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Mediazione Iran, JD Vance al posto di Kushner-Witkoff
di Jeff Hoffman
Il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha dichiarato ieri che sia gli Stati Uniti che l'Iran hanno espresso fiducia nel potenziale ruolo del Pakistan come facilitatore del dialogo in Medio Oriente.
In seguito al secondo incontro quadrilaterale tenutosi a Islamabad con Arabia Saudita, Turchia ed Egitto, Ishaq Dar ha confermato la disponibilità del suo paese a ospitare un eventuale incontro volto a trovare una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran...
di Jeff Hoffman
Il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha dichiarato ieri che sia gli Stati Uniti che l'Iran hanno espresso fiducia nel potenziale ruolo del Pakistan come facilitatore del dialogo in Medio Oriente.
In seguito al secondo incontro quadrilaterale tenutosi a Islamabad con Arabia Saudita, Turchia ed Egitto, Ishaq Dar ha confermato la disponibilità del suo paese a ospitare un eventuale incontro volto a trovare una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran...
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Hormuz, porte aperte alla Spagna
di Jeff Hoffman
Lo stretto di Hormuz è aperto a tutti, tranne a chi Teheran considera nemico. Questa, in estrema sintesi, è la posizione ufficiale dell’Iran che, nelle scorse ore, ha aperto il passaggio alle nevi spagnole.
Poco prima, ritagliandosi il ruolo di stratega per la pace, il primo ministro spagnolo ha chiuso il proprio spazio aereo a tutti gli aeromobili coinvolti nella guerra in Iran, voli di combattimento e voli di rifornimento, vietando l'uso delle basi USA-NATO di Rota e Morón dove il Pentagono intendeva schierare i B52 e altri velivoli per operazioni in Medio oriente...
di Jeff Hoffman
Lo stretto di Hormuz è aperto a tutti, tranne a chi Teheran considera nemico. Questa, in estrema sintesi, è la posizione ufficiale dell’Iran che, nelle scorse ore, ha aperto il passaggio alle nevi spagnole.
Poco prima, ritagliandosi il ruolo di stratega per la pace, il primo ministro spagnolo ha chiuso il proprio spazio aereo a tutti gli aeromobili coinvolti nella guerra in Iran, voli di combattimento e voli di rifornimento, vietando l'uso delle basi USA-NATO di Rota e Morón dove il Pentagono intendeva schierare i B52 e altri velivoli per operazioni in Medio oriente...
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Lo Yemen entra in guerra
di Gionata Chatillard
A un mese dall’inizio dell'offensiva di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, il conflitto compie un salto di qualità con l'entrata in guerra dello Yemen. Dopo settimane di minacce, gli Houthi hanno infatti annunciato un intervento militare diretto a sostegno della Repubblica Islamica. Diversi missili sono già stati lanciati contro Israele, che ne ha confermato l'abbattimento.
Lo Yemen, che ha dichiarato di schierarsi anche a difesa dei civili morti in Libano, Iraq e Palestina, assicura che l'offensiva continuerà finché non cesserà l'aggressione israelo-statunitense. Una decisione con cui la guerra assume ormai una dimensione pienamente regionale, coinvolgendo per intero il cosiddetto “asse della resistenza”, di cui fanno parte anche Hezbollah e le milizie irachene filo-iraniane...
di Gionata Chatillard
A un mese dall’inizio dell'offensiva di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, il conflitto compie un salto di qualità con l'entrata in guerra dello Yemen. Dopo settimane di minacce, gli Houthi hanno infatti annunciato un intervento militare diretto a sostegno della Repubblica Islamica. Diversi missili sono già stati lanciati contro Israele, che ne ha confermato l'abbattimento.
Lo Yemen, che ha dichiarato di schierarsi anche a difesa dei civili morti in Libano, Iraq e Palestina, assicura che l'offensiva continuerà finché non cesserà l'aggressione israelo-statunitense. Una decisione con cui la guerra assume ormai una dimensione pienamente regionale, coinvolgendo per intero il cosiddetto “asse della resistenza”, di cui fanno parte anche Hezbollah e le milizie irachene filo-iraniane...
