Francesca Quibla
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Milano ore 16,00 Piazza Cavour presidio d'urgenza contro gli arresti di 9 solidali

FAI GIRARE !

La solidarietà non si arresta!!
Colpevoli di essere solidali con il popolo palestinese.

Questa mattina con un grande spiegamento di forze sono stati arrestati 9 nostri fratelli, compagni e amici colpevoli di aver sempre lavorato per aiutare il popolo palestinese ancora oggi devastato, smembrato e affamato da un genocidio per mano del governo terrorista dell'entità coloniale sionista Israele.
Sono state perquisite le loro case, sequestrati telefoni e computer, perquisita la sede dell' Associazione benefica Abspp odv.
Siamo al loro fianco e avremo tempo per comunicati ragionati ma ora è il momento di denunciare e protestare quest'ultima complicità del governo Meloni con i macellai sionisti.

Presidio d'urgenza ore 16,00 in piazza Cavour a Milano concordato con Associazione dei palestinesi in Italia.

HANNOUN , DAWOUD, AL SALAHAT, ELASALY, ALBUSTANJI, ALI SAWI. ABU RAWWA, ABU DEIAH, ABDU.
LIBERI SUBITO !!
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I sovranisti a stelle (di david) e strisce.
Che vergogna.
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Il primo ministro, australiano, Anthony Albanese ha rilasciato dichiarazioni precise riferendosi a "attori pagati", soggetti che venivano indirizzati a compiere determinate azioni a pagamento.
Nessuna ideologia quindi, nessun attivismo o appartenenza politica.

Chi li pagava, sulla base di riscontri oggettivi derivanti dalle indagini svolte, era un ente straniero attraverso criptovalute per attaccare obiettivi ebrei in Australia.
Ma quali erano questi obiettivi?

Un obiettivo era la sinagoga Adass Israel a Melbourne, questa sinagoga ospita una sorta di setta antisionista. Quindi non esattamente il bersaglio scelto per qualcuno che odia davvero Israele.

Nessun ferito, nessuno è rimasto ferito e infine gli autori sono stati catturati .
I soggetti in questione erano persone apolitiche, molti dei quali disturbati mentali.

Ci sono stati altri, un'altra serie di incidenti in cui sono stati arrestati persone apolitiche, semi infermi mentalmente e senzatetto e tutti dicevano di essere pagati per farlo.

E l'Iran è stato incolpato dopo che il Mossad israeliano ha fornito all'ASIO, la sua agenzia di intelligence, una cosiddetta mancia. Allora mettiamo insieme i pezzi.

Un'entità straniera sta pagando una classe criminale in Australia senza nessuna ideologia politica per attaccare obiettivi ebrei. Chi ne trarrebbe beneficio? Di certo non sarebbe l'Iran.

E perché l'Iran attaccherebbe una sinagoga antisionista? Non ha senso.

Eppure l'Australia è stata sottoposta a pressioni per espellere l'ambasciatore iraniano, che è stato il culmine di una lunga campagna israeliana per rompere le relazioni tra Australia e Iran. E così quella campagna continua attraverso il massacro di Bondi Beach.

- Max Blumenthal nell'ultimo episodio di Going Underground

Devo ricordare , per dare una visione più ampia, che l' Australia dallo scorso agosto fa accertamenti approfonditi sui visti d'ingresso richiesti da cittadini israeliani.
Dopo aver riconosciuto lo Stato di Palestina Netanyahu ha inviato minacce poco velate all'Australia, dire di non tutelare gli ebrei significa darti dell' antisemita.
Dopo l' attacco a Bondi Beach si è scatenato contro il premier australiano e ha preteso che fosse il Mossad a condurre le indagini , senza ottenere risultato.

Vi è un' idea errata nell' immaginario collettivo: gli israeliani non ucciderebbero mai degli ebrei.
Idea errata.

Il famigerato Protocollo Annibale lo prevede ed è stato attuato dall' IoF sullo scenario del 7 ottobre , per questo hanno vietato indagini sulla strage .

