Forwarded from Rubio feat Rubio
Non vi fate prendere per il culo. Informatevi e decolonizzate la mente ogni singolo giorno #dismantle_israel_now 🇵🇸✌🏾
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⭕️ Quando gli aerei sionisti bombardano i pressi del Palazzo Repubblicano occupato a Damasco, e poi il nemico sionista esce per mettere in guardia il suo agente al-Jolani dal fare del male ai drusi, capiamo perfettamente chi sta alimentando il fuoco e chi finge di spegnerlo, e che tutti questi eventi stanno avvenendo in diretto coordinamento tra i sionisti, il leader del Fronte terrorista Al-Nusra, al-Jolani, e i mercenari di alcuni drusi, per essere un pretesto per il nemico sionista di entrare a Damasco con il suo esercito per completare il suo progetto "Grande israele", che è stato spianato dai rivoluzionari della NATO, Tel Aviv, Washington, Riyadh, Doha e ISIS.
Coloro che hanno innescato la sporca sedizione nel 2011 sono gli stessi che oggi stanno gettando benzina sul fuoco. Il raid sionista non è stato un attacco mirato... ma piuttosto un tentativo di consolidare il trono del loro agente terrorista, al-Julani, e di confermare che chiunque occupi Damasco oggi non è altro che un burattino sionista sorvegliato da aerei e servizi segreti nemici.
E a ogni mercenario, terrorista e agente che ha tradito la sua patria e il suo esercito, che ha combattuto per 14 anni e ha offerto migliaia di martiri in difesa di essa e della sua dignità... lasciatelo venire oggi e unire le mani a un sionista, terrorista o americano, esigeremo da lui la punizione e non sfuggirà alla punizione, nemmeno dopo un po'.
Pubblicato dalla Resistenza Popolare Siriana
Il 2 maggio 2025 d.C.
Coloro che hanno innescato la sporca sedizione nel 2011 sono gli stessi che oggi stanno gettando benzina sul fuoco. Il raid sionista non è stato un attacco mirato... ma piuttosto un tentativo di consolidare il trono del loro agente terrorista, al-Julani, e di confermare che chiunque occupi Damasco oggi non è altro che un burattino sionista sorvegliato da aerei e servizi segreti nemici.
E a ogni mercenario, terrorista e agente che ha tradito la sua patria e il suo esercito, che ha combattuto per 14 anni e ha offerto migliaia di martiri in difesa di essa e della sua dignità... lasciatelo venire oggi e unire le mani a un sionista, terrorista o americano, esigeremo da lui la punizione e non sfuggirà alla punizione, nemmeno dopo un po'.
Pubblicato dalla Resistenza Popolare Siriana
Il 2 maggio 2025 d.C.
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Dal canale ufficiale
Il Fronte interno palestinese
🔥 Un'arma mortale e proibita
Che cos'è il missile "Bar" utilizzato per la prima volta dall'occupazione a Gaza?
• A Gaza è stata utilizzata una nuova arma per intensificare le uccisioni.
• L'occupazione utilizza armi proibite nella guerra di sterminio a Gaza.
• Funziona con un sistema di guida adatto a campi di battaglia complessi.
• Un'arma mortale in grado di colpire i suoi bersagli con estrema precisione.
• Uccide civili entro un lasso di tempo molto breve dal suo lancio.
• Il missile Bar è un missile a corto raggio.
• Si tratta di una versione migliorata e più precisa del missile Romakh.
• La sua autonomia massima è di oltre 35 chilometri.
🧠 La conoscenza è potere.. Non ignorare il tuo nemico.
🇵🇸 Fronte interno palestinese 🇵🇸
📅 Mercoledì 30 aprile 2025
📲 Seguici sul nostro canale ufficiale: https://t.me/jabha_d
Il Fronte interno palestinese
🔥 Un'arma mortale e proibita
Che cos'è il missile "Bar" utilizzato per la prima volta dall'occupazione a Gaza?
• A Gaza è stata utilizzata una nuova arma per intensificare le uccisioni.
• L'occupazione utilizza armi proibite nella guerra di sterminio a Gaza.
• Funziona con un sistema di guida adatto a campi di battaglia complessi.
• Un'arma mortale in grado di colpire i suoi bersagli con estrema precisione.
• Uccide civili entro un lasso di tempo molto breve dal suo lancio.
• Il missile Bar è un missile a corto raggio.
• Si tratta di una versione migliorata e più precisa del missile Romakh.
• La sua autonomia massima è di oltre 35 chilometri.
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Nel nome di Dio, il più clemente, il più misericordioso
Comunicato stampa
Hamas: la decisione della Svizzera di vietare il movimento rappresenta un pericoloso atteggiamento nei confronti dell'occupazione e una negazione dei suoi obblighi legali e umanitari.
Il Movimento di resistenza islamico (Hamas) si rammarica che il divieto provenga da uno Stato storicamente noto per la sua posizione neutrale e per la difesa del diritto internazionale umanitario. Hamas ritiene che ciò rappresenti un pregiudizio riprovevole nei confronti del popolo palestinese, della sua giusta causa e della sua legittima resistenza all'occupazione, soprattutto alla luce della guerra genocida perpetrata dall'entità sionista nella Striscia di Gaza.
