Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Forwarded from Rubio feat Rubio
Caro popolo ebraico, non potete pretendere che il sionismo sia distinguibile dall'ebraismo mentre una grande maggioranza di voi sostiene l'imposizione genocida di uno "Stato ebraico" in Palestina. Saranno distinguibili solo quando una maggioranza di voi chiederà lo smantellamento di
"Israele"

#dismantle_israel_now 🇵🇸✌🏾
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Forwarded from Miracolo a Milano
📌 UE: Il piano di risposta rapida, i commissari della crisi e la "borsa della resilienza" per le "emergenze belliche e climatiche"

La paura e l'emergenza, sono questi alcuni degli ingredienti necessari alle classi dirigenti, nazionali e sovranazionali, per tentare di tenere in piedi l'odierno regime.

👉 Da un lato, è la paura a rendere mansueta e remissiva la popolazione. Come riportato dallo psicologo Gustave Gilbert in "Nuremberg Diary" nel 1947, nel resoconto di un'intervista al fondatore della Gestapo Hermann Goring, "[...] bisogna spaventarli, inculcargli la paura, bisogna imbottirli di paura come si fa con le oche finché non gli scoppia il fegato per fare il patè", cosicché accettino le politiche impostegli, anche le più estreme. "Un po' di paura secondo me è un ingrediente necessario in questo momento" ha dichiarato da Fazio qualche giorno fa Michele Serra, promotore della piazza romana per la guerra.

👉 Dall'altro, è l'emergenza, o meglio il suo alter ego politico, l'emergenzialismo, a fornire l'alibi, a giustificare e legittimare le politiche scavalcando quel poco che rimane del perimetro giuridico e democratico. Misure "eccezionali" e amministratori tecnici per gestire situazioni cosiddette emergenziali, che però si sono fatte norma. Come diceva Draghi, misure che perdono il carattere di eccezionalità e diventano normalità. Lo è stato il "terrorismo", lo è stato lo spauracchio psico-pandemico, lo è il clima, e lo sarà ancora una volta la guerra, la madre di tutte le emergenze.

Non si tratta di cura dell'ambiente, né di cura della salute e della persona, né tantomeno di difesa dall'invasione imminente. Si tratta di autoritarismo, di violenza psicologica, di controllo e disciplinamento sociale. Contro lo stato di emergenza senza fine, contro il governo del terrore!
https://t.me/canalemiracolomilano
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
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Nel medesimo giorno in cui hanno ammazzato due giovani reporter, portando a 208 il numero giornalisti morti a Gaza dal 7 Ottobre, le forze di occupazione hanno rapito Hamdan Ballal, uno dei registi del film premio Oscar No Other Land, prelevandolo dall'ambulanza nella quale si trovava dopo essere stato pestato da coloni in Cisgiordania.

Prontamente è stato indetto un sit in di fronte al Ministero dei beni e delle attività culturali di Roma, in segno di protesta e per chiedere la rottura delle collaborazioni con Israele.
Naturalmente assenti tutti i benpensanti di casa nostra e gli intellettuali "per la pace", quelli che nelle ultime settimane sono in stato di mobilitazione per "la difesa dei valori democratici dell'Occidente".

Il regista Federico Greco ai microfoni di Byoblu.
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Forwarded from Palestina e Russia secondo la "convenzione" di Ginevra. (GYNEVЭRЭNA✒)
Un tributo di solidarietà dai colleghi giornalisti presso l'ospedale battista di Gaza City, in onore del sangue dei due giornalisti martiri, "Hussam Shabat e Mohammed Mansour" (nell'immagine), caduti ieri nei raid dell'occupazione israeliana.


La stessa notizia data da fonti sioniste: Dopo l'assassinio di ieri del "giornalista" di Gaza, il portavoce delle IDF aggiorna:

Le IDF e lo Shin Bet hanno ucciso un terrorista dell'organizzazione terroristica Hamas, che lavorava anche come giornalista per Al Jazeera.

Ieri (lunedì), le IDF e lo Shin Bet hanno ucciso Hossam Bassel Abdel Karim Shabat, un cecchino terrorista del battaglione Beit Hanoun dell'organizzazione terroristica Hamas, che lavorava anche come giornalista per Al-Jazeera.

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Uno degli imam nominati a Damasco dal nuovo governo, quando gli è stato chiesto perché non prega per Gaza nei suoi discorsi, ha detto:

«Bashar al-Assad aveva imposto a tutte le moschee siriane di pregare per Gaza, il suo popolo e la sua resistenza. Inoltre la Palestina ha bisogno di un nuovo modo di pensare.»

