Forwarded from TMaA: Gaza, YEMEN, Libano, IRAN, MEDIO ORIENTE✌️🇵🇸☪️☪️☪️ la RESISTENZA non muore mai 🔻⚡️✌️🔻⚡️
🔻 La resistenza palestinese ha giustiziato 11 collaborazionisti nella Striscia di Gaza meridionale:
🔻 Sette di loro sono stati responsabili del martirio di membri della polizia di sicurezza durante il bombardamento di un convoglio di aiuti a Ramzon, a Deir al-Balah.
🔻 Due collaborazionisti hanno fornito informazioni all'occupazione su 4 famiglie, 3 delle quali sono state cancellate dall'anagrafe.
🔻 Due hanno collaborato con l'occupazione nella ricerca di prigionieri israeliani.
🔻 Nove sono stati giustiziati con armi da fuoco e 2 per impiccagione.
Questo è il destino di ogni collaborazionista.
🔻🧨🇵🇸 TMaA
🔻 Sette di loro sono stati responsabili del martirio di membri della polizia di sicurezza durante il bombardamento di un convoglio di aiuti a Ramzon, a Deir al-Balah.
🔻 Due collaborazionisti hanno fornito informazioni all'occupazione su 4 famiglie, 3 delle quali sono state cancellate dall'anagrafe.
🔻 Due hanno collaborato con l'occupazione nella ricerca di prigionieri israeliani.
🔻 Nove sono stati giustiziati con armi da fuoco e 2 per impiccagione.
Questo è il destino di ogni collaborazionista.
🔻🧨🇵🇸 TMaA
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- TENETEVI FORTE -
In Izraele da sempre stuprare, violentare, abusare sessualmente anche fino alla morte di un Palestinese, è una cosa normale e ben tollerata. Indifferentemente dall'età, anche che sia una bambina o un bambino.
Infatti come raccontano gli stessi stupratori in TV "Izraele dovrebbe consentirlo per legge".
In un recente sondaggio relativo a uno stupro di gruppo trasmesso in TV, il 65% degli izraeliani si è dichiarato favorevole a non condannare gli stupratori.
In questo video c'è anche un estratto di un documentario izraeliano, dove raccontano RIDENDO quanto sia bello farsi le bambine, lasciarle mezze morte e poi incenerirle.
Scoprirete anche perché i campi di detenzione izraeliani vengono chiamati "il paradiso dei (medici) tirocinanti".
Dal canale Telegram, Buffonate di Stato
https://t.me/buffonatedistato/8279
In Izraele da sempre stuprare, violentare, abusare sessualmente anche fino alla morte di un Palestinese, è una cosa normale e ben tollerata. Indifferentemente dall'età, anche che sia una bambina o un bambino.
Infatti come raccontano gli stessi stupratori in TV "Izraele dovrebbe consentirlo per legge".
In un recente sondaggio relativo a uno stupro di gruppo trasmesso in TV, il 65% degli izraeliani si è dichiarato favorevole a non condannare gli stupratori.
In questo video c'è anche un estratto di un documentario izraeliano, dove raccontano RIDENDO quanto sia bello farsi le bambine, lasciarle mezze morte e poi incenerirle.
Scoprirete anche perché i campi di detenzione izraeliani vengono chiamati "il paradiso dei (medici) tirocinanti".
Dal canale Telegram, Buffonate di Stato
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Telegram
Buffonate di Stato
🇮🇱 Israele - Palestina 🇵🇸
S04E26
🔴 Le bellezze dell'unica democrazia in medio oriente, grande creazione dei Rothschild, popolo più disumano e crudele della terra: Isrsele.
In Israele da sempre stuprare, violentare, abusare sessualmente anche fino alla morte…
S04E26
🔴 Le bellezze dell'unica democrazia in medio oriente, grande creazione dei Rothschild, popolo più disumano e crudele della terra: Isrsele.
In Israele da sempre stuprare, violentare, abusare sessualmente anche fino alla morte…
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La parola Pd e la parola Gaza non possono stare nella stessa frase.
Ma giù le mani da Gaza!!! Non ne siete degni!
Avete taciuto fino ad ora, avete fiancheggiato il genocidio contro la popolazione palestinese, vi siete mostrati per quello che siete: lo scendiletto dei (vostri) padroni sionisti, e ora volete avventarvi su di loro per ampliare il vostro bacino di elettori? Sciacalli!
Hanno fin troppi problemi a Gaza e i palestinesi non meritano un ulteriore oltraggio, quest'altro stupro alla loro dignità.
Giù le mani da Gaza!!!
Ma giù le mani da Gaza!!! Non ne siete degni!
Avete taciuto fino ad ora, avete fiancheggiato il genocidio contro la popolazione palestinese, vi siete mostrati per quello che siete: lo scendiletto dei (vostri) padroni sionisti, e ora volete avventarvi su di loro per ampliare il vostro bacino di elettori? Sciacalli!
Hanno fin troppi problemi a Gaza e i palestinesi non meritano un ulteriore oltraggio, quest'altro stupro alla loro dignità.
Giù le mani da Gaza!!!
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Forwarded from Rubio feat Rubio
Tutto questo finto trambusto servirà solo agli oppressori, tutta questa falsità servirà solo a immettere e normalizzare nel movimento figure che parlano di coesistenza tra carnefici e vittime, di due popoli due Stati, di pace fra oppressi e oppressori.
Non accorgersi che è una mossa studiata a tavolino e imposta da chi può far pressione a tutto tondo (come la mafia ebraico sionsta) perché si sgretoli quel poco di movimento che si è formato, è da naïf impreparati rinunciatari.
Finché complici e sionisti (per aver sempre taciuto e/o parlato con retorica liberal sionista) come Fratoianni, Conte, Schlein, Jebreal, Montanari, Lerner, Caridi, Giorgio, Albanese, Mannocchi (fino a du anni fa muta) etc etc, non chiederanno come i palestinesi lo smantellamento e la denuclearizzazione della colonia ebraica, il ritorno in Palestina dei 10Mln di esuli, e la messa al bando del sionismo, saranno complici, colpevoli e nemici!