In Occidente, in Italia, non leggerete mai nulla di simile .

Chiedetevi perché e nell'interesse di chi.

Renata Girardi
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In Siria c'è un governo di "ex" terroristi di al-Qaeda, ma non fanno male a israele, quindi tutto ok.
Sostieni la Palestina invece? Sei un terrorista, lo dice israele.

Hanieh T.

Io aggiungo : lo dice israele e I servi nostrani eseguono.
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Una perdita straziante: la scomparsa del grande artista Mohammad Bakri

Con profondo dolore e dolore, il Teatro Freedom di Jenin Refugee Camp piange la comunità artistica palestinese e araba, e i suoi ammiratori in tutto il mondo, la scomparsa del grande artista palestinese Mohammad Bakri, che ci ha lasciati dopo un eccezionale viaggio artistico e culturale che ha lasciato un duraturo segno sul teatro e sul cinema palestinese.
Mohammad Bakri nasce il 27 novembre 1953 nel villaggio di Al-Bi'ina in Galilea, Palestina. Fin dalla gioventù, si dedicò ad affinare il suo talento artistico, a studiare recitazione e letteratura araba, e a laurearsi all'Università di Tel Aviv a metà degli anni '70. Fin dall'inizio, Mohammad Bakri ha incarnato la lotta palestinese attraverso il teatro e il cinema, offrendo opere sincere che esprimevano l'identità palestinese e la resistenza culturale.
Il teatro era la piattaforma dove Mohammad Bakri ha rafforzato la sua presenza artistica e umana. Ha presentato monodrammi ricchi di simbolismo e impatto, come The Pessoptimist e Stagione delle Migrazioni verso il Nord. Ha lavorato con compagnie teatrali a Ramallah e Gaza, esibendosi in arabo, preservando la forza della parola palestinese e la resistenza della causa.
Tra le sue opere di regia più importanti c'è il potente documentario Jenin, Jenin (2002), che documentava gli eventi del Jenin Refugee Camp con onestà e chiarezza, diventando un riferimento artistico cruciale e memoria storica per le generazioni palestinesi, affermando il suo impegno incrollabile per la causa palestinese e la ricerca della verità.
Mohammad Bakri aveva un legame molto speciale con il Teatro Freedom di Jenin, un teatro fondato dal compianto Juliano Mer Khamis, con il quale condivideva una profonda amicizia e rispetto reciproco. È stato un fedele sostenitore degli artisti presenti, ha partecipato al film "In mille silenzi" prodotto da TFT nell'ambito del progetto "La promessa della rivoluzione" in collaborazione con i partner, ed è stato in stretta discussione per unirsi al comitato artistico per la prossima produzione "The Martirs Return to Ramallah" di Walid Daqqa, confermando il suo ruolo di osservatore e narratore dell'identità palestinese sul palco.
Mohammad Bakri lascia alle spalle una ricca eredità artistica, nutrendo una nuova generazione di attori palestinesi, tra cui i suoi talentuosi figli Saleh, Ziad e Adam Bakri, che continuano a portare avanti la voce della Palestina nella scena artistica globale.
La sua dipartita è un profondo shock per tutti coloro che lo conoscevano, hanno lavorato con lui e hanno seguito il suo viaggio. È stato l'indimenticabile voce della Palestina, simbolo di arte resistente e creativa, vero e proprio emblema di fedeltà alla causa e all'identità palestinese. Possa Dio concedergli la Sua immensa misericordia e ispirare con pazienza la sua famiglia, i suoi figli e gli ammiratori di fronte a questa grande perdita.

The Freedom Theatre, 24 dicembre 2025
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"israele" comanda e I servi senza dignità italiani obbediscono
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Le patenti di guida palestinesi 🇵🇸 sono più vecchie di quelle dello Stato di Israele 🇮🇱 .

(La storia non può essere cancellata).

