Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Gli occhi sono inutili per un cervello non vedente.

(proverbio arabo)
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Dal canale ufficiale
Tabayyan (di verifica delle notizie)

❌ #la fake news :
Venerdì la NBC News ha riferito che l'amministrazione Trump starebbe lavorando a un progetto per reinsediare permanentemente fino a un milione di abitanti di Gaza in Libia.

✅ #la verità :
Il team della piattaforma Tebyan ha cercato la fonte della notizia e ha trovato dichiarazioni dell'ambasciata statunitense secondo cui "il rapporto sui presunti piani di trasferimento dei residenti di Gaza in Libia è falso". Ciò è avvenuto dopo che il Dipartimento di Stato americano ha negato la veridicità del rapporto della NBC News.

📌 Per maggiori informazioni, seguici sul canale della piattaforma Tebyan per la verifica.
https://whatsapp.com/channel/0029Vb5c5LwH5JM2lSYWEs0m 🔗

📌 Avviso di sicurezza: una nuova trappola mediatica in nome della "calma"

👈 Nelle ultime ore, i media ebraici hanno parlato molto dei "progressi significativi" nei negoziati per il cessate il fuoco e nell'accordo sullo scambio di prigionieri.

👈 Notiamo che questa notizia si inserisce nel quadro della guerra psicologica e dell'inganno mediatico perseguiti dal nemico, come già fatto in precedenza prima di violare il cessate il fuoco a marzo, quando si è servito di intermediari per diffondere false rassicurazioni alla resistenza prima di lanciare una nuova aggressione.

👈 Il piano "Gideon Vehicles" lanciato dal nemico si basa principalmente sull'inganno mediatico e lo sfrutta per fuorviarlo su una possibile pacificazione della situazione o su una svolta politica con l'obiettivo di:

▪️ Interrompere la decisione di resistenza.
▪️ Diffondere confusione tra le fila della resistenza e sul fronte interno.
▪️ Copertura di operazioni militari a sorpresa.

👈 Ripetiamo:
Ogni discorso su un accordo o un cessate il fuoco non è attendibile, a meno che non provenga da fonti della resistenza.

La consapevolezza è responsabilità di ogni cittadino e combattente della resistenza, e affrontare le voci come strumenti ostili è una necessità di sicurezza.

🏷️ La guardia... consapevolezza e immunizzazione
Segui la guardia: t.me/alhares
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Nel nome di Dio, il più clemente, il più misericordioso

Comunicato stampa

Il Movimento di resistenza islamico (Hamas) accoglie con favore i risultati del 34° vertice arabo tenutosi a Baghdad e apprezza le posizioni espresse dai leader arabi nelle loro dichiarazioni che chiedono la fine della guerra di sterminio nella Striscia di Gaza, la cessazione immediata delle aggressioni, l'apertura dei valichi e l'ingresso degli aiuti.

Apprezziamo inoltre la chiara condanna dell'aggressione e la richiesta della sua immediata cessazione, il categorico rifiuto dello sfollamento del nostro popolo palestinese, l'enfasi sulla centralità della causa palestinese e sui diritti del nostro popolo al ritorno, alla libertà, all'autodeterminazione e all'istituzione di un proprio Stato indipendente con Gerusalemme come capitale, nonché il rifiuto delle politiche di giudaizzazione, insediamento e fame dell'occupazione, contenute nella dichiarazione finale.

Noi, del movimento Hamas, chiediamo di tradurre queste importanti posizioni in passi concreti e pratici, attraverso misure e meccanismi urgenti per fermare l'aggressione e i massacri, togliere l'assedio, attivare il piano di ripresa arabo-islamico, il Fondo per la ricostruzione di Gaza, prendersi cura degli orfani e dei feriti e attuare le decisioni del vertice arabo-islamico di Riyadh (novembre 2023), che ha chiesto la rottura dell'assedio e l'ingresso immediato degli aiuti.

Rinnoviamo il nostro sostegno a qualsiasi appello responsabile all'unità nazionale palestinese basato su un progetto di liberazione globale che esprima la volontà del nostro popolo e soddisfi le sue aspirazioni di libertà, ritorno, autodeterminazione e creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale.

Movimento di resistenza islamica - Hamas

Sabato: 19 Dhu al-Qi'dah 1446 AH
Corrispondente al: 17 maggio 2025

Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
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⭕️ Hamas chiede di intensificare lo scontro e di respingere i crimini dei coloni e gli attacchi terroristici in Cisgiordania.