#Dismantle_israel_now
Non accorgersi che è una mossa studiata a tavolino e imposta da chi può far pressione a tutto tondo (come la mafia ebraico sionsta) perché si sgretoli quel poco di movimento che si è formato, è da naïf impreparati rinunciatari.
Finché complici e sionisti (per aver sempre taciuto e/o parlato con retorica liberal sionista) come Fratoianni, Conte, Schlein, Jebreal, Montanari, Lerner, Caridi, Giorgio, Albanese, Mannocchi (fino a du anni fa muta) etc etc, non chiederanno come i palestinesi lo smantellamento e la denuclearizzazione della colonia ebraica, il ritorno in Palestina dei 10Mln di esuli, e la messa al bando del sionismo, saranno complici, colpevoli e nemici!
#Dismantle_israel_now
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Mi inserisco brevemente nella diatriba dei sudari solo per segnalare che la comunità ebraica milanese si è sentita offesa dal sudario esposto alla finestra di Palazzo Marino dal sindaco Sala . Ha chiesto la par condicio, ha fatto sapere che in questo modo non rappresenta il sindaco di tutti.
Sì, perché c'è una parte della popolazione che è favorevole al genocidio, e merita anch'essa di essere rappresentata, eccheccaxx
Dopo due anni di silenzio assenso da parte di tutte le istituzioni, di giustificazioni e di sostanziale adesione del primo cittadino milanese e della politica al gran completo allo sterminio in atto, una pezza bianca - simulacro di una indignazione ipocrita e tardiva, che ha il sapore della beffa crudele - ha fatto saltare gli scopertissimi nervi della quinta colonna israeliana in Italia.
E quindi immagino che, rimossa in fretta e furia la paraculata di sostegno alla Palestina, tirato un sospiro di sollievo per il molare cavato, Sala si industrierà immantinente per accontentare gli apologeti dello stato genocida, esponendo, chessò, modellini di carri armati, la mise dell'ultimo concerto di Noa o la cravatta di Mileikowsky, boh. Di certo non la bandiera simbolo dell'ultimo colonialismo legalizzato sulla terra e ormai sputtanata in ogni consesso civile come poche altre cose al mondo. Dopo una permanenza di quasi due anni in tutte le sedi istituzionali, anche basta.
Attendo la mossa del cavallo da parte di Sala. Sono certa che anche stavolta non mi deluderà.
Una parola sulla diatriba sudario sì sudario no.
È una questione non decisiva, amici cari. Anzi, di lana caprina.
Al netto di chi abbia ideato l'iniziativa, che non conosco né desidero conoscere.
Chi voglia lo esponga, chi non voglia non lo esponga. Purché sia la prima azione che la seconda non siano scelte dettate dal conformismo social o dal disinteresse totale per il genocidio in corso.
Il sudario non è simbolo di Palestina, che è vita
Ma è simbolo di genocidio, che è morte.
Non c'è da offendersi, né dell'esposizione né della mancata esposizione.
Vi assicuro che i palestinesi hanno ben altro di più urgente ed importante a cui pensare. E a loro sta bene tutto, ma proprio tutto, purché il mondo continui nell'intifada globale di cui sta dando prova
#globalintifada
Rossella Ahmad
Sì, perché c'è una parte della popolazione che è favorevole al genocidio, e merita anch'essa di essere rappresentata, eccheccaxx
Dopo due anni di silenzio assenso da parte di tutte le istituzioni, di giustificazioni e di sostanziale adesione del primo cittadino milanese e della politica al gran completo allo sterminio in atto, una pezza bianca - simulacro di una indignazione ipocrita e tardiva, che ha il sapore della beffa crudele - ha fatto saltare gli scopertissimi nervi della quinta colonna israeliana in Italia.
E quindi immagino che, rimossa in fretta e furia la paraculata di sostegno alla Palestina, tirato un sospiro di sollievo per il molare cavato, Sala si industrierà immantinente per accontentare gli apologeti dello stato genocida, esponendo, chessò, modellini di carri armati, la mise dell'ultimo concerto di Noa o la cravatta di Mileikowsky, boh. Di certo non la bandiera simbolo dell'ultimo colonialismo legalizzato sulla terra e ormai sputtanata in ogni consesso civile come poche altre cose al mondo. Dopo una permanenza di quasi due anni in tutte le sedi istituzionali, anche basta.
Attendo la mossa del cavallo da parte di Sala. Sono certa che anche stavolta non mi deluderà.
Una parola sulla diatriba sudario sì sudario no.
È una questione non decisiva, amici cari. Anzi, di lana caprina.
Al netto di chi abbia ideato l'iniziativa, che non conosco né desidero conoscere.
Chi voglia lo esponga, chi non voglia non lo esponga. Purché sia la prima azione che la seconda non siano scelte dettate dal conformismo social o dal disinteresse totale per il genocidio in corso.
Il sudario non è simbolo di Palestina, che è vita
Ma è simbolo di genocidio, che è morte.
Non c'è da offendersi, né dell'esposizione né della mancata esposizione.
Vi assicuro che i palestinesi hanno ben altro di più urgente ed importante a cui pensare. E a loro sta bene tutto, ma proprio tutto, purché il mondo continui nell'intifada globale di cui sta dando prova
#globalintifada
Rossella Ahmad
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Ministero dell'Interno e della Sicurezza Nazionale
Lunedì 26 maggio 2025:
—
Commentando i piani dell'occupazione di prendere il controllo della distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza
Il Ministero degli Interni e della Sicurezza Nazionale segue con profonda preoccupazione l'intenzione dell'occupazione "israeliana" di avviare un meccanismo di elusione per controllare la distribuzione degli aiuti umanitari, aggirando le agenzie delle Nazioni Unite e tutte le istituzioni internazionali accreditate, in primis l'UNRWA, nel tentativo di sostituire l'ordine con il caos, provocare la fame tra i civili palestinesi e utilizzare il cibo come arma in tempo di guerra.