Americo L.
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Quando si tratta di Palestina, la sedicente "destra" e la sedicente "sinistra" italiane smettono di essere una contro l'altra e si allineano come gemelle siamesi:
stessa impostazione da servi dell'entità sionista che, ricordiamolo, è alla sbarra presso la Corte Penale Internazionale per GENOCIDIO.
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"israele" diventa il primo e unico paese a riconoscere la Somaliland, una regione separatista della Somalia, minando l'unità della Somalia e il consenso internazionale.

D'altronde, da un'entità fake come quella sionista, cosa ci si può aspettare?
Riconoscere confini pur di non riconoscere il diritto di autodeterminazione del popolo Palestinese.
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Forwarded from byebyeunclesam
Per quanto i tempi biblici della giustizia italiana siano ben noti, risulta quanto meno poco credibile che la magistratura abbia "atteso" 24 ANNI prima di accertare che i fondi raccolti dalle associazioni benefiche palestinesi indagate fossero indirizzati non a favore della popolazione ma dei gruppi della resistenza...
👍12
A quanto pare, in Italia, abbiamo scoperto una nuova legge della fisica politica:
Più il governo si macchia di crimini, più spuntano dal cilindro "operazioni antiterrorismo" per sviare l'attenzione (un po' mi fa pensare ai tempi d'oro del Berlusca, che quando perdeva consenso comprava qualche giocatore del Milan)

Guarda caso, mentre la Presidente del consiglio italiano, Giorgia Meloni, viene denunciata alla CPI per complicità nel genocidio in corso in Palestina, ecco che, PUFF!, arrivano gli arresti di alcuni palestinesi accusati di finanziare Hamas (come se fosse un crimine, Hamas è un partito politico riconosciuto legittimo dalla maggioranza dei paesi dle mondo, solo quelli occidentali e servi dei sionisti l'hanno messo nella lista delle organizzazioni terroristiche)

Ma che tempismo, oh! Che fantastica coincidenza! Talmente perfetta da sembrare un po' studiata...

Come gli animatori dei villaggi turistici: signore e signori, ora guardate questa mano... Mentre con l'altra nascondo le mie responsabilità!

Beh, allora si, una domanda ci sorge spontanea, inevitabile:

Ma davvero pensate che basti agitare la parola Hamas, sbattere "il mostro in prima pagina" per farci dimenticare tutto il resto?

Ne avevo scritto già ad ottobre , e ora le ripropongo... considerato che "israele" è alla sbarra presso la CPI per GENOCIDIO, le seguenti azioni del governo italiano, come le dobbiamo valutare?

