LEVANTE 14.05.2026 🔴Cina-USA-Russia contro Germania-Ue
Mentre Trump è a Pechino e il mondo intero trattiene il fiato, spunta all’improvviso Mario Draghi il cui intervento al Forum Europa ad Aquisgrana, in Germania, non è per niente casuale. “Per la prima volta noi europei siamo davvero soli” e, in estrema sintesi, ha dichiarato il drago nazionale, si deve trasformare l’Europa da…
https://casadelsole.tv/levante-14-05-2026-🔴cina-usa-russia-contro-germania-ue/
Mentre Trump è a Pechino e il mondo intero trattiene il fiato, spunta all’improvviso Mario Draghi il cui intervento al Forum Europa ad Aquisgrana, in Germania, non è per niente casuale. “Per la prima volta noi europei siamo davvero soli” e, in estrema sintesi, ha dichiarato il drago nazionale, si deve trasformare l’Europa da…
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CasaDelSoleTG 14.05.26 🔴 Cina-USA al tavolo l’Europa sceglie le armi
– ABBONATI! 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Xi e Trump, prove di equilibrio globale di Gionata Chatillard – Draghi ad Aquisgrana: l’Europa si arma contro la Russia di Margherita Furlan – Bruxelles contro Patriarca Kirill e Satan II di Margherita Furlan – Mandato d’arresto russo per l’ex ministro inglese Ben Wallace di Jeff Hoffman…
https://casadelsole.tv/casadelsoletg-14-05-26-🔴-cina-usa-al-tavolo-leuropa-sceglie-le-armi/
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Draghi ad Aquisgrana: l’Europa si arma contro la Russia
di Margherita Furlan
C’è una frase che vale come confessione: «per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme». La pronuncia Mario Draghi, oggi 14 maggio, nel municipio di Aquisgrana, ricevendo il Premio Carlo Magno 2026 davanti al cancelliere Merz, al premier greco Mitsotakis, alla presidente della Commissione von der Leyen e alla governatrice della Bce Lagarde. Per l’Italia siede in sala il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Al riconoscimento si accompagna un assegno da un milione di euro destinato a progetti europei. Ma il vero contenuto della giornata non è il premio: è il programma politico che Draghi consegna alla platea dei volenterosi...
di Margherita Furlan
C’è una frase che vale come confessione: «per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme». La pronuncia Mario Draghi, oggi 14 maggio, nel municipio di Aquisgrana, ricevendo il Premio Carlo Magno 2026 davanti al cancelliere Merz, al premier greco Mitsotakis, alla presidente della Commissione von der Leyen e alla governatrice della Bce Lagarde. Per l’Italia siede in sala il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Al riconoscimento si accompagna un assegno da un milione di euro destinato a progetti europei. Ma il vero contenuto della giornata non è il premio: è il programma politico che Draghi consegna alla platea dei volenterosi...
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Reattori nucleari nel cargo russo affondato
di Margherita Furlan
L'Ursa Major, il mercantile russo colato a picco il 23 dicembre 2024 nel Mediterraneo occidentale, al largo delle coste spagnole nei pressi di Murcia, non trasportava un carico ordinario. Secondo una ricostruzione pubblicata da El País e confermata dalla CNN, a bordo ci sarebbero stati componenti di reattori nucleari destinati alla Corea del Nord. Pyongyang li attendeva, Mosca li aveva spediti. Ma la nave non è mai arrivata...
di Margherita Furlan
L'Ursa Major, il mercantile russo colato a picco il 23 dicembre 2024 nel Mediterraneo occidentale, al largo delle coste spagnole nei pressi di Murcia, non trasportava un carico ordinario. Secondo una ricostruzione pubblicata da El País e confermata dalla CNN, a bordo ci sarebbero stati componenti di reattori nucleari destinati alla Corea del Nord. Pyongyang li attendeva, Mosca li aveva spediti. Ma la nave non è mai arrivata...