Assumendo il controllo della distribuzione degli aiuti attraverso un organismo di dubbia origine, creato di recente e concepito appositamente per servire le sue politiche e i suoi obiettivi di sicurezza (e dopo più di 85 giorni di sistematica carestia attraverso un soffocante blocco, la chiusura totale dei valichi e l'impedimento all'ingresso di migliaia di camion di aiuti), l'occupazione mira a portare avanti i suoi piani malevoli di sfollamento forzato e a intrappolare e ricattare i civili per motivi di sicurezza.
Attraverso questo meccanismo l'occupazione viola tutte le leggi e le norme internazionali, escludendo deliberatamente istituzioni internazionali specializzate con esperienza di lunga data, strutture operative e strumenti comprovati per fornire aiuti con dignità, istituzioni che hanno dimostrato la loro efficacia nel corso dei mesi di questa guerra genocida.
Di fronte al crimine di fame che l'occupazione sta infliggendo al nostro popolo a Gaza, affermiamo quanto segue:
Primo: il futuro meccanismo "israeliano" per la distribuzione degli aiuti a Gaza viene categoricamente respinto. Invitiamo il nostro popolo nella Striscia a non interferire con esso in nessuna circostanza. Operando sotto le mentite spoglie della "Fondazione Gaza", finanziata da "israeliani", l'occupazione utilizzerà la distribuzione degli aiuti per scopi di sicurezza e intelligence, raccogliendo informazioni attraverso tecnologie avanzate come la scansione dell'iride, per danneggiare i cittadini e costringerli a collaborare, contrattando il pane quotidiano.
Secondo: la consegna di aiuti umanitari a ogni cittadino presso il proprio luogo di residenza è un diritto garantito da tutte le leggi internazionali. Qualsiasi adesione ai piani dell'occupazione rappresenta una minaccia diretta al lavoro delle organizzazioni internazionali a Gaza e mette in pericolo i cittadini nella fase successiva.
Terzo: il nuovo meccanismo obbliga i cittadini a percorrere lunghe distanze per ricevere aiuti, in linea con la politica dell'occupazione di ridistribuire la popolazione nella Striscia di Gaza per imporre il pieno controllo sulla Striscia, compreso il suo piano di sfollamento ancora fallimentare.
Quarto: il piano dell'occupazione fallirà se i cittadini si rifiuteranno di obbedire; ciò costringerà l'occupazione a tornare al sistema consolidato di distribuzione degli aiuti attraverso gli organismi ufficiali delle Nazioni Unite e altre istituzioni internazionali, soprattutto data la pressione internazionale sull'assedio e la carestia.
Quinto: questo tentativo evasivo da parte dell'occupazione e del suo apparato di sicurezza fallirà proprio come sono falliti i precedenti tentativi nel corso dei mesi della guerra del genocidio.
Sesto: Invitiamo il nostro popolo ad agire responsabilmente in queste difficili circostanze e a non interferire con l'ingresso dei camion di aiuti nella Striscia, garantendo a tutti una distribuzione equa e sicura. Dobbiamo essere uniti contro sabotatori e collaborazionisti. Nonostante l'occupazione prenda di mira il personale di polizia, non ci asterremo dal garantire la sicurezza e la protezione dei convogli di aiuti. Non permetteremo la creazione di entità legate all'occupazione nelle aree sotto il controllo del suo esercito; chiunque collabori con l'occupazione per imporre la sua agenda ne pagherà il prezzo e prenderemo le misure necessarie contro di lui.
Lunedì 26 maggio 2025:
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Commentando i piani dell'occupazione di prendere il controllo della distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza
Il Ministero degli Interni e della Sicurezza Nazionale segue con profonda preoccupazione l'intenzione dell'occupazione "israeliana" di avviare un meccanismo di elusione per controllare la distribuzione degli aiuti umanitari, aggirando le agenzie delle Nazioni Unite e tutte le istituzioni internazionali accreditate, in primis l'UNRWA, nel tentativo di sostituire l'ordine con il caos, provocare la fame tra i civili palestinesi e utilizzare il cibo come arma in tempo di guerra.
Assumendo il controllo della distribuzione degli aiuti attraverso un organismo di dubbia origine, creato di recente e concepito appositamente per servire le sue politiche e i suoi obiettivi di sicurezza (e dopo più di 85 giorni di sistematica carestia attraverso un soffocante blocco, la chiusura totale dei valichi e l'impedimento all'ingresso di migliaia di camion di aiuti), l'occupazione mira a portare avanti i suoi piani malevoli di sfollamento forzato e a intrappolare e ricattare i civili per motivi di sicurezza.
Attraverso questo meccanismo l'occupazione viola tutte le leggi e le norme internazionali, escludendo deliberatamente istituzioni internazionali specializzate con esperienza di lunga data, strutture operative e strumenti comprovati per fornire aiuti con dignità, istituzioni che hanno dimostrato la loro efficacia nel corso dei mesi di questa guerra genocida.
Di fronte al crimine di fame che l'occupazione sta infliggendo al nostro popolo a Gaza, affermiamo quanto segue:
Primo: il futuro meccanismo "israeliano" per la distribuzione degli aiuti a Gaza viene categoricamente respinto. Invitiamo il nostro popolo nella Striscia a non interferire con esso in nessuna circostanza. Operando sotto le mentite spoglie della "Fondazione Gaza", finanziata da "israeliani", l'occupazione utilizzerà la distribuzione degli aiuti per scopi di sicurezza e intelligence, raccogliendo informazioni attraverso tecnologie avanzate come la scansione dell'iride, per danneggiare i cittadini e costringerli a collaborare, contrattando il pane quotidiano.
Secondo: la consegna di aiuti umanitari a ogni cittadino presso il proprio luogo di residenza è un diritto garantito da tutte le leggi internazionali. Qualsiasi adesione ai piani dell'occupazione rappresenta una minaccia diretta al lavoro delle organizzazioni internazionali a Gaza e mette in pericolo i cittadini nella fase successiva.