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Israele chiude le porte al Patriarca latino
di Ivan Bodyan
Il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini e la Custodia di Terra Santa hanno comunicato che ieri la polizia israeliana ha impedito l’ingresso alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, e al custode di Terra Santa, il reverendo padre Francesco Ielpo, mentre si recavano a celebrare la messa della Domenica delle Palme...
di Ivan Bodyan
Il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini e la Custodia di Terra Santa hanno comunicato che ieri la polizia israeliana ha impedito l’ingresso alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, e al custode di Terra Santa, il reverendo padre Francesco Ielpo, mentre si recavano a celebrare la messa della Domenica delle Palme...
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Nuove alleanze: Kiev con Riyad, Parigi con Manila
di Ivan Bodyan
Durante la visita di Volodymyr Zelensky a Riyad, l'Ucraina e l'Arabia Saudita hanno raggiunto un accordo su una futura partnership nell'ambito tecnologico e sugli investimenti, nonché sulla cooperazione nel settore militare.
I ministeri della Difesa dei due Paesi hanno firmato a Gedda un memorandum relativo alla cooperazione nel settore delle forniture militari. Lo ha reso noto il ministero della Difesa del Regno saudita...
di Ivan Bodyan
Durante la visita di Volodymyr Zelensky a Riyad, l'Ucraina e l'Arabia Saudita hanno raggiunto un accordo su una futura partnership nell'ambito tecnologico e sugli investimenti, nonché sulla cooperazione nel settore militare.
I ministeri della Difesa dei due Paesi hanno firmato a Gedda un memorandum relativo alla cooperazione nel settore delle forniture militari. Lo ha reso noto il ministero della Difesa del Regno saudita...
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Cina, OpenClaw un pericolo
di Ivan Bodyan
Il Centro nazionale cinese per la risposta agli incidenti informatici ha pubblicato un avviso sui gravi rischi per la sicurezza legati allo strumento agente di intelligenza artificiale OpenClaw. Secondo gli esperti, la configurazione predefinita di OpenClaw è «estremamente vulnerabile» dal punto di vista della sicurezza.
Nell'avviso pubblicato su WeChat, gli esperti del Centro hanno elencato le principali minacce associate a OpenClaw: gli hacker possono attaccare lo strumento incorporando istruzioni dannose nelle pagine web, mentre le “skills” compromesse per l'agente di intelligenza artificiale possono mettere a rischio gli utenti. Inoltre, il Centro ha ricordato che in OpenClaw sono già state individuate una serie di gravi vulnerabilità che portano al furto di credenziali e aprono la strada a ulteriori attacchi. Un problema a sé stante sono gli stessi utenti: gli esperti temono che, per disattenzione, questi possano cancellare dati importanti...
di Ivan Bodyan
Il Centro nazionale cinese per la risposta agli incidenti informatici ha pubblicato un avviso sui gravi rischi per la sicurezza legati allo strumento agente di intelligenza artificiale OpenClaw. Secondo gli esperti, la configurazione predefinita di OpenClaw è «estremamente vulnerabile» dal punto di vista della sicurezza.
Nell'avviso pubblicato su WeChat, gli esperti del Centro hanno elencato le principali minacce associate a OpenClaw: gli hacker possono attaccare lo strumento incorporando istruzioni dannose nelle pagine web, mentre le “skills” compromesse per l'agente di intelligenza artificiale possono mettere a rischio gli utenti. Inoltre, il Centro ha ricordato che in OpenClaw sono già state individuate una serie di gravi vulnerabilità che portano al furto di credenziali e aprono la strada a ulteriori attacchi. Un problema a sé stante sono gli stessi utenti: gli esperti temono che, per disattenzione, questi possano cancellare dati importanti...
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Iran: "A cosa serve il TNP?". Giordania riduce i consumi
di Ivan Bodyan
Il Parlamento iraniano sta discutendo la possibilità di uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare, ha riferito oggi il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai durante una conferenza stampa.