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Washington vuole tre basi sovrane in Groenlandia
di Margherita Furlan
Gli Stati Uniti trattano con la Danimarca per aprire tre nuove installazioni militari nel sud della Groenlandia. Secondo un'inchiesta della BIBISSI, i negoziati vanno avanti in modo riservato da metà gennaio, con almeno cinque incontri fra il funzionario del Dipartimento di Stato, Michael Needham, l'ambasciatore danese a Washington, Jesper Møller Sørensen, e il diplomatico groenlandese Jacob Isbosethsen. La Casa Bianca si è detta «molto ottimista» sulla direzione dei colloqui...
di Margherita Furlan
Gli Stati Uniti trattano con la Danimarca per aprire tre nuove installazioni militari nel sud della Groenlandia. Secondo un'inchiesta della BIBISSI, i negoziati vanno avanti in modo riservato da metà gennaio, con almeno cinque incontri fra il funzionario del Dipartimento di Stato, Michael Needham, l'ambasciatore danese a Washington, Jesper Møller Sørensen, e il diplomatico groenlandese Jacob Isbosethsen. La Casa Bianca si è detta «molto ottimista» sulla direzione dei colloqui...
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Palantir avrà accesso illimitato ai dati sanitari britannici
di Margherita Furlan
L'azienda fondata da Peter Thiel ottiene l'ingresso nel sistema sanitario nazionale del Regno Unito. Secondo il Guardian e Digital Health, Palantir riceverà accesso ai dati dei pazienti senza le restrizioni previste nei contratti precedenti. La notizia ha sollevato un'ondata di proteste sulla privacy, sulla sorveglianza e sulla cessione d’informazioni sensibili a un'impresa che lavora a stretto contatto con gli apparati di intelligence e di difesa occidentali, a partire dal Pentagono e dai servizi israeliani...
di Margherita Furlan
L'azienda fondata da Peter Thiel ottiene l'ingresso nel sistema sanitario nazionale del Regno Unito. Secondo il Guardian e Digital Health, Palantir riceverà accesso ai dati dei pazienti senza le restrizioni previste nei contratti precedenti. La notizia ha sollevato un'ondata di proteste sulla privacy, sulla sorveglianza e sulla cessione d’informazioni sensibili a un'impresa che lavora a stretto contatto con gli apparati di intelligence e di difesa occidentali, a partire dal Pentagono e dai servizi israeliani...
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Beirut denuncia Teheran al Consiglio di sicurezza
di Margherita Furlan
Il Libano ha presentato una protesta formale alle Nazioni Unite contro la Repubblica Islamica. Beirut accusa Teheran di aver violato la sovranità nazionale, trascinando il Paese dei Cedri nel conflitto con Israele attraverso le attività del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, contro la volontà delle istituzioni libanesi.
Beirut denuncia anche il rifiuto dell'ambasciatore iraniano Mohammad Reza Sheibani di lasciare il Paese entro il 29 marzo, dopo essere stato dichiarato persona non grata: una violazione della Convenzione di Vienna che il governo libanese intende far valere in sede internazionale...
di Margherita Furlan
Il Libano ha presentato una protesta formale alle Nazioni Unite contro la Repubblica Islamica. Beirut accusa Teheran di aver violato la sovranità nazionale, trascinando il Paese dei Cedri nel conflitto con Israele attraverso le attività del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, contro la volontà delle istituzioni libanesi.
Beirut denuncia anche il rifiuto dell'ambasciatore iraniano Mohammad Reza Sheibani di lasciare il Paese entro il 29 marzo, dopo essere stato dichiarato persona non grata: una violazione della Convenzione di Vienna che il governo libanese intende far valere in sede internazionale...