Terzo: il nuovo meccanismo obbliga i cittadini a percorrere lunghe distanze per ricevere aiuti, in linea con la politica dell'occupazione di ridistribuire la popolazione nella Striscia di Gaza per imporre il pieno controllo sulla Striscia, compreso il suo piano di sfollamento ancora fallimentare.
Quarto: il piano dell'occupazione fallirà se i cittadini si rifiuteranno di obbedire; ciò costringerà l'occupazione a tornare al sistema consolidato di distribuzione degli aiuti attraverso gli organismi ufficiali delle Nazioni Unite e altre istituzioni internazionali, soprattutto data la pressione internazionale sull'assedio e la carestia.
Quinto: questo tentativo evasivo da parte dell'occupazione e del suo apparato di sicurezza fallirà proprio come sono falliti i precedenti tentativi nel corso dei mesi della guerra del genocidio.
Sesto: Invitiamo il nostro popolo ad agire responsabilmente in queste difficili circostanze e a non interferire con l'ingresso dei camion di aiuti nella Striscia, garantendo a tutti una distribuzione equa e sicura. Dobbiamo essere uniti contro sabotatori e collaborazionisti. Nonostante l'occupazione prenda di mira il personale di polizia, non ci asterremo dal garantire la sicurezza e la protezione dei convogli di aiuti. Non permetteremo la creazione di entità legate all'occupazione nelle aree sotto il controllo del suo esercito; chiunque collabori con l'occupazione per imporre la sua agenda ne pagherà il prezzo e prenderemo le misure necessarie contro di lui.
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Vogliamo davvero fare qualcosa di concreto per fermare il massacro in Palestina?
Bene allora vi invito per favore a fare una cosa molto semplice:
Abbiamo creato un link per chiedere ai membri delle commissioni Difesa di Camera e Senato, che il governo Italiano interrompa e revochi l'accordo di cooperazione militare con Israele, che si rinnova automaticamente l’8 giugno.
A partire da domani sera - 27 maggio 2025 - cliccando sul primo link qui sotto, "revoca.short" si apre in automatico la mail da inviare già pronta!
Per chiedere la revoca, dovete solo firmare alla fine col vostro nome e cognome e inviare la mail.
🙏🏻 Grazie di cuore.
https://Revoca.short.gy/Scrivi
Ci auguriamo un fiume di richieste di revoca degli accordi militari con Israele.
Per favore fate girare!
Per ulteriori info sul memorandum di intesa:
https://www.pressenza.com/it/2025/05/atto-di-diffida-al-governo-contro-il-rinnovo-del-memorandum-dintesa-italia-israele/
https://www.peacelink.it/conflitti/a/50739.html
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/23/diffida-rinnovo-memorandum-italia-israele-news/7999587/
Di nuovo un ringraziamento e un abbraccio sincero a tutti coloro che firmeranno e faranno girare l'iniziativa.
Da Luca Cellini
Bene allora vi invito per favore a fare una cosa molto semplice:
Abbiamo creato un link per chiedere ai membri delle commissioni Difesa di Camera e Senato, che il governo Italiano interrompa e revochi l'accordo di cooperazione militare con Israele, che si rinnova automaticamente l’8 giugno.
A partire da domani sera - 27 maggio 2025 - cliccando sul primo link qui sotto, "revoca.short" si apre in automatico la mail da inviare già pronta!
Per chiedere la revoca, dovete solo firmare alla fine col vostro nome e cognome e inviare la mail.
🙏🏻 Grazie di cuore.
https://Revoca.short.gy/Scrivi
Ci auguriamo un fiume di richieste di revoca degli accordi militari con Israele.
Per favore fate girare!
Per ulteriori info sul memorandum di intesa:
https://www.pressenza.com/it/2025/05/atto-di-diffida-al-governo-contro-il-rinnovo-del-memorandum-dintesa-italia-israele/
https://www.peacelink.it/conflitti/a/50739.html
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/23/diffida-rinnovo-memorandum-italia-israele-news/7999587/
Di nuovo un ringraziamento e un abbraccio sincero a tutti coloro che firmeranno e faranno girare l'iniziativa.
Da Luca Cellini
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Alla festa del Narciso a Rocca di Mezzo (AQ) spunta, da un balcone, una bandiera palestinese fatta di fiori:
Grazie a chi ha voluto rendere omaggio al popolo più martoriato e solo della terra con questo pensiero potente e delicato.
Fonte
Grazie a chi ha voluto rendere omaggio al popolo più martoriato e solo della terra con questo pensiero potente e delicato.
Fonte
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Chi abbia ancora dei dubbi sulla natura esoterica e messianica delle azioni di questo pugno di folli che, attraverso Israele, detta l'agenda a tutto l'Occidente, si vada a cercare un servizio mandato in onda questa sera da al-Jazeera a proposito dei progetti, ormai giunti al dunque, di distruggere la Moschea dell'Aqsa di Gerusalemme per edificarvi, al suo posto, un tempio che non è mai esistito se non nel loro libro degli orrori. Qualche settimana fa, alcuni adepti della famigerata setta dei Guardiani del Tempio cercarono di introdurre nel luogo sacro palestinese rotoli della Torah. Li abbiamo visti in TV, i loro occhi febbrili tradivano l'esaltazione del momento. È certo che sia già stata posta una pietra angolare, cioè la pietra da cui partirà la costruzione del tempio e, probabilmente, ciò avvenne nel settembre del 2000, in seguito alla famigerata passeggiata del criminale di guerra Sharon nell'area prossima al luogo sacro.
Prima che la distruzione avvenga, tuttavia, sarà necessario, secondo le loro deliranti scritture, sacrificare una giovenca rossa che servirà a purificare l'area del Masjid al-Haram. Bene, le giovenche rosse sono già giunte in israele, toccherà solo scegliere la più integra affinché sia sacrificata al loro Dio genocida. Anche loro sono pronti. Hanno visto che il mondo non ha reagito alla devastazione di Gaza, soprattutto che il mondo arabo ed islamico non ha reagito. È il segno inequivocabile che possono iniziare, che il momento è propizio.