«La questione è oggetto di discussione sia in Parlamento che nell’opinione pubblica. Si tratta di una questione importante, con conseguenze a lungo termine, alla quale non è facile dare una risposta", ha affermato Baghai, secondi cui l'opinione pubblica iraniana nutre dubbi sull'opportunità di rimanere membri di questo trattato, poiché le grandi potenze impediscono a Teheran di esercitare i diritti in esso sanciti...
di Ivan Bodyan
Il Parlamento iraniano sta discutendo la possibilità di uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare, ha riferito oggi il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai durante una conferenza stampa.
«La questione è oggetto di discussione sia in Parlamento che nell’opinione pubblica. Si tratta di una questione importante, con conseguenze a lungo termine, alla quale non è facile dare una risposta", ha affermato Baghai, secondi cui l'opinione pubblica iraniana nutre dubbi sull'opportunità di rimanere membri di questo trattato, poiché le grandi potenze impediscono a Teheran di esercitare i diritti in esso sanciti...
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🔴UN MESE DI GUERRA. DUE STRETTI. UN MONDO IN OSTAGGIO.
Oggi, 30 marzo 2026, si compie un mese dall'inizio dell'Operazione Epic Fury.
In trenta giorni il sistema nervoso del commercio mondiale è stato reciso in due punti.
Lo Stretto di Hormuz è chiuso dal 4 marzo. Il 20% del petrolio mondiale — 20 milioni di barili al giorno — non passa più. Il Brent ha toccato i 126 dollari al barile, il livello più alto dal 2022. L'Iran ha aperto un canale alternativo con pedaggio in yuan: passano solo Cina, Russia e alleati. La de-dollarizzazione non è più teoria. È un checkpoint navale.
Lo Stretto di Bab el-Mandeb, che era tornato percorribile dopo la tregua di Gaza, è di nuovo sotto minaccia. Il 28 marzo gli Houthi hanno lanciato missili su Israele e annunciato la ripresa degli attacchi navali nel Mar Rosso. L'Arabia Saudita, che stava dirottando il proprio greggio verso Yanbu proprio per aggirare Hormuz, rischia ora di trovarsi il secondo collo di bottiglia bloccato.
Due stretti. 40% del petrolio mondiale. E un sistema di vie alternative che copre a malapena un quarto del fabbisogno.
La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima.
📊 Due infografiche aggiornate al 30 marzo 2026 — dati EIA, IEA, Lloyd's List.
#Hormuz #BabElMandeb #MarRosso #Iran #Houthi #Yemen #Petrolio #GuerraIran2026 #Geopolitic
Oggi, 30 marzo 2026, si compie un mese dall'inizio dell'Operazione Epic Fury.
In trenta giorni il sistema nervoso del commercio mondiale è stato reciso in due punti.
Lo Stretto di Hormuz è chiuso dal 4 marzo. Il 20% del petrolio mondiale — 20 milioni di barili al giorno — non passa più. Il Brent ha toccato i 126 dollari al barile, il livello più alto dal 2022. L'Iran ha aperto un canale alternativo con pedaggio in yuan: passano solo Cina, Russia e alleati. La de-dollarizzazione non è più teoria. È un checkpoint navale.
Lo Stretto di Bab el-Mandeb, che era tornato percorribile dopo la tregua di Gaza, è di nuovo sotto minaccia. Il 28 marzo gli Houthi hanno lanciato missili su Israele e annunciato la ripresa degli attacchi navali nel Mar Rosso. L'Arabia Saudita, che stava dirottando il proprio greggio verso Yanbu proprio per aggirare Hormuz, rischia ora di trovarsi il secondo collo di bottiglia bloccato.
Due stretti. 40% del petrolio mondiale. E un sistema di vie alternative che copre a malapena un quarto del fabbisogno.
La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima.
📊 Due infografiche aggiornate al 30 marzo 2026 — dati EIA, IEA, Lloyd's List.