Gli obblighi politici, umanitari e morali della comunità internazionale, primo fra tutti quello della Svizzera, richiedono un'azione urgente per porre fine alle palesi violazioni del diritto internazionale, tra cui le Convenzioni di Ginevra, che il governo terrorista Netanyahu viola quotidianamente. Ciò richiede di non limitare il nostro popolo o di imporre leggi che limitino le libertà e di ostacolare qualsiasi movimento di pressione per fermare i massacri in corso nella Striscia di Gaza.
Invitiamo il governo svizzero a revocare questa decisione ingiusta e ingiustificata, a battersi per la giustizia e a sostenere la giusta lotta del nostro popolo palestinese per porre fine all'occupazione e ottenere i propri legittimi diritti nazionali, tra cui spicca il diritto all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente sul proprio territorio con Gerusalemme come capitale.
Movimento di resistenza islamica - Hamas
Giovedì: 03 Dhu al-Qi'dah 1446 AH
Corrispondente a: 1 maggio 2025
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
Comunicato stampa
Hamas: la decisione della Svizzera di vietare il movimento rappresenta un pericoloso atteggiamento nei confronti dell'occupazione e una negazione dei suoi obblighi legali e umanitari.
Il Movimento di resistenza islamico (Hamas) si rammarica che il divieto provenga da uno Stato storicamente noto per la sua posizione neutrale e per la difesa del diritto internazionale umanitario. Hamas ritiene che ciò rappresenti un pregiudizio riprovevole nei confronti del popolo palestinese, della sua giusta causa e della sua legittima resistenza all'occupazione, soprattutto alla luce della guerra genocida perpetrata dall'entità sionista nella Striscia di Gaza.
Gli obblighi politici, umanitari e morali della comunità internazionale, primo fra tutti quello della Svizzera, richiedono un'azione urgente per porre fine alle palesi violazioni del diritto internazionale, tra cui le Convenzioni di Ginevra, che il governo terrorista Netanyahu viola quotidianamente. Ciò richiede di non limitare il nostro popolo o di imporre leggi che limitino le libertà e di ostacolare qualsiasi movimento di pressione per fermare i massacri in corso nella Striscia di Gaza.
Invitiamo il governo svizzero a revocare questa decisione ingiusta e ingiustificata, a battersi per la giustizia e a sostenere la giusta lotta del nostro popolo palestinese per porre fine all'occupazione e ottenere i propri legittimi diritti nazionali, tra cui spicca il diritto all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente sul proprio territorio con Gerusalemme come capitale.
Movimento di resistenza islamica - Hamas
Giovedì: 03 Dhu al-Qi'dah 1446 AH
Corrispondente a: 1 maggio 2025
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⭕️ Comunicato stampa..
Hamas: il divieto imposto dalla Svizzera al movimento è un "biasimevole pregiudizio" nei confronti dell'occupazione
Il Movimento di resistenza islamico (Hamas) esprime profondo rammarico per il fatto che la decisione di vietare il movimento sia stata presa da un Paese [la Svizzera] storicamente noto per le sue posizioni neutrali e per la difesa del diritto internazionale umanitario.
Hamas ritiene che questa mossa sia un pregiudizio riprovevole nei confronti del nostro popolo palestinese, della sua giusta causa e della sua legittima resistenza all'occupazione, nel contesto del genocidio in corso perpetrato dall'occupazione sionista a Gaza.
Gli obblighi politici, umanitari e morali nei confronti della comunità internazionale, prima tra tutti la Svizzera, richiedono un'azione urgente per porre fine alle palesi violazioni del diritto internazionale, tra cui le Convenzioni di Ginevra, commesse quotidianamente dal governo terrorista di Netanyahu, invece di imporre restrizioni al nostro popolo o far rispettare leggi che limitano le libertà e reprimono qualsiasi azione volta a porre fine ai continui massacri a Gaza.
Invitiamo il governo svizzero a fare marcia indietro su questa decisione ingiusta e ingiustificata, a schierarsi dalla parte della giustizia e a sostenere la giusta lotta del nostro popolo palestinese per porre fine all'occupazione, riconquistare i propri legittimi diritti nazionali, in particolare il diritto all'autodeterminazione, e istituire un proprio Stato indipendente con Gerusalemme come capitale.
Movimento di resistenza islamica - Hamas
01, maggio
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
Hamas: il divieto imposto dalla Svizzera al movimento è un "biasimevole pregiudizio" nei confronti dell'occupazione
Il Movimento di resistenza islamico (Hamas) esprime profondo rammarico per il fatto che la decisione di vietare il movimento sia stata presa da un Paese [la Svizzera] storicamente noto per le sue posizioni neutrali e per la difesa del diritto internazionale umanitario.
Hamas ritiene che questa mossa sia un pregiudizio riprovevole nei confronti del nostro popolo palestinese, della sua giusta causa e della sua legittima resistenza all'occupazione, nel contesto del genocidio in corso perpetrato dall'occupazione sionista a Gaza.