Il progetto di fare esplodere al-Aqsa è vecchio di decenni. Nel 2001 tradussi l'articolo di Israel Shamir che lo preannunciava, e lo scrittore metteva in guardia il mondo dall'assecondare i deliri di questi misantropi mentalmente deviati. Sembrava qualcosa di molto lontano, quasi una leggenda metropolitana, al tempo. Certo i segnali che lanciavano erano allarmanti già allora, tuttavia il mondo ha lasciato fare. È stata garantita l'impunità totale ed assoluta ad un branco di invasati ed ora è troppo tardi per tornare indietro.
Il tempo della distruzione della moschea dell'Aqsa non è lontano.
Chi ha taciuto sui bambini trucidati a migliaia, sulla fame e sulla sete come punizione collettiva, sullo sventramento di Gaza, sull'assassinio di donne innocenti, sulle università minate alla base e fatte esplodere, sui giornalisti e gli intellettuali uccisi, sugli ospedali distrutti uno dopo l'altro, tacerà anche sull'atto finale dell'instaurazione di un potere malvagio e deviato.
Bisognava agire prima. Fermarli prima. Ora sono in pieno delirio, e l'occidente con loro.
Non ho mai avuto più paura di oggi
#SaveGaza
Rossella Ahmad
Prima che la distruzione avvenga, tuttavia, sarà necessario, secondo le loro deliranti scritture, sacrificare una giovenca rossa che servirà a purificare l'area del Masjid al-Haram. Bene, le giovenche rosse sono già giunte in israele, toccherà solo scegliere la più integra affinché sia sacrificata al loro Dio genocida. Anche loro sono pronti. Hanno visto che il mondo non ha reagito alla devastazione di Gaza, soprattutto che il mondo arabo ed islamico non ha reagito. È il segno inequivocabile che possono iniziare, che il momento è propizio.
Il progetto di fare esplodere al-Aqsa è vecchio di decenni. Nel 2001 tradussi l'articolo di Israel Shamir che lo preannunciava, e lo scrittore metteva in guardia il mondo dall'assecondare i deliri di questi misantropi mentalmente deviati. Sembrava qualcosa di molto lontano, quasi una leggenda metropolitana, al tempo. Certo i segnali che lanciavano erano allarmanti già allora, tuttavia il mondo ha lasciato fare. È stata garantita l'impunità totale ed assoluta ad un branco di invasati ed ora è troppo tardi per tornare indietro.
Il tempo della distruzione della moschea dell'Aqsa non è lontano.
Chi ha taciuto sui bambini trucidati a migliaia, sulla fame e sulla sete come punizione collettiva, sullo sventramento di Gaza, sull'assassinio di donne innocenti, sulle università minate alla base e fatte esplodere, sui giornalisti e gli intellettuali uccisi, sugli ospedali distrutti uno dopo l'altro, tacerà anche sull'atto finale dell'instaurazione di un potere malvagio e deviato.
Bisognava agire prima. Fermarli prima. Ora sono in pieno delirio, e l'occidente con loro.
Non ho mai avuto più paura di oggi
#SaveGaza
Rossella Ahmad
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Intercettato carico di armi destinato a Hezbollah: la nuova Siria si schiera contro l'Asse della Resistenza?
Le autorità siriane hanno annunciato il sequestro di un carico di armi — tra cui missili e mitragliatrici — destinato a Hezbollah, lungo il confine con il Libano. Ma dietro il linguaggio delle “operazioni di sicurezza” si cela un segnale ben più inquietante: l'allontanamento della Siria da quell'asse di resistenza che, per anni, ha sostenuto la causa palestinese e fronteggiato l'espansionismo israeliano.
In un momento in cui Gaza è stretta nella morsa dell’assedio, bombardata senza sosta, affamata e privata persino dell’acqua, colpire Hezbollah significa, di fatto, colpire la Palestina. Hezbollah, con tutte le sue contraddizioni, è stato e resta una delle poche forze arabe capaci di opporsi militarmente all’occupazione israeliana. Cercare di disarmarlo, isolarlo o indebolirlo serve solo gli interessi di Tel Aviv, non certo quelli del popolo siriano o dei palestinesi.
Non è un caso che queste operazioni arrivino nel pieno della resistenza di Gaza, mentre l’intero popolo palestinese combatte, con mezzi limitati ma con incrollabile determinazione, contro uno degli eserciti più tecnologici e spietati del mondo. In questo contesto, la scelta del nuovo governo siriano di tagliare i legami con Hezbollah non può che essere letta come un tradimento della causa palestinese.
Ogni missile sottratto a Hezbollah è un missile in meno che potrebbe difendere il Sud del Libano o sostenere Gaza. Ogni passo verso la “normalizzazione” è un passo indietro rispetto alla lotta storica per la liberazione della Palestina, da Gerusalemme fino all’ultima pietra di Gaza.
Dal canale Telegram Il Veritiero
Fonte:
https://npasyria.com/en/121434/?fbclid=IwY2xjawKhkgRleHRuA2FlbQIxMQABHl0Tl-tTBvaCvCm14IbQ5clnXBVDF7awyYRM-MOMD4EOs285v23iFkG4xiA0_aem_4J5JRp1yblQjfrCjwY_1KA
Le autorità siriane hanno annunciato il sequestro di un carico di armi — tra cui missili e mitragliatrici — destinato a Hezbollah, lungo il confine con il Libano. Ma dietro il linguaggio delle “operazioni di sicurezza” si cela un segnale ben più inquietante: l'allontanamento della Siria da quell'asse di resistenza che, per anni, ha sostenuto la causa palestinese e fronteggiato l'espansionismo israeliano.
