Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Forwarded from Believe In Syria - Axis Of Resistance
Ten years ago, terrorists committed a massacre against the people of Sadad town in Homs countryside, claiming the lives of dozens of martyrs, both civilians and soldiers. But the town has rise again despite the weight of its wounds.

Today, First Lady Asmaa Al-Assad participates with the people of the town in their celebration of Easter according to the Eastern calendar. She visited the Church of St. George, which was reconstructed a hundred years ago, and met its curators.

In celebration of this holiday, the “Sadad Al Farah” event was held under the auspices of the “Always Youth” Syriac Orthodox university fraternity.
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Un funzionario israeliano, attraverso Reuters, e Al Jazeera riportano che le autorità sioniste hanno fatto irruzione in una stanza d'albergo di Gerusalemme utilizzata da Al Jazeera come ufficio dopo che il governo ha deciso di chiudere le operazioni locali della stazione televisiva di proprietà del Qatar domenica (5 maggio).

Il video diffuso online mostrava agenti in borghese che smontavano l'attrezzatura fotografica in una stanza d'albergo, che secondo la fonte di Al Jazeera si trovava a Gerusalemme est.

Il gabinetto del primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiuso la rete finché continua la guerra a Gaza, affermando che "minaccia la sicurezza nazionale".

Al Jazeera dichiara che la mossa è stata una “azione criminale” e che l’accusa secondo cui la rete avrebbe minacciato la sicurezza israeliana è una “bugia pericolosa e ridicola” che ha messo a rischio i suoi giornalisti.

La rete ha criticato l'operazione militare israeliana a Gaza, da dove ha riferito durante tutta la guerra.

Non c'è stato alcun commento ufficiale da parte del governo del Qatar, che ha rinviato ad Al Jazeera.

ShamS Syrian News
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🚨🟢 Hamas:
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Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

Le azioni intraprese dall'esercito terroristico di occupazione in preparazione di un attacco alla città densamente popolata di Rafah, che ospita circa un milione e mezzo di cittadini e sfollati, e il loro avvertimento ai residenti di evacuare le aree orientali in mezzo a continue operazioni aeree e di artiglieria bombardamenti, hanno provocato massacri di civili innocenti; si tratta di un crimine sionista che conferma l’insistenza del governo terrorista di Netanyahu nel perseguire un genocidio contro il nostro popolo, guidato da calcoli politici basati sull’elusione degli impegni di qualsiasi accordo che porrebbe fine all’aggressione, senza riguardo per il disastro umanitario in corso in della regione o il destino dei prigionieri nemici a Gaza.

Affermiamo che qualsiasi operazione militare a Rafah non sarà una passeggiata per l’esercito fascista di occupazione e che la nostra coraggiosa resistenza, guidata dalle Brigate Al-Qassam, è pienamente preparata a difendere il nostro popolo e a respingere questo nemico, contrastando la sua piani e vanificando i suoi obiettivi.

Chiediamo alla comunità internazionale di agire urgentemente per fermare questo crimine, che minaccia la vita di centinaia di migliaia di civili indifesi, tra cui bambini, donne e anziani. Esortiamo inoltre le organizzazioni e le agenzie umanitarie, in particolare l'UNRWA, a rimanere nelle loro posizioni a Rafah e a non abbandonare o sottomettersi alla volontà dell'occupazione fascista, continuando il loro ruolo nel fornire aiuto agli sfollati civili indifesi, che sono soggetti alla crimini più atroci commessi dalla macchina omicida sionista, sostenuta senza limiti dall’amministrazione americana complice nel genocidio.

Movimento di Resistenza Islamica – Hamas
Lunedì: 27 Shawwal 1445H
Corrispondente a: 06 maggio 2024
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Questo è.
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Nella neolingua la pulizia etnica si chiama "evacuazione".

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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L'unico scopo degli israeliti è massacrare la popolazione civile di Gaza.
I soldati sono impegnati unicamente in questa operazione.

Per capirlo è sufficiente fare alcune semplici domande agli israeliti, che i loro servi mediatici si guardano bene dal fare:

1) quali sarebbero gli obiettivi e i bersagli delle operazioni?

2) come fai a distinguere tra bersagli e civili?

Naturalmente la storia che i bersagli sono i combattenti di hamas è ridicola, poiché non sarebbero distinguibili dai comuni civili nemmeno se te li trovassi di fronte.

Come distingui?

Non puoi.

