Covid Truffa: Cronache dal virus che non c'è
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"Io non sono cattivo, è che mi disegnano così"

"Le folle non hanno mai provato il desiderio della verità. Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno" (Sigmund Freud)
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OCCHIO ALLA LINEA ROSSA

Ripetiamo quello che abbiamo scritto qui in merito agli integralisti cristiani e musulmani, che vale anche per la nuova religione globalista: chi vuole ritornare indietro sulla strada criminale della persecuzione e repressione della libertà di pensiero che l’umanità ha subito per secoli, dovrà essere fermato con metodi legali come l’arresto e il carcere, se possibile.

Se impossibile, allora sarà legittimo anche il ricorso all’insurrezione popolare e alla resistenza armata. Non lo diciamo noi, ma ce lo dicono proprio i partiti, sindacati e intellettuali sedicenti progressisti o di sinistra, da quasi 80 anni: ogni anno, celebrano, inneggiano e propongono come modello universale la Resistenza che è appunto una esaltazione della lotta armata in nome degli ideali di libertà.

Persino la Chiesa Cattolica lo prevede in casi estremi. Ecco un brano dell’enciclica “Populorum Progressio” di Paolo VI, paragrafo 31:
“L’insurrezione rivoluzionaria - salvo nel caso di una tirannia evidente e prolungata che attenti gravemente ai diritti fondamentali della persona e nuoccia in modo pericoloso al bene comune del paese - è fonte di nuove ingiustizie, introduce nuovi squilibri, e provoca nuove rovine".

E se lo prevede persino la Chiesa Cattolica - che nella sua storia millenaria ha sempre appoggiato i tirannici poteri regali e poi le peggiori dittature dell’epoca moderna come la Russia zarista (Chiesa ordodossa), la Spagna Franchista, l’Italia fascista, la Germania nazista, la Slovacchia filonazista di Jozef Tiso, sacerdote cattolico e Presidente del consiglio, ecc. - allora tutti possono considerarla una prospettiva legittima, seppur tragica e dolorosa.

#linearossa
Gli unici che meritano la privazione della libertà sono coloro che vogliono imporre con la forza la loro religione o ideologia.
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MULTA DI 8000 € AL GIORNO PER CHI USA X / TWITTER CON VPN

Il presidente della Corte Suprema del Brasile Luis Roberto Barroso, dopo aver bloccato X il 30 agosto, ha imposto una multa di 50.000 reais (8.000 €) per chiunque, privati cittadini, aziende o giornalisti, accederà alla piattaforma di Musk tramite VPN o altri stratagemmi.

Si tratta di una norma così abnorme, censoria e punitiva, che anche il confronto con il regime nazista non è abbastanza calzante. Basti pensare che lo stipendio medio di un impiegato in Brasile è di 6300 €, ovvero insufficiente a pagare la multa di un solo giorno.

Certo, anche se la multa fosse di un centesimo sarebbe un abuso inaccettabile, ma esprime bene l’escalation dispotica verso cui stiamo andando.

Persino la multa di Draghi di 100 € per gli over 50 apparirebbe come una buffetto paterno, se non fosse che comportava poi la sospensione dallo stipendio e costringeva all'inoculazione tossica.

Il presidente Lula sta percorrendo la stessa strada, in salsa sinistroide, delle dittature clerico-fasciste latino-americane in particolare di quella trentennale basiliana, di cui Lula fu vittima, ma forse non abbastanza...

Il fine di tutte questa misure sincronizzate - le minacce a Musk da UE e USA, l’arresto di Durov, le minacce a Chris Pavlovski, AD di Rumble, l'arresto di cittadini in Gran Bretagna per post di dissenso, ecc. - hanno un motivo chiaro: erigere un cordone sanitario informativo mondiale contro Trump per le prossime elezioni americane di novembre.

Solo l’elezione di Trump può fermare, seppur in parte, il treno globalista in marcia, a partire dallo stop alle armi all’Ucraina. La sua eventuale elezione fa tremare i polsi di tutti i media prezzolati, dei governanti, dell’OMS, dei filantropi, dell’ONU, del WEF, di Zelensky, della NATO, di Israele e via assassinando.

Tutte le altre motivazioni sono importanti, ma secondarie.
(qui la notizia anche su altri media di regime, per attestare la veridicità di questa allucinante e incredibile notizia)
#linearossa
2024: FUGA DA MACRONLAND
Il messaggio su X dell’AD di Rumble Chris Pavlovski:

“Sono un po' in ritardo, ma per una buona ragione: ho appena lasciato l'Europa sano e salvo.

La Francia ha minacciato Rumble e ora ha oltrepassato il limite arrestando il CEO di Telegram, Pavel Durov, a quanto si dice per non aver censurato la libertà di parola.

Rumble non tollererà questo comportamento e utilizzerà ogni mezzo legale disponibile per combattere per la libertà di espressione, un diritto umano universale. Stiamo attualmente combattendo nelle corti francesi e speriamo nell'immediato rilascio di Pavel Durov
.”
#linearossa