In un momento in cui Gaza è stretta nella morsa dell’assedio, bombardata senza sosta, affamata e privata persino dell’acqua, colpire Hezbollah significa, di fatto, colpire la Palestina. Hezbollah, con tutte le sue contraddizioni, è stato e resta una delle poche forze arabe capaci di opporsi militarmente all’occupazione israeliana. Cercare di disarmarlo, isolarlo o indebolirlo serve solo gli interessi di Tel Aviv, non certo quelli del popolo siriano o dei palestinesi.
Non è un caso che queste operazioni arrivino nel pieno della resistenza di Gaza, mentre l’intero popolo palestinese combatte, con mezzi limitati ma con incrollabile determinazione, contro uno degli eserciti più tecnologici e spietati del mondo. In questo contesto, la scelta del nuovo governo siriano di tagliare i legami con Hezbollah non può che essere letta come un tradimento della causa palestinese.
Ogni missile sottratto a Hezbollah è un missile in meno che potrebbe difendere il Sud del Libano o sostenere Gaza. Ogni passo verso la “normalizzazione” è un passo indietro rispetto alla lotta storica per la liberazione della Palestina, da Gerusalemme fino all’ultima pietra di Gaza.
Dal canale Telegram Il Veritiero
Fonte:
https://npasyria.com/en/121434/?fbclid=IwY2xjawKhkgRleHRuA2FlbQIxMQABHl0Tl-tTBvaCvCm14IbQ5clnXBVDF7awyYRM-MOMD4EOs285v23iFkG4xiA0_aem_4J5JRp1yblQjfrCjwY_1KA
North press agency
Syrian authorities seize weapons shipment bound for Hezbollah - North press agency
DAMASCUS, Syria (North Press) – The Syrian Ministry of Interior announced on Sunday the interception of a weapons shipment intended for smuggling into
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Il 27 maggio 2025, dopo un anno e mezzo di genocidio in diretta mondiale, il povero piccolo ebreo sionista Emanuele Fiano lancia l'idea di far conoscere "i valori del sionismo" e fare i cortei per il rilascio degli ostaggi.
Ora io non so che tipo di ragionamento perverso possa portare questo elemento a parlare di "valori sionisti", anche perché sono sotto gli occhi di tutto il mondo, ma a noi ci risulta che i "valori" sionisti, sin dalla sua nascita, siano i seguenti:
Colonialismo
Occupazione criminale
Pulizia etnica
Genocidio
Apartheid
Razzismo
Crimini contro l'umanità
Espropri di case
Deportazione del popolo nativo
Deumanizzazione del popolo nativo
Devastazione del territorio
Uccisione di animali
Sradicamento di olivi secolari e millenari
Distruzione programmatica e scientifica della cultura e dell'identità palestinese
E altri crimini imperdonabili..
Davvero pensa che la gente gli stia ancora appresso???
Tranquillo, arriverà il momento in cui ne risponderete davanti alla Storia.
Ora io non so che tipo di ragionamento perverso possa portare questo elemento a parlare di "valori sionisti", anche perché sono sotto gli occhi di tutto il mondo, ma a noi ci risulta che i "valori" sionisti, sin dalla sua nascita, siano i seguenti:
Colonialismo
Occupazione criminale
Pulizia etnica
Genocidio
Apartheid
Razzismo
Crimini contro l'umanità
Espropri di case
Deportazione del popolo nativo
Deumanizzazione del popolo nativo
Devastazione del territorio
Uccisione di animali
Sradicamento di olivi secolari e millenari
Distruzione programmatica e scientifica della cultura e dell'identità palestinese
E altri crimini imperdonabili..
Davvero pensa che la gente gli stia ancora appresso???
Tranquillo, arriverà il momento in cui ne risponderete davanti alla Storia.
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
FUORI DAL GIRO LA “ISRAEL PREMIER TECH”: GIOVEDI 29 MAGGIO LA CONTESTAZIONE ARRIVA A CESANO MADERNO (MB)
Prosegue tappa dopo tappa la contestazione durante il Giro d’Italia nei confronti della squadra israeliana “Israel Premier Tech-IPT”. Fin dal 9 maggio, e sara’ cosi ad ogni tappa fino alla conclusione il 1 giugno, da nord a sud, nelle città e nelle province, il Team Genocidio, è stato accolto con bandiere,…
Prosegue tappa dopo tappa la contestazione durante il Giro d’Italia nei confronti della squadra israeliana “Israel Premier Tech-IPT”. Fin dal 9 maggio, e sara’ cosi ad ogni tappa fino alla conclusione il 1 giugno, da nord a sud, nelle città e nelle province, il Team Genocidio, è stato accolto con bandiere,…
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Non ci provate, siete stati zitti per 100 anni, mentre negli ultimi quasi 2 anni non siete stati zitti, ma avete fomentato e ingrassato la colonia ebraica che infesta e devasta la Palestina, e ora vi siete svegliati? Che avete intenzione di fare?
Dovreste tagliare i rapporti con la colonia ebraica, dovreste disarmarla, mettere al bando il sionismo, arrestare e condannare tutti i suoi esponenti, non solo Netanyahu, ma anche tutti i suoi fiancheggiatori, ovvero voi stessi e i vostri megafoni. Dovreste auto esiliarvi nell'angolo più remoto della galassia, dovreste evaporare, sparire, infilarvi nelle fogne e ritornare nelle viscere del pianeta, perché siete stati complici delle atrocità, mai viste prima nella storia, contro il popolo palestinese. Il popolo più puro della Terra. Non prima, però, di esservi inginocchiati al cospetto di questo popolo e averlo risarcito di tutti I soprusi subìti, anche se niente potrà mai ripagare la profonda ingiustizia che gli è stata inflitta! Non siete nemmeno degni di poter nominare Gaza, la oltraggiate ancora di più soltanto a nominarla!
