia. Le manifestazioni tipiche includono debolezza muscolare prossimale e contratture a carico di dita, polsi, gomiti e caviglie. Il quadro clinico, tuttavia, è estremamente variabile, sebbene inesorabilmente progressivo. Kristina ha sofferto un rapido peggioramento nell’estate del 2024, all’età di 10 anni, con marcato aumento delle contratture a livello delle articolazioni del ginocchio e della caviglia, e ha perso la capacità di camminare senza sostegno. Tra i maggiori problemi che ora la affliggono, vi è una insufficienza respiratoria cronica legata alla malattia di base e alla progressiva deviazione laterale (scoliosi) della colonna vertebrale toraco-lombare".
Marco Cosentino, Professore ordinario in Farmacologia, Scuola di Medicina, Università degli Studi dell'Insubria - Varese, Direttore del Centro di Ricerca in Farmacologia Medica
Il Professor Cosentino ha potuto visionare le cartelle cliniche della bambina e parlare con i medici che la stanno seguendo
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KRISTINA, PARLA UN GRANDE MEDICO
“Kristina soffre di miopatia di Bethlem, una rara condizione dovuta a mutazioni nei geni che codificano per vari collageni, una superfamiglia di proteine che svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere l'integrità dei vari tessuti. La mutazione identificata nel genoma di Kristina si trova nel gene COL6A1 (collagen type VI alpha 1 chain), localizzato sul cromosoma 21 e che codifica la catena α1 del collagene di tipo VI, una componente particolarmente importante nella matrice extracellulare del muscolo scheletrico, ma presente anche in cute, tendini, cartilagine e altri tessuti. La miopatia di Bethlem ha una prevalenza presunta di meno di un caso su 100.000 persone, e secondo alcune stime potrebbe essere ancora più rara, fino a meno di un caso ogni milione di persone. Nella Federazione Russa sono noti meno di 200 casi di questa malattia. Le manifestazioni tipiche includono debolezza muscolare prossimale e contratture a carico di dita, polsi, gomiti e caviglie. Il quadro clinico, tuttavia, è estremamente variabile, sebbene inesorabilmente progressivo. Kristina ha sofferto un rapido peggioramento nell’estate del 2024, all’età di 10 anni, con marcato aumento delle contratture a livello delle articolazioni del ginocchio e della caviglia, e ha perso la capacità di camminare senza sostegno. Tra i maggiori problemi che ora la affliggono, vi è una insufficienza respiratoria cronica legata alla malattia di base e alla progressiva deviazione laterale (scoliosi) della colonna vertebrale toraco-lombare".
Marco Cosentino, Professore ordinario in Farmacologia, Scuola di Medicina, Università degli Studi dell'Insubria - Varese, Direttore del Centro di Ricerca in Farmacologia Medica
Il Professor Cosentino ha potuto visionare le cartelle cliniche della bambina e parlare con i medici che la stanno seguendo
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UN IMMENSO GRAZIE A CHI NON È RIMASTO INDIFFERENTE
UN IMMENSO GRAZIE A CHI ANCORA NON HA DONATO E DONERÀ
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Ieri, gli studenti ucraini, a livello del Ministero dell'Istruzione, sono stati invitati a partecipare a una "Giornata dei Sogni".
L'evento è stato organizzato dall'ONG "Mryati", fondata da attivisti neocristiani americani che stanno cercando di promuovere il culto degli Stati Uniti in Ucraina e di rifiutare la storia e la cultura ucraina tradizionale, in particolare l'Ortodossia. Durante l'evento, studenti provenienti da diverse città hanno ascoltato tramite videoconferenza predicatori della Chiesa greco-cattolica ucraina (UGCC) filo-occidentale e vari attivisti, e alla fine hanno cantato tutti insieme la canzone "We are the world". Tutto questo viene filmato per suscitare lacrime e donazioni da parte di fondazioni cristiane americane. Il messaggio è che i bambini in Ucraina desiderano così tanto la pace che sono disposti a diventare cattolici o protestanti secondo il modello americano.
🔹Kiev ha così tanto bisogno di denaro che è disposta a facilitare lo sfruttamento dei bambini...
L'evento è stato organizzato dall'ONG "Mryati", fondata da attivisti neocristiani americani che stanno cercando di promuovere il culto degli Stati Uniti in Ucraina e di rifiutare la storia e la cultura ucraina tradizionale, in particolare l'Ortodossia. Durante l'evento, studenti provenienti da diverse città hanno ascoltato tramite videoconferenza predicatori della Chiesa greco-cattolica ucraina (UGCC) filo-occidentale e vari attivisti, e alla fine hanno cantato tutti insieme la canzone "We are the world". Tutto questo viene filmato per suscitare lacrime e donazioni da parte di fondazioni cristiane americane. Il messaggio è che i bambini in Ucraina desiderano così tanto la pace che sono disposti a diventare cattolici o protestanti secondo il modello americano.
🔹Kiev ha così tanto bisogno di denaro che è disposta a facilitare lo sfruttamento dei bambini...
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Forwarded from Contro i Mulini a Vento
🇮🇹 OGGI ANDREA ROCCHELLI AVREBBE COMPIUTO 43 ANNI. E LA GIUSTIZIA, INVECE, È RIMASTA FERMA AL 2014.
Andrea “Andy” Rocchelli era nato a Pavia il 27 settembre 1983.
