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Leonardo: Palantir ordina Meloni silura Cingolani e il Dome
di Margherita Furlan
Terremoto al vertice di Leonardo. Roberto Cingolani, amministratore delegato del colosso italiano della difesa dal 2023, è stato sostituito a sorpresa dal governo Meloni. Al suo posto Lorenzo Mariani, dirigente interno da decenni; alla presidenza Francesco Macrì, profilo in area meloniana. L’ufficializzazione arriverà con l’assemblea del 7 maggio, ma i mercati hanno già emesso il loro verdetto: giovedì il titolo ha perso oltre il cinque per cento a Piazza Affari...
di Margherita Furlan
Terremoto al vertice di Leonardo. Roberto Cingolani, amministratore delegato del colosso italiano della difesa dal 2023, è stato sostituito a sorpresa dal governo Meloni. Al suo posto Lorenzo Mariani, dirigente interno da decenni; alla presidenza Francesco Macrì, profilo in area meloniana. L’ufficializzazione arriverà con l’assemblea del 7 maggio, ma i mercati hanno già emesso il loro verdetto: giovedì il titolo ha perso oltre il cinque per cento a Piazza Affari...
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Yuan, record storico di transazioni
di Margherita Furlan
Un numero che pesa più di molte dichiarazioni diplomatiche. Giovedì 9 aprile il CIPS, il sistema cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri, ha registrato circa 42.000 transazioni giornaliere in valuta cinese per un valore record di 1,22 trilioni di yuan: circa 152 miliardi di euro movimentati in ventiquattro ore. È il massimo storico da quando Pechino ha lanciato la propria infrastruttura di pagamenti alternativa a SWIFT. Il dato di venerdì 10 aprile non è ancora stato comunicato dalle autorità cinesi, che pubblicano abitualmente solo medie mensili, ma il trend di marzo parla da solo: la media giornaliera è salita a 920 miliardi di yuan, quasi il 50 per cento in più rispetto ai 620 miliardi di febbraio, con un volume medio passato da 26.000 a 36.000 transazioni al giorno. Una crescita strutturale, non un picco isolato..
di Margherita Furlan
Un numero che pesa più di molte dichiarazioni diplomatiche. Giovedì 9 aprile il CIPS, il sistema cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri, ha registrato circa 42.000 transazioni giornaliere in valuta cinese per un valore record di 1,22 trilioni di yuan: circa 152 miliardi di euro movimentati in ventiquattro ore. È il massimo storico da quando Pechino ha lanciato la propria infrastruttura di pagamenti alternativa a SWIFT. Il dato di venerdì 10 aprile non è ancora stato comunicato dalle autorità cinesi, che pubblicano abitualmente solo medie mensili, ma il trend di marzo parla da solo: la media giornaliera è salita a 920 miliardi di yuan, quasi il 50 per cento in più rispetto ai 620 miliardi di febbraio, con un volume medio passato da 26.000 a 36.000 transazioni al giorno. Una crescita strutturale, non un picco isolato..
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Hormuz: economia globale bloccata da Trump
di Jeff Hoffman
Chi paga il pedaggio all’Iran per passare dallo stretto di Hormuz non potrà navigare in sicurezza, ha minacciato Donald Trump affermando che a partire dalle 16.00 italiane di oggi la marina degli Stati Uniti imporrà il blocco navale ai porti iraniani.
In risposta, il quartier generale centrale dell'esercito iraniano ha accusato gli Stati Uniti di pirateria, ricordando che esercitare la sovranità sulle proprie acque territoriali è un diritto naturale di un popolo...
di Jeff Hoffman
Chi paga il pedaggio all’Iran per passare dallo stretto di Hormuz non potrà navigare in sicurezza, ha minacciato Donald Trump affermando che a partire dalle 16.00 italiane di oggi la marina degli Stati Uniti imporrà il blocco navale ai porti iraniani.