🔻

1. l'entità sionista è alla sbarra presso la CORTE PENALE INTERNAZIONALE per genocidio ( https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2024-05/israele-la-procura-della-corte-penale-internazionale-chiede-l-a.html )
2. Il governo italiano non ha richiamato il personale diplomatico dall'ambasciata italiana nell'entità sionista ( https://www.politicamentecorretto.com/2025/09/25/300-funzionari-della-farnesina-scrivono-a-tajani-cosa-aspetti-a-cambiare-su-gaza/ )
3. Il governo italiano continua a VENDERE ARMI dall'entità sionista con le quali vengono AMMAZZATI palestinesi di cui la stragrande maggioranza donne e bambini ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/05/armi-italiane-israele-esportazioni-segrete-governo-meloni-ultime-notizie/8015461/ )
4. Il governo italiano non ha emesso UNA SOLA sanzione nei confronti dell'entità sionista ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/25/meloni-ultimo-baluardo-in-europa-contro-le-sanzioni-verso-israele-media-arabi-criticano-la-premier/8139282/ )
5. Lo stato italiano continua ad accogliere e proteggere soldati dell'esercito di occupazione israeliano che vengono in Italia a spassarsela dopo aver ammazzato palestinesi (1: https://www.unionesarda.it/politica/militari-israeliani-in-gallura-il-caso-in-parlamento-interrogazione-a-piantedosi-vxkuyh3u - 2: https://it.euronews.com/my-europe/2025/09/08/soldati-israeliani-in-vacanza-in-italia-la-vicenda-sara-discussa-in-parlamento - 3: https://www.rainews.it/articoli/2025/09/militari-israeliani-in-vacanza-in-italia-tutelati-come-obiettivi-sensibili-proteste-dei-pro-pal--176a7015-9894-497f-b4dd-c9cbf1e1c51a.html - 4: https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/esemprecartabianca/le-vacanze-italiane-dei-soldati-israeliani-scortati-dalla-digos_F314087101004C04 )
6. Il governo italiano continua a prorogare i "memorandum d'intesa" ( 1: https://documenti.camera.it/Leg14/dossier/Testi/ES0376.htm - 2: https://www.peacelink.it/conflitti/a/50739.html )
7. Il governo italiano ha appaltato la nostra cyber security dall'entità sionista (1: https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Rel%20illustrativa.pdf - 2: https://www.lafionda.org/2025/05/23/litalia-sovranista-serva-di-netanyahu/ )
8. Il governo italiano permette al Mossad di agire in lungo e in largo e schedare chi partecipa a scioperi e manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese (1: https://www.virgilio.it/notizie/spunta-il-dossier-di-israele-sugli-attivisti-che-hanno-manifestato-in-italia-durante-lo-sciopero-per-gaza-1704428 - 2: https://www.parmatoday.it/attualita/agenti-del-mossad-a-parma-l-italia-e-un-paese-a-sovranita-limitata.html )
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Totalmente d'accordo con la lettura di Mj UmWalid

⬇️

Condivido alcune riflessioni sul vigliacco ’arresto di Hannoun e di altri otto palestinesi e arabi solidali con la Palestina. È chiaro per chiunque che non ci troviamo di fronte ad una anomalia politica ma esiste continuità con gli interessi di un sistema internazionale intero che difende le sue asimmetrie di oppressione coloniale e imperialista ad ogni latitudine. Per questo credo sia importante leggere questo momento politico dentro una cornice storica e geografica più ampia che permette di cogliere una dinamica ricorrente, troppo spesso però sottovalutata: quando il potere non riesce più a governare il conflitto, risponde rendendosi apertamente repressivo. Quando la paura di perdere il controllo diventa ingestibile, la repressione si fa feroce.
La storia delle rivoluzioni e dei movimenti di liberazione insegna che la repressione non va intesa "solo" come violenza, ma anche come segnale politico su cui costruire strategia. Non per restare sulla difensiva, ma per individuare e sfruttare le fragilità che il sistema manifesta proprio nel momento in cui perde il controllo. È una lezione che la resistenza palestinese continua a impartire, dentro e fuori il territorio.
Questa impostazione analitica era già stata indicata con estrema lucidità da Antonio Gramsci, quando scriveva che «la crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere; in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». È in questo interregno che il potere, incapace di produrre consenso, smette di mediare e governa apertamente attraverso la coercizione. La maschera cade perché non regge più.
La Palestina impone ancora una volta all’Italia — così come a tutte le cosiddette democrazie occidentali — di gettare quella maschera e di manifestare apertamente la propria natura autoritaria e gli interessi che difende nell’ordine coloniale. Per questo è fondamentale ribadire che non siamo di fronte a una deriva isolata o a un’anomalia italiana. È una tendenza che attraversa l’intero spazio europeo.
La repressione si impone in modo violento e arrogante nel Regno Unito, in Francia, in Germania, negli USA: è la stessa volontà di imporre con la forza un sistema sempre più rigettato. Walter Benjamin lo aveva scritto con chiarezza: «lo stato di emergenza in cui viviamo non è l’eccezione ma la regola». La repressione del movimento per la Palestina diventa così condizione necessaria per mantenere il funzionamento ordinario di un sistema che non riesce più a contenere politicamente il dissenso e sceglie di criminalizzarlo.
Anche per questo la repressione va letta come momento di chiarificazione. Rosa Luxemburg ricordava che «le sconfitte sono la scuola più feconda del movimento rivoluzionario». Non perché la sconfitta sia desiderabile, ma perché costringe a misurarsi con i rapporti di forza reali, a smascherare le illusioni, a rompere le ambiguità e a uscire dalla depoliticizzazione.
Lenin aveva già indicato con nettezza questa dinamica: quando il potere ha paura, colpisce. E ciò che oggi viene colpito non è solo una rete di solidarietà, ma la centralità politica della Palestina come bussola capace di mettere in crisi l’intero impianto morale, giuridico e geopolitico dell’Occidente.
Perché tornare alle intuizioni dei grandi intellettuali della rivoluzione? Perché il momento che viviamo, per quanto violento, non deve spaventarci, ma richiede lucidità: lucidità per mantenere l’attenzione sul significato politico delle pratiche repressive e non ridurle a sintomo da subire. Richiede anche responsabilità: quella di costruire il movimento, di dare forma a quell’organizzazione che Gramsci considerava necessaria per agire dentro la crisi e non subirla.
La storia insegna che quando la repressione si intensifica, il conflitto è aperto. Perché se il sistema è costretto a mostrarsi per ciò che è, le sue fragilità diventano visibili. Ed è su quelle crepe che un movimento politico deve saper costruire.
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I padroni sionisti ordinano e i servi senza dignità eseguono.

