CasaDelSoleTV
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La crisi è entrata in una fase potenzialmente non umana. Occorre un nuovo sapere, autonomo e circolare, rispetto all’egemonia culturale dominante. Oggi, dalle idee di Giulietto Chiesa, sorge La Casa del Sole, per ripartire da un nuovo giro intorno al Sole
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Bruxelles contro Patriarca Kirill e Satan II
di Margherita Furlan
Con Orbán fuori dai giochi, Bruxelles si prepara a colpire il patriarca della Chiesa ortodossa russa. Nel 2022 la Commissione europea lo aveva già inserito nella proposta del sesto pacchetto sanzionatorio, definendolo uno dei più importanti sostenitori dell'aggressione militare russa all'Ucraina. Budapest aveva posto il veto invocando la libertà religiosa, un blocco che si era esteso per 14 pacchetti successivi...
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L'Iran accusa gli Emirati di sabotare i BRICS
di Margherita Furlan
La frattura fra Teheran e Abu Dhabi è arrivata fin dentro il cuore del blocco multipolare. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, sherpa di Teheran per i BRICS, ha dichiarato alla vigilia del vertice ministeriale di New Delhi che un «Paese confinante membro del raggruppamento» pretende di inserire nella dichiarazione finale una condanna esplicita dell'Iran, impedendo qualsiasi posizione unitaria sul conflitto in Asia occidentale. Non ha fatto il nome, ma gli Emirati Arabi Uniti sono l'unico Stato BRICS che confina con l'Iran e che ha subito la rappresaglia missilistica iraniana dopo aver ospitato le basi da cui è partita l'aggressione israelo-statunitense...
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BRICS a New Delhi: il vertice che misura il multipolarismo
di Margherita Furlan
Oggi e domani New Delhi ospita la riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, il primo appuntamento ministeriale di peso sotto la presidenza indiana del 2026. Presieduto dal ministro degli Esteri Jaishankar, il vertice riunisce i rappresentanti dei dieci Paesi membri, fra cui il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il russo Sergej Lavrov, entrambi atterrati nella capitale indiana ieri sera. Presenti anche le delegazioni dei dieci Paesi partner, dal Kazakhstan alla Malesia, dalla Nigeria a Cuba...
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Mandato d’arresto russo per l’ex ministro inglese Ben Wallace

di Jeff Hoffman


Il Ministero degli Interni di Mosca ha iscritto Ben Wallace, già titolare della Difesa di Sua Maestà britannica dal 2019 al 2023, nel registro dei ricercati federali. L'accusa, secondo quanto riferito dall'agenzia TASS citando fonti delle forze dell'ordine russe, riguarderebbe un procedimento penale legato al terrorismo. Al centro: le dichiarazioni pubbliche con cui Wallace, negli anni del suo mandato e anche dopo, ha sostenuto apertamente l'invio di armi a Kiev e l'addestramento delle forze ucraine...
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Xi e Trump, prove di equilibrio globale


di Gionata Chatillard

Sotto la foschia densa di Pechino e con Piazza Tiananmen blindata, Xi Jinping ha accolto Donald Trump con tutta la liturgia riservata agli appuntamenti destinati a lasciare un segno. Il tappeto rosso, i 21 colpi di cannone e la guardia d’onore dell’Esercito Popolare di Liberazione hanno dato alla scena il tono delle grandi occasioni. È infatti stato il primo incontro di questo livello dopo 9 anni, motivo per cui la stampa internazionale ha definito l’appuntamento come il “vertice del nuovo ordine mondiale”. Anche perché lo stesso Trump, poche ore prima, aveva ridotto l’architettura globale a 2 sole superpotenze - Stati Uniti e Cina - lasciando implicitamente la Russia fuori dall’equazione...
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Sospese le sanzioni a Francesca Albanese

di Jeff Hoffman

Ieri, 13 maggio, un tribunale federale di Washington ha bloccato le sanzioni contro la relatrice dell’ONU Francesca Albanese, ritenendo che violassero il Primo Emendemento.