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La Russia rompe il blocco USA contro Cuba: Trump in difficoltà?
🚢 La nave cisterna Anatoly Kolodkin riesce a superare il blocco statunitense e raggiungere Cuba con ben 730.000 barili di petrolio russo ⛽🇷🇺. Una vera boccata d’ossigeno per l’isola, da settimane alle prese con una gravissima crisi energetica ⚡🚨 causata da un assedio sempre più stringente. 👉 Donald Trump sostiene di aver autorizzato personalmente…
https://casadelsole.tv/la-russia-rompe-il-blocco-usa-contro-cuba-trump-in-difficolta/
🚢 La nave cisterna Anatoly Kolodkin riesce a superare il blocco statunitense e raggiungere Cuba con ben 730.000 barili di petrolio russo ⛽🇷🇺. Una vera boccata d’ossigeno per l’isola, da settimane alle prese con una gravissima crisi energetica ⚡🚨 causata da un assedio sempre più stringente. 👉 Donald Trump sostiene di aver autorizzato personalmente…
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📆 Vi aspettiamo oggi, MARTEDI 31 MARZO con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA 🔴LEVANTE 31.03.2026 🔴 SIGONELLA, HORMUZ E IL PREZZO DELLA GUERRA
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/ZcqYyJ7_H5Q
La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l'atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli di Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran, mentre da Camp Darby si caricano armi che finiscono nei bombardamenti. Il no riguarda un singolo episodio. Tutto il resto della macchina logistica della guerra continua a funzionare alla perfezione. LNel frattempo, l'uscita di oggi del presidente statunitense è che un tentativo di sbloccare lo stretto prolungherebbe il conflitto. Trump ha deciso che Washington dovrebbe raggiungere i suoi obiettivi principali, indebolire la flotta e le riserve missilistiche dell'Iran e dire che pone fine al conflitto continuando a esercitare pressione diplomatica. Poche ore prima, Israele e Stati Uniti hanno colpito impianti di desalinizzazione e di trattamento e trasmissione dell’acqua nel centro dell’Iran. E mentre Israele e Stati Uniti colpiscono gli impianti idrici nel centro dell'Iran, l'economia europea comincia a sentire il peso di una crisi energetica che nessun governo del continente ha avuto il coraggio di nominare chiaramente. L’Italia ha oltre 120 installazioni militari americane e NATO sul proprio territorio, più una ventina segrete. È l’unico Paese europeo a ospitare due basi con bombe nucleari, Ghedi e Aviano. Ha il 45% del gas che arriva da una rotta in guerra. Ha l’oro custodito all’estero. Ha una dipendenza energetica strutturale. E ha un governo che negozia i centimetri della propria sovranità fermando due aerei mentre il motore della macchina continua a urlare guerra. Le bollette salgono, la manifattura rallenta, l'inflazione torna a mordere. Eppure Roma non ha una posizione, ha Sigonella e Aviano. Questa sera con Nino Galloni e Antonio Mazzeo proviamo a rispondere a tre domande: quanto ci costa davvero questa guerra? Chi ha deciso che l'Italia ne facesse parte? E c'è ancora spazio per una scelta diversa? In studio Jeff Hoffman
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La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l'atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli di Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran, mentre da Camp Darby si caricano armi che finiscono nei bombardamenti. Il no riguarda un singolo episodio. Tutto il resto della macchina logistica della guerra continua a funzionare alla perfezione. LNel frattempo, l'uscita di oggi del presidente statunitense è che un tentativo di sbloccare lo stretto prolungherebbe il conflitto. Trump ha deciso che Washington dovrebbe raggiungere i suoi obiettivi principali, indebolire la flotta e le riserve missilistiche dell'Iran e dire che pone fine al conflitto continuando a esercitare pressione diplomatica. Poche ore prima, Israele e Stati Uniti hanno colpito impianti di desalinizzazione e di trattamento e trasmissione dell’acqua nel centro dell’Iran. E mentre Israele e Stati Uniti colpiscono gli impianti idrici nel centro dell'Iran, l'economia europea comincia a sentire il peso di