Bravissimo Gianni Barbacetto su Youssef Siher:
«Ho letto attentamente le 11 pagine del “Fermo di indiziato di delitto” firmato dal pm di Milano nei confronti di Youssef Siher. Non vi ho trovato contestato alcun fatto criminale concreto, né tantomeno elementi fattuali per dimostrare le “finalità di terrorismo”.
1. Il gruppo Telegram e l’account Instagram “Movimento 17 ottobre” nascono la sera del 18, DOPO che sono terminati gli atti violenti nelle manifestazioni di Milano, che dunque non possono certo essere stati ispirati da quegli strumenti elettronici.
2. In essi, Siher ha postato convocazioni a manifestare il 24 ottobre (diritto costituzionale) e istruzioni difensive nel caso di attacchi delle forze di polizia. Inviti a lottare contro il governo Meloni, ma nessuna incitazione alla violenza (presenti semmai in alcuni commenti anonimi di chi rispondeva). Una manifestazione di protesta può essere preventivamente definita, come fa il pm, “una sommossa”? I potenziali dimostranti possono essere preventivamente e ripetutamente chiamati “facinorosi”?
Aspetto un giudice che valuti gli elementi concreti e mi stupisco che i tanti “garantisti”, con politici e imprenditori, questa volta non si siano mossi».
«Ho letto attentamente le 11 pagine del “Fermo di indiziato di delitto” firmato dal pm di Milano nei confronti di Youssef Siher. Non vi ho trovato contestato alcun fatto criminale concreto, né tantomeno elementi fattuali per dimostrare le “finalità di terrorismo”.
1. Il gruppo Telegram e l’account Instagram “Movimento 17 ottobre” nascono la sera del 18, DOPO che sono terminati gli atti violenti nelle manifestazioni di Milano, che dunque non possono certo essere stati ispirati da quegli strumenti elettronici.
2. In essi, Siher ha postato convocazioni a manifestare il 24 ottobre (diritto costituzionale) e istruzioni difensive nel caso di attacchi delle forze di polizia. Inviti a lottare contro il governo Meloni, ma nessuna incitazione alla violenza (presenti semmai in alcuni commenti anonimi di chi rispondeva). Una manifestazione di protesta può essere preventivamente definita, come fa il pm, “una sommossa”? I potenziali dimostranti possono essere preventivamente e ripetutamente chiamati “facinorosi”?
Aspetto un giudice che valuti gli elementi concreti e mi stupisco che i tanti “garantisti”, con politici e imprenditori, questa volta non si siano mossi».
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Non lasciare solo Youssef Siher: una raccolta fondi per sostenere la sua difesa
by Davide Piccardo Ottobre 27, 2026
Qui il link
https://laluce.news/non-lasciare-solo-youssef-siher-una-raccolta-fondi-per-sostenere-la-sua-difesa/?fbclid=IwdGRjcAVNXY5jbGNrBU1damV4dG4DYWVtAjExAHBkb2YBc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeGwMHmYjRCPfY5ZiqcJXVZ3inyEq0K-GWM7AgQkIYWPXd8_2YbI7IFRaHKpQ_aem_dxdxYaBE3hKfMcoAaFR4Zg
by Davide Piccardo Ottobre 27, 2026
Qui il link
https://laluce.news/non-lasciare-solo-youssef-siher-una-raccolta-fondi-per-sostenere-la-sua-difesa/?fbclid=IwdGRjcAVNXY5jbGNrBU1damV4dG4DYWVtAjExAHBkb2YBc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeGwMHmYjRCPfY5ZiqcJXVZ3inyEq0K-GWM7AgQkIYWPXd8_2YbI7IFRaHKpQ_aem_dxdxYaBE3hKfMcoAaFR4Zg
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Ho sfogliato qualche post di Youssef Siher e la pagina Instagram del Movimento 17 ottobre.
Non vedo, in franchezza, alcuna istigazione a delinquere. Non so quali altri elementi ci siano.
Il post più spinto mi pare quello che commenta le immagini di un cappotto rubato donato da alcuni manifestanti a un senzatetto, con la scritta 'si chiama esproprio proletario'.
Se è così, anche le migliaia di assemblee pubbliche dal titolo 'blocchiamo tutto' sarebbero istigazioni a delinquere.
Se è così, beh, saranno interessanti gli sviluppi... Visto che questo è un paese dove figure di primo piano possono tranquillamente istigare al genocidio ('bisogna distruggere Gaza!) urlando in TV in prima serata, nonchè istigare alla più brutale discriminazione razziale del popolo vittima di quel genocidio sui quotidiani e nei talk show, un giorno sì e l'altro pure, senza la minima ombra di conseguenza.