Gli obblighi politici, umanitari e morali nei confronti della comunità internazionale, prima tra tutti la Svizzera, richiedono un'azione urgente per porre fine alle palesi violazioni del diritto internazionale, tra cui le Convenzioni di Ginevra, commesse quotidianamente dal governo terrorista di Netanyahu, invece di imporre restrizioni al nostro popolo o far rispettare leggi che limitano le libertà e reprimono qualsiasi azione volta a porre fine ai continui massacri a Gaza.
Invitiamo il governo svizzero a fare marcia indietro su questa decisione ingiusta e ingiustificata, a schierarsi dalla parte della giustizia e a sostenere la giusta lotta del nostro popolo palestinese per porre fine all'occupazione, riconquistare i propri legittimi diritti nazionali, in particolare il diritto all'autodeterminazione, e istituire un proprio Stato indipendente con Gerusalemme come capitale.
Movimento di resistenza islamica - Hamas
01, maggio
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Forwarded from Il CORAGGIO del Dubbio - A!
SABATO 24 MAGGIO
DRO (TN)
ORE 20,30
Via Cesare Battisti, 14
Sala polivalente della Casa Sociale.
"ECONOMIA della GRATUITÀ"
AMPIAMENTE connessa con tutti i principi della "VISIONE" Oxhy.
Una serena chiacchierata fra Amici.
Se pensate di venire, PRENOTATE, chiamando GIAMPAOLO,
al numero 329 2941047 in locandina.
Perché i posti sono limitati.
Sempre un piacere tornare in zona TRENTO.
Spirito Comunitario e Cooperativo MI FANNO SENTIRE A CASA...
DRO (TN)
ORE 20,30
Via Cesare Battisti, 14
Sala polivalente della Casa Sociale.
"ECONOMIA della GRATUITÀ"
AMPIAMENTE connessa con tutti i principi della "VISIONE" Oxhy.
Una serena chiacchierata fra Amici.
Se pensate di venire, PRENOTATE, chiamando GIAMPAOLO,
al numero 329 2941047 in locandina.
Perché i posti sono limitati.
Sempre un piacere tornare in zona TRENTO.
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇹🇷🇸🇾🇮🇱 SIRIA - Gli aerei turchi hanno iniziato a disturbare i sistemi GPS nei cieli della Siria con il jamming. Operazione che ha costretto un certo numero di caccia israeliani a ritirarsi dai cieli siriani. (Channel 11, Israele)
Era l'8 dicembre 2024 quando Assad lasciava Damasco per trovare asilo in Russia. Ricordate i titoli dei mainstream? Una nuova era per la Siria. Quattro giorni dopo Kaja Kallas diceva che "i primi segnali sono positivi" [1].
Come è spietata la realtà con i cretini.
🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE
Telegram | Portale | Ultim'ora | X | Facebook | Instagram | YouTube
Era l'8 dicembre 2024 quando Assad lasciava Damasco per trovare asilo in Russia. Ricordate i titoli dei mainstream? Una nuova era per la Siria. Quattro giorni dopo Kaja Kallas diceva che "i primi segnali sono positivi" [1].
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Giubbe Rosse
🇸🇾🇪🇺 KALLAS: "VALUTEREMO HTS DAI FATTI, MA I PRIMI SEGNALI SONO POSITIVI"
La Siria non deve ripetere gli "scenari orribili" di Iraq, Libia e Afghanistan, non deve scivolare in una nuova guerra civile e non deve dare origine a un'altra crisi dei rifugiati…
La Siria non deve ripetere gli "scenari orribili" di Iraq, Libia e Afghanistan, non deve scivolare in una nuova guerra civile e non deve dare origine a un'altra crisi dei rifugiati…
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Conoscevo i Patagarri perché li avevo ascoltati distrattamente a X Factor.
Un gruppo simpatico di ottimi musicisti, un cantante con una voce particolare.
Ho letto le polemiche per l'esibizione al concertone del 1° Maggio, che ho scoperto con sorpresa che si fa ancora, anche dopo che i massimi sindacati italiani hanno spinto per rendere la vaccinazione obbligatoria per tutti i lavoratori, lasciando questi ultimi a casa senza lavoro e senza stipendio.
Che ci vuoi fare, siamo fatti così.
Detto questo, che era doveroso, ho letto di una esibizione irrispettosa e raccapricciante.
Mi sono detto, ma vieni, saranno andati sul palco mostrando le atrocità sui bambini, mostrando gli stupri, la gente bruciata viva, Gaza rasa al suolo, la violenza dei coloni, avranno confrontato i metodi dell'IOF ai metodi dei nazisti, avranno detto che il sionismo è una forma di fascismo, che israele è uno Stato messianico, razzista, fascista e genocidario.
Ma che, niente di tutto ciò, hanno semplicemente detto Palestina libera! E prima in inglese, free Palestine (forse non era chiaro quel free, magari abbiamo chiesto troppo a gente come Gasparri e Parenzo).
Palestina libera!
Ho preso il vocabolario e ho cercato il significato di libertà, laddove la Palestina nelle enciclopedie è semplicemente una regione del Vicino Oriente (Israele invece è uno Stato, e già qui ci sarebbe da dire).
