Francesca Quibla
Di Ora Pro Siria Quale prezzo pagherà la Siria per la revoca delle sanzioni Pubblichiamo a scopo di documentazione, dopo un primo articolo circa le decisioni raggiunte in Arabia Saudita, il punto di vista di Naram Sarjoun perchè ci sembra interessante anche…
Qui di seguito l’articolo di Naram Sarjoun.
So che forse non mi leggerete o non mi sentirete, a causa delle feste, dei fucili levati e degli spari verso il cielo, i cui bossoli rischiano di riempire i social network, perché gli imbecilli ballano di gioia dopo l'annuncio dell'«accordo» pagato con la carne della Siria, il suo cuore e il suo sangue.
So che quelli che si prostrano e lodano Dio mattina e sera, a causa della benedizione del presidente degli Stati Uniti d'America, non si preoccuperanno delle mie parole, perché i musulmani sono diventati «adoratori di Trump», il quale si è mostrato soddisfatto di loro e ha accettato al-Jolani come simbolo della loro fede.
Nessuno si aspettava l'approccio generoso di Trump verso al-Jolani, perché non era obbligato a farlo. Ma il fatto è che otterrà tutto ciò che vuole da lui e dagli arabi senza fare alcuna concessione. In effetti, il suo annuncio dice chiaramente che la Siria di al-Jolani ha accettato un trattato di pace con Israele e si è ritirata dal conflitto arabo-sionista.
In particolare, l'annuncio dice che le Alture del Golan sono ufficialmente cedute, vendute o affittate per 99 anni. Dice anche che, come concordato con il governo al-Jolani, anche le alture del monte Hermon sono cedute allo Stato israeliano. Che il Sud della Siria viene smilitarizzato e sottoposto al controllo israeliano e non ha il diritto di disporre delle proprie ricchezze e delle proprie acque senza l'autorizzazione di Israele.
Di conseguenza, il governo siriano avrà solo una presenza formale nelle province meridionali, che che beneficeranno di un regime autonomo formalmente legato a Damasco, ma le cui relazioni economiche e commerciali saranno implicitamente legate a Israele. In altre parole, al sud della Siria sarà applicato lo status del Sinai demilitarizzato, visto che il governo di al-Jolani si è impegnato a perseguire qualsiasi atto ostile contro Israele e a rendere sicuri i confini israeliani. E le forze di sicurezza del paese agiranno come le forze di sicurezza palestinesi di Mahmoud Abbas contro qualsiasi atto di resistenza all'occupazione israeliana.
Quanto all'Est della Siria, Al-Jolani e il suo team hanno concordato che non ci sarà alcuna interferenza da parte loro e che la sua amministrazione sarebbe stata lasciata alle autorità delle Fds [Forze Democratiche Siriane, guidate dai curdi] che godrebbero di una relativa indipendenza. Da notare che l'annuncio di Trump ha coinciso con l'annuncio, due giorni prima, dello scioglimento del Partito dei lavoratori del Kurdistan [Pkk] in Turchia. Ciò significa che Trump ha ora affidato la questione curda alle Fds, le quali hanno spostato le loro armi dalla Turchia alla Siria. Con questa operazione, la Turchia ha quindi esportato il suo fardello curdo in Siria dove il Pkk trasferirà i suoi quadri e membri per costruire il Rojava.
Per quanto riguarda il nord della Siria e più precisamente il governatorato di Aleppo, il governo Usa ha concordato con Erdogan che sarà sotto tutela turca. Ciò significa che la Turchia avrà un controllo assoluto fino ai confini di Homs.
Al contrario, la costa siriana rimane un argomento di trattativa tra gli Stati Uniti e il partner Russo. I Turchi propongono che il governo al-Jolani conceda agli Stati Uniti investimenti in gas e petrolio siriani, nonché basi militari, riservando una piccola parte alla Russia e alla Turchia.
I Turchi propongono anche di mantenere la costa siriana in uno status meno indipendente rispetto al Sud e all'Est della Siria, perché, vista la minaccia di un ritorno dell'Iran, l’area deve rimanere controllata dalla paura. Da qui la funzione dei massacri degli alawiti nel caso in cui pensassero a un'alleanza con l'Iran. E se l'accordo di pace fra Iran e Stati Uniti si concretizza, la costa siriana è candidata all'auto-amministrazione su cui il governo siriano non avrà alcuna autorità e avrà il diritto di concludere accordi economici con gli Stati Uniti senza riferirsi a Damasco.
So che forse non mi leggerete o non mi sentirete, a causa delle feste, dei fucili levati e degli spari verso il cielo, i cui bossoli rischiano di riempire i social network, perché gli imbecilli ballano di gioia dopo l'annuncio dell'«accordo» pagato con la carne della Siria, il suo cuore e il suo sangue.
So che quelli che si prostrano e lodano Dio mattina e sera, a causa della benedizione del presidente degli Stati Uniti d'America, non si preoccuperanno delle mie parole, perché i musulmani sono diventati «adoratori di Trump», il quale si è mostrato soddisfatto di loro e ha accettato al-Jolani come simbolo della loro fede.
Nessuno si aspettava l'approccio generoso di Trump verso al-Jolani, perché non era obbligato a farlo. Ma il fatto è che otterrà tutto ciò che vuole da lui e dagli arabi senza fare alcuna concessione. In effetti, il suo annuncio dice chiaramente che la Siria di al-Jolani ha accettato un trattato di pace con Israele e si è ritirata dal conflitto arabo-sionista.
In particolare, l'annuncio dice che le Alture del Golan sono ufficialmente cedute, vendute o affittate per 99 anni. Dice anche che, come concordato con il governo al-Jolani, anche le alture del monte Hermon sono cedute allo Stato israeliano. Che il Sud della Siria viene smilitarizzato e sottoposto al controllo israeliano e non ha il diritto di disporre delle proprie ricchezze e delle proprie acque senza l'autorizzazione di Israele.