una crisi energetica che nessun governo del continente ha avuto il coraggio di nominare chiaramente. L’Italia ha oltre 120 installazioni militari americane e NATO sul proprio territorio, più una ventina segrete. È l’unico Paese europeo a ospitare due basi con bombe nucleari, Ghedi e Aviano. Ha il 45% del gas che arriva da una rotta in guerra. Ha l’oro custodito all’estero. Ha una dipendenza energetica strutturale. E ha un governo che negozia i centimetri della propria sovranità fermando due aerei mentre il motore della macchina continua a urlare guerra. Le bollette salgono, la manifattura rallenta, l'inflazione torna a mordere. Eppure Roma non ha una posizione, ha Sigonella e Aviano. Questa sera con Nino Galloni e Antonio Mazzeo proviamo a rispondere a tre domande: quanto ci costa davvero questa guerra? Chi ha deciso che l'Italia ne facesse parte? E c'è ancora spazio per una scelta diversa? In studio Jeff Hoffman
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LEVANTE 31.03.2026 🔴 SIGONELLA, HORMUZ E IL PREZZO DELLA GUERRA
La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l'atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno…
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LEVANTE 31.03.2026 🔴 SIGONELLA, HORMUZ E IL PREZZO DELLA GUERRA
La Base di Sigonella non è stata negata agli Stati Uniti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato l’atterraggio di due voli. Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli di Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran, mentre…
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Crosetto ha paura
di Margherita Furlan
No del ministro della Difesa Crosetto all’atterraggio di bombardieri americani a Sigonella, venerdì notte. Gli aerei erano già in volo verso la Sicilia quando il piano è stato comunicato all’Aeronautica italiana, senza alcuna richiesta di autorizzazione. Crosetto ha bloccato l’atterraggio e il Corriere della Sera oggi lo rende pubblico.
Ma attenzione alla realtà. Non è stata chiusa la base: Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli del Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran. Da Camp Darby si caricano armi che finiscono nei bombardamenti. Il no riguarda un singolo episodio. Tutto il resto della macchina logistica gira...
di Margherita Furlan
No del ministro della Difesa Crosetto all’atterraggio di bombardieri americani a Sigonella, venerdì notte. Gli aerei erano già in volo verso la Sicilia quando il piano è stato comunicato all’Aeronautica italiana, senza alcuna richiesta di autorizzazione. Crosetto ha bloccato l’atterraggio e il Corriere della Sera oggi lo rende pubblico.
Ma attenzione alla realtà. Non è stata chiusa la base: Sigonella continua a operare con droni, aerei spia, cargo logistici. Da Aviano, il Fatto Quotidiano ha documentato almeno cinque voli del Lockheed C-5M Super Galaxy fin da prima dell’attacco all’Iran. Da Camp Darby si caricano armi che finiscono nei bombardamenti. Il no riguarda un singolo episodio. Tutto il resto della macchina logistica gira...
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Parlamentari russi in visita a Washington
di Jeff Hoffman
"La delegazione della Duma di Stato sta per concludere la sua visita negli Stati Uniti, che si è svolta su invito dei membri del Congresso americano. “La visita può essere considerata storica," ha affermato il primo vicepresidente della Commissione per gli Affari Internazionali della Duma di Stato, Vyacheslav Nikonov, nipote del ministro degli Esteri di Stalin, Vyacheslav Molotov.
Tra i punti discussi dalla delegazione russa, la riattivazione del Nord Stream e la guerra in Iran che, a quanto pare, ha impantanato l’amministrazione Trump creando sia una divisione interna che una trappola economica globale...
di Jeff Hoffman
"La delegazione della Duma di Stato sta per concludere la sua visita negli Stati Uniti, che si è svolta su invito dei membri del Congresso americano. “La visita può essere considerata storica," ha affermato il primo vicepresidente della Commissione per gli Affari Internazionali della Duma di Stato, Vyacheslav Nikonov, nipote del ministro degli Esteri di Stalin, Vyacheslav Molotov.