Che titolo nauseante. Come nauseante è il loro livello di appecoronamento al regime sionista.

"terrore islamico"

Ma parlateci della denuncia della Meloni alla CORTE PENALE INTERNAZIONALE
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Nella mappa i paesi che considerano Hms un gruppo terroristico: fatevi delle domande e datevi delle risposte. Molti di loro sono gli stessi che considerano anche Hzb gruppo terroristico, e volevano inserire anche i pasdaran nella lista, nonostante siano coloro che hanno combattuto veramente contro il terrorismo. Dai non è difficile da capire come gioca la propaganda israeliana.

Hanieh T
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Comunicato di Hezbollah sull’attacco terroristico alla moschea Imam Ali ibn Abi Talib nella città siriana di Homs

Hezbollah condanna l'attacco terroristico che ha preso di mira i fedeli della moschea Imam Ali (as) nella città siriana di Homs, provocando decine di martiri e feriti, e denuncia fermamente questo crimine atroce che ha colpito i fedeli nel benedetto venerdì del mese sacro di Rajab

Hezbollah afferma che le mani criminali che hanno colpito una casa di Dio rivelano la vera identità di questi assassini: coloro che non hanno alcun rispetto per la santità o per la diversità intellettuale e religiosa, e che fanno affidamento su discorsi d'odio, esclusione e rifiuto dell'altro al servizio dei progetti degli Stati Uniti e di Israele.

Hezbollah chiede che vengano denunciati i responsabili di questi gruppi devianti, che vengano consegnati alla giustizia e che vengano loro imposte le pene più severe.

Hezbollah esprime le sue più sentite condoglianze e la sua solidarietà alle famiglie dei martiri, chiedendo a Dio Onnipotente di concedere misericordia ai martiri, una rapida guarigione ai feriti e stabilità, progresso e prosperità al popolo siriano.

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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🟡🟢 Il Segretario Generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, ha tenuto un discorso oggi, 28 dicembre 2025:
—
"L'aggressione israeliana contro il Libano non si è fermata nonostante l'accordo del 2024.

Il disarmo è un progetto israelo-americano, anche se attualmente viene commercializzato sotto il titolo di "esclusività delle armi" (monopolio statale delle armi).

Siamo a un decisivo punto di svolta storico: o concediamo agli Stati Uniti e a "Israele" ciò che vogliono, ovvero la totale tutela sul Libano; o ci alziamo a livello nazionale per reclamare la nostra sovranità, la nostra terra e costruire la nostra nazione.

È passato più di un anno dall'accordo. La parte libanese ha offerto impegni e concessioni, mentre il nemico israeliano continua i suoi attacchi senza sosta. Il governo libanese ha aggiunto "concessioni gratuite", mentre Israele non ha offerto alcun impegno in cambio.