Di conseguenza, il governo siriano avrà solo una presenza formale nelle province meridionali, che che beneficeranno di un regime autonomo formalmente legato a Damasco, ma le cui relazioni economiche e commerciali saranno implicitamente legate a Israele. In altre parole, al sud della Siria sarà applicato lo status del Sinai demilitarizzato, visto che il governo di al-Jolani si è impegnato a perseguire qualsiasi atto ostile contro Israele e a rendere sicuri i confini israeliani. E le forze di sicurezza del paese agiranno come le forze di sicurezza palestinesi di Mahmoud Abbas contro qualsiasi atto di resistenza all'occupazione israeliana.
Quanto all'Est della Siria, Al-Jolani e il suo team hanno concordato che non ci sarà alcuna interferenza da parte loro e che la sua amministrazione sarebbe stata lasciata alle autorità delle Fds [Forze Democratiche Siriane, guidate dai curdi] che godrebbero di una relativa indipendenza. Da notare che l'annuncio di Trump ha coinciso con l'annuncio, due giorni prima, dello scioglimento del Partito dei lavoratori del Kurdistan [Pkk] in Turchia. Ciò significa che Trump ha ora affidato la questione curda alle Fds, le quali hanno spostato le loro armi dalla Turchia alla Siria. Con questa operazione, la Turchia ha quindi esportato il suo fardello curdo in Siria dove il Pkk trasferirà i suoi quadri e membri per costruire il Rojava.
Per quanto riguarda il nord della Siria e più precisamente il governatorato di Aleppo, il governo Usa ha concordato con Erdogan che sarà sotto tutela turca. Ciò significa che la Turchia avrà un controllo assoluto fino ai confini di Homs.
Al contrario, la costa siriana rimane un argomento di trattativa tra gli Stati Uniti e il partner Russo. I Turchi propongono che il governo al-Jolani conceda agli Stati Uniti investimenti in gas e petrolio siriani, nonché basi militari, riservando una piccola parte alla Russia e alla Turchia.
I Turchi propongono anche di mantenere la costa siriana in uno status meno indipendente rispetto al Sud e all'Est della Siria, perché, vista la minaccia di un ritorno dell'Iran, l’area deve rimanere controllata dalla paura. Da qui la funzione dei massacri degli alawiti nel caso in cui pensassero a un'alleanza con l'Iran. E se l'accordo di pace fra Iran e Stati Uniti si concretizza, la costa siriana è candidata all'auto-amministrazione su cui il governo siriano non avrà alcuna autorità e avrà il diritto di concludere accordi economici con gli Stati Uniti senza riferirsi a Damasco.
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Quale prezzo pagherà la Siria per la revoca delle sanzioni
Siria
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Persecuzioni
Vescovi siriani
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Francesca Quibla
Di Ora Pro Siria Quale prezzo pagherà la Siria per la revoca delle sanzioni Pubblichiamo a scopo di documentazione, dopo un primo articolo circa le decisioni raggiunte in Arabia Saudita, il punto di vista di Naram Sarjoun perchè ci sembra interessante anche…
La ragione per cui Trump e Netanyahu vogliono dare ad al-Jolani un tale slancio è semplice: al-Jolani firmerà il trattato di pace con Israele come rappresentante dell'Islam dato che è un jihadista sunnita. Infatti, Israele deve fare la pace con l'Islam politico affinché l'Islam e i suoi rappresentanti rinuncino ai loro luoghi santi nella Palestina occupata. La firma dell'accordo di pace da parte di al-Jolani costituisce quindi il riconoscimento da parte dell'Islam della giudeità d'Israele e l'atto di concessione della moschea di al-Aqsa e di Gerusalemme a Israele. Questo solleva Erdogan e il regno dell'Arabia Saudita dall'onere morale della vendita di questi due luoghi santi dell'Islam.
La legittimità dei jihadisti che hanno firmato il documento di concessione deriverebbe dal fatto che avrebbero ottenuto il potere attraverso una conquista musulmana che darebbe loro la forza morale di agire a loro piacimento. Sono i conquistatori. Il conquistatore può fare quello che vuole perché è il più competente in materia di affari e interessi dei musulmani. Da un simile ragionamento, comprendiamo perché l'amministrazione statunitense ha sostenuto il progetto di islamizzazione della regione e ha sostenuto i Fratelli musulmani in Turchia, Siria, Egitto e persino in Tunisia. Voleva una firma legale che approvasse la vendita di al-Aqsa e di Gerusalemme a Israele. Per questo aveva bisogno di un leader musulmano sunnita. Quando l'ex presidente egiziano Mohamed Morsi ha fallito, ha immediatamente preso al-Jolani al suo servizio.
Voleva una firma legale che approvasse la vendita di Al-Aqsa e di Gerusalemme a Israele. Per questo aveva bisogno di un leader musulmano sunnita. Quando l'ex presidente egiziano Mohamed Morsi ha fallito, ha immediatamente preso al-Joulani al suo servizio.
E dopo la firma dell'accordo di pace con Israele da parte degli islamisti siriani, l'Arabia Saudita potrà giustificare un accordo di pace e di normalizzazione con lo Stato sionista, poiché il regime siriano, suppostamente successore degli Omayyadi, musulmano sunnita, spalleggiato dalla Fratellanza musulmana e jihadista ha dichiarato la fine della jihad con gli ebrei e si è riconciliato con loro. Ecco perché Mohammed bin Salman ha salutato con entusiasmo l'annuncio della revoca delle sanzioni, saltando di gioia come quando un calciatore favorito segna un gol. Non si sentirà più in imbarazzo nel firmare accordi con Israele..
Ma la ragione più importante dell'annuncio della revoca delle sanzioni da parte di Trump è che al-Jolani ha accettato di attuare la parte più pericolosa dell'accordo, quella di unirsi alla battaglia per il regolamento dei conti con gli Hezbollah del Libano. Una delle ultime sacche di resistenza che Israele vuole eliminare. Da qui una seconda ragione per cui l'amministrazione statunitense non ha ancora deciso sullo status della costa siriana: il timore che cellule dormienti non partecipino alla prossima battaglia con Hezbollah una volta che Al-Joulani l'avrà lanciata in coordinamento con Israele.
