🚨PROF. JOHN MEARSHEIMER: LA POLITICA DEGLI STATI UNITI E DI "israele" È QUELLA DI MANTENERE LA SIRIA DISTRUTTA
"La politica americana nei confronti della Siria è fondamentalmente la politica di "israele". E ciò che gli Stati Uniti erano decisi a fare era distruggere la Siria e mantenerla distrutta. Questo è ciò che gli israeliani vogliono fare con l'Iran."
"Non vogliono semplicemente eliminare la capacità nucleare dell'Iran... vogliono distruggere l'Iran. Vogliono trasformare l'Iran nella Siria. E quello che gli israeliani stanno facendo in Siria è fare di tutto per assicurarsi che la Siria rimanga uno stato disfunzionale".
-Il Prof. John Mearsheimer sull'ultimo episodio di Going Underground
INTERVISTA COMPLETA: https://rumble.com/v6t8ekr-prof.-john-mearsheimer-israel-owns-the-trump-administration-israel-is-a-lia.html?e9s=src_v1_ucp
Foto 2:
Dall'archivio email di Hillary Clinton rivelato da Wikileaks:
La caduta di Assad in Siria potrebbe innescare una guerra civile sunnita-sciita che, agli occhi dei comandanti israeliani, "non sarebbe una brutta cosa per" israele" e i suoi alleati occidentali".
"israele" voleva una Siria distrutta, e ha ottenuto ciò che desiderava.
Going Underground
"La politica americana nei confronti della Siria è fondamentalmente la politica di "israele". E ciò che gli Stati Uniti erano decisi a fare era distruggere la Siria e mantenerla distrutta. Questo è ciò che gli israeliani vogliono fare con l'Iran."
"Non vogliono semplicemente eliminare la capacità nucleare dell'Iran... vogliono distruggere l'Iran. Vogliono trasformare l'Iran nella Siria. E quello che gli israeliani stanno facendo in Siria è fare di tutto per assicurarsi che la Siria rimanga uno stato disfunzionale".
-Il Prof. John Mearsheimer sull'ultimo episodio di Going Underground
INTERVISTA COMPLETA: https://rumble.com/v6t8ekr-prof.-john-mearsheimer-israel-owns-the-trump-administration-israel-is-a-lia.html?e9s=src_v1_ucp
Foto 2:
Dall'archivio email di Hillary Clinton rivelato da Wikileaks:
La caduta di Assad in Siria potrebbe innescare una guerra civile sunnita-sciita che, agli occhi dei comandanti israeliani, "non sarebbe una brutta cosa per" israele" e i suoi alleati occidentali".
"israele" voleva una Siria distrutta, e ha ottenuto ciò che desiderava.
Going Underground
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Il rilascio del prigioniero israeliano-americano Edan Alexander segue colloqui diretti tra Hamas e gli Stati Uniti. Il suo rilascio fa parte di un accordo più ampio per garantire un cessate il fuoco e consentire l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza. In cambio di Alexander, nessun prigioniero palestinese verrà liberato; gli Stati Uniti si sono invece impegnati a sostenere gli sforzi per un cessate il fuoco.
Netanyahu, da parte sua, ha dichiarato di non essere impegnato in alcun cessate il fuoco, lasciando aperta la possibilità di intensificare le azioni a Gaza volte alla sua completa occupazione, un'operazione che Trump ha descritto come "uno sforzo sprecato".
Domani Trump arriverà in Arabia Saudita per il suo primo grande viaggio internazionale e visiterà il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. La visita di Trump mira a consolidare gli interessi regionali degli Stati Uniti attraverso gesti geopolitici, accordi economici e commerci di armi. Recentemente, Reuters ha riferito che gli Stati Uniti rimuoveranno il riconoscimento di Israele come precondizione per i colloqui sul nucleare civile con l'Arabia Saudita.
D'altro canto, l'Arabia Saudita aveva richiesto il riconoscimento dello Stato palestinese per partecipare ai negoziati sugli Accordi di Abramo sostenuti da Trump. Fonti del Golfo e israeliane stanno attualmente discutendo di una possibile dichiarazione degli Stati Uniti sul riconoscimento di uno Stato palestinese per promuovere accordi di normalizzazione tra gli Stati arabi e "israele".
La disputa tra Trump e Netanyahu nasce dalle pressioni di Israele sugli Stati Uniti affinché rispettino le sue condizioni regionali. Tra queste, rientrano le pressioni israeliane per un attacco congiunto contro l'Iran, che hanno contribuito alle dimissioni dell'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale statunitense Waltz.
Gli Stati Uniti hanno optato per colloqui indiretti con l'Iran per un nuovo accordo nucleare, con il quarto round di negoziati che si è svolto ieri in Oman. Gli Stati Uniti continuano a mantenere una posizione contraddittoria sui diritti iraniani all'arricchimento dell'uranio, scatenando l'ira di Netanyahu.
Nonostante ciò, Trump resta determinato a essere il principale fornitore di armi a "israele", sostenendo il suo piano “Riviera del Medio Oriente” per Gaza e assicurando che Israele rimanga la potenza militare e politica dominante sostenuta dagli Stati Uniti nella regione.
Oltre all'Iran e a Gaza, i disaccordi tra Stati Uniti e Israele si estendevano anche allo Yemen. Il cessate il fuoco in Yemen, richiesto dagli Stati Uniti e mediato dall'Oman, si è concluso senza affrontare gli attacchi contro "israele", concentrandosi invece sulla sicurezza delle navi statunitensi nel Mar Rosso.
"israele", colto di sorpresa dall'esito, ha promesso di continuare la sua campagna contro lo Yemen in modo indipendente. Ansarallah ha ribadito il suo sostegno a Gaza e ha sottolineato l'incapacità degli Stati Uniti di fermare le operazioni di resistenza contro "israele".
Red.