Il leader di Hamas Abdel Rahman Shadid ha chiesto di intensificare lo scontro e di contrastare i crescenti crimini dei coloni contro città, villaggi, case e terre in Cisgiordania.

Sabato il leader Shadid ha sottolineato che gruppi di coloni estremisti e pesantemente armati continuano le loro aggressioni contro aree della Cisgiordania occupata, di recente incendiando la pianura di Ramin a est di Tulkarem, bruciando terreni nelle pianure vicino a Turmus Ayya e Abu Falah a nordest di Ramallah e assediando e privando d'acqua le comunità beduine nella valle del Giordano.

Shadid ha sottolineato che le bande di coloni stanno attualmente portando a termine i loro crimini con il supporto dell'esercito di occupazione e sotto la copertura di un governo sionista estremista, che fornisce loro supporto e protezione nel portare a termine i loro attacchi criminali.

Ha spiegato che l'escalation degli attacchi delle milizie dei coloni in Cisgiordania è una continuazione dei massacri genocidi perpetrati contro il nostro popolo, ovunque risieda, e una continuazione dell'approccio di giudaizzazione e sradicamento adottato dal governo di occupazione nell'attuazione del piano di annessione.

Ha sottolineato la necessità di scoraggiare i coloni in Cisgiordania, di restare uniti contro la loro invasione e i loro crimini e di contrastare i piani estremisti del governo di occupazione, che cerca di sfollare i palestinesi ed espellerli dalle loro terre e dai loro villaggi, in particolare quelli vicini agli insediamenti.

Ha ribadito che gli attacchi dei coloni estremisti, sostenuti dal loro governo fascista, non spingeranno il nostro popolo a rinunciare o cedere la propria terra e i propri diritti, ma piuttosto condurranno a una maggiore fermezza e perseveranza e saranno un incentivo a ulteriore sfida e confronto, nonché all'adesione all'opzione della resistenza.

Il leader Shadid ha invitato tutte le fazioni, le forze, i movimenti e tutti coloro che portano armi nei governatorati della Cisgiordania a respingere questi attacchi terroristici e a unirsi per affrontare i crimini dell'occupazione, scoraggiare i coloni e respingere la loro aggressione contro il nostro popolo, la nostra terra e i nostri luoghi sacri.

Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://almoqawma.com/2025/05/17/6456/
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Nel nome di Dio, il più clemente, il più misericordioso

Comunicato stampa

Gli aerei dell'esercito di occupazione fascista hanno effettuato incursioni brutali sulle tende degli sfollati nella zona di Al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis, provocando la morte di più di venti martiri, per lo più bambini, oltre a più di cento feriti.

Prendere di mira le tende degli sfollati e bruciarle insieme ai civili innocenti al loro interno; Si tratta di un nuovo crimine brutale che incarna il fascismo del governo criminale di guerra di Netanyahu e la sua palese violazione di tutte le leggi e norme umanitarie.

Concedendo copertura politica e militare al governo di occupazione terrorista, l'amministrazione statunitense si assume la responsabilità diretta di questa folle escalation di attacchi contro civili innocenti nella Striscia di Gaza, tra cui bambini, donne e anziani.

Noi, del movimento Hamas, denunciamo il silenzio e l'impotenza con cui il sistema delle Nazioni Unite, le sue istituzioni e le nazioni del mondo rispondono a questi crimini brutali e alle violazioni senza precedenti di tutte le leggi di guerra commesse dall'esercito di occupazione e dal suo governo fascista.

Rinnoviamo il nostro appello ai paesi arabi e islamici affinché si assumano le proprie responsabilità e intervengano con urgenza per porre fine ai massacri e al genocidio in corso e adottino misure efficaci per fornire soccorso al nostro popolo e fornirgli il sostegno necessario per rafforzare la sua fermezza sulla propria terra.

Movimento di resistenza islamica - Hamas

Domenica: 20 Dhu al-Qi'dah 1446 AH
Corrispondente al: 18 maggio 2025

Sito ufficiale - Movimento Hamas
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La luna è presenza viva nel linguaggio, nell’arte, nei nomi propri:
هلال, بدر, نور القمر, قمر الزمان…

In arabo, la luna non si guarda soltanto.
Si ama.