Luigi Daniele
Non vedo, in franchezza, alcuna istigazione a delinquere. Non so quali altri elementi ci siano.
Il post più spinto mi pare quello che commenta le immagini di un cappotto rubato donato da alcuni manifestanti a un senzatetto, con la scritta 'si chiama esproprio proletario'.
Se è così, anche le migliaia di assemblee pubbliche dal titolo 'blocchiamo tutto' sarebbero istigazioni a delinquere.
Se è così, beh, saranno interessanti gli sviluppi... Visto che questo è un paese dove figure di primo piano possono tranquillamente istigare al genocidio ('bisogna distruggere Gaza!) urlando in TV in prima serata, nonchè istigare alla più brutale discriminazione razziale del popolo vittima di quel genocidio sui quotidiani e nei talk show, un giorno sì e l'altro pure, senza la minima ombra di conseguenza.
Luigi Daniele
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Cmq, in Francia e in tutta Europa le "FORZE DELL'ORDINE" hanno un numero identificativo.
L'Italia continua a disattendere e ad essere condannata ripetutamente dalla Corte Europea Dei Diritti dell'Uomo
Qui una serie di fatti successi negli ultimi sei mesi:
Le cronache giudiziarie in Italia hanno registrato diverse inchieste che hanno coinvolto esponenti delle forze dell'ordine per gravi reati. Tra queste spiccano procedimenti per associazione a delinquere e reti corruttive strutturate, oltre ad accuse di violenza e tortura.
I casi principali e più recenti includono:
1. Inchiesta sul Commissariato di Anzio-Nettuno (Roma)
A inizio settembre 2026, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma ha coordinato un'operazione condotta dalla stessa Polizia di Stato che ha portato all'arresto e alla custodia cautelare in carcere di cinque poliziotti in servizio presso il commissariato di Anzio-Nettuno. [1. qui e 2. qui)
• Le accuse: Agli indagati viene contestata, a vario titolo, l'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, il concorso in traffico di sostanze stupefacenti, il peculato, il falso ideologico e l'accesso abusivo ai sistemi informatici delle forze dell'ordine. [1. qui]
• La dinamica: Secondo gli inquirenti, gli agenti operavano d'accordo con i trafficanti locali, favorendo lo spaccio di cocaina e arrivando a "sottrarre" denaro o ingenti quantitativi di droga (in un caso circa 50 kg di cocaina) alle persone arrestate anziché sequestrarli formalmente. Tutti gli agenti coinvolti sono stati immediatamente sospesi dal Questore. [1. qui - 2. qui e 3. qui]
2. Vendita illegale di dati sensibili (Banche dati interforze)
A maggio 2026, un'inchiesta coordinata dalle Procure di Napoli e Belluno ha svelato una vera e propria rete criminale che esfiltrava e commercializzava informazioni segrete. [qui]
• Le accuse: Due appartenenti alle forze dell'ordine sono stati arrestati nell'ambito di un'operazione che ha coinvolto circa 30 misure cautelari. L'accusa principale riguarda una fitta rete corruttiva volta all'accesso abusivo reiterato ai sistemi informatici istituzionali (come lo SDI). [qui]
• La dinamica: I due agenti infedeli avrebbero effettuato oltre 730.000 accessi illegali in due anni per prelevare dati sensibili e personali relativi a personaggi pubblici (attori, cantanti, calciatori) e privati cittadini. Le informazioni venivano poi "rivendute" a terzi in base a un vero e proprio tariffario Excel (da 6 a 25 euro a controllo). [qui]
3. Presunti abusi e torture a Casal del Marmo (Roma)
Alla fine di agosto 2026, una pesante indagine ha scosso l'amministrazione penitenziaria minorile. [qui]
• Le accuse: Tre agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere minorile di Casal del Marmo a Roma sono stati colpiti da una misura interdittiva di sospensione dal servizio per la durata di un anno.
• La dinamica: L'inchiesta della Procura ipotizza, a vario titolo, il reato di tortura e maltrattamenti aggravati ai danni di minori detenuti all'interno della struttura penitenziaria. [qui]
4. Furti durante i servizi di controllo nel bresciano
A ottobre 2026, la stessa Arma dei Carabinieri ha condotto un'indagine interna che ha colpito due propri militari in Lombardia. [qui]
• Le accuse: Due carabinieri della compagnia di Desenzano del Garda sono stati iscritti nel registro degli indagati per i reati di furto aggravato e violazione dei doveri d'ufficio.