Netanyahu, da parte sua, ha dichiarato di non essere impegnato in alcun cessate il fuoco, lasciando aperta la possibilità di intensificare le azioni a Gaza volte alla sua completa occupazione, un'operazione che Trump ha descritto come "uno sforzo sprecato".
Domani Trump arriverà in Arabia Saudita per il suo primo grande viaggio internazionale e visiterà il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. La visita di Trump mira a consolidare gli interessi regionali degli Stati Uniti attraverso gesti geopolitici, accordi economici e commerci di armi. Recentemente, Reuters ha riferito che gli Stati Uniti rimuoveranno il riconoscimento di Israele come precondizione per i colloqui sul nucleare civile con l'Arabia Saudita.
D'altro canto, l'Arabia Saudita aveva richiesto il riconoscimento dello Stato palestinese per partecipare ai negoziati sugli Accordi di Abramo sostenuti da Trump. Fonti del Golfo e israeliane stanno attualmente discutendo di una possibile dichiarazione degli Stati Uniti sul riconoscimento di uno Stato palestinese per promuovere accordi di normalizzazione tra gli Stati arabi e "israele".
La disputa tra Trump e Netanyahu nasce dalle pressioni di Israele sugli Stati Uniti affinché rispettino le sue condizioni regionali. Tra queste, rientrano le pressioni israeliane per un attacco congiunto contro l'Iran, che hanno contribuito alle dimissioni dell'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale statunitense Waltz.
Gli Stati Uniti hanno optato per colloqui indiretti con l'Iran per un nuovo accordo nucleare, con il quarto round di negoziati che si è svolto ieri in Oman. Gli Stati Uniti continuano a mantenere una posizione contraddittoria sui diritti iraniani all'arricchimento dell'uranio, scatenando l'ira di Netanyahu.
Nonostante ciò, Trump resta determinato a essere il principale fornitore di armi a "israele", sostenendo il suo piano “Riviera del Medio Oriente” per Gaza e assicurando che Israele rimanga la potenza militare e politica dominante sostenuta dagli Stati Uniti nella regione.
Oltre all'Iran e a Gaza, i disaccordi tra Stati Uniti e Israele si estendevano anche allo Yemen. Il cessate il fuoco in Yemen, richiesto dagli Stati Uniti e mediato dall'Oman, si è concluso senza affrontare gli attacchi contro "israele", concentrandosi invece sulla sicurezza delle navi statunitensi nel Mar Rosso.
"israele", colto di sorpresa dall'esito, ha promesso di continuare la sua campagna contro lo Yemen in modo indipendente. Ansarallah ha ribadito il suo sostegno a Gaza e ha sottolineato l'incapacità degli Stati Uniti di fermare le operazioni di resistenza contro "israele".
Red.
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Chi è Edan Alexander, il prigioniero che oggi sarà liberato da Hamas tra le 17 e le 17.30 ore italiane a Khan Younis ?
Cominciamo col dire che non era un ragazzo finito lì per caso, e non stava ballando a un rave in una zona civile.
Era — e resta — un soldato ventunenne delle forze di occupazione israeliane (IOF), nato e cresciuto nel New Jersey.
Dopo essersi diplomato alla Tenafly High School nel 2022, si è trasferito volontariamente nell’entità di occupazione israeliana per arruolarsi. È stato assegnato al confine con Gaza, la più grande prigione a cielo aperto del mondo.
È stato catturato il 7 ottobre 2023 e trattenuto a Gaza per quasi 19 mesi.
Il suo rilascio sarà il primo di un cittadino americano dal cessate il fuoco di marzo, e soprattutto il primo risultato dei colloqui diretti tra Stati Uniti e Hamas — un passaggio diplomatico tutt’altro che secondario.
Vincenzo Fullone
Cominciamo col dire che non era un ragazzo finito lì per caso, e non stava ballando a un rave in una zona civile.
Era — e resta — un soldato ventunenne delle forze di occupazione israeliane (IOF), nato e cresciuto nel New Jersey.
Dopo essersi diplomato alla Tenafly High School nel 2022, si è trasferito volontariamente nell’entità di occupazione israeliana per arruolarsi. È stato assegnato al confine con Gaza, la più grande prigione a cielo aperto del mondo.
È stato catturato il 7 ottobre 2023 e trattenuto a Gaza per quasi 19 mesi.
Il suo rilascio sarà il primo di un cittadino americano dal cessate il fuoco di marzo, e soprattutto il primo risultato dei colloqui diretti tra Stati Uniti e Hamas — un passaggio diplomatico tutt’altro che secondario.
Vincenzo Fullone
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
OLTRE 18.000 BAMBINI UCCISI: ANDATE A DIRLO ALLA DE MARI
A scriverlo è un quotidiano ISRAELIANO.
Non lo dice Hamas. Non sono fonti palestinesi.
Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz, per mano di Carolina Landsmann, giornalista e opinionista israeliana (anche lei?), che lavora per Haaretz dal 2013 e che attualmente ricopre il ruolo di editorialista e redattrice.
Ecco qualche stralcio dell’articolo di 3 giorni fa intitolato:
How Did Israelis Become So Indifferent to Children Killed in Gaza?
Ossia: “Come hanno fatto gli israeliani a diventare così indifferenti ai bambini uccisi a Gaza?”
“Le foto – quelle che ci rifiutiamo di vedere – dei bambini uccisi nella Striscia di Gaza, che già contano più di 18.000, non sono solo una testimonianza vibrante di un disastro in corso a Gaza. Sono anche la testimonianza del disastro che stiamo facendo lì. […] Chi potrebbe essere più innocente di un bambino? Ma dopo 18.000 bambini morti, sembra che questo non ci fermerà o ci impedirà di continuare a distruggere Gaza. […] Dobbiamo chiederci, come siamo diventati così indifferenti? In che modo i nostri cuori si sono induriti alla morte dei bambini? Perché siamo silenziosi nel migliore dei casi, e persino gioiamo nel caso peggiore e più orribile? Dobbiamo vedere questa indifferenza come un segno che stiamo subendo un grave deterioramento, un processo che ha colpito il nostro nervo morale centrale. Questo è un processo che ci richiede di ottenere aiuto.”