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Bruxelles contro Patriarca Kirill e Satan II
di Margherita Furlan
Con Orbán fuori dai giochi, Bruxelles si prepara a colpire il patriarca della Chiesa ortodossa russa. Nel 2022 la Commissione europea lo aveva già inserito nella proposta del sesto pacchetto sanzionatorio, definendolo uno dei più importanti sostenitori dell'aggressione militare russa all'Ucraina. Budapest aveva posto il veto invocando la libertà religiosa, un blocco che si era esteso per 14 pacchetti successivi...
di Margherita Furlan
Con Orbán fuori dai giochi, Bruxelles si prepara a colpire il patriarca della Chiesa ortodossa russa. Nel 2022 la Commissione europea lo aveva già inserito nella proposta del sesto pacchetto sanzionatorio, definendolo uno dei più importanti sostenitori dell'aggressione militare russa all'Ucraina. Budapest aveva posto il veto invocando la libertà religiosa, un blocco che si era esteso per 14 pacchetti successivi...
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L'Iran accusa gli Emirati di sabotare i BRICS
di Margherita Furlan
La frattura fra Teheran e Abu Dhabi è arrivata fin dentro il cuore del blocco multipolare. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, sherpa di Teheran per i BRICS, ha dichiarato alla vigilia del vertice ministeriale di New Delhi che un «Paese confinante membro del raggruppamento» pretende di inserire nella dichiarazione finale una condanna esplicita dell'Iran, impedendo qualsiasi posizione unitaria sul conflitto in Asia occidentale. Non ha fatto il nome, ma gli Emirati Arabi Uniti sono l'unico Stato BRICS che confina con l'Iran e che ha subito la rappresaglia missilistica iraniana dopo aver ospitato le basi da cui è partita l'aggressione israelo-statunitense...
di Margherita Furlan
La frattura fra Teheran e Abu Dhabi è arrivata fin dentro il cuore del blocco multipolare. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, sherpa di Teheran per i BRICS, ha dichiarato alla vigilia del vertice ministeriale di New Delhi che un «Paese confinante membro del raggruppamento» pretende di inserire nella dichiarazione finale una condanna esplicita dell'Iran, impedendo qualsiasi posizione unitaria sul conflitto in Asia occidentale. Non ha fatto il nome, ma gli Emirati Arabi Uniti sono l'unico Stato BRICS che confina con l'Iran e che ha subito la rappresaglia missilistica iraniana dopo aver ospitato le basi da cui è partita l'aggressione israelo-statunitense...
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BRICS a New Delhi: il vertice che misura il multipolarismo
di Margherita Furlan
Oggi e domani New Delhi ospita la riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, il primo appuntamento ministeriale di peso sotto la presidenza indiana del 2026. Presieduto dal ministro degli Esteri Jaishankar, il vertice riunisce i rappresentanti dei dieci Paesi membri, fra cui il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il russo Sergej Lavrov, entrambi atterrati nella capitale indiana ieri sera. Presenti anche le delegazioni dei dieci Paesi partner, dal Kazakhstan alla Malesia, dalla Nigeria a Cuba...
di Margherita Furlan
Oggi e domani New Delhi ospita la riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, il primo appuntamento ministeriale di peso sotto la presidenza indiana del 2026. Presieduto dal ministro degli Esteri Jaishankar, il vertice riunisce i rappresentanti dei dieci Paesi membri, fra cui il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il russo Sergej Lavrov, entrambi atterrati nella capitale indiana ieri sera. Presenti anche le delegazioni dei dieci Paesi partner, dal Kazakhstan alla Malesia, dalla Nigeria a Cuba...
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Mandato d’arresto russo per l’ex ministro inglese Ben Wallace
di Jeff Hoffman
Il Ministero degli Interni di Mosca ha iscritto Ben Wallace, già titolare della Difesa di Sua Maestà britannica dal 2019 al 2023, nel registro dei ricercati federali. L'accusa, secondo quanto riferito dall'agenzia TASS citando fonti delle forze dell'ordine russe, riguarderebbe un procedimento penale legato al terrorismo. Al centro: le dichiarazioni pubbliche con cui Wallace, negli anni del suo mandato e anche dopo, ha sostenuto apertamente l'invio di armi a Kiev e l'addestramento delle forze ucraine...