In secondo luogo, è probabile che al-Julani accetti di lavorare con gli Stati Uniti per combattere le Forze irachene di mobilitazione popolare per espellere l'Iran dall'Iraq. Due eliminazioni che dovrebbero precedere la caduta dell'Iran o pacificamente o con la guerra, per escludere definitivamente la Cina e la Russia da qualsiasi competizione dopo aver chiuso il Medio Oriente a questi due paesi.
Per finire, ecco il prezzo della revoca delle sanzioni che gli stolti celebrano come hanno festeggiato la caduta del loro paese e del loro Stato:
- Firmare un trattato di pace tra la Siria e Israele.
- Creare un'ambasciata israeliana a Damasco.
- Prendere le distanze dalla questione palestinese, modificare i programmi scolastici e educativi, insegnare alle generazioni future che i confini meridionali della Siria sono Israele e la Giordania con mappe geografiche già stampate.
- Accettare la giudaizzazione di Gerusalemme e di Al-Aqsa.
- Accettare il carattere giudaico dello Stato israeliano e il trasferimento di popolazioni.
La legittimità dei jihadisti che hanno firmato il documento di concessione deriverebbe dal fatto che avrebbero ottenuto il potere attraverso una conquista musulmana che darebbe loro la forza morale di agire a loro piacimento. Sono i conquistatori. Il conquistatore può fare quello che vuole perché è il più competente in materia di affari e interessi dei musulmani. Da un simile ragionamento, comprendiamo perché l'amministrazione statunitense ha sostenuto il progetto di islamizzazione della regione e ha sostenuto i Fratelli musulmani in Turchia, Siria, Egitto e persino in Tunisia. Voleva una firma legale che approvasse la vendita di al-Aqsa e di Gerusalemme a Israele. Per questo aveva bisogno di un leader musulmano sunnita. Quando l'ex presidente egiziano Mohamed Morsi ha fallito, ha immediatamente preso al-Jolani al suo servizio.
Voleva una firma legale che approvasse la vendita di Al-Aqsa e di Gerusalemme a Israele. Per questo aveva bisogno di un leader musulmano sunnita. Quando l'ex presidente egiziano Mohamed Morsi ha fallito, ha immediatamente preso al-Joulani al suo servizio.
E dopo la firma dell'accordo di pace con Israele da parte degli islamisti siriani, l'Arabia Saudita potrà giustificare un accordo di pace e di normalizzazione con lo Stato sionista, poiché il regime siriano, suppostamente successore degli Omayyadi, musulmano sunnita, spalleggiato dalla Fratellanza musulmana e jihadista ha dichiarato la fine della jihad con gli ebrei e si è riconciliato con loro. Ecco perché Mohammed bin Salman ha salutato con entusiasmo l'annuncio della revoca delle sanzioni, saltando di gioia come quando un calciatore favorito segna un gol. Non si sentirà più in imbarazzo nel firmare accordi con Israele..
Ma la ragione più importante dell'annuncio della revoca delle sanzioni da parte di Trump è che al-Jolani ha accettato di attuare la parte più pericolosa dell'accordo, quella di unirsi alla battaglia per il regolamento dei conti con gli Hezbollah del Libano. Una delle ultime sacche di resistenza che Israele vuole eliminare. Da qui una seconda ragione per cui l'amministrazione statunitense non ha ancora deciso sullo status della costa siriana: il timore che cellule dormienti non partecipino alla prossima battaglia con Hezbollah una volta che Al-Joulani l'avrà lanciata in coordinamento con Israele.
In secondo luogo, è probabile che al-Julani accetti di lavorare con gli Stati Uniti per combattere le Forze irachene di mobilitazione popolare per espellere l'Iran dall'Iraq. Due eliminazioni che dovrebbero precedere la caduta dell'Iran o pacificamente o con la guerra, per escludere definitivamente la Cina e la Russia da qualsiasi competizione dopo aver chiuso il Medio Oriente a questi due paesi.
Per finire, ecco il prezzo della revoca delle sanzioni che gli stolti celebrano come hanno festeggiato la caduta del loro paese e del loro Stato:
- Firmare un trattato di pace tra la Siria e Israele.
- Creare un'ambasciata israeliana a Damasco.
- Prendere le distanze dalla questione palestinese, modificare i programmi scolastici e educativi, insegnare alle generazioni future che i confini meridionali della Siria sono Israele e la Giordania con mappe geografiche già stampate.
- Accettare la giudaizzazione di Gerusalemme e di Al-Aqsa.
- Accettare il carattere giudaico dello Stato israeliano e il trasferimento di popolazioni.
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Francesca Quibla
Di Ora Pro Siria Quale prezzo pagherà la Siria per la revoca delle sanzioni Pubblichiamo a scopo di documentazione, dopo un primo articolo circa le decisioni raggiunte in Arabia Saudita, il punto di vista di Naram Sarjoun perchè ci sembra interessante anche…
- Le alture del Golan sono ora israeliane.
- Il monte Hermon è ora israeliano.
- La Siria meridionale è una regione autogovernata.
- La Siria orientale è curda e la Turchia è sollevata dal rompicapo curdo per almeno dieci anni.
- Aleppo è diventata turca.
- I jihadisti di tutto il mondo si concentreranno a Damasco e nel centro della Siria per lanciare battaglie jihadiste nel sud del Libano, poi in Iraq, poi in Asia e in Africa.
- I jihadisti siriani parteciperanno alla guerra contro Hezbollah e faciliteranno il reclutamento di tutti gli immigrati jihadisti che desiderano unirsi alla battaglia per eliminare Hezbollah e le ultime tasche dell'Iran.
- La costa siriana diventa un crocevia internazionale con un progetto di indipendenza da raggiungere dopo la scadenza del mandato di Al-Jolani.