Il resto del discorso è composto da metafore che non hanno alcun senso, non si è potuto dire la sua posizione finale o il motivo per cui ha tirato in ballo le preghiere "forzate da Assad".

Geopolitics Watch

Ecco cos'era la Siria di Assad per la Palestina. E non erano solo preghiere perché gli Assad (padre e figlio) hanno sempre protetto, sostenuto, e permesso di proliferare, all'interno del paese, la resistenza palestinese.
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«Il fatto è che il mondo occidentale ha intrapreso una campagna di produzione di armi su una scala così rapida e di tale portata che le fondamenta della libertà politica e della democrazia parlamentare non saranno in grado di sostenere lo shock. Questa è una questione davvero molto grave. Ho sempre detto sia alla Camera dei Comuni che nei discorsi nel paese - e penso che i miei ex colleghi del governo almeno mi daranno credito per questo - che il programma di difesa deve sempre essere coerente con il mantenimento del tenore di vita del popolo britannico e il mantenimento dei servizi sociali, e che non appena è diventato chiaro che ci eravamo impegnati in un programma di armi incoerente con tali considerazioni, non avrei potuto più rimanere un membro del governo.»

dal discorso di dimissioni al governo Attlee di Aneurin Bevan (23 aprile 1951).
Bevan è a capo della fondazione del NHS (National Health Service). Quando si dimette è Ministro del Lavoro.
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Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Antonio Gramsci
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Punto 38 risoluzione ReArm, contempla ogni genere di catastrofe che a loro dire dovremmo fronteggiare con quel ridicolo kit. Certo la fantasia e la spregiudicatezza non mancano a lor signore (uso il femminile perché le più bastarde al potere sono di questo genere); quindi è possibile che simulino un attacco alla nostra sicurezza fra quelli ipotizzati e lo attribuiscano ai cosacchi. Mi conforta che il 90% delle voci sui social non li prende sul serio. Del resto mi pare che nessuno dei capi di governo e commissari UE esprimano la virtù della gravitas (dignità, serietà e senso del dovere) che dovrebbero guidare ogni loro azione, specie durante crisi ed emergenze. Questa minchiona pensa di aver persuaso i concittadini europei ridacchiando come una scimmia?

Dely Farina
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Volevo scrivere di collaborazionismo, della vergogna sempiterna che ad ogni latitudine, in ogni era, ha macchiato la storia luminosa dei popoli in lotta per la libertà, ed avevo tutta l'intenzione di fare un excursus preciso e dettagliato della farsa stellare di Oslo e delle imprese di tutti i pagliacci che vi parteciparono - alcuni di essi ignari, va detto. E pagarono con la vita l'essersi fidati di individui che hanno fatto della contraffazione storica il loro marchio di fabbrica - dal 1993 ad oggi, anno del Signore 2025. Avrei voluto collegare, come va fatto, Oslo alla patetica sceneggiata organizzata nel campo di sterminio di Gaza, due giorni fa. Stessa mano, stessa adesione ormai plateale ai dettami dell'occupante, dagli arresti dei resistenti di Jenin fino alla manifestazione truffa, subdolo tentativo di rimescolare le carte in tavola a tutto vantaggio della propaganda coloniale. Un centinaio di residenti presi per fame ed obbligati a ripetere gli slogan degli occupanti. Non una parola contro Israele, notate bene. Roba che farebbe ridere i polli - e fa amaramente ridere chiunque conosca anche poco il popolo palestinese - se non si trattasse di una questione estremamente grave, che attiene all'infilare una lama nel corpo martoriato dei propri fratelli, durante un genocidio che ha demolito il senso dell'umano. Durante un genocidio che l'autorità palestinese è restata a guardare in silenzio.
Volevo scriverne.
Poi però ho visto il video di una bambina con la testa fracassata, stesa sul pavimento di un lazzaretto spoglio, pregno di gemiti umani, senza presidi sanitari di rilievo escluso un medico riverso sul piccolo corpo in terra, che tastava la vena sul collo per controllarne le residue funzioni vitali. I suoi occhi grandi, pieni di paura per una morte sentita come imminente. Una paura silenziosa, senza lacrime. Poche bende a fermare l'emorragia copiosa che imbrattava il pavimento di sangue rosso, giovanissimo, innocente. Non è un video di guerra né un video di morte. È semplicemente la rappresentazione plastica di uno scempio che siamo obbligati a subire, tutti. Come corpi fisici, come esseri dotati di uno spirito, come persone che hanno letto, e studiato, e vissuto, e che quindi sanno - o intuiscono, i meno sagaci - che quel che avviene a Gaza è anche la nostra morte collettiva in quanto esseri umani.
E quindi lascerò alle parole di Filippo Kalomenìdis il compito di spiegare cosa è la Resistenza per un popolo che lotta con orgoglio da settantacinque anni senza arrendersi mai.
Ghazze al-azze, Gaza la dignitosa. Gaza che non striscia.
Questa è gente che dà del tu ai re, che decenni di resistenza implacabile a poteri ugualmente implacabili ha reso affilata come lama, dura come la roccia, capace di comprendere gli uomini con una sola occhiata e che non fa sconti a nessuno quando la sua terra è in pericolo. Che conserva l'orgoglio anche nella tragedia più avvilente.
Siamo di Gaza. Tutti i colonialisti della terra con le loro armi ci sono venuti contro e noi siamo qui. Un punto sulla carta geografica, il centro del mondo.