• La dinamica: Sfruttando l'accesso legittimo garantito dalla divisa, i due militari entravano all'interno di appartamenti privati per effettuare controlli o sopralluoghi di routine e ne approfittavano per sottrarre beni e oggetti di valore. Gli episodi al vaglio della magistratura sono circa una ventina. [qui]
L'Italia continua a disattendere e ad essere condannata ripetutamente dalla Corte Europea Dei Diritti dell'Uomo
Qui una serie di fatti successi negli ultimi sei mesi:
Le cronache giudiziarie in Italia hanno registrato diverse inchieste che hanno coinvolto esponenti delle forze dell'ordine per gravi reati. Tra queste spiccano procedimenti per associazione a delinquere e reti corruttive strutturate, oltre ad accuse di violenza e tortura.
I casi principali e più recenti includono:
1. Inchiesta sul Commissariato di Anzio-Nettuno (Roma)
A inizio settembre 2026, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma ha coordinato un'operazione condotta dalla stessa Polizia di Stato che ha portato all'arresto e alla custodia cautelare in carcere di cinque poliziotti in servizio presso il commissariato di Anzio-Nettuno. [1. qui e 2. qui)
• Le accuse: Agli indagati viene contestata, a vario titolo, l'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, il concorso in traffico di sostanze stupefacenti, il peculato, il falso ideologico e l'accesso abusivo ai sistemi informatici delle forze dell'ordine. [1. qui]
• La dinamica: Secondo gli inquirenti, gli agenti operavano d'accordo con i trafficanti locali, favorendo lo spaccio di cocaina e arrivando a "sottrarre" denaro o ingenti quantitativi di droga (in un caso circa 50 kg di cocaina) alle persone arrestate anziché sequestrarli formalmente. Tutti gli agenti coinvolti sono stati immediatamente sospesi dal Questore. [1. qui - 2. qui e 3. qui]
2. Vendita illegale di dati sensibili (Banche dati interforze)
A maggio 2026, un'inchiesta coordinata dalle Procure di Napoli e Belluno ha svelato una vera e propria rete criminale che esfiltrava e commercializzava informazioni segrete. [qui]
• Le accuse: Due appartenenti alle forze dell'ordine sono stati arrestati nell'ambito di un'operazione che ha coinvolto circa 30 misure cautelari. L'accusa principale riguarda una fitta rete corruttiva volta all'accesso abusivo reiterato ai sistemi informatici istituzionali (come lo SDI). [qui]
• La dinamica: I due agenti infedeli avrebbero effettuato oltre 730.000 accessi illegali in due anni per prelevare dati sensibili e personali relativi a personaggi pubblici (attori, cantanti, calciatori) e privati cittadini. Le informazioni venivano poi "rivendute" a terzi in base a un vero e proprio tariffario Excel (da 6 a 25 euro a controllo). [qui]
3. Presunti abusi e torture a Casal del Marmo (Roma)
Alla fine di agosto 2026, una pesante indagine ha scosso l'amministrazione penitenziaria minorile. [qui]
• Le accuse: Tre agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere minorile di Casal del Marmo a Roma sono stati colpiti da una misura interdittiva di sospensione dal servizio per la durata di un anno.
• La dinamica: L'inchiesta della Procura ipotizza, a vario titolo, il reato di tortura e maltrattamenti aggravati ai danni di minori detenuti all'interno della struttura penitenziaria. [qui]
4. Furti durante i servizi di controllo nel bresciano
A ottobre 2026, la stessa Arma dei Carabinieri ha condotto un'indagine interna che ha colpito due propri militari in Lombardia. [qui]
• Le accuse: Due carabinieri della compagnia di Desenzano del Garda sono stati iscritti nel registro degli indagati per i reati di furto aggravato e violazione dei doveri d'ufficio.
• La dinamica: Sfruttando l'accesso legittimo garantito dalla divisa, i due militari entravano all'interno di appartamenti privati per effettuare controlli o sopralluoghi di routine e ne approfittavano per sottrarre beni e oggetti di valore. Gli episodi al vaglio della magistratura sono circa una ventina. [qui]
Corriere della sera
Associazione a delinquere e traffico di droga, cinque poliziotti arrestati fra Anzio e Nettuno. Sospesi dalla Questura
In servizio al Commissariato Anzio-Nettuno, gli agenti sono stati arrestati dei loro colleghi della Questura e condotti in carcere su ordine del gip
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SCHIFO!!!!