La Resistenza e il Libano si sono impegnati al contenuto dell'accordo attraverso lo Stato e l'Esercito, mentre "Israele" ha continuato le sue violazioni tramite incursioni di sicurezza nel territorio libanese.

Sono disturbati dalla scena della cooperazione in corso tra l'Esercito libanese e la Resistenza.

Lo spiegamento dell'Esercito a sud del fiume Litani avrebbe dovuto avvenire se Israele si fosse impegnato a fermare l'aggressione, a ritirarsi e ad iniziare la ricostruzione.

È nostro diritto difenderci e allo stesso tempo partecipare alla costruzione dello Stato.

Se il Libano meridionale cade, il Libano non rimarrà. Tutti i libanesi sono responsabili di difenderlo.

Non è richiesta alcuna ulteriore azione da parte del Libano a nessun livello prima che il nemico israeliano adempia ai suoi obblighi. Non chiedeteci più nulla. Il Libano non è tenuto a essere un poliziotto per "Israele".

Non consegneremo le nostre armi, non ci ritireremo e non ci arrenderemo. Fate del vostro peggio (cavalcate i vostri cavalli più veloci) e cooperate con le creature più feroci di Dio. Diciamo ai nostri nemici: Avete visto un assaggio della nostra forza nella recente Battaglia dei Potenti.
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🇮🇱🕌 ISRAELE – OTZMA YEHUDIT ALL’ATTACCO DELLA CHIAMATA ALLA PREGHIERA: IN ARRIVO UNA LEGGE CONTRO IL MUEZZIN

Il partito di estrema destra Otzma Yehudit, guidato dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, ha avviato l’iter di una nuova proposta di legge che mira a limitare – di fatto vietare – la chiamata islamica alla preghiera nelle moschee all’interno di Israele.

Il disegno di legge, presentato dal deputato Zvika Fogel, presidente della commissione Sicurezza nazionale della Knesset, prevede che l’adhan possa essere trasmesso tramite altoparlanti solo previa autorizzazione statale. I criteri includerebbero volume, misure di riduzione del rumore, posizione della moschea, distanza dalle aree residenziali e “impatto sulla qualità della vita”.

In caso di violazioni, la proposta conferisce alla polizia poteri immediati: spegnimento degli altoparlanti, sequestro delle apparecchiature e sanzioni economiche molto pesanti. Le multe previste arrivano fino a 50mila shekel (oltre 15mila dollari) per l’uso non autorizzato, e 10mila shekel per il mancato rispetto delle condizioni imposte.

Secondo Otzma Yehudit, il provvedimento sarebbe una misura di “sanità pubblica” contro quello che viene definito “rumore irragionevole”. Una tesi respinta con forza dai cittadini palestinesi di Israele e da numerosi attivisti e leader religiosi, che vedono nella legge un ulteriore passo verso la cancellazione dello spazio religioso e culturale palestinese.

Avvocati e imam sottolineano come la chiamata alla preghiera sia praticata da secoli e non abbia mai costituito un problema fino alla recente radicalizzazione del dibattito politico. Per molti, la norma non riguarda il rumore, ma la volontà di ridefinire lo spazio pubblico in chiave esclusivamente ebraica, colpendo simboli identitari non ebraici.

Tentativi simili erano già stati avanzati in passato, in particolare nel 2017, senza mai arrivare all’approvazione definitiva. La differenza, oggi, è il contesto: un governo sempre più dominato da forze ultra-nazionaliste e religiose, e una crescente pressione legislativa contro i diritti civili e religiosi della minoranza palestinese.
In questo quadro, la proposta di Otzma Yehudit viene letta come parte di una più ampia offensiva ideologica che investe moschee, scuole, lingua, memoria e presenza palestinese nello spazio pubblico israeliano.