Quindi è ovvio che il bersaglio è la popolazione.
Il che spiega perché hanno raso al suolo l'80% degli edifici ed affamano la popolazione.

E perché non vogliono giornalisti a Gaza.

E' così evidente che è una colpa non ammetterlo.

Liliano Sergio Silverstein
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Mi chiedo quale sia il livello di comprensione della realtà di chi dice che "pensare ai caxx nostri" sia cosa buona e giusta, e che fottersene degli altri lo sia altrettanto. Eppure lo hanno capito anche gli universitari americani - vale a dire il gruppo sociale meno politicizzato a cui io riuscissi fino a poco tempo fa a pensare. Da soli non si va da nessuna parte. Ci si salva tutti o si va a fondo tutti. Nel loro "Globalize Intifada" è racchiuso tutto il senso di questa grande verità, ancora preclusa a molti evidentemente.
Globalizzare l'intifada significa aver compreso quale sia la posta in gioco. Che non è solo la Palestina, palesemente. Ed aver compreso anche l'entità e persino le generalità di un potere perverso, sovranazionale, concetto di cui si è parlato tante volte e che però per molti continua ad arenarsi sulla sabbia di Gaza, il quale mira a palestinizzare il mondo intero. Anzi, lo sta già facendo mentre siamo impegnati a guardare altrove, senza mai centrare l'obiettivo.
È un progetto di dominance globale che le classi dirigenti di questo occidente allargato hanno posto in essere per ritardare e contrastare un crollo verticale di fatto già in atto, e che consiste nella progressiva militarizzazione e compressione degli spazi democratici, nella erosione costante dei diritti sociali, civili ed umani delle popolazioni ex-privilegiate, nell'allargamento ad ovest della società del controllo, anche mediante dispositivi falsamente propagandati come progressisti. L'adesione alle guerre dell'impero è emblematica. Governi moralmente azzoppati perché espressione di porzioni sempre più limitate di cittadini, depredano le casse delle proprie nazioni per sostenere ed alimentare operazioni immonde di guerre potenzialmente infinite. In un loop demenziale, come un cane che si morde la coda, in cui la guerra, in quanto paradigma del concetto già sdoganato di emergenza continua, serve a giustificare la perdita progressiva di diritti e democrazia e viceversa.
Globalizzare l'intifada, come hanno ben compreso gli studenti americani, significa proprio questo: nessuno si salverà da solo. La lotta palestinese, come simbolo della eterna lotta dei popoli contro un potere fagocitante, è parte della più pregnante insurrezione degli oppressi contro gli oppressori in ogni angolo del mondo. Salvarsi significa abbattere il mostro in tutte le sue strutture ed in tutte le sue ramificazioni, nazionali e sovranazionali. E che ciò che avviene a Gaza, ma non soltanto a Gaza, riguarda noi tutti non soltanto in senso ideale ed umano, ma pratico e volgarmente pragmatico. Chi non abbia sufficente cuore da empatizzare con la sofferenza immane che vediamo dispiegarsi di fronte ad i nostri occhi, pensi soltanto alle implicazioni che ciò comporta anche in senso egoistico, e tragga le conclusioni più appropriate.
Guardati attorno, unisci i puntini e capirai perché badare al proprio orticello è operazione inutile e demenziale, come quando vuoi tappare una bottiglia e non ti accorgi della crepa nel suo fondo.
Lo abbiamo detto e pensato molte volte, ma questa mi sembra davvero l'ultima chiamata, la famosa luce in fondo al tunnel. Adesso o mai più
#Globalize_Intifada

Rossella Ahmad
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🟢 Il vice capo di Hamas a Gaza, Khalil Al-Hayya, ad Al-Jazeera:
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La proposta presentataci dai mediatori in Qatar ed Egitto prevede 3 fasi.

La proposta prevede il ritiro completo da Gaza, il ritorno degli sfollati e lo scambio di prigionieri.

La proposta prevede uno scambio di prigionieri in 3 fasi.

La proposta prevede la liberazione di 30 individui della stessa categoria dalle carceri dell'occupazione secondo l'anzianità.

Il testo della proposta di cessate il fuoco prevede l'interconnessione delle fasi di attuazione.

La proposta prevede nella sua seconda fase l'annuncio diretto di una cessazione permanente delle operazioni militari e ostili.

I mediatori ci hanno detto che il presidente americano è chiaramente impegnato a garantire l'attuazione dell'accordo.