In risposta, il quartier generale centrale dell'esercito iraniano ha accusato gli Stati Uniti di pirateria, ricordando che esercitare la sovranità sulle proprie acque territoriali è un diritto naturale di un popolo...
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Club Bilderberg riunito a Washington
di Jeff Hoffman
Si è svolta dal 9 al 12 aprile a Washington la 72esima edizione della conferenza annuale del Club Bilderberg, che, come sempre a porte rigorosamente chiuse, ha trattato di Medio Oriente, Intelligenza artificiale, sicurezza dell’artico, finanza digitale, diversificazione energetica, commercio globale, relazioni transatlantiche nel settore della difesa...
di Jeff Hoffman
Si è svolta dal 9 al 12 aprile a Washington la 72esima edizione della conferenza annuale del Club Bilderberg, che, come sempre a porte rigorosamente chiuse, ha trattato di Medio Oriente, Intelligenza artificiale, sicurezza dell’artico, finanza digitale, diversificazione energetica, commercio globale, relazioni transatlantiche nel settore della difesa...
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Bruxelles ‘conquista’ Budapest
di Gionata Chatillard
"Il risultato è doloroso, ma inequivocabile". Con queste parole Viktor Orbán ha riconosciuto la sconfitta alle elezioni parlamentari stravinte dal partito Tisza, capeggiato dall'europeista Peter Magyar, che diventerà primo ministro a inizio maggio. L'Ungheria volterà allora decisamente pagina dopo 16 anni caratterizzati da un costante conflitto fra Budapest e Bruxelles. Dalla questione LGBT alla guerra in Ucraina, il Governo di Orbán è stato negli ultimi anni un'autentica spina nel fianco per la Commissione Europea, che si troverà adesso di fronte a un interlocutore molto più in linea con le direttive comunitarie...
di Gionata Chatillard
"Il risultato è doloroso, ma inequivocabile". Con queste parole Viktor Orbán ha riconosciuto la sconfitta alle elezioni parlamentari stravinte dal partito Tisza, capeggiato dall'europeista Peter Magyar, che diventerà primo ministro a inizio maggio. L'Ungheria volterà allora decisamente pagina dopo 16 anni caratterizzati da un costante conflitto fra Budapest e Bruxelles. Dalla questione LGBT alla guerra in Ucraina, il Governo di Orbán è stato negli ultimi anni un'autentica spina nel fianco per la Commissione Europea, che si troverà adesso di fronte a un interlocutore molto più in linea con le direttive comunitarie...
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Corridoio Giordania-Siria-Turchia
di Ivan Bodyan
Siria, Giordania e Turchia hanno firmato un memorandum d'intesa trilaterale, incentrato su un ambizioso piano per il ripristino della storica ferrovia Hegiaz. La cerimonia di firma del documento, volto a definire una nuova architettura delle rotte commerciali in Medio Oriente, si è nella capitale giordana Amman, dove si sono incontrati i ministri dei trasporti dei tre Stati. L'accordo firmato getta le basi istituzionali e tecniche per la cooperazione nel settore dei trasporti terrestri, marittimi e ferroviari, prevedendo la creazione di comitati specifici per l'unificazione delle procedure e il coordinamento delle politiche...
di Ivan Bodyan
Siria, Giordania e Turchia hanno firmato un memorandum d'intesa trilaterale, incentrato su un ambizioso piano per il ripristino della storica ferrovia Hegiaz. La cerimonia di firma del documento, volto a definire una nuova architettura delle rotte commerciali in Medio Oriente, si è nella capitale giordana Amman, dove si sono incontrati i ministri dei trasporti dei tre Stati. L'accordo firmato getta le basi istituzionali e tecniche per la cooperazione nel settore dei trasporti terrestri, marittimi e ferroviari, prevedendo la creazione di comitati specifici per l'unificazione delle procedure e il coordinamento delle politiche...