«È vivo?», «Sta respirando?». Poi: «Per me può essere pure schiattato». E ancora: «C… me ne frega a me». Fino a «Se schiatta ci divertiamo». Sono alcune delle frasi registrate dalla bodycam di uno dei poliziotti intervenuti il 19 luglio al Pilastro, a Bologna, quando Abderrahim Fakir, 42 anni, morì durante un intervento di polizia. Le conversazioni sono riportate nella consulenza medico-legale depositata il 26 ottobre e ora agli atti dell’inchiesta.
Le registrazioni restituiscono i momenti del fermo, mentre gli agenti immobilizzano Fakir e, successivamente, vengono avviate le manovre di rianimazione. Intanto, la perizia individua più concause del decesso: l’intossicazione acuta da cocaina, una grave cardiopatia e l’agitazione psicomotoria, con l’ipertermia associata alla sostanza. A questi fattori si aggiunge la permanenza in posizione prona, con le braccia immobilizzate dietro la schiena.
Secondo i consulenti della Procura, Fakir è morto per insufficienza respiratoria acuta, in un quadro di carenza di ossigeno. La posizione a faccia in giù, mantenuta per circa sei minuti e 27 secondi, avrebbe rappresentato un ulteriore fattore concorrente, riducendo la capacità respiratoria di un organismo già compromesso. La relazione evidenzia inoltre diverse lesioni contusive, ma esclude che abbiano avuto un ruolo causale diretto nella morte.
Sotto esame anche i soccorsi. I periti rilevano criticità nella condotta del personale intervenuto, giudicata non conforme ai protocolli di emergenza per tempestività ed efficacia delle manovre. Precisano tuttavia che, anche con un intervento tempestivo e corretto, le probabilità di sopravvivenza sarebbero state intorno al 15 per cento.
La Procura di Bologna deve ora valutare gli esiti della consulenza e decidere come procedere. Sono sei le persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari per omicidio colposo: due agenti e quattro soccorritori della Croce Rossa. Entro il 19 novembre i magistrati dovranno valutare se formalizzare le contestazioni o chiedere l’archiviazione delle posizioni. Le conclusioni dei periti non costituiscono, da sole, un accertamento di responsabilità penale.
VD
«È vivo?», «Sta respirando?». Poi: «Per me può essere pure schiattato». E ancora: «C… me ne frega a me». Fino a «Se schiatta ci divertiamo». Sono alcune delle frasi registrate dalla bodycam di uno dei poliziotti intervenuti il 19 luglio al Pilastro, a Bologna, quando Abderrahim Fakir, 42 anni, morì durante un intervento di polizia. Le conversazioni sono riportate nella consulenza medico-legale depositata il 26 ottobre e ora agli atti dell’inchiesta.
Le registrazioni restituiscono i momenti del fermo, mentre gli agenti immobilizzano Fakir e, successivamente, vengono avviate le manovre di rianimazione. Intanto, la perizia individua più concause del decesso: l’intossicazione acuta da cocaina, una grave cardiopatia e l’agitazione psicomotoria, con l’ipertermia associata alla sostanza. A questi fattori si aggiunge la permanenza in posizione prona, con le braccia immobilizzate dietro la schiena.
Secondo i consulenti della Procura, Fakir è morto per insufficienza respiratoria acuta, in un quadro di carenza di ossigeno. La posizione a faccia in giù, mantenuta per circa sei minuti e 27 secondi, avrebbe rappresentato un ulteriore fattore concorrente, riducendo la capacità respiratoria di un organismo già compromesso. La relazione evidenzia inoltre diverse lesioni contusive, ma esclude che abbiano avuto un ruolo causale diretto nella morte.
Sotto esame anche i soccorsi. I periti rilevano criticità nella condotta del personale intervenuto, giudicata non conforme ai protocolli di emergenza per tempestività ed efficacia delle manovre. Precisano tuttavia che, anche con un intervento tempestivo e corretto, le probabilità di sopravvivenza sarebbero state intorno al 15 per cento.
La Procura di Bologna deve ora valutare gli esiti della consulenza e decidere come procedere. Sono sei le persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari per omicidio colposo: due agenti e quattro soccorritori della Croce Rossa. Entro il 19 novembre i magistrati dovranno valutare se formalizzare le contestazioni o chiedere l’archiviazione delle posizioni. Le conclusioni dei periti non costituiscono, da sole, un accertamento di responsabilità penale.
VD
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La mortificazione è del popolo italiano che si ritrova voi, servi dei sionisti, avete mandato il paese in rovina.
Ma vergognati tu!