di Jeff Hoffman
Il Ministero degli Interni di Mosca ha iscritto Ben Wallace, già titolare della Difesa di Sua Maestà britannica dal 2019 al 2023, nel registro dei ricercati federali. L'accusa, secondo quanto riferito dall'agenzia TASS citando fonti delle forze dell'ordine russe, riguarderebbe un procedimento penale legato al terrorismo. Al centro: le dichiarazioni pubbliche con cui Wallace, negli anni del suo mandato e anche dopo, ha sostenuto apertamente l'invio di armi a Kiev e l'addestramento delle forze ucraine...
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Xi e Trump, prove di equilibrio globale
di Gionata Chatillard
Sotto la foschia densa di Pechino e con Piazza Tiananmen blindata, Xi Jinping ha accolto Donald Trump con tutta la liturgia riservata agli appuntamenti destinati a lasciare un segno. Il tappeto rosso, i 21 colpi di cannone e la guardia d’onore dell’Esercito Popolare di Liberazione hanno dato alla scena il tono delle grandi occasioni. È infatti stato il primo incontro di questo livello dopo 9 anni, motivo per cui la stampa internazionale ha definito l’appuntamento come il “vertice del nuovo ordine mondiale”. Anche perché lo stesso Trump, poche ore prima, aveva ridotto l’architettura globale a 2 sole superpotenze - Stati Uniti e Cina - lasciando implicitamente la Russia fuori dall’equazione...
di Gionata Chatillard
Sotto la foschia densa di Pechino e con Piazza Tiananmen blindata, Xi Jinping ha accolto Donald Trump con tutta la liturgia riservata agli appuntamenti destinati a lasciare un segno. Il tappeto rosso, i 21 colpi di cannone e la guardia d’onore dell’Esercito Popolare di Liberazione hanno dato alla scena il tono delle grandi occasioni. È infatti stato il primo incontro di questo livello dopo 9 anni, motivo per cui la stampa internazionale ha definito l’appuntamento come il “vertice del nuovo ordine mondiale”. Anche perché lo stesso Trump, poche ore prima, aveva ridotto l’architettura globale a 2 sole superpotenze - Stati Uniti e Cina - lasciando implicitamente la Russia fuori dall’equazione...
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Sospese le sanzioni a Francesca Albanese
di Jeff Hoffman
Ieri, 13 maggio, un tribunale federale di Washington ha bloccato le sanzioni contro la relatrice dell’ONU Francesca Albanese, ritenendo che violassero il Primo Emendemento.
Il magistrato Richard Leon, di orientamento repubblicano, ha sospeso le sanzioni imposte dal Segretario di Stato Marco Rubio contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, in vigore dal luglio 2025 vietando l’accesso a qualsiasi attività operativa negli Stati Uniti...
di Jeff Hoffman
Ieri, 13 maggio, un tribunale federale di Washington ha bloccato le sanzioni contro la relatrice dell’ONU Francesca Albanese, ritenendo che violassero il Primo Emendemento.
Il magistrato Richard Leon, di orientamento repubblicano, ha sospeso le sanzioni imposte dal Segretario di Stato Marco Rubio contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, in vigore dal luglio 2025 vietando l’accesso a qualsiasi attività operativa negli Stati Uniti...
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Draghi ad Aquisgrana: l’Europa si arma contro la Russia
di Margherita Furlan
C’è una frase che vale come confessione: «per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme». La pronuncia Mario Draghi, oggi 14 maggio, nel municipio di Aquisgrana, ricevendo il Premio Carlo Magno 2026 davanti al cancelliere Merz, al premier greco Mitsotakis, alla presidente della Commissione von der Leyen e alla governatrice della Bce Lagarde. Per l’Italia siede in sala il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Al riconoscimento si accompagna un assegno da un milione di euro destinato a progetti europei. Ma il vero contenuto della giornata non è il premio: è il programma politico che Draghi consegna alla platea dei volenterosi.