La palla ora è nel campo dell'occupazione “israeliana”.

Abbiamo informato integralmente i mediatori del nostro accordo sulla proposta di cessate il fuoco.

Con questo accordo abbiamo raggiunto gli obiettivi del cessate il fuoco, del ritorno degli sfollati, degli aiuti e di un serio accordo sullo scambio di prigionieri.

Il primo giorno della prima fase dell’accordo c’è un chiaro impegno a sospendere temporaneamente le operazioni militari.

Non ci sono restrizioni al ritorno degli sfollati e questo è chiaramente indicato nella proposta di accordo.

Nella prima fase della proposta, l’occupazione si ritirerà nelle aree adiacenti ai confini all’interno della Striscia di Gaza.

Abbiamo fatto delle concessioni per aprire la porta alla fine di questa folle guerra e per avviare un vero processo di scambio di prigionieri.

Nella prima fase si svolgeranno trattative indirette attraverso la mediazione egiziana e del Qatar sulle chiavi dello scambio.

Non siamo stati informati di una data precisa per l'approvazione da parte di "Israele" della proposta proposta.

Aspettiamo la risposta dell'occupazione alla nostra approvazione della proposta di cessate il fuoco.
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Le famiglie di prigionieri sionisti detenuti a Gaza e i coloni sono scesi in piazza per bloccare le strade in "Tel Aviv", Al-Quds (Gerusalemme) e Bir al-Sabi per chiedere al governo di accettare l'accordo permanente di cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri che Hamas ha accettato, seguendo l'accettazione di esso da parte della resistenza di oggi pomeriggio.

Resistance News Network
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Questa sarà un'altra notte insonne, col sottofondo di al-jazeera ed il cuore in tumulto. L'assalto finale a Rafah, il più vigliacco mai predisposto dai malnati che occupano la Palestina - ammassare un milione e più di sfollati in un'area molto esigua, avendo avuto cura di aver eliminato prima ogni possibile testimone - potrebbe esserci, forse già è parzialmente in corso, anche se le notizie si rincorrono contraddittorie. Il massacro a lento rilascio prosegue da settimane, comunque. Avevamo pensato e forse ancora speriamo che gli occhi del mondo puntati sulla piccola linea di terra a sud della Palestina avrebbero potuto/ potrebbero dissuadere i criminali di tel Aviv , ma ciò non è affatto scontato. La storia ci insegna che costoro sono imprevedibili, completamente irrazionali, seguono schemi e logiche non condivisi da alcun essere ordinario e si galvanizzano quando possono sfidare il mondo, per sancire la propria impunibilità ed a-legalità.
Per reiterare di essere al di sopra della legge, che si applica solo agli untermenchen.
Il falso idolo di cui parlava Naomi Klein ha infiltrato e corrotto tutto ciò che fosse possibile infiltrare e corrompere. Certo non si compie un'operazione come quella avvenuta in Palestina - rubare un paese e distruggerne la popolazione per edificarvi un etno-stato strutturalmente coloniale - essendo sguarniti in qualche ganglio. Devi essere ben coperto, prima di tentare un unicum del genere. E così fu. E così è. Oggi Ancor più visibile. Ed il silenzio dei governi che assistono ad uno scempio del genere senza proferire parola lo racconta anche troppo bene.
Quindi il velo è caduto. Ora tocca agli ebrei del mondo parlare. So che molti lo hanno fatto, molti lo stanno facendo e molti lo faranno. Non basta. Devono definitivamente sancire - come già sta avvenendo, in verità: ed è forse la prima volta nella mia vita che assisto a qualcosa del genere - la loro completa estraneità al falso idolo creato in Palestina, che ha sequestrato un'intera religione, la loro, per farne strame. E che il cappio letale che il sionismo ha stretto attorno all'ebraismo deve essere reciso prima che sia troppo tardi e prima che tutti, indistintamente, si trovino a dover rispondere dei crimini commessi dal più scellerato degli stati. Naomi Klein lo ha promesso lo scorso aprile: "abbiamo permesso che il falso idolo crescesse a dismisura, indisturbato. Stasera diciamo: finisce qui."
E finisce davvero qui. Rafah sarà la tomba anche di Israele. Se invade, imploderà dall'interno. E se non invade avrà definitivamente perso la "guerra", dimostrando al mondo di essere capace solo di assassinare un popolo di profughi, di bambini.
Damn if you do and damn if you don't, mai più vero di così.
#RafahUnderAttack

Rossella Ahmad ❤️🙏
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Emozionante!
Il bellissimo messaggio che gli studenti della Sharif University di Teheran hanno inviato agli studenti americani a sostegno della Palestina:

«Non ci fermeremo! Non riposeremo! Incontro da Oriente a Occidente!»

