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È l'attacco più massiccio che #Israele abbia mai subito.
https://t.me/cesaresacchetti/13897
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Forwarded from Controllo Globale
Il video di 39 secondi mostra i missili ipersonici Fattah-1 che colpiscono la base aerea N8 di Tel Nof, a 27 chilometri da Tel Aviv.
Ci sono notizie di decine di aerei danneggiati e distrutti e di diversi depositi di armi fatti saltare in aria.
Gli accessi alla base aerea sono ora completamente chiusi ed è in vigore la censura militare che impedisce ai civili di girare e condividere online i video con i danni alle strutture (come in UcroReich del criminale sionista Zelenskij).
N.B.
Il Post proviene dal canale privato
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Forwarded from Controllo Globale
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Forwarded from Controllo Globale
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JUST IN: 🇮🇱🇮🇷 Il primo ministro israeliano #Netanyahu afferma che “l'Iran ha commesso un grosso errore e lo pagherà”
➡️ L'esercito #israeliano annuncia che stasera l'IDF effettuerà “potenti attacchi aerei in tutto il Medio Oriente”.
#Netanyahu: “L'Iran ha commesso un grosso errore questa notte - e lo pagherà. Il regime iraniano non capisce la nostra determinazione a difenderci e la nostra determinazione a vendicarci dei nostri nemici.
#Sinwar e #Deif non l'hanno capito, #Nasrallah e #Mohsen non l'hanno capito e probabilmente c'è chi a #Teheran non lo capisce.
Lo capiranno. Noi ci atterremo alla regola che abbiamo stabilito: chiunque ci attacchi, noi lo attaccheremo”
«Inoltre, Ringrazia gli USA per il supporto che sta avendo #israele»
➡️ Controllo Globale
#Netanyahu: “L'Iran ha commesso un grosso errore questa notte - e lo pagherà. Il regime iraniano non capisce la nostra determinazione a difenderci e la nostra determinazione a vendicarci dei nostri nemici.
#Sinwar e #Deif non l'hanno capito, #Nasrallah e #Mohsen non l'hanno capito e probabilmente c'è chi a #Teheran non lo capisce.
Lo capiranno. Noi ci atterremo alla regola che abbiamo stabilito: chiunque ci attacchi, noi lo attaccheremo”
«Inoltre, Ringrazia gli USA per il supporto che sta avendo #israele»
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Forwarded from Controllo Globale
"L'Iran è più vicino ad un'arma nucleare a causa di Trump".
Le speranze di vicepresidenza degli Stati Uniti si confrontano sulla crisi Iran-Israele durante il dibattito.
HAARETZ.
Il massiccio attacco missilistico dell'Iran contro Israele e le tensioni in Medio Oriente sono stati al centro del dibattito tra il candidato repubblicano J.D. Vance ed il candidato democratico Tim Walz.
Vance ha detto che "quando Trump era presidente, la gente aveva paura di uscire dalle righe". Walz ha ribattuto dicendo che "è stata la leadership volubile di Trump a peggiorare le cose".
Il dibattito si è aperto con una domanda se i candidati sul palco sarebbero favorevoli ad un intervento preventivo di Israele sull'Iran, se fossero l'ultima voce nella sala riunioni della Casa Bianca.
"Ricordiamo dove tutto questo è iniziato. Il 7 ottobre, i terroristi di Hamas hanno massacrato oltre 1.400 israeliani e fatto prigionieri. La capacità di Israele di difendersi è assolutamente fondamentale. È fondamentale riavere gli ostaggi e porre fine alla crisi umanitaria a Gaza", ha dichiarato il governatore democratico del Minnesota.
"L'espansione dell'Iran, e dei suoi proxy, è una necessità fondamentale per gli Stati Uniti avere una leadership stabile in quel paese. Lo si è visto oggi quando, insieme ai nostri partner israeliani ed alla nostra coalizione, siamo riusciti a fermare l'attacco in arrivo. Ma ciò che è fondamentale qui è che la leadership costante è importante", ha continuato Walz, prima di attaccare il temperamento di Trump.
Il senatore repubblicano dell'Ohio ha risposto insistendo sul fatto che "dobbiamo ricordare che, per quanto il governatore Walz abbia appena accusato Donald Trump di essere un agente del caos, in realtà Donald Trump ha portato stabilità nel mondo e lo ha fatto stabilendo un'efficace deterrenza.
La gente aveva paura di uscire dal seminato. L'Iran, che ha sferrato l'attacco, ha ricevuto oltre 100 miliardi di dollari e beni scongelati grazie all'amministrazione di Kamala #Harris".
"Per cosa usano questi soldi ? Li usano per comprare armi che ora stanno lanciando contro i nostri alleati e, #Dio non voglia, potenzialmente anche contro gli Stati Uniti. Donald #Trump ha capito che per far sì che la gente temesse gli Stati Uniti, aveva bisogno di #pace attraverso la #forza. Dovevano riconoscere che se avessero sgarrato, la leadership globale degli Stati Uniti avrebbe riportato la stabilità e la pace nel mondo", ha continuato #Vance.
E ha aggiunto: "Spetta ad Israele decidere cosa fare per mantenere il proprio Paese al sicuro, e noi dovremmo sostenere i nostri alleati ovunque si trovino quando combattono i cattivi, credo che questo sia l'approccio giusto da adottare con la questione di Israele".