- Tutte le ricchezze della Siria saranno cedute a imprese statunitensi, britanniche, francesi e tedesche... e Israele avrà la sua parte.
Insomma, un prezzo esorbitante... per una barba, un velo e un presidente sunnita!
Questo è il senso dell'annuncio di Trump perché la revoca delle sanzioni deve precedere una dichiarazione di pace con Israele per essere legittima, e affinché al-Jolani sia legittimato come conquistatore che ha revocato le sanzioni e alleggerito il fardello del popolo siriano. È dunque diventato un eroe, come il presidente egiziano Anwar al-Sadat divenne un eroe della pace quando abbandonò la Siria durante la guerra arabo-israeliana dell'ottobre 1973.
Il prezzo esorbitante pagato dagli islamisti per tale riconoscimento straniero graverà sulle spalle delle generazioni future nei decenni. E la generazione di adesso dovrà rendere conto di questo crimine e di questo suicidio collettivo.
A meno che non si manifesti una forza inaspettata, i musulmani vedranno presto la Cupola e la Moschea Al-Aqsa distrutti, come la Mecca.... Qui la storia comincia o finisce. Il futuro ce lo dirà. Gli adoratori di Trump vogliono una cosa, ma Dio potrebbe volere qualcos'altro...
Naram Sarjoun
14/05/2025
- Il monte Hermon è ora israeliano.
- La Siria meridionale è una regione autogovernata.
- La Siria orientale è curda e la Turchia è sollevata dal rompicapo curdo per almeno dieci anni.
- Aleppo è diventata turca.
- I jihadisti di tutto il mondo si concentreranno a Damasco e nel centro della Siria per lanciare battaglie jihadiste nel sud del Libano, poi in Iraq, poi in Asia e in Africa.
- I jihadisti siriani parteciperanno alla guerra contro Hezbollah e faciliteranno il reclutamento di tutti gli immigrati jihadisti che desiderano unirsi alla battaglia per eliminare Hezbollah e le ultime tasche dell'Iran.
- La costa siriana diventa un crocevia internazionale con un progetto di indipendenza da raggiungere dopo la scadenza del mandato di Al-Jolani.
- Tutte le ricchezze della Siria saranno cedute a imprese statunitensi, britanniche, francesi e tedesche... e Israele avrà la sua parte.
Insomma, un prezzo esorbitante... per una barba, un velo e un presidente sunnita!
Questo è il senso dell'annuncio di Trump perché la revoca delle sanzioni deve precedere una dichiarazione di pace con Israele per essere legittima, e affinché al-Jolani sia legittimato come conquistatore che ha revocato le sanzioni e alleggerito il fardello del popolo siriano. È dunque diventato un eroe, come il presidente egiziano Anwar al-Sadat divenne un eroe della pace quando abbandonò la Siria durante la guerra arabo-israeliana dell'ottobre 1973.
Il prezzo esorbitante pagato dagli islamisti per tale riconoscimento straniero graverà sulle spalle delle generazioni future nei decenni. E la generazione di adesso dovrà rendere conto di questo crimine e di questo suicidio collettivo.
A meno che non si manifesti una forza inaspettata, i musulmani vedranno presto la Cupola e la Moschea Al-Aqsa distrutti, come la Mecca.... Qui la storia comincia o finisce. Il futuro ce lo dirà. Gli adoratori di Trump vogliono una cosa, ma Dio potrebbe volere qualcos'altro...
Naram Sarjoun
14/05/2025
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇵🇸🇮🇱 GAZA - Operazione Gideon Chariot. A Rafah si distruggono le macerie. Viene il leggero sospetto che l'obiettivo sia spianare per sempre la Striscia.
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" Non puoi censurare le idee. "
Un potente messaggio di solidarietà da parte di Clare Daly, in risposta alla campagna diffamatoria e agli attacchi mediatici in corso da parte di organi di stampa e sindacati tedeschi contro @redstreamnet e il suo fondatore.
Leggi e condividi il nostro comunicato stampa completo, disponibile in più lingue:
INGLESE
TEDESCO
ITALIANO
TURCO
SPAGNOLO
PORTOGHESE
Un potente messaggio di solidarietà da parte di Clare Daly, in risposta alla campagna diffamatoria e agli attacchi mediatici in corso da parte di organi di stampa e sindacati tedeschi contro @redstreamnet e il suo fondatore.
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In arabo, esistono espressioni forti e penetranti per descrivere certe realtà che mettono a nudo l’essenza delle cose: si dice ad esempio (الكاشفة), cioè ciò che svela, ciò che fa emergere ciò che era nascosto agli occhi; oppure (الفاضحة), ciò che smaschera, che rivela l’ipocrisia, la complicità, il doppio gioco.
Ebbene, il massacro in corso a Gaza è esattamente questo: una realtà kāshifa e fādiḥa allo stesso tempo.
Ma in italiano io la tradurrei con un’altra parola: “la discriminante”.
Sì, Gaza oggi è la discriminante. In tutti e tre i livelli che questa parola può assumere nel nostro vocabolario: giuridico, analitico e psicologico.
A livello giuridico, Gaza è la discriminante che rivela il doppio standard del diritto internazionale. Il popolo palestinese non riceve la stessa solidarietà, protezione e difesa che altri popoli, in altre guerre, hanno ricevuto — basti pensare all’Ucraina. Le istituzioni che dovrebbero garantire la giustizia si mostrano cieche, sorde, selettive. I principi del diritto si piegano agli interessi delle potenze. E così, la giustizia diventa parziale, e quindi ingiusta.
A livello analitico, Gaza è la discriminante che divide le coscienze. Ha permesso di distinguere tra chi ancora riconosce il volto umano della sofferenza, chi si indigna davanti all’uccisione di civili, donne, bambini, persone affamate, sfollate, bombardate; e chi, invece, tace, giustifica o addirittura sostiene — per calcolo politico, per interesse economico, per complicità ideologica. Gaza ha tracciato una linea morale: da una parte, la solidarietà umana; dall’altra, il cinismo o la viltà.