Alla voce libertà ho letto cose sconvolgenti, si parla dello stato di essere liberi, uno stato che si oppone a quello della schiavitù.
E allora ho capito, per coloro che sostengono a spada tratta la NATO e la UE, i valori neoliberisti dell'occidente, di conseguenza l'Ucraina e lo stesso israele, la parola libertà è offensiva, irrispettosa e raccapricciante.
Per i nostri politici e i nostri giornalisti la parola libertà è offensiva, una parola da censurare.
Loro, servi sciocchi del regime, schiavi del potere egemonico, odiano la libertà, di conseguenza amano l'imperialismo statunitense, il fascismo israeliano e il nazismo ucraino.
Esattamente come gli ebrei dividono il mondo in ebrei e non ebrei, che chiamano goy, costoro divisero il mondo in cittadini di prima e seconda classe, perché odiano la libertà e amano la schiavitù.
Odiano la libertà e amano la schiavitù.
Odiano la libertà...
Simone Tizi
Un gruppo simpatico di ottimi musicisti, un cantante con una voce particolare.
Ho letto le polemiche per l'esibizione al concertone del 1° Maggio, che ho scoperto con sorpresa che si fa ancora, anche dopo che i massimi sindacati italiani hanno spinto per rendere la vaccinazione obbligatoria per tutti i lavoratori, lasciando questi ultimi a casa senza lavoro e senza stipendio.
Che ci vuoi fare, siamo fatti così.
Detto questo, che era doveroso, ho letto di una esibizione irrispettosa e raccapricciante.
Mi sono detto, ma vieni, saranno andati sul palco mostrando le atrocità sui bambini, mostrando gli stupri, la gente bruciata viva, Gaza rasa al suolo, la violenza dei coloni, avranno confrontato i metodi dell'IOF ai metodi dei nazisti, avranno detto che il sionismo è una forma di fascismo, che israele è uno Stato messianico, razzista, fascista e genocidario.
Ma che, niente di tutto ciò, hanno semplicemente detto Palestina libera! E prima in inglese, free Palestine (forse non era chiaro quel free, magari abbiamo chiesto troppo a gente come Gasparri e Parenzo).
Palestina libera!
Ho preso il vocabolario e ho cercato il significato di libertà, laddove la Palestina nelle enciclopedie è semplicemente una regione del Vicino Oriente (Israele invece è uno Stato, e già qui ci sarebbe da dire).
Alla voce libertà ho letto cose sconvolgenti, si parla dello stato di essere liberi, uno stato che si oppone a quello della schiavitù.
E allora ho capito, per coloro che sostengono a spada tratta la NATO e la UE, i valori neoliberisti dell'occidente, di conseguenza l'Ucraina e lo stesso israele, la parola libertà è offensiva, irrispettosa e raccapricciante.
Per i nostri politici e i nostri giornalisti la parola libertà è offensiva, una parola da censurare.
Loro, servi sciocchi del regime, schiavi del potere egemonico, odiano la libertà, di conseguenza amano l'imperialismo statunitense, il fascismo israeliano e il nazismo ucraino.
Esattamente come gli ebrei dividono il mondo in ebrei e non ebrei, che chiamano goy, costoro divisero il mondo in cittadini di prima e seconda classe, perché odiano la libertà e amano la schiavitù.
Odiano la libertà e amano la schiavitù.
Odiano la libertà...
Simone Tizi
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I PINI DELL'OBLIO IN FIAMME DI GERUSALEMME FANNO RIEMERGERE UN CRIMINE VERDE
israele pensava di nascondere la Nakba sotto i pini: ora stanno bruciando. Ciò che si consuma oggi è l'illusione di una foresta nata senza violenza. Il vento caldo di una primavera ardente riaccende la memoria sepolta sotto i parchi. Gli alberi erano silenziosi, ma la terra parlava.
Di Mohamed El Mokhtar Sidi Haiba - 1 maggio 2025
Le foreste che circondano Gerusalemme oggi stanno bruciando. Il vento porta con sé l'odore del pino carbonizzato e con esso si alza, nell'aria di una primavera già soffocante, l'acre profumo di una verità repressa. Questi incendi, che diremo naturali o accidentali, risvegliano tuttavia una memoria sepolta, carbonizzata sotto le ceneri della Storia.
Perché queste foreste non sono antiche. Non nascono dalla terra, ma le vengono imposte. Sono il frutto di un Progetto Politico, di un atto di recupero: quello di un mondo distrutto. Sotto i pini ardenti giacciono le rovine di centinaia di villaggi palestinesi rasi al suolo nel 1948, il giorno dopo l'espulsione di oltre 750.000 uomini, donne e bambini. Questa Colonizzazione non solo svuotò il territorio dei suoi abitanti; provò a riconfigurarne il volto.
Al momento della sua proclamazione, l'entità israeliana si appropriò di oltre 250.000 acri di terra, dichiarati "abbandonati" dalle stesse persone che ne avevano espulso i proprietari. Poco dopo, quella cifra salì a 600.000 acri, in gran parte trasferiti al Fondo Nazionale Ebraico, non per restituire la terra, ma per riprogettarla, ripiantarla e rinominarla.