Fonte
Mandatelo alla De Mari.
Grazie a Francesca Quibla per il riferimento.
👉 👉🏻 @roccocantautore
A scriverlo è un quotidiano ISRAELIANO.
Non lo dice Hamas. Non sono fonti palestinesi.
Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz, per mano di Carolina Landsmann, giornalista e opinionista israeliana (anche lei?), che lavora per Haaretz dal 2013 e che attualmente ricopre il ruolo di editorialista e redattrice.
Ecco qualche stralcio dell’articolo di 3 giorni fa intitolato:
How Did Israelis Become So Indifferent to Children Killed in Gaza?
Ossia: “Come hanno fatto gli israeliani a diventare così indifferenti ai bambini uccisi a Gaza?”
“Le foto – quelle che ci rifiutiamo di vedere – dei bambini uccisi nella Striscia di Gaza, che già contano più di 18.000, non sono solo una testimonianza vibrante di un disastro in corso a Gaza. Sono anche la testimonianza del disastro che stiamo facendo lì. […] Chi potrebbe essere più innocente di un bambino? Ma dopo 18.000 bambini morti, sembra che questo non ci fermerà o ci impedirà di continuare a distruggere Gaza. […] Dobbiamo chiederci, come siamo diventati così indifferenti? In che modo i nostri cuori si sono induriti alla morte dei bambini? Perché siamo silenziosi nel migliore dei casi, e persino gioiamo nel caso peggiore e più orribile? Dobbiamo vedere questa indifferenza come un segno che stiamo subendo un grave deterioramento, un processo che ha colpito il nostro nervo morale centrale. Questo è un processo che ci richiede di ottenere aiuto.”
Fonte
Mandatelo alla De Mari.
Grazie a Francesca Quibla per il riferimento.
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Il primo ministro britannico Keir Starmer pensa di essere Farage del 2016?
Cioè, dopo anni di sostegno a politiche immigrazioniste afferma che:
"Rischiamo di diventare un'isola di stranieri, non una nazione che cammina unita. Credo che dobbiamo ridurre l'immigrazione, in modo significativo."
Un impero fondato sul colonialismo, hanno gli artigli ovunque nel mondo, hanno saccheggiato, devastato, impoverito, stuprato popoli e territori e ora cosa pensano di fare? Di lasciare in pace tutti i posti in cui loro hanno malcelati interessi? Pensano di risarcire quei popoli che hanno colonizzato per secoli e che continuano a patire le catene colonialiste, o hanno intenzione di continuare il ladrocinio di risorse, la devastazione dei territori, la decimazione dei popoli e la deviazione dei flussi migratori dei disastri che loro provocano, ad esempio, verso il sud Europa?
Cioè, dopo anni di sostegno a politiche immigrazioniste afferma che:
"Rischiamo di diventare un'isola di stranieri, non una nazione che cammina unita. Credo che dobbiamo ridurre l'immigrazione, in modo significativo."
Un impero fondato sul colonialismo, hanno gli artigli ovunque nel mondo, hanno saccheggiato, devastato, impoverito, stuprato popoli e territori e ora cosa pensano di fare? Di lasciare in pace tutti i posti in cui loro hanno malcelati interessi? Pensano di risarcire quei popoli che hanno colonizzato per secoli e che continuano a patire le catene colonialiste, o hanno intenzione di continuare il ladrocinio di risorse, la devastazione dei territori, la decimazione dei popoli e la deviazione dei flussi migratori dei disastri che loro provocano, ad esempio, verso il sud Europa?
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Personaggi del mondo trumpiano, come Laura Loomer, Sean Davis, o ancora il vecchio Steve Bannon, hanno criticato l'elezione di Leone XIV, definito "marxista e globalista" o anche "marionetta marxista come Bergoglio".
[La destra americana è davvero convinta che esista un potere occulto mondiale "marxista", o fanno finta di crederlo? 🤡].
Questo conferma ancora una volta che Prevost è stato ben lungi dall'essere il candidato americano desiderato e "comprato" da Trump.
Dunque, sappiamo della donazione di 14 milioni elargita al Conclave e alla Chiesa (atto trasparente e legittimo, non una mazzetta a singoli cardinali), e che questo nella diplomazia sottobanco avesse il fine a suo modo di "ammorbidire" il 'Sacro Collegio' è una cosa più che verosimile (per quanto si trattasse di una donazione legittima).
Il punto è che se questa era la strategia di Trump per influenzare in anticipo il Conclave si è rivelata rozza: fra il venditore yankee e la scaltrezza millenaria di un'istituzione chiusa come la Chiesa (che vanta tra l'altro il migliore servizio segreto al mondo) non ci può essere storia.
A margine è girata l'osservazione che la stramba uscita di Trump autorappresentosi come l'Arcano V dei Tarocchi, alias il Papa, pochi giorni dopo la morte di Bergoglio, volesse alludere a questa sua sperata acquisizione di una sua marionetta a pontefice. Può essere solo oggetto di speculazione, però ex post questa idea prende un suo senso. Ciò detto, se fosse vero, questa sua boutade, connessa con la fissa comunicativa tutta "QAnon" di disseminare online simboli e prove anticipatorie, potrebbe addirittura essergli costata l'intera operazione. In altri termini, se anche fosse vero il tentativo di ingerenza trumpiano, questo gesto anticipatorio potrebbe avere "bruciato" il suo candidato in pectore, che poteva essere solo il cardinale Dolan, arcivescovo di New York e trumpiano.