📎 Fonte:
https://www.middleeasteye.net/news/israels-ben-gvir-pushes-bill-ban-islamic-call-prayer

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Dichiarazione del capo di Ansarullah, Sayyid Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi, sugli ultimi sviluppi in Somalia

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

In un'azione aggressiva che rientra nel quadro delle cospirazioni del nemico sionista contro la nostra Ummah islamica, il nemico israeliano ha annunciato il riconoscimento della regione del Somaliland come entità separata dalla Somalia.

Questa posizione ostile prende di mira la Somalia e i suoi dintorni africani, e anche lo Yemen, il Mar Rosso e i Paesi su entrambe le sponde del Mar Rosso. Questa aggressiva mossa sionista mira a stabilire un punto d'appoggio in Somalia per colpire la regione, e cerca anche di frammentare i Paesi della zona secondo un piano che non si limita alla sola Somalia. Piuttosto, il suo titolo dichiarato è "cambiare il Medio Oriente". Tutto questo è qualcosa che la nostra intera Ummah deve affrontare in ogni modo possibile.

La dichiarazione del nemico israeliano è di per sé falsa e non ha alcun valore nell'equilibrio tra verità e diritto. Si tratta di un atto di prevaricazione con obiettivi aggressivi e un'agenda ostile, proveniente da un'entità occupante priva di legittimità per sé stessa: come potrebbe quindi averne per altri? Tuttavia, il nemico israeliano lavorerà dietro questa mossa per ampliare la cerchia di riconoscimento e cooperazione con esso da parte di altre parti e Paesi. Cerca di trasformare la regione del Somaliland in un punto d'appoggio per attività ostili contro la Somalia, i Paesi africani, lo Yemen e i Paesi arabi, in un modo che minaccia la sicurezza del Mar Rosso e del Golfo di Aden. Lavorerà anche per un'ulteriore frammentazione e disintegrazione di altri Paesi, allo stesso modo in cui ha perseguito in Somalia.

In risposta a questa aggressione sionista contro la Somalia e la regione, sottolineiamo quanto segue:

La necessità che la posizione araba e islamica sia ferma e seria nel sostenere la Somalia, il popolo somalo, contrastare le macchinazioni del nemico israeliano ed esercitare pressione sui traditori che collaborano con esso nella regione del Somaliland. Ciò include anche l'adozione di misure a livello internazionale e di una posizione ferma in tutte le istituzioni internazionali a sostegno della Somalia.

Affermiamo la nostra ferma posizione a fianco del fraterno popolo somalo contro il nemico israeliano e adotteremo tutte le misure di supporto possibili per sostenerlo.

Tra queste misure rientra anche il considerare qualsiasi presenza israeliana nella regione del Somaliland come un obiettivo militare per le nostre forze armate, in quanto costituisce un'aggressione contro la Somalia e lo Yemen e una minaccia alla sicurezza della regione. È necessario adottare misure ferme contro tale presenza. Non accetteremo che alcuna parte della Somalia venga trasformata in un punto d'appoggio per il nemico israeliano a scapito dell'indipendenza e della sovranità della Somalia, della sicurezza del popolo somalo e della sicurezza della regione e del Mar Rosso.

Invitiamo inoltre tutti i Paesi su entrambe le sponde del Mar Rosso, nonché il mondo arabo e islamico, ad adottare misure concrete ed efficaci per impedire al nemico israeliano di violare la Somalia e altri Paesi musulmani e indipendenti. Sottolineiamo inoltre la necessità che l'intera Ummah si unisca a sostegno del popolo palestinese oppresso. Qualsiasi fallimento in questo senso offre al nemico israeliano l'opportunità di perseguire le sue cospirazioni contro altri Paesi, poiché è un nemico dell'intera Ummah e un pericolo per i Paesi della regione, a meno che i suoi piani aggressivi non vengano affrontati con fermezza, serietà e responsabilità.

E Dio ci basterà, è il Migliore dei protettori e il Migliore dei Soccorritori.

Vostro fratello, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi

8 Rajab 1447 AH

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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