Fondato nel 1901, il Fondo Nazionale Ebraico, sebbene registrato come ente di beneficenza in diversi Paesi occidentali, era il braccio territoriale del Progetto Sionista. Attraverso le famose scatole blu distribuite nelle sinagoghe e nelle case della diaspora, raccolse le donazioni necessarie per acquistare un terreno, recintarlo e reinventarlo. Queste scatole, divenute quasi oggetti liturgici, vengono ancora evocate con emozione nei discorsi dei personaggi politici americani: Kamala Harris, durante la sua campagna elettorale, le ha ricordate con orgoglio davanti al pubblico affascinato del Comitato per gli Affari Pubblici Americano-Israeliano AIPAC, come se il ricordo di una collezione giustificasse la cancellazione di un popolo.
Prima della Nakba, meno del 4% della Palestina storica era stato acquisito legalmente. Fu quindi attraverso massicce espropriazioni che il Fondo Nazionale Ebraico diventò ricco. Il verde è diventato un'arma. Il detto recitava: "Riportare in Vita il Deserto". Ma la terra non era vuota; era stata svuotata. La riforestazione ha mimetizzato le rovine, cancellato le tracce, trasformato le macerie in parchi. Il suo simbolo è il Parco dell'Indipendenza Americana, costruito su sette villaggi cancellati dalla mappa. L'albero scelto, il pino europeo, tradiva l'intenzione: non radicarsi in Palestina, ma europeizzarla. Sostituisci l'antico Levante con una cartolina del Nord.
Questo paesaggio artificiale, questo inverdimento di facciata (greenwashing) attardato, era un'operazione di estetica politica, un camuffamento da parte dei viventi. Piantare alberi per attutire le voci. Per offrire "polmoni verdi" a una terra a cui era stato strappato il cuore. Dietro le campagne di donazioni, le pubblicità con volti noti, Sinatra, Taylor, Harris, nascondevano un'espropriazione paziente, metodica, ostinata.
Oggi l'incendio riporta in superficie ciò che gli alberi pensavano di nascondere. I pini bruciano male, ma bruciano. E ciò che viene consumato non è solo un paesaggio, ma la maschera di una storia. Una storia di sostituzioni, di silenzi imposti, di memoria deturpata.
Dietro ogni parco, ogni foresta, ogni sentiero tracciato tra queste colline fumanti, c'è un'assenza. Una promessa non mantenuta. Un'ingiustizia continua. Le fiamme che avvolgono Gerusalemme ci ricordano, forse loro malgrado, che un popolo non può essere sradicato impunemente. E che la terra, prima o poi, finisce per parlare.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte
israele pensava di nascondere la Nakba sotto i pini: ora stanno bruciando. Ciò che si consuma oggi è l'illusione di una foresta nata senza violenza. Il vento caldo di una primavera ardente riaccende la memoria sepolta sotto i parchi. Gli alberi erano silenziosi, ma la terra parlava.
Di Mohamed El Mokhtar Sidi Haiba - 1 maggio 2025
Le foreste che circondano Gerusalemme oggi stanno bruciando. Il vento porta con sé l'odore del pino carbonizzato e con esso si alza, nell'aria di una primavera già soffocante, l'acre profumo di una verità repressa. Questi incendi, che diremo naturali o accidentali, risvegliano tuttavia una memoria sepolta, carbonizzata sotto le ceneri della Storia.
Perché queste foreste non sono antiche. Non nascono dalla terra, ma le vengono imposte. Sono il frutto di un Progetto Politico, di un atto di recupero: quello di un mondo distrutto. Sotto i pini ardenti giacciono le rovine di centinaia di villaggi palestinesi rasi al suolo nel 1948, il giorno dopo l'espulsione di oltre 750.000 uomini, donne e bambini. Questa Colonizzazione non solo svuotò il territorio dei suoi abitanti; provò a riconfigurarne il volto.
Al momento della sua proclamazione, l'entità israeliana si appropriò di oltre 250.000 acri di terra, dichiarati "abbandonati" dalle stesse persone che ne avevano espulso i proprietari. Poco dopo, quella cifra salì a 600.000 acri, in gran parte trasferiti al Fondo Nazionale Ebraico, non per restituire la terra, ma per riprogettarla, ripiantarla e rinominarla.
Fondato nel 1901, il Fondo Nazionale Ebraico, sebbene registrato come ente di beneficenza in diversi Paesi occidentali, era il braccio territoriale del Progetto Sionista. Attraverso le famose scatole blu distribuite nelle sinagoghe e nelle case della diaspora, raccolse le donazioni necessarie per acquistare un terreno, recintarlo e reinventarlo. Queste scatole, divenute quasi oggetti liturgici, vengono ancora evocate con emozione nei discorsi dei personaggi politici americani: Kamala Harris, durante la sua campagna elettorale, le ha ricordate con orgoglio davanti al pubblico affascinato del Comitato per gli Affari Pubblici Americano-Israeliano AIPAC, come se il ricordo di una collezione giustificasse la cancellazione di un popolo.