Non sappiamo, per definizione, che ordini di scuderia e accordi si siano svolti fra Santa Marta e la Cappella Sistina, ma la convergenza dei voti dei cardinali, compresi quelli americani, non è andata al cardinale trumpiano, ma a un altro, per quanto per metà statunitense (ha passaporto peruviano da vent'anni).
Questo dimostra che la Chiesa, per quanto storicamente abbia in passato subito le ingerenze di poteri temporali esterni vari e dipendenti dalle epoche (nobiltà romana, Impero etc.) è ancora una potenza solida e quando vuole relativamente impermeabile alle influenze esterne (altro che 'Massoneria" nella Chiesa, pretesto polemico dei conservatori contro il cambiamento).
La Chiesa è ancora - ci piaccia o no - uno dei grandi poteri al mondo e sa a farsi rispettare anche rifilando un pacco al Presidente (il Potus, vi ricordate? 😅).
Piuttosto vale considerare che da Giovanni Paolo I gli italiani, che pure sono ancora la maggioranza relativa nel collegio cardinalizio, non riescono a eleggere un cardinale italiano, segno non solo delle divisioni interne ma anche della perdita di centralità dell'Italia nelle dinamiche della Chiesa "universale".
Matt Martini
[La destra americana è davvero convinta che esista un potere occulto mondiale "marxista", o fanno finta di crederlo? 🤡].
Questo conferma ancora una volta che Prevost è stato ben lungi dall'essere il candidato americano desiderato e "comprato" da Trump.
Dunque, sappiamo della donazione di 14 milioni elargita al Conclave e alla Chiesa (atto trasparente e legittimo, non una mazzetta a singoli cardinali), e che questo nella diplomazia sottobanco avesse il fine a suo modo di "ammorbidire" il 'Sacro Collegio' è una cosa più che verosimile (per quanto si trattasse di una donazione legittima).
Il punto è che se questa era la strategia di Trump per influenzare in anticipo il Conclave si è rivelata rozza: fra il venditore yankee e la scaltrezza millenaria di un'istituzione chiusa come la Chiesa (che vanta tra l'altro il migliore servizio segreto al mondo) non ci può essere storia.
A margine è girata l'osservazione che la stramba uscita di Trump autorappresentosi come l'Arcano V dei Tarocchi, alias il Papa, pochi giorni dopo la morte di Bergoglio, volesse alludere a questa sua sperata acquisizione di una sua marionetta a pontefice. Può essere solo oggetto di speculazione, però ex post questa idea prende un suo senso. Ciò detto, se fosse vero, questa sua boutade, connessa con la fissa comunicativa tutta "QAnon" di disseminare online simboli e prove anticipatorie, potrebbe addirittura essergli costata l'intera operazione. In altri termini, se anche fosse vero il tentativo di ingerenza trumpiano, questo gesto anticipatorio potrebbe avere "bruciato" il suo candidato in pectore, che poteva essere solo il cardinale Dolan, arcivescovo di New York e trumpiano.
Non sappiamo, per definizione, che ordini di scuderia e accordi si siano svolti fra Santa Marta e la Cappella Sistina, ma la convergenza dei voti dei cardinali, compresi quelli americani, non è andata al cardinale trumpiano, ma a un altro, per quanto per metà statunitense (ha passaporto peruviano da vent'anni).
Questo dimostra che la Chiesa, per quanto storicamente abbia in passato subito le ingerenze di poteri temporali esterni vari e dipendenti dalle epoche (nobiltà romana, Impero etc.) è ancora una potenza solida e quando vuole relativamente impermeabile alle influenze esterne (altro che 'Massoneria" nella Chiesa, pretesto polemico dei conservatori contro il cambiamento).
La Chiesa è ancora - ci piaccia o no - uno dei grandi poteri al mondo e sa a farsi rispettare anche rifilando un pacco al Presidente (il Potus, vi ricordate? 😅).
Piuttosto vale considerare che da Giovanni Paolo I gli italiani, che pure sono ancora la maggioranza relativa nel collegio cardinalizio, non riescono a eleggere un cardinale italiano, segno non solo delle divisioni interne ma anche della perdita di centralità dell'Italia nelle dinamiche della Chiesa "universale".
Matt Martini
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ULTIME NOTIZIE:
Il nuovo leader della Ex-Siria, ed ex comandante dell'ISIS Al-Jewlani, ha intenzione di incontrare Trump in Arabia Saudita con una ricca offerta - riporta il Times.
A quanto pare, intende proporre a Trump un accordo commerciale sul modello ucraino, ovvero cedere agli Stati Uniti tutte le loro risorse naturali, petrolio e gas, in cambio della revoca delle sanzioni.
(il petrolio già lo controllavano grazie ai separatisti curdi)
Il nuovo leader della Ex-Siria, ed ex comandante dell'ISIS Al-Jewlani, ha intenzione di incontrare Trump in Arabia Saudita con una ricca offerta - riporta il Times.
A quanto pare, intende proporre a Trump un accordo commerciale sul modello ucraino, ovvero cedere agli Stati Uniti tutte le loro risorse naturali, petrolio e gas, in cambio della revoca delle sanzioni.
(il petrolio già lo controllavano grazie ai separatisti curdi)
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Che curiosa questa cosa dello scioglimento del pkk.
Sembra quasi che aspettassero il collasso della Siria per sciogliersi...Credo poco agli accordi con Ankara, ma io sono malfidente.
Per diversi anni le fazioni dei separatisti curdi siriani (ypg-ypj) legati al pkk, si sono affiancate agli imperial-sionisti nella distruzione, saccheggio e balcanizzazione della (ormai ex) Siria, hanno presidiato i pozzi di petrolio per conto degli USA nel nord est del paese (che avevano anche iniziato a chiamare "rojava") , condotto una sorta di pulizia etnica di quelle zone, tradendo di fatto un governo pan-arabista che non li ha mai perseguitati e li ha sempre protetti.