Dovreste tagliare i rapporti con la colonia ebraica, dovreste disarmarla, mettere al bando il sionismo, arrestare e condannare tutti i suoi esponenti, non solo Netanyahu, ma anche tutti i suoi fiancheggiatori, ovvero voi stessi e i vostri megafoni. Dovreste auto esiliarvi nell'angolo più remoto della galassia, dovreste evaporare, sparire, infilarvi nelle fogne e ritornare nelle viscere del pianeta, perché siete stati complici delle atrocità, mai viste prima nella storia, contro il popolo palestinese. Il popolo più puro della Terra. Non prima, però, di esservi inginocchiati al cospetto di questo popolo e averlo risarcito di tutti I soprusi subìti, anche se niente potrà mai ripagare la profonda ingiustizia che gli è stata inflitta! Non siete nemmeno degni di poter nominare Gaza, la oltraggiate ancora di più soltanto a nominarla!
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Questi fanno la manifestazione "per Gaza" il giorno prima del referendum. Ma sono dei geni!
Certo che è per Gaza, come no! Si vede quanto cazzo ve ne è fregato in questi 2 anni di ORRORE puro, lo avete perfino fiancheggiato e sostenuto!
Ma sparite, infilatevi dentro il primo tombino e non fatevi più vedere.
Certo che è per Gaza, come no! Si vede quanto cazzo ve ne è fregato in questi 2 anni di ORRORE puro, lo avete perfino fiancheggiato e sostenuto!
Ma sparite, infilatevi dentro il primo tombino e non fatevi più vedere.
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Quello che è accaduto ieri ai palestinesi, ammassati come bestie per ricevere "aiuti umanitari" e poi presi di mira dai cecchini, è l'ennesimo atto di disumanità intollerabile, insopportabile!
Non esiste alcuna giustificazione, solo tanta vergogna.
Quando prima si provoca la fame, e poi diventa una trappola e l'umanità un bersaglio, non siamo di fronte ad un conflitto, ma ad un crimine. L'ennesimo crimine, l'ennesimo oltraggio e l'ennesimo stupro Ai danni della dignità umana e del popolo palestinese nello specifico.
Chi sta zitto è complice e ne risponderà prima alla sua coscienza (se ne è rimasto un briciolo) e poi davanti alla Storia.
Non esiste alcuna giustificazione, solo tanta vergogna.
Quando prima si provoca la fame, e poi diventa una trappola e l'umanità un bersaglio, non siamo di fronte ad un conflitto, ma ad un crimine. L'ennesimo crimine, l'ennesimo oltraggio e l'ennesimo stupro Ai danni della dignità umana e del popolo palestinese nello specifico.
Chi sta zitto è complice e ne risponderà prima alla sua coscienza (se ne è rimasto un briciolo) e poi davanti alla Storia.
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"Il risveglio di un uomo ha inizio dall'istante in cui si rende conto che non va da nessuna parte e che non sa dove andare. Svegliarsi significa realizzare la propria nullità, cioè realizzare la propria meccanicità, completa e assoluta, e la propria impotenza, non meno completa, non meno assoluta. E non è sufficiente comprendere queste cose filosoficamente, a parole. Bisogna rendersene conto attraverso fatti semplici, chiari, concreti, fatti che ci concernono. Quando un uomo comincia a conoscersi un po', vede in se stesso delle cose che lo fanno inorridire. Fintanto che un uomo non si fa orrore, non sa niente di se stesso. Quando comincia a conoscere se stesso, vede che non possiede niente, tutto ciò che ha considerato come suo, le sue idee, i suoi pensieri, le sue convinzioni, le sue tendenze, le sue abitudini, le sue stesse colpe e i suoi vizi, niente di tutto questo gli appartiene: tutto si è formato per imitazione, oppure è stato copiato da qualche parte, tale e quale.
L'uomo che sente tutto ciò, sente la sua nullità; sentendo la sua nullità, l'uomo si vedrà come egli è in realtà, non per un secondo, non per un momento, ma costantemente, senza dimenticarlo mai più. Se gli uomini potessero veramente rendersi conto della loro reale situazione, se potessero comprenderne tutto l'orrore, sarebbero incapaci di rimanere tali quali sono, anche per un solo secondo. Comincerebbero subito a cercare una via d'uscita, e la troverebbero molto rapidamente, perchè vi è una via d'uscita; ma gli uomini non riescono a vederla, per la semplice ragione che sono ipnotizzati. "Svegliarsi" per l'uomo, significa essere disipnotizzato."
(P.D. Ouspensky)
L'uomo che sente tutto ciò, sente la sua nullità; sentendo la sua nullità, l'uomo si vedrà come egli è in realtà, non per un secondo, non per un momento, ma costantemente, senza dimenticarlo mai più. Se gli uomini potessero veramente rendersi conto della loro reale situazione, se potessero comprenderne tutto l'orrore, sarebbero incapaci di rimanere tali quali sono, anche per un solo secondo. Comincerebbero subito a cercare una via d'uscita, e la troverebbero molto rapidamente, perchè vi è una via d'uscita; ma gli uomini non riescono a vederla, per la semplice ragione che sono ipnotizzati. "Svegliarsi" per l'uomo, significa essere disipnotizzato."
(P.D. Ouspensky)
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Grazie all'amico Alfredo Tocchi per il suo impegno nella ricerca e condivisione della verità!
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Gaza, i giornalisti mainstream si svegliano un anno e mezzo dopo: certa gente fa schifo, occorre dirlo con forza - Il Giornale d'Italia
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/708966/gaza-i-giornalisti-mainstream-si-svegliano-un-anno-e-mezzo-dopo-certa-gente-fa-schifo-occorre-dirlo-con-forza.html
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Gaza, i giornalisti mainstream si svegliano un anno e mezzo dopo: certa gente fa schifo, occorre dirlo con forza - Il Giornale d'Italia
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/708966/gaza-i-giornalisti-mainstream-si-svegliano-un-anno-e-mezzo-dopo-certa-gente-fa-schifo-occorre-dirlo-con-forza.html
Il Giornale d'Italia
Gaza, i giornalisti mainstream si svegliano un anno e mezzo dopo: certa gente fa schifo, occorre dirlo con forza
Troppo comodo schierarsi adesso! Non sono tra quelli che dicono meglio tardi che mai: quel ritardo ha causato decine di migliaia di vittime
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C’è una gelosia che mi arde dentro, ogni volta che sento pronunciare il nome Palestina da bocche che non la conoscono, non la onorano, non la rispettano. Una gelosia fatta d’amore, di rabbia, di custodia, di protezione.