«Una riflessione personale: costoro sono in campagna elettorale, tuttavia si evince un dato inconfutabile, ovvero entrambi i candidati sostengono a spada tratta il governo criminale sionista, probabilmente in modi diversi, ma con il medesimo obiettivo.
Un fugace appunto su Donald #Trump: è un fervido sostenitore degli evangelisti sionisti statunitensi, le più radicali lobby sioniste esistenti».
https://www.haaretz.com/us-news/2024-10-02/ty-article/.premium/u-s-vice-presidential-hopefuls-spar-over-iran-israel-crisis-at-debate/00000192-4b07-d8b1-af9e-dbff6f560000
➡️ https://t.me/ControlloGlobale
Le speranze di vicepresidenza degli Stati Uniti si confrontano sulla crisi Iran-Israele durante il dibattito.
HAARETZ.
Il massiccio attacco missilistico dell'Iran contro Israele e le tensioni in Medio Oriente sono stati al centro del dibattito tra il candidato repubblicano J.D. Vance ed il candidato democratico Tim Walz.
Vance ha detto che "quando Trump era presidente, la gente aveva paura di uscire dalle righe". Walz ha ribattuto dicendo che "è stata la leadership volubile di Trump a peggiorare le cose".
Il dibattito si è aperto con una domanda se i candidati sul palco sarebbero favorevoli ad un intervento preventivo di Israele sull'Iran, se fossero l'ultima voce nella sala riunioni della Casa Bianca.
"Ricordiamo dove tutto questo è iniziato. Il 7 ottobre, i terroristi di Hamas hanno massacrato oltre 1.400 israeliani e fatto prigionieri. La capacità di Israele di difendersi è assolutamente fondamentale. È fondamentale riavere gli ostaggi e porre fine alla crisi umanitaria a Gaza", ha dichiarato il governatore democratico del Minnesota.
"L'espansione dell'Iran, e dei suoi proxy, è una necessità fondamentale per gli Stati Uniti avere una leadership stabile in quel paese. Lo si è visto oggi quando, insieme ai nostri partner israeliani ed alla nostra coalizione, siamo riusciti a fermare l'attacco in arrivo. Ma ciò che è fondamentale qui è che la leadership costante è importante", ha continuato Walz, prima di attaccare il temperamento di Trump.
Il senatore repubblicano dell'Ohio ha risposto insistendo sul fatto che "dobbiamo ricordare che, per quanto il governatore Walz abbia appena accusato Donald Trump di essere un agente del caos, in realtà Donald Trump ha portato stabilità nel mondo e lo ha fatto stabilendo un'efficace deterrenza.
La gente aveva paura di uscire dal seminato. L'Iran, che ha sferrato l'attacco, ha ricevuto oltre 100 miliardi di dollari e beni scongelati grazie all'amministrazione di Kamala #Harris".
"Per cosa usano questi soldi ? Li usano per comprare armi che ora stanno lanciando contro i nostri alleati e, #Dio non voglia, potenzialmente anche contro gli Stati Uniti. Donald #Trump ha capito che per far sì che la gente temesse gli Stati Uniti, aveva bisogno di #pace attraverso la #forza. Dovevano riconoscere che se avessero sgarrato, la leadership globale degli Stati Uniti avrebbe riportato la stabilità e la pace nel mondo", ha continuato #Vance.
E ha aggiunto: "Spetta ad Israele decidere cosa fare per mantenere il proprio Paese al sicuro, e noi dovremmo sostenere i nostri alleati ovunque si trovino quando combattono i cattivi, credo che questo sia l'approccio giusto da adottare con la questione di Israele".
«Una riflessione personale: costoro sono in campagna elettorale, tuttavia si evince un dato inconfutabile, ovvero entrambi i candidati sostengono a spada tratta il governo criminale sionista, probabilmente in modi diversi, ma con il medesimo obiettivo.
Un fugace appunto su Donald #Trump: è un fervido sostenitore degli evangelisti sionisti statunitensi, le più radicali lobby sioniste esistenti».
https://www.haaretz.com/us-news/2024-10-02/ty-article/.premium/u-s-vice-presidential-hopefuls-spar-over-iran-israel-crisis-at-debate/00000192-4b07-d8b1-af9e-dbff6f560000
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Forwarded from Palestina e Russia secondo la "convenzione" di Ginevra. (GYNEVЭRЭNA✒)
Violentissimi attacchi israeliani di questa notte a Beirut.
AL ARABY TV.
I bombardamenti israeliani si sono concentrati soprattutto sui sobborghi meridionali di Beirut, in Libano.
https://x.com/alarabytv/status/1841279345295237352
✅ Seguici su https://t.me/palestina_convenzione_ginevra
AL ARABY TV.
I bombardamenti israeliani si sono concentrati soprattutto sui sobborghi meridionali di Beirut, in Libano.
https://x.com/alarabytv/status/1841279345295237352
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Chef Rubio pare sia stato denunciato per ''istigazione all'odio RAZZIALE''
???
MA DA QUANDO IL SIONISMO è UNA RAZZA O UNA RELIGIONE?
IL SIONISMO è UN MOVIMENTO POLITICO RAZZISTA E DISCRIMINATORIO, CONDANNATO PERSINO DALL'ONU CON RISOLUZIONE ONU 3379 PER QUESTE MOTIVAZIONI (revocata solo successivamente sotto pressioni di Bush padre e Yitzhak Shamir per far permettere la partecipazione di "israele" alla conferenza di Madrid, una delle tante che portarono agli sciagurati accordi di Oslo)
E ora, dire che alcuni sono ''agenti sionisti'' sarebbe ''istigazione all'odio razziale''?????