Ora che è stato rimosso Bashar al-Assad, puuuffff, Öcalan (che pure fu protetto dalla Siria, tutti lo ricordiamo mentre nuota felice sulle coste di Latakia godendo dell'asilo offerto dal governo di Hafiz Al Assad ) scioglie il pkk.
Curiosa coincidenza.
Sembra quasi che aspettassero il collasso della Siria per sciogliersi...Credo poco agli accordi con Ankara, ma io sono malfidente.
Per diversi anni le fazioni dei separatisti curdi siriani (ypg-ypj) legati al pkk, si sono affiancate agli imperial-sionisti nella distruzione, saccheggio e balcanizzazione della (ormai ex) Siria, hanno presidiato i pozzi di petrolio per conto degli USA nel nord est del paese (che avevano anche iniziato a chiamare "rojava") , condotto una sorta di pulizia etnica di quelle zone, tradendo di fatto un governo pan-arabista che non li ha mai perseguitati e li ha sempre protetti.
Ora che è stato rimosso Bashar al-Assad, puuuffff, Öcalan (che pure fu protetto dalla Siria, tutti lo ricordiamo mentre nuota felice sulle coste di Latakia godendo dell'asilo offerto dal governo di Hafiz Al Assad ) scioglie il pkk.
Curiosa coincidenza.
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Anche il Times of israel confermano le dichiarazioni di Yahia Saree, portavoce di AnsarAllah:
Dopo gli attacchi missilistici in Yemen, "la maggior parte delle compagnie aeree straniere" ha bloccato i voli per il principale aeroporto israeliano.
DISARMARE E ISOLARE LA COLONIA!
#BDS
Dopo gli attacchi missilistici in Yemen, "la maggior parte delle compagnie aeree straniere" ha bloccato i voli per il principale aeroporto israeliano.
DISARMARE E ISOLARE LA COLONIA!
#BDS
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Netanyahu pensa che la colonia israeliana possa fare a meno degli aiuti militari statunitensi.
Quanto pensate che potrà durare la colonia senza il finanziamento yankee?
Fonte
https://unitedwithisrael.org/netanyahu-eyes-ending-us-military-aid-to-israel/
CCHS
Quanto pensate che potrà durare la colonia senza il finanziamento yankee?
Fonte
https://unitedwithisrael.org/netanyahu-eyes-ending-us-military-aid-to-israel/
CCHS
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Il metodo siriano.
Burkina Faso, Mali e Niger affrontano ondate di attacchi settari di al-Qaeda dopo aver espulso le truppe statunitensi e francesi.
L'organizzazione di propaganda statunitense Human Rights Watch accusa le forze armate burkinabé di aver ucciso "civili".
https://www.reuters.com/world/africa/attacks-burkina-army-base-villages-kill-dozens-sources-say-2025-05-12/
CCHS
Burkina Faso, Mali e Niger affrontano ondate di attacchi settari di al-Qaeda dopo aver espulso le truppe statunitensi e francesi.
L'organizzazione di propaganda statunitense Human Rights Watch accusa le forze armate burkinabé di aver ucciso "civili".
https://www.reuters.com/world/africa/attacks-burkina-army-base-villages-kill-dozens-sources-say-2025-05-12/
CCHS
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Forwarded from Rubio feat Rubio
L’ebraismo è una religione, right? Allora perché gli “ebrei”, anche se agnostici, anche quelli che si spacciano goffamente per “antisionisti”, quando devono dire qualcosa o prendere posizione iniziano sempre con “io in quanto ebreo”.
Perché si identificano con una religione settaria nonostante non abbiano mai letto la Torah, il Talmud o il Pentateuco?
Chi dice di essere ebreo nonostante non creda, nonostante prenda le distanze dal terrorismo dei suoi “confratelli” (senza però chiedere lo smantellamento della colonia), non è altro che un “ebreo” sionista visto che il “popolo ebraico” è un’invenzione sionista
Chi crede che essere partorito da madre ebrea (convinta anche lei che l’ebraismo sia una razza) faccia di lui un ebreo, vuol dire che sta portando avanti la follia suprematista che ormai da quasi un secolo fa sì che ebreaismo e sionismo siano la stessa cosa.
Chi non crede e non pratica non è altro che un banale essere umano come tutti noi
Perché si identificano con una religione settaria nonostante non abbiano mai letto la Torah, il Talmud o il Pentateuco?
Chi dice di essere ebreo nonostante non creda, nonostante prenda le distanze dal terrorismo dei suoi “confratelli” (senza però chiedere lo smantellamento della colonia), non è altro che un “ebreo” sionista visto che il “popolo ebraico” è un’invenzione sionista
Chi crede che essere partorito da madre ebrea (convinta anche lei che l’ebraismo sia una razza) faccia di lui un ebreo, vuol dire che sta portando avanti la follia suprematista che ormai da quasi un secolo fa sì che ebreaismo e sionismo siano la stessa cosa.
Chi non crede e non pratica non è altro che un banale essere umano come tutti noi
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Forwarded from Giubbe Rosse
A MILANO CI SONO ANCORA TROPPE AUTO. IL SINDACO SALA: SI USINO I MEZZI PUBBLICI
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala sta rimodellando la mobilità della città con l'obiettivo di renderla più sostenibile e sicura. In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, il primo cittadino del capoluogo lombardo è tornato a parlare di mobilità, sottolineando che ci sono ancora troppe auto sulle strade e che non si riesce a convincere i milanesi ad utilizzare i mezzi pubblici.
Ci sono ancora troppe auto a Milano, bisogna usare di più i mezzi pubblici.
Fonte: HDblog
Alla fine appunto non è nemmeno un problema di auto "green" o non green, Ztl o emissioni, ma una visione ideologica. Vogliono togliere il possesso dei beni e la capacità di muoversi in autonomia (agli altri, ovviamente).