L’ex presidente della Bce parte da un dato e lo trasforma in dottrina. Il dato è quello degli investimenti necessari al continente: la stima di ottocento miliardi di euro l’anno di spesa strategica aggiuntiva è salita, con gli impegni in materia di armamenti degli ultimi anni, a quasi milleduecento miliardi annui. La dottrina è quella che lui stesso battezza «federalismo pragmatico». Tradotto: i ventisette Stati membri non riescono più a decidere insieme, dunque chi vuole muoversi proceda per conto proprio, dentro coalizioni ristrette, costruendo istituzioni comuni con autorità reale. Il modello è l’euro. L’obiettivo è la difesa.
Draghi mette in fila le tre dipendenze che reggono la postura europea. Quella commerciale: la quota dell’export sul PIL dell’area euro è passata dal trentuno al cinquantacinque per cento dal 1999, mentre Stati Uniti e Cina sono rimasti relativamente chiusi. Quella energetica e tecnologica: il sessanta per cento delle importazioni di gas liquefatto arriva dagli Stati Uniti, metà del risparmio europeo gestito attraverso fondi locali finisce reinvestito oltre atlantico, la spesa europea in ricerca e sviluppo militare è un decimo di quella americana, i governi del continente comprano armamenti statunitensi per quaranta-settanta miliardi l’anno. Quella di sicurezza: «per la prima volta dal 1949 gli Stati Uniti potrebbero non garantire più la nostra difesa alle condizioni che davamo per scontate». Pechino, aggiunge l’ex premier, non offre un’ancora alternativa, perché «sostiene direttamente il nostro avversario, la Russia». Resta dunque una sola strada: armarsi e farlo in fretta, con coalizioni di volenterosi e dando finalmente sostanza operativa all’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione, la clausola di difesa reciproca finora rimasta sulla carta.
Cui prodest, dunque. La risposta non è difficile da leggere se si guarda chi siede in sala e chi resta fuori dall’inquadratura. Dentro la sala ci sono Berlino e Parigi, che sul riarmo continentale hanno costruito la propria nuova centralità: la Germania da sola, ricorda Draghi, entro fine decennio spenderà in armamenti quanto la Russia mobilitata oggi su economia di guerra. Fuori dall’inquadratura ci sono Roma, Madrid, Lisbona, Atene: i Paesi mediterranei, esclusi dal nocciolo duro delle «coalizioni ristrette», invitati implicitamente a seguire il treno tedesco o a restare ai margini. Il «federalismo pragmatico» non è un progetto di sovranità europea: è la formalizzazione di una geometria variabile dove a decidere sono i Paesi con i bilanci della difesa più gonfi e l’industria bellica più strutturata. Per l’Italia significa: continuare a comprare F-35, sistemi Patriot, munizionamento prodotto altrove, mentre la base industriale resta subordinata. La cornice Mattei-Moro-Craxi, che assegnava al Paese una funzione di ponte mediterraneo e di interlocuzione autonoma con il mondo arabo, qui scompare. Restano Sigonella, Aviano, Ghedi e la dipendenza che il discorso di Aquisgrana certifica come dato di fondo del prossimo decennio.
Il federalismo pragmatico, dietro l’eleganza accademica della formula, è il vestito istituzionale di un riarmo continentale che non chiede più il permesso ai parlamenti nazionali. E che ha un nemico designato: la Russia, ricordata da Draghi non come interlocutore ma come «nostro avversario».
di Margherita Furlan
C’è una frase che vale come confessione: «per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme». La pronuncia Mario Draghi, oggi 14 maggio, nel municipio di Aquisgrana, ricevendo il Premio Carlo Magno 2026 davanti al cancelliere Merz, al premier greco Mitsotakis, alla presidente della Commissione von der Leyen e alla governatrice della Bce Lagarde. Per l’Italia siede in sala il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Al riconoscimento si accompagna un assegno da un milione di euro destinato a progetti europei. Ma il vero contenuto della giornata non è il premio: è il programma politico che Draghi consegna alla platea dei volenterosi.