Qui il post di Filippo.


#Muqawama

Rossella Ahmad
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Cioè, il Corriere della Ser(v)a riporta la notizia in cui si dice che questa Sanpellegrino e Scuola attiva Onlus, sotto la supervisione dell'università di Pavia, fanno uno studio su 1000 bambini tra i 5 e gli 11 anni (risultati esposti in una iniziativa di una senatrice PD.. e di quale atro partito sennò?), dal quale emergerebbe che 40% ha fatto un "brutto sogno" relativo al cambiamento climatico, in cui il 95.6% soffre di "eco ansia" e si sente responsabile di questa tragedia.
Nello stesso studio si dice che il fattore di stress che scatena queste ansie è la COMUNICAZIONE e L'INFORMAZIONE, e quale sarebbe il rimedio? INIZIATIVE di INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE

Criminali e pagliacci! Lasciate in pace i bambini!
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#tuttiacasa
📅 sabato 29 Marzo ore 15:00
ℹ️ Nuovo Cinema Aquila - Via L'Aquila 66/74, Roma

LIBERIAMOCI DA CHI HA SVENDUTO L'ITALIA!

Con la partecipazione di: Pino Arlacchi, Giulia Bertotto, Claudia Candeloro, Leonardo Cribio, Angelo D'Orsi, Federico Greco, Gabriele Guzzi, Jorit, Giuliano Marrucci, Monica Natali, Stefano Orsi, Geminello Preterossi, Alessandro Volpi, Andrea Zhok.

A cura di: OttolinaTv, Multipopolare, L'indispensabile, La fionda, Paese Reale, Comitato contro la guerra di Milano, Marx XXI

Federico Greco
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A GAZA, QUASI OGNI PLOTONE DELL'IDF TIENE UNO SCUDO UMANO, UN SOTTOESERCITO DI SCHIAVI PALESTINESI

I palestinesi innocenti vengono regolarmente costretti dai soldati a entrare nelle case di Gaza per assicurarsi che non ci siano terroristi o esplosivi. Allora perché la Divisione Investigativa Criminale della Polizia Militare dell'IDF sta aprendo solo sei indagini sull'uso di Scudi Umani?

Di Ufficiale Superiore Anonimo - 30 marzo 2025

A Gaza, i soldati israeliani usano Scudi Umani almeno sei volte al giorno.

Ho prestato servizio a Gaza per nove mesi e mi sono imbattuto per la prima volta in queste procedure, chiamate "Protocollo Zanzara" nel dicembre 2023. Erano passati solo due mesi dall'inizio dell'offensiva di terra, molto prima che ci fosse carenza di cani dell'Unità Cinofila delle IDF, Oketz, che venivano usati per questo scopo. Questa è diventata l'assurda scusa non ufficiale per questa folle procedura non ufficiale. Allora non mi rendevo conto di quanto sarebbe diventato onnipresente l'uso di Scudi Umani, che chiamavamo "Shawish (Insignificanti)".

Oggi, quasi ogni plotone ha uno "Shawish" e nessuna forza di fanteria entra in una casa prima che uno "Shawish" la liberi. Ciò significa che ci sono quattro "Shawish" in una Compagnia, dodici in un Battaglione e almeno 36 in una Brigata. Gestiamo un sottoesercito di Schiavi.

La procedura è semplice. Palestinesi innocenti sono costretti a entrare nelle case di Gaza e a "ispezionarle", per assicurarsi che non ci siano terroristi o esplosivi.

Di recente ho visto che la Divisione Investigativa Criminale della Polizia Militare (MPCID) dell'IDF ha aperto sei indagini sull'uso di civili palestinesi come Scudi Umani, e sono rimasto sbalordito. Ho già visto insabbiamenti in passato, ma mai a questo livello. Se la MPCID volesse fare seriamente il suo lavoro, dovrebbe aprire ben più di mille indagini. Ma tutto ciò che la MPCID vuole è che possiamo dirci e dire e al mondo che stiamo indagando su noi stessi, quindi hanno trovato sei capri espiatori e stanno addossando loro la colpa.