Prima della Nakba, meno del 4% della Palestina storica era stato acquisito legalmente. Fu quindi attraverso massicce espropriazioni che il Fondo Nazionale Ebraico diventò ricco. Il verde è diventato un'arma. Il detto recitava: "Riportare in Vita il Deserto". Ma la terra non era vuota; era stata svuotata. La riforestazione ha mimetizzato le rovine, cancellato le tracce, trasformato le macerie in parchi. Il suo simbolo è il Parco dell'Indipendenza Americana, costruito su sette villaggi cancellati dalla mappa. L'albero scelto, il pino europeo, tradiva l'intenzione: non radicarsi in Palestina, ma europeizzarla. Sostituisci l'antico Levante con una cartolina del Nord.
Questo paesaggio artificiale, questo inverdimento di facciata (greenwashing) attardato, era un'operazione di estetica politica, un camuffamento da parte dei viventi. Piantare alberi per attutire le voci. Per offrire "polmoni verdi" a una terra a cui era stato strappato il cuore. Dietro le campagne di donazioni, le pubblicità con volti noti, Sinatra, Taylor, Harris, nascondevano un'espropriazione paziente, metodica, ostinata.
Oggi l'incendio riporta in superficie ciò che gli alberi pensavano di nascondere. I pini bruciano male, ma bruciano. E ciò che viene consumato non è solo un paesaggio, ma la maschera di una storia. Una storia di sostituzioni, di silenzi imposti, di memoria deturpata.
Dietro ogni parco, ogni foresta, ogni sentiero tracciato tra queste colline fumanti, c'è un'assenza. Una promessa non mantenuta. Un'ingiustizia continua. Le fiamme che avvolgono Gerusalemme ci ricordano, forse loro malgrado, che un popolo non può essere sradicato impunemente. E che la terra, prima o poi, finisce per parlare.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte
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Ooopppsssss! Yalla Yemen, Yalla!!!
Sei bello come un missile balistico yemenita sull'aeroporto di tel aviv!! ❤️
Un missile balistico lanciato dallo Yemen ha colpito l'area interna al perimetro dell'aeroporto di Tel Aviv. Lo riferisce l'IOF, la difesa aerea non è riuscita a intercettare il missile.
I media locali segnalano un ferito.
Sei bello come un missile balistico yemenita sull'aeroporto di tel aviv!! ❤️
Un missile balistico lanciato dallo Yemen ha colpito l'area interna al perimetro dell'aeroporto di Tel Aviv. Lo riferisce l'IOF, la difesa aerea non è riuscita a intercettare il missile.
I media locali segnalano un ferito.
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Il regime terroristico HTS di Damasco, sostenuto dalla NATO, sta eseguendo gli ordini di Washington di epurare le fazioni palestinesi e di normalizzare i rapporti con gli invasori sionisti.
https://en.abna24.com/news/1553415/Paper-New-Syria-and-project-to-remove-Palestinian-Resistance
CCHS
https://en.abna24.com/news/1553415/Paper-New-Syria-and-project-to-remove-Palestinian-Resistance
CCHS
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Forwarded from la fionda📕
Esprimiamo 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁à e siamo vicini ai soci e ai lavoratori di Taverna Santa Chiara, tra le più apprezzate osterie del centro storico di Napoli, aggrediti e insultati da una coppia di turisti israeliani.
Dopo aver mangiato e nel corso di una pacata discussione con i vicini commensali e con la proprietaria del locale su Israele, la coppia di israeliani si è sentita offesa perché è stato fatto notare che il locale in cui stavano pranzando aderiva alla campagna 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗔𝗽𝗮𝗿𝘁𝗵𝗲𝗶𝗱 𝗜𝘀𝗿𝗮𝗲𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮.
A quel punto si sono alzati, hanno cominciato a riprendere con il cellulare la scena, mentre tacciavano la proprietaria del locale e il personale di essere dei "Terrorist supporter" e degli "antisemitic", andando via ovviamente senza pagare.
A fronte dell'accaduto e dell'aggressione social che Taverna Santa Chiara sta subendo, ci chiediamo perché per il dichiarsi contro l'occupazione di Israele e l'uccisione di civili si debba essere tacciati di antisemitismo.
Fino a quando potremo sopportare che gli attuali carnefici indossino i panni di eterne vittime e in nome di questo possano agire da aggressori impuniti?
#StopGenocideOfPalestinians
#NoOtherLand
#zionistarenotwelcome
#dontstoptalkingaboutpalestine
@lafionda
Dopo aver mangiato e nel corso di una pacata discussione con i vicini commensali e con la proprietaria del locale su Israele, la coppia di israeliani si è sentita offesa perché è stato fatto notare che il locale in cui stavano pranzando aderiva alla campagna 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗔𝗽𝗮𝗿𝘁𝗵𝗲𝗶𝗱 𝗜𝘀𝗿𝗮𝗲𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮.
A quel punto si sono alzati, hanno cominciato a riprendere con il cellulare la scena, mentre tacciavano la proprietaria del locale e il personale di essere dei "Terrorist supporter" e degli "antisemitic", andando via ovviamente senza pagare.
A fronte dell'accaduto e dell'aggressione social che Taverna Santa Chiara sta subendo, ci chiediamo perché per il dichiarsi contro l'occupazione di Israele e l'uccisione di civili si debba essere tacciati di antisemitismo.