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Incontro Putin-Subianto
di Ivan Bodyan
Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto oggi al Cremlino il suo omologo indonesiano Prabowo Subianto. I leader hanno discusso in dettaglio lo sviluppo della cooperazione bilaterale nell'ambito del commercio, del settore energetico, dell'agricoltura e della ricerca spaziale, ha precisato l'ufficio stampa del presidente russo. Putin ha sottolineato il carattere speciale delle relazioni tra Mosca e Giacarta e ha invitato ad adottare misure per mantenere una situazione stabile nel commercio...
di Ivan Bodyan
Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto oggi al Cremlino il suo omologo indonesiano Prabowo Subianto. I leader hanno discusso in dettaglio lo sviluppo della cooperazione bilaterale nell'ambito del commercio, del settore energetico, dell'agricoltura e della ricerca spaziale, ha precisato l'ufficio stampa del presidente russo. Putin ha sottolineato il carattere speciale delle relazioni tra Mosca e Giacarta e ha invitato ad adottare misure per mantenere una situazione stabile nel commercio...
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Libano, UNIFIL nel mirino israeliano
di Ivan Bodyan
I militari israeliani a bordo di un carro armato Merkava hanno speronato due volte i mezzi delle forze di pace della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano, UNIFIL. Lo ha riferito l'ufficio stampa dell'organizzazione di pace.
Secondo le informazioni dell'UNIFIL, i militari israeliani hanno anche bloccato il passaggio su una delle strade che conducono alle postazioni delle forze di pace. Inoltre, la scorsa settimana i militari hanno effettuato più volte “colpi di avvertimento” contro le postazioni delle forze di pace, danneggiando anche i mezzi. L'ONU sostiene che i veicoli fossero “facilmente distinguibili”. In uno dei casi, un proiettile è caduto “a un metro” da uno dei caschi blu...
di Ivan Bodyan
I militari israeliani a bordo di un carro armato Merkava hanno speronato due volte i mezzi delle forze di pace della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano, UNIFIL. Lo ha riferito l'ufficio stampa dell'organizzazione di pace.
Secondo le informazioni dell'UNIFIL, i militari israeliani hanno anche bloccato il passaggio su una delle strade che conducono alle postazioni delle forze di pace. Inoltre, la scorsa settimana i militari hanno effettuato più volte “colpi di avvertimento” contro le postazioni delle forze di pace, danneggiando anche i mezzi. L'ONU sostiene che i veicoli fossero “facilmente distinguibili”. In uno dei casi, un proiettile è caduto “a un metro” da uno dei caschi blu...
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🚨 Stamattina Trump si è fatto Dio. Poi si è cancellato. Ma l’immagine resta. E spiega la guerra.
🔻Casa del Sole TV 🔻l’unica voce che non si compra
#Trump #PapaLeone #Iran #Hormuz #armageddon
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Yuan, record storico di transazioni
di Margherita Furlan
Un numero che pesa più di molte dichiarazioni diplomatiche. Giovedì 9 aprile il CIPS, il sistema cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri, ha registrato circa 42.000 transazioni giornaliere in valuta cinese per un valore record di 1,22 trilioni di yuan: circa 152 miliardi di euro movimentati in ventiquattro ore. È il massimo storico da quando Pechino ha lanciato la propria infrastruttura di pagamenti alternativa a SWIFT. Il dato di venerdì 10 aprile non è ancora stato comunicato dalle autorità cinesi, che pubblicano abitualmente solo medie mensili, ma il trend di marzo parla da solo: la media giornaliera è salita a 920 miliardi di yuan, quasi il 50 per cento in più rispetto ai 620 miliardi di febbraio, con un volume medio passato da 26.000 a 36.000 transazioni al giorno. Una crescita strutturale, non un picco isolato.