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Arabo Semplicemente
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La luna è presenza viva nel linguaggio, nell’arte, nei nomi propri:
هلال, بدر, نور القمر, قمر الزمان…

In arabo, la luna non si guarda soltanto.
Si ama.

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Arabo Semplicemente
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Spinoza: israele non riesce ad occupare il primo posto
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Di Ora Pro Siria

Quale prezzo pagherà la Siria per la revoca delle sanzioni

Pubblichiamo a scopo di documentazione, dopo un primo articolo circa le decisioni raggiunte in Arabia Saudita, il punto di vista di Naram Sarjoun perchè ci sembra interessante anche rispetto alle prospettive di frammentazione della Siria e all'impatto della diffusione della realtà jihadista radicale in altri paesi del sud partendo da una Siria che vede queste formazioni al potere legittimate a livello internazionale.

Il popolo siriano ha indubbiamente ogni diritto di rallegrarsi per la revoca delle sanzioni statunitensi annunciata dal presidente degli Stati uniti Donald Trump, in occasione del Forum di investimenti Usa-Arabia saudita 2025 tenutosi a Riad il 13 aprile. Sì, ma...

È un annuncio che risponde alla richiesta del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e del principe ereditario saudita Mohammad ben Salman come ha precisato Trump nel suo discorso, senza mai pronunciare la parola «democrazia» come richiesta degli Stati Uniti alla Siria: «Sono molto lieto di annunciare che il segretario di Stato Marco Rubio incontrerà il nuovo ministro degli esteri siriano in Turchia nel corso della settimana e, soprattutto, dopo aver discusso la situazione in Siria con il principe ereditario, il vostro principe ereditario, e con il presidente turco Erdogan, che mi ha chiamato l'altro giorno per chiedermi una cosa molto simile, così come con altri amici, persone per le quali ho molto rispetto in Medio Oriente. Ordinerò la revoca delle sanzioni contro la Siria per dare al paese una possibilità di prosperare...».
Il popolo siriano ha indubbiamente ogni diritto di rallegrarsi per la revoca delle sanzioni statunitensi annunciata dal presidente degli Stati uniti Donald Trump, in occasione del Forum di investimenti Usa-Arabia saudita 2025 tenutosi a Riad il 13 aprile. Sì, ma...

È un annuncio che risponde alla richiesta del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e del principe ereditario saudita Mohammad ben Salman come ha precisato Trump nel suo discorso, senza mai pronunciare la parola «democrazia» come richiesta degli Stati Uniti alla Siria: «Sono molto lieto di annunciare che il segretario di Stato Marco Rubio incontrerà il nuovo ministro degli esteri siriano in Turchia nel corso della settimana e, soprattutto, dopo aver discusso la situazione in Siria con il principe ereditario, il vostro principe ereditario, e con il presidente turco Erdogan, che mi ha chiamato l'altro giorno per chiedermi una cosa molto simile, così come con altri amici, persone per le quali ho molto rispetto in Medio Oriente. Ordinerò la revoca delle sanzioni contro la Siria per dare al paese una possibilità di prosperare...».

Partiamo da qui, e dal fatto che Arabia saudita, Turchia, Qatar sono stati i principali responsabili regionali della caduta dello Stato siriano che fu prospero e indipendente. Ci permettiamo di sottolineare le note stonate di questo inno gioioso dei siriani che porta alle stelle Trump, Ben Salman e Erdogan. E' innegabile che le sanzioni statunitensi abbiano raggiunto il loro obiettivo: il paese è distrutto e impoverito dal punto di vista delle ricchezze umane e materiali. I siriani sono ormai alla mercé della cricca di al-Jolani, il terrorista nemmeno pentito: sulla sua testa Washington aveva posto una taglia di 10 milioni di dollari, ma l'auto-nominato presidente siriano sarebbe piaciuto a Trump perché «giovane, attraente e tosto», malgrado i massacri che a partire dalla sua presa del potere fino ad oggi si sono susseguiti sulla costa siriana, a Homs e altrove.

Sanno, i siriani, che gli investitori di ogni parte, ai quali al-Jolani ha aperto le porte della loro patria per consolidare il proprio potere, sono ancora più felici di loro per la revoca delle sanzioni? Credono, i siriani, che gli Stati Uniti abbiano davvero frenato le ambizioni di israele di rubare la loro terra solo perché Trump ha lisciato il pelo di al-Jolani?


Qui di seguito l’articolo di Naram Sarjoun.

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