A livello psicologico, Gaza è la discriminante interiore. Una prova. Un test. Una crisi che interroga ogni individuo, ogni intellettuale, ogni leader, ogni cittadino: da che parte vuoi stare?
Con chi difende la vita, la giustizia, la pace?
O con chi accetta, per tornaconto, la morte dell’innocente?
È un esame della nostra umanità. E come ogni prova, lascia dietro di sé un verdetto, una memoria e, forse, una condanna morale.
Per tutto questo, Gaza oggi non è solo una tragedia. È uno specchio. È un rivelatore. È, in senso pieno, una discriminante.
E davanti a essa, nessuno può più fingere di non sapere, di non capire, di non vedere.
Imam Saifeddine Maaroufi
Ebbene, il massacro in corso a Gaza è esattamente questo: una realtà kāshifa e fādiḥa allo stesso tempo.
Ma in italiano io la tradurrei con un’altra parola: “la discriminante”.
Sì, Gaza oggi è la discriminante. In tutti e tre i livelli che questa parola può assumere nel nostro vocabolario: giuridico, analitico e psicologico.
A livello giuridico, Gaza è la discriminante che rivela il doppio standard del diritto internazionale. Il popolo palestinese non riceve la stessa solidarietà, protezione e difesa che altri popoli, in altre guerre, hanno ricevuto — basti pensare all’Ucraina. Le istituzioni che dovrebbero garantire la giustizia si mostrano cieche, sorde, selettive. I principi del diritto si piegano agli interessi delle potenze. E così, la giustizia diventa parziale, e quindi ingiusta.
A livello analitico, Gaza è la discriminante che divide le coscienze. Ha permesso di distinguere tra chi ancora riconosce il volto umano della sofferenza, chi si indigna davanti all’uccisione di civili, donne, bambini, persone affamate, sfollate, bombardate; e chi, invece, tace, giustifica o addirittura sostiene — per calcolo politico, per interesse economico, per complicità ideologica. Gaza ha tracciato una linea morale: da una parte, la solidarietà umana; dall’altra, il cinismo o la viltà.
A livello psicologico, Gaza è la discriminante interiore. Una prova. Un test. Una crisi che interroga ogni individuo, ogni intellettuale, ogni leader, ogni cittadino: da che parte vuoi stare?
Con chi difende la vita, la giustizia, la pace?
O con chi accetta, per tornaconto, la morte dell’innocente?
È un esame della nostra umanità. E come ogni prova, lascia dietro di sé un verdetto, una memoria e, forse, una condanna morale.
Per tutto questo, Gaza oggi non è solo una tragedia. È uno specchio. È un rivelatore. È, in senso pieno, una discriminante.
E davanti a essa, nessuno può più fingere di non sapere, di non capire, di non vedere.
Imam Saifeddine Maaroufi
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Pensa come ci sentiamo noi caro Alessandro, che da anni finanziamo con fondi pubblici film interpretati da attori cani (senza offesa per i cani), che spesso hanno come unico merito quello di portare il cognome di papà.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
"SE MUORE LA PALESTINA
MUORE L’UMANITÀ"
La curva del Pisa ribadisce il proprio sostegno alla causa palestinese
nell’ultima partita di serie B contro la cremonese.
MUORE L’UMANITÀ"
La curva del Pisa ribadisce il proprio sostegno alla causa palestinese
nell’ultima partita di serie B contro la cremonese.
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"Se non stai attento, i giornali ti faranno odiare le persone oppresse e amare le persone che opprimono."
-Oggi celebriamo i 100 anni dalla nascita di Malcolm X
Negli Stati Uniti, nel 2025, 6 aziende controlleranno il 70-80% dei media tradizionali. Ti dicono quali persone odiare, quali paesi odiare e continuano a suonare i tamburi di guerra, portando a più violenza e oppressione imperialista.
Going Underground
-Oggi celebriamo i 100 anni dalla nascita di Malcolm X
Negli Stati Uniti, nel 2025, 6 aziende controlleranno il 70-80% dei media tradizionali. Ti dicono quali persone odiare, quali paesi odiare e continuano a suonare i tamburi di guerra, portando a più violenza e oppressione imperialista.
Going Underground
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Malcolm X visitò Gaza nel 1964, da vero rivoluzionario come aveva fatto Che Guevara:
- Ha visitato il campo profughi di Khan Younis e ha assistito alle orribili condizioni di vita dei rifugiati palestinesi sfollati da Israele
- Ha visitato un ospedale locale e ha visto la terribile mancanza di assistenza sanitaria per i palestinesi
- Ha incontrato i leader della resistenza palestinese dell'OLP e il poeta Harun Hashim Rashid, che ha condiviso la sua storia di sopravvivenza al massacro di Khan Younis del 1956, in cui le forze israeliane uccisero 275 palestinesi durante la crisi di Suez.
- Ha pregato in una moschea locale e ha tenuto una conferenza stampa presso il palazzo parlamentare di Gaza
La sua visita lo ispirò a scrivere il saggio "Logica sionista", pubblicato sulla Gazzetta Egiziana, in cui affermò che il sionismo era una forma di oppressione coloniale.
Going Underground
- Ha visitato il campo profughi di Khan Younis e ha assistito alle orribili condizioni di vita dei rifugiati palestinesi sfollati da Israele
- Ha visitato un ospedale locale e ha visto la terribile mancanza di assistenza sanitaria per i palestinesi
- Ha incontrato i leader della resistenza palestinese dell'OLP e il poeta Harun Hashim Rashid, che ha condiviso la sua storia di sopravvivenza al massacro di Khan Younis del 1956, in cui le forze israeliane uccisero 275 palestinesi durante la crisi di Suez.