???
MA DA QUANDO IL SIONISMO è UNA RAZZA O UNA RELIGIONE?
IL SIONISMO è UN MOVIMENTO POLITICO RAZZISTA E DISCRIMINATORIO, CONDANNATO PERSINO DALL'ONU CON RISOLUZIONE ONU 3379 PER QUESTE MOTIVAZIONI (revocata solo successivamente sotto pressioni di Bush padre e Yitzhak Shamir per far permettere la partecipazione di "israele" alla conferenza di Madrid, una delle tante che portarono agli sciagurati accordi di Oslo)
E ora, dire che alcuni sono ''agenti sionisti'' sarebbe ''istigazione all'odio razziale''?????
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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Eredità palestinese di Nasrallah
di Ahmad M.Shakakini
L'assassinio del leader della resistenza libanese, Hassan Nasrallah ad opera del regime genocida israeliano non scoraggerà la resistenza, semmai le darà maggior motivazione e proseliti.
Nasrallah era da 30 anni il segretario generale del partito di maggioranza relativa nel parlamento libanese. Infatti, dopo lo scioglimento del parlamento in Kuwait, il Libano è rimasto il solo paese arabo democratico e, malgrado i difetti del sistema elettorale confessionale, si può affermare che nel Libano ci siano più libertà di stampa e pluralismo dell'informazione che in Italia.
Il partito di Nasrallah, Hizbollah, non c'era ancora nel 1982 quando il regime dell'apartheid israeliano aveva invaso il Libano e occupato il paese fino al 2000. Hizbollah è nato dopo l'occupazione israeliana del Libano e l'espulsione dell'OLP dal Paese proprio per combattere l'occupazione israeliana e per liberare il proprio Paese dall'occupazione israeliana e dalle forze internazionali, in particolare USA, entrate in Libano dopo la feroce invasione israeliana che aveva causato 20 mila vittime libanesi e palestinesi e i massacri di Sabra e Shatila.
Hassan Nasrallah era il segretario generale del partito che ha guidato la resistenza dei libanesi e che era riuscito nel 2000 a liberare il Libano dall'occupazione israeliana. E quando nel 2006 il regime genocida invade ancora una volta il Libano, il suo esercito viene sconfitto dalla resistenza libanese di Hassan Nasrallah e costretto a ritirarsi umiliati dopo 31 giorni di guerra.
Nasrallah e la resistenza libanese avevano tratto molte lezioni dai difetti e dagli errori dell'OLP che guidava in Libano la resistenza palestinese fino al 1982. Dopo, Nasrallah e la resistenza libanese hanno sostenuto, addestrato ed armato la resistenza palestinese e messo le basi solide per la resistenza araba ormai radicata contro il sionismo e il colonialismo occidentale.
La resistenza libanese è come quella palestinese, sono ormai istituzioni "democratiche" e popolari, che non si indeboliscono con l'uccisione dei loro leader. Le due resistenze godono di un larghissimo consenso e sostegno popolare. Anche Hamas, come Hizbollah, vince le elezioni in Palestina.
Moltissime persone cresciute sui valori della resistenza di Nasrallah sono pronte a portare avanti le sue idee di libertà e liberazione. Sono persone che sanno benissimo che la loro vita sarà appesa ad un filo appena si impegneranno come dirigenti della resistenza. Hanno un enorme coraggio e amore per i loro popoli. Sanno che il giorno dopo saranno obbiettivi del regime sionista che pratica una guerra spietata contro i dirigenti della resistenza oltre che contro donne e bambini e civili arabi.
Impegnarsi nella resistenza libanese o palestinese in questo millennio non è più quello che era in passato: lo spionaggio elettronico offre al nemico maggiori opportunità e possibilità di monitorare e perseguitare i leader della resistenza per ucciderli. I leader della resistenza di oggi sanno che un singolo errore nel programma o nel corso della giornata permetterà al nemico di prenderli di mira.
Una guerra, questa, contro i massimi dirigenti della resistenza ha finora avuto effetti contrari a quelli voluti. Nasrallah, infatti, è stato eletto segretario generale del partito nel 1992, quando il regime sionista aveva assassinato il suo predecessore Abbas Musawi, risultando un leader più determinato e riuscendo a fare ancora più danno al nemico sionista. E quando i terroristi israeliani hanno assassinato Ismail Haneyyeh a Tehran, il movimento ha eletto Sinwar come successore di Haniyyah.
Dall'inizio della guerra in Libano, il regime genocida israeliano ha ucciso più di 1.600 persone e ne ha ferite 8.400. Interi villaggi vengono distrutti nel sud e nella Bekaa. Dopo aver bombardato per giorni la sua periferia meridionale, Israele ha preso di mira per la prima volta il cuore della capitale Beirut. Sta iniziando un altro genocidio come quello ancora in corso a Gaza.
di Ahmad M.Shakakini
L'assassinio del leader della resistenza libanese, Hassan Nasrallah ad opera del regime genocida israeliano non scoraggerà la resistenza, semmai le darà maggior motivazione e proseliti.