Per capire cosa significa, serve ricordare cos’è il CIPS. Si tratta del Cross-Border Interbank Payment System, avviato dalla Banca Popolare Cinese nel 2015 proprio per offrire al resto del mondo un canale di regolamento in yuan indipendente dall’architettura finanziaria occidentale dominata dal dollaro. Per anni è rimasto un sistema di nicchia, utilizzato soprattutto per gli scambi intra-asiatici. Poi sono arrivate le sanzioni contro Mosca, il congelamento degli asset russi, e infine il genocidio di Gaza e la guerra israelo-statunitense contro l’Iran iniziata il 28 febbraio scorso. Ogni volta che l’Occidente ha usato il dollaro come arma, il CIPS ha guadagnato clienti.
Il dato di giovedì non è casuale, ed è questo il punto politicamente più rilevante. L’accelerazione è iniziata proprio a marzo, nelle settimane immediatamente successive all’esplosione del conflitto con l’Iran, ed è stata trainata principalmente dal petrolio; quell’oro nero che non può più essere regolato in dollari, perché soggetto a sanzioni secondarie americane o perché proveniente da attori che non si fidano più del sistema SWIFT, viene infatti pagato in yuan attraverso il CIPS. Con lo Stretto di Hormuz sotto tensione e con gli Stati Uniti che dichiarano il blocco navale dei porti iraniani, il circuito cinese diventa l’unico canale praticabile per chi vuole continuare a comprare e vendere energia fuori dalla giurisdizione occidentale.
Il quadro di fondo è coerente con quanto emerso in questi mesi: riduzione costante delle riserve di titoli del tesoro americani da parte di Pechino, accumulo record di oro da parte delle banche centrali del blocco BRICS, accordi bilaterali di regolamento in valute locali tra Cina, Russia, Iran, Arabia Saudita. Il record del 9 aprile non è un’anomalia statistica, è la fotografia istantanea di un trasferimento di volumi reali: ogni transazione che passa dal CIPS è una transazione che non passa più dal sistema dollaro-centrico.
E i numeri, a differenza delle dichiarazioni, non si smentiscono con un comunicato della Casa Bianca. In fondo il messaggio dei 1,22 trilioni di yuan è semplice: la de-dollarizzazione non è più una previsione per il prossimo decennio, è una contabilità che si aggiorna ogni giorno, un bonifico alla volta.
di Margherita Furlan
Un numero che pesa più di molte dichiarazioni diplomatiche. Giovedì 9 aprile il CIPS, il sistema cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri, ha registrato circa 42.000 transazioni giornaliere in valuta cinese per un valore record di 1,22 trilioni di yuan: circa 152 miliardi di euro movimentati in ventiquattro ore. È il massimo storico da quando Pechino ha lanciato la propria infrastruttura di pagamenti alternativa a SWIFT. Il dato di venerdì 10 aprile non è ancora stato comunicato dalle autorità cinesi, che pubblicano abitualmente solo medie mensili, ma il trend di marzo parla da solo: la media giornaliera è salita a 920 miliardi di yuan, quasi il 50 per cento in più rispetto ai 620 miliardi di febbraio, con un volume medio passato da 26.000 a 36.000 transazioni al giorno. Una crescita strutturale, non un picco isolato.
Per capire cosa significa, serve ricordare cos’è il CIPS. Si tratta del Cross-Border Interbank Payment System, avviato dalla Banca Popolare Cinese nel 2015 proprio per offrire al resto del mondo un canale di regolamento in yuan indipendente dall’architettura finanziaria occidentale dominata dal dollaro. Per anni è rimasto un sistema di nicchia, utilizzato soprattutto per gli scambi intra-asiatici. Poi sono arrivate le sanzioni contro Mosca, il congelamento degli asset russi, e infine il genocidio di Gaza e la guerra israelo-statunitense contro l’Iran iniziata il 28 febbraio scorso. Ogni volta che l’Occidente ha usato il dollaro come arma, il CIPS ha guadagnato clienti.