Ero presente a una riunione in cui uno dei comandanti di Brigata ha presentato il concetto di "Zanzara" al Comandante di Divisione come una "necessaria esigenza operativa per portare a termine la missione". Era così normalizzato che ho pensato di avere delle allucinazioni. Già nell'agosto del 2024, quando questa storia è esplosa su Haaretz e nelle testimonianze raccolte da Breaking the Silence, una fonte di alto livello ha affermato che sia il Capo di Stato Maggiore delle IDF uscente sia il Capo del Comando Meridionale uscente erano a conoscenza della procedura. Non so cosa sia peggio: che non sappiano cosa sta succedendo nell'esercito che comandano o che lo sappiano e continuino comunque.

Sono passati più di sette mesi da quando è stata pubblicata quella storia e i soldati hanno continuato a trattenere i palestinesi e a costringerli a entrare nelle case e nei tunnel davanti a loro. Mentre il Capo di Stato Maggiore e il Capo del Comando Meridionale continuavano a non dire e fare nulla al riguardo, il protocollo è diventato ancora più diffuso e normalizzato.

Il personale di grado più alto sul campo è a conoscenza dell'uso di Scudi Umani da più di un anno e nessuno ha cercato di fermarlo. Al contrario, è stato definito come una necessità operativa.

È importante notare che possiamo entrare nelle case senza usare Scudi Umani. Lo abbiamo fatto per mesi, secondo una corretta procedura di ingresso che includeva l'invio di un robot, un drone o un cane. Questa procedura ha dato i suoi frutti, ma ha richiesto tempo e il Comando voleva risultati immediati. In altre parole, abbiamo costretto i palestinesi a fare da Scudi Umani non perché fosse più sicuro per le truppe dell'IDF, ma perché era più veloce. Ecco perché abbiamo messo a rischio la vita di palestinesi che erano sospettati di non essere altro che nel posto sbagliato al momento sbagliato.
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Non è andata avanti senza resistenza. Soldati e ufficiali hanno resistito. Io ho resistito. Ma è quello che succede quando al Comando Superiore non importa e ai politici ancora meno. È quello che succede quando sei veloce a premere il grilletto e sei operativamente stremato ed esausto. È quello che succede quando sei in una guerra senza fine che non riesce a riportare vivi gli ostaggi mese dopo mese. Perdi il giudizio morale. Un amico ufficiale dell'esercito mi ha raccontato di un episodio accadutogli: hanno incontrato un terrorista in una casa che era già stata ispezionata da uno "Shawish". Lo "Shawish" era un uomo anziano e quando si è reso conto di aver sbagliato, si è spaventato così tanto che si è sporcato addosso. Non so cosa gli sia successo. Avevo paura di chiedere.

Questo caso dimostra che le giustificazioni che ci hanno dato, ovvero che la procedura è per motivi di "sicurezza", non erano vere. Queste persone non sono combattenti professionisti; non sanno come ispezionare una casa. I soldati non si fidano di loro perché non sono lì di loro spontanea volontà. A volte, gli "Shawish" vengono mandati nelle case solo per appiccare il fuoco o farle saltare in aria. Non ha nulla a che fare con la sicurezza.

Tremo al pensiero di cosa questo faccia alla psiche di chiunque debba entrare in una casa, terrorizzato, al posto di soldati armati. Tremo anche al pensiero di cosa questo faccia a noi israeliani.

Ogni madre che manda il figlio a combattere capisce che potrebbe ritrovarsi ad prendere un palestinese dell'età di suo padre, o dell'età di suo fratello minore, e costringerlo con la forza a camminare davanti a lui, disarmato, in una casa o in un tunnel potenzialmente pieni di trappole esplosive? Non solo non siamo riusciti a proteggere le nostre truppe, ma abbiamo corrotto le loro anime e non c'è modo di sapere cosa questo farà a noi, come società, quando torneranno a casa dalla guerra.

Ecco perché l'indagine MPCID è così esasperante. In primo luogo, i soldati sono costretti a usare i palestinesi come Scudi Umani, e poi gli ufficiali usano soldati di grado inferiore come loro capri espiatori, il tutto mentre stiamo ancora cercando disperatamente di riavere indietro gli ostaggi che sono tenuti, in parte, per servire come Scudi Umani per Hamas.