Nasrallah era da 30 anni il segretario generale del partito di maggioranza relativa nel parlamento libanese. Infatti, dopo lo scioglimento del parlamento in Kuwait, il Libano è rimasto il solo paese arabo democratico e, malgrado i difetti del sistema elettorale confessionale, si può affermare che nel Libano ci siano più libertà di stampa e pluralismo dell'informazione che in Italia.
Il partito di Nasrallah, Hizbollah, non c'era ancora nel 1982 quando il regime dell'apartheid israeliano aveva invaso il Libano e occupato il paese fino al 2000. Hizbollah è nato dopo l'occupazione israeliana del Libano e l'espulsione dell'OLP dal Paese proprio per combattere l'occupazione israeliana e per liberare il proprio Paese dall'occupazione israeliana e dalle forze internazionali, in particolare USA, entrate in Libano dopo la feroce invasione israeliana che aveva causato 20 mila vittime libanesi e palestinesi e i massacri di Sabra e Shatila.
Hassan Nasrallah era il segretario generale del partito che ha guidato la resistenza dei libanesi e che era riuscito nel 2000 a liberare il Libano dall'occupazione israeliana. E quando nel 2006 il regime genocida invade ancora una volta il Libano, il suo esercito viene sconfitto dalla resistenza libanese di Hassan Nasrallah e costretto a ritirarsi umiliati dopo 31 giorni di guerra.
Nasrallah e la resistenza libanese avevano tratto molte lezioni dai difetti e dagli errori dell'OLP che guidava in Libano la resistenza palestinese fino al 1982. Dopo, Nasrallah e la resistenza libanese hanno sostenuto, addestrato ed armato la resistenza palestinese e messo le basi solide per la resistenza araba ormai radicata contro il sionismo e il colonialismo occidentale.
La resistenza libanese è come quella palestinese, sono ormai istituzioni "democratiche" e popolari, che non si indeboliscono con l'uccisione dei loro leader. Le due resistenze godono di un larghissimo consenso e sostegno popolare. Anche Hamas, come Hizbollah, vince le elezioni in Palestina.
Moltissime persone cresciute sui valori della resistenza di Nasrallah sono pronte a portare avanti le sue idee di libertà e liberazione. Sono persone che sanno benissimo che la loro vita sarà appesa ad un filo appena si impegneranno come dirigenti della resistenza. Hanno un enorme coraggio e amore per i loro popoli. Sanno che il giorno dopo saranno obbiettivi del regime sionista che pratica una guerra spietata contro i dirigenti della resistenza oltre che contro donne e bambini e civili arabi.
Impegnarsi nella resistenza libanese o palestinese in questo millennio non è più quello che era in passato: lo spionaggio elettronico offre al nemico maggiori opportunità e possibilità di monitorare e perseguitare i leader della resistenza per ucciderli. I leader della resistenza di oggi sanno che un singolo errore nel programma o nel corso della giornata permetterà al nemico di prenderli di mira.
Una guerra, questa, contro i massimi dirigenti della resistenza ha finora avuto effetti contrari a quelli voluti. Nasrallah, infatti, è stato eletto segretario generale del partito nel 1992, quando il regime sionista aveva assassinato il suo predecessore Abbas Musawi, risultando un leader più determinato e riuscendo a fare ancora più danno al nemico sionista. E quando i terroristi israeliani hanno assassinato Ismail Haneyyeh a Tehran, il movimento ha eletto Sinwar come successore di Haniyyah.
Dall'inizio della guerra in Libano, il regime genocida israeliano ha ucciso più di 1.600 persone e ne ha ferite 8.400. Interi villaggi vengono distrutti nel sud e nella Bekaa. Dopo aver bombardato per giorni la sua periferia meridionale, Israele ha preso di mira per la prima volta il cuore della capitale Beirut. Sta iniziando un altro genocidio come quello ancora in corso a Gaza.
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L'Occidente ha creato un mostro, ubriaco di impunità, sta imperversando in tutto il Medio Oriente lasciando corpi mutilati e fiumi di sangue ovunque al suo passaggio. L'altro ieri, l'esercito sionista ha bombardato in quattro paesi arabi diversi: Palestina, Libano, Siria e Yemen e ieri ha annunciato una nuova invasione del Libano.
USA e governi occidentali che condividono con il regime genocida le politiche di guerra, colonialismo, suprematismo bianco, razzismo e genocidio, lo stanno finanziando, armando e proteggendo da qualsiasi responsabilità da parte delle istituzioni legali internazionali e del Consiglio di sicurezza, ridicolizzando queste istituzioni internazionali e mostrando la loro inutilità.
Al contrario dei governanti arabi schiavi degli USA, tutti i popoli arabi stanno manifestando la loro condanna e stanno piangendo addolorati il leader più importante della resistenza araba che ha dato la propria vita per la Palestina.
Nasrallah era popolare e carismatico quanto Nasser d'Egitto, ed era determinato e dal lungo respiro come George Habash leader dell'opposizione laica e socialista dell'OLP. Nasrallah, inoltre, pur essendo alleato forte dell'Iran, era un leader autonomo e si può affermare che decidesse lui le politiche iraniane riguardanti il Libano.
Il regime israeliano ha ammesso di averlo ucciso perché si era rifiutato di rinunciare a Gaza. Uccidere Nasrallah non significa uccidere la resistenza libanese. Con ogni probabilità, l'assassinio di Nasrallah porterà a Hezbollah più reclute e una nuova leadership più determinata. I sostenitori e seguaci di Nasrallah saranno ancora più legati alla liberazione Palestina.