Questo è ancora (non si sa per quanto) uno stato di diritto!
E voi andate a cercarvi qualche tombino e buttatevici dentro, tornate a casa!!
E levati sti filtri demmer*a che hai usato
Ma vergognati tu!
Questo è ancora (non si sa per quanto) uno stato di diritto!
E voi andate a cercarvi qualche tombino e buttatevici dentro, tornate a casa!!
E levati sti filtri demmer*a che hai usato
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636. Dedicato ai forcaioli.
Non credo di aver mai letto, nella pur mia lunga carriera a contatto con diverse autorità giudiziarie, un comunicato così fermo, così alto, così perfetto, così «resistente» come quello firmato dalla presidente della sezione GIP-GUP, dott.ssa Vincenza Maccora, e dal presidente del Tribunale di Milano, dott. Fabio Roja.
È un comunicato schietto, senza fronzoli, che prova a spiegare ad alcuni esponenti politici «di rilievo, ricoprenti anche alte cariche istituzionali» che la terzietà del giudice non è qualcosa da mettere in vendita al mercato delle falsità, in buona o in mala fede.
Nei confronti di Youssef Siher, indagato per istigazione alla violenza, non sussistevano, secondo la giudice, salvo ulteriori sviluppi probatori, quei gravi indizi di colpevolezza che costituiscono il presupposto necessario per l'applicazione di una misura cautelare personale.
E tutti quelli che avevano visto in lui «il grande colpevole», il grande eversivo, la mente eccelsa di tutto ciò che era accaduto nelle piazze di Milano, devono, in qualche modo, fare i conti con la legge e con le regole previste dal nostro ordinamento giuridico.
Il provvedimento della giudice non è vergognoso, anche perché — ed è questa la chiusura della bellissima lettera firmata dai due magistrati — «la vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione».
Questa frase andrebbe scolpita su tutti i libri di diritto. Dovrebbe essere presa a esempio per spiegare la terzietà del giudice che è soggetto soltanto alla legge. Ma, soprattutto, dovrebbe servire a rispondere a una domanda che rivolgo ai forcaioli, a quelli che condannano senza neppure leggere una carta.
Voi, cittadini, voi benpensanti, voi esponenti politici di rilievo, ricoprenti anche alte cariche istituzionali, voi Beniamino Zuncheddu l'avreste senz'altro condannato.
Questa è la vostra zustissia che, per fortuna, non è quella dei giudici del Tribunale di Milano. E neppure la mia.
#giampaolocassitta #giustizia #garantismo #carcere @follower
Giampaolo Cassitta
Non credo di aver mai letto, nella pur mia lunga carriera a contatto con diverse autorità giudiziarie, un comunicato così fermo, così alto, così perfetto, così «resistente» come quello firmato dalla presidente della sezione GIP-GUP, dott.ssa Vincenza Maccora, e dal presidente del Tribunale di Milano, dott. Fabio Roja.
È un comunicato schietto, senza fronzoli, che prova a spiegare ad alcuni esponenti politici «di rilievo, ricoprenti anche alte cariche istituzionali» che la terzietà del giudice non è qualcosa da mettere in vendita al mercato delle falsità, in buona o in mala fede.
Nei confronti di Youssef Siher, indagato per istigazione alla violenza, non sussistevano, secondo la giudice, salvo ulteriori sviluppi probatori, quei gravi indizi di colpevolezza che costituiscono il presupposto necessario per l'applicazione di una misura cautelare personale.
E tutti quelli che avevano visto in lui «il grande colpevole», il grande eversivo, la mente eccelsa di tutto ciò che era accaduto nelle piazze di Milano, devono, in qualche modo, fare i conti con la legge e con le regole previste dal nostro ordinamento giuridico.
Il provvedimento della giudice non è vergognoso, anche perché — ed è questa la chiusura della bellissima lettera firmata dai due magistrati — «la vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione».
Questa frase andrebbe scolpita su tutti i libri di diritto. Dovrebbe essere presa a esempio per spiegare la terzietà del giudice che è soggetto soltanto alla legge. Ma, soprattutto, dovrebbe servire a rispondere a una domanda che rivolgo ai forcaioli, a quelli che condannano senza neppure leggere una carta.
Voi, cittadini, voi benpensanti, voi esponenti politici di rilievo, ricoprenti anche alte cariche istituzionali, voi Beniamino Zuncheddu l'avreste senz'altro condannato.
Questa è la vostra zustissia che, per fortuna, non è quella dei giudici del Tribunale di Milano. E neppure la mia.
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Giampaolo Cassitta
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