Tra i punti discussi dalla delegazione russa, la riattivazione del Nord Stream e la guerra in Iran che, a quanto pare, ha impantanato l’amministrazione Trump creando sia una divisione interna che una trappola economica globale...
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Hegseth, tra bombe e investimenti ad hoc
di Jeff Hoffman
Ogni nazione e territorio sovrano a nord dell'equatore, dalla Groenlandia all'Ecuador e dall'Alaska alla Guyana, è considerato il "perimetro di sicurezza immediato" in "questo grande vicinato in cui viviamo tutti", ha spiegato Pete Hegseth commentando la nuova dottrina di sicurezza degli Stati Uniti.
Mentre il Financial Times denunciava i tentativi di Hegseth di investire nel settore della difesa prima del conflitto con l'Iran, Hegseth intonava la canzone della superpotenza secondo cui il "Grande Nord America" è un'area che si estende "dalla Groenlandia al Golfo del Messico fino al Canale di Panama."...
di Jeff Hoffman
Ogni nazione e territorio sovrano a nord dell'equatore, dalla Groenlandia all'Ecuador e dall'Alaska alla Guyana, è considerato il "perimetro di sicurezza immediato" in "questo grande vicinato in cui viviamo tutti", ha spiegato Pete Hegseth commentando la nuova dottrina di sicurezza degli Stati Uniti.
Mentre il Financial Times denunciava i tentativi di Hegseth di investire nel settore della difesa prima del conflitto con l'Iran, Hegseth intonava la canzone della superpotenza secondo cui il "Grande Nord America" è un'area che si estende "dalla Groenlandia al Golfo del Messico fino al Canale di Panama."...
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L’Irak a caccia di oleodotti
di Jeff Hoffman
Così come Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, anche l’irak, secondo produttore dell’OPEC, sta attivamente accelerando i lavori per riportare in funzione vecchi oleodotti e programmarne di nuovi che permettano di aggirare la strozzatura di Hormuz.
Il ministro del Petrolio iracheno Hayyan Abdul Ghani ha annunciato che la storica pipeline Kirkuk-Ceyhan, che collega i campi petroliferi del nord all’importante porto turco sul Mediterraneo, è quasi pronta. Dopo anni di stop sono iniziati i test finali partendo da un primo tratto di circa 100 chilometri...
di Jeff Hoffman
Così come Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, anche l’irak, secondo produttore dell’OPEC, sta attivamente accelerando i lavori per riportare in funzione vecchi oleodotti e programmarne di nuovi che permettano di aggirare la strozzatura di Hormuz.
Il ministro del Petrolio iracheno Hayyan Abdul Ghani ha annunciato che la storica pipeline Kirkuk-Ceyhan, che collega i campi petroliferi del nord all’importante porto turco sul Mediterraneo, è quasi pronta. Dopo anni di stop sono iniziati i test finali partendo da un primo tratto di circa 100 chilometri...
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Israele chiede basi USA nel paese
di Jeff Hoffman
Israele ha dichiarato che inviterà gli Stati Uniti a trasferire alcune basi mediorientali nel paese e a fondarne di nuove. Così ha titolato The Times of Israel dopo che la stessa proposta era stata espressa sulla rete israeliana Channel 12.
L'establishment della sicurezza vede un'opportunità per "rimodellare la mappa" della posizione militare statunitense in Medio Oriente, ha affermato il report sottolineando che le forze statunitensi sono già presenti nel paese...
di Jeff Hoffman
Israele ha dichiarato che inviterà gli Stati Uniti a trasferire alcune basi mediorientali nel paese e a fondarne di nuove. Così ha titolato The Times of Israel dopo che la stessa proposta era stata espressa sulla rete israeliana Channel 12.
L'establishment della sicurezza vede un'opportunità per "rimodellare la mappa" della posizione militare statunitense in Medio Oriente, ha affermato il report sottolineando che le forze statunitensi sono già presenti nel paese...
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