La resistenza libanese, mentre piange il suo grande leader, si sta riprendendo, sta difendendo il Libano e porta avanti l'eredità pro Palestina di Nasrallah, sta insistendo nel sostenere i palestinesi e chiedendo la fine del genocidio a Gaza.
Questa è una guerra come non ne abbiamo mai viste. Si tratta, senza alcuna esagerazione, della più importante guerra di liberazione nazionale. Le sue ripercussioni daranno forma al futuro della Palestina, del Libano e del mondo arabo negli anni a venire. La pazienza di fronte alle perdite e la determinazione infinita nel continuare la lotta contro il progetto di insediamento colonialista in Palestina è l'eridita che ci ha lasciato Nassrallah.
http://www.osservatoriosullalegalita.org/24/acom/10/02shakagaza.htm
USA e governi occidentali che condividono con il regime genocida le politiche di guerra, colonialismo, suprematismo bianco, razzismo e genocidio, lo stanno finanziando, armando e proteggendo da qualsiasi responsabilità da parte delle istituzioni legali internazionali e del Consiglio di sicurezza, ridicolizzando queste istituzioni internazionali e mostrando la loro inutilità.
Al contrario dei governanti arabi schiavi degli USA, tutti i popoli arabi stanno manifestando la loro condanna e stanno piangendo addolorati il leader più importante della resistenza araba che ha dato la propria vita per la Palestina.
Nasrallah era popolare e carismatico quanto Nasser d'Egitto, ed era determinato e dal lungo respiro come George Habash leader dell'opposizione laica e socialista dell'OLP. Nasrallah, inoltre, pur essendo alleato forte dell'Iran, era un leader autonomo e si può affermare che decidesse lui le politiche iraniane riguardanti il Libano.
Il regime israeliano ha ammesso di averlo ucciso perché si era rifiutato di rinunciare a Gaza. Uccidere Nasrallah non significa uccidere la resistenza libanese. Con ogni probabilità, l'assassinio di Nasrallah porterà a Hezbollah più reclute e una nuova leadership più determinata. I sostenitori e seguaci di Nasrallah saranno ancora più legati alla liberazione Palestina.
La resistenza libanese, mentre piange il suo grande leader, si sta riprendendo, sta difendendo il Libano e porta avanti l'eredità pro Palestina di Nasrallah, sta insistendo nel sostenere i palestinesi e chiedendo la fine del genocidio a Gaza.
Questa è una guerra come non ne abbiamo mai viste. Si tratta, senza alcuna esagerazione, della più importante guerra di liberazione nazionale. Le sue ripercussioni daranno forma al futuro della Palestina, del Libano e del mondo arabo negli anni a venire. La pazienza di fronte alle perdite e la determinazione infinita nel continuare la lotta contro il progetto di insediamento colonialista in Palestina è l'eridita che ci ha lasciato Nassrallah.
http://www.osservatoriosullalegalita.org/24/acom/10/02shakagaza.htm
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La propaganda imperial-sionista continua instancabilmente, ma prevedibilmente, a rintuzzare l'odio fratricida tra le popolazioni arabe.
Bisogna prestare molta attenzione perché si continua, in maniera molto preoccupante, a fomentare la guerra tra i diversi gruppi religiosi e minoranze, gli uni contro gli altri, cristiani contro musulmani, musulmani sunniti contro quelli sciiti, cristiani e sunniti contro gli sciiti..
Il gioco è chiaro, e fa parte sempre di quella strategia colonialista che mira a dividere e frammentare il tessuto sociale per meglio penetrare, sovvertire e distruggere intere aree del pianeta con furia distruttiva e malignità inquietanti.
Nasrallah, uomo di grande spessore umano e politico, lo sapeva e ha guidato il partito di cui era segretario, Hezbollah, con valori quali la giustizia, la fratellanza, il sacrificio..
Occorre quindi ricordare le azioni condotte da Hezbollah, un partito libanese, musulmano sciita (quindi parte di una minoranza religiosa), che durante la guerra per procura scatenata dall'occidente contro la Siria e le sue politiche indipendenti, forte argine contro l'espansionismo mortifero di "israele", si è distinto per aver aiutato il legittimo governo siriano a proteggere le minoranze cristiane dall'orda delle bande di terroristi jihadisti creati, addestrati, armati e coccolati da UK, USA, "israele", UE che si divertivano ad insanguinare la Siria uccidendo i siriani che incontravano: sgozzavano i musulmani (sciiti e sunniti) e crocifiggevano i cristiani
Mi viene in mente l'esempio di Maaloula : un piccolo villaggio che sorge a una cinquantina di chilometri a nord di Damasco, incastonata su una montagna ad un'altitudine di 1500 Mt slm, come una perla in un gioiello e a soli 10 chilometri dal Libano. Le 5mila anime che vi abitano parlano ancora l’aramaico, unico al mondo e molto simile, se non identico, al dialetto aramaico che parlavano Gesù e i primi cristiani.
È stata invasa dalle organizzazioni terroristiche nel settembre 2013.
Questa città, che ospita antichi monasteri e chiese, ha subìto indicibili brutalità, vandalismo e distruzione per mano dei terroristi.
Prima di tutto hanno fatto saltare e occupato l'unico albergo che sovrastava la città in cui hanno stabilito il loro quarter generale, dopo hanno vandalizzato il convento di Santa Tecla e la nuova chiesa, bruciando la porta di marmo del tempio decorata con icone sacre ai cristiani.