- Ha pregato in una moschea locale e ha tenuto una conferenza stampa presso il palazzo parlamentare di Gaza
La sua visita lo ispirò a scrivere il saggio "Logica sionista", pubblicato sulla Gazzetta Egiziana, in cui affermò che il sionismo era una forma di oppressione coloniale.
Going Underground
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IL GIORNO DI MALCOLM X: Dopo aver visitato Gaza, Malcolm X scrisse il saggio "Logica sionista"
"In breve, l'argomento sionista per giustificare l'attuale occupazione israeliana dei territori arabi
La Palestina non ha alcuna base intellettuale o legale nella storia...nemmeno nella sua stessa religione."
Questa fu la sua conclusione. Ecco alcuni estratti importanti dal resto del saggio:
I sionisti israeliani sono convinti di aver camuffato con successo il loro nuovo colonialismo. Il loro colonialismo appare più benevolo, più filantropico, un sistema con cui governano semplicemente convincendo le loro potenziali vittime ad accettare le loro amichevoli offerte di aiuti economici e altri doni allettanti, che propinano alle nazioni africane di recente indipendenza, le cui economie stanno attraversando gravi difficoltà.
I sionisti avevano il diritto legale o morale di invadere la Palestina araba, sradicare i suoi cittadini arabi dalle loro case e impossessarsi di tutte le proprietà arabe, basandosi solo sulla pretesa "religiosa" che i loro antenati vissero lì migliaia di anni fa? Solo mille anni fa i Mori vivevano in Spagna. Questo darebbe ai Mori di oggi il diritto legale e morale di invadere la Penisola Iberica, scacciarne i cittadini spagnoli e poi fondare una nuova nazione marocchina... come hanno fatto i sionisti europei con i nostri fratelli e sorelle arabi in Palestina?
"L'arma moderna del neoimperialismo del XX secolo è il 'dollarismo'. I sionisti hanno padroneggiato la scienza del dollarismo: la capacità di presentarsi come amici e benefattori, portando doni e ogni altra forma di aiuto economico e offerte di assistenza tecnica. Pertanto, il potere e l'influenza dell'Israele sionista in molte delle nazioni africane recentemente "indipendenti" sono diventati rapidamente ancora più incrollabili di quelli dei colonialisti europei del XVIII secolo... e questo nuovo tipo di colonialismo sionista differisce solo nella forma e nel metodo, ma mai nelle motivazioni o negli obiettivi."
Going Underground
"In breve, l'argomento sionista per giustificare l'attuale occupazione israeliana dei territori arabi
La Palestina non ha alcuna base intellettuale o legale nella storia...nemmeno nella sua stessa religione."
Questa fu la sua conclusione. Ecco alcuni estratti importanti dal resto del saggio:
I sionisti israeliani sono convinti di aver camuffato con successo il loro nuovo colonialismo. Il loro colonialismo appare più benevolo, più filantropico, un sistema con cui governano semplicemente convincendo le loro potenziali vittime ad accettare le loro amichevoli offerte di aiuti economici e altri doni allettanti, che propinano alle nazioni africane di recente indipendenza, le cui economie stanno attraversando gravi difficoltà.
I sionisti avevano il diritto legale o morale di invadere la Palestina araba, sradicare i suoi cittadini arabi dalle loro case e impossessarsi di tutte le proprietà arabe, basandosi solo sulla pretesa "religiosa" che i loro antenati vissero lì migliaia di anni fa? Solo mille anni fa i Mori vivevano in Spagna. Questo darebbe ai Mori di oggi il diritto legale e morale di invadere la Penisola Iberica, scacciarne i cittadini spagnoli e poi fondare una nuova nazione marocchina... come hanno fatto i sionisti europei con i nostri fratelli e sorelle arabi in Palestina?
"L'arma moderna del neoimperialismo del XX secolo è il 'dollarismo'. I sionisti hanno padroneggiato la scienza del dollarismo: la capacità di presentarsi come amici e benefattori, portando doni e ogni altra forma di aiuto economico e offerte di assistenza tecnica. Pertanto, il potere e l'influenza dell'Israele sionista in molte delle nazioni africane recentemente "indipendenti" sono diventati rapidamente ancora più incrollabili di quelli dei colonialisti europei del XVIII secolo... e questo nuovo tipo di colonialismo sionista differisce solo nella forma e nel metodo, ma mai nelle motivazioni o negli obiettivi."
Going Underground
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Sayyed Hassan Nasrallah, luce dei miei occhi, faro del mio cuore e della mia mente.
Non ti hanno ucciso, ti hanno reso immortale.
Ma quanto manchi quaggiù... ❤️🌟 💛
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Ma quanto manchi quaggiù... ❤️
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Dei cinque camion entrati ieri a Gaza, di cui i media internazionali parlano per migliorare l'immagine del sionismo, due erano carichi di sudari, donati da un paese arabo tramite le Nazioni Unite.
Sacchi bianchi con la scritta "Sudari" in blu: non si tratta di aiuti alimentari, ma di preparazione a una morte di massa. Gaza non viene nutrita, viene sepolta.
Majdi Balgouthi, 20 maggio 2025
Sacchi bianchi con la scritta "Sudari" in blu: non si tratta di aiuti alimentari, ma di preparazione a una morte di massa. Gaza non viene nutrita, viene sepolta.
Majdi Balgouthi, 20 maggio 2025
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Per compiere un massacro in mondovisione, impunemente, servono dei complici.
Ecco, questi signori hanno le medesime colpe di Netanyahu. Hanno sulla coscienza decine e decine di migliaia di vite innocenti.
Sono la quintessenza dell'ipocrisia, del servilismo e dell'opportunismo.
Una persona con un minimo di coscienza non può in nessun modo collaborare con una struttura che ha una diretta complicità in atroci crimini contro l'umanità.
I complici dello sterminio, coloro che lo giustificano, lo rendono ACCETTABILE, dovrebbero essere isolati dalla collettivitá. Dovrebbero essere trattati come paria.