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Il sindaco di Milano Giuseppe Sala sta rimodellando la mobilità della città con l'obiettivo di renderla più sostenibile e sicura. In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, il primo cittadino del capoluogo lombardo è tornato a parlare di mobilità, sottolineando che ci sono ancora troppe auto sulle strade e che non si riesce a convincere i milanesi ad utilizzare i mezzi pubblici.
Ci sono ancora troppe auto a Milano, bisogna usare di più i mezzi pubblici.
A me rincresce che ancora non riusciamo a usare il trasporto pubblico in maniera più massiccia. Il nostro è eccellente. Ma ancora facciamo fatica a convincere tutti i milanesi che il trasporto pubblico sia il modo principale con cui muoversi.
Il sindaco di Milano non è contento in particolar modo di un numero che riguarda la mobilità privata. Infatti, ci sono 49 auto ogni 100 abitanti.
Il numero di macchine per 100 abitanti non sta diminuendo. Stiamo imponendo dei limiti, ma il numero è 49 auto per cento abitanti ed è ancora troppo alto per la città che noi desideriamo.
Fonte: HDblog
Alla fine appunto non è nemmeno un problema di auto "green" o non green, Ztl o emissioni, ma una visione ideologica. Vogliono togliere il possesso dei beni e la capacità di muoversi in autonomia (agli altri, ovviamente).
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HDmotori.it
A Milano ci sono ancora troppe auto. Il sindaco Sala: si usino i mezzi pubblici
Troppe auto sulle strade, bisogna incentivare ulteriormente l'utilizzo dei mezzi pubblici
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Le forze dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) hanno assassinato Rami Al-Zahran, un palestinese ricercato da Israele, nel campo profughi di Al-Far'a, a sud di Tubas. Secondo fonti locali, diversi agenti dell'ANP hanno aperto il fuoco contro il suo veicolo, uccidendolo sul colpo.
Le autorità israeliane avevano accusato Al-Zahran di essere coinvolto in un gruppo di resistenza attivo nella Cisgiordania occupata. L'operazione dell'ANP ha preso di mira anche suo fratello, Yazan, anch'egli ricercato da Israele e sopravvissuto all'attacco. In una dichiarazione ufficiale, l'ANP ha descritto l'uccisione di Al-Zahran come un atto di "autodifesa".
L'omicidio ha intensificato le critiche al coordinamento in corso tra l'ANP e Israele in materia di sicurezza. Nonostante la guerra genocida a Gaza e l'operazione militare israeliana "Muro di Ferro" in Cisgiordania, l'ANP continua a effettuare arresti, incursioni armate ed esecuzioni extragiudiziali. Queste pratiche non solo assomigliano a quelle dell'occupazione israeliana, ma, secondo i critici, costituiscono anche un secondo livello di repressione contro il popolo palestinese.
Red.
Le autorità israeliane avevano accusato Al-Zahran di essere coinvolto in un gruppo di resistenza attivo nella Cisgiordania occupata. L'operazione dell'ANP ha preso di mira anche suo fratello, Yazan, anch'egli ricercato da Israele e sopravvissuto all'attacco. In una dichiarazione ufficiale, l'ANP ha descritto l'uccisione di Al-Zahran come un atto di "autodifesa".
L'omicidio ha intensificato le critiche al coordinamento in corso tra l'ANP e Israele in materia di sicurezza. Nonostante la guerra genocida a Gaza e l'operazione militare israeliana "Muro di Ferro" in Cisgiordania, l'ANP continua a effettuare arresti, incursioni armate ed esecuzioni extragiudiziali. Queste pratiche non solo assomigliano a quelle dell'occupazione israeliana, ma, secondo i critici, costituiscono anche un secondo livello di repressione contro il popolo palestinese.
Red.
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ULTIME NOTIZIE:
Trump ha annunciato la revoca delle sanzioni contro la Siria:
"Ordinerò la cessazione delle sanzioni contro la Siria per darle una possibilità di grandezza... Oh, cosa farei per il principe ereditario"
In cambio, ieri il Times ha riferito che gli Stati Uniti otterranno le risorse naturali siriane, come petrolio e gas. (le stanno rubando da anni, grazie ai loro servi curdi...)
Trump ha annunciato la revoca delle sanzioni contro la Siria:
"Ordinerò la cessazione delle sanzioni contro la Siria per darle una possibilità di grandezza... Oh, cosa farei per il principe ereditario"
In cambio, ieri il Times ha riferito che gli Stati Uniti otterranno le risorse naturali siriane, come petrolio e gas. (le stanno rubando da anni, grazie ai loro servi curdi...)
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CAITLIN JOHNSTONE - NUMEROSE TESTATE GIORNALISTICHE SI SONO IMPROVVISAMENTE SCHIERATE DURAMENTE CONTRO ISRAELE
Di Caitlin Johnstone - 12 maggio 2025
Dopo un anno e mezzo di Atrocità Genocide, i comitati editoriali di numerose testate giornalistiche britanniche si sono improvvisamente schierati duramente contro l'attacco israeliano a Gaza.
Il primo passo lo ha fatto la scorsa settimana il Financial Times, in un articolo del comitato editoriale intitolato: "Il Vergognoso Silenzio dell'Occidente su Gaza", che denuncia gli Stati Uniti e l'Europa per aver "dichiarato a malapena una parola di condanna" per la criminalità del loro alleato, affermando che "dovrebbero vergognarsi del loro silenzio e smettere di permettere a Netanyahu di agire impunemente".
Poi è arrivato l'Economist con un articolo intitolato: "La Guerra a Gaza Deve Finire", in cui sosteneva che Trump avrebbe dovuto fare pressione sul Regime di Netanyahu per un cessate il fuoco, affermando che "Gli unici che traggono beneficio dal proseguimento della guerra sono Netanyahu, che mantiene intatta la sua coalizione, e i suoi alleati di estrema destra, che sognano di svuotare Gaza e ricostruirvi insediamenti ebraici".