Una statua della Madonna posta in cima alla montagna e una serie di reperti storici, tra cui campane e tavole, che erano stati sequestrati dai terroristi in precedenza, a maggio 2015 sono stati recuperati e riposizionati al loro posto dall'esercito arabo siriano grazie al prezioso aiuto svolto dai suoi alleati libanesi, Hezbollah.
Alla cerimonia della liberazione della cittadina, il patriarca greco-cattolico melchita di Antiochia, di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme, Gregorio III Laham, e tutte le autorità religiose e politiche della città hanno ringraziato gli sforzi e il sacrificio fatto dal partito libanese.
La propaganda invece continua, imperterrita, non solo a fomentare la guerra tra di loro, ma a far credere alle masse occidentali che gli sciiti sono "l'asse del male" e che i cristiani arabi (e i sunniti) non li sopportano.
MalcomX aveva troppo ragione, SE NON STATE ATTENTI i media vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori.
https://t.me/FraQuibla
Bisogna prestare molta attenzione perché si continua, in maniera molto preoccupante, a fomentare la guerra tra i diversi gruppi religiosi e minoranze, gli uni contro gli altri, cristiani contro musulmani, musulmani sunniti contro quelli sciiti, cristiani e sunniti contro gli sciiti..
Il gioco è chiaro, e fa parte sempre di quella strategia colonialista che mira a dividere e frammentare il tessuto sociale per meglio penetrare, sovvertire e distruggere intere aree del pianeta con furia distruttiva e malignità inquietanti.
Nasrallah, uomo di grande spessore umano e politico, lo sapeva e ha guidato il partito di cui era segretario, Hezbollah, con valori quali la giustizia, la fratellanza, il sacrificio..
Occorre quindi ricordare le azioni condotte da Hezbollah, un partito libanese, musulmano sciita (quindi parte di una minoranza religiosa), che durante la guerra per procura scatenata dall'occidente contro la Siria e le sue politiche indipendenti, forte argine contro l'espansionismo mortifero di "israele", si è distinto per aver aiutato il legittimo governo siriano a proteggere le minoranze cristiane dall'orda delle bande di terroristi jihadisti creati, addestrati, armati e coccolati da UK, USA, "israele", UE che si divertivano ad insanguinare la Siria uccidendo i siriani che incontravano: sgozzavano i musulmani (sciiti e sunniti) e crocifiggevano i cristiani
Mi viene in mente l'esempio di Maaloula : un piccolo villaggio che sorge a una cinquantina di chilometri a nord di Damasco, incastonata su una montagna ad un'altitudine di 1500 Mt slm, come una perla in un gioiello e a soli 10 chilometri dal Libano. Le 5mila anime che vi abitano parlano ancora l’aramaico, unico al mondo e molto simile, se non identico, al dialetto aramaico che parlavano Gesù e i primi cristiani.
È stata invasa dalle organizzazioni terroristiche nel settembre 2013.
Questa città, che ospita antichi monasteri e chiese, ha subìto indicibili brutalità, vandalismo e distruzione per mano dei terroristi.
Prima di tutto hanno fatto saltare e occupato l'unico albergo che sovrastava la città in cui hanno stabilito il loro quarter generale, dopo hanno vandalizzato il convento di Santa Tecla e la nuova chiesa, bruciando la porta di marmo del tempio decorata con icone sacre ai cristiani.
Una statua della Madonna posta in cima alla montagna e una serie di reperti storici, tra cui campane e tavole, che erano stati sequestrati dai terroristi in precedenza, a maggio 2015 sono stati recuperati e riposizionati al loro posto dall'esercito arabo siriano grazie al prezioso aiuto svolto dai suoi alleati libanesi, Hezbollah.
Alla cerimonia della liberazione della cittadina, il patriarca greco-cattolico melchita di Antiochia, di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme, Gregorio III Laham, e tutte le autorità religiose e politiche della città hanno ringraziato gli sforzi e il sacrificio fatto dal partito libanese.
La propaganda invece continua, imperterrita, non solo a fomentare la guerra tra di loro, ma a far credere alle masse occidentali che gli sciiti sono "l'asse del male" e che i cristiani arabi (e i sunniti) non li sopportano.
MalcomX aveva troppo ragione, SE NON STATE ATTENTI i media vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori.
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Kevork Almassian ha scritto su X:
La recente aggressione militare su larga scala di Israele sulla costa siriana vicino alla città di Jableh potrebbe segnare una svolta significativa nel conflitto regionale in corso. Questo attacco è seguito a un incontro di mercoledì tra Alexander Lavrentiev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin per la Siria, e Ali Akbar Ahmadian, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (SNSC) dell'Iran. Durante i colloqui, Lavrentiev ha espresso la speranza che Israele avrebbe ascoltato gli avvertimenti dell'Iran.
Israele sembra aver interpretato questo incontro, insieme alle dichiarazioni di Lavrentiev, come una tacita approvazione russa delle azioni di ritorsione dell'Iran. Di conseguenza, Israele ha preso di mira i magazzini delle forze russe. Ciò spiega probabilmente la risposta congiunta delle difese aeree siriane e russe, che segna un allontanamento dai precedenti attacchi israeliani, in cui la Russia si era astenuta dal coinvolgimento diretto nello sforzo di difesa.