Mandate una Pec, una raccomandata, oppure fate la veloce procedura sul sito dell'Agenzia delle Entrate per farvi togliere il canone RAI dalla bolletta. Altrimenti anche voi, un giorno, sarete considerati complici di una struttura che ha giustificato un genocidio.
Fate qualcosa, qualsiasi cosa, ma non restate passivi di fronte a questa vergogna.
State finanziando una struttura criminale.
E voi, che lavorate lì dentro, se non dite nulla, siete complici di quegli infami, di quelle bestie che hanno confezionato questo obrobrio.
Stiamo sprofondando senza accorgercene, giorno dopo giorno, sempre di più nel Quarto Reich.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Ecco, questi signori hanno le medesime colpe di Netanyahu. Hanno sulla coscienza decine e decine di migliaia di vite innocenti.
Sono la quintessenza dell'ipocrisia, del servilismo e dell'opportunismo.
Una persona con un minimo di coscienza non può in nessun modo collaborare con una struttura che ha una diretta complicità in atroci crimini contro l'umanità.
I complici dello sterminio, coloro che lo giustificano, lo rendono ACCETTABILE, dovrebbero essere isolati dalla collettivitá. Dovrebbero essere trattati come paria.
Mandate una Pec, una raccomandata, oppure fate la veloce procedura sul sito dell'Agenzia delle Entrate per farvi togliere il canone RAI dalla bolletta. Altrimenti anche voi, un giorno, sarete considerati complici di una struttura che ha giustificato un genocidio.
Fate qualcosa, qualsiasi cosa, ma non restate passivi di fronte a questa vergogna.
State finanziando una struttura criminale.
E voi, che lavorate lì dentro, se non dite nulla, siete complici di quegli infami, di quelle bestie che hanno confezionato questo obrobrio.
Stiamo sprofondando senza accorgercene, giorno dopo giorno, sempre di più nel Quarto Reich.
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Marco Rubio ha lanciato un allarme sulla situazione in Siria, definendola a rischio di una guerra civile di proporzioni “epiche”:
“È la nostra valutazione che, francamente, l’autorità di transizione, date le sfide che stanno affrontando, siano forse settimane, non molti mesi, lontano dal collasso potenziale e da una guerra civile su vasta scala di proporzioni epiche, fondamentalmente il paese che si divide”
Ma siccome adesso il loro capolavoro dell'orrore è davanti agli occhi di tutto il mondo, con violenze settarie ai danni di minoranze alawiti, sciite e cristiane, allora accusa Assad di essere stato l'unico responsabile di aver fomentato la divisione settaria durante il suo governo.
Fate capire: prima viene fomentata da potenze straniere una guerra fratricida, creano, armano, finanziano, curano, addestrano gli jihadisti per rovesciare Assad, unico vero argine all'espansionismo sionista, e per terrorizzare la popolazione siriana, una volta rovesciato, gli si dà pure la colpa di aver deliberatamente messo questi gruppi l’uno contro l’altro.
Durante gli anni della gloriosa REPUBBLICA ARABA SIRIANA non c'erano differenze tra le varie correnti religiose, etniche e culturali!
Assad ha protetto tutte le minoranze e tutti avevano accesso ad ogni sfera della società!
Vigliacchi schifosi! Prendetevi le vostre responsabilità e dite che serviva togliere di mezzo un governo laico e socialisteggiante per dare mano libera ad ''israele''... insieme alle prostitute dei separatisti curdi che permetteranno alla colonia ebraica di avvicinarsi all'Iran
https://www.arabnews.com/node/2601486/medio-est?fbclid=IwY2xjawKZjVpleHRuA2FlbQIxMQABHqS24UPTIK7HkTBe6hWy_wCIP1ahOMyI3AgJSnN7jWToMQoOtfqKbAHOCEqD_aem_y8VBvC0t2Ku8JgxUzUok8Q
“È la nostra valutazione che, francamente, l’autorità di transizione, date le sfide che stanno affrontando, siano forse settimane, non molti mesi, lontano dal collasso potenziale e da una guerra civile su vasta scala di proporzioni epiche, fondamentalmente il paese che si divide”
Ma siccome adesso il loro capolavoro dell'orrore è davanti agli occhi di tutto il mondo, con violenze settarie ai danni di minoranze alawiti, sciite e cristiane, allora accusa Assad di essere stato l'unico responsabile di aver fomentato la divisione settaria durante il suo governo.
Fate capire: prima viene fomentata da potenze straniere una guerra fratricida, creano, armano, finanziano, curano, addestrano gli jihadisti per rovesciare Assad, unico vero argine all'espansionismo sionista, e per terrorizzare la popolazione siriana, una volta rovesciato, gli si dà pure la colpa di aver deliberatamente messo questi gruppi l’uno contro l’altro.
Durante gli anni della gloriosa REPUBBLICA ARABA SIRIANA non c'erano differenze tra le varie correnti religiose, etniche e culturali!
Assad ha protetto tutte le minoranze e tutti avevano accesso ad ogni sfera della società!
Vigliacchi schifosi! Prendetevi le vostre responsabilità e dite che serviva togliere di mezzo un governo laico e socialisteggiante per dare mano libera ad ''israele''... insieme alle prostitute dei separatisti curdi che permetteranno alla colonia ebraica di avvicinarsi all'Iran
https://www.arabnews.com/node/2601486/medio-est?fbclid=IwY2xjawKZjVpleHRuA2FlbQIxMQABHqS24UPTIK7HkTBe6hWy_wCIP1ahOMyI3AgJSnN7jWToMQoOtfqKbAHOCEqD_aem_y8VBvC0t2Ku8JgxUzUok8Q
Arab News
Rubio says Syria could be weeks away from ‘full-scale civil war’
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🇾🇪🇮🇱 ANSAR ALLAH ANNUNCIA BLOCCO NAVALE DEL PORTO DI HAIFA IN SOLIDARIETÀ CON GAZA
In una mossa destinata a ridisegnare le rotte del conflitto in Medio Oriente, il movimento yemenita Ansar Allah (Houthi) ha annunciato l’imposizione di un blocco navale al porto israeliano di Haifa. Con questa operazione, dichiarata pubblicamente dal portavoce militare Yahya Saree, il gruppo ribadisce il suo sostegno militante alla popolazione palestinese sotto assedio a Gaza.