Il dato di giovedì non è casuale, ed è questo il punto politicamente più rilevante. L’accelerazione è iniziata proprio a marzo, nelle settimane immediatamente successive all’esplosione del conflitto con l’Iran, ed è stata trainata principalmente dal petrolio; quell’oro nero che non può più essere regolato in dollari, perché soggetto a sanzioni secondarie americane o perché proveniente da attori che non si fidano più del sistema SWIFT, viene infatti pagato in yuan attraverso il CIPS. Con lo Stretto di Hormuz sotto tensione e con gli Stati Uniti che dichiarano il blocco navale dei porti iraniani, il circuito cinese diventa l’unico canale praticabile per chi vuole continuare a comprare e vendere energia fuori dalla giurisdizione occidentale.
Il quadro di fondo è coerente con quanto emerso in questi mesi: riduzione costante delle riserve di titoli del tesoro americani da parte di Pechino, accumulo record di oro da parte delle banche centrali del blocco BRICS, accordi bilaterali di regolamento in valute locali tra Cina, Russia, Iran, Arabia Saudita. Il record del 9 aprile non è un’anomalia statistica, è la fotografia istantanea di un trasferimento di volumi reali: ogni transazione che passa dal CIPS è una transazione che non passa più dal sistema dollaro-centrico.
E i numeri, a differenza delle dichiarazioni, non si smentiscono con un comunicato della Casa Bianca. In fondo il messaggio dei 1,22 trilioni di yuan è semplice: la de-dollarizzazione non è più una previsione per il prossimo decennio, è una contabilità che si aggiorna ogni giorno, un bonifico alla volta.
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🚨 TRUMP CHIUDE HORMUZ. PECHINO INCASSA IN YUAN. IL DOLLARO STA CROLLANDO IN DIRETTA. 🚨
🚨 Alle 16 di oggi Trump ha chiuso lo Stretto di Hormuz con quindici navi da guerra americane. Nello stesso giorno, a Pechino, il CIPS ha registrato un record storico: 1,22 trilioni di yuan in 42.000 transazioni in 24 ore.
💣Il petrolio che non passa più in dollari sta passando in yuan. Ogni nave bloccata a Hormuz è un bonifico che parte da Shanghai. Ogni sanzione è un cliente nuovo per Pechino.
💸La de-dollarizzazione non è più una previsione per il prossimo decennio. È una contabilità che si aggiorna ogni giorno. Un bonifico alla volta.
🔴Loro vendono l’Apocalisse. Noi raccontiamo chi la firma. E mentre la firmano, la stanno anche pagando. In yuan.
🔻 Casa del Sole TV 🔻 l’unica voce che non si compra
#Hormuz #Iran #Trump #dedollarizzazione #geopolitica
🚨 Alle 16 di oggi Trump ha chiuso lo Stretto di Hormuz con quindici navi da guerra americane. Nello stesso giorno, a Pechino, il CIPS ha registrato un record storico: 1,22 trilioni di yuan in 42.000 transazioni in 24 ore.
💣Il petrolio che non passa più in dollari sta passando in yuan. Ogni nave bloccata a Hormuz è un bonifico che parte da Shanghai. Ogni sanzione è un cliente nuovo per Pechino.
💸La de-dollarizzazione non è più una previsione per il prossimo decennio. È una contabilità che si aggiorna ogni giorno. Un bonifico alla volta.
🔴Loro vendono l’Apocalisse. Noi raccontiamo chi la firma. E mentre la firmano, la stanno anche pagando. In yuan.
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#Hormuz #Iran #Trump #dedollarizzazione #geopolitica
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Trump, NATO e guerra globale: l’Occidente verso il punto di non ritorno?