Dopo la conclusione dell'attacco alle 5:50 del mattino, è stata osservata una pattuglia aerea russa su Latakia.
L'attacco israeliano a una struttura russa in Siria è una grave escalation. Le azioni di Netanyahu suggeriscono che non sta più solo affrontando l'"Asse della Resistenza", ma sta anche mettendo a rischio gli interessi russi. Se Mosca dovesse scegliere di rispondere, potrebbe alterare drasticamente l'equilibrio di potere nella regione.
Marwa Osman
La recente aggressione militare su larga scala di Israele sulla costa siriana vicino alla città di Jableh potrebbe segnare una svolta significativa nel conflitto regionale in corso. Questo attacco è seguito a un incontro di mercoledì tra Alexander Lavrentiev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin per la Siria, e Ali Akbar Ahmadian, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (SNSC) dell'Iran. Durante i colloqui, Lavrentiev ha espresso la speranza che Israele avrebbe ascoltato gli avvertimenti dell'Iran.
Israele sembra aver interpretato questo incontro, insieme alle dichiarazioni di Lavrentiev, come una tacita approvazione russa delle azioni di ritorsione dell'Iran. Di conseguenza, Israele ha preso di mira i magazzini delle forze russe. Ciò spiega probabilmente la risposta congiunta delle difese aeree siriane e russe, che segna un allontanamento dai precedenti attacchi israeliani, in cui la Russia si era astenuta dal coinvolgimento diretto nello sforzo di difesa.
Dopo la conclusione dell'attacco alle 5:50 del mattino, è stata osservata una pattuglia aerea russa su Latakia.
L'attacco israeliano a una struttura russa in Siria è una grave escalation. Le azioni di Netanyahu suggeriscono che non sta più solo affrontando l'"Asse della Resistenza", ma sta anche mettendo a rischio gli interessi russi. Se Mosca dovesse scegliere di rispondere, potrebbe alterare drasticamente l'equilibrio di potere nella regione.
Marwa Osman
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Forwarded from Controllo Globale
A seguito del diniego da parte della Questura di Roma alla manifestazione nazionale per la Palestina del 5 ottobre, abbiamo ritenuto fosse doveroso rifiutare questo diktat palesemente politico.
A confermare la natura politica del diniego da parte della Questura di Roma, vi sono le affermazioni del <Ministro degli Interni Piantedosi> il quale sostiene chiaramente che la motivazione sia il "rischio di una celebrazione" del 7 ottobre.
Nel divieto la motivazione offerta dalla Questura di Roma è quella che la manifestazione non rispecchia la propria narrazione su ciò che accade in Palestina, il riferimento che si fa a motivi di ordine pubblico è generico e fumoso, e non vi è traccia di comprovate ragioni di sicurezza o di incolumità pubbliche, unico motivo contemplato dalla Costituzione per vietare una manifestazione.
Un altro elemento preoccupante è che si tenti di giustificare il divieto come "necessario" per evitare uno scontro "tra appartenenti alle diverse ideologie"; la CEDU in merito è chiara e sostiene che l’eventualità di contro-manifestazioni non può essere considerata motivo per negare il proprio diritto a manifestare.
Per questi motivi abbiamo fin da subito sostenuto che tale divieto fosse squisitamente politico e volto a censurare qualunque voce provi a denunciare il coinvolgimento del governo nel genocidio in Palestina, abbiamo pertanto presentato un ricorso al TAR del Lazio.
Celerissima è stata la risposta: in una mossa pilatesca, da quanto emerge dalle motivazioni del respingimento, il TAR ha ritenuto non vi fosse tempo per un’istruttoria. Inoltre, a fronte di tutta la documentazione da noi fornita, la controparte non ha fornito nessuna documentazione su un reale, tangibile e circostanziato "pericolo per l’ordine pubblico". Si dibatterà quindi nel merito della legittimità del divieto il 29 ottobre, nel frattempo questo non verrà revocato.
Convinti che non si possa sottostare ad un tale sopruso, specie mentre Israele punta ad allargare ulteriormente la sua aggressione militare contro il Libano, con oltre 40mila Palestinesi uccisi dai bombardamenti israeliani, con la complicità diretta di un governo italiano prono, rinnoviamo la nostra volontà di manifestare la nostra solidarietà al popolo Palestinese e Libanese e contro la complicità diretta dell’Italia nel genocidio in corso.
_*Ci vediamo sabato 5 ottobre in piazza a Roma*_
https://www.instagram.com/p/DAodXoKMd6G/
➡️ https://t.me/ControlloGlobale
A confermare la natura politica del diniego da parte della Questura di Roma, vi sono le affermazioni del <Ministro degli Interni Piantedosi> il quale sostiene chiaramente che la motivazione sia il "rischio di una celebrazione" del 7 ottobre.
Nel divieto la motivazione offerta dalla Questura di Roma è quella che la manifestazione non rispecchia la propria narrazione su ciò che accade in Palestina, il riferimento che si fa a motivi di ordine pubblico è generico e fumoso, e non vi è traccia di comprovate ragioni di sicurezza o di incolumità pubbliche, unico motivo contemplato dalla Costituzione per vietare una manifestazione.
Un altro elemento preoccupante è che si tenti di giustificare il divieto come "necessario" per evitare uno scontro "tra appartenenti alle diverse ideologie"; la CEDU in merito è chiara e sostiene che l’eventualità di contro-manifestazioni non può essere considerata motivo per negare il proprio diritto a manifestare.