Tutte le navi dirette verso o ormeggiate nel porto di Haifa sono ora considerate bersagli militari, secondo quanto affermato in una dichiarazione trasmessa dalla televisione yemenita. Saree ha sottolineato che la decisione è parte della risposta “legittima” e “strategica” contro l’aggressione israeliana, e che rientra in un piano di azione coordinato con l’“Asse della Resistenza”.
Il blocco su Haifa rappresenta un’escalation significativa dopo le precedenti operazioni marittime condotte contro Eilat. Ansar Allah invia così un messaggio chiaro: finché Gaza sarà sotto le bombe e l’embargo, nessun porto israeliano sarà considerato sicuro.
Il movimento ha ribadito che le sue operazioni continueranno finché Israele non fermerà le sue offensive e non solleverà l’assedio a Gaza, denunciando il silenzio complice della comunità internazionale.
Fonti:
https://www.palestinechronicle.com/ansarallah-declares-naval-blockade-on-haifa-warns-shipping-companies/
https://www.presstv.ir/Detail/2025/05/19/748263/Yemeni-army-imposes-ban-on-Israel%E2%80%99s-port-of-Haifa
https://www.saba.ye/en/news3484421.htm
https://www.middleeastmonitor.com/20250520-houthis-declare-naval-blockade-of-haifa-port/
Gabriele Mariani
In una mossa destinata a ridisegnare le rotte del conflitto in Medio Oriente, il movimento yemenita Ansar Allah (Houthi) ha annunciato l’imposizione di un blocco navale al porto israeliano di Haifa. Con questa operazione, dichiarata pubblicamente dal portavoce militare Yahya Saree, il gruppo ribadisce il suo sostegno militante alla popolazione palestinese sotto assedio a Gaza.
Tutte le navi dirette verso o ormeggiate nel porto di Haifa sono ora considerate bersagli militari, secondo quanto affermato in una dichiarazione trasmessa dalla televisione yemenita. Saree ha sottolineato che la decisione è parte della risposta “legittima” e “strategica” contro l’aggressione israeliana, e che rientra in un piano di azione coordinato con l’“Asse della Resistenza”.
Il blocco su Haifa rappresenta un’escalation significativa dopo le precedenti operazioni marittime condotte contro Eilat. Ansar Allah invia così un messaggio chiaro: finché Gaza sarà sotto le bombe e l’embargo, nessun porto israeliano sarà considerato sicuro.
Il movimento ha ribadito che le sue operazioni continueranno finché Israele non fermerà le sue offensive e non solleverà l’assedio a Gaza, denunciando il silenzio complice della comunità internazionale.
Fonti:
https://www.palestinechronicle.com/ansarallah-declares-naval-blockade-on-haifa-warns-shipping-companies/
https://www.presstv.ir/Detail/2025/05/19/748263/Yemeni-army-imposes-ban-on-Israel%E2%80%99s-port-of-Haifa
https://www.saba.ye/en/news3484421.htm
https://www.middleeastmonitor.com/20250520-houthis-declare-naval-blockade-of-haifa-port/
Gabriele Mariani
Palestine Chronicle
Ansarallah Declares Naval Blockade on Haifa, Warns Shipping Companies
The Ansarallah movement in Yemen has announced the beginning of operations to impose a naval blockade on the Israeli port of Haifa.
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Tra i pochi che riescono a coniugare arte e denuncia! Grazie per esservi schierati dal lato giusto della storia!
⬇️
(...) ultimamente ,
sembra che il diritto sia solo una questione di prospettiva
Chissà chi ci ha messo lo zampino
Cancelliamo i paesi dalle mappe a tavolino
È solo una questione di sorte
Che ancora non tocca a noi
È solo questione di tempo prima che tocchi a noi
e poi dove scapperai?
che il tempo di girarmi dall'altro lato
Che Il genocidio
È stato depenalizzato
NON MI INTERESSA
Se il mondo è diventato un guscio vuoto
NON MI INTERESSA
L'umanità è un relitto
Sono stato sopraffatto
NON MI INTERESSA
Se la terraferma è una catena
Partirò dal primo molo
NON MI INTERESSA
Se non è un gesto d'amore
Giuro che non lo farò
(qui il brano completo)
https://youtu.be/0JLEYDLOZPw?si=7tGRiioxaTmWx0QP
⬇️
(...) ultimamente ,
sembra che il diritto sia solo una questione di prospettiva
Chissà chi ci ha messo lo zampino
Cancelliamo i paesi dalle mappe a tavolino
È solo una questione di sorte
Che ancora non tocca a noi
È solo questione di tempo prima che tocchi a noi
e poi dove scapperai?
che il tempo di girarmi dall'altro lato
Che Il genocidio
È stato depenalizzato
NON MI INTERESSA
Se il mondo è diventato un guscio vuoto
NON MI INTERESSA
L'umanità è un relitto
Sono stato sopraffatto
NON MI INTERESSA
Se la terraferma è una catena
Partirò dal primo molo
NON MI INTERESSA
Se non è un gesto d'amore
Giuro che non lo farò
(qui il brano completo)
https://youtu.be/0JLEYDLOZPw?si=7tGRiioxaTmWx0QP
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Forwarded from byebyeunclesam
Alcune foto esposte alla mostra "Gaza remains the story" in corso fino al 6 giugno negli spazi antistanti l'aula delle Mura Greche di Palazzo Corigliano, presso l'Università di Napoli l'Orientale.
Ved. https://www.unior.it/it/notizie/mostra-del-palestinian-museum-gaza-remains-story
Ved. https://www.unior.it/it/notizie/mostra-del-palestinian-museum-gaza-remains-story
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