Fino a quando potremo sopportare che gli attuali carnefici indossino i panni di eterne vittime e in nome di questo possano agire da aggressori impuniti?
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@lafionda
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Lunga vita ai gestori delle taverne che hanno le palle di respingere chi come questi ebrei pensa che i palestinesi siano subumani, esseri inferiori, terroristi e che sia giusto ucciderli nel nome del culto messianico e di una dottrina genocida e suprematista.
Tutti questi bastardi razzisti dovrebbero vedersi negati alloggi, pasti e soggiorni ovunque nel mondo.
#dismantle_israel ✌🏾
Tutti questi bastardi razzisti dovrebbero vedersi negati alloggi, pasti e soggiorni ovunque nel mondo.
#dismantle_israel ✌🏾
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Relativamente all'episodio della taverna Santa Chiara di Napoli (primo video)
Non sono d'accordo con chi se la sta prendendo con i gestori per svariati motivi, dalla gestione del pubblico al fatto di aver dato adito al vittimismo dei coloni ebrei israeliani, e non sono d'accordo poiché quel locale ha avuto il coraggio di schierarsi, di parteggiare, ha esposto lo sticker di adesione della campagna Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana, si era schierato apertamente dalla parte degli oppressi.
Ora, il secondo video riguarda un altro episodio successo a Milano nel 2024, un colono ebreo israeliano se la prende con alcuni volontari Unicef rei di aver pronunciato la parola Palestina.
Infatti basta sentire il tono della sionista del primo video che accusava di antisemitismo e filo-terrorismo i gestori della taverna: questa dichiara con un certo grado di strafottenza di "non avere paura", ed è quello il punto!
Se tutti i ristoratori (e chiunque abbia un'attività, e chiunque faccia girare i soldi, quindi TUTTI noi) si schierassero così come hanno fatto a Napoli, a costo di perdere una clientela demmerda e perdere soldi sporchi del sangue palestinese, questa gente non potrebbe avere tutta questa spocchia e tracotanza di poter pensare di comandare ovunque nel mondo.
Fuori dalla Palestina e fuori dal mondo intero questa feccia terrorista!!!
"israele" è un tumore che è stato incistato in Palestina, e che man mano si allarga.
Altro che fare le vittime.
#BDS
#BOYCOTTISRAEL
La Palestina è un laboratorio.
Non sono d'accordo con chi se la sta prendendo con i gestori per svariati motivi, dalla gestione del pubblico al fatto di aver dato adito al vittimismo dei coloni ebrei israeliani, e non sono d'accordo poiché quel locale ha avuto il coraggio di schierarsi, di parteggiare, ha esposto lo sticker di adesione della campagna Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana, si era schierato apertamente dalla parte degli oppressi.
Ora, il secondo video riguarda un altro episodio successo a Milano nel 2024, un colono ebreo israeliano se la prende con alcuni volontari Unicef rei di aver pronunciato la parola Palestina.
Infatti basta sentire il tono della sionista del primo video che accusava di antisemitismo e filo-terrorismo i gestori della taverna: questa dichiara con un certo grado di strafottenza di "non avere paura", ed è quello il punto!
Se tutti i ristoratori (e chiunque abbia un'attività, e chiunque faccia girare i soldi, quindi TUTTI noi) si schierassero così come hanno fatto a Napoli, a costo di perdere una clientela demmerda e perdere soldi sporchi del sangue palestinese, questa gente non potrebbe avere tutta questa spocchia e tracotanza di poter pensare di comandare ovunque nel mondo.
Fuori dalla Palestina e fuori dal mondo intero questa feccia terrorista!!!
"israele" è un tumore che è stato incistato in Palestina, e che man mano si allarga.
Altro che fare le vittime.
#BDS
#BOYCOTTISRAEL
La Palestina è un laboratorio.
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Te credo che Saviano è depresso, stanno uscendo fuori tutta la sua pochezza e le cagate che ha detto in anni 🤡
"La spia israeliana Elizabeth Tsurkov ha rivelato che 12 gruppi di ribelli siriani sono stati finanziati direttamente da Israele.
Secondo un articolo pubblicato dalla spia israeliana su Foreign Policy, è stato rivelato che già nel 2018 Israele era segretamente coinvolto nel fornire armi e sostegno finanziario ad almeno 12 gruppi di ribelli nel sud della Siria, al fine di ostacolare i tentativi delle forze di resistenza di stabilire una presenza vicino al confine con la Palestina occupata.
Secondo il rapporto, Elizabeth ha affermato che Israele non solo ha armato i ribelli, ma ha anche pagato loro uno stipendio mensile e ha ricevuto fondi extra, che hanno utilizzato per acquistare armi dal mercato nero siriano."
Federico Greco
"La spia israeliana Elizabeth Tsurkov ha rivelato che 12 gruppi di ribelli siriani sono stati finanziati direttamente da Israele.
Secondo un articolo pubblicato dalla spia israeliana su Foreign Policy, è stato rivelato che già nel 2018 Israele era segretamente coinvolto nel fornire armi e sostegno finanziario ad almeno 12 gruppi di ribelli nel sud della Siria, al fine di ostacolare i tentativi delle forze di resistenza di stabilire una presenza vicino al confine con la Palestina occupata.