L’ex presidente della Bce parte da un dato e lo trasforma in dottrina. Il dato è quello degli investimenti necessari al continente: la stima di ottocento miliardi di euro l’anno di spesa strategica aggiuntiva è salita, con gli impegni in materia di armamenti degli ultimi anni, a quasi milleduecento miliardi annui. La dottrina è quella che lui stesso battezza «federalismo pragmatico». Tradotto: i ventisette Stati membri non riescono più a decidere insieme, dunque chi vuole muoversi proceda per conto proprio, dentro coalizioni ristrette, costruendo istituzioni comuni con autorità reale. Il modello è l’euro. L’obiettivo è la difesa.
Draghi mette in fila le tre dipendenze che reggono la postura europea. Quella commerciale: la quota dell’export sul PIL dell’area euro è passata dal trentuno al cinquantacinque per cento dal 1999, mentre Stati Uniti e Cina sono rimasti relativamente chiusi. Quella energetica e tecnologica: il sessanta per cento delle importazioni di gas liquefatto arriva dagli Stati Uniti, metà del risparmio europeo gestito attraverso fondi locali finisce reinvestito oltre atlantico, la spesa europea in ricerca e sviluppo militare è un decimo di quella americana, i governi del continente comprano armamenti statunitensi per quaranta-settanta miliardi l’anno. Quella di sicurezza: «per la prima volta dal 1949 gli Stati Uniti potrebbero non garantire più la nostra difesa alle condizioni che davamo per scontate». Pechino, aggiunge l’ex premier, non offre un’ancora alternativa, perché «sostiene direttamente il nostro avversario, la Russia». Resta dunque una sola strada: armarsi e farlo in fretta, con coalizioni di volenterosi e dando finalmente sostanza operativa all’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione, la clausola di difesa reciproca finora rimasta sulla carta.
Cui prodest, dunque. La risposta non è difficile da leggere se si guarda chi siede in sala e chi resta fuori dall’inquadratura. Dentro la sala ci sono Berlino e Parigi, che sul riarmo continentale hanno costruito la propria nuova centralità: la Germania da sola, ricorda Draghi, entro fine decennio spenderà in armamenti quanto la Russia mobilitata oggi su economia di guerra. Fuori dall’inquadratura ci sono Roma, Madrid, Lisbona, Atene: i Paesi mediterranei, esclusi dal nocciolo duro delle «coalizioni ristrette», invitati implicitamente a seguire il treno tedesco o a restare ai margini. Il «federalismo pragmatico» non è un progetto di sovranità europea: è la formalizzazione di una geometria variabile dove a decidere sono i Paesi con i bilanci della difesa più gonfi e l’industria bellica più strutturata. Per l’Italia significa: continuare a comprare F-35, sistemi Patriot, munizionamento prodotto altrove, mentre la base industriale resta subordinata. La cornice Mattei-Moro-Craxi, che assegnava al Paese una funzione di ponte mediterraneo e di interlocuzione autonoma con il mondo arabo, qui scompare. Restano Sigonella, Aviano, Ghedi e la dipendenza che il discorso di Aquisgrana certifica come dato di fondo del prossimo decennio.
Il federalismo pragmatico, dietro l’eleganza accademica della formula, è il vestito istituzionale di un riarmo continentale che non chiede più il permesso ai parlamenti nazionali. E che ha un nemico designato: la Russia, ricordata da Draghi non come interlocutore ma come «nostro avversario».