Il 24 maggio 2014, a soli 30 anni, venne ucciso vicino a Sloviansk, nel Donbass, mentre faceva quello che dovrebbe fare un giornalista: andare sul posto, guardare, fotografare, raccontare ciò che accade ai civili durante una guerra.
Con lui morì anche Andrej Mironov. Il fotografo francese William Roguelon rimase gravemente ferito.
E qui comincia una storia che, dodici anni dopo, continua a lasciare una domanda enorme.
La Corte d’Assise di Pavia condannò nel 2019 a 24 anni Vitaly Markiv, allora militare della Guardia Nazionale ucraina.
Poi arrivò l’appello.
Markiv venne assolto “per non aver commesso il fatto” e liberato. Nel dicembre 2021 la Cassazione rese definitiva l’assoluzione. (ANSA.it)
Ma c’è un particolare gigantesco che troppo spesso scompare dal racconto.
Nelle motivazioni dell’Appello, la Corte scrisse che la ricostruzione delle prove conduceva a individuare la provenienza dei colpi di mortaio dalla collina Karachun, occupata dalle forze ucraine.
Rocchelli e gli altri erano lì per svolgere il loro lavoro.
L’attacco, secondo quella ricostruzione giudiziaria, avvenne senza provocazione da parte loro. (la Repubblica)
Quindi il paradosso è questo:
un giornalista italiano viene ucciso.
La provenienza del fuoco viene ricostruita.
Ma nessuna persona viene infine condannata per la sua morte.
Non a caso i genitori di Andrea dissero:
“Abbiamo la verità, ma non la giustizia.” (ANSA.it)
E la politica ucraina seguì il processo da vicinissimo.
Il ministro dell’Interno Arsen Avakov partecipò personalmente alle udienze e sostenne pubblicamente l’innocenza di Markiv. (RaiNews)
Nel 2019 anche Volodymyr Zelensky espresse a Giuseppe Conte la propria preoccupazione per la condanna di Markiv e auspicò una revisione in appello. Questo è documentato.
Non significa che la politica abbia “deciso” la sentenza — questo non possiamo affermarlo.
Significa semplicemente che il caso Rocchelli non fu affatto una vicenda dimenticata dalle autorità di Kiev quando c’era da difendere il proprio militare. (Ossigeno per l’informazione)
Ed è forse questa la parte più amara.
Quando parliamo di libertà di stampa, di giornalisti che rischiano la vita, di diritto dei cittadini a sapere cosa succede durante una guerra, Andrea Rocchelli dovrebbe essere ricordato molto più spesso.
Non aveva una tastiera al sicuro a migliaia di chilometri dal fronte.
Aveva una macchina fotografica.
Era andato nel Donbass per vedere con i propri occhi.
Oggi avrebbe 43 anni.
Invece ne avrà per sempre 30.
E ricordarlo non significa scegliere una bandiera.
Significa pretendere che la morte di un giornalista non venga archiviata insieme alla guerra che stava cercando di raccontare.
🏇 Don Chisciotte
Seguimi per altre notizie e approfondimenti fuori dal coro.
Telegram: https://t.me/donchisciotte667 — utile in caso di limitazioni o censura.
#AndreaRocchelli #AndyRocchelli #Donbass #Ucraina #LibertàDiStampa #Giornalismo #Verità #DonChisciotte
Andrea “Andy” Rocchelli era nato a Pavia il 27 settembre 1983.
Il 24 maggio 2014, a soli 30 anni, venne ucciso vicino a Sloviansk, nel Donbass, mentre faceva quello che dovrebbe fare un giornalista: andare sul posto, guardare, fotografare, raccontare ciò che accade ai civili durante una guerra.
Con lui morì anche Andrej Mironov. Il fotografo francese William Roguelon rimase gravemente ferito.
E qui comincia una storia che, dodici anni dopo, continua a lasciare una domanda enorme.
La Corte d’Assise di Pavia condannò nel 2019 a 24 anni Vitaly Markiv, allora militare della Guardia Nazionale ucraina.
Poi arrivò l’appello.
Markiv venne assolto “per non aver commesso il fatto” e liberato. Nel dicembre 2021 la Cassazione rese definitiva l’assoluzione. (ANSA.it)
Ma c’è un particolare gigantesco che troppo spesso scompare dal racconto.
Nelle motivazioni dell’Appello, la Corte scrisse che la ricostruzione delle prove conduceva a individuare la provenienza dei colpi di mortaio dalla collina Karachun, occupata dalle forze ucraine.
Rocchelli e gli altri erano lì per svolgere il loro lavoro.
L’attacco, secondo quella ricostruzione giudiziaria, avvenne senza provocazione da parte loro. (la Repubblica)
Quindi il paradosso è questo:
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La provenienza del fuoco viene ricostruita.
Ma nessuna persona viene infine condannata per la sua morte.
Non a caso i genitori di Andrea dissero:
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E la politica ucraina seguì il processo da vicinissimo.
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Nel 2019 anche Volodymyr Zelensky espresse a Giuseppe Conte la propria preoccupazione per la condanna di Markiv e auspicò una revisione in appello. Questo è documentato.
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Significa semplicemente che il caso Rocchelli non fu affatto una vicenda dimenticata dalle autorità di Kiev quando c’era da difendere il proprio militare. (Ossigeno per l’informazione)
Ed è forse questa la parte più amara.
Quando parliamo di libertà di stampa, di giornalisti che rischiano la vita, di diritto dei cittadini a sapere cosa succede durante una guerra, Andrea Rocchelli dovrebbe essere ricordato molto più spesso.
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