Il magistrato Richard Leon, di orientamento repubblicano, ha sospeso le sanzioni imposte dal Segretario di Stato Marco Rubio contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, in vigore dal luglio 2025 vietando l’accesso a qualsiasi attività operativa negli Stati Uniti...
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Il viaggio interstellare continua
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Draghi ad Aquisgrana: l’Europa si arma contro la Russia
di Margherita Furlan
C’è una frase che vale come confessione: «per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme». La pronuncia Mario Draghi, oggi 14 maggio, nel municipio di Aquisgrana, ricevendo il Premio Carlo Magno 2026 davanti al cancelliere Merz, al premier greco Mitsotakis, alla presidente della Commissione von der Leyen e alla governatrice della Bce Lagarde. Per l’Italia siede in sala il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Al riconoscimento si accompagna un assegno da un milione di euro destinato a progetti europei. Ma il vero contenuto della giornata non è il premio: è il programma politico che Draghi consegna alla platea dei volenterosi.
L’ex presidente della Bce parte da un dato e lo trasforma in dottrina. Il dato è quello degli investimenti necessari al continente: la stima di ottocento miliardi di euro l’anno di spesa strategica aggiuntiva è salita, con gli impegni in materia di armamenti degli ultimi anni, a quasi milleduecento miliardi annui. La dottrina è quella che lui stesso battezza «federalismo pragmatico». Tradotto: i ventisette Stati membri non riescono più a decidere insieme, dunque chi vuole muoversi proceda per conto proprio, dentro coalizioni ristrette, costruendo istituzioni comuni con autorità reale. Il modello è l’euro. L’obiettivo è la difesa.
Draghi mette in fila le tre dipendenze che reggono la postura europea. Quella commerciale: la quota dell’export sul PIL dell’area euro è passata dal trentuno al cinquantacinque per cento dal 1999, mentre Stati Uniti e Cina sono rimasti relativamente chiusi. Quella energetica e tecnologica: il sessanta per cento delle importazioni di gas liquefatto arriva dagli Stati Uniti, metà del risparmio europeo gestito attraverso fondi locali finisce reinvestito oltre atlantico, la spesa europea in ricerca e sviluppo militare è un decimo di quella americana, i governi del continente comprano armamenti statunitensi per quaranta-settanta miliardi l’anno. Quella di sicurezza: «per la prima volta dal 1949 gli Stati Uniti potrebbero non garantire più la nostra difesa alle condizioni che davamo per scontate». Pechino, aggiunge l’ex premier, non offre un’ancora alternativa, perché «sostiene direttamente il nostro avversario, la Russia». Resta dunque una sola strada: armarsi e farlo in fretta, con coalizioni di volenterosi e dando finalmente sostanza operativa all’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione, la clausola di difesa reciproca finora rimasta sulla carta.
Cui prodest, dunque. La risposta non è difficile da leggere se si guarda chi siede in sala e chi resta fuori dall’inquadratura. Dentro la sala ci sono Berlino e Parigi, che sul riarmo continentale hanno costruito la propria nuova centralità: la Germania da sola, ricorda Draghi, entro fine decennio spenderà in armamenti quanto la Russia mobilitata oggi su economia di guerra. Fuori dall’inquadratura ci sono Roma, Madrid, Lisbona, Atene: i Paesi mediterranei, esclusi dal nocciolo duro delle «coalizioni ristrette», invitati implicitamente a seguire il treno tedesco o a restare ai margini. Il «federalismo pragmatico» non è un progetto di sovranità europea: è la formalizzazione di una geometria variabile dove a decidere sono i Paesi con i bilanci della difesa più gonfi e l’industria bellica più strutturata. Per l’Italia significa: continuare a comprare F-35, sistemi Patriot, munizionamento prodotto altrove, mentre la base industriale resta subordinata. La cornice Mattei-Moro-Craxi, che assegnava al Paese una funzione di ponte mediterraneo e di interlocuzione autonoma con il mondo arabo, qui scompare. Restano Sigonella, Aviano, Ghedi e la dipendenza che il discorso di Aquisgrana certifica come dato di fondo del prossimo decennio.
Il federalismo pragmatico, dietro l’eleganza accademica della formula, è il vestito istituzionale di un riarmo continentale che non chiede più il permesso ai parlamenti nazionali. E che ha un nemico designato: la Russia, ricordata da Draghi non come interlocutore ma come «nostro avversario».
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La Russia da un altro punto di vista: Stefano Orsi racconta il 9 maggio a Ryazan

La Russia è fallita. La Russia ha perso la guerra. I centri commerciali di Mosca sono vuoti. La parata del primo maggio è stata celebrata in forma ridotta per le difficoltà sul campo di battaglia. Putin ha perso il consenso. Quante volte abbiamo letto o sentite queste affermazioni, come titoli di giornale o come…

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⚡Calcio Connection, sempre più antenne negli stadi
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💯Class action italiana contro i social
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🔥Roma, sampietrini digitali
❌Stazione Termini, telecamere da paura
❌Smart Pavement, il Wi-Fi sotto l’asfalto
▶️Visore ottico nei reparti pediatrici
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⚠️L’Europa accelera sulla sanità artificiale
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🔴LEVANTE 15.05.2026 18,30 🔴Il ritorno del trio Mazzucco Quaglia Furlan e la trappola di Tucidide

A questo link 👉https://www.youtube.com/watch?v=GciX7dwRhIA

A Levante questa sera, 15 maggio 2026, Margherita Furlan, Massimo Mazzucco e Roberto Quaglia dialogano sulla settimana che ha cambiato la mappa del mondo. Trump vola a Pechino e Xi Jinping gli pone la domanda che nessun presidente americano vorrebbe sentire: «La Cina e gli Stati Uniti possono superare la Trappola di Tucidide?». Draghi ad Aquisgrana ammette che l'Europa è sola. Yermak, il braccio destro di Zelensky, finisce in carcere per corruzione. E intanto le banche centrali del pianeta scaricano dollari e accumulano oro a ritmi che non si vedevano dagli anni Settanta.