Era ovvio che era solo questione di tempo prima che questa storia esplodesse, ma è troppo grande perché la MPCID possa gestirla. Solo una Commissione d'inchiesta statale indipendente potrebbe arrivare in fondo a questa storia.

Fino ad allora, abbiamo tutte le ragioni per preoccuparci delle Corti internazionali all'Aja, perché questa procedura è un Crimine che persino l'esercito ora ammette. Accade quotidianamente ed è molto più comune di quanto venga detto al pubblico.

Questo articolo è stato scritto da un ufficiale superiore anonimo di una Brigata in servizio effettivo .

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://archive.md/m6U7v
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L'ESERCITO ISRAELIANO AMMETTE DI AVER SPARATO ALLE AMBULANZE DI GAZA MENTRE IL CORPO DI UN SOCCORRITORE VIENE TROVATO "GIUSTIZIATO E SMEMBRATO"

L'Esercito di Occupazione Israeliano ha aperto il fuoco sulle ambulanze e sui camion dei pompieri che si sono precipitati ad aiutare i palestinesi presi di mira nella città meridionale di Rafah

The Cradle - 29 marzo 2025

Il 29 marzo, l'esercito israeliano ha ammesso di aver attaccato ambulanze e camion dei pompieri nel quartiere Tal Sultan di Rafah nella Striscia di Gaza meridionale, dove domenica scorsa sono scomparsi diversi membri della Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS).

I funzionari affermano che le truppe hanno inizialmente aperto il fuoco "verso i veicoli di Hamas". "Pochi minuti dopo, altri veicoli sono avanzati in modo sospetto verso le truppe. Le truppe hanno risposto sparando verso i veicoli sospetti, eliminando diversi terroristi di Hamas e della Jihad Islamica", si legge nella dichiarazione dell'esercito.

"Dopo un'indagine iniziale, è stato stabilito che alcuni dei veicoli sospetti erano ambulanze e camion dei pompieri", aggiunge.

Venerdì, i membri del PRCS e il personale delle Nazioni Unite che sono arrivati ​​sul luogo del Massacro hanno riferito di aver trovato il corpo del capo della missione, Anwar Abdel Hamid al-Attar, "ridotto in pezzi".

"Le nostre squadre hanno trovato l'equipaggiamento di sicurezza strappato indossato dall'equipaggio sulla scena del crimine. Ciò suggerisce che le Forze di Occupazione Israeliane hanno preso di mira direttamente l'equipaggio durante la loro incursione, quindi hanno deliberatamente alterato le caratteristiche dell'area e nascosto i corpi di alcuni civili usando ruspe e macchinari pesanti", ha affermato il PRCS in una dichiarazione.

Altri tredici medici e operatori dell'agenzia di Protezione Civile risultano ancora dispersi.

Le squadre di soccorritori mobilitate a Tal as-Sultan domenica scorsa per assistere i palestinesi feriti dai bombardamenti e dagli attacchi via terra di Israele: coloro che sono riusciti a sfuggire all'assalto hanno riferito di esecuzioni di molti palestinesi da parte delle truppe israeliane.

"Invitiamo la comunità internazionale a fare pressione sulle autorità di Occupazione affinché rivelino la sorte del personale scomparso. Esortiamo inoltre la comunità internazionale e gli stati firmatari delle Convenzioni di Ginevra ad adottare misure serie per garantire la protezione del personale medico", ha affermato sabato il PRCS.

Israele ha ucciso circa 1.000 palestinesi a Gaza dalla ripresa completa del Genocidio, circa la metà dei quali sono donne e bambini. Tra questi, circa 300 sono stati uccisi solo il 25 marzo in attacchi in cui Tel Aviv ha affermato di aver preso di mira "capi" e "attivisti di Hamas e della Jihad Islamica".

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://thecradle.co/articles-id/29733
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Le forze armate yemenite non sono né intimidite né scoraggiate dall'intervenire direttamente per supportare i loro fratelli e sorelle in Palestina.

Chi altro lo sta facendo?

CCHS
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Forwarded from Controllo Globale
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Cosa risponderesti a chi (Francesca Albabese, Luisa Morgantini, Michele Giorgio, Manolo Luppichini, Elena Castellani, Maurizio Acerbo, RC, AVS (PD), PAP etc etc e tutti i pavidi complici della normalizzazione dell’occupazione) in occidente dice che “HAMAS NON È PALESTINA”?

Questa la risposta di un fratello Palestinese che spiega perché Hamas sia Palestina.

Per tutti quelli che si affannano a fare del colonialismo razzista cercando di discostare Hamas dalla lotta per la liberazione della Palestina e dai Palestinesi stessi.

#Dismantle_israel_now
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