In questa intervista esclusiva, l’ambasciatrice Elena Basile analizza le tensioni internazionali tra Stati Uniti, Europa e nuovi attori globali, offrendo una lettura critica della crisi geopolitica attuale. 🇺🇸 Le dichiarazioni di Donald Trump mettono in discussione il futuro della NATO, ma dietro le provocazioni si nasconde una strategia di pressione sugli alleati europei. 🌐…
https://casadelsole.tv/trump-nato-e-guerra-globale-loccidente-verso-il-punto-di-non-ritorno/
In questa intervista esclusiva, l’ambasciatrice Elena Basile analizza le tensioni internazionali tra Stati Uniti, Europa e nuovi attori globali, offrendo una lettura critica della crisi geopolitica attuale. 🇺🇸 Le dichiarazioni di Donald Trump mettono in discussione il futuro della NATO, ma dietro le provocazioni si nasconde una strategia di pressione sugli alleati europei. 🌐…
https://casadelsole.tv/trump-nato-e-guerra-globale-loccidente-verso-il-punto-di-non-ritorno/
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📆 Vi aspettiamo oggi, MARTEDI 14 APRILE con una nuova puntata di LEVANTE alle ore 18.30
🔴DIRETTA 🔴LEVANTE 14.04.2026 🔴 Pechino al centro del mondo, quali possibilità per l’Italia?
A questo link 👉https://www.youtube.com/live/gPSSQD-XBsc
Una nave cinese sfida e attraversa il blocco navale di Trump a Hormuz. L'Italia sospende il memorandum di difesa con Israele. Il principe emiratino vola a Pechino. Il mondo che conoscevamo si sta sgretolando in tempo reale.
🛢 Washington stringe il pugno sullo Stretto di Hormuz, ma la petroliera cinese Rich Starry buca il blocco e passa, sanzionata, carica, e diretta in Cina. È un test geopolitico oltre che navale: chi comanda davvero i mari?
Dopo anni di silenzio e complicità, il governo Meloni sospende il memorandum d'intesa sulla difesa con Israele. Una svolta? Un segnale? O una mossa tardiva dettata dalla pressione internazionale? Una buona notizia, se confermata.
🕌 E mentre Trump urla, gli Emirati trattano con Pechino. Il principe non va a Washington. Va in Cina dove si trova anche il premier spagnolo Sanchez. Il messaggio è chiarissimo: il centro di gravità del mondo si è spostato.
Con noi oggi:
✍️ Vincenzo Maddaloni – giornalista e scrittore
📊 Nino Galloni – economista esperto di geopolitica
💰 Fabio Conditi – economista, presidente di Moneta Positiva
🎙 In studio: Jeff Hoffman
#Hormuz #Cina #Iran #ItaliaIsraele #MonetaPositiva
🌍Guerra mediatica tra satira e psichiatria
🌍Turchia e Israele si scontreranno in Siria?
🌍Epstein: La first lady vuole fuggire da Trump?
#Hormuz #Islamabad #Iran #CrisiEnergetica #Libano
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Una nave cinese sfida e attraversa il blocco navale di Trump a Hormuz. L'Italia sospende il memorandum di difesa con Israele. Il principe emiratino vola a Pechino. Il mondo che conoscevamo si sta sgretolando in tempo reale.
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Una nave cinese sfida e attraversa il blocco navale di Trump a Hormuz. L'Italia sospende il memorandum di difesa con Israele. Il principe emiratino vola a Pechino. Il mondo che conoscevamo si sta sgretolando in tempo reale.
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LEVANTE 14.04.2026 🔴 Pechino al centro del mondo, quali possibilità per l’Italia?