📚 LIBRI
Massimo Mazzucco, «Ucraina, l'altra verità»
Roberto Quaglia, «Guerra e pace e zombie », «Il fondamentalismo hollywoodista»
Margherita Furlan, «BRICS Scacco Matto»

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🔴 Il ritorno del trio Mazzucco Quaglia Furlan e la trappola di Tucidide | LEVANTE 15.05.2026

A Levante questa sera, 15 maggio 2026, Margherita Furlan, Massimo Mazzucco e Roberto Quaglia dialogano sulla settimana che ha cambiato la mappa del mondo. Trump vola a Pechino e Xi Jinping gli pone la domanda che nessun presidente americano vorrebbe sentire: «La Cina e gli Stati Uniti possono superare la Trappola di Tucidide?». Draghi…

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CasaDelSoleTG 15.05.26 🔴 Sulla riva del fiume il de profundis per il dollaro

– ABBONATI! 110.000 ISCRITTI ZERO PADRONI – Xi aspetta sulla riva del fiume di Gionata Chatillard – Lo yuan entra a Bruxelles di Margherita Furlan – Trump pronto “a fare pulizia” in Iran di Jeff Hoffman – Riyadh-Teheran: l’equilibrio della minaccia di Margherita Furlan – Iran-Emirati, la frattura nei BRICS di Margherita Furlan –…

https://casadelsole.tv/casadelsoletg-15-05-26-🔴-sulla-riva-del-fiume-il-de-profundis-per-il-dollaro/
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Trump pronto “a fare pulizia” in Iran

di Jeff Hoffman


Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di aver respinto l'ultima proposta iraniana perché la prima frase era inaccettabile. Ha insistito sul fatto che l'Iran non debba possedere alcuna capacità nucleare, con la rimozione definitiva del combustibile in loro possesso.

Tornando da Pechino il 15 maggio, Trump ha aggiunto che potrebbe servire «un po' di lavoro di pulizia» e ha scritto su Truth Social che la campagna militare contro l'Iran «sarà ripresa».

Tuttavia, Trump si è anche detto disponibile a una sospensione ventennale del programma nucleare iraniano, purché l'impegno sia «reale», tralasciando il dettaglio che la Casa Bianca viene percepita dalla maggioranza del mondo come non affidabile...
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Kiev colpisce Ryazan, pioggia nera sulla città russa

di Jeff Hoffman

Nella notte tra il 14 e il 15 maggio, droni ucraini hanno colpito in massa la regione russa di Ryazan, 180 chilometri a sud-est di Mosca. L'obiettivo principale è la raffineria di proprietà Rosneft, una delle più grandi del Paese.

Secondo le autorità locali, 99 droni nemici hanno colpito obiettivi civili in tutta la regione. Due palazzi residenziali sono stati fortemente danneggiati dai detriti, con i residenti che hanno descritto una «pioggia nera» ricaduta sulla città dopo l'incendio della raffineria, con colonne di fumo denso visibili a grande distanza...
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Riyad-Teheran: l’equilibrio della minaccia

di Margherita Furlan

L’Arabia Saudita avrebbe proposto all’Iran un patto bilaterale di non aggressione, a margine dei colloqui ufficiali sul nucleare. Una mossa che certificherebbe l’autonomia strategica di Riyadh rispetto a Washington e ridisegnerebbe la geometria del Golfo dopo la guerra di febbraio.
Il principe ereditario Mohammed bin Salman avrebbe aperto un canale parallelo con la guida iraniana, sganciato dal tavolo formale presieduto dagli emissari di Trump...
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Vienna alza i caccia contro Washington
di Margherita Furlan
Per la seconda volta in pochi giorni, l'aeronautica austriaca ha fatto decollare i propri Eurofighter Typhoon per intercettare un velivolo militare statunitense non autorizzato nei cieli alpini. Un fatto senza precedenti tra alleati di fatto.
Il ministero della Difesa di Vienna ha confermato l'episodio: aerei da ricognizione americani hanno violato lo spazio aereo neutrale austriaco senza autorizzazione, costringendo i caccia di Zeltweg a un'azione di polizia del cielo. Si tratta della seconda intercettazione nel giro di una settimana...
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Kiev, le ultime ore di Zelensky
di Margherita Furlan
L'Alta Corte Anticorruzione ucraina ha disposto sessanta giorni di custodia preventiva per Andriy Yermak, ex capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky, accusato di riciclaggio di denaro nell'ambito dell'inchiesta «Operazione Midas».
La cauzione è stata fissata in 140 milioni di grivnie, circa tre milioni di dollari, somma che Yermak ha dichiarato di non possedere. L'indagine contesta uno schema di riciclaggio fino a undici milioni di dollari, transitato attraverso un complesso residenziale di lusso alle porte di Kiev. L'arresto è il punto più alto di un'inchiesta che ha già travolto l'ex ministro dell'Energia e l'imprenditore Timur Mindich, già socio in affari di Zelensky...
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