Secondo il rapporto, Elizabeth ha affermato che Israele non solo ha armato i ribelli, ma ha anche pagato loro uno stipendio mensile e ha ricevuto fondi extra, che hanno utilizzato per acquistare armi dal mercato nero siriano."
Federico Greco
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Comunicato stampa sui fatti accaduti il 3 maggio
Nella giornata di sabato 3 maggio, nel nostro esercizio, siamo stati vittime di un episodio a scopo intimidatorio da parte di una avventrice che, dopo aver pranzato nel nostro locale, ha iniziato a parlare ad alta voce, facendo chiaramente intendere di essere sostenitrice dei crimini internazionali del governo israeliano contro il popolo palestinese. A quel punto, da cittadini coscienziosi quali siamo, abbiamo evidenziato che condanniamo il genocidio palestinese in atto, quale crimine contro l’umanità. La turista ha immediatamente iniziato ad accusarci di antisemitismo, di sostenere il popolo palestinese che, nelle sue parole, lei individuava come popolo di terroristi e, quindi, dí essere noi stessi a supporto di terroristi. La turista, nel frattempo, ha iniziato a riprendere noi e i nostri lavoratori, nonché altri clienti senza consenso di chi veniva ripreso (inclusi minorenni di un'altra famiglia di clienti), per poi diffondere il video in rete (un reato), diffamandoci come sostenitori del terrorismo e antisemiti (un altro reato) e scatenando una campagna di odio che da ieri sfocia in messaggi anonimi con minacce di 1) spedizioni punitive, 2) distruzione del locale, 3) violenza fisica nei confronti della proprietaria e dello staff, 4) auspici di stupro della proprietaria (tutti reati).
La nostra unica responsabilità è quella di aver preso posizione, nell’ambito della campagna degli Spazi Liberi dall’apartheid israeliano, contro il genocidio palestinese in atto.
Alla luce della campagna di odio e mezzo social che è stata scatenata e delle minacce ricevute, volte a minare anche la nostra incolumità personale nonché l’andamento della nostra attività, sporgeremo formale querela.
I nostri legali, inoltre, hanno mandato di segnalarci tutte le diffamazioni a mezzo social e a mezzo stampa che ci accusano, falsamente, di aver cacciato chicchessia dal locale, come dimostra lo stesso video diffuso dalla coppia.
Nel nostro locale, che accoglie da sempre persone di ogni nazionalità, fede ed etnia, non possiamo tollerare e continueremo a non tollerare alcuna forma di esternazione razzista, sia essa ispirata da antisemitismo, islamofobia, o, come in questo caso, razzismo antipalestinese.
Taverna Santa Chiara
https://www.facebook.com/share/p/1DmF1SU55v/
Nella giornata di sabato 3 maggio, nel nostro esercizio, siamo stati vittime di un episodio a scopo intimidatorio da parte di una avventrice che, dopo aver pranzato nel nostro locale, ha iniziato a parlare ad alta voce, facendo chiaramente intendere di essere sostenitrice dei crimini internazionali del governo israeliano contro il popolo palestinese. A quel punto, da cittadini coscienziosi quali siamo, abbiamo evidenziato che condanniamo il genocidio palestinese in atto, quale crimine contro l’umanità. La turista ha immediatamente iniziato ad accusarci di antisemitismo, di sostenere il popolo palestinese che, nelle sue parole, lei individuava come popolo di terroristi e, quindi, dí essere noi stessi a supporto di terroristi. La turista, nel frattempo, ha iniziato a riprendere noi e i nostri lavoratori, nonché altri clienti senza consenso di chi veniva ripreso (inclusi minorenni di un'altra famiglia di clienti), per poi diffondere il video in rete (un reato), diffamandoci come sostenitori del terrorismo e antisemiti (un altro reato) e scatenando una campagna di odio che da ieri sfocia in messaggi anonimi con minacce di 1) spedizioni punitive, 2) distruzione del locale, 3) violenza fisica nei confronti della proprietaria e dello staff, 4) auspici di stupro della proprietaria (tutti reati).
La nostra unica responsabilità è quella di aver preso posizione, nell’ambito della campagna degli Spazi Liberi dall’apartheid israeliano, contro il genocidio palestinese in atto.
Alla luce della campagna di odio e mezzo social che è stata scatenata e delle minacce ricevute, volte a minare anche la nostra incolumità personale nonché l’andamento della nostra attività, sporgeremo formale querela.
I nostri legali, inoltre, hanno mandato di segnalarci tutte le diffamazioni a mezzo social e a mezzo stampa che ci accusano, falsamente, di aver cacciato chicchessia dal locale, come dimostra lo stesso video diffuso dalla coppia.
Nel nostro locale, che accoglie da sempre persone di ogni nazionalità, fede ed etnia, non possiamo tollerare e continueremo a non tollerare alcuna forma di esternazione razzista, sia essa ispirata da antisemitismo, islamofobia, o, come in questo caso, razzismo antipalestinese.
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