Sabato è uscito un editoriale dell'Independent intitolato: "Fine del Silenzio Assordante su Gaza: È Ora di Parlare", in cui si sosteneva che il Primo Ministro britannico Keir Starmer "dovrebbe vergognarsi di non aver detto nulla, soprattutto perché Netanyahu ha annunciato nuovi Piani per espandere il già devastante bombardamento di Gaza", e si affermava che "è ora che il mondo si svegli su ciò che sta accadendo e chieda la fine delle sofferenze dei palestinesi intrappolati nell'enclave".
Domenica la redazione del Guardian ha pubblicato un articolo intitolato: "Il Punto di Vista del Guardian su Israele e Gaza: Trump Può Fermare Questo Orrore. L'alternativa è Impensabile", affermando che "Il Presidente degli Stati Uniti ha la forza per imporre un cessate il fuoco. Se non lo fa, darà implicitamente il via libera a quello che sembra un piano di distruzione totale".
"Cos'è questo, se non un Genocidio?", si chiede il Guardian. "Quando agiranno gli Stati Uniti e i loro alleati per fermare l'orrore, se non ora?"
Per essere chiari, si tratta di editoriali, non di commenti. Ciò significa che non sono l'espressione dell'opinione di una singola persona, ma la posizione dichiarata di ciascuna testata nel suo complesso. Abbiamo visto occasionalmente editoriali critici nei confronti delle azioni di Israele durante l'Olocausto di Gaza sulla stampa occidentale tradizionale, ma vedere le testate stesse denunciare aggressivamente Israele e i suoi sostenitori occidentali contemporaneamente è una novità assoluta.
Alcuni sostenitori di Israele di lunga data hanno inaspettatamente iniziato a cambiare idea anche a livello individuale.
Il deputato conservatore Mark Pritchard ha dichiarato la scorsa settimana alla Camera dei Comuni di aver sostenuto Israele "a tutti i costi" per decenni, ma di aver poi aggiunto: "Mi sbagliavo", e di aver ritirato pubblicamente tale sostegno in merito alle azioni di Israele a Gaza.
"Per molti anni, sono in questa Camera da vent'anni, ho sostenuto Israele praticamente a tutti i costi, a dire il vero", ha dichiarato Pritchard. "Ma oggi voglio dire che mi sono sbagliato e condanno Israele per ciò che sta facendo al popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania, e vorrei ritirare immediatamente il mio sostegno alle azioni di Israele, a ciò che sta facendo in questo momento a Gaza".
"Sono davvero preoccupato che questo sia un momento storico in cui le persone guarderanno indietro e scopriranno che abbiamo sbagliato come Paese", ha aggiunto Pritchard.
L'opinionista filo-israeliana Shaiel Ben-Ephraim, che aveva denunciato con aggressività i manifestanti universitari e accusato i critici di Israele di "Infamia del Sangue" (antisemitismo) durante l'Olocausto di Gaza, ora ha fatto una dichiarazione pubblica e ha ammesso che Israele sta commettendo un Genocidio a cui bisogna opporsi.
Di Caitlin Johnstone - 12 maggio 2025
Dopo un anno e mezzo di Atrocità Genocide, i comitati editoriali di numerose testate giornalistiche britanniche si sono improvvisamente schierati duramente contro l'attacco israeliano a Gaza.
Il primo passo lo ha fatto la scorsa settimana il Financial Times, in un articolo del comitato editoriale intitolato: "Il Vergognoso Silenzio dell'Occidente su Gaza", che denuncia gli Stati Uniti e l'Europa per aver "dichiarato a malapena una parola di condanna" per la criminalità del loro alleato, affermando che "dovrebbero vergognarsi del loro silenzio e smettere di permettere a Netanyahu di agire impunemente".
Poi è arrivato l'Economist con un articolo intitolato: "La Guerra a Gaza Deve Finire", in cui sosteneva che Trump avrebbe dovuto fare pressione sul Regime di Netanyahu per un cessate il fuoco, affermando che "Gli unici che traggono beneficio dal proseguimento della guerra sono Netanyahu, che mantiene intatta la sua coalizione, e i suoi alleati di estrema destra, che sognano di svuotare Gaza e ricostruirvi insediamenti ebraici".
Sabato è uscito un editoriale dell'Independent intitolato: "Fine del Silenzio Assordante su Gaza: È Ora di Parlare", in cui si sosteneva che il Primo Ministro britannico Keir Starmer "dovrebbe vergognarsi di non aver detto nulla, soprattutto perché Netanyahu ha annunciato nuovi Piani per espandere il già devastante bombardamento di Gaza", e si affermava che "è ora che il mondo si svegli su ciò che sta accadendo e chieda la fine delle sofferenze dei palestinesi intrappolati nell'enclave".
Domenica la redazione del Guardian ha pubblicato un articolo intitolato: "Il Punto di Vista del Guardian su Israele e Gaza: Trump Può Fermare Questo Orrore. L'alternativa è Impensabile", affermando che "Il Presidente degli Stati Uniti ha la forza per imporre un cessate il fuoco. Se non lo fa, darà implicitamente il via libera a quello che sembra un piano di distruzione totale".
"Cos'è questo, se non un Genocidio?", si chiede il Guardian. "Quando agiranno gli Stati Uniti e i loro alleati per fermare l'orrore, se non ora?"
Per essere chiari, si tratta di editoriali, non di commenti. Ciò significa che non sono l'espressione dell'opinione di una singola persona, ma la posizione dichiarata di ciascuna testata nel suo complesso. Abbiamo visto occasionalmente editoriali critici nei confronti delle azioni di Israele durante l'Olocausto di Gaza sulla stampa occidentale tradizionale, ma vedere le testate stesse denunciare aggressivamente Israele e i suoi sostenitori occidentali contemporaneamente è una novità assoluta.
Alcuni sostenitori di Israele di lunga data hanno inaspettatamente iniziato a cambiare idea anche a livello individuale.