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CasaDelSoleTG 14.04.26 🔴 Meloni frena, il Golfo trattiene, Pechino avanza
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Turchia guarda al petrolio della Somalia
di Margherita Furlan
Mentre l’Italia continua a guardare il Mediterraneo come un problema migratorio, la Turchia lo attraversa, lo oltrepassa e pianta la sua bandiera nel Corno d’Africa. È approdata al porto di Mogadiscio la nave di perforazione Çağrı Bey, salpata da Istanbul il 15 febbraio e arrivata al largo della Somalia dopo cinquantatré giorni di navigazione. È la prima missione di trivellazione in acque profonde che Ankara conduce fuori dalla propria giurisdizione: un salto di scala che il ministro dell’Energia ha celebrato come “un passo storico”. E storico lo è davvero, perché segna l’ingresso ufficiale della Turchia nel club ristretto delle potenze energetiche con proiezione esterna...
di Margherita Furlan
Mentre l’Italia continua a guardare il Mediterraneo come un problema migratorio, la Turchia lo attraversa, lo oltrepassa e pianta la sua bandiera nel Corno d’Africa. È approdata al porto di Mogadiscio la nave di perforazione Çağrı Bey, salpata da Istanbul il 15 febbraio e arrivata al largo della Somalia dopo cinquantatré giorni di navigazione. È la prima missione di trivellazione in acque profonde che Ankara conduce fuori dalla propria giurisdizione: un salto di scala che il ministro dell’Energia ha celebrato come “un passo storico”. E storico lo è davvero, perché segna l’ingresso ufficiale della Turchia nel club ristretto delle potenze energetiche con proiezione esterna...
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Gas, il Qatar investe in Africa
di Margherita Furlan
Mentre i tecnici di Doha sono ancora alle prese con le macerie fumanti di Ras Laffan, il Qatar non aspetta di leccarsi le ferite: cambia continente. QatarEnergy ha annunciato in queste ore una scoperta di idrocarburi al largo della Repubblica del Congo, nel pozzo esplorativo MHNM-6, perforato all’interno della licenza offshore di Moho. La colonna intercettata è di tutto rispetto: centosessanta metri di giacimenti di ottima qualità risalenti all’era Albiana. L’operazione è guidata dalla francese TotalEnergies, operatore principale con il 63,5% delle quote; ai qatarioti va una partecipazione strategica del 15%, accanto alla compagnia di Stato congolese e a Trident Energy...
di Margherita Furlan
Mentre i tecnici di Doha sono ancora alle prese con le macerie fumanti di Ras Laffan, il Qatar non aspetta di leccarsi le ferite: cambia continente. QatarEnergy ha annunciato in queste ore una scoperta di idrocarburi al largo della Repubblica del Congo, nel pozzo esplorativo MHNM-6, perforato all’interno della licenza offshore di Moho. La colonna intercettata è di tutto rispetto: centosessanta metri di giacimenti di ottima qualità risalenti all’era Albiana. L’operazione è guidata dalla francese TotalEnergies, operatore principale con il 63,5% delle quote; ai qatarioti va una partecipazione strategica del 15%, accanto alla compagnia di Stato congolese e a Trident Energy...
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Washington cerca l'uscita, il Golfo le volta le spalle
di Jeff Hoffman
Gli Stati Uniti battono in ritirata, ma la chiamano vittoria. Il vicepresidente JD Vance ha fatto sapere che Washington sarebbe pronta a interrompere l'operazione militare contro l'Iran perché, a suo dire, gli obiettivi prefissati sarebbero stati raggiunti. È la formula classica con cui gli imperi in difficoltà travestono da scelta quella che è una necessità: dopo cinque settimane di bombardamenti americano-israeliani, l'Iran non si è arreso, il regime non è caduto, e il conto della guerra sta diventando impagabile...
di Jeff Hoffman
Gli Stati Uniti battono in ritirata, ma la chiamano vittoria. Il vicepresidente JD Vance ha fatto sapere che Washington sarebbe pronta a interrompere l'operazione militare contro l'Iran perché, a suo dire, gli obiettivi prefissati sarebbero stati raggiunti. È la formula classica con cui gli imperi in difficoltà travestono da scelta quella che è una necessità: dopo cinque settimane di bombardamenti americano-israeliani, l'Iran non si è arreso, il regime non è caduto, e il conto della guerra sta diventando impagabile...
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