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La Russia da un altro punto di vista: Stefano Orsi racconta il 9 maggio a Ryazan
La Russia è fallita. La Russia ha perso la guerra. I centri commerciali di Mosca sono vuoti. La parata del primo maggio è stata celebrata in forma ridotta per le difficoltà sul campo di battaglia. Putin ha perso il consenso. Quante volte abbiamo letto o sentite queste affermazioni, come titoli di giornale o come…
https://casadelsole.tv/la-russia-da-un-altro-punto-di-vista-stefano-orsi-racconta-il-9-maggio-a-ryazan/
La Russia è fallita. La Russia ha perso la guerra. I centri commerciali di Mosca sono vuoti. La parata del primo maggio è stata celebrata in forma ridotta per le difficoltà sul campo di battaglia. Putin ha perso il consenso. Quante volte abbiamo letto o sentite queste affermazioni, come titoli di giornale o come…
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Forwarded from Maurizio Martucci giornalista indipendente (Maurizio Martucci)
⚡⚡ONU: PANDEMIA DIGITALE, SISTEMA AL COLLASSO ⚠️⚠️ DOMANI ESCE DISCONNESSI, UN ALTRO NUMERO DA NON PERDERE🔥❌Come ogni 1° e 15 del mese, è in uscita il primo e unico giornale on-line d'Italia con notizie, attualità, inchieste e critica alla transizione digitale ▶️▶️CLICCA QUI SOLO IN ABBONAMENTO https://shop.disconnessi.info/categoria-prodotto/abbonamenti/ ▶️▶️OPPURE IN COPIA SINGOLA https://shop.disconnessi.info/categoria-prodotto/giornale/
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Forwarded from Maurizio Martucci giornalista indipendente (Maurizio Martucci)
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⚠️Iliad, il piano al rialzo
⚠️Istituto Superiore di Sanità, l’avvallo (sconfessato)
⚡Calcio Connection, sempre più antenne negli stadi
⚡Antenne 4G, 5G, Wi-Fi: impara a riconoscerle
💯Class action italiana contro i social
🔥Chatbot non ti amo più
🔥Roma, sampietrini digitali
❌Stazione Termini, telecamere da paura
❌Smart Pavement, il Wi-Fi sotto l’asfalto
▶️Visore ottico nei reparti pediatrici
▶️IA, tutela dei diritti neurologici in sanità
⚠️L’Europa accelera sulla sanità artificiale
⚠️Grande riconfigurazione dell’umanità
⚠️ONU: pandemia digitale, il mondo interconnesso è vulnerabile ⚠️❌ABBONATI A DISCONNESSI https://shop.disconnessi.info/categoria-prodotto/abbonamenti/ 💯💯 ACQUISTA IL GIORNALE DI OGGI 🔥🔥 shop.disconnessi.info
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🔴LEVANTE 15.05.2026 18,30 🔴Il ritorno del trio Mazzucco Quaglia Furlan e la trappola di Tucidide
A questo link 👉https://www.youtube.com/watch?v=GciX7dwRhIA
A Levante questa sera, 15 maggio 2026, Margherita Furlan, Massimo Mazzucco e Roberto Quaglia dialogano sulla settimana che ha cambiato la mappa del mondo. Trump vola a Pechino e Xi Jinping gli pone la domanda che nessun presidente americano vorrebbe sentire: «La Cina e gli Stati Uniti possono superare la Trappola di Tucidide?». Draghi ad Aquisgrana ammette che l'Europa è sola. Yermak, il braccio destro di Zelensky, finisce in carcere per corruzione. E intanto le banche centrali del pianeta scaricano dollari e accumulano oro a ritmi che non si vedevano dagli anni Settanta.
📚 LIBRI
Massimo Mazzucco, «Ucraina, l'altra verità»
Roberto Quaglia, «Guerra e pace e zombie », «Il fondamentalismo hollywoodista»
Margherita Furlan, «BRICS Scacco Matto»
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🔴 Il ritorno del trio Mazzucco Quaglia Furlan e la trappola di Tucidide | LEVANTE 15.05.2026
A Levante questa sera, 15 maggio 2026, Margherita Furlan, Massimo Mazzucco e Roberto Quaglia dialogano sulla settimana che ha cambiato la mappa del mondo. Trump vola a Pechino e Xi Jinping gli pone la domanda che nessun presidente americano vorrebbe sentire:…
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