Noi, studenti della Sharif University vi lodiamo per il vostro coraggio perché la libertà di parola è molto più dura in America. Sei costantemente in pericolo se alzi la voce contro una nazione che commette pubblicamente un genocidio mentre il tuo governo lo sostiene...non come l'Iran che conosceva il nemico dal primo momento, l'Iran sta con voi perché l'Iran sta dalla parte della giustizia.. Libereremo e porteremo pace per gli innocenti, e mai più la gente dovrà vedere come i loro politici, re e sceicchi stringono le loro mani sporche di questi omicidi.
MAI PIÙ bambini innocenti dovranno lottare per uscire dalle macerie!
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Silenzio sull'interruzione delle relazioni commerciali tra Turchia e israele (minuscola sempre voluta):

Da giorni la Turchia ha interrotto i rapporti commerciali con l’entità sionista e sta intraprendendo altre azioni significative, come limitare l'accesso al Bosforo.
Questo annuncio, che potrebbe avere conseguenze significative sulle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente, è passato in sordina da ogni lato, tanto dal mainstream quanto dalla controinformazione, area in cui ci si aspetterebbe una maggiore attenzione e analisi ad eventi geopolitici come questo.

Questa coraggiosa decisione presa dalla Turchia rappresenta un evento di rilevanza geopolitica che merita attenzione e analisi approfondite poiché gli equilibri dell'area mediorientale potrebbero cambiare profondamente
Le relazioni tra Turchia e israele, e nello specifico tra Erdoğan e israele, sono da tempo un argomento delicato, con sfaccettature politiche, economiche e geopolitiche complesse.
Basti pensare al pavido e ambiguo ruolo di Erdoğan avuto durante l'assalto avvenuto davanti alle coste di Gaza, nel maggio 2010, da parte dell'esercito israeliano alla Mavi Marmara, nave che batteva bandiera turca e faceva parte di una flottiglia umanitaria che cercava di rompere l’assedio israeliano sulla Striscia di Gaza e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. L'assalto ha portato a numerose vittime, suscitando indignazione internazionale.
Oppure al ruolo svolto sempre da Erdoğan nella guerra per procura contro la Siria, il quale ha armato e finanziato la cosiddetta ‘’ opposizione ’’ nel tentativo imperial-sionista di distruggere lo stato siriano, da sempre amico della resistenza palestinese e baluardo contro l’espansionismo sionista…

Quindi conosciamo molto bene l’attitudine di Erdoğan a voltare faccia repentinamente, ma l'annuncio dell'interruzione dei rapporti commerciali con l'entità sionista è abbastanza importante e fa pensare a che tipo di direzione futura si potrà intraprendere, sia nei confronti dell’entità sionista, sia il rapporto con gli altri attori importanti della regione.

La Turchia sta considerando inoltre anche altre misure, come il possibile divieto di transito delle navi dirette verso israele attraverso il Bosforo e il Dardanelli, oltre al rifiuto di accesso allo spazio aereo turco. Queste azioni potrebbero avere un impatto significativo sulle rotte commerciali e sulle relazioni diplomatiche nella regione, con potenziali conseguenze che si estendono oltre i confini del Medio Oriente.

Di seguito, alcuni link alle notizie trovate in pochi minuti di ricerca sul web:

1.
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/turchia-israele-commercio-erdogan_6DCsgSZ4OkB3s3EroWCYRz

2.
https://www.dw.com/en/turkey-suspends-trade-with-israel-over-gaza-conflict/a-68984182

3.
https://www.aljazeera.com/news/2024/5/2/turkey-says-it-halts-trade-with-israel-over-gaza-aid-access

4.
https://www.cbsnews.com/news/israel-hamas-war-turkey-halts-trade-over-gaza-civilian-deaths/

5.
https://www.taipeitimes.com/News/world/archives/2024/05/04/2003817370

6.
https://t.me/sputnik_africa/17368

7.
https://t.me/Slavyangrad/96484

8.
https://t.me/mintpress_news/5832

Francesca Quibla
https://t.me/FraQuibla
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