Per questi motivi abbiamo fin da subito sostenuto che tale divieto fosse squisitamente politico e volto a censurare qualunque voce provi a denunciare il coinvolgimento del governo nel genocidio in Palestina, abbiamo pertanto presentato un ricorso al TAR del Lazio.
Celerissima è stata la risposta: in una mossa pilatesca, da quanto emerge dalle motivazioni del respingimento, il TAR ha ritenuto non vi fosse tempo per un’istruttoria. Inoltre, a fronte di tutta la documentazione da noi fornita, la controparte non ha fornito nessuna documentazione su un reale, tangibile e circostanziato "pericolo per l’ordine pubblico". Si dibatterà quindi nel merito della legittimità del divieto il 29 ottobre, nel frattempo questo non verrà revocato.
Convinti che non si possa sottostare ad un tale sopruso, specie mentre Israele punta ad allargare ulteriormente la sua aggressione militare contro il Libano, con oltre 40mila Palestinesi uccisi dai bombardamenti israeliani, con la complicità diretta di un governo italiano prono, rinnoviamo la nostra volontà di manifestare la nostra solidarietà al popolo Palestinese e Libanese e contro la complicità diretta dell’Italia nel genocidio in corso.
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
BILANCIO DELL’ATTACCO IRANIANO
Mentre la propaganda israeliana annuncia che quasi tutti i missili sono stati intercettati e che non sono state colpite basi militari, i video degli stessi civili israeliani e i loro racconti in prima persona smentiscono le balle sioniste, affermando l’esatto contrario e confermando i rapporti della Guardia rivoluzionaria iraniana e i report di analisti militari.
Sono state colpite 3 importanti basi militari, con vasta distruzione:
1 Nevatim, dove sono presenti gli aerei F-35 di quinta generazione, molti dei quali sono stati distrutti, con i caccia stealth che rappresentano uno degli obiettivi di maggior valore in Israele;
2 Hatzerim, che include gli aerei F-15 del tipo utilizzato nell’assassinio di Sayyed Hassan Nasrallah, anche in questo caso distrutti con ulteriore grave danno per la flotta aerea israeliana;
3 la base Tel Nof vicino a Tel Aviv.
Utilizzati per la prima volta su Israele missili ipersonici.
Colpito il quartier generale del Mossad a Tel Aviv.
Tra l’80 e il 90% del missili è giunto a destinazione.
L'attacco iraniano ha messo in luce le gravi limitazioni della rete di difesa aerea israeliana, nonostante il paese (tra Iron Dome, Iron Beam, David’s Sling, sistema Arrow, ecc…) vanti tra le reti più dense e sofisticate del mondo.
Nessun morto civile israeliano.
Qualche cervello in quarantena legge questo dato come una sconfitta e un fallimento. Talmente assuefatti al disumano modus operandi sionista, da non comprendere che invece questo fa parte esattamente della riuscita dell’attacco che aveva l’obiettivo di colpire infrastrutture strategiche militari.
Sarebbe un fallimento se l’obiettivo fosse lo sterminio, come nel caso di Israele, appunto.
Altro dato rilevante: a differenza dell’attacco dello scorso aprile, i paesi arabi limitrofi non hanno intercettato i missili iraniani, interrompendo almeno in parte la catena di sudditanza al sionismo e dando un certo segnale di discontinuità.
👉 👉🏻 https://t.me/roccocantautore
Mentre la propaganda israeliana annuncia che quasi tutti i missili sono stati intercettati e che non sono state colpite basi militari, i video degli stessi civili israeliani e i loro racconti in prima persona smentiscono le balle sioniste, affermando l’esatto contrario e confermando i rapporti della Guardia rivoluzionaria iraniana e i report di analisti militari.
Sono state colpite 3 importanti basi militari, con vasta distruzione:
1 Nevatim, dove sono presenti gli aerei F-35 di quinta generazione, molti dei quali sono stati distrutti, con i caccia stealth che rappresentano uno degli obiettivi di maggior valore in Israele;
2 Hatzerim, che include gli aerei F-15 del tipo utilizzato nell’assassinio di Sayyed Hassan Nasrallah, anche in questo caso distrutti con ulteriore grave danno per la flotta aerea israeliana;
3 la base Tel Nof vicino a Tel Aviv.
Utilizzati per la prima volta su Israele missili ipersonici.
Colpito il quartier generale del Mossad a Tel Aviv.
Tra l’80 e il 90% del missili è giunto a destinazione.
L'attacco iraniano ha messo in luce le gravi limitazioni della rete di difesa aerea israeliana, nonostante il paese (tra Iron Dome, Iron Beam, David’s Sling, sistema Arrow, ecc…) vanti tra le reti più dense e sofisticate del mondo.
Nessun morto civile israeliano.
Qualche cervello in quarantena legge questo dato come una sconfitta e un fallimento. Talmente assuefatti al disumano modus operandi sionista, da non comprendere che invece questo fa parte esattamente della riuscita dell’attacco che aveva l’obiettivo di colpire infrastrutture strategiche militari.
Sarebbe un fallimento se l’obiettivo fosse lo sterminio, come nel caso di Israele, appunto.
Altro dato rilevante: a differenza dell’attacco dello scorso aprile, i paesi arabi limitrofi non hanno intercettato i missili iraniani, interrompendo almeno in parte la catena di sudditanza al sionismo e dando un certo segnale di discontinuità.
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