Non chiamatela se non sapete ascoltare il suo grido di dolore! Non pronunciatene il nome se non siete pronti a sentirlo bruciare sulla lingua e se non vi ribolle il sangue nelle vene.
Palestina non è una bandiera da sventolare per moda o per tornaconti personali o elettorali o per sentirsi ''cool''.
È un popolo, un martirio, una preghiera interrotta, un'idea di GIUSTIZIA.
È terra sacra insanguinata, che ancora grida dai minareti e chiese e asili e tende e scuole e ospedali bombardati , e dagli ulivi sradicati, e dalle falde acquifere inquinate dai un manipolo di deturpati mentali!
Palestina è dignità cucita su ogni kefiah, su ogni thobe, su ogni pietanza...e sepolta sotto ogni maceria, è tentativo di piegare un popolo fiero, nobile, accogliente, paziente, giusto, tenace.
Palestina è DIGNITà e mi infastidisce, non poco, la leggerezza con cui la si nomina.
In generale, mi indigna enormemente l'opportunismo travestito da solidarietà, sulla Palestina questo concetto mi smuove sensazioni viscerali di fastidio.
Chi non la porta nel cuore, nella pelle, nello stomaco,
non è degno di sussurrarne il nome.
Perché Palestina non è parola: è promessa.
E promessa tradita, ogni giorno, davanti agli occhi del mondo.
Non chiamatela se non sapete ascoltare il suo grido di dolore! Non pronunciatene il nome se non siete pronti a sentirlo bruciare sulla lingua e se non vi ribolle il sangue nelle vene.
Palestina non è una bandiera da sventolare per moda o per tornaconti personali o elettorali o per sentirsi ''cool''.
È un popolo, un martirio, una preghiera interrotta, un'idea di GIUSTIZIA.
È terra sacra insanguinata, che ancora grida dai minareti e chiese e asili e tende e scuole e ospedali bombardati , e dagli ulivi sradicati, e dalle falde acquifere inquinate dai un manipolo di deturpati mentali!
Palestina è dignità cucita su ogni kefiah, su ogni thobe, su ogni pietanza...e sepolta sotto ogni maceria, è tentativo di piegare un popolo fiero, nobile, accogliente, paziente, giusto, tenace.
Palestina è DIGNITà e mi infastidisce, non poco, la leggerezza con cui la si nomina.
In generale, mi indigna enormemente l'opportunismo travestito da solidarietà, sulla Palestina questo concetto mi smuove sensazioni viscerali di fastidio.
Chi non la porta nel cuore, nella pelle, nello stomaco,
non è degno di sussurrarne il nome.
Perché Palestina non è parola: è promessa.
E promessa tradita, ogni giorno, davanti agli occhi del mondo.
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Sito web di ricerca strategica ebraica: I tre fattori principali su cui facciamo affidamento per la migrazione della popolazione di Gaza sono:
1. Distruzione totale dell'area urbana di Gaza. Finora ciò è avvenuto nella zona cuscinetto della Striscia, nell'area di Rafah, nell'area di Netzarim e in alcune parti della Striscia di Gaza settentrionale. L'operazione "Gideon's Wagons" promette di ripetere questo approccio a Khan Yunis e nella città di Gaza.
Una Gaza senza una casa in cui tornare è una Gaza in cui è meno desiderabile restare.
2. Concentrare la popolazione di Gaza nelle aree sotto il controllo israeliano. In questo caso, distribuire aiuti umanitari nella zona di Rafah è un vantaggio, non un onere.
Quando la popolazione di Gaza si unisce a noi, possiamo organizzare la loro partenza e la loro emigrazione molto più facilmente e loro possono comunicare direttamente con noi su questa questione, invece di dover inviare messaggi ai coordinatori dello Shin Bet.
3. Paesi di destinazione. Sebbene immaginare una deportazione di massa e forzata della popolazione di Gaza "da qualche parte" possa essere allettante, ma la verità è che la deportazione stessa è come un tango. Anche se non chiedi ai residenti dove stanno andando, devi comunque chiedere a chi li stanno mandando.
La situazione diventa più difficile nel caso di migrazione volontaria.
Abbiamo bisogno di paesi che dichiarino apertamente e a gran voce la loro volontà di assorbire la popolazione di Gaza, e ne abbiamo bisogno il prima possibile.
Sami Abuomar
1. Distruzione totale dell'area urbana di Gaza. Finora ciò è avvenuto nella zona cuscinetto della Striscia, nell'area di Rafah, nell'area di Netzarim e in alcune parti della Striscia di Gaza settentrionale. L'operazione "Gideon's Wagons" promette di ripetere questo approccio a Khan Yunis e nella città di Gaza.
Una Gaza senza una casa in cui tornare è una Gaza in cui è meno desiderabile restare.
2. Concentrare la popolazione di Gaza nelle aree sotto il controllo israeliano. In questo caso, distribuire aiuti umanitari nella zona di Rafah è un vantaggio, non un onere.
Quando la popolazione di Gaza si unisce a noi, possiamo organizzare la loro partenza e la loro emigrazione molto più facilmente e loro possono comunicare direttamente con noi su questa questione, invece di dover inviare messaggi ai coordinatori dello Shin Bet.
3. Paesi di destinazione. Sebbene immaginare una deportazione di massa e forzata della popolazione di Gaza "da qualche parte" possa essere allettante, ma la verità è che la deportazione stessa è come un tango. Anche se non chiedi ai residenti dove stanno andando, devi comunque chiedere a chi li stanno mandando.
La situazione diventa più difficile nel caso di migrazione volontaria.
Abbiamo bisogno di paesi che dichiarino apertamente e a gran voce la loro volontà di assorbire la popolazione di Gaza, e ne abbiamo bisogno il prima possibile.
Sami Abuomar
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