Il deputato conservatore Mark Pritchard ha dichiarato la scorsa settimana alla Camera dei Comuni di aver sostenuto Israele "a tutti i costi" per decenni, ma di aver poi aggiunto: "Mi sbagliavo", e di aver ritirato pubblicamente tale sostegno in merito alle azioni di Israele a Gaza.
"Per molti anni, sono in questa Camera da vent'anni, ho sostenuto Israele praticamente a tutti i costi, a dire il vero", ha dichiarato Pritchard. "Ma oggi voglio dire che mi sono sbagliato e condanno Israele per ciò che sta facendo al popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania, e vorrei ritirare immediatamente il mio sostegno alle azioni di Israele, a ciò che sta facendo in questo momento a Gaza".
"Sono davvero preoccupato che questo sia un momento storico in cui le persone guarderanno indietro e scopriranno che abbiamo sbagliato come Paese", ha aggiunto Pritchard.
L'opinionista filo-israeliana Shaiel Ben-Ephraim, che aveva denunciato con aggressività i manifestanti universitari e accusato i critici di Israele di "Infamia del Sangue" (antisemitismo) durante l'Olocausto di Gaza, ora ha fatto una dichiarazione pubblica e ha ammesso che Israele sta commettendo un Genocidio a cui bisogna opporsi.
www.caitlinjohnst.one
Multiple Western Press Outlets Have Suddenly Pivoted Hard Against Israel
Listen to a reading of this article (reading by Tim Foley):
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"Ci ho messo molto tempo per arrivare a questa considerazione, ma è ora di ammetterlo. Israele sta commettendo un Genocidio a Gaza", ha twittato di recente Ephraim. "Tra i bombardamenti indiscriminati degli ospedali, la fame della popolazione, i piani di Pulizia Etnica, il Massacro degli operatori umanitari e gli insabbiamenti, non c'è scampo. Israele sta cercando di sradicare il popolo palestinese. Non possiamo fermarlo se non lo ammettiamo".
È strano che a tutte queste persone sia servito un anno e mezzo per arrivare a questa considerazione. Io stessa ho una tolleranza molto inferiore per il Genocidio e l'Omicidio di Massa di bambini. Se si è appoggiato il Genocidio per diciannove mesi, sembra un po' strano iniziare improvvisamente a urlare di quanto sia terribile e chiedere di frenare all'improvviso.
Queste persone non hanno improvvisamente sviluppato una coscienza, stanno solo fiutando cosa c'è nell'aria. Una volta che il consenso supera un certo punto, è naturale che si scateni una corsa folle per evitare di essere tra gli ultimi a opporsi, perché sanno che porteranno quel marchio in pubblico per il resto della vita, dopo che la storia avrà esaminato con chiarezza ciò che hanno fatto.
Dopotutto, questo avviene in un momento in cui l'amministrazione Trump sta iniziando a irritare Netanyahu, spingendo di recente il Primo Ministro israeliano a dichiarare: "Penso che dovremo disintossicarci dall'assistenza alla sicurezza degli Stati Uniti", quando Washington ha scavalcato Tel Aviv e ha negoziato direttamente con Hamas per ottenere il rilascio di un ostaggio americano. A quanto pare, gli Stati Uniti stanno escludendo Israele da un numero sempre maggiore di negoziati di affari internazionali in Paesi come Yemen, Arabia Saudita e Iran. Qualcosa sta cambiando.
Quindi, se dopo tutto questo tempo qualcuno sta ancora sostenendo Israele, il mio consiglio è di cambiare finché può. C'è ancora tempo per essere i primi tra i mascalzoni in questa folle corsa, ed evitare di essere gli ultimi a iniziare a comportarsi come se si fossero sempre opposti all'Olocausto di Gaza.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://www.caitlinjohnst.one/p/multiple-western-press-outlets-have?
È strano che a tutte queste persone sia servito un anno e mezzo per arrivare a questa considerazione. Io stessa ho una tolleranza molto inferiore per il Genocidio e l'Omicidio di Massa di bambini. Se si è appoggiato il Genocidio per diciannove mesi, sembra un po' strano iniziare improvvisamente a urlare di quanto sia terribile e chiedere di frenare all'improvviso.
Queste persone non hanno improvvisamente sviluppato una coscienza, stanno solo fiutando cosa c'è nell'aria. Una volta che il consenso supera un certo punto, è naturale che si scateni una corsa folle per evitare di essere tra gli ultimi a opporsi, perché sanno che porteranno quel marchio in pubblico per il resto della vita, dopo che la storia avrà esaminato con chiarezza ciò che hanno fatto.
Dopotutto, questo avviene in un momento in cui l'amministrazione Trump sta iniziando a irritare Netanyahu, spingendo di recente il Primo Ministro israeliano a dichiarare: "Penso che dovremo disintossicarci dall'assistenza alla sicurezza degli Stati Uniti", quando Washington ha scavalcato Tel Aviv e ha negoziato direttamente con Hamas per ottenere il rilascio di un ostaggio americano. A quanto pare, gli Stati Uniti stanno escludendo Israele da un numero sempre maggiore di negoziati di affari internazionali in Paesi come Yemen, Arabia Saudita e Iran. Qualcosa sta cambiando.
Quindi, se dopo tutto questo tempo qualcuno sta ancora sostenendo Israele, il mio consiglio è di cambiare finché può. C'è ancora tempo per essere i primi tra i mascalzoni in questa folle corsa, ed evitare di essere gli ultimi a iniziare a comportarsi come se si fossero sempre opposti all'Olocausto di Gaza.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: https://www.caitlinjohnst.one/p/multiple-western-press-outlets-have?
www.caitlinjohnst.one
Multiple Western Press Outlets Have Suddenly Pivoted Hard Against Israel
Listen to a reading of this article (reading by Tim Foley):
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